Schede e recensioni

Maestro CD - Dac  " Special Edition "

Lettore CD - Dac
 

 

 

  Di cosa si tratta

  Lettore CD


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  Produttore

  Audio Analogue Ita

  Caratteristiche

  Lettore + Dac

  Costo

  4600/00 euro  anno 2010

 

 

Caratteristiche

 

Dimensioni (Nota1) 

135 x 445 x 395 mm 

 

 

Peso 

13,4 kg

Sezione D/A 

 

Transceiver 

CS8416 192KHz/24bit - Cirrus Logic 

Sample Rate Converter (SRC) 

SRC4193 192KHz/24bit - Burr-Brown 

DAC 

PCM1794A 192KHz/24bit - Burr-Brown 

THD @ 1KHz 0dBFs (Nota6) 

<0,001 % 

THD @ 1KHz -10dBFs (Nota6) 

<0,003 % 

Range Dinamico (Nota6) 

98 dB 

Livello di Rumore (Nota6) 

-140 dBV 

Livello di Uscita (Nota7) 

2,00 

Livello di Uscita (Uscita Bilanciata) (Nota7) 

4,00 

Ingresso Digitale 

Coaxial 

Uscita Digitale 

Coaxial 

Uscita Bilanciata/Sbilanciata 

 

Meccanica CD TEAC CD-5010A 


Descrizione

 

Audio Analogue con questo prodotto rivoluziona il modo di usare e ascoltare un CD ...  Infatti troviamo tre macchine in una , visto che due sono i modi di funzionamento  ( leggere sotto per capire meglio ) e una altro modo e la possibilità di usare questo CD come Dac esterno.  Questa e la vera e propria cigliegina sulla torta , visto la costante espansione delle sorgenti digitali come il PC.  Quindi visto che l'investimento e importante perche' non avere la possibilità di decodificare al meglio la nostra musica liquida !!!

 

Dal sito ufficiale :

 

Il Maestro CD player SE, al contrario degli altri componenti della linea SE, non è il frutto dello sviluppo di progetti pre esistenti ma è un apparecchio totalmente inedito!

Il Maestro CD player SE riduce i problemi legati al jitter grazie ad una tecnologia innovativa, sviluppata interamente da Audio Analogue basata su un PLL a componenti discreti che viene utilizzato per agganciare il segnale digitale. L’intera catena può arrivare fino a 192KHz/24 bit e lo stadio di uscita utilizza una particolare configurazione fully differential, inedita, a bassissimo rumore.
 
Completano l’eccellenza del lettore: l’estrema configurabilità, che permette all’utente di settare numerosi parametri della conversione (quali ad esempio la frequenza di campionamento) e l’ingresso digitale, grazie al quale si può utilizzare  il lettore anche come convertitore DA per sorgenti a frequenza di campionamento fino a 192KHz.

E’ possibile selezionare fra 3 diverse modalità di funzionamento:

Modalità Diretta – Il ricevitore SPDIF riceve il segnale che viene inviato direttamente al DAC. In questa modalità non c’è “Up-Sampling”, pertanto la frequenza di campionamento rimane la stessa lungo tutto il percorso di conversione fino al DAC, sia quando è selezionata come sorgente la meccanica CD sia quando si seleziona l’ingresso SPDIF IN.

Modalità PLL – Questa modalità è disponibile solo quando il segnale digitale selezionato è quello proveniente dalla meccanica CD. Il segnale di system clock proveniente dal ricevitore S/PDIF viene inviato al PLL il quale, se riesce ad agganciarlo, lo rigenera e pulisce riducendo il jitter per le frequenze superiori a 20Hz (filtro del secondo ordine). Con questo clock rigenerato, vengono risincronizzati tutti gli altri segnali all’interno della CPLD. Se il segnale dalla CPLD viene poi inviato direttamente al DAC, questo andrà a lavorare con una frequenza di 44.1KHz, se invece viene abilitato il  SRC allora la frequenza di campionamento può essere aumentata secondo un  fattore di:  1X, 2X, or 4X. Tale informazione viene mostrata sul display come: SRCX1, SRCX2, SRCX4. Il fattore di sovra campionamento  insieme agli altri parametri vengono settati nella voce di menu relativa alla modalità PLL.

Modalità SRC – In questa modalità il segnale dal SPDIF RX viene inviato direttamente al Sample Rate Converter (SRC) e da questo al DAC. Il SRC risincronizza i segnali di ingresso ad un clock di riferimento che gli arriva dall’esterno riducendo drasticamente il Jitter. Il clock di riferimento esterno arriva infatti dai quarzi all’interno del PLL. La frequenza di uscita può essere fissata a: 44,1kHz, 48kHz, 88,2kHz, 96kHz, 176,4kHz, 192kHz. La risoluzione è sempre di 24bit. I parametri della modalità sono settati nella voce di menu dedicata.

Caratteristiche costruttive:
Raffinata alimentazione realizzata con due trasformatori dei quali uno toroidale e otto sezioni di regolazione distinte.
Convertitore D/A al altissime prestazioni, 192kHz/24bit, l'Over-Sampling del DAC resta in tutte le configurazioni e consente di usare filtri a bassa pendenza.
Convertitore di sample rate a basso jitter.
PLL a componenti discreti.
Circuitazioni analogiche a componenti discreti.
Componenti passivi di elevatissima qualità: resistenze a strato metallico a bassissima tolleranza a norme MIL.
Condensatori non polarizzati in poliestere o polipropilene a bassa tolleranza.
Condensatori elettrolitici di elevata capacità a bassa perdita ed elevata velocità e condensatori elettrolitici di bassa capacità ad elettrolita organico.
Display Grafico VFD ad elevato contrasto e altissima affidabilità.
Gestione di sistema a microcontrollore.

 

Scheda fotografica


 

 

 


 

Vediamo dietro


 

 

Vediamo dentro


 

 


Telecomando

 

 

Nella confezione troviamo due telecomandi , uno di uso comune , bellissimo in lega , l'altro per accedere a tutte le funzioni particolari del lettore.

 

Imballo    e    manuale


 


Links


http://www.audioanalogue.net/

 

Come suona


CD superlativo , uno dei migliori che io abbia ascoltato , delicatissimo mai affaticante e con una riproduzione eccezionale , sia per  semplicita' di ascolto , palcoscenico ampio e sempre ben posizionato ....  eccellente davvero.

La recensione di Cristiano

 

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

AUDIO ANALOGUE Maestro CD 196/24 Special Edition  

                         Lettore integrato di compact disc                                  

 

La mia ultima visita ad Audiocostruzioni ha come al solito arricchito la mia esperienza d’ascolto attraverso nuove elettroniche e (soprattutto) apparecchiature usate di grande pregio, rara diffusione o vintage, arrivando talvolta a lambire persino il mercato professionale.

Fra una coppia di Tannoy Sandringham e Glenair 10, un integrato CJ CAV50, due bellissimi monofonici McIntosh MC-30 ed uno splendido EMT 950, Davide mi precede verso il retrobottega, ove ad attendermi vi è un grosso scatolone griffato Audio Analogue di fresca consegna, praticamente intonso.

Mi dice, semplicemente: “Prendilo, portatelo a casa e collegalo con tutte le tue elettroniche. Poi mi fai sapere…..”, concludendo con la consueta ed ormai famigliare cadenza modenese.

Certamente l’imballo era assai rassicurante, ben fatto e resistente a qualunque tipologia di trasporto su strada, ma anche sufficientemente pesante da testimoniarne un contenuto non proprio banale, almeno dal punto di vista costruttivo.

Il nuovo lettore CD Maestro 192/24 fa parte della nuova linea Special Edition, ovvero il frutto di circa quattro anni di ricerche e di approfondimenti tecnici dei progetti Audio Analogue preesistenti, basati su continuative prove di ascolto sotto la guida di Claudio Bertini, che è il co-fondatore del marchio pistoiese.

Tali intenti non si esaurirebbero con la sola linea Maestro, ma la nuova mission consisterebbe nell’introduzione delle tecnologie audio più innovative e sperimentali che rendono già al contempo originale e complessa l’ingegneria contenuta nella serie SE, anche nelle linee commerciali inferiori.

In particolare ed al contrario degli altri componenti la linea SE, il Maestro CD player SE non costituisce, a detta del Costruttore, un mero sviluppo dei progetti che lo hanno preceduto, ma si tratta di un apparecchio inedito.

Nonostante la veste estetica sia rimasta sostanzialmente immutata, il Maestro CD rimane a mio modesto parere una delle più belle apparecchiature audio in circolazione, con la sua livrea importante, il frontale massiccio ed imperioso, le linee che ammiccano ai bassorilievi romani d’epoca imperiale, sottolineati dai caratteri grafici tipicamente latini del periodo classico, l’accurata disposizione e le forme del cassetto porta-CD, del display e dei sette tasti ad esagono a faccia centrata.

Da fervente nazionalista qual sono io (prego i lettori di non associare questa affermazione con filoni politici, che qui c’entrerebbero come un transistor infilato in uno zoccolo porta valvole) è per me una goduria pensare al richiamo ed all’ossequio verso quella che è stata la culla della cultura italica (e non solo) da parte di un apparecchio d’avanguardia tecnologica.

Sfogliando il manuale d’istruzioni, redatto anche in lingua inglese, il Costruttore risalta sobriamente le innovazioni apportate in questa edizione speciale, adducendo in primis ad una riduzione dei problemi legati al famigerato jitter, grazie all’implementazione  di una tecnologia innovativa e proprietaria che si basa su di un PLL a componenti discreti, utilizzato per agganciare il segnale digitale.

L’intera configurazione arriva a lavorare fino a 192KHz/24 bit, utilizzando quindi uno stadio di uscita rielaborato secondo una particolare configurazione definita “fully differential”, inedita, a bassissimo rumore.

Prendo atto di tutto ciò, visto che la mia cultura specifica mi permette al più di verificare la tipologia costruttiva di un condensatore o di una resistenza elettrica, in questo progetto peraltro selezionati della miglior qualità industriale oggi a disposizione (leggasi: potenziale elevata affidabilità nel tempo e costanza di prestazioni).

Soprattutto, si pone l’attenzione sulla notevole versatilità di questo nuovo CD-Player: il Maestro SE permette all’utente di configurare numerosi parametri della conversione, quali ad esempio la frequenza di campionamento,  oltre all’ingresso digitale, grazie al quale l’apparecchio si trasforma anche in un convertitore DA per sorgenti a frequenza di campionamento fino a 192KHz.

Ancora, all’utente è ora permessa la selezione fra 3 (tre) diverse modalità di funzionamento: diretta, PLL, SRC; a tale scopo, nell’imballo è presente un secondo telecomando attraverso il quale sono possibili tutte le regolazioni citate, tra l’altro chiaramente riportate sul manuale d’uso.

All’uopo, riporto letteralmente quanto indicato nel sito di Audio Analogue:

 

Modalità Diretta – Il ricevitore SPDIF riceve il segnale che viene inviato direttamente al DAC. In questa modalità non c’è “Up-Sampling”, pertanto la frequenza di campionamento rimane la stessa lungo tutto il percorso di conversione fino al DAC, sia quando è selezionata come sorgente la meccanica CD sia quando si seleziona l’ingresso SPDIF IN.

 

Modalità PLL – Questa modalità è disponibile solo quando il segnale digitale selezionato è quello proveniente dalla meccanica CD. Il segnale di system clock proveniente dal ricevitore S/PDIF viene inviato al PLL il quale, se riesce ad agganciarlo, lo rigenera e pulisce riducendo il jitter per le frequenze superiori a 20Hz (filtro del secondo ordine). Con questo clock rigenerato, vengono risincronizzati tutti gli altri segnali all’interno della CPLD. Se il segnale dalla CPLD viene poi inviato direttamente al DAC, questo andrà a lavorare con una frequenza di 44.1KHz, se invece viene abilitato il  SRC allora la frequenza di campionamento può essere aumentata secondo un  fattore di:  1X, 2X, or 4X. Tale informazione viene mostrata sul display come: SRCX1, SRCX2, SRCX4. Il fattore di sovra campionamento  insieme agli altri parametri vengono settati nella voce di menu relativa alla modalità PLL.

 

Modalità SRC – In questa modalità il segnale dal SPDIF RX viene inviato direttamente al Sample Rate Converter (SRC) e da questo al DAC. Il SRC risincronizza i segnali di ingresso ad un clock di riferimento che gli arriva dall’esterno riducendo drasticamente il Jitter. Il clock di riferimento esterno arriva infatti dai quarzi all’interno del PLL. La frequenza di uscita può essere fissata a: 44,1kHz, 48kHz, 88,2kHz, 96kHz, 176,4kHz, 192kHz. La risoluzione è sempre di 24bit. I parametri della modalità sono settati nella voce di menu dedicata”.

 

Rimosso il coperchio superiore, non posso che ammirare ancora una volta il livello costruttivo dell’apparecchio, privo di cablaggi volanti che non siano quelli strettamente necessari a collegare la meccanica di derivazione informatica, i circuiti per la gestione dei comandi frontali ed i collegamenti del pannello posteriore alla grande mother-board.

La sezione di alimentazione, che occupa circa un terzo dello spazio interno disponibile, si avvale di due trasformatori, di cui uno da 35+35VA contenuto in case plastico ed un secondo toroidale, dimensionato per non sfigurare nemmeno in un amplificatore di media potenza. Visivamente conto addirittura otto sezioni di regolazione distinte, di cui tre ad erogare 15Vcc, altre due a fornire 6Vcc e le rimanenti dedicate alle alimentazioni stabilizzate a 7Vcc.

Il parco dei condensatori di livellamento appare davvero consistente, raggiungendo una capacità complessiva nominale pari a 88.200 microF, degna di un finale a transistori in classe AB da 150W/ch, ove spiccano due enormi elementi da 22000 microF cadauno.

Il livello qualitativo dei componenti passivi rappresenta quanto di meglio oggi disponibile nel campo dei componenti elettronici industriali: le resistenze sono del tipo a strato metallico a bassissima tolleranza secondo specifiche militari, tutti i condensatori non polarizzati sono in poliestere o polipropilene a bassa tolleranza, fra cui spiccano quelli attraversati dal segnale musicale negli stadi analogici d’uscita, dei bellissimi Sonicap da 0,47microF e dielettrico resistente sino a 600Vcc. Gli stessi elettrolitici di elevata capacità sono del tipo a bassa perdita ed elevata velocità, mentre quelli aventi capacità più limitate sono del tipo ad elettrolita organico.

Il segnale proveniente dalla meccanica di lettura viene immesso nella mother-board in prossimità di un integrato di produzione Philips dalle serigrafie quasi illeggibili ma con ogni probabilità deputato alla gestione delle meccaniche) ed inviato al PLL realizzato interamente a componenti discreti, frutto di una progettazione proprietaria Audio Analogue. Secondo il costruttore, un tale accorgimento tecnico permette l’aggancio del segnale digitale riducendone drasticamente tutti i problemi legati al jitter. Questa sezione appare immediatamente visibile lungo il percorso del prezioso segnale, essendo completamente incapsulata in un involucro metallico.

Il segnale è inviato ad un sovracampionatore SRC4193I, in grado di fornire al successivo DAC PCM1794 dei dati campionati sino a 192 KHz e 24 bit, a partire ovviamente dai 16 bit letti sui dischetti argentati. Trattasi entrambi di circuiti integrati prodotti dalla nota Burr-Brown (Texas Instruments), contraddistinti da caratteristiche elettriche (rapporto segnale/rumore, linearità e distorsione) ai vertici delle attuali possibilità tecnologiche e sovente impiegati sia in apparecchiature di grande pregio e passaporto occidentale che nei più ambiziosi progetti asiatici (ricordo a tal proposito il Bada HD-23, che ho avuto modo di ascoltare già alcuni mesi fa). La sezione analogica è invece interamente realizzata a componenti discreti, ove spiccano anche parecchi condensatori Wima serie rossa ed alcuni operazionali NE5534 e Burr-Brown OPA143PA, che ritengo siano usati per la conversione in tensione del segnale bilanciato in corrente proveniente dal chip di conversione D/A.

Allo scopo, non ho volutamente contattato i progettisti per ottenere le necessarie delucidazioni in merito, esclusivamente sia per non snaturare la filosofia di tale rubrica così fortemente desiderata da Davide Sbisà per Audiocostruzioni, nata più per la ricreazione e per le sensazioni d’ascolto piuttosto che per la mera tecnologia costruttiva (d’altronde non supportata da alcun tipo di misura di laboratorio), sia perché soggettivamente non pongo preclusione alcuna verso qualsiasi soluzione progettuale, quando finalizzata alle migliori prestazioni e/o al miglior rapporto qualità/prezzo.

A tal fine, auspico una recensione tecnica da parte delle riviste cartacee specializzate nazionali, che ritengo sotto questi aspetti persino più autorevoli ed attendibili anche al confronto con le più note concorrenti comunitarie ed internazionali, ed alla quale rimando gli appassionati più tecnici.

Ho posto a confronto il nuovo Maestro con i miei due più noti riferimenti, ovvero i due telai Monrio Bit Match + 18B2 e Linn Ikemi + Numerik III, collegando il tutto ad un preamplificatore Synthesis Ecstasy, a pilotare alternativamente un finale a stato solido Monrio HP1 e due monofonici valvolari Nor-Se Audio. Ho affidato la “voce” del sistema alle solite ProAc D15 e, in alternativa, ad una coppia di sempreverdi Sonus Faber Minima Amator, rinforzate sull’estremo grave da un vulcanico sub-woofer attivo Sunfire True Subwoofer.

Per i collegamenti via cavo ho utilizzato tutto il mio parco disponibile di prodotti regolarmente commercializzati da Audiocostruzioni (Analog Research, Bada, Sommercable, Alpha), fatto salvo l’ottimo cordone di alimentazione fornito in dotazione al Maestro, il consueto BCD solid-core con guaina esterna azzurra.

Ho eseguito inizialmente un congruo warm-up mediante l’ascolto in cuffia attraverso l’amplificatore G&W T2-A, al fine di potermi godere fin da subito le delizie musicali di questa bellissima apparecchiatura, magari nelle prime ore notturne, salvaguardando così il sonno di familiari e vicini di casa: considerate le torride temperature del mese di luglio, ho riposto la Denon AH-D5000 nella sua custodia, affidandomi piuttosto ad un’ottima ed assai economica Koss PortaPro, un modello dinamico aperto leggero.

Parto dalla fine: sin dai primi ascolti, l’impressione immediata è quella di trovarsi al cospetto di un’apparecchiatura di alto lignaggio, dotata di una capacità di discernimento della Musica riscontrabile solo sui migliori progetti; il Maestro esibisce inoltre  una personalità forte e ben definita, una sorta di firma timbrica dei progettisti Audio Analogue. Il suono riprodotto presenta infatti un peso specifico importante, ricco di armoniche e di dettaglio, eppure suadente e levigato su tutta la gamma di frequenze udibili, apparentemente sornione ma realmente dinamico e perentorio quando il programma musicale ne richiede il giusto polso e controllo. Si tratta di un lettore CD di cui godere anche per lunghe sedute d’ascolto, proprio per la sua voce naturale e raffinata, con eccezionale rispetto dell’omogeneità tonale di tutti gli strumenti acustici: si ascoltino all’uopo partiture per solo pianoforte, ove il passaggio fra le ottave suonate dalla mano sinistra a quelle solitamente riservate alla mano destra appare del tutto privo di scalini tonali e dinamici, in particolare poi entro la gamma media, ove la risoluzione del nostro udito risulta particolarmente evoluta e raffinata. Si ascoltino ancora passaggi a cappella, ovvero esibizioni canore prive di qualsiasi intervento da parte di strumenti musicali: se già il nostro udito ci permette di riconoscere distintamente ed immediatamente la voce di un conoscente attraverso il meno performante degli auricolari di un cellulare, ecco invece che il Coro di Nuoro (“Antologia dei canti popolari della Sardegna”-1995) si staglia fra i due diffusori acustici in un’immagine ampia e dotata di una quota verticale veramente godibile, possente nei registri più gravi e sensazionale nelle linee continue di canto a sostegno della melodia principale.

Ritorno ad ascoltare il recente e bellissimo “Blood from Stars” del songwriter Joe Henry, edito nel 2009 dall’etichetta Epitaph/Anti-: grazie alla qualità della registrazione, i vari piani sonori sono identificabili con facilità nel palcoscenico virtuale ricreato dalle Minima Amator, così come la disposizione degli strumenti risulta netta e ben scolpita. Il centro  dell’immagine sonora è saldissimo, marmoreo, tanto da catturare per un istante il mio sguardo alla ricerca, nel mio ambiente d’ascolto, del basso elettrico che suona il breve giro armonico conclusivo del brano Suit on a Frame, stupenda ballata di sopraffina caratura, sospesa fra soul e smooth-jazz. Certamente, il palcoscenico virtuale dipende in massima parte dall’ambiente d’ascolto, dalla coppia di diffusori utilizzata e dal loro posizionamento. La mia peculiare esperienza mi ha poi insegnato che non necessariamente un’ottima immagine costituisca la percezione di una dimensione più larga rispetto ad un soggettivo riferimento: un soundstage ben restituito deve essere fondamentalmente tridimensionale piuttosto che grande ma piatto (sensazione uditiva che a breve diviene realmente odiosa ed insopportabile).

Ecco, tarato il proprio responso uditivo alle peculiarità dei diffusori utilizzati (sia ProAc che Sonus Faber non difettano di certo nella riproposizione del soundstage), potrei soggettivamente affermare che il nuovo Maestro non mortifica affatto la prestazione dei miei diffusori, esaltandone di converso le peculiarità!

La Special Edition del Maestro infine non privilegia alcun parametro musicale, fornendo piuttosto una prestazione complessiva che tende invece ad eccellere su tutti i principali parametri della riproduzione stereofonica.

 

Il consiglio spassionato è l’invito ad andare ad ascoltare presso il proprio rivenditore di fiducia questa nuova elettronica digitale di Audio Analogue: il confronto diretto con i migliori concorrenti sul mercato sarà l’elemento di giudizio e di scelta, in funzione degli specifici gusti personali e la precipua etica sonora.

Il prezzo fissato sul listino è alto, indubbiamente, in particolare se confrontato con l’ultimo listino di vendita della precedente versione Maestro CD 196/24: del resto le prestazioni complessive approssimano a mio parere assai da vicino gli attuali limiti della tecnologia digitale a 16 bit. Probabilmente sul mercato esistono prodotti di altissimo prestigio e conseguente valore commerciale (mi riferisco ad esempio al top di gamma Accuphase) capaci di offrire qualcosa in più, comunque questo Audio Analogue SE potrà essere tranquillamente inserito anche in catene di altissimo livello qualitativo. La qualità ha un costo, sempre: i prodotti costruiti senza compromessi e concepiti per prestazioni estreme, costano del resto parecchio in qualsiasi settore merceologico.

Il nuovo Maestro CD Special Edition rientra, volente o nolente, in questa categoria: avesse avuto un listino più contenuto, mi sarei sbilanciato per un giudizio entusiastico anche sul rapporto qualità / prezzo, ma solo perché personalmente non rientro fra coloro dotati di capacità finanziarie sufficienti per acquisire un sistema stereofonico all-Maestro SE.

 

Note d’utilizzo:

la grande configurabilità della sezione di conversione permette l’utente di scegliersi la prestazione che ritiene migliore entro tre differenti modalità di funzionamento, ferma restando una naturalezza d’emissione che rimane a mio parere insita nella genetica circuitale analogica dell’apparecchio.

Personalmente ho ritenuto migliore la modalità SRC configurata alla massima frequenza d’uscita (192KHz), attraverso la quale mi è parso di cogliere un maggior rispetto armonico degli strumenti acustici ed un’apertura timbrica di maggior respiro (sensazione di maggiore “aria” fra gli strumenti musicali): lascio immaginare il divertimento quando il Maestro viene utilizzato soltanto come dac, usando una meccanica esterna di elevato livello costruttivo (es. Linn Ikemi).

In altri termini, non siamo ai livelli di un front-end analogico, ma tale possibilità di set-up introduce anche un aspetto assolutamente ludico per l’appassionato dinamico e curioso, nell’utilizzo del Maestro SE.

Un esempio? Mmhhh……. Jazz e SRC? Rock e modalità diretta?

Mi auguro che questi due sassolini gettati nello stagno possano bastare…..

 

 

Buoni ascolti e sensazioni.

Cristiano Nevi 

 

Il video You Tube  

 

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