Schede e recensioni

Musical Fidelity V Dac II

Convertitore con entrata USB e Coassiale
 

 

 

  Di cosa si tratta

  Convertitore Esterno


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  Produttore

  Musical Fidelity England

  Caratteristiche

  Entrata Usb e Rca

  Costo

  270 € anno 2011  Audiocostruzioni di Sbisa' e punto vendita chiedere

  info@audiocostruzioni.com   tel 059-685054

 

 

Caratteristiche

  • Up sampling: 24 Bit/192kHz

  • Output impedance: 47Ω

  • Maximum output: 2.25V /97Ohm

  • A-wtd S/N ratio (USB/SPDIF): 101.5dB / 108.8dB

  • Total harmonic distortion: 0.002% (20Hz-20kHz)

  • Frequency response: +0, -0.1dB (20Hz-20kHz)

  • Digital Jitter (48kHz/24bit USB, S/PDIF) 90psec / ~10psec

  • Resolution @ -105dB (USB, S/PDIF) +/-0.7dB / +/-0.1dB

  • Power requirement: 12V DC 500mA

 

La recensione di Cristiano

 

PERCORSI A RITROSO

 

Percorsi a ritroso: elettroniche, diffusori ed accessori di gran classe del recente passato oppure apparecchi economici che, per le loro peculiarità musicali, si contraddistinguono a tal punto da imporre all’appassionato una riflessione assai critica: vale veramente la pena svenarsi per le migliori griffe e le più blasonate, esclusive, esoteriche elettroniche od, anzi, il miglior risultato è raggiunto concentrando tutte le proprie risorse nella sinergia fra valide apparecchiature e l’ambiente d’ascolto? Questo nuovo spazio si pone il compito di dare voce ai cosiddetti “figli di un dio minore” con lo scopo di fornire preziose indicazioni soprattutto al neofita ed all’appassionato non disposto ad investire troppo nell’hardware a discapito del software musicale che, infine, costituisce il perno centrale su cui si sviluppa l’hobby dedicato alla riproduzione audio in ambito domestico.

 

MUSICAL FIDELITY V-dac II

Unità esterna di conversione digitale/analogica (dac)

Listino 2011 = €270

A volte occorre sin da subito giocare a carte scoperte.

Come nel caso dell’unità di conversione D/A Musical Fidelity V-dac II che, per le qualità espresse nei vari abbinamenti col mio impianto domestico di riproduzione musicale, mi ha in breve posto nelle condizioni di una scelta editoriale: inserire il V-dac II nella sezione dedicata alla musica liquida, ovvero in quei percorsi a ritroso dedicati alle grandi apparecchiature dal costo piccino.

Se la logica avrebbe optato per la prima scelta, anche in considerazione del fatto che sino a poco tempo fa trascorrevo ludiche ore con l’HRT Music Streamer II, infine il cuore ha stabilito per la seconda, per cui mi sforzerò nelle prossime righe di darne adeguata spiegazione.

 

Or bene, il nuovo Musical Fidelity V-Dac II è ben più di una rivisitazione ed aggiornamento del precedente modello V-Dac, che in ogni caso ha avuto i suoi cinque minuti di gloria fra gli audiofili e le classifiche di vendita nonostante la sua veste estetica a dir poco dimessa.

 

Lo chassis è ora elegantemente realizzato in alluminio estruso, poco più grande di un pacchetto di sigarette, nonostante abbia mantenuto quella foggia spartana invero più consona ad apparecchiature professionali prive di fronzoli: sul lato posteriore compaiono soltanto le due uscite rca, su quello anteriore un ingresso usb, un ingresso coassiale rca, selezionabili mediante una piccola levetta fra essi interposta, oltre al piccolo jack femmina per l’alimentazione, fornita da un piccolissimo alimentatore esterno.

Ma è all’interno ove si celano i più cospicui cambiamenti rispetto alla prima release: ora tutto il circuito stampato è realizzato con tecnologia SMD, ove ordine e razionalità regnano sovrani. L’interno del V-dac II sembra piuttosto un componente hi-end di alto cabotaggio anziché un economico convertitore.

La profonda rivisitazione del progetto scaturisce, secondo la stessa Musical Fidelity, dall’elevata popolarità riconosciutagli dagli appassionati audiofili che hanno “de facto” eletto il primo V-dac tra i più richiesti DAC esterni, con l’unica ma palese critica relativa proprio alla sua estetica. Tenendo conto che negli ultimi anni la multimedialità ha avuto una fortissima penetrazione di mercato e che le uscite audio digitali dei più comuni personal computer e notebook siano affette da jitter o comunque non garantiscano prestazioni elevate, nel nuovo V-dac II è stato aggiunto un ingresso USB asincrono, di cui era sprovvista la prima versione e per la quale era stato introdotto il componente esterno V-LINK a cui poterlo abbinare.

In altri termini, il V-Dac II combina ora la tecnologia di conversione a 24bit e 192kHz upsampling reclocking, con la performance dell’USB asincrono, al pari di quanto offerto dai più agguerriti concorrenti quali NuForce o HRT.

Musical Fidelity dichiara delle caratteristiche degne di progetti di ben altro costo, come una distorsione bassissima (0.002%), basso rumore, eccellente linearità e basso jitter, separazione stereo pari a –105dB.

 

 

Gli abbinamenti e l’ascolto

Il piccolo V-Dac II è da alcuni mesi sballottato fra i preamplificatori Labtek Nautilus, Threshold Fet Ten HLe, Rose RV23s, RS Acustica Venice Two, i finali di potenza Fortè Audio model 4, Labtek Nemo, Ming-Da MC-845C, Albarry M408II, una coppia di finali artigianali in classe D basati sul circuito Fenice 100 a ponte; i sistemi d’altoparlanti B&W 683, Monitor Audio Studio Monitor 20 e Gold GX300, Infinity RS-5K, in tutte le combinazioni possibili.

L’unica costante è rimasta la sorgente, per la quale mi sono affidato al solito notebook Acer Aspire 5742G, irreprensibile nel funzionamento grazie alla sua tecnologia basata sul chip Intel Core i5-450M, con sistema operativo Microsoft 7 Home Premium 64bit e media player Foobar2000 v1.1.10 beta2 Free.

I miei riferimenti sono stati l’accoppiata Audio Alchemy DTI2.0 + DDE 3.0 e l’HRT Music Streamer II.

Le seguenti sensazioni d’ascolto faranno riferimento essenzialmente al sistema d’amplificazione Threshold-Forté, su cui mi ero affidato per la recensione del dac HRT.

Il Musical Fidelity V-dac II cattura subito l’attenzione per la fluidità ed una naturalezza d’emissione davvero disarmanti, ovviamente con file musicali non compressi in formato flac e ape; non vorrei essere l’eretico di turno ma, di fatto, la sensazione è quella di essere al cospetto di una buona sorgente analogica.

Rispetto all’HRT Music Streamer, l’impostazione timbrica appare velatamente più calda, armonicamente più completa, contraddistinta forse da una gamma medio-bassa in leggera evidenza e da una gamma media molto ricca. La risoluzione armonica si attesta pertanto su quote elevate, certamente non deficitarie nei confronti di quanto offerto da progetti ben più ambiziosi: si ascoltino all’uopo gli Ozric Tentacles nel loro variegato “Erpland”, in cui la risoluzione dei suoni sintetici si sposa alla perfezione con quelli elettrici di chitarre e basso, mantenendo un’omogeneità tonale che ricorda appunto il buon suono analogico.

Certamente, i fuoriclasse Audio Alchemy infine prevalgono per la quota dimensionale della scatola sonora e per il peso specifico del suono, ovvero quella completezza del messaggio musicale che più di altri parametri tende ad avvicinare la riproduzione all’evento musicale originale ma, immaginando di dover “perdere” la coppia californiana, potrei comunque sopravvivere egregiamente anche con i servigi offerti dal piccolo V-Dac II.

Ritorno sulle partiture del Piano Concertos K.271, 453, 466 di Mozart eseguite da Keith Jarrett per la ECM (Ecm1624): il V-Dac II le affronta assai dignitosamente, restituendo un pianoforte credibile, omogeneo, di dimensioni prossime alla realtà, ben disegnato al centro della scatola sonora.

Dello stesso artista ascolto dunque il celebre Koln Concert in versione liquida a 24 bit / 96kHz: il risultato è veramente appagante, la risoluzione e la trasparenza molto buone in assoluto, la ricostruzione scenica ed i vari piani sonori ricordano ancor più da vicino il buon suono di un front-end analogico inglese, tipicamente Linn od anche Roksan.

L’abbinamento con le nuovissime Monitor Audio GX300 Gold avvalora ulteriormente la ricchezza armonica della gamma media, completando anche verso l’estremo superiore un quadro sonoro di rara eleganza per la classe merceologica del piccolo V-dac II.

Ciò che più mi ha impressionato, sia con le generose B&W 683 che, ancor più, con le notevoli GX300, è l’estensione e la risoluzione della gamma bassa di cui il Musical Fidelity è capace: le basse frequenze ci sono, eccome, ben amalgamate col medio-basso, magari non possenti quanto quelle offerte dai migliori convertitori attualmente sul mercato (che, per inciso, costano 50-100 volte tanto!!), ma più che soddisfacenti con casse generose ed estese. Guardo con un certo compiacimento lo striminzito alimentatore fornito di serie, voluminoso quanto o poco più di una scatolina di caramelle Tic-Tac: evidentemente il consumo del circuito di conversione è bassissimo, oltre al fatto che funzionerà sicuramente a 5 Vcc, per cui i 12V uscenti da questo piccolo scatolotto sono pertanto ulteriormente filtrati e rettificati all’interno del V-Dac II. Ebbene ciò che il mio apparato uditivo ha appurato, è stata l’estrema silenziosità del Musical Fidelity V-Dac II, a conferma delle caratteristiche elettriche dichiarate. Come suonerebbe questo piccolo convertitore con un’alimentazione simile a quella approntata sui migliori preamplificatori Am-Audio??

Non soffermiamoci troppo su tali considerazioni, potremmo mai scoprire che poi il V-dac II suonerebbe in maniera pericolosamente prossima ad un Wadia, un Weiss, un dCS?

Sfruttando l’ingresso coassiale, grazie ai servigi della mia meccanica Monrio Bit-Match, le considerazioni non si discostano da quanto appurato attraverso l’ascolto di musica liquida, salvo il fatto che non si raggiunge la risoluzione e la naturalezza d’emissione dei formati a 24 bit – 96 kHz che, davvero, hanno talvolta (dipende dalla qualità della registrazione, indipendentemente dalla risoluzione) una marcia in più, arrivando a lambire la musicalità del segnale analogico.

Un’annotazione, che al momento cito ripromettendomi di approfondire: ascoltando vari album sia in CD che in formato “liquido”, ho avuto sensazioni opposte, ma mai con lo stesso disco.

Talvolta mi è parso di preferire il lettore CD, in altre occasioni il notebook. E’ possibile che in questi casi sia stata la qualità di registrazione del software a prevalere sulle prestazioni hardware.

Conclusioni:

Analoghe ed ancor più ovvie rispetto al concorrente HRT Music Streamer II, provato per Audiocostruzioni pochi mesi or sono:

Ø un prezzo di vendita sostenibile da qualsiasi potenziale acquirente, persino dal liceale o dall’universitario squattrinato per le spese già sostenute in tecnologie informatiche;

Ø semplicità d’uso;

Ø dimensioni davvero contenute, un altro prêt-à-porter dell’alta fedeltà (che sia una nuova moda?);

Ø progetto e costruzione al pari di analoghe realizzazioni tipicamente hi-end;

Ø come nel caso del Music Streamer II di HRT, le sue prestazioni complessive potrebbero permettere all’utente anche occasionale o non particolarmente attratto dall’alta fedeltà, un possibile salto qualitativo eclatante, per un potenziale reclutamento di nuovi adepti fra le ormai striminzite schiere di audiofili;

Ø Al contempo, le sue qualità complessive possono già soddisfare e persino stupire l’appassionato navigato.

Un solo accorgimento: se si possiedono cavi di segnale nei vari formati boa, pitone od anaconda (qualcuno ricorderà certi cavi Shinpy?) o, più semplicemente, cavi un poco più rigidi del solito, sarà un gioco da ragazzi vedere il povero V-Dac II impennarsi come una moto da cross: un poco di Blue Tack potrebbe tornar utile.

In definitiva: un grande suono ad un prezzo piccolo; tale da meritare la recensione nei nostri “Percorsi a ritroso”.

Senza alcun dubbio, tanto di cappello

Musica ascoltata:

- Bonnie Prince Billy Beware (formato flac 16bit);

- Telemann – Tafelmusik (2008, Brilliant Classics, cofanetto 100CD per Audioreview)

- KeithJarrett Mozart Piano Concertos K.271, 453, 466 (formato Flac)

- Keith Jarrett Koln Concert (formato flac 24bit 96kHz);

- Joe Williams Feel the spirit (formato CD)

- Kelly Joe Phelps - Tap the Red Cane Whirlwind (formato mp3, 320Kbps)

- Joe Henry Civilians (formato Flac);

- Joe Henry Blood from Stars (formato Ape);

- Steve Khan The green field (formato mp3, 320Kbps);

- Ozric Tentacles Erpland (formato Ape);

- O.S.I. Office of Strategic Influence (formato Flac);

- Sade – Promise (formato Flac e CD);

- Sade – Love Rock (formato Flac e CD).

 

Cristiano Nevi - musicofilo, audiofilo senza troppe fisime e libero recensore – gennaio 2012

 

Descrizione

 

Dal web:

 

Quando il V-DAC originale è stato presentato tre anni addietro, è stato subito estremamente apprezzato dalla stampa specializzata che ne ha ampiamente descritto in molti test la qualità eccellente ed il prezzo ridotto, arrivando in alcuni casi a paragonare le caratteristiche tecniche del V-DAC a quelle di apparecchi dal costo sino a dieci volte più elevato.
La conferma di tutto ciò si è poi avuta dalla elevata popolarità riconosciutagli dagli appassionati
audiofili che lo hanno “de facto” eletto come tra i più richiesti DAC esterni.
L’unica critica mossa al V-DAC era relative alla sua estetica. Negli ultimi tre anni si è dovuto
prendere poi atto che il computer audio è divenuto sempre più importante e popolare. E per spremere il meglio da un computer audio occorre un ingresso USB asincrono che l’originale V-DAC non aveva, tant’è che è stato introdotto il V-LINK a cui poterlo abbinare.

Il brief del progetto per il V-DAC II

Quattro sono risultati essere i punti sulla base dei quali pensare al progetto del nuovo V-DAC II:

1. Una migliore estetica e finitura

2. Un ingresso USB asincrono

3. Se possibile, migliorare la performance tecnica

4. Massima attenzione ai costi di produzione

1. Una migliore estetica e finitura Contrariamente a quello che alcuni pensano, Musical Fidelity ha

attentamente ascoltato quello che si diceva sull’estetica del V-DAC e questa critica è stata presa molto seriamente in considerazione. E’ stato quindi fatto un notevole investimento nelle
tecniche di fabbricazione dell’estruso per il V-DAC II . Il risultato è che ora è molto più bello e che la finitura è stata enormemente migliorata. Il V-DAC II si mostra “classicamente tecnico”, perfetta combinazione per un DAC.
L’estrusione a linee sottili con una finitura spazzolata trasuda qualità. Il frontale ed il posteriore
sono ora fatti da alluminio lavorato, di spessore doppio rispetto a prima, dando al V-DAC II una
qualità percepita superiore.



2. Un ingresso USB asincrono

Il nuovo V-DAC II possiede un ingresso USB asincrono. E questo è esattamente la stessa tecnologia
e la stessa programmazione software del recente V-LINK che ha avuto anche in questo caso un
enorme successo di critica da parte delle riviste specializzate nell’area Audio HiFi e Computer
Audio , oltre che un buon successo di vendite.
Con il V-DAC II si è costituita una combinazione fantastica: la tecnologia superlativa 24bit 192k
upsampling reclocking del V-DAC e la super-performance dell’ USB asincrono, il tutto in un unico
chassis !!

3. Se possibile, migliorare la performance tecnica

La performance tecnica del V-DAC originale è fuori da ogni discussione da quando è nato. Con una
distorsione bassissima (0.005%), basso rumore, eccellente linearità e basso jitter, poteva rivaleggiare ad armi pari con altri DAC molto più costosi , se non addirittura superarli.
Sembrava impossibile migliorare il precedente V-DAC, ma il V-DAC II ci è riuscito grazie ad una
distorsione ancor più bassa (0.002%) ed a una migliore separazione stereo che raggiunge
l’incredibile valore di –105dB.
Qualsiasi sia lo standard usato, il V-DAC II è un nuovo benchmark nella sua categoria per le performance tecniche superlative. Ed è già stato insignito dalla rivista HiFi News con l’ Highly Commended !

4. Massima attenzione ai costi di produzione

Negli ultimi tre anni l’originale V-DAC è stato affiancato da molti prodotti concorrenti con realizzazioni ‘me-too’. Nessuno di questi ci sembra sia stato però paragonabile tecnicamente al V-DAC, seppure nuovi ed esteticamente più sexy.

Il V-DAC II offre una risposta definitiva a qualsiasi critica rivolta all’originale e, allo stesso

tempo, ha portato le performance tecniche ad un livello ancor più elevato, così impressionanti che

anche un DAC estremamente costoso si sente in imbarazzo di fronte alle sue performance tecniche. Ricordate, il V-DAC II è un prodotto di prezzo ancora così che il raggiungimento delle

sue eccellenti performance è oltremodo maggiormente rimarchevole.

Prezzo? Argomento che infastidisce, vero?

Il V-DAC II ha come detto una migliore estetica e finitura, migliore performance tecnica ed in più l’

USB asincrono. Dovrebbe quindi costare molto, molto di più dell’originale di tre anni addietro non è vero?

 

Una precisazione dell'importatore:

Il V-DAC II ha una caratteristica (che forse Le è sfuggita) e che  il modello precedente non aveva: ha l’ingresso USB asincrono anziché sincrono come il precedente. In pratica il V-DAC II  implementa il  V-LINK (senza l’uscita e senza lo chassis).

 

Dal sito Ufficiale:

 

Design background

When the original V-DAC was launched three years ago, it got excellent
reviews. The technical reviews, in particular, were outstanding, and the V-DAC proved to be popular with music loving audiophiles. Most competent reviewers realized that the V-DAC was the technical equal of other DACs up to ten times the price. The only real criticism was about its appearance.

In the last three years, computer audio has become more popular. To get the best out of computer audio, you need an asynchronous USB input. The original V-DAC did not have this.

The design brief for the V-DAC II

  1. Improved appearance and finish

  2. Add asynchronous USB input

  3. If possible, improve the technical performance

1. Improved appearance and finish

Contrary to what many may think, Musical Fidelity listened closely to what was said about the aesthetics of the V-DAC and we took the criticism to heart. We have made a substantial investment in the extrusion fabrication techniques for the V-DAC II. The result is that it looks much better and the finish is also vastly improved. The V-DAC II looks classy and technical at the same time, which is a perfect combination for a DAC.

The fine line extrusion with premium finish brushing exudes quality. The front and back end pieces are now made from machined aluminium, twice as thick as before, giving the V-DAC II more perceived quality.
 

2. Asynchronous USB input

The new V-DAC II has an asynchronous USB input. This is exactly the same technology and programming as used in our highly successful, enthusiastically reviewed V-Link.

What an amazing combination: superlative 24bit 192k upsampling reclocking V-DAC technology and a super-performance, asynchronous USB in one box. This is amazing stuff!

3. If possible, improve the technical performance

The original V-DAC had superlative technical performance. With very low
distortion (0.005%), low noise, excellent linearity and low jitter, it was equal to, or in many cases better than, DACs that were vastly more expensive.

The V-DAC II improves upon the original V-DAC’s benchmark performance. We have halved the distortion (0.002%) and improved the stereo separation to an incredible –105dB.

By any standards, the V-DAC II is a new benchmark for superlative technical performance.

 

Tradotto con Google:

 

 

Quando l'originale V-DAC è stato lanciato tre anni fa, ha ottenuto ottimi
recensioni. I giudizi tecnici, in particolare, erano eccezionali, e il V-DAC dimostrato di essere popolare con gli audiofili amanti della musica. I recensori più competenti sono reso conto che il V-DAC è stato il pari tecnico di DAC altre fino a dieci volte il prezzo. L'unica vera critica riguardava il suo aspetto.

Negli ultimi tre anni, l'audio del computer è diventato più popolare. Per ottenere il meglio da audio del computer, è necessario un ingresso asincrono USB. L'originale V-DAC non ha avuto questo.

Il riassunto di disegno per il V-DAC II
1.Improved aspetto e finitura
2.Add ingresso asincrono USB
3.Se il possibile, migliorare le prestazioni tecniche

1. Migliore aspetto e finitura

Contrariamente a quanto molti potrebbero pensare, Musical Fidelity ascoltato attentamente quanto è stato detto circa l'estetica del V-DAC e abbiamo preso le critiche a cuore. Abbiamo fatto un notevole investimento nelle tecniche di fabbricazione di estrusione per il V-DAC II. Il risultato è che sembra molto meglio e il finale è anche notevolmente migliorato. Il V-DAC II sembra di classe e tecnica allo stesso tempo, che è una combinazione perfetta per un DAC.

L'estrusione linea sottile con finiture di qualità premium spazzolatura trasuda. La parte anteriore e pezzi di back-end sono ora realizzati in alluminio lavorato, due volte più spessi di prima, dando il V-DAC II qualità più percepita.


2. Asincrono ingresso USB

Il nuovo V-DAC II dispone di un ingresso USB asincrono. Questa è esattamente la stessa tecnologia e programmazione utilizzato nel nostro grande successo, con entusiasmo recensione V-Link.

Che un incredibile combinazione: superlativo 24bit 192k upsampling reclocking V-DAC tecnologia e un super-prestazioni, USB asincrono in una scatola. Questa è roba incredibile!

3. Se possibile, migliorare le prestazioni tecniche

L'originale V-DAC erano superlative prestazioni tecniche. Con molto bassa
Distorsione (0,005%), bassa rumorosità, eccellente linearità e basso jitter, è stato pari a, o in molti casi meglio, DAC che erano molto più costosi.

Il V-DAC II migliora le prestazioni di riferimento l'originale V-DAC. Abbiamo dimezzato la distorsione (0,002%) e migliorata la separazione stereo su un incredibile-105dB.

Da qualsiasi standard, V-DAC II è un nuovo punto di riferimento per la superlativa performance tecniche.


Scheda fotografica

 

 

Questa e l'uscita RCA

 

 

 


Vediamo dietro


 


L'alimentatore

 


 

 

Imballo

 

 

 

 

 

Il video You Tube

 

 


 

  Manuale

 




Links

 


http://www.musicalfidelity.com/products/V-Series/V-DAC/V-DAC.asp

 

Una interessante discussione:

http://hifi-hiend.forumattivo.com/t8368p15-vdac-ii-musical-fidelity


Come suona

 

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