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Ciao Davide, ora che ho un po' di tempo ti invio lo "scritto" e
piu' tardi e domani o dopodomani spero di riuscire ad
inviarti le foto che ho scattato.
DAC a
confronto diretto:
WADIA X64.4 -- Riferimento prova
TEAC D-2 Reference
WADIA X-32
MICROMEGA T-DAC
MERIDIAN
203
Il convertitore di riferimento usato per le prove e' il WADIA X64.4
(versione anno 94 circa listino 14 milioni di Lire differente dai
primi X64 fine anni 80 / primi anni 90).

Il wadia
x - 64.4 usato come riferimento
Quando usci' questo convertitore suscito' scalpore tra gli
appassionati ( in pochi in quegli anni intuivano la valenza di un
DAC esterno cosi' costoso) ed era considerato un sogno
irraggiungibile.
Dichiarata dal costruttore una aspettativa di vita non inferiore ai
20 anni di funzionamento continuo di 24h al giorno (pensato anche
per il settore professionale) e supportato dall'assistenza WADIA
in qualsiasi momento anche per eventuali up-grade.
Le prove d'ascolto effettuate sommariamente in abbinamento ad una
meccanica Meridian 602 (Top di Gamma prima della altissima serie
800), pre e finale monotriodo a valvole di eccellente
qualita', cablaggio di buon livello tra cui White Gold
(potenza).
Filtraggio di tutto l'impianto con disaccoppiatore di rete per
sorgenti digitali (in questo caso mecc. e DAC). Diffusori: Sigma
Acoustics Ouverture e Duevel Bella Luna.
WADIA X64.4 Vs Meridian 203
In questo caso il rapporto sul prezzo di listino e' 1/10 (la
quotazione dell'usato invece scende a 1/5 circa) ma puo' tuttavia
essere interessante per chi decidesse di fare il salto di
qualita' da un entry-level pur ottimo e ancora molto
apprezzato come il Meridian ad uno dei primi 5 convertitori in
assoluto degli anni 90.

Il meridian
203
Il
Wadia migliora nel dettaglio in modo sostanziale ma
soprattutto rende il sound-stage piu' concreto, equilibrato,
con spazialita' notevolmente superiore a rispetto al
piccolo Meridian. E'una differenza (un rapporto, una
equazione) riscontrabile in quelle sedute di ascolto durante le
quali si decide di fareun confronto tra CD e la stessa
edizione in LP (chi l'ha fatto puo' capire cosa intendo).
Il
Meridian 203 pero' per iniziare a separare la convesione dalla
meccanica va molto bene.
Altamente consigliato per budget fino a Euro 300.
WADIA X64.4 Vs Micromega T-DAC
Questo piccolo Micromega tutt'ora a listino e' in produzione
da almeno 10anni e se non sbaglio anche l'estetica e'
rimasta tale. Positivo l'approccio con il solido chassis ini
alluminio di notevole spessore e robustezza, nonche' dei
piedini in gomma di buona qualita'.

Il micromega
T-Dac
All'ascolto invece devo dire di rimanere un po' deluso, vista la
cura costruttiva esterna, erano nate aspettavie rimaste poi orfane. Il
confronto con il Wadia pero' e' un po' improprio e fuorviante se
non si sta attenti. I parametri che ho apprezzato
maggiormente iin questo longevo francesino Micromega sono:
equilibrio timbrico, coerenza ritmica. Eccede leggermente sugli alti in
taluni casi, ma sono aspetti eludibili in sede di scelta dei cavi
di collegamento (soprattutto di interconnessione DAC-Pre). Tutto
sommato preferirei ancora il Meridian 203.
WADIA X64.4 Vs WADIA X-32
La prova in questo caso e' stata fondamentalmente simile alle precedenti.
Il WADIA X-32 arriva ad una risoluzione e dettaglio nettamente
superiori degli altri due che lo hanno preceduto.

Il wadia
x32
Se
non gli si chiede molta profondita' di immagine, regala un ascolto
piacevole, anche se a mio avviso e gusto alla lunga un po'
affaticante. Non escludo pero'che in altri impianti diversi possa
dare risultati leggermente superiori.
WADIA X64.4 Vs TEAC D-2
Questi due apparecchi progettati agli antipodi della Terra hanno
in comune l'alta qualita' e la ricerca delle massime prestazioni
ottenibili dal dischetto argentato, ancor oggi il software in
assoluto piu' acquistato nel mercato discografico.
Le differenze in questo caso si riducono notevolmente.
Il parametro del dettaglio e' abbastanza soddisfatto da entrambi,
velocita' e ricostruzione del messaggio molto simile e in entrambi i
casi soddisfacente.

il teac D-2
Le
differenze percepibili risultano essere ancora sull'immagine, la
profondita', dove il Wadia riesce a ricreare un
sound-stagepiu' verosimilmente live, completamente svincolato dai
diffusori (forse con una meccanica migliore di quella in prova non
del tutto all'altezza la supremazia del Wadia potrebbe essere
rovesciata!?).
Un'altra differenza che ho potuto cogliere riguarda il timbro, piu'
piacevole nel Wadia rispetto al dac giapponese eccessivamente
nervosetto in alcuni passaggi. Tuttavia il TEAC nel mercato
dell'usato viene venduto a prezzi nettamente inferiori (piu'
accessibile) al dac Wadia che beneficia di rinomata fama e che
aveva effettivamente un prezzo di listino
superiore del 40%.
Come
si puo' intuire credo fermamente che negli anni 90 (anni post boom
del digitale) siano stati prodotti apparecchi maturi e veramente
ben costruiti e ancor di piu' ben suonanti, purtroppo o per
fortuna spesso sottovalutati. Le nuove tecnologie di conversione
(ma vale anche le meccaniche CD di qualita' oggi scomparse)
se non supportate in sede di assemblaggio da componenti
selezionati, costruzione seguente canoni aero-spaziali e
alimentazioni molto raffinate, difficilmente potranno avvicinarsi
a DAC come il WADIA X64.4.
Ci tengo a sottolineare di aver espresso un mio parere personale, ed
aver citato parametri conosciutie comprensibili, ma pur sempre
"filtrati" dal MIO orecchio e catalogati dal MIO cervello.
Anche l'equilibrio dell'impianto in generale e' indicativo e
variabile da impianto a impianto. Le prove si sono svolte per
tutti i DAC citati in condizioni conosciute e stabili (a parte
ovviamente il cambio dei vari DAC).
Le
Duevel Bella Luna sono state oggetto della prova WADIA/TEAC
solamente e non hanno inficiato in nessun modo il risultato, ma
anzi hanno aiutato il recensore nel suo lavoro di "scrutatore".
pensiero3d@yahoo.it
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Ciao Davide, mi avevi detto di
inviarti aggiornamenti/novita'... eccomi.

Ti avevo parlato tempo fa di convertitori orientali
Non Oversampling di eccellente qualita'. Bene ne ho provati piu' di
uno. Ho inizialmente acquistato in Cina un piccolo convertitore
trasparente con alimentazione a trasformatore esterno.

Questo apparecchio andava molto
bene... ma ne ho provato un'altro che ho notato andasse ancora
meglio. Il "Digital Password" e' un piccolo convertitore
assemblato e venduto a Taiwan in pochi esemplari da un piccolo
artigiano/appassionato. Per ammortizzare la spedizione ne ho
acquistati tre esemplari, ora ne posseggo due. L'ho ascoltato a
confronto con tutti i DAC della recensione che hai pubblicato.
Wadia x64.4 Vs "Digital
Password"
Il piccolo convertitore con gli occhi
a mandorla ha seguito un ascolto del Wadia X64.4 di almeno 30min.
La stessa registrazione era restituita senza notare evidenti
differenze. Sconcertato ho proseguito l'ascolto dimenticando ogni
altra distrazione. Il piccolino era disinvolto nella riproduzione,
dolce. Il sound-stage non necessitava di maggiore apertura e il
suono era totalmente svincolato dai diffusori. Insomma ad un primo
ascolto non mancava nulla. Proseguendo poi con il Wadia X64.4 ho
continuato ad essere sorpreso dalla somiglianza del suono
restituito dai due DAC totalmente differenti sia dal punto di
visto circuitale che dal punto di vista dell'impegno
economico. Dopo un'altro po' di ascolti ho cominciato a cogliere
le differenze. Premetto che si tratta di dettagli non facilmente
riconoscibili. Ma come di sa l'Alta Fedelta' e' una passione che
richiede molta saggezza e pazienza... Il Wadia era
semplicemente magico! Il convertitore cinese lo imitava ma non lo
eguagliava assolutamente in tutto. La musica restituta dal Wadia
X64.4 era piu'ariosa, "chiara" senza essere affaticante. Non
vi parlero' approfonditamente del Non Oversampling lasciando ai
singoli interessati eventuali approfondimenti (vedi TNT audio la
prova del DAC AudioNote in special modo gli approfondimenti in
inglese sul 0 Oversampling) tutti i convertitori oggi praticano il
sovracampionamento ovvero "Oversampling" ponendo vari dac in
parallelo e filtrando digitalmente in uscita per cancellare gli
spettri sonori creati dal sovracampionamento ovvero evitare
ipotetici (discutibili in alcuni casi) danni alle elettroniche e
agli altoparlanti. Il Dac orientale dotato di un solo DAC interno
e'filtrato in uscita in maniera analogica semplicemente con un
condensatore. Questo produce un risultato... che e' quello di
rendere molto piacevole l'ascolto e poco affaticante. Si sposa a
nozze in quegli impianti un po' squillanti e duretti... ma no
e' sicuramente la panacea a tutti i mali. Non e' il WAdia x64.4 ma
e' assolutamente un suo degno avversario al pari di altri
impegnativi convertitori.

Sto facendo anche altre prove su pre phono/preamplificatori/amplificatori/cavi/diffusori
in questo periodo e ne vengono fuori delle belle....
Presto scattero' una foto del mio impianto (che sto
ottimizzando) e te la inviero'
pensiero3d@yahoo.it
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