L'impianto  di DANILO  e il suo convertitore

 

 

Prefazione:

 

ECCO UNA COSA MOLTO INTERESSANTE L'IMPIANTO DI DANILO CON TUTTE LE SUE MODIFICHE E IL CONVERTITORE AUTOCOSTRUITO !!  INTANTO COMPLIMENTI E DA INGORDI ATTENDIAMO GLI SCHEMI                  

Un impianto economicissimo e “commerciale”, ma bensuonante…  Davide S.

 

L'impianto  di DANILO

 

Ciao a tutti, vi scrivo giusto poche righe per presentarmi, ma soprattutto per presentare il mio modesto ed economicissimo impiantino hi-fi, con relativi tweakings amorevoli che mi hanno impegnato per più di un anno.

Innanzitutto mi chiamo Danilo, ho 31 anni, mi sto laureando (sono ancora qui, ahimè…) in Ingegneria Edile a Bologna  – eh, sì, non elettronica!! – ma sono di Rimini. Basta con le note personali, sennò con tutti questi indizi mi venite ad aspettare sotto casa :-))))) Dimenticavo di dire che mi diletto a suonare (maluccio) il pianoforte e la chitarra…

 

Veniamo alla nostra passione comune, l’Alta fedeltà…..Il mio impianto l’ho acquistato in realtà insieme ai miei genitori quando avevo meno di 18 anni….non ne capivo niente di hi-fi e quei componenti Pioneer da 43cm, sugli scaffali, facevano tanto professionale, di fianco ai primi compatroni, mini e midi-size che cominciavano a uscire sul mercato. Fu così che portammo a casa un coordinato monomarca Pioneer di ottima qualità, ma pur sempre un “giapponesone”: amplificatore integrato, equalizzatore (!!), tuner, doppia piastra, giradischi e, dulcis in fundo, lettore cd!! Uno dei primi a uscire sul mercato….

Tale impianto ha malsuonato per anni, con le casse impietosamente appoggiate sul pavimento (anche se sono dei bookshelf!) oppure appese agli angoli della stanza. Il lettore cd, nel frattempo, è stato sostituito con un Sony economico, finchè………………………non mi sono imbattuto nel sito di TNT-audio, circa un anno e mezzo fa……una lettura davvero interessante, centinaia di pagine dense di consigli pratici e fai-da-te su come ottenere il massimo dal proprio impianto hi-fi. E’ cominciata così una serie di tweakings che mi hanno appassionato sempre più, ma soprattutto che mi hanno fatto capire quanto sia importante la messa a punto di un impianto, la scelta dei giusti accessori (soprattutto dei cavi), il trattamento dell’ambiente di ascolto, il posizionamento delle casse. Pian piano il mio impianto ha cominciato a tirar fuori cose che nemmeno pensavo potessero sentirsi, come per esempio un palcoscenico credibile con tutti gli strumenti al loro posto….strano, vero, per un impianto del genere?? Ma passiamo alla descrizione dei componenti e alle modifiche (degli effetti di queste ultime parlerò dopo, dal momento che i tweakings sono avvenuti in più riprese):

 

 

Lettore CD Sony CDP-XE220 modificato usato come MECCANICA

 

Questo lettore l’ho acquistato tre anni fa in sostituzione del precedente Pioneer che, vecchio di 15 anni, aveva esalato l’ultimo respiro. Al commesso del superstore ho detto:”Mi dia il lettore più economico che ha!”, convinto che “tanto sono tutti uguali, perché la lettura è DIGITALE”!!!!!!! Vabbè….ormai ce l’avevo… Non c’è molto da dire su questo apparecchio: poche funzioni, niente telecomando, cassettino porta cd al centro, comandi principali a destra e secondari a sinistra. Display abbastanza grande con illuminazione bianca….tutto molto standard. Dentro è moooolto vuoto: meccanica al centro, scheda di controllo della meccanica montata sotto la stessa, scheda con la sezione digitale, analogica e alimentazione unica. Il trasformatore (piccolino) è montato sulla scheda. La componentistica è economica.

Dopo aver letto qualcosa su come migliorare i lettori cd mi sono messo all’opera, senza sapere, in realtà, come deve suonare un buon lettore, dal momento che non ne avevo mai sentiti altri. Ho così operato:

-                     Insonorizzazione completa del cabinet mediante pannelli di antirombo autoadesivo, di quelli usati dai carrozzieri, appiccicati ovunque ci foss posto, soprattutto sotto al coperchio.

-                     Nuovo cavo di alimentazione, di cui parlerò meglio nella sezione “Cavi”

-                     Applicazione di Blue-Tak sulla meccanica di lettura e sul condensatore di alimentazione (noto anche come “stucco per lavelli”).

-                     Realizzazione dell’uscita digitale coassiale, dal momento che avevo in programma la costruzione di un convertitore separato, e sul lettore era presente solo quella ottica (più scomoda da gestire, inoltre il cavo ottico è molto più costoso).

 

Convertitore D/A autocostruito   

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Basato sul progetto “DacKit” di Scott Nixon, e sul TNT-Convertus di Giorgio Pozzoli, che utilizzano la teoria di Ryohei Kusunoki sul zero-oversampling.

Vi consiglio di leggere su Internet i relativi articoli, ad esempio alla pagina www.scott-nixon.com oppure sul sito di tnt-audio, usate pure un motore di ricerca con la parola chiave “tda 1543” e vi uscirà un fiume di roba!……..Naturalmente l’autocostruzione necessita di un po’ di esperienza, anche perché i progetti che si trovano su Internet non sono sempre corretti, a volte ci sono dei banali errori (valori di resistenze o capacità), altre volte i circuiti non si adattano alle vostre esigenze o alle elettroniche con cui si devono interfacciare. Solo se si è esperti di elettronica si notano queste cose e si corrono meno rischi di costruire un prodotto malsuonante, o NON suonante :-))

Per questo io mi sono affidato all’aiuto competente di un amico (grazie Roberto!!!) che si è occupato della parte elettronica, io invece ho rimediato il contenitore (che poi è quello del vecchio lettore cd Pioneer), che ho modificato come vedete in foto, e ho assemblato il tutto….

Tanto per stuzzicare la curiosità, qualche nota:

ricevitore Crystal CS8412, DAC Philips TDA1543 16bit/44.1KHz zero-oversampling, assenza dello stadio analogico di uscita in guadagno (il segnale analogico si preleva direttamente dall’uscita del dac e si manda allo scarno filtro passa-basso di uscita), condensatori in carta e olio in serie agli rca di uscita (puliscono per bene le alte frequenze rendendo il suono cristallino), cavo di alimentazione TNT-Merlino. La sezione di alimentazione è nata con 4 diodi raddrizzatori e un solo condensatore da 10.000uF, trasformatore riciclato dal Pioneer defunto. Tra un po’ beneficierà di un upgrade di filtraggio: altri 12 condensatori in parallelo con resistenza in serie……

Vi dico subito il bello di questo dac: costa poco. Del resto in un impianto così non potevo spendere 2 o 300 euro solo nel dac! Alla fine, anche se non ho fatto i conti con assoluta precisione, ho speso molto meno di 100 euro….50 euro solo di componenti elettronici, escluso il trasformatore, i connettori, il cabinet e le ferriti poste sui cavetti interni di alimentazione….I 12 condensatori del filtro di alimentazione costano parecchio, ma il mio provvidenziale amico ha comprato il bustone assortito ad una delle fiere dell’elettronica, e alla fine mi son venuti gratis. Insomma ci vuole anche un po’ di c…..fortuna!!

 

foto  presa dal sito www.scott-nixon.com  

           

 

Amplificatore integrato Pioneer A-333

 

E’ l’unica elettronica del vecchio impianto che uso ancora (insieme ai vecchi diffusori).

Non è male, come amplificatore. Direi che nel commerciale di quell’epoca era un buon prodotto…..basta solo girare la grossa manopola in metallo (!!) del volume, per rendersi conto di una solidità inusuale per gli ampli moderni. Pochi fronzoli: doppia barra selezione ingressi-registrazione, toni e bilanciamento, tasti Direct CD e Loudness, tast di selezione diffusori A e B. Il suono di questo ampli è piuttosto robusto, nonostante i “soli” 40 watt per canale: spinge con vigore i duri diffusori Pioneer da circa 86dB di efficienza, e, diciamolo, fa un discreto casino. Però è un suono freddo, un po’ spigoloso, e soprattutto riesce male nell’intento di ricostruire una scena sonora come si deve…..poveretto, prima o poi lo cambierò (magari con un Nad 320…).

Qui pochi interventi, non ne valeva la pena:

-                     Insonorizzazione del coperchio con antirombo

-                     Sostituzione del cavo di alimentazione

-                     Ingresso cd su connettori dorati separati: ho poi scoperto che questa modifica non era di nessuna utilità, se non estetica, ma ormai…

-                     Blue-Tak sui condensatori di alimentazione.

Vi dico subito che nessuno di questi interventi ha avuto la benché minima influenza sul suono.

 

 

 

Diffusori Pioneer S-X330

 

E’ un bookshelf due vie in sospensione pneumatica. Sensibilità 86dB ca. Non male come diffusore, negli anni seguenti ho visto diffusori di quelle marche (Pioneer, Technics, Kenwood, Sony, ecc….) molto ma molto peggiori, leggerini, con componenti scarsi…

Tanto per farci qualcosa:

-                     Ricablaggio interno: per i tweeter 4 mandate di cavo per reti informatiche FTP Cat.5 twistate, per i woofer cavo Tasker multifilare 2x2,5mmq.

-                     Blue-Tak sul cestello dei woofer e attorno alle giunzioni dei pannelli di legno.

-                     Installazione di morsetti dorati in sostituzione dei connettori a molla (o a  “ghigliottina” se preferite) che non accettavano sezioni di cavi molto grosse.

-                     Strisce di neoprene attorno alla cupola del tweeter, per assorbire le riflessioni che si creano attorno al trasduttore.

Quello che non mi piace di questo diffusore è che suona troppo aspro sugli acuti, che risultano un po’ taglienti e generano fatica di ascolto. Anche la dinamica non è sconvolgente e tantomeno l’estensione in basso…..forse colpa del cross-over che a quei tempi aveva un taglio per prediligere la musica rock, con gli acuti molto in evidenza.

 

CAVI

 

Qui ho perso la maggior parte del mio tempo, tra vapori di stagno nelle narici e scottature alle dita! Sono stati tra i primi complementi da me realizzati dopo la lettura del siti TNT-audio, infatti i progetti li ho presi tutti lì. Vi dico subito che, a meno che non abitiate in grandi città, non sempre è facile reperire il materiale descritto sul sito, e soprattutto non è facile trovarlo a prezzi bassi. Specialmente per quanto riguarda i cavi per uso informatico, che o non vengono venduti a privati, oppure solo in grossi quantitativi….Non aspettatevi di andare in un negozio e chiedere 1 mt. di cavo schermato, perché non ve lo danno!!!

Io ho avuto la fortuna di conoscere tramite Internet un tizio di Roma, che non ho nemmeno mai incontrato, gentilissimo, il quale mi ha portato il materiale che mi serviva e che lui aveva in casa…..così, senza pretendere niente in cambio, lasciandomelo addirittura in albergo perché lo andassi a ritirare…(Fabio, grazie mille!!!). Fossimo tutti così, noi audiofili, ci si potrebbe aiutare…no??

 

                  

 

Cavo di segnale TNT Shield

Il primo esperimento: due conduttori più schermo. Massa e schermo separati, schermo collegato a massa solo lato sorgente. Il materiale usato è un comunissimo cavo microfonico bilanciato (Il mio è il Tasker C128).

 

 

Cavo di segnale TNT Piano 6

Utilizza il cavo IBM Token Ring Tipo 6 (poco usato e di difficile reperibilità), quattro conduttori twistati a due a due, più schermo. Massa e schermo separati, schermo collegato solo lato sorgente.

 

Cavo di segnale TNT Piano1: come il Piano 6, ma con conduttori solid core e doppia schermatura (foglio di alluminio e calza di rame). Non l’ho ancora finito e non so dirvi come va.

 

Cavi di alimentazione TNT Merlino

Tre conduttori da 1,5mmq, doppio isolante, schermatura collegata solo lato presa, ferriti ad entrambe le estremità.

 

Cavo di alimentazione TNT TTS

Tre cavi bipolari schermati twistati a treccia, ogni cavo costituito da due conduttori da 1,5mmq schermati. Schermatura collegata a massa solo lato presa.

 

Cavo di potenza TNT Star (progetto di Lucio Cadeddu): cavo quadripolare di sezione 4x2,5mmq, con i conduttori collegati a stella ad andare a formare la coppia positivo-negativo. Ferriti ad entrambe le estremità. Potete usare cavo schermato (in questo caso la calza di rame non la collegate) oppure no. Gli effetti diversi dipendono dal vostro impianto e dai disturbi nella vostra zona.

 

I progetti dei cavi sono descritti molto bene sul sito www.tnt-audio.com

 

Multipresa:

Ciabatta Vimar a 4 prese collegata a filtro di rete autocostruito, costituito da vaschetta IEC Shaffner filtrata montata in contenitore plastico schermato da fogli di alluminio (schermo collegato a massa).

 

    

 

Supporti per diffusori:

 

Vi dico subito che il posizionamento dei diffusori è in assoluto la “modifica” che dà i maggiori risultati, la primissima cosa che dovete fare quando installate un impianto, prima di pensare a quali cavi usare o quali supporti, o chissà cosa per far suonare bene l’impianto. Le casse devono essere posizionate alla PERFEZIONE, altrimenti qualsiasi altro intervento, compresa addirittura la sostituzione di elementi importanti come le elettroniche o i diffusori stessi, risulterà inutile; nel senso che non si potranno udire i miglioramenti, quindi avrete speso dei soldi inutilmente. Il posizionamento dei diffusori segue delle regole generali ma non assolute, quindi dipende da caso a caso: in generale si parte con il tweeter esattamente all’altezza delle orecchie, dopo esserci posti al centro di un triangolo equilatero ideale che ha per base i diffusori (angolati verso di noi) e per vertice il punto di ascolto. I diffusori inoltre DEVONO avere molto spazio attorno: almeno 1 metro, 1 metro e mezzo dalla parete posteriore e da quelle laterali…..Ovviamente ciò non è sempre possibile, ma cercate di avvicinarvi il più possibile. Da qui poi si fanno gli opportuni aggiustamenti. In ogni caso non sto dicendo nulla di nuovo e queste informazioni le potete trovare su ogni sito che parli di Alta Fedeltà.

Essendo i miei diffusori un modello da supporto, mi sono costruito, appunto, un supporto.

Ho realizzato una base e un piano di appoggio con del legno multistrato da 24mm. Di spessore, che ho poi impiallacciato con l’aiuto del papà della mia ragazza (grazie Doriano!!!), e rifinito con mordente noce e cinque mani di gommalacca. Le gambe sono costituite da tre tubolari in ferro (di quelli usati per le scaffalature metalliche) neri lucidi, fissati ai piani mediante le realative flangie. I tubolari sono riempiti di polvere di cemento, per rendere gli stand più pesanti e stabili e per non far risuonare i tubi come delle campane!! Infine dopo aver praticato quattro fori da 8 mm. agli angoli delle basi, ho avvitato quattro bulloncini fatti appuntire da un tornitore (mi sono costati una fortuna!!).

Tali stand risultano infine alti 60 cm. E sono molto stabili. L’accoppiamento con i diffusori è realizzato mediante del Blue-Tak.

 

Supporto per lettore cd:

In pratica è un Flexy in miniatura (trovate notizie sul solito sito tnt-audio.com. No, non sto facendo pubblicità…). Invece di barre filettate da un metro e 4 o 5 ripiani, il mio ha le barre filettate lunghe (anzi, corte) solo 20 cm., appuntite alle estremità, e un solo ripiano in MDF da 19mm. Sotto trova posto l’ampliicatore, come potete vedere dalle foto, e sopra il lettore cd con il convertitore.

 

IMPRESSIONI DI ASCOLTO

(Le modifiche sono servite?)

 

Sono sincero: è molto difficile rispondere a questa domanda. Ho fatto un errore, quello di procedere per gruppi di modifiche, invece che con una alla volta. In questo modo, per colpa della fretta, non ho potuto sempre effettuare delle prove comparative immediate, così da non riuscire sempre a individuare la causa del cambiamento del suono. Nonostante ciò alcuni elementi sono apparsi subito evidenti, e cercherò di spiegarveli. Andiamo con ordine:

La configurazione iniziale era con il solo lettore cd (senza dac) e le casse poggiate sul pavimento.

1)     Per prima cosa mi sono costruito il cavo di segnale Shield e il cavo schermato per il lettore cd. Il primo non ha dato nessun risultato, il secondo ha invece generato un suono leggermente più pulito sulle alte frequenze.

2)     Mi sono poi costruito gli stands per i diffusori: si è aperto un mondo, cominciando ad intravedersi un accenno di palcoscenico, ma soprattutto è totalmente sparito il rimbombo causato dalla riflessione delle basse frequenze che dal woofer andavano direttamente a colpire il pavimento, rinforzandosi. Il basso è diventato di colpo più netto, nitido, pulito, senza code, molto più controllato. Distinguibili le linee di basso che prima erano confuse in un unico suono.

3)     Ho realizzato a questo punto il tavolino porta cd. Il suono è ancora leggermente migliorato: l’impressione è di una maggiore stabilità della scena acustica e di una maggiore pulizia sia delle alte frequenze che delle basse. Non so dirvi, però, se l’impressione avuta è frutto di suggestione o reale.

4)     In una volta sola sono intervenuto sui diffusori, con le modifiche descritte sopra, e con la realizzazione del cavo Star. Sconcertante il risultato: le alte frequenze sono diventate più cristalline, il suono molto ma molto più definito, permettendo di distinguere particolare prima inudibili. L’amico Roberto lo ha definito un suono “radiografante”, e mi pare che renda bene l’idea. Per contro è aumentata la fatica di ascolto, essendo le alte frequenze più “taglienti”. Il mio dubbio è che i diffusori siano talmente migliorati (4 mandate di cat 5 twistate mi sembra un cablaggio decisamente migliore dell’originale filo elettrico che c’era!!!) da mettere in evidenza i limiti di un’amplificazione e, soprattutto, di una sorgente non proprio morbide e calde.

5)     La modifica che ha dato gli effetti più evidenti, a questo punto, è stata la realizzazione del cavo di segnale Piano 6. Un cavo a dire poco eccezionale, che ha immediatamente riportato l’impianto all’equilibrio. Lasciando inalterata la trasparenza dei diffusori e il suono cristallino e iper-definito, ha leggermente ammorbidito (ma è una caratterizzazione timbrica, nessuna frequenza sembra essere tagliata da questo cavo) la gamma alta, eliminando quasi del tutto la fatica di ascolto.

6)     Tra la costruzione del Piano 6 e quella del convertitore si colloca la realizzazione dei cavi di alimentazione TNT-TTS e TNT-Merlino, altre che l’interposizione del filtro di rete all’ingresso della ciabatta. Mi spiace dirlo ma, purtroppo, non ho notato alcuna differenza. Nessuna differenza nemmeno dopo l’applicazione di ferriti grosse come meloni su tutti i cavi di alimentazione e di potenza. Magari il mio impianto non beneficia di tali interventi, forse il vostro sì, chissà…

7)     Vorrei infine descrivervi brevemente gli effetti del convertitore autocostruito. A parte il cavo, direi che l’adozione del dac ha fatto fare un notevole salto di qualità a tutto l’impianto……Bypassando completamente l’elettronica del lettore cd Sony, tale dac si occupa di gestire al meglio il segnale digitale, tramite un ricevitore come l’ottimo Crystal CS8412 che, contenendo al suo interno un generatore di clock, contribuisce a minimizzare il jitter. Il dac Philips conferisce al suono i tipici effetti di un convertitore senza sovracampionamento……..se volete sapere quali sono leggete pure la teoria del suo inventore, l’Ing. Ryohei Kusunoki. In ogni caso vi dico subito che si tratta di un suono molto cristallino, ma soprattutto ricchissimo di armoniche, che lo rende paragonabile ad una buona sorgente analogica. Nel mio impianto si sposa bene con le altre elettroniche, inoltre è aumentata di parecchio la dinamica….oltre che l’estensione in basso (di qualche Hertz). Si riconoscono note basse che prima non si udivano e sono anche molto più controllate, quindi……

 

 

Concludo questo contributo (che, non volendo, è diventato lungo come un poema, scusate…) dicendovi che se avete un impianto che pensate non essere all’altezza, magari perché molto vecchio, o composto da marche molto commerciali, comprate in un discount…non scoraggiatevi e, prima di buttare via tutto per spendere altri soldi in componenti nuovi, provate ad eseguire interventi semplici ed economici che, mal che vada, non peggioreranno nulla……Ma vi garantisco che i miglioramenti ci sono sempre, poi può essere che a voi non basti, allora ci penserete in un secondo momento. Io per il momento sono soddisfatto, perché con un impianto vecchio di 15 anni riesco ad ascoltare la musica in modo realistico e, soprattutto coinvolgente ed emozionante. La musica lo merita.

 

                                                        dpace@libero.it

 

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