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KORSUN
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Korsun
KS99

La recensione di Carlo di questo prodotto
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Carlo Magno ha preso questo modello:
ecco quello che ha scritto:
Per
farla breve in totale abbiamo preso 8 ampli o preampli e personalmente
ho preso un ampli Korsun KS99 io l'ho pagato circa, tenetevi
forte, 361 $!) e un Cayin TA 30 che mi è costato 532$ (1/3 del
prezzo in Italia). Nei prezzi che vi dico è compreso il trasporto,
lo sdoganamento e l'IVA e rimane una incertezza valutabile intorno
al 10/12% dei prezzi che vi ho detto
KORSUN
KS99 INTEGRATED AMPLIFIER
100Wx2
(8Ω),
200Wx2 (4Ω),
400Wx2 (2Ω)
PREZZO SENZA TRASPORTO IVA SDOGANAMENTO
APRILE 2004
KS99 $338.00
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Cayin
TA 30
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Carlo Magno ha preso anche questo
modello:
CAYIN TA30
VACUUM TUBE AMPLIFIER
EL34
x 4; SOVTEK 12AX7 x 2; 12AU7 x 2
VERY
POPULAR IN EUROPE AND JAPAN
PREZZO
SENZA TRASPORTO IVA SDOGANAMENTO
APRILE
2004
TA-30 $498.00
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KORSUN (RED
ROSE PASSION )
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Korsun
V8i con telecomando
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Fullrange
dalla germania ha preso queso:
KORSUN
V8i HYPER-A AMPLIFIER
250Wx2
(8Ω),
500Wx2 (4Ω),
1000Wx2 (2Ω)
PREZZO
SENZA TRASPORTO IVA SDOGANAMENTO
APRILE
2004
V8i $1,038.00
E
questo e quello che ha scritto:
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Ciao ragazzi, sono nuovissiomo in questo forum.Ho
seguito con molto interesse la vostra disccussione
riguardo l`acquisto di amplificatori o lettori
cd dalla Cina.Io ho acquistato da circa quattro
settimane un Korsun V8i da Cattylink in Cina.La
qualitä e´davvero eccezzionale, un mostro di 38Kg
con un suono favoloso.Io abito in Germania, dove
momentaneamente molte persone stanno scoprendo
(era ora !!)il mercato cinese.Specialmente la
relazione tra Korsun e Red Rose Music sta suscitando
un vero scandalo qui da noi, poiche´questi apparecchi
sono assolutamente identici (la mia manopola del
Volume e´addirittura identica).Il korsun L´ho
pagato circa 1500 US$ che sono piü o meno 1200
euro e il suo gemello chiamato Red Rose Music
Affirmation ha un prezzo di listino di 8400 euro. dal
rivenditore autorizzato sotto casa mia.
La cosa e´molto chiara.La gente si sta lentamente
accorgendo che marche molto affermate e dai nomi
cosi´poetici come vincent, Red Rose Music e molte
altre,sono nomi puramente inventati per nascondere
una realta´che a molti, specialmente i rivenditori
autorizzati di tali marchi, sicuramnte non piacera´.Perche´spendere
migliaia di euro o dollari per acquistare apparecchi
hi end in Europa o America, se basta spedire un
mail o fare una telefonata in Cina per avere lo
stesso apparecchio a quasi un decimo del prezzo?Io
mi occupo di Hi end da oltre 20 anni, ho fatto
moltissime ricerche approffondite sul mercato
cinese e asiatico, e vi posso dire che la maggior
parte di costruttori in Asia come Shanling, Xindak,Sheng
ya, Korsun e molti altri, producono gia´da decenni
apparecchi per case molto affermate nel mondo
e che tutti conoscono(senza fare nomi)le quali
poi rivendono tali prodotti a prezzi altissimi
senza scrupoli.Fino a poco tempo fa´la maggior
parte della gente conosceva la cina solo come
produttrice di asciugacapelli di qualita´scarsa
o forni a microonde ma ora questi cinesi sono
in grado di fornire prodotti elettronici di eccezzionale
qualita´a prezzi incredibili e sempre piu´gente
se ne sta accorgendo.Quasi lo dimenticavo;ho comprato
da cattylink anche il famosissimo lettore cd e
sacd Shanling T200C una vera bomba....prezzo di
acquisto in Cina:1300 euro, prezzo di listino
in Germania:3700 euro
Io sono di origine inglese, ho vissuto alcuni
anni in Italia, spero che il mio italiano sia
leggibile e che non abbia fatto troppi errori.Se
qualcuno di voi ha bisogno del mio inglese (cattylink
& Co.) sono a vostra disposizione. Salutoni
dalla Germania
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ALTRI
PRODOTTI INTERESSANTI:
SENGYA
http://www.shengya-audio.com/main1en.htm
SV-233
Integrated Stereo Amplifier
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1.
Frequency Range:……………… 20 Hz - 20 kHz +/- 0.5 dB
2. Input Sensitivity:…………… 260 mV
3. THD:……………………………… < 0.1 % (1 kHz, 1 W)
4. Signal-to-Noise Ratio:……… > 90 dB
5. Input Impedance:……………… 47 kΩ
6. Power Supply: ………………… 230 V / 50 Hz
7. Dimensions (WxHxD): ………… 430 x 130 x 400 mm
8.Weight: ………………………… 17 kg
PREZZO SENZA TRASPORTO
IVA SDOGANAMENTO
APRILE 2004
SV233 $398.00
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SAV-238
Class A Integrated Stereo Amplifier
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1. Rated Output
A:…………………… 50W+50W(8Ω)
2. Rated Voltage Output ……… 200W+200W(8Ω)
400W+400W(4Ω)
3. Frequency Range:……………… 20 Hz - 22 kHz +/- 0.5 dB
4. Input Sensitivity:…………… 380 mV
5. THD:……………………………… ≤0.1
% (1 kHz, 1 W)
6. Signal-to-Noise Ratio:……… 93 dB
7. Input Impedance:……………… 47 kOhm
8. Power Supply: ………………… 230 V / 50 Hz
9. Dimensions (WxHxD): ………… 430 x 195 x 530 mm
10.Weight:…………………………… 36 kg
PREZZO SENZA TRASPORTO IVA SDOGANAMENTO
APRILE 2004
SV238
$1.022,00
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SA-T1
Tube Stereo Preamplifier
SP-T100 Tube Trasistor Power Amplifier
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SA-T1
1. Frequency Response
……………… 20Hz - 20KHz±0.5dB
2. Rated Voltage Output …………… 2V
3. Frequency Distortion …………… ≤0.1%(1KHz.2V)
4. Input Sensitivity………………… 280mV
5. S/N Ratio…………………………… 90dB
6. Outer Dimension(W×H×D) ……… 430mm×95mm×390mm
7. Weight ……………………………… 8kg
8.
Input Impedance…………………… 47KΩ
SP-T100
1. Frequency Response ……………… 20Hz - 20KHz±0.5dB
2. Rated Voltage Output …………… 100W(8Ω)
200W(4Ω)
3. Frequency Distortion …………… ≤0.1%(1KHz.1W)
4. Input Sensitivity………………… 1.3V
5. S/N Ratio…………………………… 97dB
6. Outer Dimension(W×H×D) ……… 210mm×195mm×390mm
7. Weight ……………………………… 15kg
8. Input Impedance……………………
47KΩ
PREZZO SENZA TRASPORTO IVA SDOGANAMENTO
APRILE 2004
SA-T1 + 2 x SP-T100 $858.00
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SA
91 Preamplifier Stereo SP 991 Class-A Hi-Fi Amplifier Combination
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SA-91
Frequency range…………………… 10 Hz - 20 kHz ± 0.5 dB
Output Voltage:…………………… 2 V
THD: ………………………………… ≤ 0.1 % max. (1 kHz, 1 W)
Input sensivity…………………… 250 mV
Signat to noise ratio: ………… 95 dB
Input impedance: ………………… 47 kΩ
Dimension: ………………………… 430 x 80 x 380 mm
Weight:……………………………… 10.5kg
SP-991
Rated Power: ……………………… 10 Hz - 20 kHz ± 0.5 dB
Rated Power Class A: …………… 100W(8Ω)+100W(8Ω)
Frequency Range: ………………… 300W(8Ω)+300W(8Ω)
Frequency Range: ………………… 600W(8Ω)+600W(8Ω)
Input Sensitivity: ……………… 1V
THD: ………………………………… ≤ 0.1 % (1 kHz, 1 W)
Signal-to-Noise Ratio: ………… 95 dB
Input Impedance: ………………… 47 kΩ
Power Supply:……………………… 230 V / 50 Hz
Dimensions (WxHxD):……………… 430 x 180 x 530 mm
Weight:……………………………… 36 kg
Finish:……………………………… front panel black or silver
PREZZO SENZA TRASPORTO IVA SDOGANAMENTO
APRILE 2004 SA-91
+ 2 x SP-991 (NEW SA-91) $1,498.00
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MEXING
(MING DA) MC805-AA
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Class A amplifying line;
make up the shortcomings of the low speed and insufficient low-frequency
old gallbladder machine; strong driving power, vivid sound, good
timbre; strong low-frequency. . . . .
-
output power 40Wx2
-
output impedance 4Ω、8Ω
-
input voltage 350mv
-
input impedance 100K
-
total harmonic distortion
≤1%
-
frequency respond 18Hz ~
50KHz±1dB
-
S N R 86dB
-
input jacks 2 groups
-
output jacks 2 groups
-
vacuum tube 805x2, 6L6x2,
12AX7x2, 12AU7x2
-
supply voltage AC110V/220V
60Hz/50Hz
-
Power consumption 365W
-
volume 44Lx36Wx26H(cm)
-
weight 28kg
PREZZO SENZA TRASPORTO IVA SDOGANAMENTO
APRILE 2004
MC805-AA $758.00
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MEXING
(MING DA) MC3008-AB
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Maximum
Output:40Wx2 |
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Output
Impedance:4Ω-8Ω |
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Input
Level:350mv |
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Input
Impedance:100k |
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Total
Harmonic Distortion:≤1% |
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Frequency
responese:18Hz-22KHz±1Db |
|
Signal
to Noise Ratio:91dB |
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Input
Jacks:2sets |
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Output
Jacks:2sets |
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Vacuum
Tubes:805×2, 300Bx2, 12AU7×2, 12AX7x2 |
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Supply
Votage:AC110V/220V 60Hz/50Hz |
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PowerConsumption:372W
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Dimensions:44Lx36W×26H(cm)
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Ponderancy:29Kg |
PREZZO SENZA TRASPORTO IVA SDOGANAMENTO
APRILE 2004
MC3008-AB $918.00
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LETTORE CD ESOUND E5 |
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Altre Foto click per allargare
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Questo e un prodotto che mi e'
stato consigliato dagli amici cinesi di Cattylink , un lettore cd
veramente notevole , che riceverò a giorni ( ora 1.5.04 e
a Bologna in attesa di sdoganamento) che da cose lette
in giro sembra veramente notevole.
Qui' lo hanno paragonato ad un
lettore cd copland e qui riporto alcune cose dette sul
forum a questo indirizzo:
http://www.audiocostruzioni.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=200
questo e il sito che ha fatto la prova comparativa con il
copland ,
http://hem.bredband.net/b227650/Hifi/esoundcop.htm
e'
in svedese , ma fortunatamente Fullrange sa leggere
e questo e quello che ha scritto:
Ciao ragazzi,
fortunatamente so leggiere lo svedese.L´EASTSOUND E5 ha "disintegrato"
il copland e al recensore gli e´quasi venuto l´esaurimento nervoso
per l´onta subita dal suo amato CDA 288.ora vive felice e contento
con il suo ESound E5 che adesso suona anche lui felice e contento
in un sistema hifi dal costo di quasi 30,000 euro e ha un suono
stepitoso.Mica male eh????
Io ne ho gie ordinati due di questi E5.....non si sa´mai....
salutoni Maurice
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Omero e' il
felice possessore di un pre phono Ming Da |
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Guardate che bello
questo Classic 16 integrato 40 watt prezzo partenza
dalla cina 1398 DOLLARI |
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No.16.0 merge type □sub- tube amplifier In 2003 No.16.0 merge
type □sub- tube amplifier □□: The ninth □□□video
and music equipment greatly unfolds "□the family □consistent
to be good □□" □and Hong Kong "Video
and music Best quality goods" in 2003 □Xia Yongchia the
fine brand great □ultra value □. (□□big
□□□□left □□piece) The technique
□refers □: □leaves the power: 40W (ultra □nature
□□) 20W (triode □□) □rate □□:
8Hz-82KHz (– 3dB 10W) □□the wave distorts (THD+N): 0.5%
(1KHz 10W) signal to noise ratio (not □□): 90dB use
□sub- tube: EL34 X4 6N8P X2 12AT7 X2 external dimensions:
450X150X350mm □weight: 20Kg The performance outstanding □□□□enters
□the active □□type to enlarge □the screen
not to flow □the quantity is □□the sub- tube use
□□is tired □□shows is □Gao?yan □delivers
puts □is □Gao?tzu with □□the sub- □wave
C impedance coil pi shape □wave
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Per maggiori
informazioni
info@audiocostruzioni.com
Alcuni link dei siti in cinese offerti da luca
Ming-Da:
http://www.meixingaudio.com/ENGLISH/products/index.htm
Opera Audio:
http://www.operaudio.com/Html/Home-Opera.htm
Cayin:
http://www.cayin.com/
Jolida:
http://www.jolida.com/catalogue.html
Korsun:
http://www.korsun.com.cn/index_products.htm
Fonmix:
http://www.fonmix.com/cpzs/glfdq/fa10.htm
Sheng Ya:
http://www.shengya-audio.com/mainenglish.htm
Jungson:
http://www.jungson.com/
Classic:
http://www.yushang-audio.com/
Original Cd:
http://www.original-cd.com.cn/en/products/products-1.htm
Interessante mail di harvey ricopiata dal newsgroup
"Inutile nascondersi dietro un dito, in Internet le voci
ed i link corrono veloci come il vento. Ebbene, non faccio mistero che
questi due ampli si possano acquistare direttamente in Cina a circa 800
dollari l'uno, cioè meno di 800 Euro. Da qui ad arrivare ai 2600-2800
? richiesti dal listino dell'importatore italiano ce ne passa, direte
voi. E lo dico anch'io."
Riporto questa frase da una delle ultime recensioni apparse su TNT audio,
dove si parla di due ampli valvolari della 'Opera Consonance', in vendita
su Cattylink a circa 800 euro e distribuite sul territorio italiano da
Comet Audio a circa il triplo di quella cifra. Il recensore, tuttavia,
nel prosieguo cerca di elencare alcune 'attenuanti' da ascrivere all'importatore:
egli "garantisce assistenza, ricambi, possibilità di ascolti e ritiro
dell'usato" e inoltre deve "gestire i problemi (ricambi in garanzia,
riparazioni, spedizioni interne etc.) e c'è da organizzare la promozione
(affittare sale alle mostre HiFi, pagare Hotel e così via)".
Salomonica la conclusione: "Scandalo? Non direi. Chi distribuisce
investe il proprio denaro in un'attività che deve generare profitto non
solo a se stesso ma anche ai dettaglianti finali. Tuttavia, qualora crediate
si tratti ancora di 'furto' provate a fare altrettanto, mettete in piedi
una società di distribuzione di questi apparecchi (o di altri made in
China) e vendeteli a meno del prezzo oggi richiesto".
Con questo criterio, quando uno si lamenta del caro-polizze gli assicuratori
potranno dunque rispondergli "se pensi che la tariffa sia un furto,
apriti un'assicurazione e diventi ricco". E i dirigenti di
un'azienda agli operai che rivendicano l'aumento diranno "diventate
dirigenti pure voi, invece di fare gli operai, e starete tutti meglio".
Ma andiamo oltre.
Anche sull'assistenza avrei da ridire. Quando il prezzo diventa
1/3, posso accettare con una certa serenità anche il pericolo di dovermi
pagare una riparazione, o addirittura di ricomprare l'apparecchio (ammesso
che valga la pena). Soprattutto se il venditore mi dice che prima di spedire
la merce, essa viene testa per 120 ore. Non sarà vero, ma crederci mi
costa meno che credere a tante altre cose delle quali non ho comunque
prove certe. E se invece di 120 fossero anche solo 20, meglio che niente.
Anche perché la garanzia in genere non è eterna, e, per l'appunto, se
non ci sono difetti di fabbrica, se l'utilizzatore è premuroso e se l'apparecchio
è stato adeguatamente testato a fine produzione, di solito l'oggetto tende
a
guastarsi quando non è più in garanzia. Questo lo sanno tutti. E in caso
di guasto precoce dell'oggetto, e dunque di diritto all'assistenza gratuita,
non è che le cose vadano poi sempre benissimo. In genere la cosa migliore
è quando il guasto è radicale e devono sostituire l'apparecchio; ma, se
invece il danno è 'lieve' e lo rappezzano, beh allora inizia la roulette
russa. Aggiungiamoci poi che l'importatore comprerà direttamente
dalla fabbrica (quindi a prezzi più bassi), non da uno store online (almeno,
questo è quello che voglio sperare) e avrà spese di trasporto agevolate
rispetto a
quelli che deve affrontare il privato. Ma andiamo oltre anche a queste
cose.
Il caso di 'Opera consonance' e di Comet Audio non è affatto isolato,
né è certo l'esempio più clamoroso.
Me ne vengono in mente altri che lasciano ancor più allibiti.
Il marchio 'Red Rose Music', creatura di un noto guru dell'hi fi esoterico',
commercializza apparecchi prodotti dalla cinese 'Korsun'. La macchina
di riferimento della Red Rose è l'integrato 'Affirmation' (sentito come
suona rassicurante?). Un 'mostro' che vorrebbe avere tutte le carte in
regola per presentarsi nell'ambiente esoterico. Pesantissimo, 200W che
raddoppiano, etc. Naturalmente, per non sfigurare una macchina così deve
anche costare un bel po' di soldi, se no diventa roba 'economica',
no? In America viene circa 7000 dollari. In Italia, dato che siamo un
popolo ancora
più di classe, passiamo a circa 10845 euro, corrispondenti a circa 13000
dollari (listino del 2003, non so se quest'anno magari lo hanno ribassato...).
Comprensibile: il tutto nasce in Cina, poi va in America, e di qui in
Italia (ci credete alle favole?), naturale che ad ogni passaggio il prezzo
lieviti! A stento riesco ad immaginare le risate che si fanno il
noto 'guru' e importatori vari, ogni volta che riescono a piazzare una
di queste macchine.
Dal momento che nello store online cinese 'Cattylink' viene venduto al
pubblico il modello v8, marchiato 'Korsun', a 1038 dollari.
E così per il modello KS99 , 338 dollari (281 euro), mentre il Red Rose
Passion' (!) va in Italia a 4650 euro nel listino 2003.
A questo punto, le favole tendono a raccontarci che, ovviamente, i prodotti
che vanno sui mercati americani ed europei non sono brutalmente gli stessi
cinesi rimarchiati, ma vengono delicatamente ottimizzati per il sublime
godimento delle raffinate orecchie occidentali.
Ognuno è libero di credere a questa favola, faccio solo presenti un paio
dicircostanze:
- quand'anche fosse, il fabbricante, una volta 'ottimizzato' il
prodotto per le gentili orecchie straniere, non ha alcun interesse a vendere
nel mercato interno una macchina peggiore, tanto per risparmiare 10 o
20 dollari di componenti: infatti il costo di una differente linea produttiva
supererebbe certamente il risparmio dovuto a componenti meno pregiati:
a quel punto, conviene usare gli stessi componenti anche per la linea
interna;
- per quale motivo dovrei fidarmi di tali bisbigli relativi a sbalorditive
'ottimizzazioni', quando le stesse vengono in genere tenute ben celate
in prima istanza?
Nessuno ci viene a dire, di primo acchito: guardate la macchina è fatta
in Cina e ci è costata quanto un accendino di quelli a forma di pistola,
però noi l'abbiamo coccolata e rifinita ad arte, con tale perfezione
che ora, purtroppo, viene a costare n volte il prezzo iniziale. Però fidatevi:
ora è un'autentica meraviglia. Comunque, se volete, possiamo offrirvi
anche la versione più plebea, quella rozza e non ottimizzata, confrontate
un po' e poi decide da voi quale preferite.
Come mai un discorsetto del genere non l'ho mai sentito? Come mai l'ammissione
che la merce provenisse dall'Oriente mi è parsa di solito tardiva e mai
troppo chiarita e proclamata, ed avviene solo quando i consumatori vengono
a scoprirlo da loro medesimi (ormai il mondo è piccolo), e solo allora
saltano fuori le mirabolanti 'ottimizzazioni', mentre fino ad
allora le origini del prodotto tendevano a rimanere nel vago? C'era forse
qualcosa da nascondere? E come faccio a quel punto, io, a fidarmi e a
credere che, sì, lo pago 10 volte tanto, però è ottimizzato a perfezione.
E l'elenco può proseguire, ad esempio Jolida (mi riferisco sempre ai listini
italiani del 2003 e ai prezzi attuali su Cattylink):
JD302B da 665 euro a 1846
JD502B da 782 euro a 2186
JD801 da 832 euro a 2861.
Vincent (ossia la cinese Sheng Ya):
integrato SV 236 da 298 euro a 1450
integrato SV 238 da 852 euro a 2950
integrato SV 233 da 233 euro a 1290
finale SP 993 da 748 euro a 2580
preampli SA 93 da 520 euro a 1900
sintoampli SV 388 da 540 euro a 1800
CD-S3 da 382 euro a 998
CD-S6 (CD-831) da 498 euro a 1298
E così via. Il bello è che questi prodotti, ai prezzi europei, vengono
di solito ritenuti 'convenienti'. E' così, infatti, se il metro di paragone
è quello di Red Rose che, invece di triplicarli, li moltiplica per 7 o
per 8 o per 10. Il punto è che Red Rose, così facendo, non si ritrova
in un manicomio, ma pratica prezzi in linea con la concorrenza. Questo
dovrebbe
generare una certa inquietudine, circa la natura dei prezzi solitamente
applicati ai marchi hi fi.
Bisogna capire cosa c'è sotto. Costo del lavoro più basso? Sì certo, anche,
ma non solo, non è tutto qui.
Infatti, se si scava un po', si scopre che tantissimi altri marchi fanno
produrre le loro cose in giro per il mondo, spesso in Cina o Taiwan, per
poi (talvolta) limitarsi ad assemblare e (talaltra) ad importare e far
marchiare. Denon, Teac, anche Accuphase. E chissà quanti che non sappiamo.
C'era una volta la fabbrichetta che faceva tutto in casa, dal tornio in
poi.
Ma nella fabbrica moderna, dove innumerevoli componenti sono acquisiti
da altre fabbriche, dietro più o meno dirette 'specifiche', e poi assemblati
insieme, dove il valore aggiunto finale è dato dal marchio, dalla rete
di distribuzione, dalla pubblicità, dall'immagine del prodotto, dal servizio
clienti. In questa fabbrica è diventato quasi impossibile sapere quante
altre 'Korsun' mascherate ci siano. Magari mascherate con più accortezza,
certo.
Credo che bisognerebbe cominciare a imporre una sorta di 'tracciabilità'
anche ai prodotti elettronici e meccanici in genere, come ormai si fa
con le carni, le uova e gli ortaggi (e non ancora con i vini.... altro
settore dove la speculazione sulle etichette regna sovrana). Un bel manuale
con la descrizione minuziosa dei componenti utilizzati e la loro origine
e
produzione. Trasparenza, chiarezza e verificabilità da parte del consumatore
di quanto da lui acquistato. Non sarebbe forse una battaglia di civiltà?
Chi avrebbe da temere da una simile norma? I consumatori ne avrebbero
tutto da
guadagnare. Alcuni produttori mugugneranno, ma pazienza: affari loro.
Se non gli sta bene, possono cambiare settore ed aprire un salumificio,
mica nessuno li ha costretti. Ma sono sicuro che l'offerta al pubblico
non diminuirebbe: diminuirebbero solo i loro margini e quindi i prezzi.
Qualche lestofante e venditore di fumo salterebbe a gambe all'aria. Il
pubblico ne guadagnerebbe in risparmio e in qualità e conoscenza dei componenti
(ed eventuale rimpiazzabilità).
Faccio notare che questo è in pratica lo stato del mercato attuale deicomputer.
Togliamo il caso del sempliciotto che si limita a comprare lo scatolotto
da Computer Discount e a buttarlo e rimpiazzarlo ogni 3 o 4 anni. Gli
altri sanno precisamente cosa c'è dentro al loro computer e da dove viene.
Possono cambiare un pezzo quando vogliono. E chiunque può controllare
se il prezzo per lo scatolotto è congruo alla qualità del suo contenuto.
Questo meccanismo fa sì che ne tragga beneficio anche il sempliciotto
che non ha mai aperto un PC e non saprebbe riconoscere una scheda RAM
da un hard disk: infatti i costruttori ed assemblatori sono costretti
a proporre macchine sempre migliori e non possono riempirle certo di spazzatura
'hi end' venduta a peso d'oro, chiunque se ne accorgerebbe e non starebbero
sul mercato. Un mercato con margini piccoli, dove guadagni se fai prezzi
bassi e vendi molto, non certo vendendo un PC a 40000 euro, puntando a
sbolognarneun paio all'anno.
Poi c'è il problema dei cloni e dei cosiddetti 'scopiazzatori'.
Se le Usher somigliano tanto all'estetica delle Sonus Faber, potrebbe
essere che i mobili vengono prodotti nella stessa fabbrica asiatica? Gli
altoparlanti Usher somigliano tanto agli Scan Speak perché, tra le altre
cose, Usher ha pensato bene di acquistare i coni dalla stessa fabbrica
dove li compra Scan Speak. E il motore degli altoparlanti Usher è in pratica
un vecchio schema che gira dagli anni '50, dominio comune, già usato da
chissàquanti costruttori, da JBL in poi.
Chi ha copiato chi? Il mondo va avanti. Qualcuno ha inventato la ruota,
qualcuno ha scoperto la penicillina, qualcuno la legge di gravitazione,
qualcuno un giorno stampò un libro con un macchinario, qualcuno scrisse
per primo le equazioni dell'elettromagnetismo. E di solito quel qualcuno
non è neppure quello che ci si è arricchito di più, in ciò che ne è seguito.
Chissà gli eredi di Maxwell se, per ogni congegno elettrico costruito
dopo di lui, la famiglia avesse beneficiato di un piccolo obolo, come
hanno fatto Sony e Philips con il libro rosso del CD. Altro che Bill Gates
e Rockfeller.
Ma vado oltre: siamo sicuri che il problema con i cinesi sia che copiano?
Io non credo. Se copiassero e vendessero gli ampli a 20000 euro nessuno
se ne curerebbe più di tanto. Chissà quanti sono stati in questi ultimi
30 anni gli apparecchi beatamente copiati o scopiazzati da tizio o da
caio, senza nessun disdoro. Scommetto che sarebbe dura contarli.
No no. Il problema con i cinesi sono i prezzi bassi, non altro. Ma per
quale motivo gli industrialotti occidentali erano ben lieti di delocalizzare
la produzione in Asia ed abbattere i costi, passando da benefattori perché
'davano lavoro', e poi prendono a lamentarsi quando gli orientali decidono
di farsela da soli la beneficenza? Forse che l'unica forma di beneficenza
nobile consiste nel pagare loro per 1 tozzo di pane per degli oggetti
che poi rivenderanno a 15 tozzi di pane? Salvo poi stracciarsi le vesti
quando questi asiatici decidono di vendere loro in prima persona i propri
prodotti per DUE tozzi di pane. Non dev'essere stato complicato per i
cinesi accorgersi, dopo un po', che con DUE tozzi di pane invece di 1
ci si campa meglio, e che oltretutto in quel modo si vende molto di più.
Infatti nell'altro modo intascavi 1 tozzo di pane, ma di oggetti ne vendevi
come se li facessi pagare 15 l'uno: quello era il prezzo che arrivava
sul mercato, il resto lo tratteneva il committente. Può durare a lungo
un'intermediazione basata su questo criterio? Ovvio che no. E poi, non
dimentichiamolo, sono anni che Cina, India, Giappone, Singapore, producono
i
migliori informatici, ingegneri, matematici e fisici al mondo. Sono 15
anni che la Cina arriva sempre prima alle Olimpiadi Matematica e di Fisica.
Qualcosa vorrà dire. O no?
Ma perché i prezzi dell'hi fi sono sempre rimasti così alti, soprattuttodalle
nostre parti? I computer sono scesi a livelli ridicoli, e così i cellulari
e tutto quanto. Non solo sono scesi i prezzi (e tanto): ma il livello
delle macchine è salito (e tanto). Le stampe che puoi fare adesso con
una stampantina da 200 euro ridicolizzano qualsiasi cosa si potesse realizzare
10 anni fa con una stampante da qualche milione di lire.
Per l'hi fi no. Perché? Azzardo una spiegazione: il computer lo hanno
comprato tutti, si è aperto un mercato immenso che ha scatenato una concorrenza
spietata, con una guerra senza tregua al miglioramento delle prestazioni.
E cominciò ad esser sempre più chiaro che i processori e il software miglioravano
di mese in mese, che le macchine 'hi end', quelle che pagavi un capitale
(tipo IBM e Olivetti di metà anni '80), poi diventavano obsolete nel giro
di pochi anni, surclassate da novellini dal costo sempre più piccolo.
Cominciò la proliferazione di autocostruttori, assemblatori, ed i componenti
dai prezzi sempre più bassi che dai paesi asiatici travolsero il mercato
e spazzarono via il dominio dei
colossi europei e americani. Fu una vera 'rivoluzione dal basso', da parte
dei consumatori e del pubblico, alla quale i colossi tentarono inizialmente
di rispondere rendendo più chiusi i loro sistemi e dunque non assemblabili/manipolabili:
famose le refrattarietà di Olivetti e IBM ai tentativi di ibridazione,
la loro iniziale 'non apribilità', unita al prezzo
alto. E' ben noto quale sorte gli sia toccata: spolpati vivi dai piranha.
Destino simile per Apple, che ha perseverato nella strada dell'autarchia
e della incomunicabilità con il resto del mondo: borsa, stampante, mouse,
schermo, tastiera stylish, tutto Mac. E' diventata una scelta di vita
che ha generato una setta di adepti integralisti e ne ha permesso la (stentatissima)
sopravvivenza. [sono convinto che, certe notti di luna
piena, si ritrovino tutti assieme in strani rituali con al centro una
grande mela, sacrifici umani di qualche sosia di Bill Gates, distruzione
e incenerimento di PC].
Niente di tutto questo per l'hi fi. Non è mai diventato un mercato di
massa. Anzi, proprio quando stava per diventarlo (anni '70-'80), c'è stata
l'invasione della plasticaccia, ed il pubblico sembra aver preferito tenere
il compattone da spiaggia in cameretta piuttosto che un impianto vero.
Come mai? Va detto che la necessità di un impianto vero e proprio nasce
solo se c'è alla base una passione e un'educazione musicale. Per apprezzare
un
impianto, dedicargli soldi e cure, serve dedicare un'oretta al giorno
a star seduti ed ascoltare musica, concentrati e senza disturbi. Per un
ascolto distratto e in mezzo al chiacchiericcio con altra gente va bene
anche il compatto da spiaggia. Gli eventi e l'aria che tirava non hanno
spinto nella direzione dell'ascolto serio, ma semmai quella opposta.
E poi le cuffie: per creare intimità, a prezzo contenuto, arrivò lo walkman:
quella è stata l'alternativa economica al vecchio impianto. Con una spesa
modestissima si poteva avere un oggetto di nessun ingombro, che non infastidiva
nessuno, che si poteva portare in giro e con cui si poteva ascoltare musica
anche a livelli decenti di qualità, almeno rispetto al compattone da spiaggia.
E più il mercato calava, più i prezzi salivano, fino ad avere un settore
sempre più di nicchia, riservato a persone danarose. Fino ad incombere
nella sindrome tipica dei mercati artificiosi dei beni di lusso. Dove
il prezzo
alto non fa più da deterrente, ma diventa garanzia di esclusività e di
qualità, dunque serve da richiamo. Ricordo una mia amica che lavorava
in un maglificio, producevano magliettine per vari marchi. I tessuti erano
quelli per tutti, il costo irrisorio, ma alcune partite poi andavano a
uno stilista di grido, non ricordo quale. Il prezzo di produzione era
di poche migliaia di lire ed era lo stesso per tutte. Ma quelle dello
stilista poi erano vendute a centinaia di volte quel prezzo. E probabilmente
il pubblico dello stilista non avrebbe accettato prodotti suoi a prezzi
da bancarella, ne avrebbe risentito l'immagine dello stilista e sarebbe
cambiato il tipo di richiamo esercitato. Anzi: in caso di 'invenduto',
lo stilista arriva ai
saldi di fine stagione, fa lo sconto del 50%, quindi vende a 50 volte
anziché a 100, per lui il margine è comunque enorme, ma il pubblico cheprima
non poteva permetterselo, stavolta percepisce come conveniente l'acquisto
e corre in massa. Il 10 gennaio in Via dei Condotti ci sono lunghe file
e gente che litiga per essersi scavalcata. I 4 mesi precedenti, a prezzo
proibitivo, erano serviti, sostanzialmente, a rendere appetibile il momento
dei saldi, e giustificare, anzi rendere desiderabile, un prezzo che rimane
comunque mostruoso, anche a saldo: questo era il vero momento della vendita.
Gli affari fatti precedentemente con il fighettino di turno, o lo sceicco
di passaggio, erano tutta roba trovata.
E questa storia spiega bene il fenomeno della 'contraffazione': infatti
partirà spontanea la caccia al mercato nero delle medesime magliette al
prezzo da bancarella, quelle che in negozio le paghi 200000 lire ma hanno
un valore industriale di 10000. Non c'è da stupirsi troppo se, per l'appunto,
capiterà che la fabbrica ne tira fuori qualcheduna in più, che andrà sulle
bancarelle al nero: la fabbrica potrà permettersi di venderle al doppio
di quelle altre, la bancarella le farà pagare 1/5 del prezzo ufficiale,
e tutti saranno contenti: fabbrica, bancarella e cliente. Ma questa è
anche la storia dell'incipiente invasione di 'cineseria' nei mercati di
tutto ilmondo.
Nell'hi fi, più il prezzo è salito, più i clienti sono diminuiti, più
è salito ancora per spremere da loro quel che si poteva spremere. Mettersi
a vender loro apparecchi ai prezzi di costo sarebbe stata soltanto un'insopportabile
delusione, che avrebbe rischiato di sottrarre fascino e richiamo ai marchi,
quand'anche i componenti fossero stati prodotti (e magari assemblati)
a prezzi irrisori nei paesi asiatici, come tutti glialtri componenti elettronici.
L'assunto, in tutto ciò, è che la qualità debba avere un costo elevato
e bisogna accettare di pagarlo. Nulla di più fuorviante di questa frase
fatta. Anzi, può esser vero il contrario. Una volta raggiunto un
certo standard produttivo, può costare molto differenziare e mettersi
a produrre delle linee di qualità inferiore: quelle vanno a incidere sui
costi, e la loro
presenza serve appunto a giustificare il prezzo maggiorato delle linee
di più alta qualità.
La qualità si _può decidere_ di 'farla pagare', perché si pensa che ci
sia chi è disposto a spendere di più per avere maggiore qualità, ma in
sé e per sé non è il fattore prevalente e discriminante in mezzo ai mille
che
determinano il prezzo (mano d'opera, marketing, pubblicità, trasporti,
etc).
A conferma di ciò, c'è il fatto che il mercato degli apparecchi 'pro'
non si è mai gonfiato in maniera esplosiva come quello domestico: lì c'erano
e ci sono ingenti volumi di mercato, un mercato con vera concorrenza di
prezzi e prestazioni, senza margine per esoterismi o per creare l'immagine
del prodotto ricercato o di nicchia. Sai che gliene frega al pubblico
di un concerto se le casse che ha davanti sono delle JBL o delle Jamo
o delle Tannoy? Niente. Nessuno lo saprà mai. Conta solo se vanno, come
vanno,quanto costano, quanto durano.
Per esempio, la Behringer produce oggetti di qualità eccelsa, a prezzo
molto basso rispetto ad altri. E' fatta da fisici ed ingegneri che conoscono
il loro lavoro e svolgono il loro ruolo sul mercato: e non possono certo
permettersi di specularci sopra. Se, invece che 350 euro, il loro equalizzatore
digitale ne costasse 5000, ecco che ne venderebbero 1/100 (a dire tanto)
al piccione di turno, e certo non avrebbero più risorse per fare ricerca
e sviluppare e migliorare continuamente i loro prodotti. Paradossalmente,
la qualità DIMINUIREBBE all'aumentare del prezzo. E per farla rimanere
alta (un oggetto di quel costo non può non avere qualità alta), sarebbero
costretti a comprare ed a selezionare componenti costosi da altri produttori,
a tarature infinite di oggetti non propri, etc: e il costo
salirebbe ancora. E siccome a quel punto ne vendi un paio all'anno, tanto
vale che prometti il miracolo (se no chi te lo prende a quelle cifre?)
e alzi ancora un pochino il prezzo, dato che un miracolo DEVE costare
un bel
po', no? Se no chi ci crederebbe? Ecco come si potrebbe arrivare a farlo
pagare 10000 euro, ma senza che la qualità sia salita di una virgola.
Anzi, al massimo ha tenuto il passo.
Questo fenomeno è, in sostanza, quello che mi sembra sia accaduto al mondo
dell'hi fi più in generale.
L'esplosione attuale del mercato home cinema (che ha portato o riportato
moltissima gente a sedersi davanti a un impianto per qualche ora: inizialmente
per vedere film, ma poi da cosa nasce cosa e si finisce anche per voler
sentire anche la musica degnamente) ha portato alla creazione di una fetta
di pubblico nuova, una fetta bella succulenta, che prima non c'era, e
che ora si sta avvicinando alla riproduzione di qualità, partendo però
da una prospettiva di mercato e di risparmio (per la maggior parte non
è certo un pubblico di elite). E poi internet, dove le voci, i prezzi
e lemerci girano veloci.
Dietro il mercato di nicchia da spremere e mungere [con poche vendite,
poco lavoro, ma profitti individuali elevatissimi e la possibilità di
svendere a prezzo di realizzo] qualcuno ha cominciato a capire che c'era
anche un pubblico sempre più numeroso, tenuto ai margini, che non aspettava
altro che vedere apparecchi a prezzi industrialmente competitivi, e non
dagioielleria, per lasciarsi coinvolgere.
E' a questo punto che le tigri asiatiche hanno capito che si poteva puntare
direttamente a loro, a quel pubblico, vendendo per 2 tozzi di pane ciò
che prima vendevano ai committenti per 1 tozzo di pane, e che poi il pubblico
pagava 15 tozzi di pane. E non devono aver tardato ad accorgersi che inquesto
modo vendevano anche più di prima. Mi sa tanto che presto ne vedremo delle
belle.
--
"Noi siamo sempre dalla parte giusta"
"Pure quando sbagliamo?"
"Soprattutto, quando sbagliamo!"
Ciao
harvey sono davide del sito
www.audiocostruzioni.com penso che a
dare una mano a questo putiferio sia stato anche l'articolo sul mio sito......
Bene
ti scrivo per questo , visto che e' molto interessante quello che hai
scritto , ti chiedevo se potevo inserirlo nella paginetta che ho
fatto .
Altra
cosa e questa giusto per tenerti informato , i prezzi che loro ti
danno sono netti , poi va aggiunto un 7% di imballo e prova , l'iva che
la paghi di sicuro !!! e le spese di trasporto e dogana che sono
molto alte si possono quantificare in 120 euro per pz se e un cd ecc ,
e diventa anche 200 euro se un ampli pesante!!! Pero' questo
te lo confermero' appena ricevero i primi due apparecchi e saro' sicuro.
Il trasporto
via maresecondo un amico audiofilo che lavora come import export e
sconsigliato !!! Pensa che lui sarebbe interessato ad un apparecchio e
mi ha chiesto di fargliero arrivare via aereo , perche dice che le navi
oltre ad aver problemi di salsedine , ruggine ecc, non sai quando arrivano
, perche' non hanno viaggi stabiliti a monte , ma deciso nei porti che
attracca di volta in volta e quindi un viaggio puo durare 45 gg minimo
ma anche 90gg !!!
Ciaooooo
Fammi sapere
Davide
Se volete a vedere , sentire
, e chiacchierare con me di questi prodotti nessun problema, sono a Carpi
MO Via grosoli 6
Sbisa Giovanni e c snc tel 059-685054
ecco la mia saletta ( e in officina no aspettatevi gran che'):

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