Recensioni e Schede      

Diffusori da scaffale Tangent " Clarity 4

Recensione di Cristiano

 

 

Di cosa si tratta

Diffusori due vie

  Video

Produttore

Tangent   Danimarca - Cina   www.tangent-audio.com

Caratteristiche

Due vie  laccate e bellissime

 Costo

410  euro Clarity 4  - 790 euro Clarity 8  . Anno 2007   Audiocostruzioni e punto vendita Tangent - chiedere per tutta la gamma - Sbisa' Giovanni e c snc - Via Grosoli 6  41012  Carpi  MO - tel 059-685054  info@audiocostruzioni.com

 

Prezzo promozionale inverno 2007  - 350 euro Clarity 4 - 680 euro Clarity 8

 

Caratteristiche:

 

Clarity 4

Clarity 8

 

La recensione di Cristiano:

 

APPUNTI  e NOTE d’ASCOLTO: di Cristiano N.

 

TANGENT Clarity 4

Sistema d’altoparlanti da stand     

 

Pur trattandosi di una società relativamente giovane, la Tangent è ormai attiva da circa 11 anni. Fondata nel 1996 in Danimarca da un gruppo di appassionati di hi-fi, Tangent si distingue immediatamente per disegni e modelli innovativi nel settore dei sistemi d’altoparlanti, con un occhio di riguardo verso il più favorevole rapporto qualità/prezzo possibile.

Purtroppo, sia il sito internet che il manuale d’istruzioni dei diffusori Clarity 4 si rivelano assai scevri d’informazioni sul Costruttore: soltanto una postilla a margine dell’ormai vasto e variegato catalogo ci specifica che Tangent è un marchio di proprietà della nota Eltax A/S, solido ed importante costruttore danese di diffusori.

Si parla dunque della serie di diffusori Clarity, a cui appartiene anche il piccolo “4”, oggetto della presente recensione; la linea è completata da un diffusore da pavimento, il Clarity 8, munito di due woofer e del medesimo ed esclusivo tweeter, da un interessante sub-woofer attivo contraddistinto da un’amplificazione interna da 200W (Clarity Subwoofer), oltre ad un canale centrale (Clarity Centre). Tutta la linea è contraddistinta da un look ricercato, chiaramente hi-tech, e da finiture invero apprezzabili in funzione del contenuto prezzo di vendita. Ad esclusione del pannello frontale e del retro, lo spesso cabinet è rifinito con vernice liscia ad alta brillantezza, disponibile peraltro oltre che nel classico “nero granpiano”, anche in un rosso carminio vivace, sicuramente apprezzato sia dagli utenti più giovani che da chi strizza l’occhio a modernissimi e vivaci ambienti d’arredo.

L’engineering della linea viene completamente sviluppato in Danimarca, demandando la fase produttiva ai soliti paesi dell’estremo oriente, per il maggior contenimento possibile dei costi.

Le piccole Clarity 4 viaggiano in due imballi di cartone separati; ogni singolo diffusore è poi ulteriormente avvolto e protetto da una sacca di morbido tessuto nero, per preservarne a priori l’aspetto superficiale. Ogni confezione infine contiene una busta contenente il piccolo manuale d’uso e manutenzione, redatto con encomio in molte lingue fra cui l’italiano, quattro sottopunte metalliche ed un paio di pratici guanti bianchi, con l’evidente scopo di evitare impronte digitali sulla lucentissima finitura nera del diffusore (e magari, anche sulle amate valvole con cui spesso noi appassionati si armeggia sottecchi, lontano dagli occhi indiscreti di…. fidanzate, mogli e figli).

Tangent sottolinea questa attenzione ai dettagli, quasi a voler psicologicamente inculcare nell’acquirente l’opinione di avere fra le mani un prodotto prezioso, unico, intrigante ancor prima di averlo denudato del suo involucro di protezione.

Se la cura estetica e le finiture appaiono di classe superiore, non da meno si presenta anche la vaschetta posteriore per le connessioni, del tipo nichelato di buona qualità e sdoppiate per il bi-wiring, in grado di accettare sia terminazioni a banana che a forcelle, sufficientemente distanziate ed immediatamente agibili per le connessione con cavi di sezione anche importante. Il condotto reflex, ovviamente posteriore, è posizionato all’altezza del tweeter e le cui dimensioni denunciano (a naso) in sede di progetto una frequenza di risonanza posta assai in basso.

Estrema cura esteriore è stata rivolta evidentemente alla parete anteriore ed ai due altoparlanti: il piccolo woofer presenta un cono di colore argenteo, di cui non saprei indicare il materiale (che apparentemente sembra in lamina d’alluminio, ma più verosimilmente trattasi di un impasto composito), provvisto di bordatura gommata lineare e liscia, e caratterizzato al centro da una bella e pronunciata ogiva, presumo con funzioni di rifasatrice. L’anello di guarnizione, plastico, riprende il colore del cono, sul quale insistono sei viti di fissaggio direttamente affogate nella medite da 19 mm di spessore del pannello. Una di queste viti funge anche da fissaggio inferiore del tweeter a cupola morbida di diametro 25mm, unitamente ad altre due viti, che assicurano la flangia plastica di supporto del tweeter, di forma rettangolare, a filo del pannello.

La mia curiosità accresce, avendo bene a mente il prezzo di listino dei Clarity 4 e, parallelamente, si incunea nei miei pensieri il solito pregiudizio sui prodotti cinesi quali eccellenti involucri vuoti: immagino dunque una spiccata economia dei componenti e del progetto, prevedendo a priori una coppia economicissima di altoparlanti ed il classico filtro crossover del secondo ordine (6 componenti 6 – resistenza, capacità ed induttanza su entrambi i trasduttori) costruito con elementi di scarso valore. Bando alle ciance e con l’aiuto della solita chiave esagonale smonto gli altoparlanti e sbircio per bene il crossover: chiaramente i trasduttori denunciano una certa economia costruttiva ed il crossover è esattamente quanto previsto, eppure la cura del progetto è palese. I componenti costituenti il filtro sono veramente di buon livello, con l’induttanza sul ramo del woofer avvolta su nucleo di ferrite e dal filo di buona sezione, quella del tweeter avvolta in aria, i condensatori del tipo non polarizzato MKT e le resistenze da 5W. Il woofer si distingue per un complesso magnetico ben dimensionato e per l’interessante ingegneria di smaltimento del calore, mentre il minuscolo tweeter, del quale ritengo che il complesso magnetico sia in neodimio, è raffreddato attraverso un originale dissipatore metallico alettato, anziché il più convenzionale sistema a ferrofluido.

Dopo aver sottoposto i due piccoli diffusori ad un congruo rodaggio con rumore rosa e ad un funzionamento ininterrotto di svariate ore, mi cingo ad un ascolto più “serio” e critico, condotto peraltro in costante e diretto confronto con un riferimento di ben altra caratura, le musicalissime Opera Platea-AV Limited Edition. La prova è stata condotta mediante l’utilizzo dei supporti in legno e cristallo Audiocostruzioni SF Crystal, d’altezza pari a circa 63cm, rivelatisi ottimali anche per l’ideale posizionamento verticale dei tweeter rispetto alle orecchie, in posizione seduta d’ascolto. Inizialmente, dopo qualche tentativo, distanzio i due diffusori a circa un metro dalla parete di fondo e ad ottanta cm da quelle laterali, solo lievemente angolate verso il punto d’ascolto.

Fra i diffusori intercorre uno spazio di 2,4metri, interamente occupato dal lato corto di un bel tappeto. Per dovere di cronaca, completano l’impianto il CD-player Shanling CD300, coadiuvato dai dac esterni Lector Digicode ed Audio Alchemy DDE v1.0, il pre artigianale RS-Acustica Venice Two Custom, i finali Albarry M408II e l’integrato Cayin A-300B. Per le connessioni mi sono affidato ai cavi di segnale Sommercable Ref. Stratos, Alpha Professional Plus ed a quelli di potenza Analog Research Silver Raincoat e Sommercable Elephant SPM400.

La prima sensazione che colpisce l’attenzione dell’ascoltatore è quella di una musicalità sostanzialmente corretta, piuttosto naturale, senza particolari sottolineature o forzature di determinate frequenze. Certamente la timbrica risente di una certa leggerezza dei registri più gravi, a conferma però di un progetto sano e non ruffiano. Alternando brani di jazz acustico, fusion e musica sacra per organo, evinco l’ottimo lavoro svolto dal woofer verso il basso: teso, snello, ben smorzato, tale per cui la resa del contrabbasso risulti sempre soddisfacente e, a tratti, persino convincente. Anche il basso elettrico è ben riprodotto e, sin dove il piccolo woofer riesce a spingersi, appare di un’inaspettata “solidità”; chiaramente ci si deve scordare la riproduzione della prima ottava udibile (forse anche della seconda) con l’evidente costrizione scenica e d’emissione durante l’ascolto di grandi masse orchestrali ovvero dell’organo a canne, ma è altrettanto evidente che le Clarity 4 non sono certamente la migliore soluzione per la ricreazione sensitiva con siffatti generi musicali. Se così fosse, la fisica acustica diverrebbe un’opinione. La ricostruzione scenica è molto buona, soprattutto in profondità, e comunque ampiamente sufficiente anche in larghezza ed in altezza. Roteando i diffusori ancor più verso la posizione d’ascolto, la scena sonora tende a raccogliersi nello spazio compreso fra le due casse, a scapito però della disposizione orizzontale degli strumenti e della loro focalizzazione nei piani sonori di sfondo.

Decido di allontanare ulteriormente le Clarity 4 dalla parete di fondo, giungendo a circa 120cm: la gamma bassa non risente affatto di tale assetto, ma è proprio l’immagine sonora a beneficiarne, con le piccole Tangent che, complici le loro dimensioni, spariscono dal palcoscenico virtuale. Il centro immagine ricorda prestazioni da mini di ben altro rango, guadagnandone persino l’omogeneità tonale fra il medio-basso e la criticissima gamma media, a ragione di un disegno del crossover poi non così tanto banale e scontato come i miei iniziali e cattivi pregiudizi da fallito autocostruttore avessero supposto! La gamma di frequenze di competenza del piccolo tweeter non risulta mai al di sopra delle righe, a dispetto del nome assegnato ad un’intera linea di prodotti Tangent, pur conferendo sempre una buona luminosità alla scena ed una discreta risoluzione. Il confronto col riferimento evidenzia un’avvertibile distanza prestazionale rispetto al componente Seas montato sulle Opera, che a mio parere fa proprio di tale parametro il suo cavallo di battaglia. Non siamo comunque di fronte ad un diffusore compassato, ma piuttosto dinamico ed in grado di digerire una buona tenuta di potenza: chiaramente, salendo abbondantemente di livello, le frequenze medie tendono a perdere una quota d’intelligibilità e di risoluzione, mentre gli acuti divengono più freddi e vetrosi. Del resto, non ci troviamo al cospetto di certe JBL monitor della serie professionale, ma ad un progetto perfettamente centrato nella sua fascia di prezzo ed in grado di reggere con grande onestà anche abbinamenti a monte di una certa classe. Non scopro ovviamente l’acqua calda consigliando di pilotarle con watts di qualità, preferibilmente contraddistinti da un’ottima coerenza tonale e da una timbrica tendente verso tinte calde, sebbene l’improbabile abbinamento con un integrato di altissimo rango qual è il Cayin A-300B (che, pur mantenendo la magia e la raffinatezza del triodo più celebre e celebrato dagli anni ‘30 ad oggi, offre invero una risoluzione ed una trasparenza da “pure class A solid state”) abbia sortito una sinergia di tutto rispetto.

Analizzando in conclusione le Tangent 4 e, più in generale, l’intera linea Clarity, sovviene spontanea una domanda: ma c’era proprio bisogno di un ulteriore marchio in questo sovraffollato e da tempo abulico mondo dell’alta fedeltà? A mio parere, si! E per varie ragioni: in primis trattasi di un’intera linea di prodotti finalmente non esclusiva ed esoterica (nel prezzo, of course); la serie Clarity si presenta poi curata, hi-tech dunque trendy, valida sia nella soluzione home che home-theatre dunque anche modulare (nel senso che alle piccole Clarity 4 è possibile nel tempo abbinare uno o due sub-woofer di medesima concezione e timbrica, sino a giungere gradualmente alla soluzione theatre, partendo dal classico 2 canali e senza perciò vanificare spese ed investimenti iniziali); il costruttore è europeo oltre che società solida ed affermata sul mercato mondiale; ne consegue pertanto una regolare distribuzione, a tutto vantaggio dell’assistenza nel tempo e della conformità dei prodotti alle vigenti disposizioni di legge europee in materia di igiene, salute e sicurezza dell’utente finale. Lapalissiano?

Buoni ascolti e sensazioni

 

Cristiano

marvel147@gmail.com   syrah@hotmail.it

 

Scheda fotografica di Cristiano:

 

 

 

 

 

 

Se vi interessa acquistarle:

 

410  euro Clarity 4  - 790 euro Clarity 8  . anno 2007   Audiocostruzioni e punto vendita Tangent - chiedere per tutta la gamma - Sbisa' Giovanni e c snc - Via Grosoli 6  41012  Carpi  MO - tel 059-685054  info@audiocostruzioni.com

 

La pagina delle Clarity 4 e 8 :

 

 

 

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