Il fantastico impianto di ANDREA BEDETTI

 

 

Di cosa si tratta Impianto completo  AM Audio tutto il meglio - Teac Esoteric - Mitchell
Proprietario Andrea  bdtndr@tin.it

 

Prefazione:

 L'amico Andrea  ci ha inviato le foto  e le caratteristiche del suo fantastico impianto ...   costruito  con passione ed amore per la musica  e la sua riproduzione.

Le ottime elettroniche Amaudio e  questi stupendi diffusori sempre della ditta di Conti...

Io nel mio piccolo ho contribuito con i miei cavi e condizionatore di rete   e sono  veramente contento di aver accontentato Andrea.....    Davide S.

 

Descrizione impianto:

Preamplificatore:

 AM Audio AX-1 Reference, dual mono, circuitazione full-cascode completamente simmetrica e bilanciata, senza controreazione Out/In, accoppiato in continua

 

Finali di potenza:

AM Audio B-80 in pura classe A, mono, bilanciati, senza controreazione Out/In, 80W

Pre phono:

AM Audio MM-20 Reference

 

Diffusori acustici:

AM Audio Rossini Improved, sensibilità: 93 dB, tre woofer Seas da 17 centimetri cono in copolimero, un tweeter Dynaudio Esotar da 2,8 centimetri, filtro crossover a 6 db/ottava

Cavi di segnale:

AM Audio AM-B5, conduttori in rame litz e argento, con terminazioni XLR

 

Cavi di potenza:

AM Audio AM-P5, conduttori in rame litz e argento, con terminazioni a forcella

 

Lettore Cd:

TEAC DV-50 AM, multilettore CD/DVD/SACD con stadi di amplificazione AM Audio a componenti discreti

Giradischi:

 J. A. Michell Gyrodec MKV

Braccio:

SME Serie 3009 S2 Improved

 

Testina:

Rega Exact MM

 

Accessori:

Condizionatore di rete

da 2 Kw della Audiocostruzioni

Ciabatta

Hi-End da cinque posti della Audiocostruzioni

Cavi di alimentazione

SB-3 con ferriti della Audiocostruzioni per i finali di potenza e il preamplificatore

Cavo di alimentazione

HCD+ della Hi Diamond per il multilettore TEAC

 

Clamp

F in ottone con ferrite della Audiocostruzioni per il giradischi

 

Isomat in sughero

compresso della Audiocostruzioni per il giradischi

Matt in fibra di carbonio

per il giradischi da abbinare con quello in sughero

 

Punte

LDR.40 black e sottopunte LDR 0.4 black lamellari in anticorodal della rivista SUONO utilizzate per i diffusori e per il preamplificatore

 

Macchina lavadischi

della Knosti (da utilizzare con il liquido speciale della ditta Record Laboratory)

 

Liquido pulisci testina

RL della Record Laboratory

 

Liquido per la pulizia

 e il trattamento dei contatti della ditta Van den Hul

 

Stroboscopio

per giradischi della ditta Goldring/Lenco

 

Spazzolino

speciale per la pulizia della puntina della ditta Van den Hul

 

Bilancina

di precisione Shure SFG-2

Pulitore

per connettori e contatti Mod. CP-CR1 della ditta TDK

 

Liquido

Auric Illuminator per la pulizia dei CD, Audio DVD e SACD

 

Cd professionale

per pulire la lente del multilettore della ditta Trackmate

 

 

 

 

·       

Presentazione dell’impianto Hi-End di Andrea Bedetti

 

Un suono naturale, ricco di spazialità e di profondità, in grado di soddisfare il mio ascolto, anche della durata di diverse ore, senza, per questo, affaticare l’udito con bassi artificiosamente spinti e alti fin troppo squillanti. Il tutto in una sala d’ascolto relativamente piccola (tre metri di larghezza per sei di lunghezza), nel mio appartamento di Varenna, sul Lago di Como.

In effetti, all’inizio, la ricerca di questo suono attraverso un impianto decisamente Hi-End avrebbe potuto rientrare nel cosiddetto mondo dei desideri destinati a restare tali, in quanto l’ambiente non avrebbe potuto rendere possibile l’utilizzo di diffusori particolarmente impegnativi in fase di dinamica e di spinta. Con l’ambiente che mi ritrovavo, infatti, secondo i canoni e le leggi ferree della scienza acustica applicata, avrei potuto, tutt’al più, impiegare dei diffusori bookshelf, senza rinunciare ad un’ottima qualità (come nel caso degli Avalon Professional Mixing Monitor o dei  Cliffhanger Audio Bulldog). Ma la natura mi ha dato in dote una certa testardaggine attraverso la quale, quando mi metto in testa una cosa, è ben difficile che qualcuno o qualcosa riesca a farmela passare.

 

Questo perché ero e sono, ovviamente, tutt’ora innamorato dei diffusori a torre che, a mio avviso, non solo costituiscono un elemento essenziale nella catena Hi-End per esprimere il suono al meglio, se uniti a componenti elettroniche di qualità in grado di pilotarli a dovere ma, anche esteticamente validi e armoniosi (soprattutto quei modelli con mobili in legno pregiato). Non capisco perché si debba aspirare al cosiddetto bel suono (l’eufonia, come la chiamavano gli antichi Greci), affidandosi, però, a diffusori decisamente poco gradevoli a vedersi (in quanto anche l’occhio, e non soltanto l’orecchio, vuole la sua parte), entrando in evidente contrasto con la ricerca del bello stesso. Sono dell’idea che una cosa, infatti, se può ambire ad essere definita “bella”, dev’esserla in tutto e per tutto, soddisfacendo equamente i nostri sensi e le nostre capacità cognitive.

Con ogni probabilità, tale mia visione risente, inevitabilmente, di una sorta di “condizionamento professionale” visto che, oltre a fare il giornalista, insegno Filosofia ed Estetica della Musica all’UniTre di Milano. Ad ogni modo, ero deciso ad acquistare un nuovo impianto, questa volta interamente Hi-End, con l’utilizzo di diffusori a torre, in grado di esprimere un suono che restituisse abbastanza fedelmente (termine, questo, decisamente abusato e pericoloso da utilizzare nell’affascinante campo dell’audiofilia) il genere musicale che ascolto, quello della cosiddetta musica colta o classica (possiedo, all’incirca, settemila Cd e mille Lp).

I rossini AM Audio

 

Un’impresa alquanto ardua, visto che l’ambiente ristretto d’ascolto, con la decisione di usufruire di diffusori a torre, avrebbe comportato, a livello di fisica acustica, la presenza di più che probabili rimbombi da parte dei bassi e alti fin troppo persistenti e fastidiosi. Ma la mia ricerca e la mia cocciuta perseveranza mi hanno portato, fortunosamente, ad avere un incontro determinante, quello con Attilio Conti, il fondatore e proprietario della AM Audio di Vigevano. Un incontro avvenuto, dopo una telefonata di contatto, all’inizio dell’anno e che mi ha permesso di entrare in contatto con una persona non solo altamente preparata ma, soprattutto, innamorata del suo lavoro (per meglio dire, passione) e in grado di consigliare a dovere, perfino andando contro i suoi stessi interessi economici.

 

Grazie a lui (e ai suoi prodotti), sono riuscito a mettere insieme un impianto che mi sta donando delle grandissime soddisfazioni. Cominciamo dal multilettore TEAC DV-50, rivisto da Conti nello stadio d’uscita. Tale modifica, che interessa le uscite bilanciate XLR e quelle sbilanciate RCA, consiste nella sostituzione degli originari stadi di amplificazione, con amplificatori di classe A che utilizzano il Fet duale 2N5566 Siliconix, con un basso tasso di controreazione e una minima impedenza di uscita (50 Ohm). Si tratta davvero di una multisorgente digitale (DVD-Audio, DVD-Video, SACD, CD, Video-Cd) davvero notevole (anche nel peso, visto che s’avvicina ai trenta chili!), in grado di fornire prestazioni di primissimo livello, primo gradino necessario per restituire spazio, macro e micro-dinamica, profondità e pulizia sonori.

 

l'impianto  di Andrea

 

Tenuto conto che il DV-50 ha uscite sia sbilanciate che bilanciate, ho pensato di predisporre un impianto che, non solo fosse interamente bilanciato, ma che fosse altrettanto interamente in purissima classe A, una connotazione che contraddistingue proprio le elettroniche dell’AM Audio. E così è stato. A cominciare dal preamplificatore AX-1 Reference, il modello top dell’azienda di Vigevano, con il quale l’impianto, in effetti, ha fatto un salto in avanti fondamentale, per potere riprodurre le sfumature spaziali e le profondità più sfumate (un aspetto, questo, che vale soprattutto nella musica sinfonica e concertistica, dove l’AX-1 Reference riesce a restituire l’immagine sonora strumento per strumento, con la possibilità di avvertire chiaramente gli armonici provocati dagli archi, dai fiati e dagli ottoni).

Il sistema d’amplificazione viene reso dai finali di potenza mono B-80 Reference S2 da 80W per canale, che quest’inverno sostituiranno, almeno in sala, i termosifoni durante le ore di ascolto visto che, come ogni classe A che si rispetti, scaldano moltissimo; al punto che, per aerare meglio i circuiti, Conti consiglia di svitare e togliere la piastra superiore nel corso del loro funzionamento. Inutile dire che i B-80 (dotati di ben 44 Mosfet per canale) si accoppiano al meglio con l’AX-1, collegati tra loro con i cavi digitali B5 della stessa casa.

 

 

   

alcune foto di questo esotico multilettore

 

E’ proprio grazie a tali componenti elettroniche che ho potuto ultimare il tutto con le ottime Rossini Improved, splendidi diffusori a torre in mogano di massello dello spessore di quasi quattro centimetri (da qui il peso di quasi sessanta chili l’uno). I tre woofer SEAS da 17 centimetri e il leggendario tweeter Dynaudio Esotar 2 fanno più che egregiamente il loro lavoro, sia nei bassi, frenati a dovere ma, allo stesso tempo, sfumati mirabilmente e non “tagliati” di netto” (elemento fondamentale, per esempio, nell’ascolto della musica cameristica), sia negli alti che sanno essere cristallini, senza martoriare le orecchie, persino sul La e il Si naturale (espressi sempre con la massima naturalezza), due note che, solitamente, soprattutto con i fiati, possono “perforare” tranquillamente i timpani, se espresse in modo duro e granitico.

Da qui, come termine ultimo, una possibilità d’ascolto veramente ottimale che permette di ottenere due risultati fondamentali in audiofilia:

 

e cosa ne dite del giradischi !!!   con il mio clamp .. che onore

 

1)     lo stesso ascolto non è mai faticoso per l’udito, anche se si protrae per diverse ore.

2)     la facoltà di ascoltare anche a volume non particolarmente alto (grazie alla classe A e alle uscite perfettamente bilanciate), in modo da eliminare quei possibili squilibri acustici causati, come si diceva all’inizio, per via dell’ambiente non particolarmente grande, oltre a non far deteriorare ulteriormente i rapporti di vicinato.

Dimenticavo, per ciò che riguarda la sorgente analogica, ho voluto puntare su un classico che non passa mai d’interesse (e di qualità), il Michell Gyrodec MKV, con un braccio SME Serie II 309 Improved e la veramente buona (rapporto qualità/prezzo decisamente strabiliante) testina Rega Exact, modello top della benemerita ditta britannica. Il tutto collegato (tanto per cambiare) al prephono AM Audio MM-20 Reference.

 

il favoloso finale mono di Andrea

 

Ovviamente, quando ho deciso di affrontare questa spesa, ho pensato bene di rendere l’ambiente d’ascolto quanto più conforme alle necessità acustiche, senza per questo arrivare all’acquisto di elementi DAAD o di tube traps. Due piante d’appartamento, per esempio, poste dietro i diffusori, hanno sicuramente contribuito ad attutire i bassi (oltre all’apporto assai importante dato dalle punte e sottopunte in anticorodal). A ciò ho aggiunto un tappeto, che ho sistemato tra i diffusori e il divano. Inoltre, due librerie, poste ai lati e cariche di libri, forniscono il loro valido contributo nell’ambito fonoassorbente. Sulla parete alle spalle, anche se, purtroppo, mi ritrovo il divano attaccato al muro (lo so, i puristi acustici in questo momento stanno urlando di sdegno e d’orrore), ho sistemato dei quadri.

Il risultato finale, senza snaturare il lato estetico dell’ambiente, è stato più che soddisfacente. Sia ben chiaro. Sono veramente soddisfatto di ciò sulla base delle mie preferenze d’ascolto, basate su ottime componenti a stato solido in purissima Classe A e con una circuitazione interamente bilanciata, attraverso i quali nulla è artefatto e niente, nel suono, viene reso artificiosamente.

Un ultimo commento, infine, sui prodotti che ho acquistato dall’Audiocostruzioni dell’amico Davide Sbisà. A cominciare dal validissimo condizionatore di rete che, oltre ad avere una linea davvero bella (il modello in mogano  che ho comprato si adatta perfettamente con i mobili della sala), svolge realmente bene il suo compito, convogliando nel migliore dei modi il flusso energetico, formando una barriera indispensabile contro tutta la “spazzatura” che l’Enel graziosamente immette nella rete elettrica.

 

La comoda bilancina per testine

 

Anche i cavi d’alimentazione, veramente professionali e ben costruiti, rappresentano una spesa più che azzeccata, con un ottimo rapporto qualità/prezzo (a paragone, il cavo dell’Hi Diamond, altrettanto buono, costa tre volte tanto rispetto a quelli proposti da Davide). Così come la ciabatta a cinque posti, anche se la plastica utilizzata risulta un po’ leggera, rendendo la struttura alquanto “ballerina”. Forse, se fosse zavorrata nella parte inferiore (magari con pezzi di ferrite e piombo) risulterebbe sicuramente più stabile e performante.

La stessa validità l’ho riscontrata, per ciò che riguarda gli accessori del giradischi, nell’Isomat in sughero pressato (di buona qualità), che io consiglio di utilizzare abbinato con un sottilissimo mat in fibra di carbonio (l’Audiomarketing, sito: www.audiomarketing.net ne ha in vendita un ottimo tipo), che agevola la rimozione dell’elettricità statica. Davvero bello, poi, è il clamp in ottone, lavorato veramente bene, con la base arricchito da uno strato di ferrite per assorbire le inevitabili vibrazioni. Oltre alla sua indubbia utilità, rispetto a quelli che si trovano in giro, ha un prezzo straordinariamente competitivo.

                                                                                Andrea        bdtndr@tin.it

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