Ho pensato che l'insonorizzazione
dell'ambiente di ascolto (una mansarda in legno a profilo spiovente)
era per sua natura difficoltosa ;
che in linea di principio i cavi di segnale e/o
di potenza di per se non aggiungono qualità al suono comunque
(paradossalmente si potrebbe dire che il miglior cavo è…..quello che
non c’è….!);
che se dal punto di vista elettrico le nostre
elettroniche sono in genere quanto di meglio si possa desiderare
oggi (linearità ottima, distorsioni bassissime, ecc) ma, si
dice, fino ai .......morsetti degli altoparlanti.
Ed dopo di questi , gli altoparlanti, che in
genere avviene il “grande disastro” nel segnale
elettrico trasformato in segnale musicale, dopo qualche decina di
centimetri che è uscito dai coni degli altoparlanti e si diffonde
nell'ambiente; secondo gli questi esperti (strumenti alla mano)
il segnale sonoro è praticamente rovinato se confrontato al
corrispettivo segnale elettrico generato in partenza e presente ai
morsetti degli altoparlanti.
Con tutto ciò premesso, ho provato a sistemare
le due ESL63 a circa un metro dalle orecchie dell’ascoltatore, le
mie.
Le ESL come è noto sono dei dipoli in fatto di
emissione, e l'averle messe ad una distanza così ravvicinata (ma
gli esperti dicono che succederebbe anche per gli altoparlanti a
cono) fa sì che il cervello dell’ascoltatore “ricostruisca” la
scena sonora, completa dei particolari timbrici intensi ed
integrali , con assoluto “realismo” , sul fondo della stanza,
arrivando ad una incredibile sensazione di una ricostruzione di
grande precisione del palcoscenico sonoro e dei vari degli
strumenti musicali.
Nessuna sfumatura và persa o dispersa in
ambiente data la vicinanza all'ascoltatore.
Provare…..per credere……..!

L’
elettronica poi, sistemata ai piedi delle ESL 63, ha portato
all’accorciamento notevole di tutti e due
i cavi
di potenza., riducendoli alla dimensione di lunghezza di un metro.
Una
piccola parentesi, adesso, sui cavi di potenza.
Ho
sempre usato sino a poco tempo fa. cavi di medio costo (la polemica
sulla qualità di cavi circa risultato “sonoro” legati alla qualità
elettrica non mi aveva mai convinto del tutto). Poi ho voluto
sperimentare l’autocostruzione: filo di rame verniciato del diametro
di 2 decimi di millimetro (!) intrecciato con pazienza certosina
alla maniera del classico “litz” vecchia memoria per un totale di
2.5mm di sezione, lunghi 1 metro.
E
via.
Il
suono cambiava, ed in meglio. Evidentemente il cavo era importante,
anche se solo di un metro di lunghezza.
Allora
voglio il litz subito, di qualità, cavetti da un metro, intestati e
terminati a “banana”.
E ci
ha pensato egregiamente Davide.
Sono
visibili anche in in foto.
Devo
riconoscere che pur della lunghezza di un solo metro, hanno fatto un
piccolo miracolo:
La
scena sonora si è allargata ed approfondita, è notevolmente
aumentato il dettaglio, sono emersi finalmente i pianissimi degli a
solo degli strumenti. Le sfumature che prima non si sentivano.
Io ho
sempre avuto simpatia per gli altoparlanti elettrostatici (più
facile far oscillare una lamina sottilissima che un cono di cartone
in un magnete?) e adesso posso apprezzare molto di più di prima la
ricchezza timbrica, notevole e che molti apprezzano, delle ESL 63.
Grazie
all’amico Davide .che mi ha consigliato e bel servito con i suoi
SOMMERCABLE ELEPHANT !
Poso
dire che …..la musica è cambiata.
Gianfranco
campa16@libero.it