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IL MATRIMONIO: MORTE DELL'ALTA FEDELTA?

Titolo provocatorio,
il mio, per affrontare un argomento tanto importante quanto delicato,
una situazione con cui molti di noi dovranno, o hanno già, dovuto
confrontarsi. Non parlo solamente dell'ormai famoso WAF (Wife
Acceptance Factor), bensì di una serie di elementi che spingono
l'appassionato di hi-fi sposato o convivente a rinunciare
alla propria passione, o a ridimensionarla in qualche modo... Il
discorso naturalmente potrebbe estendersi a chiunque si trovi
in condizioni di condividere gli ambienti in cui vive con altre persone.
Mi riferisco alla mia
esperienza personale: un anno e mezzo fa sono convolato a nozze con la
mia amata pulzella, il coronamento di un sogno in cui l'hi-fi, almeno
fino ad allora, non c'entrava nulla... Lo scontro con la dura realtà
avvenne già in fase di progettazione dell'arredamento: quell'ammasso di
apparecchi brutti e neri, e quei chilometri di cavi grossi come pitoni
proprio non entravano da nessuna parte, per non parlare delle due torri
spigolose e alte 1.5mt.....follia!
E, ripeto, nel mio
caso il fattore WAF non c'entrava nulla! A mia moglie l'impianto
hi-fi piace, anche esteticamente...il problema è la mancanza di spazio!
E nemmeno abbiamo uno di quei moderni appartamenti lillipuziani alla
Pozzetto ne "Il ragazzo di campagna"...il nostro è un bell'appartamento
da quasi 90mq: sala, cucina abitabile, due camere da letto e due bagni!
Eppure, se tenete conto che il componente più
importante del nostro impianto è l'ambiente di ascolto.....
Purtroppo pochi
tengono conto di questo: passiamo notti insonni a pensare a quale può
essere il cavo di alimentazione che possa far funzionare meglio il
nostro amplificatore, poi non curiamo l'acustica ambientale e ci
lamentiamo di non riuscire ad ottenere i risultati sperati... Quando si
mette su casa è veramente difficile conciliare le esigenze domestiche
con la passione per l'hi-fi: non è solo un problema di cosa piace alla
moglie, secondo me il vero problema è che per ottimizzare l'ascolto con
i tradizionali diffusori servirebbe una stanza solo per l'impianto
hi-fi!!! Pensate solo al problema di posizionare le casse con una
distanza reciproca tale da permettere la ricostruzione realistica del
palcoscenico sonoro...se a ciò si aggiunge che la maggior parte dei
diffusori per lavorare al meglio ha bisogno di aria attorno e distanze
dalle pareti sull'ordine della metrata...significa che per posizionare
correttamente le casse serve una parete lunga almeno 4 metri. Poi
consideriamo il famoso triangolo di ascolto: a volte i diffusori sono
così direzionali che basta spostarsi di 10cm che si perde l'effetto
spaziale...
Insomma, tutto questo
per dire che se si ha a disposizione una stanza intera…bene, altrimenti
l'ascolto della musica sarà improponibile e si finirà per accendere
l'impianto e ascoltare la musica spolverando i mobili della stanza
accanto...; ma questo è un altro discorso, che ha a che fare con la
mancanza di tempo da dedicare agli hobby, chi lavora e ha famiglia sa di
cosa parlo ;-)....
Si può anche passar
sopra le dimensioni del locale adibito ad ambiente di ascolto: esistono
minidiffusori che lavorano benissimo in piccoli spazi e con una
credibilissima ricostruzione della scena sonora...non avranno l'impatto
sonoro (ed emotivo) delle grossi torri da pavimento, ma la musica è
riprodotta correttamente.
Ma non si può
passar sopra al corretto posizionamento di qualsivoglia diffusore, pena
la vanificazione di tutti gli sforzi, anche economici, per costruire un
impianto hi-fi di alta qualità.
Sempre secondo la mia
breve e modesta esperienza, la soluzione temporanea (in attesa di
situazioni più favorevoli) può essere deviare energie e risorse verso la
realizzazione di un impianto hi-fi per un ascolto in cuffia di
alto livello. E' chiaro che non si tratta della soluzione
definitiva ed ottimale, ma per esperienza personale garantisco che può
dare molte ma molte più soddisfazioni l'ascolto in cuffia che non quello
di un impianto con diffusori malposizionati.
Per l'appassionato di
autocostruzione non si tratta nemmeno di una soluzione troppo
dispendiosa...infatti il cuore di un siffatto impianto sono due
componenti, tutto sommato abbastanza economici (rispetto agli analoghi
componenti destinati all'ascolto con diffusori): sto parlando
naturalmente delle cuffie e dell'amplificatore per cuffie.
Esistono numerosi
schemi di circuiti validissimi per la realizzazione di amplificatori per
cuffie, sia a valvole che a stato solido. Quelli a stato solido sono di
una semplicità disarmante, si parla di pochi componenti...basta solo che
siano di altissima qualità (parlo in particolare di resistenze,
condensatori e cablaggi). Inoltre vanno realizzati con estrema cura e
precisione, sapendo quello che si fa, dal momento che sono apparecchi
delicati e sensibili alle interferenze. Il mio esemplare, per esempio,
oltre una certa soglia di volume iniziava a captare frequenze
radiofoniche! Infine tali amplificatorini necessitano di una
alimentazione dedicata e realizzata con cura, ma si parla sempre di
basse tensioni, intorno ai 12V....infatti alcuni tipi di circuiti
possono essere anche alimentati a batterie.
In alternativa
esistono in commercio buoni prodotti a partire da circa 100 euro...per
esempio il Project, che però non ho mai provato.
Altra possibile
soluzione potrebbe essere cercare qualche occasione, anche nell'usato,
per quei sistemi cuffie+ampli dedicato. Sto pensando per esempio alle
Stax, che rappresentano forse lo stato dell'arte delle cuffie. Mi è
capitato di trovarle in un negozio, nuove, a 250 euro...erano in
vetrina, invendute da anni....forse solo un po' impolverate...
Se abbiamo un buon
ampli per cuffie, allora, non ci resta che scegliere queste ultime.
L'Olimpo nel campo dei
marchi di produttori di cuffie è formato da pochi nomi eccellenti: le
già citate Stax, per esempio, per quanto riguarda le elettrostatiche. In
campo più tradizionale direi Grado sopra tutti, Beyerdinamic, e infine
sicuramente i modelli di punta della Sennheiser.
Ci sono però alcuni
modelli Sennheiser più economici che a dispetto del prezzo basso vantano
un suono di tutto rispetto, paragonabile a quello di prodotti molto più
costosi. Attenzione però perchè non tutti i modelli Sennheiser hanno
questa simpatica caratteristica: chi le ha ascoltate mi ha detto che,
per esempio, il modello HD212 è eccezionale, come rapporto qualità
prezzo.
Personalmente ho
scoperto che, se dovutamente pilotate, le mie Pioneer SE-2 degli anni 80
vantano un gran bel suono, per cui ho deciso di tenerle ancora per un
po', almeno finchè il mio orecchio non diventerà più esigente ;-)
Passo quindi ad
illustrarvi il mio doppio impianto, giusto per dare un'idea:
Sorgenti:
- convertitore d/a Wadia DigiMaster X32
- convertitore d/a
autocostruito, con dac Philips TDA1543 zero oversampling
Lettori CD:
- CD Player Sony XE-220 modificato (cavo di alimentazione TNT
Merlino e blu-tak sulla meccanica) usato come
meccanica per il Wadia (collegamento ottico)
- DVD Player LG
usato come meccanica per il TDA1543 (collegamento elettrico)
- Amplificatori: -
Gainclone autocostruito (replica del 47Lab Gaincard)
- Amplificatore per
cuffie HeadWize autocostruito, basato su una coppia di BurrBrown
OPA2134
Diffusori: -
Singer di A.Bellino autocostruite
- Cuffie "open air" Pioneer SE-2
Complementi:
- Cavi di segnale: TNT
Piano 1, TNT Piano 6, TNT Shield, cavo incrociato realizzato con cavo
informatico
- Cavi di potenza: TNT Star, cat5 incrociato
- Cavi di alimentazione: n. 1 TNT TTS, n. 2 TNT Merlino
- Tavolino portaelettroniche TNT Flexy
I due impianti sono
così composti
IMPIANTO 1

Considerando che al
momento, come detto nelle premesse, non ho una posizione ottimale di
ascolto per i diffusori, essi sono pilotati dal Gainclone usando come
sorgente la meno raffinata delle due, ovvero il dac autocostruito più la
meccanica dvd LG. Sorgente collegata all'ampli con cavo TNT-Piano 1.
Il RE dell'impianto,
ovvero il Wadia Digimaster X32, una macchina che nel 1990 costava la
bellezza di 5 milioni di lire, lo uso in abbinamento al lettore CD Sony.
Questa è una situazione temporanea, dovuta al fatto che il Sony è
l'unico lettore che ho ad essere dotato di uscita digitale ottica. In
realtà il Wadia suona ancora meglio sfruttando il collegamento coassiale
elettrico; purtroppo, però, non aggancia il segnale a 48KHz dell'uscita
digitale coassiale del mio lettore DVD.
Il RE è collegato
all'amplificatore per cuffie diy che, purtroppo, pare non abbia un nome
ufficiale: mi è stato regalato a Natale dall'amico Roberto (grazieeee!!!!!!!),
che lo ha realizzato secondo lo schema che si può trovare sul sito
www.headwize.com, modificandolo per l'uso con alimentatore
esterno......Lo schema estremamente semplice, l'uso di componentistica
di alta qualità, ma soprattutto la presenza dei due BurrBrown OPA2134,
che sono tra i chip più musicali che ci sono in commercio, ne fanno un
amplificatore dalle doti soniche eccezionali. Quello che mi ha stupito
da subito di questo ampli è l'assoluto silenzio in cuffia, anche a
volume massimo, in assenza di musica: nemmeno l'ombra di un fruscio.
Il collegamento tra i
due mostriciattoli (ampli e convertitore) è affidato ad un fantastico
cavetto di segnale autocostruito lungo meno di 30cm....E' realizzato con
un doppio incrocio di alcuni fili ricavati da un cavo per reti
informatiche, il tutto sguainato e senza schermatura, ma estremamente
immune alle interferenze grazie proprio all'intreccio "magico"...Si
tratta di un cavo molto neutro, che nulla aggiunge e nulla toglie al
segnale, in definitiva mi pare migliore persino del Piano 1; ma
soprattutto non è pesante, grosso e rigido come quest'ultimo che, di
fatto, sarebbe scomodo nell'utilizzo con il piccolo e leggero ampli per
cuffie (in pratica se lo trascina via!).

IMPIANTO 2

La sorgente costituita
dal convertitore d/a autocostruito attorno all'ormai famoso dac Philips
TDA1543 (vedi tnt-audio, per capire di cosa parlo) è collegata
all'altrettanto famoso Gainclone per mezzo del cavo di segnale Piano 1.
Il Gainclone pilota una coppia di diffusori Singer.
Per quanto riguarda
Singer, convertitore e Gainclone vi rimando agli articoli a loro
dedicati su questo stesso sito. Qui posso solo confermare l'assoluta
qualità dell'amplificatore in questione cui, a tutt'oggi, non ho trovato
ancora nessuna valida alternativa. Le Singer sono degli onesti
diffusori, ma purtroppo non hanno la caratteristica dell'universalità,
ovvero riproducono fedelmente e con grande naturalezza voci e piccole
formazioni acustiche, molto meno gli altri generi musicali, come il rock
o anche la musica sinfonica, generi di cui non riescono a trasmettere
l'impatto necessario, a causa delle caratteristiche del piccolo
altoparlante largabanda...Oltretutto li ho dovuti posizionare su una
parete lunga poco più di due metri, in una stanza di 13mq....molto
sacrificate...Questo impianto è, come dicevo, provvisorio: sono in
attesa di trovare una coppia di minidiffusori di qualità da posizionare
nel piccolo ambiente.
IMPRESSIONI DI
ASCOLTO:
Inutile nascondere,
ormai, che in questo momento il massimo godimento lo ottengo
dall'ascolto in cuffia, grazie all'equilibrio raggiunto da una catena di
componenti di altissima qualità. Ovviamente la maggio parte del merito
ce l'ha proprio la sorgente Wadia Digimaster, un convertitore a 18 bit
reali datato ma dal suono attualissimo. L'esemplare in mio possesso
viene da oltreoceano, precisamente da Atlanta (USA) ed ha subito la
modifica sull'alimentazione (per renderlo funzionante con i nostri 220V)
dall'amico Roberto, che me lo ha regalato come dono di nozze (!!!).
Suono dettagliatissimo, quasi chirurgico, ma dolce e naturale nello
stesso tempo....direi degno del miglior vinile. Tra tutte le sorgenti
ascoltate con il mio impianto, direi che è, senza ombra di dubbio, la
migliore in assoluto, ma il confronto è impari, dato che non ho nessun'altra
sorgente allo stesso livello. Rispetto al dac zero oversampling TDA 1543
il suono è più...musicale, quasi valvolare... E’ difficile trovare le
parole per descrivere come suona il Wadia, anche perché non sono un
recensore del mestiere e mi mancano i termini di paragone. Il giudizio
lo posso dare in base al fatto che la musica che passa attraverso
il mostriciattolo riesce a incollarmi ala sedia e ad emozionarmi
moltissimo. Secondo me è un'ottima macchina da musica!
Le cuffie Pioneer SE-2
sono state una piacevolissima ri-scoperta: dopo averle usate qualche
anno tra gli anni 80 e 90 per mixare musica da discoteca con lo stereo,
sono state dimenticate per molti anni in un cassetto...Le ho provate per
pura curiosità con l'ampli HeadWize e...sorpresa! Suonano meglio delle
cuffie di riferimento del mio amico audiofilo! Suono pulito e
dettagliato, bassi profondi e controllati. Chi le avesse in casa, non le
butti! ;-)
Che dire, dopo circa
18 mesi di assenza di musica riprodotta fedelmente, mi ritrovo ora
seduto per terra (il pavimento in legno è caldo ed accogliente...),
schiena contro il muro, penombra e cuffie sulle orecchie, con il led
dell'amplificatorino che regala all'ambiente una sfumatura azzurrina
contrastata solo dalle due lucine verdi e rosse del Wadia...
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