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Per tutti quello che non lo conoscono ve
lo presento subito , l'ing. Riccardo Mozzi , scrive da anni per la
testata Fedeltà Del Suono , ultimamente anche con una rubrica di
domande e risposte ad inizio rivista.
Un giorno si e presentato da me ,
chiedendomi di acquistare un lettore cd , in particolare l'Esound E5 .
Inutile dire che sono rimasto molto
soddisfatto della cosa , dopo un breve periodo mi invio la
recensione che vi riporto sotto e che mi ha fatto molto piacere.
Ho atteso a pubblicarla sul sito , perche'
visto la sua collaborazione con l'ottima testata , non volevo bruciare
l'articolo.
Ora e uscita in uno speciale , chiamato "
Le guide di Fedeltà del Suono " numero 08 , speciale sorgenti digitali :

Ed ecco cosa ha scritto:
LETTORE CD ESOUND CD5
Premessa
Proseguiamo la nostra
indagine sui prodotti cinesi con un CD player che “resetta” il valore
del rapporto qualità/prezzo sinora utilizzato.
Introduzione
Dopo l’analisi
dell’amplificatore Yaqin C10 di poco tempo fa, eccoci a scoprire
un altro prodotto cinese, che peraltro parrebbe essere assai diffuso
anche in Italia (assai... relativamente ad un prodotto hi-fi di buon
livello), almeno a giudicare dalla presenza di diversi commenti positivi
che si ritrovano nei vari forum di discussione della rete.
Ho acquistato questo lettore
da Audiocostruzioni di Carpi, scegliendolo tra altre 4 macchine
(cinesi) presenti in saletta: il titolare di Audiocostruzioni, Davide
Sbisà, ha collegato le 5 sorgenti ad uno stesso amplificatore,
naturalmente utilizzando cavi e dischetti uguali; il confronto è quindi
avvenuto in tempo reale e l’esito è stato... che mi sono portato a casa
questo Esound per poterlo meglio analizzare con una catena
conosciuta: la mia.
Descrizione
Anche in questo caso non
posso descrivere la storia, le tradizioni e gli altri prodotti di questa
Azienda perché niente conosco al riguardo; ho notato un integrato a
stato solido che mi sembra avere ben costruito e rifinito, ma non posso
riferire alcunché riguardo al suono.
Passo quindi direttamente
alla descrizione di questo CD5 Esound, realizzato con profusione
di materiali metallici; il telaio, infatti, è realizzato con un insieme
di profilati di alluminio di considerevole spessore; il coperchio, poi,
è veramente un particolare che varrebbe la pena incorniciare ed
appendere al muro: si tratta di una lastra di alluminio pressofuso con
il logo “Esound” ricavato al centro: davvero una buona impressione di
solidità.
Il pannello frontale è
relativamente scarno: a destra i comandi fondamentali ed al centro il
cassetto porta-CD; una fascia orizzontale lucidata snellisce il frontale
satinato, al pari di due maniglie stilizzate poste ai lati; la parte
posteriore, ricavata anch’essa da un pannello metallico ben spesso,
riporta le uscite analogiche, bilanciate e non, quelle digitali, ottica
ed elettrica, e la vaschetta IEC che parrebbe essere comun denominatore
per tutti i prodotti cinesi esaminati sin qui; una scelta intelligente.
I connettori RCA sono
ottimamente realizzati, dorati ed addirittura dotati di cappucci in
plastica di protezione: una cura del particolare inaspettata, visto
anche il livello di prezzo di questo lettore (890 euro).
Il telecomando è costituito
da una bella scatoletta metallica di notevole solidità; tra i vari
comandi, poco differenziati in verità, troviamo anche l’inversione della
fase, molto utile quando si utilizza l’uscita bilanciata collegata ad un
pre che non riporta la piedinatura standard utilizzata comunemente, in
modo da ristabilire la fase assoluta senza difficoltà.
L’interno riporta al centro
una meccanica marcata Philips; che sia anch’essa una specie di clone
come i Rolex offerti sulla spiaggia? Non saprei, ma sono i risultati che
contano: ed al pari degli orologi che funzionano come (o meglio...)
degli originali, anche questo particolare svolge il suo compito con
diligenza ed affidabilità, senza impuntamenti o rumori sospetti.
Dietro la meccanica un bel
toroidale di alimentazione ed ai lati due schede ben zeppe di
componenti; niente so riferire riguardo la topologia circuitale ed alle
caratteristiche dei convertitori, se non la frequenza del campionamento
e la risoluzione dichiarata in 96Khz, 24 bit; sono utilizzati numerosi
circuiti integrati anch’essi marcati Philips; veri o “falsi” che siano,
il risultato c’è...
Analisi
sonora
Inserisco i vari apparecchi
in prova uno per volta, naturalmente, in modo di poter riferire il loro
comportamento all’ascolto sempre rispetto a qualcosa di ben conosciuto.
Ecco quindi questo cinesino
nell’”arena del suono”, pronto a confrontarsi con lettori di pari
livello costruttivo e con la mia accoppiata “di riferimento”, cioè
meccanica e convertitore Proceed, ben collegati da una coppia di
MIT Digital Reference: ne utilizzo due perché, in realtà, da
tempo ho inserito tra i due Madrigal un sistema anti-jitter della
Theta che ha fornito risultati interessanti, soprattutto in termini
di fluidità di emissione.
C’era anche un Oracle
con testina Lyra Clavis D.C., ma il confronto è stato non troppo
approfondito; per pietà...
Amplificazione Spectral
(un DMC30s ed un 100s, per l’esattezza), diffusori
Avalon, tutti conditi con fili vari MIT ed inseriti nella
solita stanza d’ascolto ben trattata, di cui Vi risparmio l’ennesima
immagine e descrizione.
Erano presenti anche un
lettore CD Marantz ed un Sony di livello medio, utili per
poter paragonare il suono dell’Esound con quello di potenziali
concorrenti di prezzo: e saltando subito alle conclusioni più
interessanti, debbo riferire che proprio non c’è stato confronto con
questi ultimi: in tutte le caratteristiche della riproduzione, infatti,
l’Esound è stato sensibilmente superiore ai malcapitati ospiti in
saletta; si passa, infatti, da un ascolto che, dopo alcuni minuti,
diventa davvero affaticante, ad un ascolto ben più piacevole e di
possibile lunga fruizione; debbo ammettere che tale limite imputabile
alle sorgenti più economiche emerge maggiormente in un impianto ben
risolutore come quello che attualmente ho la fortuna di smanopolare,
mentre è presumibile che tali lettori giapponesi, se inseriti in catene
più congrue, non manifestino subito tali limiti; aggiungo inoltre che,
probabilmente, se l’anello debole della catena è costituito dalla
sorgente il risultato finale è forse peggiore rispetto a quello in cui
sono i diffusori ad essere incongrui con il resto del sistema; mi spiego
meglio: con degli altoparlanti più modesti rispetto all’impianto a
monte, è probabile riuscire ad intuire le potenzialità dello stesso,
mentre se il segnale parte “storto”, ahimè, il resto della catena non
farà altro che magnificare tale stortura...
Mentre un ascolto a confronto
Cina-Giappone faceva immediatamente pendere la bilancia da una parte, il
confronto Cina-Stati Uniti invece è più serrato; ci sono, naturalmente,
delle differenze a favore dei Madrigal, ma si tratta di sfumature
più o meno importanti, ma tali; l’aspetto che a mio avviso è sintomatico
di una corretta riproduzione è la capacità di riprodurre un palcoscenico
immaginario credibile: ed in questo caso tale caratteristica c’è, ed è
abbastanza simile a quella dei Proceed; basterebbe tanto per poter
gridare al miracolo e consigliare l’ascolto di questo prodotto nel caso
di una scelta di un lettore CD di buon livello.
Gli aspetti, invece, in cui
inevitabilmente l’Esound soccombe di fronte ai Proceed (che,
ricordiamolo, costavano nuovi circa 6 volte tanto...) sono la
riproduzione della gamma bassa e la capacità di risoluzione dei
dettagli; ebbene, le bassissime frequenze proposte dalla meccanica
Proceed (una Philips pro ben installata a bordo) sono notoriamente
quanto di meglio si possa ricercare in tali tipi di apparecchiature, e
questo a dispetto dell’anzianità di mercato della stessa; e non è
solamente qualche hertz in più ad essere proposto dalla PDT2, ma anche
la maggiore articolazione di tutto lo spettro basso che si distingue
chiaramente in talune riproduzioni di violoncelli e contrabbassi.
La capacità di riproporre i
dettagli più minuti è, poi, leggermente inferiore, al pari dell’ariosità
che circonda ogni esecutore; la messa a fuoco è, come già accennato,
molto simile; sono solo gli strumenti ad essere un pochettino più grandi
del dovuto; giova ripetere che tali deficienze sono riferite rispetto ad
un sistema veramente di alto livello; a parità di prezzo, non riesco a
scorgere niente sul mercato di confrontabile, se non forse altri
conterranei...
Per quanto riguarda
l’equilibrio timbrico rispetto al riferimento, l’Esound si presenta con
certi brani musicali un pochino più duro e secco rispetto al
riferimento; ma, insistiamo, si tratta di sfumature, ben importanti, ma
tali; anche se, è vero, sono proprio queste sfumature che trasformano
poi un bel suono (ed una bella riproduzione) in un suono “magico”,
assimilandola maggiormente alla irraggiungibile realtà.
Conclusioni
Parimenti alla recente prova
dell’integrato Yaqin, sono costretto a scrivere nuovamente delle frasi
fatte: un prodotto costruito in modo interessante e che ridisegna il
rapporto qualità/ prezzo dei lettori CD di livello intorno a 2000 (!)
euro.
Sono contento che esistano
degli apparecchi del genere che possono fornire la possibilità di ottimi
ascolti anche ad i possessori di portafogli meno farciti.
| Esound E5 |
Esound E5
Signature |
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