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Visto che sono all'inizio con questo
prodotto ho deciso di mettere alcuni prodotti in promozione , per pochi
pezzi prezzo speciale chiedere
Dal sito Ufficiale Meccanica MCD 403:
Our aim was to developp a source which delivers unsurpasses sound
quality To developp the MCD-403, our absolute prorities were:
HIGH PRECISION
The MCD-403 is a high precision deck (no DA converter included).
It's a perfect combination with the MDA-503, our 24 Bits - 384kHz tubes
converter but could be also used with our amplifier MAP-305DA -
MPP 505
Precision, stability and powerful errors control will satisfied all High
Fidelity enthousiasts !
Dal sito Ufficiale Convertitore :
Within the framework of the development of the apparatuses such as the
MAP 407 - MAA 705 - MAA 406, we develop a converter profiting of the
same type of research, sorted components, resistors film metal weak
noise, diodes with fast commutation. Moreover feeding circuits are
controlled and stabilized. The double converter 24 bits X 384 Khz
associated on a floor with exit to lamps, reproduced the music in three
dimensions. Dynamics, delicacy of the sounds, accuracy of the stamps,
width, rate/rhythm and melody are the many assets of the MDA 503
Come molti prodotti cinesi anche questo ha
la caratteristica di dare tanta sostanza e qualità ad un prezzo
veramente concorrenziale. Disegnati e progettati in Francia
, costruiti in Cina , con telaio di tutto rispetto , frontale in
alluminio di alto spessore , disponibile sia nella versione fianchetti
neri e parte centrale argento , sia tutto argento.
Partiamo dalla Meccanica , telaio
bello robusto e meccanica scatolata e isolata dentro ad un contenitore
di alluminio , che oltre a dare stabilità al tutto ha anche
funzione di isolante. Ben tre trasformatori toroidali separati per
garantire correni perfette.
Il convertitore e davvero interessante , doippio
trasformatore toroidale , valvolare con due 12AX7 e oltre ad un
conversione a 24 bit e ben 384 KHz , costruzione impeccabile e una
serie di entrate ed uscite impressionante. XLR - RCA
Coassiali - Ottiche , insomma tutto.
Meccanica:


I piedi sono conici esia per la meccanica e convertitore , dentro la
confezione troviamo anche i sottoconi

Il convertitore



Meccanica:

Convertitore:


Meccanica:

Vedete al centro la copertura della meccanica e i 3 trasformatori.

Il convertitore:


Le valvole sono delle 12AX7


Il telecomando e specifico per entrambi i modelli , anche se lo troviamo
solo dentro la confezione della meccanica , la parte inferiore comanda
il convertitore , con un tasto mute e la selezione delle entrate.

La prima cosa che ho provato e stato il confronto con il piccolo
MCD 203 e devo dire che fino a che i prodotti non si sono scaldati
bene , le differenze erano davvero minime , ma poi la
differenza si fatta sentire , il suono , sempre
dall'impronta valvolare dolto liquido e delicato , ha rispetto al
cd 203 un maggior controllo sul basso , che risulta molto piu' lineare e
controllato , lasciando una grana fine e delicata. Maggiore e
risultata la focalizzazione degli strumenti e la facilità
all'ascolto..
Lo sono andato su di caratura per il
confronto , e ho preso il multilettore Marantz
SA15 , macchina
che costa di listino 1800 euro circa e di sicuro valore.

Qui il confronto e stato più serrato
e impegnativo per l'accoppiata francocinese, il vantaggio
del controllo sul basso e la migliore focalizzazione negli
strumenti si e azzerata ed per entrambi i modelli , ho avuto
una ottima sensazione , macchine di qualità e riproduzione davvero
piacevole ed a alti livelli .
Il conclusione , direi che gli
Advance sono ottimi per chi predilige la delicatezza , il Marantz
per chi ama il dettaglio più definito e udibile . Comunque
grandi prodotti.
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La recensione di Cristiano: |
APPUNTI e NOTE
D’ASCOLTO
Advance
Acoustic MCD 403 - MDA 503
Meccanica CD e Unità DAC
Dopo le convincenti prestazioni offertemi dai piccoli bookshelf UM20 e
dal potente integrato MAP305, da qualche tempo delizio le mie orecchie
con quelle che ritengo le elettroniche forse più interessanti
attualmente proposte dal costruttore francese, perché caratterizzate da
un mix di tecnologia dell’ultima generazione in campo digitale, valvole
termoioniche, ottima ingegneria costruttiva e prezzo affatto esoso: la
meccanica di lettura di CD modello MCD 403 e l’unità di conversione D/A
modello MDA503.
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Entrambi gli apparecchi ricalcano l’ormai consueto design Advance,
contraddistinto frontalmente da una larga porzione centrale sagomata
a C in spesso alluminio satinato in finitura naturale, sporgente di
alcuni mm rispetto ai due lati frontali, rigorosamente rifiniti d’un
bel nero satinato in alluminio di buon spessore.Il rimanente chassis
è realizzato mediante un classico parallelepipedo in acciaio,
maggiormente sviluppato in larghezza anziché in profondità il cui
coperchio superiore di chiusura, una normalissima lamiera piegata ad
U, risulta però piuttosto leggero, a denunciare uno spessore
certamente non esaltante. |
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Appaiono invece lodevoli le quattro larghe punte coniche d’appoggio, per
le quali sono forniti in dotazione altrettante sottopunte metalliche
provviste di cuscinetto sottostante in morbida gomma, in grado di
garantire un elevato grip anche su superfici molto lisce (vetro).
L’aspetto della meccanica MCD403 ricalca sostanzialmente quello del
lettore integrato e progenitore MCD203, sebbene i comandi essenziali
per il suo utilizzo, costituiti da sei tasti semisferici affiancati in
due colonne da tre tasti cadauna (a scendere: stop, open/close, previous,
next, play e pause), siano ora posizionati sul nostro lato destro
rispetto al cassetto porta cd, anziché disposti orizzontalmente ai lati
ed al di sotto dello stesso. Se esteticamente ne possa vagamente
risentire la simmetria del design, sicuramente i progettisti hanno
risolto un piccolo neo ergonomico che affligge tutt’ora l’MCD203:
all’apertura del vano portacd, il relativo tasto di chiusura rimane
proprio al di sotto del cassetto obbligando di fatto il suo possessore
all’uso del telecomando. La nuova disposizione dei tasti risulta invece
agevole per chi continua ad abiurare ogni forma di tecnologia ad
infrarossi a favore di una manualità che rende meno freddo e distante il
rapporto con le elettroniche digitali.
Un’altra insignificante nota estetica di demerito consiste nella
porzione sporgente del frontale, che nel lettore integrato risulta
ingentilita dalle smussature sui lati verticali, assenti purtroppo nella
meccanica di lettura in questione.
Per forza di cose, sul retro si riscontrano soltanto la presa IEC
d’alimentazione e l’uscita coassiale RCA sbilanciata, oltre però ad
un’uscita XLR bilanciata di buona qualità.
Il convertitore MDA503 appare assai più versatile ed apparentemente
ricco di funzioni: in realtà, i sei tasti frontali, analogamente
disposti come descritto per la meccanica, permettono la selezione di
altrettanti ingressi digitali, di cui tre sbilanciati RCA, un bilanciato
AES/EBU (XLR) e due ottici, ovviamente presenti sul lato posteriore
dell’apparecchio. Oltre ad essi, nella porzione più alla nostra sinistra
del retro trovano posto un’uscita analogica sbilanciata rca ed una
bilanciata AES/EBU, a conferma di un progetto completamente bilanciato
dell’apparecchio che strizza dunque l’occhio anche al mercato
(semi)professionale della riproduzione audio. Spicca infine sul frontale
il largo display, che riporta un originale sinottico retroilluminato di
collegamento fra ingressi ed uscite, di cui quelle effettivamente attive
segnalate da un piccolo led azzurro, oltre alla presenza di un led rosso
che, quando acceso, segnala l’aggancio (“lock”) del segnale digitale in
ingresso.
Le vere sorprese sono celate all’interno degli chassis: la meccanica
MCD403 risulta suddivisa in tre scomparti da due divisori metallici che
svolgono la funzione di rinforzo ed irrigidimento della struttura
meccanica d’insieme oltre ad un’azione schermante fra le sezioni
medesime. Al centro troneggia una meccanica di lettura di buona
qualità, il cui gruppo ottico scorre lungo delle robuste guide
metalliche. Dietro di essa, trovano spazio due basette in vetronite di
ottima qualità ed ingegneria (con uso di componenti discreti a montaggio
superficiale), sulle quali si sviluppa il cuore digitale
dell’apparecchio, oltre allo stadio digitale sbilanciato e bilanciato
d’uscita. In realtà, questo scomparto risulta totalmente celato da una
lamiera metallica avvitata direttamente sui due divisori, irrigidendo
ulteriormente la struttura dello chassis. Su tale copertura sono
riportati gli schemi degli avvolgimenti relativi ai tre trasformatori
d’alimentazione di cui è dotato il MCD403, posti immediatamente alla
nostra sinistra della meccanica di lettura, osservando frontalmente
l’apparecchio.
Tutti e tre i trasformatori sono del tipo toroidale, visivamente assai
ben dimensionati e rassicuranti, deputati all’alimentazione della
meccanica, dell’elettronica di gestione della stessa e del segnale
digitale, e dei circuiti accessori fra cui il display frontale. Il terzo
vano è interamente occupato da una grossa scheda, relativa ai circuiti
di conversione AC-DC e successive stabilizzazioni, sulla quale regna una
disposizione assolutamente ordinata e simmetrica dei componenti
elettronici.
Degno di nota anche l’interno dell’unità di conversione MDA503, ove
spiccano sul lato sinistro i due enormi toroidali (degni di comparire
nel progetto di un amplificatore a stato solido dual-mono di discreta
potenza), mentre nella porzione centrale sono presenti due schede, di
cui quella anteriore contraddistinta dall’ormai consueto per Advance
colore superficiale nero e deputata agli stadi di alimentazione
stabilizzati, quella posteriore invece adibita agli stadi di ingresso,
di sovracampionamento e di conversione D/A. Ad una veloce analisi
visiva, spiccano qualitativamente le resistenze metalliche a bassa
tolleranza, i condensatori elettrolitici Doyocon serie CD110 105°C ed i
condensatori non polarizzati in mylar. La conversione vera e propria è
affidata ad una coppia di noti Analog Devices AD1955A, dei multibit
Sigma-Delta stereo (ogni chip contiene due unità di conversione) in
grado di ricevere segnali digitali sino a 24 bit / 192 Khz ed il cui
data-sheet indica valori tipici di rapporto S/N e di range dinamico pari
a ben 120dB, oltre ad una distorsione THD+N dichiarata in –102,5÷110dB.
Pur essendo un assoluto profano in ingegneria elettronica digitale, la
leziosa serigrafia in calce al display mi lascia un poco perplesso, in
considerazione di “quei” 384 KHz PCM Sample Rate che i pur eccellenti
AD1955A non arrivano a gestire: in totale mancanza di documentazione
tecnica a riguardo, potrei azzardare che con un ingresso sample rate
pari a 4 x fs (con fs uguale a 44,1 KHz) e grazie ad un apposito filtro
esterno al DAC, l’AD1955A è in grado di operare ad una frequenza master
clock di 384fs, numero che richiamerebbe quanto orgogliosamente
dichiarato ed evidenziato a caratteri ben visibili. Ma la mia è soltanto
un’improbabile ipotesi, che peraltro non pregiudica minimamente il mio
pesante sonno notturno.
Sulla destra infine, è fissata una grande scheda riportante gli stadi
analogici d’uscita bilanciati e sbilanciati, e la relativa sezione
d’alimentazione stabilizzata, sulla quale spiccano ovviamente i due
doppi triodi 12AX7/ECC83 (uno per canale), oltre a quattro grossi
condensatori gialli, con ogni probabilità a dielettrico in
polipropilene.
Il sistema di lettura Advance a due telai è stato inserito nel mio
solito sistema audio, costituito dalla meccanica e dall’unità dac
Madrigal Proceed PCT + Lector Digicode quali sorgenti di riferimento,
per proseguire con il pre RS Acustica Venice Two custom edition ed Audio
Research LS2B, finali Albarry M408II e Ming-Da MC845C, diffusori
Mastersound Classic, connessioni Sommercable di segnale (Epilogue e
Reference Stratos) e di potenza SPM440. Fra i soliti complementi e
“necessori” a mio corredo, cito per completezza di informazioni i
cavi di potenza Audiocostruzioni SB7 ed il mio fido filtro di rete
autocostruito ad alimentare gli Advance ed un bellissimo (oltre che
assai funzionale) tavolino porta elettroniche Norstone, modello Belden.
Gli AA sono stati rodati per alcuni mesi, nel cui frangente mi sono
dilettato in abbinamenti incrociati con altre elettroniche di proprietà
e di passaggio e nella sostituzione delle ECC83 di serie con alcuni
esemplari della mia personale collezione, fra cui Mullard con logo
giallo, Telefunken, RCA e Hewlett Packard made in West Germany (Siemens?).
Entrambe le elettroniche hanno sempre mostrato un funzionamento sicuro
ed impeccabile, pur con modalità un poco peculiari rispetto a quanto
normalmente si è abituati ad interfacciarsi in tale ambito e che di
seguito cercherò di illustrare secondo l’esperienza d’uso acquisita “sul
campo”.
Gli Advance Acoustic MCD403 + MDA 503 non tradiscono l’assetto timbrico
divenuto così caro ai progettisti francesi, piuttosto caldo ed
apparentemente compassato, oserei dire marcatamente valvolare “old
fashion”, certamente accondiscendente verso quelle partiture musicali
sbilanciate sulle alte frequenze, ma non per tale motivo scarsamente
dinamico, trasparente o, peggio, “morbidone” (tanto per capirci al
volo!).
Ascoltando attentamente l’edizione Brilliant Classics dell’intera e
celebre opera Tafelmusik di Georg Philipp Telemann (1733), strutturata
in un'ouverture, un quartetto, un concerto, un trio, un brano solistico
e un finale di uguale tonalità, emerge una piacevole liquidità della
gamma media sebbene la fruizione dei singoli strumenti ed i più minuti
particolari del messaggio sonoro siano affrontati con buona risoluzione
e trasparenza. Ciò che colpisce, a fronte di siffatto assetto timbrico,
è la bellissima luminosità delle gamme medio-alta ed altissima (direi
oltre gli 11-12KHz) che conferiscono ariosità ai violini ed ai piccoli
ottoni sui registri più acuti, scongiurando a priori effetti sia di
chiusura timbrica che di banda passante.
L’estensione verso i registri più acuti e la grande pulizia degli stessi
appare notevole, resa ancor più lodevole ad esempio in combinazione con
i doppi triodi Telefunken ECC83 e RCA 12AX7, anziché quelli di
produzione cinese forniti di serie, mentre con le Mullard vi è un
ulteriore, piccolo, margine di miglioramento nella grana, già piuttosto
fine e piacevole negli ascolti a lungo termine. La mia memoria e le
ultime esperienze d’ascolto mi inducono conseguentemente ad associare
una simile connotazione comportamentale verso la più recente tecnologia
24bit/192KHz ed in particolare, in pari ambito merceologico, rammentando
le prestazioni dei lettori CD integrati Audio Analogue Paganini 192/24,
ESound E5 e Shanling CD300.
Il registro più grave risulta apparentemente meno esteso, appena più
arretrato rispetto alla gamma di frequenze immediatamente superiori ma,
in abbinamento col pre RS Acustica (la cui prestazione in tale range è
assolutamente eccellente, tanto da preferirla personalmente persino a
quella offerta dall’altro pre ARC LS2-B), essa prorompe nell’ambiente
domestico con la giusta dose di immanenza e possanza. Si ascolti
all’uopo la terza traccia dello strepitoso ed omonimo album d’esordio
degli O.S.I. (Office of Strategic Influence, © 2003, Inside Out Music –
IOMACD2049), quella “When You’re Ready” in cui ad un certo punto si
sovrappone al bellissimo arpeggio acustico di chitarra un evidente
segnale noise a bassissima frequenza, in grado di far sfigurare sul
piano dell’equilibrio e della tenuta il binomio ampli-diffusori quando
fra loro non perfettamente interfacciati: i piccoli ma assai coriacei
Albarry M408II non cedono il passo nemmeno a livelli d’ascolto
sostenuti, mentre gli Advance riescono ad esibire una buonissima
prestazione, offrendo un basso comunque ben articolato e scarsamente
colorato da code o rimbombi sonori (in proporzione, lo Shanling CD300
era risultato meno efficace).
Sostituendo la meccanica MCD-403 con il Madrigal Proceed PCT (un
semivintage del 1991 contraddistinto da una costruzione esemplare e
dall’eccellente e ricercato sistema di lettura Philips CDM1pro) non ho
riscontrato variazioni comportamentali nella gestione dei gravi; di
converso, il Lector Digicode abbinato al MCD-403 (ed al Proceed) rimane
appena indietro nell’estensione della risposta in frequenza, sebbene poi
riemerga alle frequenze superiori grazie alla magia che mr. Claudio
Romagnoli ha saputo infondere nel suo circuito analogico puramente
valvolare in classe A, anche a fronte di un sistema di conversione D/A
tanto obsoleto quanto ancora apprezzato da molti audiofili di vecchio
pelo, il celeberrimo dac Philips TDA1541A S1 crown.
Il fronte sonoro appare piuttosto ampio e dilatato, con i vari piani ben
delineati e distinguibili; la scena è contraddistinta da una profondità
eccellente in funzione della classe merceologica in cui si colloca il
due telai Advance, oltre che da un’altezza più che accettabile in ogni
contesto musicale, in grado di conferire una valida veridicità e quota a
strumenti e voci. In tale ambito, il confronto fra il convertitore
MDA503 ed il Lector si conclude ad appannaggio del prodotto italiano, ma
a lungo termine ed attraverso ascolti condotti con critica “cattiveria”
(alias: fisime mentali da audiofilo incontentabile) e non certamente
rilassati per la propria ricreazione interiore.
Anche l’analisi delle voci e dei cori misti non denota alcuna lacuna
prospettica e/o dinamica: per la natura timbrica degli Advance, ne
traggono particolare giovamento le voci maschili, spesso profonde e ben
amalgamate all’interno della scatola acustica fra i diffusori: la
difficile voce del grande Van Morrison è riprodotta in modo
sostanzialmente corretto, salvaguardando quel suo caratteristico timbro
nasale che la rende unica nell’intero panorama musicale. Le voci
femminili, appena riscaldate in gamma medio-alta, non risentono di
fastidiose nasalità, costrizioni prospettiche o carenza dinamica.
A fronte del prezzo di listino dei due apparecchi, che si inserisce nel
difficilissimo settore di mercato nell’ambito dei circa Euro 1500,
l’accoppiata MCD403 – MDA530 garantisce una prestazione complessiva di
buon livello assoluto che, con le proprie peculiarità timbriche e
musicali, è in grado di rivaleggiare ad armi pari con i migliori
progetti mondiali concorrenti, fra cui quelli più blasonati di medesima
provenienza costruttiva (ESound, Jungson, Shanling, Cayin) ed i soliti
nomi d’origine europea (Cambridge Audio, Rega, Audio Analogue, ecc).
Valutati singolarmente, mi sbilancerei piuttosto verso l’elevatissima
prestazione offerta dalla meccanica di lettura MCD403, solida,
affidabile, di grande piglio dinamico e di notevoli prestazioni nella
riproduzione delle frequenze più gravi, capace di reggere il confronto
con analoghi progetti dal listino ben più corposo.
Per quanto riguarda invece l’unità di conversione MDA503, la sonorità
rientra a pieno titolo nella visione Advance Acoustic della riproduzione
audio domestica, suadente e delicata, dinamica all’occorrenza, a scapito
forse di un’analiticità ed una trasparenza non eccezionali ma comunque
pienamente godibili.
Si aggiunga un design ricercato e piacevole, un buon grado di
affidabilità, la versatilità d’uso e delle connessioni, la remotazione
dei comandi di entrambi gli apparecchi attraverso un unico ed ergonomico
telecomando, la circuitazione valvolare che permette un certo margine di
manipolazione prestazionale in funzione della qualità dei doppi triodi
usati e, non ultimo, la possibilità di un interfacciamento con altre
meccaniche e/o convertitori per un amplissimo ventaglio sinergico di
abbinamenti.
Per quanto poi concerne la logica di comando dei due apparecchi, va
menzionato che la chiusura manuale o remota del cassetto in modalità
diretta PLAY della meccanica non comporta affatto la conseguente
partenza in lettura del CD: l’unità di lettura rileva effettivamente le
tracce contenute nel dischetto argenteo, ma si posiziona in stop, in
attesa del comando PLAY che andrà premuto nuovamente.
La selezione di avanzamento/arretramento veloce delle tracce audio è
peculiare perché inizia in modo lento e senza muting del programma
musicale in corso di lettura, con conseguente riproduzione a singhiozzo
che man mano diventa sempre più veloce mantenendo premuto l’apposito
tasto funzione dal telecomando, ma che non si arresta rilasciando il
tasto stesso, sino a che non si prema nuovamente PLAY.
Il funzionamento dell’unità di conversione potrebbe invece rendersi
fastidioso in quanto ad ogni pausa temporale fra una traccia e l’altra,
pare che il MDA503 si ponga in stato temporaneo di muting, troncando di
fatto la prima frazione esecutiva dei brani: trattasi di meno di un
secondo, ma l’effetto potrebbe non essere affatto gradito e che, a mio
modesto parere, non è peraltro imputabile ad una lentezza di
sincronizzazione del convertitore col lettore MCD403, quanto conseguenza
dell’intervento automatico di qualche relè ad ogni assenza di segnale
(ne è in effetti presente uno in prossimità del chip di ricezione del
segnale in ingresso). Una lunga assenza del segnale comporta infine un
automatico stand-by dell’unità di conversione, a preservare
probabilmente la vita delle valvole impiegate nella sezione analogica
d’uscita: il comando frontale di accensione/stand-by (sul retro è
presente il vero interruttore di alimentazione elettrica, su entrambe le
elettroniche) viene retroilluminato di rosso anziché in blu.
Ottimi apparecchi, con la meccanica contraddistinta da un elevato
rapporto qualità/prezzo ed alla quale mi sentirei di assegnare un bel
“chapeau”, ed un dac passibile di qualche necessario miglioramento,
sebbene meramente ergonomico.
Nel frattempo, gli Advance MCD403 + MDA503 rimangono nella mia mansarda
a dare man forte alle mie solite sorgenti digitali, un poco anzianotte
per i tempi e le tecnologie che corrono oggigiorno.
Meccanica CD Advance Acoustic MCD403 = tanto di cappello. 
Unità DAC Advance Acoustic MDA503 =
¶¶¶½
Buoni ascolti e sensazioni.
Cristiano Nevi
marvel147@gmail.com
750 /00 euro Meccanica MCD 403
- 850/00 euro Convertitore MDA 503 Punto
vednita Audiocostruzioni Sbisa' Giovanni e c snc Via Grosoli
6 Carpi Mo tel 059-685054
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Disponibile tutta la gamma Advance chiedere ecco il listino
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