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Ciao Davide,
Come promesso
ti mando le foto del mio ultimo impianto.
lettore cd con
uscita a valvole
Jungson Moon Harbour
cavo di
alimentazione
Sbisà
cavo di
segnale Van Den Hul The second
amplificatore
Musical Fidelity A5
cavi di
potenza Van Den Hul D352 Hybrid
diffusori B&W
801 matrix III |
Questo lettore ha vinto
il concorso come miglior sergente digitale sotto le mille sterline
in Inghilterra anno 2005 |
La mia passione
per la musica e, conseguentemente, per gli apparecchi atti a riprodurla,
nasce quando ero ancora bambino. Mia madre lavorava alla Rai e io facevo
indigestione di tutti i dischi che i discografici in cerca di successo
elargivano a destra e a manca. Allora avevo un grammofono, poi
sostituito dal primo vero impianto che ancora ricordo molto bene: piatto
Pioneer PL 112D, ampli Scott A426 e casse RCF BR35. (stiamo parlando
degli anni 70). Ma non durò. Un mio amico, più esperto di me, si era
fatto regalare un Thorens, un Marantz e due AR e ben presto volli
cambiare tutto
(per fortuna avevo
un padre più appassionato di me). Ma l'appagamento durò poco. Cominciai
a rompere tutto, prima l'ampli, un Marantz 1090, e poi le casse, le AR
14. Era chiaro che mi piaceva sentire bene ma anche forte. Cambiai le
casse con delle Electro Voice interface b e l'ampli con un Sansui AU
11000; ma non mi bastava e volli due jbl studio monitor (le 4311B). Una
sera andai ad ascoltare un concerto di Gianni Togni (!) al Teatro
Olimpico (di Roma) e sul palco vidi due grosse torri di ampli
Audiometric e di lì a poco ne acquistai uno. Strano aggeggio cubico, con
un foro sul davanti e una ventola che soffiava aria dal retro! Tanto
quanto basta per far storcere il naso quasi a tutti gli audiofili che si
prenderanno la briga di leggere, ma tant'è. Se qualcuno non ne avesse
abbastanza, in attesa di una sorgente adeguata, acquistai anche un DBX
1BX (per chi non lo conoscesse era un espansore/compressore di
dinamica).

l'attuale impianto di Andrea con
le datate ma ancora meravigliose B&W MatrixIII
A questo punto,
erano i primi anni 80, pensai bene di scegliere il primo lettore di cd.
Ne erano usciti solo quattro: un Philips, un Sony, un Pioneer e un
Hitachi (lo stesso modello era commercializzato anche dalla Denon).
Venduto il Thorens TD 160 MKII, mi recai a Porta Portese per una
settimana di fila, ogni giorno con uno zaino pieno di tutti i miei
dischi (sig!) e ricominciai tutto da capo portandomi a casa il mio bel
lettore Hitachi DA 1000 da un milione e trecento mila lire.
Gli apparecchi
susseguitisi nella mia catena sono veramente tanti e non posso citarli
tutti. Ma di jbl ne ho avute altre due coppie: una L220 e una 4331,
eccezionali ma veramente troppo ingombranti. Ripiegai su delle ESB
FX3000 (chi se le ricorda?).
Fortunatamente,
maturando, anche i gusti musicali andarono cambiando e allora provai le
7/06 e poi le Infinity reference standard 2.5 per poi approdare a delle
imbarazzanti (per tutto quello che avevo prediletto fino a allora)
Martin Logan CLS. In quel periodo, ricordo, iniziò il grande amore per
le valvole. Acquistai ul Michaelson & Austin tva 10, ma poi un Verdier,
fino all'ultimo - ma è storia recente - jadis. In fatto di lettori cd
devo dire di non aver sperimentato molto. Ricordo un Jvc con
convertitore Pem (1 bit) che suonava discretamente e un'altro technics
con una tecnologia analoga che però allora non veniva nemmeno
pubblicizzata (era il periodo dei 18 bit per intenderci).
E i minidiffusori?
Beh non ho ancora una moglie...
E i Mc Intosh, gli
Audio Resarch, i Krell e i Mark Levinson? Sono ancora giovane e poi
dovrei fare un nuovo contratto con l'Enel...
E i Cinesi? Quelli
ho già cominciato a apprezzarli.
E veniamo
finalmente all'impianto attuale. Tutto è cominciato con l'acquisto
(usato) in rete di queste fantastiche B&W. un diffusore di riferimento
assoluto. Mi resi subito conto che non sarebbe stato facile comporre una
catena che gli potesse tener testa. Optai per un sistema "minimalista"
viste le risorse a disposizione. L'ampli è stata a dir poco una scelta
azzeccata: avevo bisogno di tanti watt, parecchia corrente ma anche un
suono che non mi facesse rimpiangere troppo quello delle valvole, ormai
inutilizzabili. Ebbene il MF, che appena acceso mi ha fatto venir voglia
di imprecare, col tempo mi ha conquistato. Precisione, nitidezza,
ricostruzione scenica e tanta naturalezza sono le sue caratteristiche.
Ma la ciliegina
sulla torta è senz'altro rappresentata da questo lettore cinese
acquistato da Davide recentissimamente. La sua bellezza è fuori dal
comune; il suono gli è almeno pari. Ne sono diventato dipendente. Non
riesco a tornare a casa senza accenderlo e godermi un pò di Musica!

Il lettore Jungson Moon Harbour con
uscita valvolare
Ma il tutto come
suona, direte voi? dettagliato ma molto molto musicale. sento tutte le
armoniche del pianoforte, così liquido, delle chitarre, pizzicate ad
arte, il respiro delle cantanti, e poi gli archi, le loro posizioni
nell'orchestra, i violini e i violoncelli e poi dall'altra parte, più
indietro i fiati, precisi, distinti come non li avevo mai sentiti; e poi
le pelli dei tamburi, così tese da temere che possano scoppiare e poi
le spazzole e i campanelli così precisi da disarmare. Insomma un vero
godimento!.
Attenzione però
alle incisioni in quanto se il disco è registrato male spesso diventa
inascoltabile.
Non so ancora
quanto questa catena durerà nella mia dimora ma al momento mi ritengo
pienamente soddisfatto.
Un saluto
Andrea
P.S. per commenti
e consigli scrivetemi pure.
fogliano@andreafogliano.191.it
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