Recensioni e Schede      

Esound e5 Reference

Distributore ufficiale per l'Italia  AUDIOCOSTRUZIONI.COM

 

 

Di cosa si tratta

Lettore CD

L'importanza di iscrivervi alla newsletter

Produttore

Esound  -  http://www.cattylink.com/page114.html

Caratteristiche

24 bit - 192 Khz

 Costo

1590/00 euro anno 2011  Distribuzione ufficiale per Italia www.audiocostruzioni.com   Sbisa' Giovanni e c snc Via Grosoli 6 41012  Carpi MO  tel. 0039-059-685054  mail info@audiocostruzioni.com

 

Caratteristiche:

 

format: 24 bit/ 192khz

sampling frequency: 8hz to 192khz

frequency response: 20hz – 20khz +/-0.2db

output impedence: 15ohms

dynamic range: 98db

s/n ratio: 102db

thd: < 0.01% (unbalanced); < 0.005% (balanced)

channel seperation: 97db

output voltage: 2vrms (unbalanced); 4vrms (balanced)

digital output (coaxial):  - s/pdip (sony / philips), 6mb/s, 80mhz

digital output (optical): - jeita cp-1201 tos-link, 6mb/s

power consumption: 22va

dimension: 430 x 355 x 110mm lxwxh

Peso:  13 Kg  circa

 

Descrizione:

   

Si tratta del nuovo prodotto uscito da Esound , dopo il modello E5 e il modello E5 Signature  già parecchie volte recensiti sul sito , ecco il nuovo E5 Reference . Esteticamente si differenzia dal modello base dalla placca superiore cromata e da i collegamenti e pannello posteriore  diversi. Troviamo infatti una piastra di alluminio ancora più spessa e connessioni RCA e XLR di maggiore qualità , Neutrik.

Ma i miglioramenti  sono stati apportati sopratutto dentro , troviamo ben 27200uF di capacità contro i 19200uf del modello Signature , che gia' erano tanti ,  di altissima qualità  Green Wima , Black Box , Elna for Audio ,  oltre a tante altre cose che vi riporto qui sotto prese dal sito ufficiale:

 

Dal sito ufficiale:

 

Philips machanism: mounted on a 5mm thick aluminum plate: optimum enhancement on stability.

 

   G9 pro digital servo system: an extreme high-end design to provide ultimate accuracy in reading machanism. only available in this latest prime version. With crazy expensive parts such as vishay resistor (found on us$30000- range mark levinson or orpheus equipment), evo caps from germany, rifa caps from swiss; siemens and green wima caps from germany . . .

 

   True balanced analog output stage: isolated pure class a full balanced output circuit in rca output route and full balanced texas instruments ne5534 based output in xlr output route. high-end capacitors (e.g. wima black box) & secret formulated non-magnetic inductors employed in various stages.

 

  Over 30 models of extreme high-end wires employed: in order to achieve the final sound, various extreme quality high-end audio wires such as cardas, ampex, audioquest, tara labs, kimber . . . etc are employed. ultimate expensive one such as "sky" and "the zero" are present.

 

  Tcco / tcxo (temperature compensated crystal oscillator) clock system: as reference frequency coupled by adaptation of clock distribution system (cds). Tcco / tcxo is an extremely high-end and expensive clock system with better than 5ppm (part-per-million) accuracy - 200 fold improvement over standard oscillators used in most cd players. extreme high-end cd players incorporated with tcco / tcxo clock system include: mark levinson 390s, wadia 270, 270se transport system and wadia 27ix decoding computer.

 

  Clock distribution system (cds): the first in china that employs this high-end technique - each component requiring the reference frequency is equipped with an independent pathway, with precise imp matching. Digital signal reflection interference to analog signal circuits are banned. tcco / tcxo + cds have turned e5 into a supreme accurate and high performance digital transport as well.

 

  Heavy duty design: net weight over 25 lbs; 13mm thick anodized aluminum front panel and side panels with thick zinc plated steel as under plate - all provide excellent stability to the transport system with anti-electromagnetic interference capability.

 

  Crystal clear electric supply (cces) technique: 10 sets of isolated stable voltage supply employing the unique cces technique to all digital and analog signal pathways - completely tackle cross interference. Speical handmade massive toroidal transformer with no welding point outlets. there is a 3mm extra zinc plated steel board under the transformer: against electromagnetic interference. power supply board employs wima black box - reveals the great emphasis on power supply.

 

  Total separated buffered circuit design: the new developed current servo circuit as opposite to the traditional dc servo circuit system - great improvement on low frequency extension and resolution

 

Gli altri modeli Esound pubblicati sul sito:

 

Esound E5

Esound E5 Signature

La recensione di Riccardo Mozzi

 

Scheda fotografica:

 

 

 

 

 

 

 

 

Vediamo dietro:

 

 

Da notare i connettori  Neutrik

 

 

Vediamo dentro:

 

 

 

 

Telecomando:                                    Istruzioni:

 

Il manuale Zippato 500 Kb circa

  

 

Imballo:

 

L'imballo e sempre eccellente di questi prodotti , ben 2 imballi e la protezione per gli spigoli.

 

Nell'Impianto:

 

Qui lo vedete  confrontato al modello Signature

 

 

Come suona :

 

Il suono  che ritroviamo e sicuramente molto dolce e armonioso , come i migliori valvolari , ma con la prerogativa di essere  veloce e altamente dinamico all'occorrenza .  La scena e notevole ampia e ben bilanciata  su tutta la gamma , a mio parere la differenza tra questo nuovo modello e  il signature non e cosi ampia come descritto dal sito ufficiale , e percepibile e sicuramente e stato fatto un passo avanti notevole , ma anche il modello classico  si difende bene.

 

La recensione di Cristiano :

 

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

Esound E5 Platinum Reference

Lettore CD integrato

 

 

La passione per la musica riprodotta sovente inizia in sordina, magari nel momento in cui l’appassionato di musica non si accontenta più della qualità offertagli da modesti sistemi economici, portatili o comunque consumer, ovvero quando intuisce e comprende di poter godere ancor meglio ed intensamente, anche fra le mura domestiche, delle emozioni e delle sensazioni psico-fisiche procurategli dall’evento musicale reale.

L’esperienza ed il ricordo acustico di indimenticabili esibizioni dal vivo, la tattile percezione dinamica del suono, la veridicità e la posizione degli strumenti, diventano poi il viatico ed il riferimento per un sempre più ponderato confronto mnemonico e sensoriale nell’intimità della propria abitazione.Complice, assai frequentemente, la giovane età ed il conseguente esiguo potere d’acquisto, l’aspirante audiofilo inizia il suo cammino nel campo della stereofonia assemblando un sistema budget di riproduzione musicale che, con ogni probabilità, ne aumenta sostanzialmente il coinvolgimento emotivo rispetto a precedenti standard d’ascolto pressoché carenti su tutti i basilari parametri acustici di riproduzione stereofonica.

 Se scocca infine la passione, iniziano a fiorire nel novello audiofilo le prime simpatie per uno o più Costruttori ed in funzione poi del grado di conoscenza del settore e delle tecnologie ivi applicate, anche le prime fantasticherie, i primi sogni “esoterici”, che si materializzano in obiettivi successivi di crescita qualitativa del proprio sistema home.

La East Sound di Hong-Kong, pur concentrandosi nettamente su sorgenti digitali, ha all’uopo previsto in catalogo un cd-player di base (il modello E5m recensito alcuni mesi or sono) sul cui progetto sono state sviluppate alcune rivisitazioni tecniche, qualitative e progettuali, passando per il modello Signature sino appunto all’attuale top di gamma della serie 5, il Platinum Reference.

Ecco che, volendo riassumere ferocemente gli ultimi concetti appena esposti, si è introdotto il sano concetto di “up-grade”, che sovente invece diviene famigerato qualora si trasformi nel tarlo dello status-symbol, del possesso di certi blasoni anziché di altri, del cambio continuo di apparecchi ed accessori nella spasmodica ricerca di una individualistica perfezione estetica del suono. Il pericolosissimo rovescio della medaglia consiste purtroppo nel giungere a porre in secondo piano la fruizione ludica e ricreativa della musica a favore del mezzo che la riproduce, sino ad anteporre il “proprio suono” a quello reale di una qualunque esibizione musicale live. La conseguenza più immediata consiste purtroppo in uno sterile sacrificio economico direttamente proporzionale sia alla disattesa dell’obiettivo qualitativo auspicato che ad una virulenta insoddisfazione.

Nel caso di Esound,  già con il modello E5m è possibile poter usufruire di una qualità di riproduzione sana e scevra da particolari compromessi qualitativi, sicuramente appagante anche per quell’audiofilo evoluto al contempo non disposto ad eccessivi investimenti e sufficientemente illuminato da non cadere nella vorticosa trappola del “tarlo audiofilo”. Con l’edizione Reference, a fronte di un esborso quasi doppio rispetto al modello di base (€1450 di listino del top di gamma contro i 750 dell’E5m) ma ancora sufficientemente abbordabile, Esound ha evidentemente inteso un esercizio di tecnologia e di prestazioni senza compromessi, pur inserendosi con sagace strategia commerciale nell’importantissima fascia media di mercato.  Al fine di sviscerarne al meglio le capacità soniche e pur avendo in casa già da alcuni mesi un esemplare in prova, ho atteso a sbilanciarmi su carta stampata con le mie pur personali e sindacabili considerazioni d’ascolto, sino all’arrivo di un lettore cd integrato al di sopra di ogni sospetto qualitativo,  ovvero un glorioso Krell KPS30i (fratello non troppo minore di quel KPS20i che nella seconda metà dei ’90 ha rappresentato unitamente a pochi altri marchi la vetta qualitativa della riproduzione del formato digitale a 16 bit), che ho attivamente utilizzato come punto di riferimento anche in confronti diretti.

Parliamo dunque dell’ultima fatica del progettista W.K. Fung: la livrea torna a ricalcare essenzialmente i primi modelli introdotti dalla East Sound, abbandonando la linearità e le curve del “piccolo” E5m, invero volutamente più ammiccanti agli attuali canoni estetici occidentali.

La forma è così massiccia da infondere immediatamente una tranquillizzante sensazione visiva e tattile di grande robustezza ed affidabilità, consona piuttosto ad analoghi apparecchi commercialmente più esclusivi.

La realizzazione meccanica del cabinet denota un’abbondante profusione di alluminio, considerevoli spessori compreso un pesantissimo coperchio superiore (sul quale spicca una targhetta metallica dorata con tanto di firma del presidente mr. Fung), finiture molto curate ed un preciso assemblaggio.

Il frontale dell’apparecchio è praticamente identico a quello del modello Signature, col cassetto della meccanica di lettura posto centralmente a sovrastare l’ampio display, posto in una sporgente cornice d’alluminio che interrompe il percorso di una barra d’acciaio lucidato a specchio lungo l’asse orizzontale del frontale stesso. Più a sinistra, entro tale barra lappata, vi è soltanto il tasto cilindrico d’accensione mentre sul lato opposto ritroviamo altri quattro tasti cilindrici equidistanti, di cui il primo avente funzioni “Open/Stop”, il secondo adibito a “Play/Pause” ed i restanti due dedicati alla selezione delle tracce.

Sul pannello posteriore sono riportate le uscite analogiche, sia sbilanciate RCA che nella versione bilanciata, realizzata con connettori Neutrik di ottima qualità ed orgogliosamente sbandierati quali “Swiss made”; completano l’interfaccia col mondo esterno ben tre uscite digitali, una ottica, una elettrica coassiale ed una bilanciata, (non si tratta di ingressi, of course, come invece erroneamente scrissi in merito alla versione E5m) oltre all’immancabile vaschetta IEC.

Siccome la sola miglior qualità e versatilità delle connessioni non possa giustificare il divario di prezzo fra il Signature ed il Reference, mi armo del solito cacciavite universale (di quelli dotati di una sfilza di terminazioni intercambiabili) e procedo con la rimozione del pesante pannello superiore.

Apparentemente, la disposizione della meccanica e delle schede circuitali appare la medesima di quella studiata ed approntata per il Signature, con lo spazio a disposizione equamente ripartito fra due grandi schede ai lati della centrale meccanica di lettura; quest’ultima risulta del tutto identica a quella utilizzata sul Signature, trattandosi di un’affidabile Philips VAM 1202 (peraltro costruita proprio in Cina) montata sulla solita meccanica CDM12.1, col supporto del gruppo di lettura realizzato in un blocco d’alluminio dello spessore di ben 5mm, al fine di aumentarne l’insensibilità alle vibrazioni e la precisione di lettura dei dati sul supporto cd.

Rimane altresì invariato anche il DSS (Digital Servo System) di controllo della rotazione dei dischetti argentati, del tipo “G-9 Pro” così come dichiarato dallo stesso Costruttore. Trattasi in definitiva di una meccanica efficiente, affidabile ed economica, montata anche su altri cd-players di uguale passaporto e di analogo livello qualitativo e merceologico, come ad esempio lo Shenda SD100S od il Jolida JD100S. Personalmente, per un apparecchio che palesemente si fregia dell’appellativo “Reference”, avrei preferito riscontrare (rimanendo pure in casa Philips) un sistema di lettura più evoluto e pregiato quale la VAM 1250 che, prezzi all’ingrosso alla mano, costa soltanto il doppio rispetto ai 23÷25 euro previsti per la più economica VAM1202.

Ad una distratta disamina visiva, la sezione di alimentazione sembra assolutamente identica a quella progettata per i modelli inferiori di Esound: nella realtà, il filtraggio capacitivo ammonta ora a ben 27200mF complessivi, raggiunti mediante 4 pregiati condensatori Elna for Audio serie Black da 6800mF cadauno, “by-passati” in parallelo da altrettante capacità di ridotto valore Wima serie rossa.

Sulla stessa scheda si contano poi 9 stadi di regolazione di tensione, ove si riscontrano ulteriori capacità d’immagazzinamento fra cui spiccano due condensatori ELNA serie blu da 4700 mF cadauno; i regolatori dedicati alla sezione digitale, dei classici IC della serie 78xx, stabilizzano ora la tensione ad 8 Vcc, anziché ai 5 Vcc previsti nei progetti E5m e Signature. Fanno altresì capolino qua e là, per la gioia del senso visivo del tecnico e dell’appassionato evoluto, pregiati elementi passivi quali i condensatori a film plastico Wima serie black box, verde e rossa, i tedeschi ERO ed Evox e le resistenze a bassa tolleranza Vishay.

La trasformazione dell’alternata è ovviamente affidata ad un trasformatore toroidale posto immediatamente dietro alla meccanica di lettura, le cui rassicuranti dimensioni appaiono più consone ad apparecchiature di elevazione di potenza del segnale audio piuttosto che ad un lettore di cd.

Analizzando la scheda circuitale che occupa invece la quasi totalità dello spazio interno a destra della meccanica, non mi sembra modificato l’oscillatore al quarzo (clock), un componente dichiarato a bassissimo rumore di fase e stabile entro 5 ppm, oltre che del tipo termocompensato o TCXO (abbreviazione di Temperature Compensated Crystal Oscillator) al fine di stabilizzarne la temperatura di funzionamento allungandone considerevolmente la vita operativa.

Nulla è dato a sapere in merito all’elaborazione dei dati digitali e relativa conversione analogica, sebbene per quanto concerne il DAC a 24bit/192KHz ne sia dichiarata una nuova uscita modificata di tensione completamente differenziale: non ho smontato il lettore per scrutare anche il lato saldature della scheda, visto oltremodo che sul lato a vista le serigrafie degli IC risultano pressoché cancellate e/o illeggibili, sebbene abbia il sospetto che da qualche parte compaia il dac Crystal CS4390, lo stesso adottato anche sul modello Signature.

La sezione analogica appare invece più complessa, ove ora spiccano lungo il percorso di segnale sbilanciato, operante in classe A pura, degli eccellenti amplificatori operazionali Analog Devices AD797 (serie “ultra-low noise”, in numero di uno per canale), mentre per quanto riguarda la sezione bilanciata il circuito è ancora basato sui prestanti NE5534. Un’altra differenza rispetto al Signature risiede nel nuovo circuito digitale d’uscita, realizzato direttamente a ridosso delle connessioni digitali ottica, coassiale e bilanciata che fungono anche da fissaggi della scheda medesima; viene così elegantemente evitato il percorso del segnale nel dominio digitale lungo tutto il circuito stampato principale, grazie all’uso di uno specifico cavo coassiale a connessione SMA (il connettore di SMA è uno dei connettori di radiofrequenza sviluppati negli anni ‘60 per rendere più agevole la connessione di cavi coassiali; esso è progettato per un collegamento a vite, piuttosto che a tiro o a spinta, realizzato in acciaio inox oppure in ottone, con filetto 0.250x36).

Il lettore è rimasto stabilmente connesso al mio impianto per alcuni mesi, durante i quali un regolare funzionamento ha sicuramente contribuito a rodare per bene meccanica e circuiti: compagni d’avventura, un preamplificatore Audio Research LS2-B, i finali monofonici Albarry M408II e Monrio MP1 ed i sistemi d’altoparlanti Mastersound Classic, Astri Deneb, oltre ad un avvincente disegno da pavimento a due vie artigianale basato su notissimi trasduttori Scan Speak.

L’Esound E5 Platinum Reference esprime un suono vivido, dinamico, dettagliato, trasparente, esteso e parimenti granitico e deciso. Potrei terminare così la disamina sensoriale del lettore di Hong Kong, ma mi priverei egoisticamente del piacere di esternare un’esperienza per certi aspetti attesa ed al contempo inaspettata.

Mi concentro allora sulla gamma più bassa delle frequenze rilevabili dal nostro apparato uditivo, aiutato anche da alcune incisioni di Kevin Moore, geniale tastierista e cantante che fu componente storico dei celebri Dream Theater; ascoltando la prima traccia, Colorblind, tratta dal bellissimo “Dead Air for Radios” del 1998 a firma del progetto solista Chroma Key, Moore ha utilizzato un potente segnale elettronico a bassissima frequenza (ad orecchio, probabilmente inferiore ai 48÷50 Hz) a sostegno della linea di basso, con l’evidente fine di conferire alla parte iniziale del brano un sensazionale effetto di immanenza. Si tratta di un segnale avvertibile con molta fatica ad esempio sia attraverso i piccoli woofer delle Astri Deneb che con quelli delle Gale Model Four, comunque leggermente attenuato anche utilizzando le Mastersound, che per una credibile riproduzione esige dunque un disegno da pavimento ben esteso nella risposta ai gravi.

L’Esound E5 Reference supera brillantemente le mie consuete aspettative, andando oltre a quanto ascoltato con il modello inferiore E5m e proponendo una notevole estensione verso il basso, ben presente, efficace, seppur ancora di poco inferiore a quanto offerto dal mio riferimento americano. D’altronde, è probabile che la differenza del Krell sia determinata dall’adozione di una meccanica di lettura qualitativamente strepitosa.

Le medesime sensazioni sono confermate attraverso l’ascolto di altre composizioni di Moore per il progetto parallelo Office of Strategic Influence (O.S.I.), in cui qua e là riemergono nuovamente abissali suoni campionati.

In ogni caso, la performance non appare nient’affatto scontata. Cerco ulteriori conferme nella musica sinfonica e, in particolare, in quella organistica sacra di Johann Sebastian Bach, di cui è ben nota oltremodo la profondità, la potenza e la bellezza artistica del messaggio cristiano in tutte le sue opere religiose.

Il Platinum Reference gestisce con decisione e dovizia di particolari anche le grandi masse orchestrali, dipanando un messaggio sonoro al contempo materico e dettagliato, dotato di apertura, estensione e lucentezza verso le frequenze più acute, rimanendo scevro da certi indurimenti in gamma medio-alta riscontrati di tanto in tanto sul modello E5m. Anche le partiture più gravi dell’organo a canne sono rese con una buona dose di presenza ed immanenza, sicuramente superiori a qualunque altro lettore cd di provenienza cinese personalmente ascoltato in condizioni controllate e comunque analoghe a quelle offerte dalla migliore concorrenza europea, giapponese e d’oltre oceano.

In definitiva, questo lettore mi ha ricordato sotto tale peculiare aspetto timbrico le performance musicali di uno strepitoso cd-player giapponese commercializzato nei primi anni ’90, il Pioneer PD9300, anch’esso contraddistinto all’epoca da una sopraffina realizzazione e da un prezzo d’acquisto ancora non proibitivo (circa L. 1.200.000).

A scanso di fraintendimenti, evidentemente il Platinum Reference non è soltanto gamma bassa: l’assetto timbrico invero è corretto, contraddistinto da una spiccata naturalezza e da una piacevole apertura in gamma acuta, in entità tale da conferire sempre una sensazione di luminosità che giova anche alla ricostruzione prospettica dell’evento musicale, ben disposta su tutti e tre gli assi dimensionali. Incisione permettendo, l’immagine sonora è piuttosto vasta, ampia sul piano orizzontale e per nulla deficitaria anche verticalmente: gli strumenti ritmici a percussione sono ben disegnati al centro della scatola sonora, potenti, dinamici, molto veloci e nitidi anche nei più repentini fraseggi percussivi, disposti ad una profondità tale da collimare costantemente con la parete di fondo della mia sala d’ascolto, ove i diffusori sono pressoché collocati in campo libero (a circa 150cm dalla parete posteriore e ad oltre 100 cm da quelle laterali). Le differenze col Krell KPS30i diventano più sfumate, difficilmente individuabili e quantificabili, nonostante il discernimento dei vari piani sonori sia nuovamente a favore del lettore progettato da Dan D’Agostino.

Insisto ancora con brani piuttosto complessi, ovvero le stupende partiture architettate da Georg Philipp Telemann nella sua celebre Tafelmusik, dall’ottima edizione integrale curata dalla Brilliant Classics: il Reference conferma grandi doti di microcontrasto e dinamica, oltre ad una concretezza d’emissione anche a bassi volumi d’ascolto, tali da catturare l’attenzione ed indurre ad alzare il volume quando di semplice sottofondo.

Spaziando fra una mia selezione personale di canti corali, jazz acustico per piccoli gruppi, percussioni, strumenti a fiato e a corda (fra cui, chitarra classica, mandolino, banjo e chitarra resofonica), le mie impressioni non cambiano più di una virgola, fatta salva una personalissima preferenza per le connessioni sbilanciate, a mio parere timbricamente più naturali rispetto alle uscite XLR, le quali rendono complessivamente il suono forse un pelo troppo “freddo” (almeno, rispetto al Krell).

Il nuovo Platinum Reference di Esound si conferma un lettore cd di rango, assai ben costruito, evidentemente basato su di un progetto assolutamente non banale o, peggio, malamente scopiazzato da qualche altra realizzazione occidentale, facente largo uso di componenti di comprovata qualità e sovente d’esclusivo appannaggio di realizzazioni prive di compromessi economici; oltre a ciò esso è commercializzato su tutto il territorio nazionale da un regolare Distributore (so per certo di qualche privato fai da te inizialmente pieno di vanto per qualche quattrino risparmiato con l’importazione parallela, ritrovatosi istericamente poco dopo col trasformatore d’uscita del finale monotriodo bruciato, su di un apparecchio privo sia di garanzia che addirittura di marcatura CE, ovvero di una macchina fuorilegge e, dunque, di nullo valore), come sinora pochi altri marchi cinesi.

Il Reference può costituire la soluzione definitiva per il digitalista esigente che, a fronte di un budget non propriamente faraonico, pretende una qualità scevra da particolari compromessi, affidabilità a lungo termine, assistenza, interfacciamento con apparecchiature (anche) di comprovato valore sia sonico che economico; parimenti, potrebbe essere persino una scelta intelligente per l’analogista che non disdegna  l’ascolto di qualche dischetto argentato senza rinunciare alcunché, pur avendo concentrato buona parte delle proprie finanze e delle proprie attenzioni a basi, bracci e testine.

Un’ultima nota a margine: ho trovato assai delizioso l’abbinamento con un’accoppiata interamente valvolare, costituita dal sistema d’amplificazione inglese Tube Technology Seer + Unisis, unitamente ai diffusori Astri Deneb, per un risultato complessivo godibilissimo, di grande naturalezza e raffinatezza timbrica d’emissione.

L’hi-end inizia a parlare anche in cinese.

 

Tanto di cappello      

 

Buoni ascolti e sensazioni.

Cristiano Nevi 

 marvel147@gmail.com  

 

Links:

 

In questo sito trovate Esound Modificati a prezzi veramente alti !!!

http://www.referenceaudiomods.com

 

 

Comparazione :

 

Ho fatto una prova veloce , confrontandolo con lo Xindak 1.0 Muse , entrambi molto musicali , l'Esound e adatto a chi ama  il suono caldo , ma con in basso trattenuto e stabile , mentre lo xindak ha sempre ottime doti e il basso e piu' corposo e  rotondo , diciamo che si sente  che e valvolare.

 

 

 

Hit Counter

Home