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Per gentile concessione della rivista

Morsiani  racconta di giradischi ed altre cose

 

PROGRESSI NELL' ASCOLTO DEL VINILE
versione aggiornata a Ottobre 2005

di Carlo Morsiani
www.morsiani.it
info@morsiani.it
 

 C'erano una volta.....  favolosi microfoni, registratori ed   altoparlanti ,il suono negli studi di registazione era ottimo , ma a casa   degli appassionati con i dischi di vinile , per quanto fossero disposti a   spendere , il suono non era proprio quello di uno studio di registrazione   Anche i dischi erano ottimi , ma questo lo ho  potuto apprezzare  soltanto  successivamente .  Da  35 anni   sono appassionato  di hi-fi , e in base alla mia pluriennale   esperienza posso dire che oggi le prestazioni ottenute  dal vinile sono  molto migliori  di quelle del passato .  A quei tempi nei giradischi si usavano  tappetini portadisco di gomma o   feltro .  I dischi si caricavano elettrostaticamente e perciò si impolveravano   rapidamente , finchè si trattava di musica rock o jazz si notava poco , ma   i dischi di solo piano o chitarra diventavano una penitenza , già dopo il   primo asolto cominciavano ad aumentare in modo preoccupante i rumori   derivanti dai granelli di polvere .

 


Ricordo bene che un disco di Benedetti Michelangeli dopo pochi ascolti era  crepitava per la polvere in modo insopportabile .  Ne dovetti acquistare un'altra copia .  Per salvare i dischi e ascoltare decentemente decisi di registrarli su   nastro .  All'inizio degli  anni settanta la bobina era il sistema migliore , le   cassette facevano pena .  Iniziai a registrare i miei vinili su bobina , per salvare i vinili dai   troppi riascolti .  Non immaginavo quanto lungimirante fosse la mia scelta , ho salvato in  questo modo la mia pregevole collezione dischi dalla rovina per riservarle   il  fantastico futuro che sta vivendo oggi .  I dischi possono essere lavati  , ma i risultati ottenuti in passato   lasciavano   a desiderare .  In  tempi recenti sono arrivato a provare con gli ultrasuoni , i risultati   sono sorprendenti .

 


Quando ho fatto la prima stesura di questo articolo nel 2004 , pubblicata  su Audiophile Sound, non sapevo  di nessun altro che avesse fatto ciò,nel   2005  Bent Audio, candese , ha annuciato una macchina lavadischi ad   ultrasuoni .
Nelle istruzioni sul retro delle copertine dei dischi veniva raccomandato   di controllare che la puntina   non fosse consumata , ma per esperienza ho  imparato che le puntine economiche ,anche se non consumate, arrecano ai  solchi maggiore usura delle puntine ben rifinite di cui sono dotate  testine di pregio .  danni arrecati da puntine grossolane  sono   purtroppo irreversibili .  Usando i miei dischi solo per registrarli su bobina,non li ho salvati solo  dalla polvere , ma soprattutto da puntine che li avrebbero   irrimediabilmente usurati . n seguito avrei  imparato che anche il braccio gioca un ruolo non   indifferente non solo per la qualità dell'ascolto , ma anche per l' usura dei solchi .

 

 

 il Tandberg

 



Per far comprendere come sono arrivato ai risultati attuali , è necessario  ripercorrere   le mie esperienze . All'inzio degli anni 70 nel negozio dove acquistavo i dischi arrivò dagli  USA qualche bobina preregistrata , si trattava di bobine da 18 cm   registate a 19 cm/sec , dato che avevo il registatore , decisi di  comprarne una. Mi accorsi che  molto meglio  ascoltare i nastri sul mio registratore  Tandberg 1600 X   ( nella  foto insieme a bobine preregistrate  dell'epoca ) che con il mio giradischi Thorens 150 ,poi ho avuto  vari 160  e tanti altri ,ma furono tentativi vani .

 Purtroppo arrivarono poche bobine in Italia . I nastri magnetici di quel   tempo sporcavano le testine , perchè  perdevano pezzetti dello strato di  ossido di ferro , e presentavano un soffio avvertibile , però la dinamica  e la definizione erano migliori di qualunque giradischi dell'epoca ,  compresi gli EMT professionali che solo la Rai nei  tempi d'oro (per la  Rai) poteva permettersi .


Tuttavia il valore collezionistico dei vinili d' epoca è ben superiore a  quello dei nastri preregistrati  , perchè i vinili se non usati  non si   degradano , mentre invece i nastri di quell'epoca hanno dimostrato di  subire  un   degrado con il tempo indipendentemente dall'utilizzo. Per questa ragione non rimpiango affatto di aver comprato più dischi che   nastri , anzi se avessi saputo prevedere a quale qualità sarei potuto  arrivare con i dischi , ne avrei comprati  ben di più , questo è il mio  unico rimpianto !  Durante gli anni settanta vi fu un continuo progresso nella tecnologia dei  nastri magnetici sia per applicazione alle cassette che per usi video .  Alla fine degli anni settanta erano disponibili nastri in bobina che anche   senza riduttori di fruscio   non presentavano  un fruscio udibile e   sporcavano le testine quasi niente , purtroppo nel frattempo l'avanzata

 

 


della cassetta aveva fatto cessare la  produzione delle bobine preregistrate . Nel 1973 uscì il primo registratore a cassette che sfondava il muro  dell'hi-fi (   finalmente presentava una risposta in frequenza sufficente   e anche una bassa fluttuazione per soddisfare le norme DIN ) era il  Tandberg TCD 300 , con 3 motori e doppio capstan, seguito a ruota nel 74   dal TCD 310 , che in quell'anno acquistai e che tuttora nel 2005 possiedo   perfettamente  funzionante . Potevo fare riversamenti da vinili e registazioni dalla radio che non si   distinguevano dall'originale . Però le cassette preregistrate nella maggior parte dei casi   lasciavano  alquanto a desiderare . Nella foto insieme  al mio TCD 310 due rari esempi  di cassette davvero  ben registrate , una della Ampex americana , ed una della Basf europea .

 


Dato che avevo  i registratori , provai anche a fare registrazioni dal   vivo , i risultati erano assai più piacevoli dei dischi di vinile , così  nel 1978 decisi di acquistare  anche una apparecchiatura portatile ,  l'eccellente registratore a cassetta Uher CR210 , un vero apparecchio  professionale , ed i favolosi microfoni da testa Sennheiser MKE 2002 e   relativa testa artificiale . Questa sorgente di altissima qualità mi è servita moltissimo per  migliorare il mio impianto , in cui ormai il giradischi faceva la parte di  Cenerentola.  In attesa che arrivasse il CD,che avrebbe risolto tutti i problemi (così   fu presentato),qualcuno ancora si interessava di giradischi,per quanto nel   settore tirasse aria di smobilitazione.
 

La rivista Audivisione , scomparsa da oltre 20 anni , dedicò qualche  attenzione anche ai giradischi  ,pur essendo la "linea editoriale"   chiramente  in favore del digitale . Partendo dal principio che se il giradischi presenta risonanze,il suono ne  viene alterato , i sagaci tecnici di Audiovisione costruirono un  marchingegno che impartiva delle vibrazioni al piatto, vinceva il   giradischi dotato del tappetino più smorzante. Non sarebbe stato più semplice far vincere il giradischi che suonava   meglio ? contemporaneamente  la Thorens  presentò un nuovo tappetino di gomma   ben più grosso e pesante del precedente,( che coincidenza! ) disponibile   anche per aggiornare i giradischi  precedenti .
Lo acquistai fiducioso , ma dopo averlo messo , constatai con raccapriccio che il suono era diventato  molto più moscio di prima !

 


Non avevo mai considerato che la superficie su cui il disco appoggia   avesse influenza sul suono . A questo punto mi domandai cosa sarebbe successo se avessi tolto del tutto   la gomma , e imparai subito che veniva migliorata la dinamica in modo   impressionante .Chiaramente il suono era un pò metallico , il piatto del Thorens senza   tappetino di gomma risuona come una campana , ma se non avessi fatto   questo tentativo, con la gomma non sarei mai riuscito a capire i difetti  di tracciamento del braccio . Il suono era troppo confuso . Non  avrei mai deciso di provare a costruire  bracci .  La mia esperienza di costruttore è proprio iniziata così.  Finchè si conservano tappetini di gomma,di feltro o sughero,si possono  cambiare testine e bracci in quantità , ma si prenderanno lucciole per   lanterne.
Per esempio in un Giradischi Rega Planar 3,che pure ho avuto, è sufficente   togliere il tappetino di feltro per sentire una dinamica ed un dettaglio   decisamente migliori . Il Rega è dotato di un piatto di vetro ,  meno  risonante dell' alluminio .
 

Il passo successivo è stato un  tappetino di piombo,non è ideale come la  grafite, ma è il meno sottrattivo rispetto agli altri materiali   precedentemente menzionati ,ed almeno è elettro-conduttivo , e  diminuisce  il problema delle cariche elettrostatiche . Poi ho provato la grafite,che per me è il materiale ideale,più   dinamica,più dettaglio e meno distorsione . La grafite è  dotazione standard nei miei giradischi  per il tappetino   portadisco , il clamp ed anche il portatestina nei  bracci da me costruiti  . A questo punto si può capire come sono andate le cose,ascoltando i  nastri  preregistati,oppure i miei nastri registati dal vivo, potevo percepire una  immagine stabile,con strumenti ben separati fra di loro e individuabili   nello spazio,mentre dal mio Thorens  usciva una immagine traballante ,  che pareva di essere in barca con il mare mosso . Quindi il problema non stava nelle casse o nell'amplificatore.  Dopo il braccio Thorens , presi  lo SME 3009 , poi finalmente    alcuni   bracci unipivot ,un Excel ,il  Decca ed un Lurnè mod. 4 .

 


Nei tempi passati si trovano pochi esempi di bracci unipivot . Un certo   vantaggio potei sentirlo . Il sistema mi piacque per la sua semplicità .  Le cose troppo complicate sono difficili da mantenere nel tempo. Il braccio unipivot appoggia su una sola punta , invece un braccio  cardanico ha due articolazioni separate , una orizzontale ed una verticale  Nei bracci  adarticolazione cardanica con il tempo il gioco delle   articolazioni tende ad aumentare , mentre nell ' unipivot il gioco viene   mantenuto a zero dallo stesso peso del braccio che grava sulla punta,per  cui  si autoregola . Poi il pulviscolo atmosferico si deposita nelle sedi   di articolazione, è certamente più semplice pulirne una che quattro. Fra quelli provati il Decca International arm è l'unico esempio di  applicazione dell'antiskating magnetico all'articolazione unipivot prima   del mio braccio. Gli altri unipivot sono dotati generalmente di antiskating a filo e  contappeso , oppure altri sistemi ,come sfruttare la resistenza alla   torsione dei fili elettrici che portano il segnale.



Spesso gli audiofili scoprono che rimuovendo il filo ed il contrappeso  dell'antiskating c' è più dinamica. Purtroppo va detto che questo va a discapito della distorsione,  sul  canale destro senza antiskating è ben il dieci per cento .  L' immagine stereo non è più centrata ma compressa a sinistra , e questo  non può essere compensato dal bilanciamento in modo soddisfacente . Non è  solo una questione di livello dei due canali. Senza antiskating l' elastomero si deforma progressivamente con l'uso , e  si nota che il cantilever non sta più al centro della testina ma è  orientato  verso l'esterno del disco . Anche la puntina di diamante si usura assimmetricamente,questo riduce   notevolmente la vita della testina . Inoltre il vinile è più tenero del  diamante , anche la vita dei preziosi dischi viene notevolmente abbreviata  causando danni irreversibili, è più facile rimpiazzare una testina che  dischi ormai fuori stampa da decenni. Senza antiskating i dischi mono non possono dare un suono al centro fra le   due casse. Il    tasto mono ,che somma elettricamente i due canali , metendoli in   parallelo , ha per effetto la cancellazione di fase fra i due canali ,   ovvero  una perdita in gamma alta.

 

 


Di qui si comprende come alcuni audiofili dicano di preferire  una testina   mono per i dischi mono,almeno i dischi  mono saranno sentiti decentemente  , ma rimane pur sempre il problema di sentire dischi stereo in stereo e  non in barca con il mare mosso. Il braccio Decca era il più economico ma il più intelligentemente  concepito,soprattutto è l'unico esempio di braccio unipivot con  antiskating magnetico . Gli Antiskating magnetici sono  abbastanza diffusi , ma sempre su bracci  cardanici .Per il prezzo a cui veniva venduto il Decca,e  tuttora è ancora reperibile  , non ci si può lamentare . Tuttavia pensai come avrebbe potuto migliorare se fosse stato fatto con  più mezzi . Nella mia successiva sperimentazione ho provato vari materiali . Per il pivot ho provato aghi da cucito , persino le penne biro,che hanno  una micro-sfera di tungsteno .      Io ho trovato che una punta da   grammofono di acciaio armonico  dà un risultato migliore per questa  specifica applicazione,il fatto che le sfere vadano meglio per altre  applicazioni non significa che si debba generalizzare , ogni specifica  applicazione ha requisiti particolari .

 

 

 


Le sfere vanno bene sotto ai motori del giradischi e del lettore digitale  , perchè questi vibrano parecchio , ma per il braccio fonografico un materiale troppo rigido non va bene , il suono diventa stridulo , per cui  sfere di tungsteno o wolframio saranno anche più resistenti  , ma il suono  del braccio peggiora . Secondo i risultati dei miei esperimenti l 'articolazione è l'elemento più  critico del braccio,se si sbaglia questo punto,tutto il resto è inutile . La mia sperimentazione mi ha permesso di evidenziare che è necessaria una  sola goccia di grasso siliconico nella cavità del pivot per togliere le   risonanze,una cavità di maggiori dimensioni piena di grasso ha un effetto  devastante nel ridurre  la dinamica. Avendo costruito un braccio con un attrito ridottissimo , ho anche potuto  appurare sperimentalmente che la forza centripeta non è costante, ma   diminuisce verso il centro del disco . Di questo mai nessuno se ne è  preoccupato prima . Se si prova con altri bracci , è possibiule non  accorgersi di questo  fatto . La regolazione dell'antiskating nei bracci convenzionali solitamente viene  fatta con scale graduate , nelle quali la forza dell' antikating viene  regolata in base alla pressione di appoggio della puntina , con scale  separate per puntine coniche ed ellittiche .

 


 

La cosa più semplice è ultilizzare un disco liscio , io lo fornisco in  dotazione ai miei bracci . Questo permette di fare alcune interessanti prove . Innnanzitutto si può collaudare l'articolazione del braccio senza  cablaggio,per vedere se è abbastanza scorrevole, poi con il cablaggio per  vedere se il cabaggio influisce sulla libertà di movimento del braccio .
Poi si può cominciare a regolare  l'antiskating . Senza magneti,ovvero senza antiskating ,se il braccio  è libero di  muoversi,scorre rapidamente verso il centro del disco . Nel braccio Decca ci sono due magneti che possono scorrere sulla torretta   in modo da aumentare o diminuire la forza di correzione. Però i due manti sono vincolati da un unico supporto,e non è possibile  regolarli separatamente.

 

Se si regolano in modo da far stare fermo il braccio al centro del disco ,  se si mette il braccio alla fine , il braccio ritorna al centro ,  scorrendo   dal centro verso l'esterno . Questo significa  che la forza di correzione dal centro alla fine è troppa    Se si mette il braccio all'inizio del disco,si vede che va verso il  centro , il che vuol dire che la forza di correzione è scarsa .  Perciò il sistema da correzione a forza costante riesce ad equilibrare la   pressione della puntina sui due lati del solco solo in un punto del disco.  Nel mio braccio ho messo  un sistema di 4 magneti può essere regolato in  vari modi , questo rende possibile far diminuire la forza di correzione  verso il centro del disco .
 

Tuttavia regolare il braccio in modo che stia fermo è una approssimazione   , il solco inciso presenta un attrito leggermente maggiore .  Se si prova con un disco con inciso un segnale campione ,  mediante  un  oscilloscopio a doppia traccia si     vedrà che è necessario aumentare   leggermentela forza , ma la differenza è pittosto piccola  . Io consiglio di regolare l'antiskating in modo che il braccio si muova sul   disco liscio lentamente verso l'esterno .  Se poi si prova con l'oscilloscopio ed il disco con segnale campione ,si   vedrà che  va   bene .


Poi  nel tempo   si   può vedere  se l'antiskating è giusto guardando la  posizione del cantilever , su cui sta la puntina , rispetto al corpo della  testina .  Senza antiskating il cantilever   è deviato verso l'estero del disco ,  se   l'antiskating è troppo ,il cantilever  è deviato verso l'interno , quando   il cantilever sta al centro , l'antiskating è giusto . Grazie al mio metodo , i miei bracci in oltre 10 anni hanno accumulato  migliaia di ore con le più svariate testine , le puntine si sono consumate  pari , ed i cantilver sono sempre stati ben in centro anche su testine   usate molto di più di quanto non sia possibile fare con altri bracci .
 

 

il braccio Morsiani montato su un giradischi thorens

 

Un dispositivo antiskating senza  la possibilità di variare la forza lungo  il disco  non riesce a mantenere la pressione bilanciata sulle due facce  del solco per tutto il disco , per questo motivo l'i mmagine non è stabile  , e quando una voce o uno strumento salgono di tono svolazzano quà e là  come rondini invece di rimanere al loro posto .
Con il mio braccio invece sta tutto al suo posto,ben focalizzato  dal   principio alla fine del disco .   Il mio sistema di antiskating , che impiega 4 magneti alnico,è stato  pubblicato nel 1995 sulla rivista "Costuire hi-fi" , è un sistema   innovativo ripetto a quello presente sul Decca , perchè consente di   mantenere bilanciata la pressione della puntina sui due lati del solco dal  pricipio alla fine del disco , il risultato udibile è una collocazione  stabile degli strumenti e delle voci ,nel caso dei dischi mono il suono  viene percepito al centro fra le due casse , senza bisogno di ricorrere al  tasto mono od al bilanciamento , a tutto vantaggio della qualità del suono   , esattamente come quando si ascolta un nastro magnetico .
 

Il migliorato tracciamento ha per primo vantaggio una minore distorsione ,  ma poi col passare del tempo mi sono accorto che c'è  una minore usura dei  solchi e della puntina , sono ormai sette anni che faccio mostre hi-fi , e  porto sempre alcuni dischi che ormai hanno subito centinaia di passaggi ,  e sono ancora utilizzabili per dimostrazioni , cosa un tempo impensabile !  Ho provato tutte le variazioni , canne di alluminio , carbonio , bracci di  vari legni , ma va detto che un mio braccio è sempre riconoscible da come  suona per effetto dei due elementi più importanti  , il pivot di acciaio   armonico e l'antiskating magnetico .
 

La   qualità del mio braccio    sente anche se installato sul giradischi  Thorens 160 , ed anche con testine non costose.  Il campione nel rapporto  qualità prezzo è la famosa Denon DL 103 ,   una delle poche  testine  ancora in produzione adatta anche a  bracci da 12 pollici.  Per godere appieno della dinamica di cui è capace , e' sufficente  sostituire il tappetino di gomma originale con un disco di piombo da un  millimetro di spessore,in questo caso il disco di  grafite è troppo  pesante e manda  le molle a fine corsa , e poi il perno è troppo corto .  Poi le miei esperienze sono proseguite nella evoluzione del mio giradischi
 

Ho potuto constatare che  le differenze costruttive fra giradischi sono  maggiormnte evidenzialbili grazie al mio braccio. Per esempio con bracci diiversi dal mio non si nota alcuna differenza fra  l'alimentazione del motore a rete e a batteria,mentre con il mio braccio è  chiaramnte avvertibile che l'alimentazione a batteria va meglio. Quando ho inizato la costruzione di bracci e giardischi 10 anni fa  conoscevo bene le carattristiche di tutto quello che era   in commercio , ho fatto scelte ben ponderate , poi quando ho cominciato a fare confronti  fra i miei braccie giradischi ed i concorrenti , io stesso sono rimasto   sorpreso dai risultati  .
 

Già da molto tempo io ho un criterio che prescinde da valutazioni  timbriche , che non possono essere fatte senza sapere come è il master  originale su nastro . La comprensibilità delle parole cantate in inglese è resa difficile dal  fatto che vi sono molte consonanti , invece l'italiano è sempre  comprensibile per le molte vocali  . Perciò ad ogni modifica , prima di ogni altra cosa io controllo se la   comprensibilità delle parole in inglese migliora o peggiora , e non  accetto mai elementi che  rendono  un suono più piacevole o bello  , ma  che peggiorano la comprensione delle parole in inglese .  Il mio braccio ha dimostrato rispetto ad altri  una comprensibiltà  nettamente migliore di ogni dettaglio per quanto riguarda il mio ascolto   personale.

 

 

Il braccio Morsiani con regolazione di altezza


Questa è una mia personale opinione  , in ultima analisi l'ascolto è   questione di gusti , e ovviamente ciascuno ha diritto ascoltare  a casa  propria come vuole .  Oggi uso molto meno i miei registratori a nastro , questi  hanno svolto  la loro funzione negli anni passati , i miei dischi hanno evitato troppi  passaggi con puntine inadeguate , e si sono ritovati ben in ordine per  essere ascoltati con le  migliori testine sui miei bracci ed i miei   giradischi . Il giradischi non è più la Cenerentola del mio impianto , l'ascolto dei   vinili non ha più niente da invidiare rispetto ai nastri preregistrati in  bobina , anche se li ascolto con il Revox B 77 , e certi dischi ben  registrati non sono meno godibili delle mie registrazioni dal vivo . Anche testine e preamplificatori fono hanno grande importanza , e vi sono  stati grandi progressi , ma attraverso svariate prove l

 

' importanza del mio braccio emerge sempre pur variando testine e  preamplificatori . Trenta anni fa  non avrei mai immaginato che dai vinili si potesse   ottenere tanto , se lo avessi immaginato ne avrei comprati di più , ma  fortunatamente i dischi che contano vengono ristampati , i prezzi  non  sono molto abbordabili,ma è quasi più conveniente che mantenere in   funzione registratori analogici  , poichè  i ricambi sono rari e costosi ,  mentre il vinile sta avendo una nuova vita . Purtroppo stanno scomparendo   il nastro magnetico e la registrazione analogica,ormai soppiantati da  registratori digitali ad hard disk,e dischi registrabili e riscrivibili ,  ed ora da memorie a stato solido. Il ritorno al vinile degli ultimi anni è chiaramente dimostrato  dalle  molte pubblicazioni in vinile,che prevalentemente sono ristampe di titoli celebri  .

 


Altro segno evidente viene dal gran numero di novità recentemente apparse  per l'ascolto del vinile,testine ,bracci,giradischi e  preamplificatori fono. Quando il vinile era il principale mezzo di ascolto,le riviste  specializzate si preoccupavano di spiegare i relativi problemi tecnici   Poi questo argomento è scomparso per quasi un ventennio.Oggi il vinile è   tornato di moda, ,vengono pubblicate prove di testine,bracci e   giradischi,ma non vengono spiegate le basitecniche ,per cui gli  audiofili    più giovani spesso non sono adeguatamnte informati.  In questo spazio propongo in sintesi alcuni concetti fondamentali.  Vi sono grandi differenze fra le varie testine,occorre preoccuparsi sia  dell' interfacciamento meccanico con il braccio sia dell'interfacciamento  elettrico con il preamplificatore.

 


La cedevolezza elastica della sospensione varia grandemente fra i   modelli,e i bracci fonografici hanno masse,e dunque valori d'inerzia assai  variabili fra i vari modelli,da queste combinazioni dipende il valore  della frequenza di risonanza dell'insieme braccio-testina.  Questo valore deve rimanere fra 8 e 15 hertz ,per evitare che via sia  interferenza verso il basso con le oscillazioni di bassissima frequenza  derivanti dalla non perfetta planarità o dalla eccentricità del disco,e  verso l'alto con le frequenze incise nel disco.  Le testine di maggiore cedevolezza vanno accoppiate con bracci di massa  ridotta,mentre le testine di minore cedevolezza potranno essere installate  sui bracci di maggiore massa e lunghezza,perchè l'inerzia non dipende solo  dal valore della massa,ma anche dalla distanza dal fulcro.

 

 


Quando si mette una testina cedevole su un braccio troppo pesante la  frequenza di risonanza scende a valori inferiori a gli 8 Hz.  Qui non è più questione di qualità del suono,ma in presenza di modulazioni  importanti si avverte addirittura il salto da un solco all'altro,il che  vuol dire che non si riesce a sentire un disco senza problemi. Per verificare la frequenza di risonanza dell'accoppiamento  braccio-testina  occorre lo specifico disco di prova,l'unico tuttora in  vendita è quello di "Hi-fi news & RR" prodotto da Len Gregory. Questa verifica è particolarmente raccomandabile qualora vi sia una  presenza di frequenze subsoniche ,che viene avvertita come un lento  spostamento avanti -indietro dei woofers,soprattutto su quelli   con  sospensioni cedevoli.

 

Tuttavia non si creda che alleggerendo il braccio o cambiando testina ,e  quindi portando la risonanza da 8 a 9 HZ,o da 9 a 10, le  elongazioni del   woofer possano sparire del tutto.   Nei preamplificatori fono dovrebbe essere inclusa una adeguata filtratura  subsonica. Nei casi in cui ,pur risultando la risonanza dell'insieme braccio-testina  entro i limiti corretti , si osservano elongazioni dei woofers eccessive,  la filtratura subsonica non c'è o non è sufficente . Confrontando con un pre fono che dichiari una filtratura subsonica con un  filtro passa-alto a 16 HZ , pendenza 12 db per ottava , si osserverà la  sparizione totale delle elongazioni del woofer ,semprechè l'amplificatore   sia in grado di controllare la gamma bassa !  In alcuni casi può anche accadere che l'introduzione del filtro subsonico  non risolva il problema di tenere fermi i woofers .

 


Questo accade con amplificatori dal basso fattore di smorzamento , come i   monotriodi , qualora vengano accoppiati ad altoparlanti ad alta  cedevolezza . I monotriodi vanno accopiati ad altoparlanti ad alta efficenza e  sospensione rigida , invece troppo spesso mi capita di vederli pilotare  altoparlanti ad alta cedevolezza   con risultati disastrosi . Le elongazioni eccessive peggiorano il suono , non sono affatto segno di  bassi più potenti , al contrario producono distorsione   perchè il ciclico  spostarsi del centro di emissione dell'altoparlante ,dipendentemente  dalle frequenze più basse, produce una modulazione ciclica delle  frequenze superiori , il famoso effetto Doppler , che è particolarmente  fastidioso . Per quanto riguarda l'interfacciamento elettrico delle testine , il valore   del livello di uscita  varia grandemente . Spesso da audiofili si sentono fare affermazioni circa la qualità delle  varie testine .

 


Bisogna sempre tenere conto delle condizioni delle prove ,  una testina   ottima , ma mal interfacciata , darà un risultato pessimo . Non vanno confusi il valore della impedenza dell'avvolgimento con il  valore della impedenza di carico consigliata , che dovrebbe essere almeno   di dieci volte tanto .  Spero di aver dato spunti interessanti per i meno esperti , che possano  servirsene per migliorare  i loro ascolti .

 

Carlo Morsiani
www.morsiani.it.
info@morsiani.it

 

il giradischi Teres con braccio Morsiani

 
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