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Prefazione Una cosa Molto carina che pubblico proprio volentieri e la storia hi-fi dell'amico Eugenio , persona squisita che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere personalmente. Davide S. Bando alle chiacchiere ecco qui': Gli ultimi miei 15 anni di HIFI - di Eugenio Fenocchi
Quando Davide mi ha chiesto di preparare una recensione di un mio apparecchio da pubblicare sul sito ho accettato volentieri pensando che avrei sicuramente trovato qualche cosa da scrivere riguardo ad un componente preso a caso sul mio attuale impianto. Ma poi pensandoci meglio, difficile è stata la scelta: parlare della meccanica cd, oppure del convertitore, oppure dell'ampli, o diffusori... e poi forse sarebbe stato anche giusto prendere in considerazione qualcosa provata ed avuta in passato che aveva lasciato un buon ricordo di se. Siccome questa avventura in hifi è cominciata quando avevo più o meno 14 anni, dal momento che ora ne ho 45 suonati, tanti sono gli apparecchi passati attraverso le mura domestiche che hanno lasciato un segno. A questo punto mi sento anche di ringraziare pubblicamente mia moglie che con santa pazienza ha saputo tollerare questa mia "mania". Dopo tanti apparecchi di natura consumer, che è inutile che vi citi, se non forse il ricordo di diffusori come le vecchie AR28, o la mitica testina Shure V15 V,
Dopo il Creek ricordo con nostalgia anche un Ion Obelisk, marchio estinto, rimasto nella memoria di audiofili ormai di una certa età. L'ampli che successivamente sostituì l'Obelisk fu il Monrio 202. Mi diede veramente tante soddisfazioni. Ben 80 watt di potenza in alta corrente. Le Magneplanar finalmente erano libere di esprimersi bene, i bassi erano autorevoli, grande la dinamica, le voci erano molto più piene senza alcuna asprezza. . Ve lo ricordate il frontale del 202 con tante levette per gli ingressi e le 2 manopoline per volume e bilanciamento con lo chassis di un bel alluminio anodizzato? Era un buon apparecchio, forse l'unico amplificatore italiano che si era fatto notare in ambito internazionale in quegli anni. Il lettore cd che avevo all'epoca era un Rotel, non ricordo la sigla, ricordo solo che era un SE, che stava per Special Edition con componentistica più selezionata rispetto alla versione normale. Nella confezione era anche inserito un cavo di segnale Audioquest che contribuiva a raffinare il suono; ricordo di lui un suono pieno autorevole dettagliato. Costava circa un milione e quattro ma all'epoca veniva anche inserito in catene di un certo valore proprio per queste caratteristiche. Era un classico dei primi anni 90 e tutte le riviste parlavano strabene di lui. Le Magneplanar sono state poi sostituite dalle Thiel 2.2. Per la loro mole è stata più dura farle digerire a mia moglie. Sono state da lei denominate catafalchi, piramidi ecc.Valore WAF piuttosto modesto. In compenso la differenza qualitativa rispetto alle Magneplanar era evidentissima. Quasi 40 Kg l'una, avevano una grande dinamica, dei bassi mozzafiato, una timbrica molto ma molto più realistica , erano delle vere macchine da musica. 3 vie con un wofer passivo arrivavano a 30 hertz senza problemi, senza bassi debordanti, con quelle punte che scaricavano direttamente sul pavimento. La timbrica di ogni strumento era in generale molto più reale.
Unico punto negativo era che d'estate ascoltare quella ventina di valvole era una cosa piuttosto impegnativa, anche il condizionatore non bastava a dissipare il calore. Tra l'altro gli apparecchi erano posizionati in libreria per cui il ripiano al di sopra si scaldava terribilmente tanto che in un primo tempo temevo che potesse bruciarsi. Convinto che a questo punto il miglioramento fosse da apportare soprattutto sulla sorgente, mi do da fare e mi guardo in giro soprattutto sull'usato. Arrivati ad un certo livello i prezzi del nuovo sono alquanto inavvicinabili per cui l'unico modo è quello di cercare una buona occasione.
Un dubbio a questo punto mi prende per il fatto di avere un suono un po' lento e ancora poco dettagliato e soprattutto mi convinco che è migliorabile: decido che è venuta l'ora di cambiare il pre, anche per avere finalmente a disposizione il telecomando. Ne provo alcuni, tra cui un Atoll che vanta una alimentazione di prim'ordine . Il risultato però è un po' deludente, ho poi la possibilità di ascoltare un Conrad Johnson abbastanza recente, anche questo d'occasione; purtroppo però ha un certo ronzio di fondo e poi non c'è il telecomando... ma ragazzi che suono, non lo dimenticherò mai. La scelta si consolida poi su di un pre Onix OA36, con telecomando, suono di classe, pulito, non eccelle forse in nessun parametro ma nel complesso ha tanto tanto equilibrio e tanta musicalità.
. Certo non sono le casse ideali per suonare i Dire Straits a tutto volume, ma un gruppo jazz sembra che suoni realmente nel mio salotto. Punto cruciale: nella primavera scorsa pensavo che se avessi voluto ascoltare l'impianto d'estate senza far soffrire di caldo l'intera famiglia avrei dovuto per forza cambiare amplificatore . Emilio di Audiograffiti mi da un consiglio, ovvero di provare il finale Onix da 50 watt. E' un gioiello; stretto e lungo è forse l'Onix meglio riuscito, un bel suono che non fa rimpiangere più di tanto il Beard. Mi trovo così a fine estate con 2 finali... forse la soluzione migliore sarebbe però quella di avere un ampli di maggior potenza e "definitivo" ;-).
Si, sono i cavi di Davide gli SB8, un bel passo in avanti rispetto ai precedenti. E' cambiato tutto, i bassi sono più pieni e corposi, la gamma media è molto più bella ed esiste un dettaglio mai ascoltato prima. E' incredibile la differenza apportata dal suono di questi cavi rispetto ai precedenti. Attenzione però, non giudicateli subito ma rodateli almeno 15 giorni prima di un ascolto critico. Secondo me comunque il rodaggio non è ancora ultimato e mi aspetto ancora di più. Ma questa è un'altra storia...e mi riservo di parlarvene in un prossimo aggiornamento.
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