Recensioni e Schede

Preamplificatore Ming Da Meixing MC 7 R

 

 

Di cosa si tratta

Preamplificatore a valvole

Produttore

Ming Da   Meixing  http://www.mei-xing.com

Caratteristiche

Valvola raddrizzatrice  , dimensioni  compatte

 Costo

800 euro anno 2007

 

Caratteristiche:

  • input voltage:  100mV-22V

  • output impedance 100K

  • input voltage  100mV-2000mV

  • input impedance 100K

  • total harmonic

  • distortion   ≤0.003%

  • frequency respond:10Hz~75KHz±1dB

  • signal-to-noise ratio  91dB

  • input jacks  4 groups

  • output jacks  2 groups

  • vacuum tube: 5Z3×1 rectifying tube 12AX7×2 12AU7×2

  • supply voltage: AC110V/220V 50Hz/60Hz

  • power consumption   45W

  • volume     34L×22W×12H(cm)

  • weight    9.5kg

Features

Marantz 7-line improved version, timbre smooth and sweet, high fidelity; improve the stiff timbre of the solid state power amp.

 

Si tratta   di un preamplificatore  di  questa interessante  casa  Cinese  piuttosto conosciuta  qui sul sito , qui sotto potete  vedere  alcuni altri prodotti recensiti:

 

              

 

e fino ad ora avevo provato il  modello superiore  di questo MC 7C ma visto che   questo  mi sembrava ugualmente interessante  ho provato a prenderlo.

A differenze del modello   superiore  questo monta una valvola  in meno , i progettisti   hanno deciso  di fare lavorare  la valvola driver   in stereo  , mentre nell'altra versione usano la valvola  driver  al 50%  della sua possibilità.

 

Come e fatto:

 

 

Lo  stile e uguale che per tutti gli altri  prodotti di questa casa, i materiali  predominanti di questo prodotto sono l'alluminio anodizzato nero del  pannello anteriore , la lamiera  in acciaio inox lucidato  del quale e composto tutto il cabinet , i pomelli in lega cromati oro  e il trasformatore  superiore  in lamiera   verniciata  antracite.

 

 

le entrate  RCA  nel  fianco destro

 

 

 

Nelle  ultime versioni di questo pre   troviamo la raddrizzatrice 274B marchiata Ming Da

Questa e una copia di una favolosa valvola storica e in effetti gli da  una ottima resa.

 

Dietro:

 

 

Dentro:

 

 

 

Da notare  la cura nella  disposizione e costruzione interna di questo prodotto , favoloso , il cablaggio completamente in aria , i componenti di ottima qualità , il potenziometro Alps  na fanno un prodotto di alta qualità.

 

Come suona:

 

Veramente molto convincente questo pre .. arioso , dettagliato , ma allo stesso tempo molto valvolare ..  e il componente perfetto per i finali Mc 845 e Mc 300 .. davvero notevole..

 

 

 

il risultato mi e' molto piaciuto , un pre molto centrato , nessuna predilezione per una oppure l'altra frequenza  ma tutto molto naturale.

Una  grana finissima  , e una  finezza  di ascolto   ottima.

poi  ha fato la seconda prova  , la volevo fare da molto tempo ma non avevo mai avuto  la possibilità.

Ho preso un integrato con le valvole 805  e lo fatto andare  con questo pre.

 

 

Il commento di Cristiano:

 

 

RECENSIONE PRE MING-DA MC7R


Meixing è una società cinese che negli ultimi anni si è ritagliata, dapprima negli USA ed in Gran Bretagna, poi nel resto d’Europa, un piccolo ma prezioso spazio in ambito hi-end grazie al marchio Ming-Da, la cui produzione si basa esclusivamente su apparecchiature d’amplificazione a valvole (integrati, pre, finali, ampli per cuffie), particolarmente curate sia nella costruzione che nelle soluzioni circuitali e nell’aspetto estetico. Il distributore ufficiale italiano è DP Trade di Torino, sebbene l’importazione sia limitata ad alcuni modelli del vasto catalogo Ming-Da, ovvero i finali monofonici a triodo MC300AR, MC300B-845A, MC805, i preamplificatori MC67HA e MC767RD e gli integrati MC84A, MC300A e MC3008AB.
Purtroppo mancano in catalogo i bellissimi preamplificatori MC3R, MC7R ed il mostruoso MC2A3, quest’ultimo basato appunto sugli eccellenti triodi 2A3, generalmente usati su finali d’alto rango (mai visto un progetto simile in oltre vent’anni di passione hi-end), vari interessantissimi integrati e l’altro mostro di potenza MC998AR, caratterizzato da un design spiazzante e mozzafiato.
Fortunatamente c’è Audiocostruzioni di Davide Sbisà a colmare alcune di queste lacune, proponendo vari modelli, fra cui appunto il MC7R, di regolare importazione ed a prezzi ragionevoli.
Si diceva del design e della cura realizzativi: il pre MC7-R non si sottrae per nulla a queste caratteristiche; l’aspetto più evidente è il contrasto cromatico fra il frontale in pesante (10/6) alluminio anodizzato nero e lo chassis in acciaio inossidabile lucidato (che, per inciso, contribuisce a contenere e/o schermare eventuali interferenze elettromagnetiche, essendo per natura amagnetico), sul quale troneggia, oltre ai doppi triodi di preamplificazione, l’imponente raddrizzatrice 5Z3.
 Il trasformatore d’alimentazione è resinato ed incapsulato in un pesante cabinet molto ben rifinito, di color canna di fucile in finitura sabbiata, anch’esso fissato sopra allo chassis dietro a tutte le valvole, al fine di minimizzare ulteriormente qualunque interferenza indotta. Già dalla mera costruzione del cabinet, si evince di esser di fronte ad un progetto per nulla banale, ma davvero curato sotto ogni aspetto. Anche tutti i componenti elettromeccanici non prestano il fianco a critica alcuna: i connettori RCA d’ingresso e d’uscita sono tutti dorati e di ottima qualità,   riscontrabili  generalmente  su  prodotti d’alta fascia commerciale; il potenziometro del volume è un ottimo ed affidabile ALPS serie blu giapponese; il selettore degli ingressi (in numero di quattro, tutti di linea: aux, cd, tape, tuner) è robusto e preciso, così come il tasto d’accensione. Le vere sorprese sono però celate all’interno del cabinet: l’intero circuito è cablato in aria, secondo una scuola di pensiero tipica dell’autocostruzione di classe e dell’hi-end più esoterica, con profusione di componenti elettronici di qualità come condensatori Solen e Rubycon, zoccoli ceramici, resistenze ad elevata potenza di dissipazione, cablaggio di segnale in Silver.


Non conosco lo schema elettrico del MC7R, ma mi sembra che l’alimentazione dei filamenti dei doppi triodi d’ingresso (ECC83) sia in DC, mentre lo stadio d’uscita è affidato ad un doppio triodo noval ECC82 per canale; il progetto è stato concepito da Hetian Maoshi, mentre la realizzazione è interamente eseguita a mano (così almeno viene specificato fra le pagine di www.china-highend-hifi.com).
Il pre MC7R è stato inserito nella mia catena principale, composta da un lettore CD Madrigal Proceed PCD2, coadiuvato dalle unità di conversione Audio Alchemy DTI+XDP e DDE v1.0, ad alimentare alternativamente una coppia di finali monofonici valvolari Antique Sound Lab AV25 modificati, un finale autocostruito single-ended basato sui pentodi di potenza EL34 ed un poderoso finale a transistor Audioanalyse A-9 in classe A pura. Completa la catena audio una coppia di diffusori Stilo XCII, cavi Van den Hul, G&BL, Mamba, filtro di rete G&W 02TD-MKII, isolatore/distributore di rete autocostruito, oltre ad un corollario di complementi ed accessori per la lotta contro ogni forma di vibrazione. Il pre MC7R, fornito con un ottimo cavo d’alimentazione schermato Autocostruzioni SB2, si trova a confronto con due fra i migliori preamplificatori valvolari entro i 1000 euro prodotti negli ultimi vent’ anni, ovvero un Rose RV23 (a mio parere, e non solo, superiore persino ai contemporanei CJ PV10A e Audible Illusion) ed un bellissimo Synthesis PL/1.
Tutti e tre i preamplificatori (dunque anche il MC-7R, che comunque monta di serie dei tubi made in China di buona qualità, costruttivamente molto simili alle migliori selezioni National e Golden Dragon) hanno subito l’up-grade delle valvole, sostituite con analoghi esemplari NOS di note marche quali General Electric, Sylvania e RCA.
Dopo un warm-up di svariate ore di lavoro, ovvero una quindicina di giorni d’utilizzo non intensivo ma costante, inizio l’ascolto critico dell’intero sistema in configurazione interamente valvolare (con i finali ASL): è buona norma lasciare scorrere almeno un quarto d’ora di riscaldamento dell’impianto dal momento dell’accensione, affinché tutti i circuiti elettronici attivi e passivi raggiungano un’ottimale temperatura d’esercizio.
Ad una prima impressione il suono appare immediatamente dettagliato, preciso, denotando un’ottima estensione verso le frequenze più acute, similarmente ad un buon disegno a stato solido operante in classe A. Cerco di focalizzare l’interesse nella critica gamma media e medio-alta, ascoltando sia piccole formazioni di jazz acustico (Chick Corea – Acoustic Band), sia ensemble allargati ai fiati (Lyle Lovett and his Large Band), cogliendo appieno una levigata luminosità dei timbri strumentali, peculiare dei tubi sottovuoto. Il difficilissimo pianoforte è riprodotto in modo convincente, senza sbavature e senza code sonore sulla prima ottava, con dovizia di particolari; il timbro generale del pre MC-7R è, nel gergo audiofilo invero talvolta incomprensibile ai comuni mortali, tendenzialmente “chiaro”, più simile al Rose RV23 od a svariati disegni Audio Research che non al denso Synthesis PL/1 ed alle sonorità tipicamente Conrad Johnson. Si è dunque al cospetto di una sonorità moderna, seppur valvolare, che giammai scade nella sterile analiticità o, peggio, nella fatica d’ascolto. Le escursioni dinamiche delle percussioni e degli strumenti a fiato sono molto ben assecondate, al pari del Rose, mentre l’omogeneità tonale degli strumenti a corda (in particolar modo le chitarre classica ed acustica) è così elevata da restituire in ambiente domestico una naturalezza piacevolmente realistica. L’immagine sonora appare equamente sviluppata in tutte e tre le dimensioni, non particolarmente ampia e dilatata e pur non raggiungendo la profondità del Synthesis, ma i piani sonori sono ben scontornati e chiaramente intelligibili. La localizzazione degli strumenti in ambiente è molto buona, che contribuisce sostanzialmente a ricreare una lodevole realisticità dell’evento musicale; il centro fuoco è spesso granitico e mai fluttuante tra i diffusori (difettuccio del Synthesis), i quali tendono letteralmente a scomparire. Dicevo dell’entusiasmante estensione, per un valvolare, delle frequenze più acute, che assecondano in maniera talvolta disarmante persino la penetrante tromba di Miles Davis, ma altrettanto buona è la restituzione dei registri più profondi che, seppur non raggiungendo la solidità e l’estensione di alcuni mostri a stato solido, rimangono ampiamente apprezzabili nell’articolazione e nella modulazione. Le voci maschili sono belle, realistiche, piene e solide, mentre quelle femminili godono d’un lieve ringiovanimento (Tracy Chapman, Sade), pur non costituendo assolutamente una criticità di riproduzione. Questo particolare aspetto, che caratterizza talvolta anche i registri superiori dei violini nei pieni orchestrali, unitamente ad una scena mai esuberante o marcatamente profonda, costituiscono di fatto la firma economica del prodotto, che vanta comunque un rapporto qualità – prezzo semplicemente entusiasmante, perfettamente centrato per sistemi audio domestici d’alta qualità in moderni ambienti casalinghi di limitata cubatura, a fronte dei quali appare del tutto inutile, se non deleterio, un investimento economico particolarmente rilevante.
Mi rendo or ora conto di essere stato particolarmente critico, valutando il Ming-Da alla stregua dei migliori e pretenziosi (dunque costosi) progetti hi-end: valutato in funzione del suo reale prezzo d’acquisto ed alla luce del suo design, della sua costruzione, delle sue soluzioni circuitali, inedite per questa categoria merceologica, e del suo interfacciamento mai problematico con qualsivoglia amplificazione (da notare la dotazione di due uscite con differenti sensibilità: 39V per l’output 1 e 6V per l’output 2), questo MC-7R merita una particolare attenzione ed un ascolto molto attento, prima di spendere molto di più e di rimanere (spesso) delusi del risultato finale.
Personalmente, ho trovato a distanza di anni, un terzo riferimento merceologico nel settore mid-class della preamplificazione audio.
Vorrei far notare, in ultima analisi, la facilità di up-grade circuitale del pre Ming-Da, essendo cablato totalmente in aria anziché su limitanti basette di vetronite…. E non è affatto poco, di questi tempi!!!  

cristiano.nevi@marcegaglia.com

Specifications and Features (typical)
• No printed circuit board or tag board
• Japanese Blue ALPS volume pot.
• All Triode front end
• Valve rectifier, 5AR4 (GZ34) or 5Z3
• Choke regulated power supply
• 2x 12AX7 (ECC83) Double triode
• 2x 12AU7 (ECC82) Double triode
• Signal to noise level -90db
• Freq response 10hz-150khz + or 1db
• Total harmonic distortion 0.02%
• High quality 2w metal film, & wire-wound resistors
• High grade polypropylene audio capacitors
• Internal audio wiring using audio grade silver cable
• Ceramic valve holders for minimum leakage
• Centre tapped heater circuit for minimum hum
• Polished stainless steel chassis
• 10mm solid aluminium front plate
• Crackle finish enamel painted transformer cover
• Transformers & choke fixed in resin for low noise.
• Gold plated Input & output terminals
• Inputs for CD, Tuner, Aux, Phono pre-amp
• 200mv input sensitivity
• Designed to match power amps with input sensitivity
between 200mv to 2.5v. (High & low level outputs)
• Maximum output 39v (Output 1), 6v (Output 2)
• Output Impedance 1.6kΩ
• 230/240volts, 35watts 1A anti-surge fuse
• C E certified
• 220W(280), 180H(210) 360D(430) 8.5kg with 5Z3
 

Il commento di Francesco:

 

Preamplificatore Ming-Da MC7-R

 

L’apparecchio si presenta in maniera impeccabile, infatti subito dopo averlo tolto dall’imballo (tra l’altro fatto con una cura estrema), ci si trova di fronte un bellissimo oggetto rifinito in ogni particolare. Bellissimo a vedersi, consistente nel maneggiarsi. Insomma un gran bel preamplificatore.

 

Mi sono subito detto, se suona così come quanto è bello, penso veramente di aver fatto centro con questo apparecchio. Tutti ne parlavano un gran bene. Anche lo stesso Davide me lo ha caldamente consigliato, soprattutto conoscendo la mia mania di cambiare sempre i componenti all’impianto.

Bene! Mai consiglio è stato tanto appropriato!!!

 

Metto su l’apparecchio con tanta emozione, uso il fantastico cavo SB-3 di Davide,  lo faccio riscaldare per circa un quarto d’ora (come si conviene a qualsiasi apparecchio a valvole) e finalmente l’ascolto!

 

I risultati sono stati in pieno confermati. Questo apparecchio da un calore, un’ariosità veramente disarmanti. Il tutto si presenta in maniera dolcissima, mai affaticante. Si potrebbe stare lì delle ore ad ascoltarlo. Veramente una macchina ben suonante in tutto e per tutto paragonabile ad apparecchi di costruzione occidentale venduti al triplo del prezzo di questo Ming-Da.

Le valvole cinesi sono veramente molto ben suonanti, molto molto musicali. Nessun asprezza e nessunissimo squilibrio timbrico. Il pre non propende per nessuna frequenza in particolare. Direi molto neutro

 

La configurazione originale del pre non lascia adito a nessuna modifica in particolare. Se uno vuole lo può benissimo lasciare originale e va veramente bene. Però qualche modifica non guasta…..!

L’apparecchio è molto facilmente upgradabile. Come prima cosa, ho sostituito le valvole. Le originali, pur essendo molto musicali, mancavano secondo me di un briciolo di dettaglio in più.

Lasciando perdere le valvole NOS, in quanto molto costose e non ricambiabili, mi sono rivolto alla produzione odierna. Le ho provate veramente tutte!! Sovtek, Tung-sol, Electro-harmonix, ecc.

 

Alla fine i risultati che cercavo li ho ottenuti con  le JJ-Tesla. Fantastiche! Oltre a mantenere la musicalità delle originali, si aumentava la dinamica (in modo molto udibile) e soprattutto il dettaglio micro e macro. Di questa marca ho preso sia le 12AX7 che le 12AU7.

Come valvola rettificatrice va più che bene l’originale. Io però l’ho sostituita con una Svetlana, ma non ho riscontrato cambiamenti significativi.

 

 

Nei forum in cui si discute di questo pre, si dice che l’unico tallone d’achille è rappresentato dai condensatori. Infatti con gli originali, il suono degli strumenti risulta un pochino limitato. In parole povere si mangia un po’ d’armoniche. Ecco perché tutti li cambiano. Ad esempio, il pianoforte dovrebbe risuonare un po’ di più, invece risulta un po’ sordo. Questa secondo me era la vera unica pecca del Ming-Da. Si tratta però di piccolezze, dato il prezzo!!!

 

Tempo fa, ho avuto l’occasione di provare nel mio impianto un pre Audio Note M2. La sua musicalità è indiscutibile, però ho notato un certo allungamento del basso rispetto al mio Ming-DA che risulta un po’ più controllato in basso.

Quest’ultima caratteristica non la volevo perdere con delle eventuali modifiche.

Però le armoniche c’erano tutte. Quell’audio note suonava in modo veramente eccellente (costa quasi quattro volte di più!). Mi è quindi venuta l’idea di montare gli stessi condensatori che monta l’Audio Note, cioè i famigerati condensatori in carta e olio. Un po’ costosi, ma molto efficaci.

 

 

Risultato: adesso il mio Ming-da è veramente diventato una macchina hi-end. Musicale fino allo spasimo (adesso i tasti del pianoforte li senti fino a quando la corda smette di vibrare!), aria sia in altezza che in profondità. Il palco si è allargato molto oltre i diffusori. Riesci a vedere quasi il musicista lì davanti a te! Veramente una apparecchio eccellente.

Concludendo, posso solo dire che questo Ming-Da è un preampli veramente splendido. Sia come aspetto che come suono.

 

Suona in modo molto molto convincente da originale e in modo veramente spettacolare con le modifiche.  Vivamente consigliato! Rispetto al prezzo è veramente pazzesco!

Saluti a tutti Francesco

 

Una recensione trovata in rete :

 

Reference Ming-Da MC7 tube preamp

This is a handsome unit which, in stock form, can be had new or lightly used for as little as $500. The build quality is very good, the wiring is point-to-point and the volume pot is from Alps.

I bought a lightly used MC-7R for my bedroom system, but first gave it a listen through my main system with an Audio Note DAC 4.1x Signature upstream and both Blue Circle BC-8 and AtmaSphere M60 monoblocks downstream to actively biamped custom loudspeakers. In such a highly resolving system the stock Ming Da showed both its strengths and limitations. The midrange was glorious. The soundstage was wide and reasonably deep, with that "air" enveloping instruments and performers that I've only experienced with quality tubed systems. Alas, the bass was mushy, the highs rolled off and microdetail retrieval was poor compared to a $3000+ Musical Design SP-3 SS preamp (outboard 1.2 Farad psu, all Black Gate caps and tantalum resistors, yada yada) it replaced.

I visited the Response Audio website after reading a 'Gon classified ad for Ming Da mods and found that Bill Baker offered a "Signature Mod" package for my preamp model and its near twin, the MC-3R. Being a cautious sort, I phoned him for more info and found him to be down to earth, patient and knowledgeable. Off my MC-7R went!

The Signature modded preamp barely resembled the stock unit (musically, that is). The midrange magic remained, but the bass was now quite articulate, allowing the powerhouse BC-8 monoblocks to really strut their stuff. Treble extension was much improved, complementing the OTL amps' transparency.
Micro-detail retrieval was much better, though not quite up to my SS pre. Overall, though, I actually preferred the modded Ming Da in my main system. There's nothing like the realism of tubes done right. And this for less than $300 over the cost of the stock unit!

Shortly thereafter, Bill announced his "Reference Mods" featuring the new VH Audio "V-Caps". (Teflon units in the signal path with the new V-Cap Oil impregnated output capacitors). I called him and learned that the new mods raised the preamps sonically to a level competitive with the world's best. A pretty bold assertion, but I'd come to trust Bill's ear and work - so off again the MC-7R went!

I've now had the opportunity to hear the "Reference Moddded" MC-7R in my home for about 75 hours. In short, it doesn't just merit the designation of "extraordinary value for its price" (for me, under $2000 total including cost of the stock unit). Rather, it truly lives up to the advance claim of "as good as it gets"! It is quiet, with micro-detail retrieval capable of realistically extracting the ambience of every venue on live CD recordings (I love live music...)I own - be it jazz, rock, chorale. The "air" around singers and instruments is uncanny. The holography of great tube gear is there in a big way. Highs soar gracefully. On well-recorded CDs the attack and decay of cymbal crashes and the like are nothing short of lifelike.

I've also put the "Reference Modded" MC-7R into my bedroom system (Tube Technology Fulcrum CDT > NorthStar DAC192 > Ming Da MC-7R > Ming Da MC805-A monoblocks > Zalytron Phenomenal 3 loudspeakers) with the same result. This system cannot produce the dynamics and scale of the actively biamped floorstanders (Raven R3.1 ribbons/dual 12 inch PHL 4530s) in my main rig, but has that "SET thing" going in a big way with those 805 output tubes. Yet the midrange realism, "air" and holographic soundstage of SETs came through even more beautifully with the "Reference Modded" MC-7R in the signal path. So much so that I snapped up a demo MC-7R from Bill for future "Reference Mods" and use in this system as well.

My SS preamp (great as it is)? Well, make me an offer...

I really can't find the words to describe the deliciously "you are there" experience that the "Reference Modded" Ming Da MC-7R has brought to both of my systems in a far from subtle way. It is such a blessing AND relief to have found a preamp to keep for life.

Please note that I use NOS 12AU7 and 12AX7 tubes in the MC-7R, of the $15-$50 per variety - nothing terribly exotic in my stash. The stock Chinese rectifier needs no substitution, with rugged and inexpensive NOS military replacements available from "DIY Hi Fi" on the web.

Music used during review:

A Love Supreme - John Coltrane
O Christmas Tree (A Bluegrass Collection) - various
A Childe is Born - The Bell' Arte Singers
Inside - Dave Van Ronk
Shaking the Tree - Peter Gabriel
Lotus - Santana
My Goals Beyond - Mahavishnu Orchestra
Art Blakey and the Jazz Messengers (self-titled on Impulse)
Bad Brains (self-titled on Rohr)
I, Eye, Aye - Rahsaan Roland Kirk
Have Moicy - Michael Hurley, Unholy Modal Rounder, Jeffrey Frederick and the Clamtones
Blackheart Man - Bunny Wailer
Original Rockers - Augustus Pablo
Absent Lovers- King Crimson
Squeezing Out Sparks/Live Sparks - Graham Parker and the Rumour
Win This Record - El Rayo X
More Guitar and Faithless - Richard Thompson Band

John B.

 

L'imballo:

 

 

Prove e test

 

Roberto ha sostituito le valvole a i finali Ming Da Mc 845

L'impianto di Alberto e la sostituzione valvole a i suoi Ming Da

 

 

 

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