Recensioni e Schede      

L'impianto " Super "  di Guido

Risposte a i quesiti sotto in continuo aggiornamento

 

 

Di cosa si tratta

Impianto completo  Autocostruito - Marantz

Proprietario

Guido   guido.cn@libero.it

 

Prefazione .  Guido ha costruito davvero un impianto imponente e particolare , studiato nei minimi particolari e con una filosofia tutta sua , da ascoltare ..

 

----------------------------------------------------------------

 

Salve signor SBISA'  Sono la persona che ieri le chiedeva del CD 14 Marantz.  Dopo "varie prove", credo di essere giunto alla conclusione  che tutte le strade del mondo audio conducono a MARANTZ,  come può facilmente intuire dalle foto allegate  Se lei conosce un marchio che riesce nella stessa impresa sonora me lo faccia presente.

Un saluto Guido.

 

 

 

Senza tediarti troppo sul perchè di un sistema del genere ti posso soltanto dire che più che di denaro, per ottenere certe prestazioni occorre molto spazio, come si può notare e anche un discreto orecchio.

Certamente un sistema come questo non si mette in piedi per ascoltare Vasco Rossi, con tutto il rispetto.

 

 

Comunque veniamo al sodo. L'impianto è stato messo a punto senza compromessi, estetici soprattutto, e si compone, al momento, di 7 vie, e ad ognuna corrisponde un amplificatore.

Gli altoparlanti sono della MONACOR

Woofer  Mod. SP 300, 4 per canale

Midwoofer MS 130, 9 per canale

Midrange SPH 102 KEP, 16 per canale

Tweeter DT 107, che, per ora, sono 16 ma diventeranno 25 per canale

Super tweeter DT 19 SU, un numero totale, al momento, di 26 ma che,  per le predisposizioni fatte sui mobili, deve ancora crescere complessivamente  di 70 unità.

 

 

L'amplificazione, come detto è dedicata, un amplificatore per via.

 

Dopo vari tentativi ho optato per degli amplificatori integrati a stato solido, che permettono regolazioni abbastanza accurate per ogni via, ma soprattutto un prefiltraggio del segnale,  tramite i controlli di tono bass e trebble.

 

 

Mod. Marantz PM 4001, 4 unità che diventeranno 6.

Mod. ONKYO AV Receiver TX-DS696. 1 unità: provvisorio

Mod. Musical Fidelity A3.2

Lettore CD 17 Marantz.

Cavi di segnale: CARDAS TWINLINK 5-c

Connettori di segnale: BULLET PLUG

Cavi di potenza: VANDEN HUL HYBRID tre modelli diversi.

Come puoi vedere questo impianto è un "cantiere aperto" e come ha detto qualcuno, riguardo alla crisi economica  che ci attanaglia, "Siamo in terra incognita": nessuno può dire come evolveranno le cose.

Un saluto Guido

 

Alcune foto sulla costruzione:

 

 

Alcune foto generiche sull'evoluzione impianto:

 

 

 

 

Le risposte di Guido a i lettori di Audiocostruzioni :

 

Risposta 1) Caro Max, questo è un sistema talmente sensibile che qualsiasi modifica apportata trasforma in modo macroscopico le prestazioni sonore dello stesso. Comunque hai centrato uno dei problemi principali, su cui si infrangono la maggior parte delle  speranze dei comuni audiofili per ottenere o sperare di ottenere una riproduzione musicale soddisfacente.

IL CROSSOVER!!!!

 

Una croce da portare, ma assolutamente necessario per evitare problemi di vario genere.  La tua domanda è quindi assai opportuna.  Come ti accennavo all'inizio questo è un sistema assai sensibile. Questa sua caratteristica mi  ha permesso di capire, dopo non pochi esperimenti, quale è la configurazione più "trasparente".  Quella che in pratica si rende meno invasiva rispetto al segnale.  La spiegazione è molto tecnica e va a scomodare i diagrammi di trasferimento di BODE!!

 

Comunque ti posso dire che il sistema adotta un doppio CROSSOVER sia attivo che passivo!

Quello attivo (e qui entrano in gioco i controlli di tono dei MARANTZ PM 4001 che pilotano la zona intermedia della banda audio vengono tenuti a "-10 dB"), possiamo dire, in modo poco tecnico ma molto efficace, dà un prima "sgrossata"  al segnale, facilitando il lavoro degli amplificatori, e anche qui ci sarebbe molto da dire.

 

Quello passivo si prende cura di ridurre al minimo i problemi che i trasduttori di tipo magneto dinamico

creano alla riproduzione del suono, i quali, ti posso assicurare, sono parecchi! Spero di non averti spaventato troppo con queste spiegazioni, ma purtroppo  per ottenere certe prestazioni è assolutamente necessario assecondare le leggi della fisica!! Se ti interessa andare più a fondo nell'argomento fammelo sapere.

Un saluto e buoni ascolti da Guido

 

-------------------------------------------------------------------

 

 

 

Domanda signor Camillo : Gentile signor Guido buongiorno.

Nelle mie peregrinazioni in Internet, sempre alla ricerca di idee e spunti, quando ho visto il suo impianto sono trasalito!

Da tempo ritengo una configurazione multiamplificata, in array a dipolo la soluzione migliore.

E' ovvio che il componente più fondamentale dell'impianto è il locale di ascolto (attualmente il mio problema più grande da risolvere è il locale, non dispero comunque di risolverlo in un tempo non biblico!)

Mi farebbe estremamente piacere avere dei dettagli ulteriori inerenti il suo splendido impianto.

In attesa di un suo gradito riscontro le porgo i miei più cordiali saluti

 

Risposta 2) Signor Camillo buon giorno a lei!

Quando cominciai l'impresa, che lei ha avuto il piacere di apprezzare sul sito del signor Sbisà, non ero assolutamente  certo di dove sarei arrivato, visto che la mia curiosità  in merito si è acresciuta man mano che il sistema si implementava. Molti falsi miti sono stati demoliti nel frattempo!  Tra cui quello della situazione ambientale.

Per cui le posso con assoluta certezza affermare che:

LE ANOMALIE DI ASCOLTO E LE EVENTUALI  DISTONIE RILEVABILI DURANTE LO STESSO  DIPENDONO CON INESORABILE ED ASSOLUTA  CERTEZZA DALL'IMPIANTO!!!  L'AMBIENTE NON INFLUISCE AFFATTO!!!!

 

Leggete la lettera aperta di Silvio su questa risposta:

 

 

Risposta alla  lettera aperta di Silvio Torelli:

 

Caro Davide,  ti scrivo avendo letto la puntigliosa precisazione di Silvio Torelli su  una mia affermazione che, nella foga, ammetto essere stata un po'  troppo generica. Premetto che nel rispondere ad una affermazione specifica di un appassionato  di alta fedeltà, come sono io e come siamo un po' tutti qui dentro, il  mio obiettivo è di dare una risposta concreta ad un problema concreto,  senza pretendere di scrivere trattati di Fisica.

Sono anch'io consapevole del fatto che, in termini molto generali e  assoluti, l'ambiente d'ascolto ha la sua importanza: infatti un organo  in una cattedrale gotica "suona" in modo diverso che in una camera  anecoica. Mi dispiace che sia stato scomodato il sommo Galileo per  affermare una cosa su cui, credo, concordiamo tutti.

Ripeto, ho pensato di adattarmi alla colloquialità del sito adottando  una sciolta semplicità d'espressione, per quanto, mi rendo conto,  scientificamente eccepibile.

Accetto comunque amichevolmente la bacchettata sulle dita di Silvio,  che immagino "fratello in musica" anche se un fratello un po'  pedantello :-), e riformulo la mia affermazione evitando toni  "assoluti" che rischiano di essere fraintesi e di disturbare il  meritato sonno dei migliori fisici del passato.

Rispondendo a Camillo, che ascolta il suo impianto in un ambiente  domestico, e che mi manifestava la sua intenzione di impegnare grandi  energie nella bonifica audio del suo ambiente d'ascolto, quello che  volevo dire è che, per quanto la mia personale esperienza mi  suggerisce, normalmente e salvo eccezioni, avendo un ambiente normale e  normalmente proporzionato per il tipo d'impianto e d'ascolto che si fa,  la cosa migliore è concentrarsi sulla qualità dell'impianto senza  impegnare troppe energie (insomma soldi) nella bonifica dell'ambiente.

Come si vede dalle foto da Te gentilmente pubblicate, in casa mia ci  sono pochi metri quadrati di pannelli fonoassorbenti. Non ho ritenuto  di aggiungerne altri perché ho notato che colgo - modifica per modifica
- le migliorie del mio impianto e credo, nel mio caso, di avere  raggiunto, con questo piccolo intervento, un livello di qualità  ambientale tale da rendere superflua una spesa ulteriore.

Generalizzando quindi il mio caso, e sempre facendo eccezione per casi  particolari, ritengo che l'attenzione da dedicare all'ambiente  d'ascolto debba essere relativamente limitata, e che la precedenza vada  data agli sforzi di miglioramento dell'impianto, e in tale direzione  volevo indirizzare Camillo.

A volte i concetti vengono espressi in modo troppo assoluto per mera  "pigrizia dattilografica", perché si fa prima a dire "per come la vedo  io lasciare perdere la stanza e pensa all'impianto" che a perdersi in  premesse, precisazioni e distinguo.

Pax et bonum!

Saluti da Guido Cinti

PS Francamente se venisse istituito un premio Nobel per le  realizzazioni di alta fedeltà sarei tentato di invitare Silvio ad  ascoltare il mio impianto nel caso volesse poi avanzare una mia  candidatura... ma naturalmente Silvio, come Camillo e come te, siete  tutti invitati per una prova d'ascolto. Per me la pratica è sempre più  interessante della teoria.
 

----------------------------------------------------------

 

Caro Fulvio ti devo un'ulteriore spiegazione!!  Come accennato nella precedente mail, i trasduttori magnetodinamici, a cui noi affidiamo la il compito, ed io aggiungo piuttosto arduo, di riprodurre il segnale acustico soffrono, per loro costituzione,  di grossi limiti. Il loro più grande problema è quello  di riprodurre, con la stessa accuratezza frequenze diverse,  rispettandone le caratteristiche originali: Ampiezza; Lunghezza d'onda ecc.  Come sappiamo nei sistemi comuni, ed anche nel mio, ad ogni singola "via" viene  affidato, tramite un CROSSOVER, un certo range di frequenze da riprodurre: al woofer i bassi; ai midrange i medi ecc.

 

Il problema è che il trasduttore è in grado di riprodurre abbastanza correttamente soltanto  la prima dal basso delle frenquenze affidategli dal CROSSOVER, le altre, verso l'alto,  vengono DEFOMATE MECCANICAMENTE. Questo fenomeno prende il nome di  INTERMODULAZIONE.  Il risultato finale di tutto ciò e un evidente perdita di linearità del sistema  e conseguenti distorsioni!  La domanda, che forse gia ti stai ponendo, è come risolvere, o meglio attenuare,  questo inconveniente?

 

Le strade sono due. La prima è impedire un'eccessiva oscillazione delle membrane dei  trasduttori, e questo giustifica il numero smisurato di altoparlanti utilizzati.  La seconda è più sofisticata. Mi spiego meglio.  Nei diffusori multivia: due vie, tre vie ecc. si utilizzano CROSSOVER che includono  PASSA BASSO: woofer; PASSA ALTO: tweeter, e se ci sono vie intermedie PASSABANDA: midrange Non voglio dilungarmi troppo sulla teoria dei filtri che sicuramente conosci anche tù.

 

Ti dico soltanto che nel mio caso, per le 7 vie io ho utilizzato tutti PASSABANDA PASSIVI. Anche per il WOOFER!!    MA SENZA LA BANDA!!!! (FREQUENZA DI PASSA ALTO E PASSA BASSO COINCIDONO) E stà qui la grande trovata che mette d'accordo "CAPRA E CAVOLI"!!!  Questa soluzione "MIRACOLOSA" riduce in modo definitivo il problema  dell'intermodulazione, avvicinando e forse superando le prestazioni timbriche dei  diffusori ELETTROSTATICI. Ma senza i limiti degli stessi!!!!

 

Per quanto riguarda la scelta delle pendenze,  ci sarebbe molto da dire (vedi funzioni di trasferimento di BODE). Per ora ti dico  che la soluzione migliore è quella 12/12dB per ottava per le frequenze medio alte   e la 6/18dB per ottava per le medio basse!  Per le frequenze, ad esempio il woofer è "centrato" a 120 Hz (6/18dB oct); il midwoofer a 900Hz (6/18dB oct);  il midrange a 2000 Hz (12/12dB oct) ecc.

Spero che le mie spiegazioni siano chiare. Se hai qualche domanda sono a tua disposizione.

Un saluto e buoni ascolti da Guido!

 

------------------------------------------------------------------

 

 

RISPOSTA 4   La mia risposta forse ti stupirà, ma  quello che conta soprattutto, per la riproduzione di suoni  non è il dipolo, ma la possibilità di ridurre al minimo  le oscillazioni delle membrane dei trasduttori.  Le quali per motivi inerziali, oscillando troppo, non  sono in grado di seguire in modo dettagliato il segnale  affidatogli dall'amplificatore.


Questo spiega il numero smisurato di trasduttori esistenti,  e la possibilità, da me creata, in futuro,  di poterne aumetare la quantità.  Questo spiega anche perchè i diffusori di tipo  ELETTROSTATICO facciano più bella figura nei riguardi  dei magneto dinamici tradizionali.  Ma le soluzioni da me adottate, tra cui la "multiamplificazione dedicata", fanno sì che i sistemi elettrostatici impallidiscano al confronto.  Ti faccio l'esempio dei MARANTZ PM 4001, che io  utilizzo nella zona compresa tra i 1000 e i 10000 Hz
 

Il loro stadio finale (35-40 W p.c.) adotta  una circuitazione detta a SIMMETRIA COMPLEMENTARE  con zero controreazione totale.  Questa configurazione è quella che consente  un'amplificazione che io definisco ESSENZIALE,  con il numero minimo possibile di STADI (2).  Situazione rilevata come la più TRASPARENTE.  Questo è solo un'aspetto delle soluzioni tecniche  da me adottate, che però solo grazie alla grande stabilità  di funzionamento di questi diffusori, è possibile sfruttare  a pieno.

 

 

------------------------------------------------------

 

Altra domanda di Camillo:

Domanda  Scusa ancora, vado a ruota libera….
ma se i tuoi filtri passa banda hanno le due frequenze (inferiore e superiore) che coincidono, ottieni un filtro che teoricamente lascia "passare" solo quella frequenza ed attenua tutte le altre (una specie di notch filter).

Come fai ad ottenere una risposta corretta?

Ciao Camillo

 

Risposta 

La risposta sta tra le righe di quella data a  Fulvio. Tutti gli audiofili danno per scontato  che la risposta in frequenza di un trasduttore  di tipo magneto dinamico sia pari a quella che gli  si concede attraverso un normale filtraggio:  PASSA ALTO; PASSA BASSO; PASSA BANDA.  In realtà, questo tipo di trasduttore, deforma la  risposta in frequnza proporzionalmente al numero di  frequenze che gli si impongono.
Meccanicamente è in grado di riprodurre correttamente  solo la prima dal basso delle frequenze che gli si affidano  tramite un PASSA BANDA "CLASSICO".
Questo fenomeno prende il nome di distorsione da intermodulazione. Lo stesso avviene, in modo meno evidente  all'interno dei circuiti di un amplificatore.
La soluzione quindi è quella di imporgli, al massimo,
una frequenza, e le altre tutte attenuate in modo da COMPENSARE questa brutta tendenza dei trasduttori in oggetto.
L'unico limite di una soluzione del genere, è la riduzione del range di risposta in frequenza del trasduttore (e qui si giustificano le 7 vie), che però, come per miracolo linearizzano la loro risposta in frequenza

 

Domanda di Camillo

 

Sono ancora qui a tediarti!

Ho appena letto la risposta che hai dato al sig. Fulvio; ho visto che usi dei crossover passivi.
Non pensi che con dei filtri attivi beneficeresti del fatto che l'amplificatore pilota direttamente l'altoparlante senza filtro in mezzo, con il risultato che eviti transitori introdotti dalle costanti di tempo dovute alla presenza del filtro (penso che sia il vantaggio principale della multiamplificazione).  Così l'amplificatore pilota brutalmente l'altoparlante visto che il carico è connesso direttamente all'amplificatore senza l'inserimento di elementi ritardanti o deformanti.  Inoltre si sgrava anche l'amplificatore dal dover riprodurre uno spettro più ampio di frequenze.

A presto, saluti Camillo

 

Risposta

Certamente! Ma un crossover attivo a 7 vie con le caratteristiche che descrivevo a Fulvio non credo
esista sul mercato!  Comunque tieni presente che se "fermi" gli altoparlanti il crossover passivo ha le stesse prestazioni di un crossover
attivo! Saluti da Guido!
 

 

Audiocostruzioni e punto vendita di :

 

                              E tanto Altro

 

Home 

Hit Counter