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Caratteristiche
Descrizione e commento : |
AUDIO ANALOGUE
Bellini Virtual Battery + Donizetti Cento
(pre +
finale)
Dopo la bellissima prova in sala d’ascolto
del sistema multifunzionale Enigma ed avendo ancora ben saldi nella
memoria gli esiti sonici del superintegrato Maestro 150, ho avuto
recentemente la possibilità di approfondire ulteriormente la mia
esperienza con Audio Analogue, attraverso due prodotti che da sempre
contraddistinguono l’eccellente linea dedicata ai grandi Compositori
italiani: appunto, il pre Bellini Virtual Battery ed il finale dual-mono
Donizetti Cento, nella loro ultima edizione.
Se è pur vero che la linea Maestro
rappresenti la più elevata espressione tecnologica di tutta la
produzione del costruttore pistoiese, la serie “compositori” mantiene il
filo conduttore della storia e, soprattutto, della filosofia di Audio
Analogue, che si estrinseca nell’offerta di un suono senza compromessi a
prezzi ancora accessibili, di contenuti tecnologici mai banali ed
economici a garanzia di affidabilità nel tempo e di un design votato
alla linearità delle forme ed all’eleganza della discrezione nei comandi
d’uso.
Sia il Bellini che il Donizetti rispecchiano
appieno l’evoluzione Audio Analogue sino agli attuali standard
costruttivi: linee sobrie e snelle ma al contempo solide e robuste,
disposizione mai invadente dei comandi essenziali, finiture in alluminio
spazzolato assai curate nei dettagli per un complemento d’arredo mai
ridondante o volgarmente appariscente e soluzioni circuitali d’alto
livello.
Il preamplificatore Bellini Virtual
Battery conserva il tipico family-look Audio Analogue, col suo
frontale in alluminio finemente spazzolato di notevole spessore ma di
grande linearità, spezzata soltanto da un piccolo tasto tondo, centrato
sul lato sinistro (per la precisione, alla nostra sinistra osservandolo
frontalmente) con funzioni di stand-by e contemporaneamente di selezione
degli ingressi (in numero di sei), segnalati con luce verde da
altrettanti minuti e graziosi led bicolori che sono disposti a fianco ed
in asse orizzontale al tasto medesimo. Con luce rossa, essi segnalano
inoltre l’attivazione del muting, mentre la luce gialla indica
l’apparecchio in bypass (che menzionerò in seguito) sull’ingresso
indicato. In set-up dell’apparecchio, la luce gialla diviene
lampeggiante ad indicare l’ingresso selezionato per l’attivazione del
bypass.
Al centro baricentrico del frontale
troneggia ovviamente la bellissima manopola per il comando del volume,
il cui funzionamento è identico a quello visto sull’Enigma, ovvero un
sofisticato controllo di volume a rete di resistenze integrate senza
buffer, vincolato entro un ristretto angolo di rotazione con ritorno in
posizione primitiva al suo rilascio. In luogo pertanto di un riscontro
segnaletico sulla posizione effettiva di rotazione della manopola, una
serie di piccoli e discreti led verdi concentrici indica il guadagno del
controllo di volume, fornendo esteticamente un tocco di classe superiore
al prodotto. Chiaramente, tutte le funzioni di controllo sono riportate
su di un massiccio telecomando, interamente realizzato in ottone con
finitura esterna cromata e con una disposizione dei comandi ergonomica,
intuitiva e di immediato utilizzo.
Il retro appare immediatamente ricco di
connessioni, a garanzia di una notevole versatilità d’uso: da sinistra,
due coppie di connettori RCA per l’inserimento di spinotti calibrati (in
dotazione) per l’adattamento sia della resistenza che della capacità
dell’ingresso phono, tre finestrelle dip-switch per la selezione del
modo di funzionamento phono, sei ingressi sbilanciati di cui il primo
dedicato al phono ed i restanti ad apparecchi ad alto livello, un’uscita
tape, un ingresso linea bilanciato, due uscite sbilanciate ed
altrettante bilanciate, un’uscita trigger che permette di asservire al
Bellini l’accensione e lo spegnimento del finale di potenza Donizetti
Cento o di qualunque altro apparecchio dotato di medesimo ingresso
trigger. Sfruttando tale connessione, tutta la catena può essere accesa
e spenta tramite il telecomando del Bellini, mentre una particolare
configurazione di bypass, selezionabile tramite il set-up
dell’amplificatore, permette infine all’utente di trasformare il Bellini
in un filo diretto da un ingresso a piacere fino all’uscita, potendolo
così inserire in un impianto multicanale, utilizzando l’amplificatore di
potenza a cui è collegato come finale per i canali principali,
sfruttando al contempo i diffusori per gli ascolti a due canali con le
sorgenti stereofoniche collegate al Bellini stesso. Completa la
dotazione posteriore la presa di rete a norma IEC con relativo fusibile
incorporato, con una qualità elevata delle connessioni sopra menzionate
ed un appagante riscontro visivo.
Una fugace visione dell’interno mi permette
di apprezzare immediatamente un lay-out dalle elevate caratteristiche
costruttive: in particolare, la sola sezione d’alimentazione occupa
almeno un terzo dello spazio disponibile interno, a partire dal bel
trasformatore toroidale sino alla batteria di ben 16 (sedici) enormi
condensatori elettrolitici a realizzare, a detta del Costruttore, una
speciale alimentazione off-line a batteria virtuale, in versione evoluta
rispetto a quella già presentata sul pre phono Aria, in grado di
garantire un’elevatissima reiezione ai disturbi di rete che potrebbero
raggiungere i circuiti audio sfruttando le capacità parassite del
trasformatore e del circuito di stabilizzazione. La sezione
amplificatrice risulta interamente realizzata a componenti discreti,
contraddistinta da un ingresso phono di eccezionale versatilità ed
interfacciamento: la dotazione del Bellini comprende infatti, come già
accennato, ben undici coppie di connettori maschi di vari colori, delle
quali tre contenenti capacità comprese fra 100 e 330 pF, sei contenenti
resistenze di vari valori e due prive di carico per adattamenti custom.
Un esauriente foglietto a corredo del manuale d’uso, riporta una tabella
per l’esatta indicazione dei valori capacitivi e resistivi in funzione
del colore dei connettori.
Il Donizetti Cento presenta un
frontale essenziale ed al contempo elegante, in cui si riscontra il solo
tasto d’accensione, posto in basso al centro, e due piccoli led laterali
di colore verde per l’indicazione di funzionamento dei due canali. Sul
retro dell’apparecchio sono posizionati gli ingressi sia single-ended
(RCA) che bilanciati (con relativi commutatori di selezione), un
ingresso ed un’uscita trigger ed una coppia per canale di ottimi
connettori per il collegamento dei diffusori, in grado di ricevere
terminazioni a forcella e cavo spellato, con la sola esclusione delle
banane. Tralasciando la presa di corrente IEC comune, la realizzazione è
completamente dual-mono, ovvero due distinti stadi finali monofonici
d’amplificazione inseriti in un unico chassis. L’alimentazione è
realizzata con un possente trasformatore toroidale di elevate dimensioni
per ciascun canale, mentre la linea di alimentazione per il trigger è
distinta dal resto del circuito. La circuitazione prevede un’ampia banda
passante, bassa controreazione ed uno sbilanciatore ad elevate
prestazioni per l’ottimale interfacciamento tra preamplificatori con
uscite bilanciate e stadio finale. Audio Analogue garantisce inoltre uno
stadio di potenza a bassa IMD ed elevato slew rate, mentre le
protezioni sono di tipo elettronico integrato contro sovraccarichi
elettrici ad intervento calibrato sul segnale musicale, al fine di
minimizzare ogni interferenza con le prestazioni sonore. Tutti i
componenti passivi appaiono di qualità molto elevata, senza risparmi ma
nemmeno senza maniacali esoterismi.
Il circuito di potenza consiste in tre stadi
con doppio differenziale simmetrico caricato a cascode in ingresso,
emettitore comune simmetrico con degenerazione locale, caricamento a
cascode ed una configurazione darlington d’uscita, realizzata con due
coppie di transistor di potenza per canale; la realizzazione circuitale
presenta infine un anello di controreazione globale, oltre alle
protezioni in corrente e tensione con costante di tempo. Persino il
circuito automatico di ritardo per l’innesco del relè sulle uscite
risulta realizzato con soli componenti discreti.
L’ingresso trigger posto sul pannello
posteriore permette l’accensione e lo spegnimento del finale
direttamente dal pre Bellini; l’uscita trigger permette invece di
asservire al Donizetti Cento l’accensione e lo spegnimento di qualunque
altro apparecchio dotato di ingresso trigger.
Le caratteristiche tecniche dichiarate sono
le seguenti:
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Potenza di
uscita su 8 ohm, 1kHz = 100W per canale
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Potenza di
uscita su 4 ohm, 1kHz = 165W per canale
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Ampiezza di
banda = <10Hz - 200kHz +0/-1dB, 1Vrms in uscita; <10Hz – 85kHz +0/-1dB,
8Vrms in uscita
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Livello di
rumore = -120dBV, da 20Hz a 50kHz
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Rapporto
segnale/rumore = 90dB con 20V in uscita
-
Guadagno
dell'amplificatore di potenza = 26 dB
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Impedenza
dell'ingresso sbilanciato = 22Kohm
-
Impedenza
dell'ingresso bilanciato = 30Kohm
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Dimensioni =
L. 445mm; A. 100mm; P. 370mm
-
Peso =
16,5 Kg
-
Assorbimento =
500VA
I due apparecchi sono infine dotati di
ottimi cavi d’alimentazione schermati solid-core di marca BCD, imballati
in un bel sacchetto di tessuto: l’attenzione riposta persino in questi
dettagli marginali sugli accessori a corredo, può considerarsi la
cartina tornasole del nuovo corso tecnologico di Audio Analogue, in
particolare sulla strategica scommessa commerciale dell’intera linea
“compositori”.
Le due apparecchiature sono state inserite
nella mia solita catena audio, cui fa capo il binomio Proceed – Lector
Digicode, arricchita all’occorrenza con un pre valvolare Beard CA35 ed
un front-end analogico Rega (Planar 3-RB300-Elys), utilizzando
ovviamente i cavi BCD in dotazione oltre agli SB3 e SB7 di
Audiocostruzioni. Per i collegamenti sbilanciati la scelta è caduta sui
Van Den Hul Thunderline 1ªserie, i Monster Cable M1000i e gli Analog
Research Silver Raincoat, con l’ausilio di una coppia di economici
quanto ottimi e ben costruiti Hama mod. 48719, acquistati presso una
grossa catena di distribuzione d’elettronica consumer a meno di 30 euro.
La coppia amplificatrice è stata sottoposta
ad un warm-up di circa 100 ore continuative di funzionamento a basso
volume mediante l’uso di un vecchio CDplayer Pioneer PD7300 in modalità
repeat, prima di affrontare la scure del recensore!
Inizio l’ascolto critico a volumi moderati,
alternando brani di musica rinascimentale al jazz acustico strumentale:
non occorre il guru del momento per capire immediatamente di essere al
cospetto d’un sistema d’amplificazione di gran classe, maturo, in cui
tutti i parametri fondamentali della riproduzione musicale (l’immagine,
la dinamica, l’estensione di frequenza, l’equilibrio timbrico, la
risoluzione, etc) godono d’un equilibrio tale da proporre un’armonia
d’emissione appagante a lungo termine. Non a caso, ho utilizzato chiare
analogie con l’analisi gusto-olfattiva nella degustazione dei vini, in
quanto ritengo che la vera filosofia espressiva di Audio Analogue si
estrinsechi proprio nell’armonia e nell’equilibrio d’ascolto, certamente
a vari livelli qualitativi nelle proprie apparecchiature, quale firma
sonora del marchio pistoiese. Volendo forzatamente giungere alle
conclusioni, il vero cavallo di battaglia della coppia Bellini+Donizetti
è la naturalezza d’emissione, frutto di una timbrica senza tempo, a metà
strada fra il velluto ed il calore della tecnologia termoionica ed il
vigore, la risoluzione e la capacità introspettiva dei migliori disegni
a stato solido.
Presi singolarmente, ovvero collegando il
Bellini ai miei Albarry M408II od al gigantesco Mr Liang LS845 e,
viceversa, il finale Donizetti al Beard CA35, al Rose RV23S od al
Ming-Da MC7R, pur valutando alcune comprensibili variazioni prospettiche
o dinamiche, il bilanciamento tonale risente essenzialmente del maggior
calore dei triodi 845 o della trasparenza del Rose, senza palesare
scostamenti eccessivi rispetto al suono peculiare della coppia in
questione. In altre parole, sia il pre che il finale godono di un
assetto timbrico assai simile, a differenza di altri sistemi in cui al
calore del pre, il rispettivo finale ne risulta il “naturale”
complemento timbrico chiaro e trasparente [da Wikipedia: “il
timbro, che spesso è indicato fra i "parametri" del suono musicale,
insieme all'altezza, all'intensità e alla durata, suggerisce numerose
analogie con il colore per quanto riguarda la percezione visiva.
Infatti, il timbro viene designato come colore del suono tanto in
inglese (tone-colour) quanto in tedesco (klangfarbe)”].
Non si intenda però di essere di fronte ad
un sistema d’amplificazione lento o, peggio, moscio: pur non
raggiungendo l’incredibile velocità di risposta ai transienti tipica
degli Albarry, il finale Donizetti Cento sopravanza il rivale inglese
nella potenza e nella possanza d’emissione, sfoderando quando necessario
una dinamica esplosiva ed un basso di grande vigore, presente, esteso,
assai ben modulato, grazie anche alle qualità soniche del pre Bellini.
Se sotto certi aspetti mi aspettavo una determinata resa in sala
d’ascolto da parte del finale Donizetti Cento, la grande sorpresa mi è
giunta piuttosto dal preamplificatore Bellini: suo è il merito di
un’immagine di grande respiro, egualmente sviluppata in larghezza,
altezza e profondità senza perciò scadere in forzate ed innaturali
dilatazioni prospettiche, resa poi salda dai muscoli del finale; sua è
la grande naturalezza della gamma media pur nell’ambito di una profonda
introspezione dei particolari, preservati dalla precisione del Donizetti,
resa ancor più emozionante dalla sorgente analogica; suo è il merito di
un tangibile silenzio internota, sostenuto ed amplificato dal grande
lavoro del Donizetti, a favore di una statura sonora complessiva pari o
superiore a tante, talvolta troppe, proposte d’oltralpe e
d’oltreoceano.
Se l’Italia ha potuto crearsi un’invidiabile
nomea in campo home-audio internazionale soprattutto nel settore dei
sistemi d’altoparlanti, anche il settore dell’amplificazione hi-end a
stato solido (e non solo) ha raggiunto traguardi di assoluto rilievo:
assieme ad altre analoghe firme di grande spessore come, a puro titolo
esplicativo, AM Audio e Audia Flight, anche Audio Analogue rientra ormai
nel gotha dell’hi-end nazionale, in considerazione della penetrazione
nei mercati esteri, nell’affidabilità a lungo termine dell’azienda e dei
rispettivi prodotti oltre al puntuale servizio d’assistenza; aspetti che
contribuiscono ad indirizzare un investimento in ambito nazionale.
Rispetto alle versioni d’esordio, i cui
prezzi al dettaglio facevano ricadere i prodotti in ambito low mid-class
pur con prestazioni superiori alla media della rispettiva categoria
merceologica, la nuova linea “compositori” non cela ambizioni di ben
altro livello; sebbene l’attuale listino non sia propriamente popolare
(Bellini: Euro 2.600; Donizetti: Euro 2.250), l’accoppiata toscana
rappresenta ora una scelta definitiva, certamente un investimento
importante, controbilanciato però da una qualità addirittura favorevole
rispetto all’attuale concorrenza e da una svalutazione probabilmente
inferiore. In particolare, le potenzialità del pre Bellini giungono a
rivaleggiare con i superintegrati della linea “maestro”: in tal senso,
mi rimane il personale rammarico di non aver potuto testare questa
bellissima amplificazione ne con i collegamenti bilanciati (che non
possiedo e peraltro anche il Proceed ne è provvisto) ne, soprattutto,
con una sorgente analogica di pari spessore musicale, nel pieno rispetto
del sistema Rega prestatomi.
Se si fosse trattato di un un vino, la
quotazione ruoterebbe attorno ai 90/100, che altri interpretano con
cinque grappoli o tre bicchieri, ma che di certo significherebbe, non a
caso, ben oltre il minimo richiesto per una denominazione d’origine
controllata (davvero) garantita.
Buoni ascolti e sensazioni.
Cristiano
marvel147@gmail.com
syrah@hotmail.it
Il preamplificatore:


Il finale:




Il preamplificatore:

Il finale:

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recensione di Luciano Milossa |

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