Recensioni e Schede      

Advance Acoustic MCD 403 - MDA 503

Meccanic Cd  e Convertitore a  valvole

 

 

 

Di cosa si tratta

Meccanica CD  + convertitore 

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Produttore

Advance Acoustic Francia/Cina

Caratteristiche

Valvolere Uscita XLR - RCA 24 bit 384 KHz

 Costo

750 /00 euro  Meccanica MCD 403  - 850/00 euro Convertitore MDA 503  Punto vednita Audiocostruzioni  Sbisa' Giovanni e c snc  Via Grosoli 6  Carpi Mo tel 059-685054  info@audiocostruzioni.com   Disponibile tutta la gamma Advannce  chiedere ecco il listino     [DOWNLOAD]

 

Visto che sono all'inizio con questo prodotto ho deciso di mettere alcuni prodotti in promozione , per pochi pezzi prezzo speciale  chiedere

 

Caratteristiche:

 

Dal sito Ufficiale  Meccanica MCD 403:

 

Our aim was to developp a source which delivers unsurpasses sound quality To developp the MCD-403, our absolute prorities were:

HIGH PRECISION
The MCD-403 is a high precision deck (no DA converter included). It's a perfect combination with the MDA-503, our 24 Bits - 384kHz tubes converter but could be also used with our amplifier MAP-305DA -
MPP 505
Precision, stability and powerful errors control will satisfied all High Fidelity enthousiasts !

 

Dal sito Ufficiale Convertitore :

 

Within the framework of the development of the apparatuses such as the MAP 407 - MAA 705 - MAA 406, we develop a converter profiting of the same type of research, sorted components, resistors film metal weak noise, diodes with fast commutation. Moreover feeding circuits are controlled and stabilized. The double converter 24 bits X 384 Khz associated on a floor with exit to lamps, reproduced the music in three dimensions. Dynamics, delicacy of the sounds, accuracy of the stamps, width, rate/rhythm and melody are the many assets of the MDA 503

 

Descrizione:

 

Come molti prodotti cinesi anche questo ha la caratteristica di dare tanta sostanza e qualità ad un prezzo veramente concorrenziale.   Disegnati e progettati in Francia , costruiti in Cina , con telaio di tutto rispetto , frontale in alluminio di alto spessore , disponibile sia nella versione fianchetti neri e parte centrale  argento , sia tutto argento.

Partiamo dalla Meccanica ,  telaio bello robusto e meccanica scatolata e isolata dentro ad un contenitore di alluminio , che  oltre a dare stabilità al tutto ha anche funzione di isolante. Ben tre trasformatori toroidali separati per garantire correni perfette.

Il convertitore e davvero  interessante ,  doippio trasformatore  toroidale , valvolare con due 12AX7 e oltre ad un conversione a 24 bit e ben 384 KHz , costruzione impeccabile  e una serie  di entrate ed uscite  impressionante. XLR - RCA Coassiali - Ottiche , insomma tutto.

 

Scheda fotografica:

 

 

 

Meccanica:

 

 

 

I piedi sono conici esia per la meccanica e convertitore , dentro la confezione troviamo anche i sottoconi

 

 

Il convertitore

 

 

 

 

Vediamo dietro:

 

Meccanica:

 

 

Convertitore:

 

 

 

 

Vediamo dentro:

 

Meccanica:

 

Vedete al centro la copertura della meccanica e i 3 trasformatori.

 

 

Il convertitore:

 

 

Le valvole sono delle 12AX7

 

 

Il telecomando :

 

Il telecomando e specifico per entrambi i modelli , anche se lo troviamo solo dentro la confezione della meccanica , la parte inferiore comanda il convertitore , con un tasto mute e  la selezione delle entrate.

 

L'imballo

 

 

Come suona:

 

La prima cosa  che ho provato e stato il confronto con il piccolo MCD 203 e devo dire  che fino a che i prodotti non si sono scaldati bene , le differenze erano davvero  minime , ma poi  la differenza  si fatta sentire ,  il  suono , sempre dall'impronta valvolare  dolto liquido e delicato , ha rispetto al cd 203 un maggior controllo sul basso , che risulta molto piu' lineare e controllato , lasciando una grana fine e delicata.  Maggiore e risultata  la focalizzazione  degli strumenti e la facilità all'ascolto..

Lo sono andato su di caratura per il confronto , e ho preso il multilettore Marantz SA15 , macchina che costa di listino 1800 euro  circa e di sicuro  valore.

 

 

Qui il confronto e stato più serrato  e impegnativo per l'accoppiata francocinese,   il vantaggio del controllo sul basso e  la migliore focalizzazione negli strumenti  si e azzerata ed  per entrambi i modelli , ho avuto una ottima sensazione , macchine di qualità e riproduzione davvero piacevole ed a  alti livelli .

Il conclusione , direi che  gli Advance  sono ottimi per chi predilige la delicatezza , il Marantz per chi ama il dettaglio più definito e udibile .  Comunque  grandi prodotti.

 

 

La recensione di Cristiano:

 

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

Advance Acoustic MCD 403 - MDA 503

Meccanica CD e Unità DAC     

 

Dopo le convincenti prestazioni offertemi dai piccoli bookshelf UM20 e dal potente integrato MAP305, da qualche tempo delizio le mie orecchie con quelle che ritengo le elettroniche forse più interessanti attualmente proposte dal costruttore francese, perché caratterizzate da un mix di tecnologia dell’ultima generazione in campo digitale, valvole termoioniche, ottima ingegneria costruttiva e prezzo affatto esoso: la meccanica di lettura di CD modello MCD 403 e l’unità di conversione D/A modello MDA503.

Entrambi gli apparecchi ricalcano l’ormai consueto design Advance, contraddistinto frontalmente da una larga porzione centrale sagomata a C in spesso alluminio satinato in finitura naturale, sporgente di alcuni mm rispetto ai due lati frontali, rigorosamente rifiniti d’un bel nero satinato in alluminio di buon spessore.Il rimanente chassis è realizzato mediante un classico parallelepipedo in acciaio, maggiormente sviluppato in larghezza anziché in profondità il cui coperchio superiore di chiusura, una normalissima lamiera piegata ad U, risulta però piuttosto leggero, a denunciare uno spessore certamente non esaltante.

Appaiono invece lodevoli le quattro larghe punte coniche d’appoggio, per le quali sono forniti in dotazione altrettante sottopunte metalliche provviste di cuscinetto sottostante in morbida gomma, in grado di garantire un elevato grip anche su superfici molto lisce (vetro).

L’aspetto della meccanica MCD403 ricalca sostanzialmente quello del lettore integrato e progenitore  MCD203, sebbene i comandi essenziali per il suo utilizzo, costituiti da sei tasti semisferici affiancati in due colonne da tre tasti cadauna (a scendere: stop, open/close, previous, next, play e pause), siano ora posizionati sul nostro lato destro rispetto al cassetto porta cd, anziché disposti orizzontalmente ai lati ed al di sotto dello stesso. Se esteticamente ne possa vagamente risentire la simmetria del design, sicuramente i progettisti hanno risolto un piccolo neo ergonomico che affligge tutt’ora l’MCD203: all’apertura del vano portacd, il relativo tasto di chiusura rimane proprio al di sotto del cassetto obbligando di fatto il suo possessore all’uso del telecomando. La nuova disposizione dei tasti risulta invece agevole per chi continua ad abiurare ogni forma di tecnologia ad infrarossi a favore di una manualità che rende meno freddo e distante il rapporto con le elettroniche digitali.

Un’altra insignificante nota estetica di demerito consiste nella porzione sporgente del frontale, che nel lettore integrato risulta ingentilita dalle smussature sui lati verticali, assenti purtroppo nella meccanica di lettura in questione.

Per forza di cose, sul retro si riscontrano soltanto la presa IEC d’alimentazione e l’uscita coassiale RCA sbilanciata, oltre però ad un’uscita XLR bilanciata di buona qualità.

Il convertitore MDA503 appare assai più versatile ed apparentemente ricco di funzioni: in realtà, i sei tasti frontali, analogamente disposti come descritto per la meccanica, permettono la selezione di altrettanti ingressi digitali, di cui tre sbilanciati RCA, un bilanciato AES/EBU (XLR) e due ottici, ovviamente presenti sul lato posteriore dell’apparecchio. Oltre ad essi, nella porzione più alla nostra sinistra del retro trovano posto un’uscita analogica sbilanciata rca ed una bilanciata AES/EBU, a conferma di un progetto completamente bilanciato dell’apparecchio che strizza dunque l’occhio anche al mercato (semi)professionale della riproduzione audio. Spicca infine sul frontale il largo display, che riporta un originale sinottico retroilluminato di collegamento fra ingressi ed uscite, di cui quelle effettivamente attive segnalate da un piccolo led azzurro, oltre alla presenza di un led rosso che, quando acceso, segnala l’aggancio (“lock”) del segnale digitale in ingresso.

Le vere sorprese sono celate all’interno degli chassis: la meccanica MCD403 risulta suddivisa in tre scomparti da due divisori metallici che svolgono la funzione di rinforzo ed irrigidimento della struttura meccanica d’insieme oltre ad un’azione schermante fra le sezioni medesime. Al centro troneggia una  meccanica di lettura di buona qualità, il cui gruppo ottico scorre lungo delle robuste guide metalliche. Dietro di essa, trovano spazio due basette in vetronite di ottima qualità ed ingegneria (con uso di componenti discreti a montaggio superficiale), sulle quali si sviluppa il cuore digitale dell’apparecchio, oltre allo stadio digitale sbilanciato e bilanciato d’uscita. In realtà, questo scomparto risulta totalmente celato da una lamiera metallica avvitata direttamente sui due divisori, irrigidendo ulteriormente la struttura dello chassis. Su tale copertura sono riportati gli schemi degli avvolgimenti relativi ai tre trasformatori d’alimentazione di cui è dotato il MCD403, posti immediatamente alla nostra sinistra della meccanica di lettura, osservando frontalmente l’apparecchio.

Tutti e tre i trasformatori sono del tipo toroidale, visivamente assai ben dimensionati e rassicuranti, deputati all’alimentazione della meccanica, dell’elettronica di gestione della stessa e del segnale digitale, e dei circuiti accessori fra cui il display frontale. Il terzo vano è interamente occupato da una grossa scheda, relativa ai circuiti di conversione AC-DC e successive stabilizzazioni, sulla quale regna una disposizione assolutamente ordinata e simmetrica dei componenti elettronici.

Degno di nota anche l’interno dell’unità di conversione MDA503, ove spiccano sul lato sinistro i due enormi toroidali (degni di comparire nel progetto di un amplificatore a stato solido dual-mono di discreta potenza), mentre nella porzione centrale sono presenti due schede, di cui quella anteriore contraddistinta dall’ormai consueto per Advance colore superficiale nero e deputata agli stadi di alimentazione stabilizzati, quella posteriore invece adibita agli stadi di ingresso, di sovracampionamento e di conversione D/A. Ad una veloce analisi visiva, spiccano qualitativamente le resistenze metalliche a bassa tolleranza, i condensatori elettrolitici Doyocon serie CD110 105°C ed i condensatori non polarizzati in mylar. La conversione vera e propria è affidata ad una coppia di noti Analog Devices AD1955A, dei multibit Sigma-Delta stereo (ogni chip contiene due unità di conversione) in grado di ricevere segnali digitali sino a 24 bit / 192 Khz ed il cui data-sheet indica valori tipici di rapporto S/N e di range dinamico pari a ben 120dB, oltre ad una distorsione THD+N dichiarata in  –102,5÷110dB.

Pur essendo un assoluto profano in ingegneria elettronica digitale, la leziosa serigrafia in calce al display mi lascia un poco perplesso, in considerazione di “quei” 384 KHz PCM Sample Rate che i pur eccellenti AD1955A non arrivano a gestire: in totale mancanza di documentazione tecnica a riguardo, potrei azzardare che con un ingresso sample rate pari a 4 x fs (con fs uguale a 44,1 KHz) e grazie ad un apposito filtro esterno al DAC, l’AD1955A è in grado di operare ad una frequenza master clock di 384fs, numero che richiamerebbe quanto orgogliosamente dichiarato ed evidenziato a caratteri ben visibili. Ma la mia è soltanto un’improbabile ipotesi, che peraltro non pregiudica minimamente il mio pesante sonno notturno.

Sulla destra infine, è fissata una grande scheda riportante gli stadi analogici d’uscita bilanciati e sbilanciati, e la relativa sezione d’alimentazione stabilizzata, sulla quale spiccano ovviamente i due doppi triodi 12AX7/ECC83 (uno per canale), oltre a quattro grossi condensatori gialli, con ogni probabilità a dielettrico in polipropilene.

Il sistema di lettura Advance a due telai è stato inserito nel mio solito sistema audio, costituito dalla meccanica e dall’unità dac Madrigal Proceed PCT + Lector Digicode quali sorgenti di riferimento, per proseguire con il pre RS Acustica Venice Two custom edition ed Audio Research LS2B, finali Albarry M408II e Ming-Da MC845C, diffusori Mastersound Classic, connessioni Sommercable di segnale (Epilogue e Reference Stratos) e di potenza SPM440.  Fra i soliti complementi e “necessori” a mio corredo, cito per completezza di informazioni i cavi di potenza Audiocostruzioni SB7 ed il mio fido filtro di rete autocostruito ad alimentare gli Advance ed un bellissimo (oltre che assai funzionale) tavolino porta elettroniche Norstone, modello Belden.

Gli AA sono stati rodati per alcuni mesi, nel cui frangente mi sono dilettato in abbinamenti incrociati con altre elettroniche di proprietà e di passaggio e nella sostituzione delle ECC83 di serie con alcuni esemplari della mia personale collezione, fra cui Mullard con logo giallo, Telefunken, RCA e Hewlett Packard made in West Germany (Siemens?). Entrambe le elettroniche hanno sempre mostrato un funzionamento sicuro ed impeccabile, pur con modalità un poco peculiari rispetto a quanto normalmente si è abituati ad interfacciarsi in tale ambito e che di seguito cercherò di illustrare secondo l’esperienza d’uso acquisita “sul campo”.

Gli Advance Acoustic MCD403 + MDA 503 non tradiscono l’assetto timbrico divenuto così caro ai progettisti francesi, piuttosto caldo ed apparentemente compassato, oserei dire marcatamente valvolare “old fashion”, certamente accondiscendente verso quelle partiture musicali sbilanciate sulle alte frequenze, ma non per tale motivo scarsamente dinamico, trasparente o, peggio, “morbidone” (tanto per capirci al volo!).

Ascoltando attentamente l’edizione Brilliant Classics dell’intera e celebre opera Tafelmusik di Georg Philipp Telemann (1733), strutturata in un'ouverture, un quartetto, un concerto, un trio, un brano solistico e un finale di uguale tonalità, emerge una piacevole liquidità della gamma media sebbene la fruizione dei singoli strumenti ed i più minuti particolari del messaggio sonoro siano affrontati con buona risoluzione e trasparenza. Ciò che colpisce, a fronte di siffatto assetto timbrico, è la bellissima luminosità delle gamme medio-alta ed altissima (direi oltre gli 11-12KHz) che conferiscono ariosità ai violini ed ai piccoli ottoni sui registri più acuti, scongiurando a priori effetti sia di chiusura timbrica che di banda passante.

L’estensione verso i registri più acuti e la grande pulizia degli stessi appare notevole, resa ancor più lodevole ad esempio in combinazione con i doppi triodi Telefunken ECC83 e RCA 12AX7, anziché quelli di produzione cinese forniti di serie, mentre con le Mullard vi è un ulteriore, piccolo, margine di miglioramento nella grana, già piuttosto fine e piacevole negli ascolti a lungo termine. La mia memoria e le ultime esperienze d’ascolto mi inducono conseguentemente ad associare una simile connotazione comportamentale verso la più recente tecnologia 24bit/192KHz ed in particolare, in pari ambito merceologico, rammentando le prestazioni dei lettori CD integrati Audio Analogue Paganini 192/24, ESound E5 e Shanling CD300.

Il registro più grave risulta apparentemente meno esteso, appena più arretrato rispetto alla gamma di frequenze immediatamente superiori ma, in abbinamento col pre RS Acustica (la cui prestazione in tale range è assolutamente eccellente, tanto da preferirla personalmente persino a quella offerta dall’altro pre ARC LS2-B), essa prorompe nell’ambiente domestico con la giusta dose di immanenza e possanza. Si ascolti all’uopo la terza traccia dello strepitoso ed omonimo album d’esordio degli O.S.I. (Office of Strategic Influence, © 2003, Inside Out Music – IOMACD2049), quella “When You’re Ready” in cui ad un certo punto si sovrappone al bellissimo arpeggio acustico di chitarra un evidente segnale noise a bassissima frequenza, in grado di far sfigurare sul piano dell’equilibrio e della tenuta il binomio ampli-diffusori quando fra loro non perfettamente interfacciati: i piccoli ma assai coriacei Albarry M408II non cedono il passo nemmeno a livelli d’ascolto sostenuti, mentre gli Advance riescono ad esibire una buonissima prestazione, offrendo un basso comunque ben articolato e scarsamente colorato da code o rimbombi sonori (in proporzione, lo Shanling CD300 era risultato meno efficace).

Sostituendo la meccanica MCD-403 con il Madrigal Proceed PCT (un semivintage del 1991 contraddistinto da una costruzione esemplare e dall’eccellente e ricercato sistema di lettura Philips CDM1pro) non ho riscontrato variazioni comportamentali nella gestione dei gravi; di converso, il Lector Digicode abbinato al MCD-403 (ed al Proceed) rimane appena indietro nell’estensione della risposta in frequenza, sebbene poi riemerga alle frequenze superiori grazie alla magia che mr. Claudio Romagnoli ha saputo infondere nel suo circuito analogico puramente valvolare in classe A, anche a fronte di un sistema di conversione D/A tanto obsoleto quanto ancora apprezzato da molti audiofili di vecchio pelo, il celeberrimo dac Philips TDA1541A S1 crown.

Il fronte sonoro appare piuttosto ampio e dilatato, con i vari piani ben delineati e distinguibili; la scena è contraddistinta da una profondità eccellente in funzione della classe merceologica in cui si colloca il due telai Advance, oltre che da un’altezza più che accettabile in ogni contesto musicale, in grado di conferire una valida veridicità e quota a strumenti e voci. In tale ambito, il confronto fra il convertitore MDA503 ed il Lector si conclude ad appannaggio del prodotto italiano, ma a lungo termine ed attraverso ascolti condotti con critica “cattiveria” (alias: fisime mentali da audiofilo incontentabile) e non certamente rilassati per la propria ricreazione interiore.

Anche l’analisi delle voci e dei cori misti non denota alcuna lacuna prospettica e/o dinamica: per la natura timbrica degli Advance, ne traggono particolare giovamento le voci maschili, spesso profonde e ben amalgamate all’interno della scatola acustica fra i diffusori: la difficile voce del grande Van Morrison è riprodotta in modo sostanzialmente corretto, salvaguardando quel suo caratteristico timbro nasale che la rende unica nell’intero panorama musicale. Le voci femminili, appena riscaldate in gamma medio-alta, non risentono di fastidiose nasalità, costrizioni prospettiche o carenza dinamica.

A fronte del prezzo di listino dei due apparecchi, che si inserisce nel difficilissimo settore di mercato nell’ambito dei circa Euro 1500, l’accoppiata MCD403 – MDA530 garantisce una prestazione complessiva di buon livello assoluto che, con le proprie peculiarità timbriche e musicali, è in grado di rivaleggiare ad armi pari con i migliori progetti mondiali concorrenti, fra cui quelli più blasonati di medesima provenienza costruttiva (ESound, Jungson, Shanling, Cayin) ed i soliti nomi d’origine europea (Cambridge Audio, Rega, Audio Analogue, ecc).

Valutati singolarmente, mi sbilancerei piuttosto verso l’elevatissima prestazione offerta dalla meccanica di lettura MCD403, solida, affidabile, di grande piglio dinamico e di notevoli prestazioni nella riproduzione delle frequenze più gravi, capace di reggere il confronto con analoghi progetti dal listino ben più corposo.

Per quanto riguarda invece l’unità di conversione MDA503, la sonorità rientra a pieno titolo nella visione Advance Acoustic della riproduzione audio domestica, suadente e delicata, dinamica all’occorrenza, a scapito forse di un’analiticità ed una trasparenza non eccezionali ma comunque pienamente godibili.

Si aggiunga un design ricercato e piacevole, un buon grado di affidabilità, la versatilità d’uso e delle connessioni, la remotazione dei comandi di entrambi gli apparecchi attraverso un unico ed ergonomico telecomando, la circuitazione valvolare che permette un certo margine di manipolazione prestazionale in funzione della qualità dei doppi triodi usati e, non ultimo, la possibilità di un interfacciamento con altre meccaniche e/o convertitori per un amplissimo ventaglio sinergico di abbinamenti.

Per quanto poi concerne la logica di comando dei due apparecchi, va menzionato che la chiusura manuale o remota del cassetto in modalità diretta PLAY della meccanica non comporta affatto la conseguente partenza in lettura del CD: l’unità di lettura rileva effettivamente le tracce contenute nel dischetto argenteo, ma si posiziona in stop, in attesa del comando PLAY che andrà premuto nuovamente.

La selezione di avanzamento/arretramento veloce delle tracce audio è peculiare perché inizia in modo lento e senza muting del programma musicale in corso di lettura, con conseguente riproduzione a singhiozzo che man mano diventa sempre più veloce mantenendo premuto l’apposito tasto funzione dal telecomando, ma che non si arresta rilasciando il tasto stesso, sino a che non si prema nuovamente PLAY.

Il funzionamento dell’unità di conversione potrebbe invece rendersi fastidioso in quanto ad ogni pausa temporale fra una traccia e l’altra, pare che il MDA503 si ponga in stato temporaneo di muting, troncando di fatto la prima frazione esecutiva dei brani: trattasi di meno di un secondo, ma l’effetto potrebbe non essere affatto gradito e che, a mio modesto parere, non è peraltro imputabile ad una lentezza di sincronizzazione del convertitore col lettore MCD403, quanto conseguenza dell’intervento automatico di qualche relè ad ogni assenza di segnale (ne è in effetti presente uno in prossimità del chip di ricezione del segnale in ingresso). Una lunga assenza del segnale comporta infine un automatico stand-by dell’unità di conversione, a preservare probabilmente la vita delle valvole impiegate nella sezione analogica d’uscita: il comando frontale di accensione/stand-by (sul retro è presente il vero interruttore di alimentazione elettrica, su entrambe le elettroniche) viene retroilluminato di rosso anziché in blu.  

 

Ottimi apparecchi, con la meccanica contraddistinta da un elevato rapporto qualità/prezzo ed alla quale mi sentirei di assegnare un bel “chapeau”, ed un dac passibile di qualche necessario miglioramento, sebbene meramente ergonomico.

Nel frattempo, gli Advance MCD403 + MDA503 rimangono nella mia mansarda a dare man forte alle mie solite sorgenti digitali, un poco anzianotte per i tempi e le tecnologie che corrono oggigiorno.

 

Meccanica CD   Advance Acoustic MCD403 =  tanto di cappello.

Unità DAC         Advance Acoustic MDA503 =  ¶¶¶½

 

Buoni ascolti e sensazioni.

Cristiano Nevi 

 marvel147@gmail.com  

 

Se volete acquistarli:

 

750 /00 euro  Meccanica MCD 403  - 850/00 euro Convertitore  MDA 503  Punto vednita Audiocostruzioni  Sbisa' Giovanni e c snc  Via Grosoli 6  Carpi Mo tel 059-685054  info@audiocostruzioni.com   Disponibile tutta la gamma Advance  chiedere ecco il listino     [DOWNLOAD]

 

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