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Caratteristiche: |
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input voltage: 100mV-22V
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output impedance 100K
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input voltage 100mV-2000mV
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input impedance 100K
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total harmonic
-
distortion ≤0.003%
-
frequency respond:10Hz~75KHz±1dB
-
signal-to-noise
ratio 91dB
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input jacks 4 groups
-
output jacks 2
groups
-
vacuum tube: 5Z3×1
rectifying tube 12AX7×2 12AU7×2
-
supply voltage:
AC110V/220V 50Hz/60Hz
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power consumption
45W
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volume
34L×22W×12H(cm)
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weight 9.5kg
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Features |
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Marantz
7-line improved version, timbre smooth and sweet, high fidelity;
improve the stiff timbre of the solid state power amp. |
Si tratta
di un preamplificatore di questa interessante casa
Cinese piuttosto conosciuta qui sul sito , qui sotto potete
vedere alcuni altri prodotti recensiti:

e fino ad ora avevo
provato il modello superiore di questo MC 7C ma visto che
questo mi sembrava ugualmente interessante ho provato a
prenderlo.
A differenze del
modello superiore questo monta una valvola in
meno , i progettisti hanno deciso di fare lavorare
la valvola driver in stereo , mentre nell'altra
versione usano la valvola driver al 50% della sua
possibilità.
Come e fatto:

Lo stile e
uguale che per tutti gli altri prodotti di questa casa, i
materiali predominanti di questo prodotto sono l'alluminio
anodizzato nero del pannello anteriore , la lamiera in
acciaio inox lucidato del quale e composto tutto il cabinet , i
pomelli in lega cromati oro e il trasformatore superiore
in lamiera verniciata antracite.

le entrate RCA
nel fianco destro


Nelle ultime versioni di questo pre
troviamo la raddrizzatrice 274B marchiata Ming Da
Questa e una copia di una favolosa valvola
storica e in effetti gli da una ottima resa.
Dietro:

Dentro:

Da notare la
cura nella disposizione e costruzione interna di questo prodotto ,
favoloso , il cablaggio completamente in aria , i componenti di ottima
qualità , il potenziometro Alps na fanno un prodotto di alta
qualità.
Come suona:
Veramente molto convincente
questo pre .. arioso , dettagliato , ma allo stesso tempo molto
valvolare .. e il componente perfetto per i finali Mc 845 e Mc 300
.. davvero notevole..

il risultato mi e'
molto piaciuto , un pre molto centrato , nessuna predilezione per una
oppure l'altra frequenza ma tutto molto naturale.
Una grana
finissima , e una finezza di ascolto
ottima.
poi ha fato la
seconda prova , la volevo fare da molto tempo ma non avevo mai
avuto la possibilità.
Ho preso un integrato
con le valvole 805 e lo fatto andare con questo pre.

Il commento di Cristiano:

RECENSIONE PRE MING-DA MC7R
Meixing è una società cinese che negli ultimi anni si è ritagliata,
dapprima negli USA ed in Gran Bretagna, poi nel resto d’Europa, un
piccolo ma prezioso spazio in ambito hi-end grazie al marchio Ming-Da,
la cui produzione si basa esclusivamente su apparecchiature
d’amplificazione a valvole (integrati, pre, finali, ampli per cuffie),
particolarmente curate sia nella costruzione che nelle soluzioni
circuitali e nell’aspetto estetico. Il distributore ufficiale italiano
è DP Trade di Torino, sebbene l’importazione sia limitata ad alcuni
modelli del vasto catalogo Ming-Da, ovvero i finali monofonici a
triodo MC300AR, MC300B-845A, MC805, i preamplificatori MC67HA e
MC767RD e gli integrati MC84A, MC300A e MC3008AB.
Purtroppo mancano in catalogo i bellissimi preamplificatori MC3R, MC7R
ed il mostruoso MC2A3, quest’ultimo basato appunto sugli eccellenti
triodi 2A3, generalmente usati su finali d’alto rango (mai visto un
progetto simile in oltre vent’anni di passione hi-end), vari
interessantissimi integrati e l’altro mostro di potenza MC998AR,
caratterizzato da un design spiazzante e mozzafiato.
Fortunatamente c’è Audiocostruzioni di Davide Sbisà a colmare alcune
di queste lacune, proponendo vari modelli, fra cui appunto il MC7R, di
regolare importazione ed a prezzi ragionevoli.
Si diceva del design e della cura realizzativi: il pre MC7-R non si
sottrae per nulla a queste caratteristiche; l’aspetto più evidente è
il contrasto cromatico fra il frontale in pesante (10/6) alluminio
anodizzato nero e lo chassis in acciaio inossidabile lucidato (che,
per inciso, contribuisce a contenere e/o schermare eventuali
interferenze elettromagnetiche, essendo per natura amagnetico), sul
quale troneggia, oltre ai doppi triodi di preamplificazione,
l’imponente raddrizzatrice 5Z3.
Il trasformatore d’alimentazione è resinato ed incapsulato in un
pesante cabinet molto ben rifinito, di color canna di fucile in
finitura sabbiata, anch’esso fissato sopra allo chassis dietro a tutte
le valvole, al fine di minimizzare ulteriormente qualunque
interferenza indotta. Già dalla mera costruzione del cabinet, si
evince di esser di fronte ad un progetto per nulla banale, ma davvero
curato sotto ogni aspetto. Anche tutti i componenti elettromeccanici
non prestano il fianco a critica alcuna: i connettori RCA d’ingresso e
d’uscita sono tutti dorati e di ottima qualità, riscontrabili
generalmente su prodotti d’alta fascia commerciale; il
potenziometro del volume è un ottimo ed affidabile ALPS serie blu
giapponese; il selettore degli ingressi (in numero di quattro, tutti
di linea: aux, cd, tape, tuner) è robusto e preciso, così come il
tasto d’accensione. Le vere sorprese sono però celate all’interno del
cabinet: l’intero circuito è cablato in aria, secondo una scuola di
pensiero tipica dell’autocostruzione di classe e dell’hi-end più
esoterica, con profusione di componenti elettronici di qualità come
condensatori Solen e Rubycon, zoccoli ceramici, resistenze ad elevata
potenza di dissipazione, cablaggio di segnale in Silver.
Non conosco lo schema elettrico del MC7R, ma mi sembra che
l’alimentazione dei filamenti dei doppi triodi d’ingresso (ECC83)
sia in DC, mentre lo stadio d’uscita è affidato ad un doppio triodo
noval ECC82 per canale; il progetto è stato concepito da Hetian
Maoshi, mentre la realizzazione è interamente eseguita a mano (così
almeno viene specificato fra le pagine di
www.china-highend-hifi.com).
Il pre MC7R è stato inserito nella mia catena principale, composta
da un lettore CD Madrigal Proceed PCD2, coadiuvato dalle unità di
conversione Audio Alchemy DTI+XDP e DDE v1.0, ad alimentare
alternativamente una coppia di finali monofonici valvolari Antique
Sound Lab AV25 modificati, un finale autocostruito single-ended
basato sui pentodi di potenza EL34 ed un poderoso finale a
transistor Audioanalyse A-9 in classe A pura. Completa la catena
audio una coppia di diffusori Stilo XCII, cavi Van den Hul, G&BL,
Mamba, filtro di rete G&W 02TD-MKII, isolatore/distributore di rete
autocostruito, oltre ad un corollario di complementi ed accessori
per la lotta contro ogni forma di vibrazione. Il pre MC7R, fornito
con un ottimo cavo d’alimentazione schermato Autocostruzioni SB2, si
trova a confronto con due fra i migliori preamplificatori valvolari
entro i 1000 euro prodotti negli ultimi vent’ anni, ovvero un Rose
RV23 (a mio parere, e non solo, superiore persino ai contemporanei
CJ PV10A e Audible Illusion) ed un bellissimo Synthesis PL/1.
Tutti e tre i preamplificatori (dunque anche il MC-7R, che comunque
monta di serie dei tubi made in China di buona qualità,
costruttivamente molto simili alle migliori selezioni National e
Golden Dragon) hanno subito l’up-grade delle valvole, sostituite con
analoghi esemplari NOS di note marche quali General Electric,
Sylvania e RCA.
Dopo un warm-up di svariate ore di lavoro, ovvero una quindicina di
giorni d’utilizzo non intensivo ma costante, inizio l’ascolto
critico dell’intero sistema in configurazione interamente valvolare
(con i finali ASL): è buona norma lasciare scorrere almeno un quarto
d’ora di riscaldamento dell’impianto dal momento dell’accensione,
affinché tutti i circuiti elettronici attivi e passivi raggiungano
un’ottimale temperatura d’esercizio.
Ad una prima impressione il suono appare immediatamente dettagliato,
preciso, denotando un’ottima estensione verso le frequenze più
acute, similarmente ad un buon disegno a stato solido operante in
classe A. Cerco di focalizzare l’interesse nella critica gamma media
e medio-alta, ascoltando sia piccole formazioni di jazz acustico (Chick
Corea – Acoustic Band), sia ensemble allargati ai fiati (Lyle Lovett
and his Large Band), cogliendo appieno una levigata luminosità dei
timbri strumentali, peculiare dei tubi sottovuoto. Il difficilissimo
pianoforte è riprodotto in modo convincente, senza sbavature e senza
code sonore sulla prima ottava, con dovizia di particolari; il
timbro generale del pre MC-7R è, nel gergo audiofilo invero talvolta
incomprensibile ai comuni mortali, tendenzialmente “chiaro”, più
simile al Rose RV23 od a svariati disegni Audio Research che non al
denso Synthesis PL/1 ed alle sonorità tipicamente Conrad Johnson. Si
è dunque al cospetto di una sonorità moderna, seppur valvolare, che
giammai scade nella sterile analiticità o, peggio, nella fatica
d’ascolto. Le escursioni dinamiche delle percussioni e degli
strumenti a fiato sono molto ben assecondate, al pari del Rose,
mentre l’omogeneità tonale degli strumenti a corda (in particolar
modo le chitarre classica ed acustica) è così elevata da restituire
in ambiente domestico una naturalezza piacevolmente realistica.
L’immagine sonora appare equamente sviluppata in tutte e tre le
dimensioni, non particolarmente ampia e dilatata e pur non
raggiungendo la profondità del Synthesis, ma i piani sonori sono ben
scontornati e chiaramente intelligibili. La localizzazione degli
strumenti in ambiente è molto buona, che contribuisce
sostanzialmente a ricreare una lodevole realisticità dell’evento
musicale; il centro fuoco è spesso granitico e mai fluttuante tra i
diffusori (difettuccio del Synthesis), i quali tendono letteralmente
a scomparire. Dicevo dell’entusiasmante estensione, per un valvolare,
delle frequenze più acute, che assecondano in maniera talvolta
disarmante persino la penetrante tromba di Miles Davis, ma
altrettanto buona è la restituzione dei registri più profondi che,
seppur non raggiungendo la solidità e l’estensione di alcuni mostri
a stato solido, rimangono ampiamente apprezzabili nell’articolazione
e nella modulazione. Le voci maschili sono belle, realistiche, piene
e solide, mentre quelle femminili godono d’un lieve ringiovanimento
(Tracy Chapman, Sade), pur non costituendo assolutamente una
criticità di riproduzione. Questo particolare aspetto, che
caratterizza talvolta anche i registri superiori dei violini nei
pieni orchestrali, unitamente ad una scena mai esuberante o
marcatamente profonda, costituiscono di fatto la firma economica del
prodotto, che vanta comunque un rapporto qualità – prezzo
semplicemente entusiasmante, perfettamente centrato per sistemi
audio domestici d’alta qualità in moderni ambienti casalinghi di
limitata cubatura, a fronte dei quali appare del tutto inutile, se
non deleterio, un investimento economico particolarmente rilevante.
Mi rendo or ora conto di essere stato particolarmente critico,
valutando il Ming-Da alla stregua dei migliori e pretenziosi (dunque
costosi) progetti hi-end: valutato in funzione del suo reale prezzo
d’acquisto ed alla luce del suo design, della sua costruzione, delle
sue soluzioni circuitali, inedite per questa categoria merceologica,
e del suo interfacciamento mai problematico con qualsivoglia
amplificazione (da notare la dotazione di due uscite con differenti
sensibilità: 39V per l’output 1 e 6V per l’output 2), questo MC-7R
merita una particolare attenzione ed un ascolto molto attento, prima
di spendere molto di più e di rimanere (spesso) delusi del risultato
finale.
Personalmente, ho trovato a distanza di anni, un terzo riferimento
merceologico nel settore mid-class della preamplificazione audio.
Vorrei far notare, in ultima analisi, la facilità di up-grade
circuitale del pre Ming-Da, essendo cablato totalmente in aria
anziché su limitanti basette di vetronite…. E non è affatto poco, di
questi tempi!!!
cristiano.nevi@marcegaglia.com
Specifications and Features (typical)
• No printed circuit board or tag board
• Japanese Blue ALPS volume pot.
• All Triode front end
• Valve rectifier, 5AR4 (GZ34) or 5Z3
• Choke regulated power supply
• 2x 12AX7 (ECC83) Double triode
• 2x 12AU7 (ECC82) Double triode
• Signal to noise level -90db
• Freq response 10hz-150khz + or 1db
• Total harmonic distortion 0.02%
• High quality 2w metal film, & wire-wound resistors
• High grade polypropylene audio capacitors
• Internal audio wiring using audio grade silver cable
• Ceramic valve holders for minimum leakage
• Centre tapped heater circuit for minimum hum
• Polished stainless steel chassis
• 10mm solid aluminium front plate
• Crackle finish enamel painted transformer cover
• Transformers & choke fixed in resin for low noise.
• Gold plated Input & output terminals
• Inputs for CD, Tuner, Aux, Phono pre-amp
• 200mv input sensitivity
• Designed to match power amps with input sensitivity
between 200mv to 2.5v. (High & low level outputs)
• Maximum output 39v (Output 1), 6v (Output 2)
• Output Impedance 1.6kΩ
• 230/240volts, 35watts 1A anti-surge fuse
• C E certified
• 220W(280), 180H(210) 360D(430) 8.5kg with 5Z3
Il commento di Francesco:
Preamplificatore Ming-Da MC7-R
L’apparecchio si
presenta in maniera impeccabile, infatti subito dopo averlo tolto
dall’imballo (tra l’altro fatto con una cura estrema), ci si trova di
fronte un bellissimo oggetto rifinito in ogni particolare. Bellissimo a
vedersi, consistente nel maneggiarsi. Insomma un gran bel
preamplificatore.
Mi sono subito
detto, se suona così come quanto è bello, penso veramente di aver fatto
centro con questo apparecchio. Tutti ne parlavano un gran bene. Anche lo
stesso Davide me lo ha caldamente consigliato, soprattutto conoscendo la
mia mania di cambiare sempre i componenti all’impianto.
Bene! Mai consiglio
è stato tanto appropriato!!!
Metto su
l’apparecchio con tanta emozione, uso il fantastico cavo SB-3 di Davide,
lo faccio riscaldare per circa un quarto d’ora (come si conviene a
qualsiasi apparecchio a valvole) e finalmente l’ascolto!
I risultati sono
stati in pieno confermati. Questo apparecchio da un calore, un’ariosità
veramente disarmanti. Il tutto si presenta in maniera dolcissima, mai
affaticante. Si potrebbe stare lì delle ore ad ascoltarlo. Veramente una
macchina ben suonante in tutto e per tutto paragonabile ad apparecchi di
costruzione occidentale venduti al triplo del prezzo di questo Ming-Da.
Le valvole cinesi
sono veramente molto ben suonanti, molto molto musicali. Nessun asprezza
e nessunissimo squilibrio timbrico. Il pre non propende per nessuna
frequenza in particolare. Direi molto neutro
La configurazione
originale del pre non lascia adito a nessuna modifica in particolare. Se
uno vuole lo può benissimo lasciare originale e va veramente bene. Però
qualche modifica non guasta…..!
L’apparecchio è
molto facilmente upgradabile. Come prima cosa, ho sostituito le valvole.
Le originali, pur essendo molto musicali, mancavano secondo me di un
briciolo di dettaglio in più.
Lasciando perdere le
valvole NOS, in quanto molto costose e non ricambiabili, mi sono rivolto
alla produzione odierna. Le ho provate veramente tutte!! Sovtek,
Tung-sol, Electro-harmonix, ecc.
Alla fine i
risultati che cercavo li ho ottenuti con le JJ-Tesla. Fantastiche!
Oltre a mantenere la musicalità delle originali, si aumentava la
dinamica (in modo molto udibile) e soprattutto il dettaglio micro e
macro. Di questa marca ho preso sia le 12AX7 che le 12AU7.
Come valvola
rettificatrice va più che bene l’originale. Io però l’ho sostituita con
una Svetlana, ma non ho riscontrato cambiamenti significativi.
Nei forum in cui si
discute di questo pre, si dice che l’unico tallone d’achille è
rappresentato dai condensatori. Infatti con gli originali, il suono
degli strumenti risulta un pochino limitato. In parole povere si mangia
un po’ d’armoniche. Ecco perché tutti li cambiano. Ad esempio, il
pianoforte dovrebbe risuonare un po’ di più, invece risulta un po’
sordo. Questa secondo me era la vera unica pecca del Ming-Da. Si tratta
però di piccolezze, dato il prezzo!!!
Tempo fa, ho avuto
l’occasione di provare nel mio impianto un pre Audio Note M2. La sua
musicalità è indiscutibile, però ho notato un certo allungamento del
basso rispetto al mio Ming-DA che risulta un po’ più controllato in
basso.
Quest’ultima
caratteristica non la volevo perdere con delle eventuali modifiche.
Però le armoniche
c’erano tutte. Quell’audio note suonava in modo veramente eccellente
(costa quasi quattro volte di più!). Mi è quindi venuta l’idea di
montare gli stessi condensatori che monta l’Audio Note, cioè i
famigerati condensatori in carta e olio. Un po’ costosi, ma molto
efficaci.
Risultato: adesso il
mio Ming-da è veramente diventato una macchina hi-end. Musicale fino
allo spasimo (adesso i tasti del pianoforte li senti fino a quando la
corda smette di vibrare!), aria sia in altezza che in profondità. Il
palco si è allargato molto oltre i diffusori. Riesci a vedere quasi il
musicista lì davanti a te! Veramente una apparecchio eccellente.
Concludendo, posso
solo dire che questo Ming-Da è un preampli veramente splendido. Sia come
aspetto che come suono.
Suona in modo molto
molto convincente da originale e in modo veramente spettacolare con le
modifiche. Vivamente consigliato! Rispetto al prezzo è veramente
pazzesco!
Saluti a tutti
Francesco
Una recensione trovata in rete :
Reference Ming-Da MC7 tube preamp
This is a
handsome unit which, in stock form, can be had new or lightly used for
as little as $500. The build quality is very good, the wiring is
point-to-point and the volume pot is from Alps.
I bought a lightly used MC-7R for my bedroom system, but first gave it a
listen through my main system with an Audio Note DAC 4.1x Signature
upstream and both Blue Circle BC-8 and AtmaSphere M60 monoblocks
downstream to actively biamped custom loudspeakers. In such a highly
resolving system the stock Ming Da showed both its strengths and
limitations. The midrange was glorious. The soundstage was wide and
reasonably deep, with that "air" enveloping instruments and performers
that I've only experienced with quality tubed systems. Alas, the bass
was mushy, the highs rolled off and microdetail retrieval was poor
compared to a $3000+ Musical Design SP-3 SS preamp (outboard 1.2 Farad
psu, all Black Gate caps and tantalum resistors, yada yada) it replaced.
I visited the Response Audio website after reading a 'Gon classified ad
for Ming Da mods and found that Bill Baker offered a "Signature Mod"
package for my preamp model and its near twin, the MC-3R. Being a
cautious sort, I phoned him for more info and found him to be down to
earth, patient and knowledgeable. Off my MC-7R went!
The Signature modded preamp barely resembled the stock unit (musically,
that is). The midrange magic remained, but the bass was now quite
articulate, allowing the powerhouse BC-8 monoblocks to really strut
their stuff. Treble extension was much improved, complementing the OTL
amps' transparency.
Micro-detail retrieval was much better, though not quite up to my SS pre.
Overall, though, I actually preferred the modded Ming Da in my main
system. There's nothing like the realism of tubes done right. And this
for less than $300 over the cost of the stock unit!
Shortly thereafter, Bill announced his "Reference Mods" featuring the
new VH Audio "V-Caps". (Teflon units in the signal path with the new
V-Cap Oil impregnated output capacitors). I called him and learned that
the new mods raised the preamps sonically to a level competitive with
the world's best. A pretty bold assertion, but I'd come to trust Bill's
ear and work - so off again the MC-7R went!
I've now had the opportunity to hear the "Reference Moddded" MC-7R in my
home for about 75 hours. In short, it doesn't just merit the designation
of "extraordinary value for its price" (for me, under $2000 total
including cost of the stock unit). Rather, it truly lives up to the
advance claim of "as good as it gets"! It is quiet, with micro-detail
retrieval capable of realistically extracting the ambience of every
venue on live CD recordings (I love live music...)I own - be it jazz,
rock, chorale. The "air" around singers and instruments is uncanny. The
holography of great tube gear is there in a big way. Highs soar
gracefully. On well-recorded CDs the attack and decay of cymbal crashes
and the like are nothing short of lifelike.
I've also put the "Reference Modded" MC-7R into my bedroom system (Tube
Technology Fulcrum CDT > NorthStar DAC192 > Ming Da MC-7R > Ming Da
MC805-A monoblocks > Zalytron Phenomenal 3 loudspeakers) with the same
result. This system cannot produce the dynamics and scale of the
actively biamped floorstanders (Raven R3.1 ribbons/dual 12 inch PHL
4530s) in my main rig, but has that "SET thing" going in a big way with
those 805 output tubes. Yet the midrange realism, "air" and holographic
soundstage of SETs came through even more beautifully with the "Reference
Modded" MC-7R in the signal path. So much so that I snapped up a demo
MC-7R from Bill for future "Reference Mods" and use in this system as
well.
My SS preamp (great as it is)? Well, make me an offer...
I really can't find the words to describe the deliciously "you are there"
experience that the "Reference Modded" Ming Da MC-7R has brought to both
of my systems in a far from subtle way. It is such a blessing AND relief
to have found a preamp to keep for life.
Please note that I use NOS 12AU7 and 12AX7 tubes in the MC-7R, of the
$15-$50 per variety - nothing terribly exotic in my stash. The stock
Chinese rectifier needs no substitution, with rugged and inexpensive NOS
military replacements available from "DIY Hi Fi" on the web.
Music used during review:
A Love Supreme - John Coltrane
O Christmas Tree (A Bluegrass Collection) - various
A Childe is Born - The Bell' Arte Singers
Inside - Dave Van Ronk
Shaking the Tree - Peter Gabriel
Lotus - Santana
My Goals Beyond - Mahavishnu Orchestra
Art Blakey and the Jazz Messengers (self-titled on Impulse)
Bad Brains (self-titled on Rohr)
I, Eye, Aye - Rahsaan Roland Kirk
Have Moicy - Michael Hurley, Unholy Modal Rounder, Jeffrey Frederick and
the Clamtones
Blackheart Man - Bunny Wailer
Original Rockers - Augustus Pablo
Absent Lovers- King Crimson
Squeezing Out Sparks/Live Sparks - Graham Parker and the Rumour
Win This Record - El Rayo X
More Guitar and Faithless - Richard Thompson Band
John B.
L'imballo:

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