Schede e recensioni

M2 Tech  HiFace - Hiface 2

Da Usb a Coassiale
 

 

 


  Di cosa si tratta

  Accessorio


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  Produttore

  HiFace

  Caratteristiche

  Chiavetta da Usb a Coassiale

  Costo

120/00 euro mod. HiFace  anno 2013

149/00 euro mod. Hiface 2  anno 2013

Audiocostruzioni di Sbisa' e punto vendita  info@audiocostruzioni.com     059-685054


 

Caratteristiche


Sotto trovate tante belle spiegazioni , comunque la cosa più semplice e questa , avete un pc e avete un convertitore classico con l'entrata coassiale ??  volete farli andare insieme ??  ecco l'accessorio che serve a voi ...

Importante per farlo funzionare scaricate il drivers a questa pagina:

http://www.m2tech.biz/download.asp

 

Perché HiFace?

 

L’interfaccia HiFace è stata pensata quale tramite ideale tra il pc ed il convertitore D/A del nostro impianto hifi. Due sono i fattori chiave che determinano l’elevata qualità del trasferimento dati dal pc al convertitore:

1) il ricorso a driver proprietari che superando i grossi limiti dei driver audio standard di Windows, permettono di trasferire i dati audio con la massima qualità del file originale, superando i limiti sulla frequenza di campionamento imposta dai driver Microsoft/ASIO. In unione ad un player quale ad esempio FooBar, (scaricabile gratuitamente da Internet) Hiface è in grado di trasferire in stream S/PIDF file audio fino a 192Khz/24bit con la sicurezza che la risoluzione e la frequenza di campionamento del file non vengano alterati prima della consegna dei dati audio all’interfaccia. Sono disponibili i driver per Mac, Microsoft, Linux.

2) l’uso di oscillatori di riferimento a basso jitter, basso rumore di fase ed elevate stabilità. Al contrario della maggior parte delle interfacce audio e dei DAC con ingresso USB presenti sul mercato che si affidano alla temporizzazione fornita dall’interfaccia USB stessa, HiFace utilizza due oscillatori al quarzo di precisione come riferimento per il flusso di uscita, riducendo -se non annullando- quindi il jitter alla sorgente. Con una spesa contenuta è quindi possibile realizzare una “meccanica” per musica liquida utilizzando il proprio pc.

Questo è il motivo per cui HiFace è fondamentale all’interno della catena

Usare il pc per trasferire direttamente i file audio verso un dac o peggio ancora direttamente dalla scheda audio, comporta una perdita di qualità elevatissima in quanto, così facendo, i file audio vengono elaborati dal driver del pc e inviati via usb (che non può assolutamente elaborare 24 bit).

 

 

Cosa dobbiamo fare per rendere operativo il sistema:

 

Dobbiamo installare un “player” (applicazione) di lettura dei file multimediali, che scarichiamo dalla rete o che trasferiamo da un hard disk esterno. Questi player sono tutti gratuiti, compatibili con ogni piattaforma pc e si possono scaricare/installare tramite internet semplicemente digitando su un motore di ricerca (google) il nome proprietario; alcuni tra i player più utilizzati sono:

- iTunes (Apple), il più diffuso perché consente anche di acquistare tramite il proprio store on line le canzoni o gli album. (File supportati:MP3, AIFF, WAV, AAC e ALE (Apple Lossless Encoding).

- Windows Media Player

- FooBar 2000

- Songbird,Mediamonkey,ecc..ecc..


Descrizione

 

Dai produttori una ottima spiegazione:

 

M2TECH-logo.jpg

 

Nozioni generali su hiFace

 

Cos’è hiFace?

hiFace è una interfaccia USB-S/PDIF in grado di dotare un PC o Mac di una uscita audio digitale coassiale in formato S/PDIF, in grado di pilotare un convertitore D/A stereo.

 

Dove è prodotta hiFace?

hiFace è un prodotto ideato e realizzato in Italia. A parte alcune parti comprate in Estremo Oriente, tutto il processo produttivo è svolto in Italia.

 

Con quali computer può essere usata hiFace?

hiFace funziona con qualunque PC con sistema operativo Microsoft e con i MacIntosh.

 

Di cosa ha bisogno hiFace per funzionare?

E’ necessario un PC o Mac, il driver proprietario fornito insieme ad hiFace ed un player adatto, cioè un’applicazione dedicata alla lettura dei file musicali.

 

Quali driver sono disponibili al momento?

Per il momento sono disponibili i driver per ambiente Microsoft e MacIntosh. Sono compatibili con XP, Vista e 7, a 32 e 64 bit, OSX 10.4 (Tiger), 10.5 (Leopard) e 10.6 (Snow Leopard).

 

Quali sono le frequenze di campionamento a cui hiFace lavora?

Con i PC dotati di sistema operativo Microsoft, hiFace lavora a 44.1, 48, 88.2, 96, 176.4 e 192kHz in modalità Kernel Streaming. In modalità Direct Sound, la massima frequenza di campionamento utilizzabile dipende dal sistema operativo del PC. In modalità WASAPI (solo con Vista e Windows 7) è in generale possibile raggiungere i 192kHz. Vedere oltre se non si ha familiarità con i termini “kernel streaming”, “direct sound” e “WASAPI”.

Con macchine MacIntosh, hiFace può raggiungere i 192kHz impostando opportunamente il MIDI control panel, come spiegato nel manuale d’uso.

 

Quali sono le risorse minime del computer per utilizzare hiFace?

Un processore da 1,6GHz e 1GB di memoria, più un’interfaccia USB 2.0 sono la dotazione minima che garantisce il corretto funzionamento con file a 192kHz/24bit. Con file di minore frequenza di campionamento anche PC meno potenti possono bastare (1,3GHz con 512MB di memoria sono sufficienti per riprodurre file a 44.1kHz/16bit).

 

Posso usare hiFace con un netbook?

Certo, purché le sue prestazioni siano adeguate. hiFace è stata provata con successo per la lettura di file a 192kHz su un notebook dotato di processore Atom N270 da 1,6GHz e 1GB di memoria.

 

Qual è il carico sulla CPU che ci si deve aspettare quando hiFace è in funzione?

Dipende dal computer: su un potatile con processore singolo da 1,6GHz abbiamo visto valori fino a circa il 12% di picco con file a 192kHz, ma difficilmente il carico medio supera il 2-3%.

 

Posso usare hiFace per ascoltare le web-radio?

Certo, purché il player lo permetta.

 

hiFace funziona con tutti i player?

In linea di principio si. In particolare, con i sistemi operativi Microsoft, con alcuni player opportunamente configurati hiFace può operare in modalità kernel streaming, WASAPI o direct sound, a scelta dell’utente. Altri player possono funzionare solo in direct sound, altri ancora accettano la modalità WASAPI.

 

Cosa vuol dire “kernel streaming” e “direct sound”?

Direct sound è la modalità standard con cui il sistema operativo Windows gestisce l’audio: un componente software del sistema operativo, il kernel mixer, funge da tramite tra il player ed il dispositivo audio (in questo caso hiFace). Nello svolgere questo compito, il kernel mixer opera delle elaborazioni sul segnale (conversione di frequenza di campionamento, modifica della risoluzione, filtraggi vari…), che in generale ne peggiorano la qualità. Quasi tutte le altre interfacce simili alla hiFace operano solo in questo modo.

Kernel streaming è una modalità di funzionamento in cui il player comunica direttamente con il dispositivo audio, evitando quindi qualunque alterazione dei campioni. E’ chiaro quindi che, laddove possibile, la modalità kernel streaming è da preferire.

 

Che cos’è WASAPI?

WASAPI (Windows Audio Standard Application Protocol Interface) è una interfaccia sviluppata da Microsoft per far funzionare in modalità kernel streaming alcuni player che sono nati per funzionare solo in direct sound. Permette di ottenere una qualità analoga al kernel streaming, al prezzo di un maggiore carico della CPU.

 

Come faccio ad utilizzare hiFace in Direct Sound?

E’ sufficiente selezionarla come scheda audio di sistema: in questo modo, automaticamente qualunque player la utilizzerà per l’ascolto dei brani musicali. La modalità Kernel Streaming viene invece utilizzata per esplicita scelta dell’utente che la seleziona per lo specifico player in fase di configurazione di quest’ultimo (si veda la procedura di configurazione di FooBar indicata nel manuale d’uso).

 

Uso hiFace con un Mac, ma qualunque file ascolti, il segnale esce solo a 44.1kHz.

Con i Mac la frequenza di campionamento di uscita del dispositivo audio selezionato è scelta dall’utente tramite il MIDI control panel. Se il valore impostato è diverso dalla frequenza di campionamento del brano che si desidera ascoltare, la componente del sistema operativo OSX che si occupa dell’audio (il Core Audio) effettua una conversione di frequenza di campionamento software. Occorre quindi modificare l’impostazione del MIDI control panel ogni volta che si passa ad un brano con frequenza di campionamento diversa dal brano precedente.

Per automatizzare il procedimento si può installare Amarra o PureMusic.

 

Come faccio a sapere quando viene rilasciato un nuovo driver?

Preghiamo i clienti di visitare periodicamente il sito di M2Tech (www.m2tech.biz): nella pagina dedicata ad hiFace è presente un link ai driver più recenti.

 

Con quali formati audio è compatibile hiFace?

Con tutti quelli riconosciuti dal player che si decide di utilizzare. Per esempio, FooBar decodifica WAV, WMA, FLAC, MP3 e altri formati.

 

Quali sono i valori di frequenza di campionamento e risoluzione gestiti da hiFace?

hiFace lavora con le seguenti frequenze di campionamento: 44.1kHz, 48kHz, 88.2kHz, 96kHz, 176.4kHz, 192kHz. E’ in grado di gestire risoluzioni da 16 bit a 24 bit. Per riferimento, 44.1kHz/16bit è il formato dei CD audio.

 

hiFace è dotata di uscita ottica?

No, l’uscita ottica è purtroppo limitata a 96kz ed è afflitta da un rilevante jitter che peggiora la qualità audio, per cui si è preferito non adottarla. Comunque, chi avesse bisogno di una connessione ottica può acquistare hiFace Evo, la versione “super” di hiFace che è dotata anche di uscita ottica.

 

hiFace può funzionare anche da ingresso per trasferire flussi audio digitali sul PC?

No, hiFace funziona solo in uscita.

 

A cosa posso collegare hiFace per ascoltare la musica?

Vi sono tre opzioni:

La prima prevede l’uso di un convertitore D/A o DAC, cioè l’apparecchio realizzato appositamente per convertire l’audio digitale in audio analogico. Esistono moltissimi modelli di DAC in commercio. Attenzione, però: non tutti accettano in ingresso segnali digitali S/PDIF fino a 192kHz.

La seconda opzione prevede l’uso di un CD player con ingresso digitale. In genere i CD player sono dotati di uscita digitale (per l’utilizzo di un DAC esterno), pochissimo hanno anche un ingresso. Quelli che ne sono dotati possono essere utilizzati anche come DAC. Ripetiamo l’avvertimento: verificare qual è la massima frequenza di campionamento accettata in ingresso.

La terza opzione prevede l’utilizzo di un amplificatore audio/video dotato di ingressi digitali. Benché più o meno tutti gli amplificatori/processori multicanale per l’audio/video siano dotati di ingressi audio digitali, non tutti arrivano ad accettare 192kHz. La compatibilità è in genere più probabile con gli amplificatori più recenti.

 

Posso collegare hiFace direttamente al mio amplificatore?

Solo se esso è dotato di almeno un ingresso digitale S/PDIF.

 

Ho un DAC che accetta segnali digitali fino a 48kHz o 96kHz: posso usare hiFace?

Si, ma non sarà possibile ascoltare brani con frequenza di campionamento maggiore di quella massima accettata dal proprio DAC. Per esempio: con un DAC che lavora al massimo a 48kHz potrò ascoltare file in formato CD (44.1kHz/24bit) o a 48kHz, ma non file a 96kHz.

 

Che tipo di cavo devo usare per collegare hiFace al mio DAC?

Per distanze ridotte (1-1,5 metri) anche un normale cavo di segnale può essere usato. Per distanze maggiori (fino a 10 metri) si consiglia di usare un cavo specifico a 75 Ohm. Esistono in commercio numerosi cavi dedicati alla connessione digitale, ma un qualunque cavo con impedenza di 75 Ohm può essere usato.

 

Posso usare hiFace con un cavo-prolunga USB?

Si, ma bisogna stare attenti alla lunghezza del cavo: oltre i 4 metri le prestazioni della connessione USB si degradano e potrebbe non essere possibile trasferire file a 192kHz.

 

Il mio computer è lontano dal DAC: posso usare un cavo lungo tra l’uscita di hiFace e l’ingresso del DAC?

Suggeriamo di non superare i 10 metri per il cavo tra l’uscita di hiFace e l’ingresso del DAC. Scegliere un cavo di ottime prestazioni, con una adeguata schermatura e una vera impedenza di 75 Ohm.

 

Posso usare hiFace con un hub USB?

hiFace è stata testata su hub USB classici (cioè collegati al PC con un cavo USB) con esito positivo. E’ da verificare il funzionamento con hub wireless, ma niente lascia credere che vi possano essere problemi. In ogni caso, l’hub deve essere 2.0.

 

Il mio DAC è dotato di ingresso S/PDIF su connettore BNC: posso usare questo ingresso?

In teoria, il connettore BNC è più indicato per le connessioni ad impedenza controllata: a richiesta forniamo una versione modificata di hiFace con connettore di uscita BNC, ad un prezzo leggermente superiore. In questo modo è possibile utilizzare l’ingresso S/PDIF su BNC.

Attenzione: alcuni DAC professionali utilizzano un connettore BNC per veicolare una versione non bilanciata del segnale digitale in versione AES-EBU: in questo caso, hiFace non può essere usata e bisogna utilizzare il normale ingresso S/PDIF su RCA.

 

Posso usare hiFace per inviare audio digitale dal mio PC al mio DAT o masterizzatore CD?

Certo, purché il formato sia compatibile con quello accettato da questi apparecchi (44.1kHz/16bit o 48kHz/16bit per il DAT, 44.1kHz/16bit per il masterizzatore CD), in caso contrario l’apparecchio ricevente non riconoscerà il segnale (frequenze di campionamento troppo elevate) o scarterà parte dell’informazione audio (risoluzioni maggiori di 16 bit).

 

hiFace funziona in modo asincrono?

Si, il trasferimento dei dati sul bus USB avviene in modo totalmente asincrono dalla ritrasmissione verso il DAC, in pacchetti di breve durata che utilizzano tutta la banda del bus. In effetti, hiFace è il master della trasmissione da PC ad interfaccia. Dato che utilizza i propri oscillatori interni a basso jitter per temporizzare la trasmissione S/PDIF, il jitter sulla linea di uscita non ha alcuna correlazione con la trasmissione dei dati da PC ad interfaccia.

 

hiFace è un dispositivo bit-perfect?

Dipende dalla modalità in cui la si utilizza. Con i PC, in Direct Sound non può essere bit-perfect perché la presenza del kernel streaming sul percorso dei campioni musicali dal player all’interfaccia produce alterazioni degli stessi che non sono da addebitarsi ad hiFace ma che non di meno ne altera il valore. Se si utilizza la modalità Kernel Streaming, invece, il trasferimento bit-perfect è assicurato, perché i campioni vengono consegnati dal player direttamente all’interfaccia, senza alcuna alterazione. Con i MacIntosh la trasmissione è bit-perfect se e solo se si seleziona sul MIDI control panel la stessa frequenza di campionamento del file in riproduzione.

 

hiFace effettua il ricampionamento dei dati?

No, hiFace non può effettuare altra operazione che la conversione USB-S/PDIF. Ciò che esce è sempre uguale a ciò che le viene consegnato dal player. Eventuali discrepanze tra il formato originale dei dati e quello in uscita da hiFace sono da addebitare al player o al kernel mixer (o al core audio su computer Mac).

 

Posso usare hiFace per ascoltare l’audio del video?

Si, anche se è probabile che si produca un certo disallineamento tra audio e video. In ogni caso, alcuni player permettono di compensare questo disallineamento.

 

Posso trasportare audio compresso (AC3 o DTS) dal mio computer al mio processore audio/video usando hiFace?

Anche se hiFace non è nata per questo uso, abbiamo ricevuto indicazioni da alcuni utenti che sono riusciti nell’intento. Tuttavia, non possiamo dare istruzioni specifiche al riguardo.

 

L’uscita di hiFace è galvanicamente isolata?

Si, tramite un trasformatore di impulso. In questo modo la massa del DAC è separata da quella del computer.

 

Scheda fotografica

 

HiFace 2

 

 

HiFace


 

 


 

Esempi d'uso


 

 

Imballo    e    manuale

 

 



Links

 

http://www.m2tech.biz/index.html

 

Siti di download musicale

 

La rete offre una grande quantità di siti dove effettuando un “login” (autenticazione per accedere al sito composta dal nome scelto dall’utente per l’accesso -username- e da una password) si può acquistare musica in vari formati e diverse qualità.

 

 

Alcuni esempi:

 

http://www.apple.com/it/itunes/whats-on/  (iTunes store, con video tutorial, istruzioni, info)

http://www.itrax.com/ (classica, jazz)

http://www.mindawn.com/ (classica, acustica)

https://www.hdtracks.com/index.php  (rock, pop, jazz)

http://www.gimell.com/ (classica,antica)

http://www.linnrecords.com/ (jazz, classica)

http://www.referencerecordings.com/default.asp (jazz, classica, folk, pop)

http://www.naimlabel.com/ (jazz, classica)

http://www.bluecoastrecords.com/ (folk, acustica)

http://www.2l.no/ (jazz, classica)

http://www.rhino.com/shop/format/Digital (rock, pop, jazz, elettronica, soul, r’n’b)


La recensione di Cristiano

 

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

M2TECH HiFace

USB – S/PDIF Interface

 

Negli ultimi editoriali di Audiocostruzioni abbiamo affrontato, seppure secondo un approccio semplice e (speriamo) comprensibile anche a quegli appassionati di musica il cui bagaglio culturale non contempli nozioni tecniche approfondite, l’attualissimo tema relativo alla musica liquida.

Si è parlato dei formati, delle loro caratteristiche, con qualche imprescindibile accenno storico ma, infine, di poco o nulla di è detto sulle modalità d’ascolto e quali siano i componenti ideali atti allo scopo.

Sostanzialmente, attualmente esistono quattro possibilità per poter usufruire dei benefici uditivi indotti dalla musica liquida, in particolare se del tipo ad alta risoluzione od anche lossless:

 

1)      utilizzando un Media Player;

2)      attraverso la sua “solidificazione” su supporto ottico (CD, DVD);

3)      sfruttando lo standard Digital Living Network Alliance (DLNA), ovvero trasferendo la musica liquida dalla memoria di massa (verosimilmente un PC, ma anche mediante appositi sistemi fra cui il Linn Majik od anche il Marantz NA7004) all’unità di conversione D/A mediante l’interfaccia Ethernet;

4)      direttamente dal PC alla nostro convertitore tramite l’interfaccia USB o Firewire.

 

L’interfaccia M2Tech HiFace, di cui Davide di Audiocostruzioni ha già esaurientemente illustrato le caratteristiche, le specifiche e le modalità di funzionamento, si pone quale interessante accessorio per l’ascolto di musica liquida secondo la quarta possibilità sopra menzionata.

Il simpatico oggetto, di poco più grande di una normale chiavetta di memoria usb, appare davvero intuitivo nell’uso pratico: basta inserirlo in una porta usb del proprio PC e, tramite un cavo coassiale digitale terminato RCA, lo si collega direttamente ad un’unità di conversione D/A esterna (dac, convertitore, o come si preferisca chiamarla: ciò che conta è capirci!) oppure ad un qualsiasi ingresso digitale S/PDIF di cui fosse dotato un apparecchio della propria catena hi-end, come ad esempio un lettore multiformato, un DVD-player, un ampli con unità D/A interna, ecc.

Per i più pignoli, la M2Tech ha previsto un analogo oggetto con uscita terminata BNC, al fine di raccogliere le esigenze di coloro che volessero eseguire rigorosamente l’interfaccia mediante un cavo bnc di impedenza specifica a 75 ohm (tipo RG59).

In realtà la fase di installazione non è poi così scontata: M2Tech fa infatti ricorso a driver proprietari che permettono di superare i limiti tecnico-qualitativi dei driver audio standard dei sistemi operativi Windows®, garantendo pertanto il trasferimento dei dati audio superando i limiti dei driver Microsoft/ASIO relativi alla frequenza di campionamento.

Tali driver devono essere però scaricati, gratuitamente ed in forma compressa ZIP, dal sito internet M2Tech www.m2tech.biz/download.asp, in cui si è ovviamente previsto anche il download di specifici driver per ambienti Mac Tiger, Leopard e Snow Leopard.

Personalmente, ho utilizzato il mio notebook “muletto”, un iperbolico HP Compaq nx6110, dotato nientepopòdimeno che di un processore Genuine Intel ~800 Mhz (Centrino) a sfruttare una memoria fisica totale di ben 512MB su piattaforma Windows XP Home Edition v.5.1.2600 Service Pack 3 Build 2600, sul cui hard-disk ho creato una cartella temporanea ove decomprimere il file compresso per Windows XP (direttamente sul desktop, seguendo pedissequamente le istruzioni del manuale).

A questo punto ho finalmente inserito l’interfaccia HiFace in una porta USB del notebook.

Occorre tener conto che l’installazione risulta davvero facilitata dall’esaustivo manuale  uso (redatto però in sola lingua inglese!), oltre che da un corposo documento di raccolta delle “domande poste frequentemente” (le cosiddette FAQ), entrambi scaricabili dal medesimo sito e rintracciabili nella partizione “Products”.

Il wizard automatico di Windows lancia immediatamente la finestra di installazione guidata per il nuovo hardware rilevato (appunto, l’interfaccia HiFace), a cui occorre negare la connessione guidata a Windows Update, come nell’immagine seguente:

 

 

 

Alla finestra successiva, selezionare l’opzione automatica di installazione del software suggerito e proseguire:

 

 

Nonostante la successiva finestra allerta ad un possibile malfunzionamento del sistema operativo, proseguire senza alcun timore.

 

 

L’installazione sarà immediata, sino alla comparsa della finestra finale, su cui porre un  click del mouse al tasto “Fine”:

 

Considerate le caratteristiche dichiarate da M2Tech, per le quali HiFace è in grado di trasferire in stream S/PIDF dei file audio anche ad alta risoluzione sino 192KHz/24bit, personalmente consiglio l’installazione dell’eccellente player FooBar2000 di Peter Pawlowsky, di cui è disponibile una versione gratuita facilmente scaricabile da internet (durante la stesura del presente articolo, era disponibile la release v1.1.2).

Ho collegato finalmente il mio notebook via Hiface ai miei abituali dac Micromega Trio e Audio Alchemy DTI v2.0 + DDE v3.0, collegato quindi ad un pre Spectral e ad un finale Bryston 4B-ST, affidando la “voce” ai trasduttori delle mie sempreverdi Diapason Adamantes.

Occorre a questo punto sottolineare come il trasferimento dei dati via USB avvenga “…..in modo totalmente asincrono dalla ritrasmissione verso il DAC, in pacchetti di breve durata che utilizzano tutta la banda del bus. In effetti, hiFace è il master della trasmissione da PC ad interfaccia. Dato che utilizza i propri oscillatori interni a basso jitter per temporizzare la trasmissione S/PDIF, il jitter sulla linea di uscita non ha alcuna correlazione con la trasmissione dei dati da PC ad interfaccia”  (tratto dal documento reso disponibile da M2Tech ed intitolato: “Nozioni generali su HiFace” (FAQ).

In tal modo, si evita il devastante effetto deleterio di una trasmissione diretta del prezioso segnale audio digitale dal PC.

Ho preventivamente preparato alcuni ottimi brani musicali, tratti dall’entusiasmante discografia Telarc a 16bit/44,1KHz, pescando dalle linee Jazz, Classic e Blues, rielaborati con estensione .WAV e .FLAC attraverso il software gratuito XRECODE v2.61 (www.xrecode.com) per poi riascoltarli col player FooBar2000: a causa della momentanea assenza di un dac di riferimento a 24bit/192KHz fra le mie elettroniche, non ho potuto effettuare un ascolto approfondito con segnali audio ad alta risoluzione.

Eppure, con quanto a disposizione e durante la successione delle sedute d’ascolto, sono rimasto frastornato di fronte ai risultati conseguiti. Cercherò di essere meno criptico: la qualità complessiva resa a disposizione da questo piccolo accessorio, a meno di 100 euro, è paragonabile (seppur non ancora direttamente confrontabile sul medesimo livello) a quella esigibile da una grande meccanica di lettura ottica, come ad esempio la stupenda Philips Pro montata sul mio vetusto ma ancora notevole Micromega Trio CD.

Sicuramente anche la filiera di estrazione di dati da un’unità di massa, asservita ad un sistema operativo e ad una serie di driver e di software non sarà esente da qualche problema tecnico, eppure il piccolo HiFace permette, almeno con musica digitale lossless a 16bit e 44,1KHz, l’ottenimento delle stesse prestazioni di una sorgente digitale di classe medio-alta, con la notevole potenzialità di poter sfruttare tutti i benefici dell’alta risoluzione digitale.

In questa sede e dopo questa prima esperienza diretta, non ritengo dilungarmi oltre: il rischio di un abbaglio è così elevato e tale da rendere il mio operato prossimo futuro per Audiocostruzioni non più attendibile ed affidabile (se mai lo sia stato……). Ecco anche il motivo per il quale non cito confronti diretti, che pure ho eseguito con due ottime sorgenti digitali integrate di confronto, di cui la prima già dotata di sistema di conversione a 24bit/192KHz e stadio analogico a discreti, la seconda appartenente alla generazione appena precedente (24bit/96KHz).

E’ evidente quanto l’uso di questo piccolo accessorio possa in un sol colpo eliminare tutte quelle imprecisioni di lettura e di manipolazione del segnale digitale operate da una meccanica e da un pick-up laser di qualità meno che indiscutibili, eppure mai avrei auspicato un simile risultato.

Mi riservo di approfondire il discorso HiFace non appena avrò a disposizione un sistema di conversione a 24 bit ed almeno 96KHz: il timore è che un buon segnale digitale ad alta risoluzione possa realmente avvicinarsi in modo drammatico alla qualità offerta da un ineccepibile e ben regolato front-end analogico, non tanto riferendomi a seppur recenti esperienze dimostrative e/o fieristiche dirette, quanto piuttosto ai traguardi musicali ottenibili anche in ambito domestico.

La musica liquida è il presente, l’alta risoluzione un traguardo realmente a portata di mano a costi ormai sostenibilissimi anche dall’appassionato meno abbiente; rimane soltanto, ancora, lo scoglio dei costi relativi ai download legali. Se la fruizione della musica, in tutti i formati, fosse supportata da prezzi di listino ben più abbordabili degli attuali, probabilmente anche la pirateria informatica avrebbe minor senso e diffusione.

Se è pur vero che un buon front-end di siffatta fattura (PC + Hiface + unità D/A separata) infine possa costare almeno quanto un valido CD-Player di fascia media (1200÷1500 euro), il suo ambito d’utilizzo sarebbe comunque più vasto e non univoco, oltre che evidentemente più versatile per tipologia e qualità del software musicale.

L’HiFace è davvero un giocattolino, certo, ma ben costruito, affidabile ed oggetto molto serio: dunque, mentite spudoratamente alla fidanzata alludendo alla festa commerciale di S.Valentino, farneticando l’onomastico di un vostro secondo nome di battesimo dimenticato, ma fatevelo regalare, o regalatevelo se imperterriti ed orgogliosi celibi.

Al gentil sesso, tutto è più facile, mica deve dirvelo il sottoscritto!

Chapeau.

 

Buoni ascolti e sensazioni.   Cristiano Nevi  - febbraio 2011

 

Cristiano ci racconta la musica liquida


 

 

Commenti clienti :

 

In data Dicembre 2010 l'amico Davide da Trieste  ci scrive di aver avuto qualche problema di stabilità usando questo accessorio con componenti Mac , io non sono esperto di questo sistema e non so dirvi pero' voglio  mettere a conoscenza gli utenti che ad oggi potrebbero esserci problemi .

Sicuramente il progetto e all'inizio e magari la cosa verrà  sistemata .


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