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Schede e recensioni |
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Musical Fidelity V Dac II
Convertitore con entrata USB e Coassiale
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Di cosa si tratta |
Convertitore Esterno |
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Produttore |
Musical Fidelity England |
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Caratteristiche |
Entrata Usb e Rca |
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Costo |
270 € anno 2011 Audiocostruzioni di Sbisa' e punto vendita chiedere info@audiocostruzioni.com tel 059-685054 |
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PERCORSI A RITROSO Percorsi a ritroso: elettroniche,
diffusori ed accessori di gran classe del recente passato oppure
apparecchi economici che, per le loro peculiarità musicali, si
contraddistinguono a tal punto da imporre all’appassionato una riflessione
assai critica: vale veramente la pena svenarsi per le migliori griffe e le
più blasonate, esclusive, esoteriche elettroniche od, anzi, il miglior
risultato è raggiunto concentrando tutte le proprie risorse nella sinergia
fra valide apparecchiature e l’ambiente d’ascolto? Questo nuovo spazio si
pone il compito di dare voce ai cosiddetti “figli di un dio minore” con lo
scopo di fornire preziose indicazioni soprattutto al neofita ed
all’appassionato non disposto ad investire troppo nell’hardware a
discapito del software musicale che, infine, costituisce il perno centrale
su cui si sviluppa l’hobby dedicato alla riproduzione audio in ambito
domestico. MUSICAL FIDELITY V-dac II Unità esterna di conversione digitale/analogica
(dac) Listino 2011 = €270 A volte occorre sin da subito
giocare a carte scoperte. Come nel caso dell’unità di
conversione D/A Musical Fidelity V-dac II che, per le qualità espresse nei
vari abbinamenti col mio impianto domestico di riproduzione musicale, mi
ha in breve posto nelle condizioni di una scelta editoriale: inserire il
V-dac II nella sezione dedicata alla musica liquida, ovvero in quei
percorsi a ritroso dedicati alle grandi apparecchiature dal costo piccino. Se la logica avrebbe optato per la
prima scelta, anche in considerazione del fatto che sino a poco tempo fa
trascorrevo ludiche ore con l’HRT Music Streamer II, infine il cuore ha
stabilito per la seconda, per cui mi sforzerò nelle prossime righe di
darne adeguata spiegazione.
Or bene, il nuovo Musical Fidelity V-Dac
II è ben più di una rivisitazione ed aggiornamento del precedente
modello V-Dac, che in ogni caso ha avuto i suoi cinque minuti di
gloria fra gli audiofili e le classifiche di vendita nonostante la sua
veste estetica a dir poco dimessa. Lo chassis è ora elegantemente
realizzato in alluminio estruso, poco più grande di un pacchetto di
sigarette, nonostante abbia mantenuto quella foggia spartana invero più
consona ad apparecchiature professionali prive di fronzoli: sul lato
posteriore compaiono soltanto le due uscite rca, su quello anteriore un
ingresso usb, un ingresso coassiale rca, selezionabili mediante una
piccola levetta fra essi interposta, oltre al piccolo jack femmina per
l’alimentazione, fornita da un piccolissimo alimentatore esterno. Ma è all’interno ove si celano i
più cospicui cambiamenti rispetto alla prima release: ora tutto il
circuito stampato è realizzato con tecnologia SMD, ove ordine e
razionalità regnano sovrani. L’interno del V-dac II sembra piuttosto un
componente hi-end di alto cabotaggio anziché un economico convertitore. La profonda rivisitazione del
progetto scaturisce, secondo la stessa Musical Fidelity, dall’elevata
popolarità riconosciutagli dagli appassionati audiofili che hanno “de
facto” eletto il primo V-dac tra i più richiesti DAC esterni, con l’unica
ma palese critica relativa proprio alla sua estetica. Tenendo conto che
negli ultimi anni la multimedialità ha avuto una fortissima penetrazione
di mercato e che le uscite audio digitali dei più comuni personal computer
e notebook siano affette da jitter o comunque non garantiscano prestazioni
elevate, nel nuovo V-dac II è stato aggiunto un ingresso USB asincrono, di
cui era sprovvista la prima versione e per la quale era stato introdotto
il componente esterno V-LINK a cui poterlo abbinare. In altri termini, il V-Dac II
combina ora la tecnologia di conversione a 24bit e 192kHz upsampling
reclocking, con la performance dell’USB asincrono, al pari di quanto
offerto dai più agguerriti concorrenti quali NuForce o HRT. Musical Fidelity dichiara delle
caratteristiche degne di progetti di ben altro costo, come una distorsione
bassissima (0.002%), basso rumore, eccellente linearità e basso jitter,
separazione stereo pari a –105dB. Gli abbinamenti e l’ascolto Il piccolo V-Dac II è da alcuni
mesi sballottato fra i preamplificatori Labtek Nautilus, Threshold Fet Ten
HLe, Rose RV23s, RS Acustica Venice Two, i finali di potenza Fortè Audio
model 4, Labtek Nemo, Ming-Da MC-845C, Albarry M408II, una coppia di
finali artigianali in classe D basati sul circuito Fenice 100 a ponte; i
sistemi d’altoparlanti B&W 683, Monitor Audio Studio Monitor 20 e Gold
GX300, Infinity RS-5K, in tutte le combinazioni possibili. L’unica costante è rimasta la
sorgente, per la quale mi sono affidato al solito notebook Acer Aspire
5742G, irreprensibile nel funzionamento grazie alla sua tecnologia basata
sul chip Intel Core i5-450M, con sistema operativo Microsoft 7 Home
Premium 64bit e media player Foobar2000 v1.1.10 beta2 Free. I miei riferimenti sono stati
l’accoppiata Audio Alchemy DTI2.0 + DDE 3.0 e l’HRT Music Streamer II. Le seguenti sensazioni d’ascolto
faranno riferimento essenzialmente al sistema d’amplificazione
Threshold-Forté, su cui mi ero affidato per la recensione del dac HRT. Il Musical Fidelity V-dac II
cattura subito l’attenzione per la fluidità ed una naturalezza d’emissione
davvero disarmanti, ovviamente con file musicali non compressi in formato
flac e ape; non vorrei essere l’eretico di turno ma, di fatto, la
sensazione è quella di essere al cospetto di una buona sorgente analogica. Rispetto all’HRT Music Streamer,
l’impostazione timbrica appare velatamente più calda, armonicamente più
completa, contraddistinta forse da una gamma medio-bassa in leggera
evidenza e da una gamma media molto ricca. La risoluzione armonica si
attesta pertanto su quote elevate, certamente non deficitarie nei
confronti di quanto offerto da progetti ben più ambiziosi: si ascoltino
all’uopo gli Ozric Tentacles nel loro variegato “Erpland”, in cui la
risoluzione dei suoni sintetici si sposa alla perfezione con quelli
elettrici di chitarre e basso, mantenendo un’omogeneità tonale che ricorda
appunto il buon suono analogico. Certamente, i fuoriclasse Audio
Alchemy infine prevalgono per la quota dimensionale della scatola sonora e
per il peso specifico del suono, ovvero quella completezza del messaggio
musicale che più di altri parametri tende ad avvicinare la riproduzione
all’evento musicale originale ma, immaginando di dover “perdere” la coppia
californiana, potrei comunque sopravvivere egregiamente anche con i
servigi offerti dal piccolo V-Dac II. Ritorno sulle partiture del Piano
Concertos K.271, 453, 466 di Mozart eseguite da Keith Jarrett per la ECM
(Ecm1624): il V-Dac II le affronta assai dignitosamente, restituendo un
pianoforte credibile, omogeneo, di dimensioni prossime alla realtà, ben
disegnato al centro della scatola sonora. Dello stesso artista ascolto dunque
il celebre Koln Concert in versione liquida a 24 bit / 96kHz: il risultato
è veramente appagante, la risoluzione e la trasparenza molto buone in
assoluto, la ricostruzione scenica ed i vari piani sonori ricordano ancor
più da vicino il buon suono di un front-end analogico inglese, tipicamente
Linn od anche Roksan. L’abbinamento con le nuovissime
Monitor Audio GX300 Gold avvalora ulteriormente la ricchezza armonica
della gamma media, completando anche verso l’estremo superiore un quadro
sonoro di rara eleganza per la classe merceologica del piccolo V-dac II. Ciò che più mi ha impressionato,
sia con le generose B&W 683 che, ancor più, con le notevoli GX300, è
l’estensione e la risoluzione della gamma bassa di cui il Musical Fidelity
è capace: le basse frequenze ci sono, eccome, ben amalgamate col
medio-basso, magari non possenti quanto quelle offerte dai migliori
convertitori attualmente sul mercato (che, per inciso, costano 50-100
volte tanto!!), ma più che soddisfacenti con casse generose ed estese.
Guardo con un certo compiacimento lo striminzito alimentatore fornito di
serie, voluminoso quanto o poco più di una scatolina di caramelle Tic-Tac:
evidentemente il consumo del circuito di conversione è bassissimo, oltre
al fatto che funzionerà sicuramente a 5 Vcc, per cui i 12V uscenti da
questo piccolo scatolotto sono pertanto ulteriormente filtrati e
rettificati all’interno del V-Dac II. Ebbene ciò che il mio apparato
uditivo ha appurato, è stata l’estrema silenziosità del Musical Fidelity
V-Dac II, a conferma delle caratteristiche elettriche dichiarate. Come
suonerebbe questo piccolo convertitore con un’alimentazione simile a
quella approntata sui migliori preamplificatori Am-Audio?? Non soffermiamoci troppo su tali
considerazioni, potremmo mai scoprire che poi il V-dac II suonerebbe in
maniera pericolosamente prossima ad un Wadia, un Weiss, un dCS? Sfruttando l’ingresso coassiale,
grazie ai servigi della mia meccanica Monrio Bit-Match, le considerazioni
non si discostano da quanto appurato attraverso l’ascolto di musica
liquida, salvo il fatto che non si raggiunge la risoluzione e la
naturalezza d’emissione dei formati a 24 bit – 96 kHz che, davvero, hanno
talvolta (dipende dalla qualità della registrazione, indipendentemente
dalla risoluzione) una marcia in più, arrivando a lambire la musicalità
del segnale analogico. Un’annotazione, che al momento cito
ripromettendomi di approfondire: ascoltando vari album sia in CD che in
formato “liquido”, ho avuto sensazioni opposte, ma mai con lo stesso
disco. Talvolta mi è parso di preferire il
lettore CD, in altre occasioni il notebook. E’ possibile che in questi
casi sia stata la qualità di registrazione del software a prevalere sulle
prestazioni hardware. Conclusioni: Analoghe ed ancor più ovvie
rispetto al concorrente HRT Music Streamer II, provato per
Audiocostruzioni pochi mesi or sono: Ø un prezzo di vendita
sostenibile da qualsiasi potenziale acquirente, persino dal liceale o
dall’universitario squattrinato per le spese già sostenute in
tecnologie informatiche; Ø semplicità d’uso; Ø dimensioni davvero contenute,
un altro prêt-à-porter dell’alta fedeltà (che sia una nuova moda?); Ø progetto e costruzione al
pari di analoghe realizzazioni tipicamente hi-end; Ø come nel caso del Music
Streamer II di HRT, le sue prestazioni complessive potrebbero
permettere all’utente anche occasionale o non particolarmente attratto
dall’alta fedeltà, un possibile salto qualitativo eclatante, per un
potenziale reclutamento di nuovi adepti fra le ormai striminzite
schiere di audiofili; Ø Al contempo, le sue qualità
complessive possono già soddisfare e persino stupire l’appassionato
navigato. Un solo accorgimento: se si
possiedono cavi di segnale nei vari formati boa, pitone od anaconda
(qualcuno ricorderà certi cavi Shinpy?) o, più semplicemente, cavi un poco
più rigidi del solito, sarà un gioco da ragazzi vedere il povero V-Dac II
impennarsi come una moto da cross: un poco di Blue Tack potrebbe tornar
utile. In definitiva: un grande suono ad
un prezzo piccolo; tale da meritare la recensione nei nostri “Percorsi a
ritroso”. Senza alcun dubbio, tanto di
cappello Musica ascoltata: - Bonnie Prince Billy - Telemann – Tafelmusik (2008, Brilliant Classics, cofanetto 100CD per Audioreview) - KeithJarrett – Mozart Piano Concertos K.271, 453, 466 (formato Flac)- Keith Jarrett – Koln Concert (formato flac 24bit – 96kHz);- Joe Williams – Feel the spirit (formato CD)- Kelly Joe Phelps - Tap the Red Cane Whirlwind (formato mp3, 320Kbps) - Joe Henry – Civilians (formato Flac);- Joe Henry – Blood from Stars (formato Ape);- Steve Khan – The green field (formato mp3, 320Kbps);- Ozric Tentacles – Erpland (formato Ape);- O.S.I. – Office of Strategic Influence (formato Flac);- Sade – Promise (formato Flac e CD); - Sade – Love Rock (formato Flac e CD).
Cristiano Nevi - musicofilo, audiofilo senza troppe fisime e libero recensore – gennaio 2012
Dal web:
Quando il V-DAC originale è stato
presentato tre anni addietro, è stato subito estremamente apprezzato
dalla stampa specializzata che ne ha ampiamente descritto in molti test
la qualità eccellente ed il prezzo ridotto, arrivando in alcuni casi a
paragonare le caratteristiche tecniche del V-DAC a quelle di apparecchi
dal costo sino a dieci volte più elevato.
Una precisazione dell'importatore: Il V-DAC II ha una caratteristica (che forse Le è sfuggita) e che il modello precedente non aveva: ha l’ingresso USB asincrono anziché sincrono come il precedente. In pratica il V-DAC II implementa il V-LINK (senza l’uscita e senza lo chassis).
Dal sito Ufficiale:
Design background
When the original V-DAC was launched three
years ago, it got excellent In the last three years, computer audio has become more popular. To get the best out of computer audio, you need an asynchronous USB input. The original V-DAC did not have this. The design brief for the V-DAC II
1. Improved appearance and finish Contrary to what many may think, Musical Fidelity listened closely to what was said about the aesthetics of the V-DAC and we took the criticism to heart. We have made a substantial investment in the extrusion fabrication techniques for the V-DAC II. The result is that it looks much better and the finish is also vastly improved. The V-DAC II looks classy and technical at the same time, which is a perfect combination for a DAC.
The fine line extrusion with premium finish
brushing exudes quality. The front and back end pieces are now made from
machined aluminium, twice as thick as before, giving the V-DAC II more
perceived quality. 2. Asynchronous USB input The new V-DAC II has an asynchronous USB input. This is exactly the same technology and programming as used in our highly successful, enthusiastically reviewed V-Link. What an amazing combination: superlative 24bit 192k upsampling reclocking V-DAC technology and a super-performance, asynchronous USB in one box. This is amazing stuff! 3. If possible, improve the technical performance
The original V-DAC had superlative technical
performance. With very low The V-DAC II improves upon the original V-DAC’s benchmark performance. We have halved the distortion (0.002%) and improved the stereo separation to an incredible –105dB. By any standards, the V-DAC II is a new benchmark for superlative technical performance.
Tradotto con Google:
Quando l'originale V-DAC è stato lanciato tre anni fa, ha ottenuto
ottimi
Questa e l'uscita RCA
Una interessante discussione: http://hifi-hiend.forumattivo.com/t8368p15-vdac-ii-musical-fidelity
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