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AUDIO ANALOGUE Bellini Virtual Battery + Donizetti Cento

(pre + finale)     

 

APPUNTI  e NOTE dASCOLTO: di Cristiano N.

 

Di cosa si tratta

Pre e Fnale stato solido

Cristiano

Produttore

Audio Analogue Italia www.audioanalogue.it

Caratteristiche

Pre con entrata phono virtual battery - finale 100 watt

 Costo

2450 euro pre - 2200 euro finale anno 2007

 

Caratteristiche Descrizione e commento :

 

AUDIO ANALOGUE Bellini Virtual Battery + Donizetti Cento

(pre + finale)     

 

Dopo la bellissima prova in sala d’ascolto del sistema multifunzionale Enigma ed avendo ancora ben saldi nella memoria gli esiti sonici del superintegrato Maestro 150, ho avuto recentemente la possibilità di approfondire ulteriormente la mia esperienza con Audio Analogue, attraverso due prodotti che da sempre contraddistinguono l’eccellente linea dedicata ai grandi Compositori italiani: appunto, il pre Bellini Virtual Battery ed il finale dual-mono Donizetti Cento, nella loro ultima edizione.

Se è pur vero che la linea Maestro rappresenti la più elevata espressione tecnologica di tutta la produzione del costruttore pistoiese, la serie “compositori” mantiene il filo conduttore della storia e, soprattutto, della filosofia di Audio Analogue, che si estrinseca nell’offerta di un suono senza compromessi a prezzi ancora accessibili, di contenuti tecnologici mai banali ed economici a garanzia di affidabilità nel tempo e di un design votato alla linearità delle forme ed all’eleganza della discrezione nei comandi d’uso.

Sia il Bellini che il Donizetti rispecchiano appieno l’evoluzione Audio Analogue sino agli attuali standard costruttivi: linee sobrie e snelle ma al contempo solide e robuste, disposizione mai invadente dei comandi essenziali, finiture in alluminio spazzolato assai curate nei dettagli per un complemento d’arredo mai ridondante o volgarmente appariscente e soluzioni circuitali d’alto livello.

Il preamplificatore Bellini Virtual Battery conserva il tipico family-look Audio Analogue, col suo frontale in alluminio finemente spazzolato di notevole spessore ma di grande linearità, spezzata soltanto da un piccolo tasto tondo, centrato sul lato sinistro (per la precisione, alla nostra sinistra osservandolo frontalmente) con funzioni di stand-by e contemporaneamente di selezione degli ingressi (in numero di sei), segnalati con luce verde da altrettanti minuti e graziosi led bicolori che sono disposti a fianco ed in asse orizzontale al tasto medesimo. Con luce rossa, essi segnalano inoltre l’attivazione del muting, mentre la luce gialla indica l’apparecchio in bypass (che menzionerò in seguito) sull’ingresso indicato. In set-up dell’apparecchio, la luce gialla diviene lampeggiante ad indicare l’ingresso selezionato per l’attivazione del bypass.

Al centro baricentrico del frontale troneggia ovviamente la bellissima manopola per il comando del volume, il cui funzionamento è identico a quello visto sull’Enigma, ovvero un sofisticato controllo di volume a rete di resistenze integrate senza buffer, vincolato entro un ristretto angolo di rotazione con ritorno in posizione primitiva al suo rilascio. In luogo pertanto di un riscontro segnaletico sulla posizione effettiva di rotazione della manopola, una serie di piccoli e discreti led verdi concentrici indica il guadagno del controllo di volume, fornendo esteticamente un tocco di classe superiore al prodotto. Chiaramente, tutte le funzioni di controllo sono riportate su di un massiccio telecomando, interamente realizzato in ottone con finitura esterna cromata e con una disposizione dei comandi ergonomica, intuitiva e di immediato utilizzo.

Il retro appare immediatamente ricco di connessioni, a garanzia di una notevole versatilità d’uso: da sinistra, due coppie di connettori RCA per l’inserimento di spinotti calibrati (in dotazione) per l’adattamento sia della resistenza che della capacità dell’ingresso phono, tre finestrelle dip-switch per la selezione del modo di funzionamento phono, sei ingressi sbilanciati di cui il primo dedicato al phono ed i restanti ad apparecchi ad alto livello, un’uscita tape, un ingresso linea bilanciato, due uscite sbilanciate ed altrettante bilanciate, un’uscita trigger che permette di asservire al Bellini l’accensione e lo spegnimento del finale di potenza Donizetti Cento o di qualunque altro apparecchio dotato di medesimo ingresso trigger. Sfruttando tale connessione, tutta la catena può essere accesa e spenta tramite il telecomando del Bellini, mentre una particolare configurazione di bypass, selezionabile tramite il set-up dell’amplificatore, permette infine all’utente di trasformare il Bellini in un filo diretto da un ingresso a piacere fino all’uscita, potendolo così inserire in un impianto multicanale, utilizzando l’amplificatore di potenza a cui è collegato come finale per i canali principali, sfruttando al contempo i diffusori per gli ascolti a due canali con le sorgenti stereofoniche collegate al Bellini stesso. Completa la dotazione posteriore la presa di rete a norma IEC con relativo fusibile incorporato, con una qualità elevata delle connessioni sopra menzionate ed un appagante riscontro visivo.

Una fugace visione dell’interno mi permette di apprezzare immediatamente un lay-out dalle elevate caratteristiche costruttive: in particolare, la sola sezione d’alimentazione occupa almeno un terzo dello spazio disponibile interno, a partire dal bel trasformatore toroidale sino alla batteria di ben 16 (sedici) enormi condensatori elettrolitici a realizzare, a detta del Costruttore, una speciale alimentazione off-line a batteria virtuale, in versione evoluta rispetto a quella già presentata sul pre phono Aria, in grado di garantire un’elevatissima reiezione ai disturbi di rete che potrebbero raggiungere i circuiti audio sfruttando le capacità parassite del trasformatore e del circuito di stabilizzazione.  La sezione amplificatrice risulta interamente realizzata a componenti discreti, contraddistinta da un ingresso phono di eccezionale versatilità ed interfacciamento: la dotazione del Bellini comprende infatti, come già accennato, ben undici coppie di connettori maschi di vari colori, delle quali tre contenenti capacità comprese fra 100 e 330 pF, sei contenenti resistenze di vari valori e due prive di carico per adattamenti custom. Un esauriente foglietto a corredo del manuale d’uso, riporta una tabella per l’esatta indicazione dei valori capacitivi e resistivi in funzione del colore dei connettori.

Il Donizetti Cento presenta un frontale essenziale ed al contempo elegante, in cui si riscontra il solo tasto d’accensione, posto in basso al centro, e due piccoli led laterali di colore verde per l’indicazione di funzionamento dei due canali. Sul retro dell’apparecchio sono posizionati gli ingressi sia single-ended (RCA) che bilanciati (con relativi commutatori di selezione), un ingresso ed un’uscita trigger ed una coppia per canale di ottimi connettori per il collegamento dei diffusori, in grado di ricevere terminazioni a forcella e cavo spellato, con la sola esclusione delle banane. Tralasciando la presa di corrente IEC comune, la realizzazione è completamente dual-mono, ovvero due distinti stadi finali monofonici d’amplificazione inseriti in un unico chassis. L’alimentazione è realizzata con un possente trasformatore toroidale di elevate dimensioni per ciascun canale, mentre la linea di alimentazione per il trigger è distinta dal resto del circuito. La circuitazione prevede un’ampia banda passante, bassa controreazione ed uno sbilanciatore ad elevate prestazioni per l’ottimale interfacciamento tra preamplificatori con uscite bilanciate e stadio finale. Audio Analogue garantisce inoltre uno stadio di potenza a bassa IMD ed elevato slew rate, mentre le  protezioni sono di tipo elettronico integrato contro sovraccarichi elettrici ad intervento calibrato sul segnale musicale, al fine di minimizzare ogni interferenza con le prestazioni sonore. Tutti i componenti passivi appaiono di qualità molto elevata, senza risparmi ma nemmeno senza maniacali esoterismi.

Il circuito di potenza consiste in tre stadi con doppio differenziale simmetrico caricato a cascode in ingresso, emettitore comune simmetrico con degenerazione locale, caricamento a cascode ed una configurazione darlington d’uscita, realizzata con due coppie di transistor di potenza per canale; la realizzazione circuitale presenta infine un anello di controreazione globale, oltre alle protezioni in corrente e tensione con costante di tempo. Persino il circuito automatico di ritardo per l’innesco del relè sulle uscite risulta realizzato con soli componenti discreti.

L’ingresso trigger posto sul pannello posteriore permette l’accensione e lo spegnimento del finale  direttamente dal pre Bellini; l’uscita trigger permette invece di asservire al Donizetti Cento  l’accensione e lo spegnimento di qualunque altro apparecchio dotato di ingresso trigger.

Le caratteristiche tecniche dichiarate sono le seguenti:

-         Potenza di uscita su 8 ohm, 1kHz = 100W per canale

-         Potenza di uscita su 4 ohm, 1kHz = 165W per canale

-         Ampiezza di banda =  <10Hz - 200kHz +0/-1dB, 1Vrms in uscita; <10Hz – 85kHz +0/-1dB, 8Vrms in uscita 

-         Livello di rumore =  -120dBV, da 20Hz a 50kHz   

-         Rapporto segnale/rumore =  90dB con 20V in uscita

-         Guadagno dell'amplificatore di potenza =  26 dB  

-         Impedenza dell'ingresso sbilanciato =  22Kohm 

-         Impedenza dell'ingresso bilanciato =  30Kohm

-         Dimensioni = L. 445mm; A. 100mm; P. 370mm 

-         Peso = 16,5 Kg

-         Assorbimento = 500VA

I due apparecchi sono infine dotati di ottimi cavi d’alimentazione schermati solid-core di marca BCD, imballati in un bel sacchetto di tessuto: l’attenzione riposta persino in questi dettagli marginali sugli accessori a corredo, può considerarsi la cartina tornasole del nuovo corso tecnologico di Audio Analogue, in particolare sulla strategica scommessa commerciale dell’intera linea “compositori”.

Le due apparecchiature sono state inserite nella mia solita catena audio, cui fa capo il binomio Proceed – Lector Digicode, arricchita all’occorrenza con un pre valvolare Beard CA35 ed un front-end analogico Rega (Planar 3-RB300-Elys), utilizzando ovviamente i cavi BCD in dotazione oltre agli SB3 e SB7 di Audiocostruzioni. Per i collegamenti sbilanciati la scelta è caduta sui Van Den Hul Thunderline 1ªserie, i Monster Cable M1000i e gli Analog Research Silver Raincoat, con l’ausilio di una coppia di economici quanto ottimi e ben costruiti Hama mod. 48719, acquistati presso una grossa catena di distribuzione d’elettronica consumer a meno di 30 euro.  

La coppia amplificatrice è stata sottoposta ad un warm-up di circa 100 ore continuative di funzionamento a basso volume mediante l’uso di un vecchio CDplayer Pioneer PD7300 in modalità repeat, prima di affrontare la scure del recensore!

Inizio l’ascolto critico a volumi moderati, alternando brani di musica rinascimentale al jazz acustico strumentale: non occorre il guru del momento per capire immediatamente di essere al cospetto d’un sistema d’amplificazione di gran classe, maturo, in cui tutti i parametri fondamentali della riproduzione musicale (l’immagine, la dinamica, l’estensione di frequenza, l’equilibrio timbrico, la risoluzione, etc) godono d’un equilibrio tale da proporre un’armonia d’emissione appagante a lungo termine. Non a caso, ho utilizzato chiare analogie con l’analisi gusto-olfattiva nella degustazione dei vini, in quanto ritengo che la vera filosofia espressiva di Audio Analogue si estrinsechi proprio nell’armonia e nell’equilibrio d’ascolto, certamente a vari livelli qualitativi nelle proprie apparecchiature, quale firma sonora del marchio pistoiese. Volendo forzatamente giungere alle conclusioni, il vero cavallo di battaglia della coppia Bellini+Donizetti è la naturalezza d’emissione, frutto di una timbrica senza tempo, a metà strada fra il velluto ed il calore della tecnologia termoionica ed il vigore, la risoluzione e la capacità introspettiva dei migliori disegni a stato solido.

Presi singolarmente, ovvero collegando il Bellini ai miei Albarry M408II od al gigantesco Mr Liang LS845 e, viceversa, il finale Donizetti al Beard CA35, al Rose RV23S od al Ming-Da MC7R, pur valutando alcune comprensibili variazioni prospettiche o dinamiche, il bilanciamento tonale risente essenzialmente del maggior calore dei triodi 845 o della trasparenza del Rose, senza palesare scostamenti eccessivi rispetto al suono peculiare della coppia in questione. In altre parole, sia il pre che il finale godono di un assetto timbrico assai simile, a differenza di altri sistemi in cui al calore del pre, il rispettivo finale ne risulta il “naturale” complemento timbrico chiaro e trasparente  [da Wikipedia: “il timbro, che spesso è indicato fra i "parametri" del suono musicale, insieme all'altezza, all'intensità e alla durata, suggerisce numerose analogie con il colore per quanto riguarda la percezione visiva. Infatti, il timbro viene designato come colore del suono tanto in inglese (tone-colour) quanto in tedesco (klangfarbe)”].

Non si intenda però di essere di fronte ad un sistema d’amplificazione lento o, peggio, moscio: pur non raggiungendo l’incredibile velocità di risposta ai transienti tipica degli Albarry, il finale Donizetti Cento sopravanza il rivale inglese nella potenza e nella possanza d’emissione, sfoderando quando necessario una dinamica esplosiva ed un basso di grande vigore, presente, esteso, assai ben modulato, grazie anche alle qualità soniche del pre Bellini. Se sotto certi aspetti mi aspettavo una determinata resa in sala d’ascolto da parte del finale Donizetti Cento, la grande sorpresa mi è giunta piuttosto dal preamplificatore Bellini: suo è il merito di un’immagine di grande respiro, egualmente sviluppata in larghezza, altezza e profondità senza perciò scadere in forzate ed innaturali dilatazioni prospettiche, resa poi salda dai muscoli del finale; sua è la grande naturalezza della gamma media pur nell’ambito di una profonda introspezione dei particolari, preservati dalla precisione del Donizetti, resa ancor più emozionante dalla sorgente analogica; suo è il merito di un tangibile silenzio internota, sostenuto ed amplificato dal grande lavoro del Donizetti, a favore di una statura sonora complessiva pari o superiore a tante, talvolta troppe, proposte d’oltralpe e d’oltreoceano.   

Se l’Italia ha potuto crearsi un’invidiabile nomea in campo home-audio internazionale soprattutto nel settore dei sistemi d’altoparlanti, anche il settore dell’amplificazione hi-end a stato solido (e non solo) ha raggiunto traguardi di assoluto rilievo: assieme ad altre analoghe firme di grande spessore  come, a puro titolo esplicativo, AM Audio e Audia Flight, anche Audio Analogue rientra ormai nel gotha dell’hi-end nazionale, in considerazione della penetrazione nei mercati esteri, nell’affidabilità a lungo termine dell’azienda e dei rispettivi prodotti oltre al puntuale servizio d’assistenza; aspetti che contribuiscono ad indirizzare un investimento in ambito nazionale.

Rispetto alle versioni d’esordio, i cui prezzi al dettaglio facevano ricadere i prodotti in ambito low mid-class pur con prestazioni superiori alla media della rispettiva categoria merceologica, la nuova linea “compositori” non cela ambizioni di ben altro livello; sebbene l’attuale listino non sia propriamente popolare (Bellini: Euro 2.600; Donizetti: Euro 2.250), l’accoppiata toscana rappresenta ora una scelta definitiva, certamente un investimento importante, controbilanciato però da una qualità addirittura favorevole rispetto all’attuale concorrenza e da una svalutazione probabilmente inferiore. In particolare, le potenzialità del pre Bellini giungono a rivaleggiare con i superintegrati della linea “maestro”: in tal senso, mi rimane il personale rammarico di non aver potuto testare questa bellissima amplificazione ne con i collegamenti bilanciati (che non possiedo e peraltro anche il Proceed ne è provvisto) ne, soprattutto, con una sorgente analogica di pari spessore musicale, nel pieno rispetto del sistema Rega prestatomi.

Se si fosse trattato di un un vino, la quotazione ruoterebbe attorno ai 90/100, che altri interpretano con cinque grappoli o tre bicchieri, ma che di certo significherebbe, non a caso, ben oltre il minimo richiesto per una denominazione d’origine controllata (davvero) garantita.

Buoni ascolti e sensazioni.

Cristiano

marvel147@gmail.com   syrah@hotmail.it

 

Scheda fotografica:

 

Il preamplificatore:

 

 

 

Il finale:

 

 

Vediamo dietro:

 

 

 

 

Vediamo dentro:

 

Il preamplificatore:

 

 

Il finale:

 

 

Il telecomando :

L'imballo

 

  

  

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