Recensioni e Schede      

Diffusori omnidirezionali ORBIS DOMUS 0,5

Di Luciano Clemeno

 

 

Ringrazio la testata Rivistamusica   http://www.rivistamusica.com/   che mi ha autorizzato la pubblicazione dell'articolo , che ho dovuto impaginare in modo leggermente diverso , più compatibile con le esigenze web. Davide Sbisa'

 

--------------------------------------------------------------------------------

Questi diffusori sono stati una delle novita` a mio avviso piu` interessanti presentate all’ultimo Top Au-dio e al recente Milano Hi-End. Si tratta di un tipo di altoparlante anticonvenzionale ba­sato su una filosofia costruttiva molto particolare basata sulla dispersione omnidirezionale del suono nello spazio. Per la verita` non si tratta di una novita` assoluta dato che anche nel passato erano stati presentati diffusori analoghi e anche oggi qualche co­struttore ne presenta alcuni. I diffusori in questione sono prodotti dalla Or-bis, sezione della Nadir, da tempo presente nell’ambiente HiFi soprattut­to con apparecchiature elettroniche di ottimo livello. Le Domus 0,5 si differenziano pero` dalle «concorrenti» per le dimensioni nettamente piu` contenute che ne facilitano non poco l’inserimento in ambiente.

 

Il progetto

La filosofia che sta alla base del progetto delle Domus e` quella della ricer­ca della migliore dispersione in am­biente in modo da sfruttare al meglio l’irradiazione diretta e quella riflessa per ricostruire una tridimensionalita` il piu` possibile realistica. Considerate che l’orecchio umano e` in grado di percepire suoni di intensita` variabilissima – a partire da vibrazioni di ampiezza inferiore al diametro di una molecola di idrogeno – e sa discernere 400.000 suoni diversi con una sensibilita` paragonabile, in campo ottico, alla percezione di una lampadina da 50 watt da una distanza di 4.600 km; tuttavia gli studi di acustica hanno dimostrato che per essere percepito cor­rettamente, sia nella timbrica che nella direzione di provenienza, un suono deve avere la durata di almeno 50 millisecondi.

Al di sotto di tale valore il nostro udito non ci consente di rico­noscere il timbro e la direzione di provenienza di un suono; tanto per fare un esempio, un suono della frequenza di 2000 Hz che abbia una durata infe­riore al suddetto limite viene percepito come un rumore secco. Una delle

 

limitazioni dei diffusori tradizionali e` proprio il fatto che essi generalmente comprimono l’ampiezza e la durata dei suoni prodotti rendendoli difficilmente discernibili dall’orecchio, so­prattutto per quanto riguarda la localizzazione nello spazio.

Le Domus sono state pensate per ridurre al minimo tale inconveniente; le unita` dei medio-acuti, caricate a tromba, irradiano a 360o attraverso un solido di rotazione (cilindro) l’on­da sonora prodotta dagli elementi attivi che sono due semisfere contrappo­ste (vedi Foto 1 e 2) la cui sezione cir­colare interna e` l’elemento pulsante. La dispersione a 360o consente di eliminare i problemi dei sistemi a tromba tradizionali, legati alla diffrazione dell’onda sonora con le pareti dei nor­mali cabinet a parallelepipedo. Le molteplici onde riflesse, create dalla dispersione su tutti gli assi, possiedono la stessa intensita` e pertanto con-corrono a ricreare in maniera assai ve­rosimile la riproduzione sonora reale:

distanziando opportunamente i diffusori dalle pareti si riesce ad eliminare la percezione della provenienza diretta del suono in modo da ricostruire una credibile ambienza. La particolare struttura delle due semisfere consente inoltre di ricreare un’immagine sonora molto estesa in altezza anche se il diffusore non e` di grandi dimensioni. Il woofer e` caricato in reflex, con lapertura verso il basso; nella base, ri­volti sempre in basso, troviamo anche i connettori di buona qualita` e un piccolo selettore a tre posizioni, azionabile con un cacciavite, che regola l’efficienza (e quindi l’emissione) della tromba dei medio acuti. Il crossover costruito con componenti di pregio saldati su uno stampato, e` situato al­l’interno del cabinet, in prossimita` dei connettori. I diffusori sono forniti con un set di punte (tre per uno) da avvitare al fondo del mobile, che han-no il duplice compito di fungere da supporto scaricando nel contempo le vibrazioni.

La scelta dei materiali e la costruzione dei cabinet sono molto curate anche nei piu` piccoli dettagli e l’accostamen­to cromatico delle varie sezioni unito alle dimensioni contenute, rendono gli altoparlanti facilmente collocabili in qualsiasi ambiente domestico. Anche mia moglie, generalmente assai critica nei confronti degli apparecchi che transitano in casa mia per le prove, ha apprezzato la linea estetica delle Orbis tanto che mi ha addirittura proposto di sostituirle «a quegli orrendi scatoloni neri...» (per la crona­ca: le mie Klipsch Heresy II).

 

 

Altre foto e info sul sito ufficiale di Stefano  http://www.nadirorbis.it/

 

L’ascolto

 

Per le loro caratteristiche, in particolare l’efficienza non elevatissima, il produttore consiglia l’abbinamento con amplificatori a transistor di buona potenza. Assecondando tale suggeri­mento, ho collegato le Domus 0,5 ad un integrato Roksan Kandy alternan­do come sorgenti un lettore digitale multistandard (DVD Audio/ Video-SACD-CD) Onkyo DV-SP502E ed un sistema analogico composto da giradischi Micro Seiki RX-1500 con braccio Dynavector DV 505 e testina Dynavector XX1-L ed utilizzando co­me termine di paragone le Klipsch Heresy, il tutto collegato con cavi di buona qualita`.

Ho sottoposto i diffusori a un congruo «rodaggio» (la casa consiglia almeno cento ore) per permettere ai componenti di raggiungere il top delle per­formance.  Mai come in questo caso tale pratica si e` rivelata assolutamente necessaria dato che, al primo ascolto, sono rimasto letteralmente esterrefatto (tanto che stavo per richiudere gli altoparlanti nei loro imballi per rispedirli indietro...). Poi pero` ho ricordato il buon suono che avevo ascoltato al Top Audio e ho iniziato a far loro ingerire musica per ore ed ore – quasi ininterrottamente – cercando anche di «spingere sul gas» col potenziometro del volume.

Il tempo occorso e` sta­to alla fine ripagato dalle prestazioni globali che le Domus hanno esibito al-la fine di tale trattamento, attestate su livelli notevolissimi, da «vera» alta fedelta`.

In realta`, come ogni cosa di umana produzione, anche le Domus 0,5 an­noverano pregi e difetti; l’importante e` rilevare come i pregi sovrastino abbondantemente i difetti, rendendoli quasi completamente ininfluenti sul risultato sonoro complessivo

 

Ma cerchiamo di capire come suonano queste casse, iniziando proprio dai difetti che ho rilevato e che sono poi quelle caratteristiche che mi avevano «spaventato» al primo ascolto e che, col tempo, sono andate via via attenuandosi. Occorre, per correttez­za, premettere che gli esemplari giunti per la prova fanno parte di una pri­missima serie e che quelli attualmente prodotti hanno subito alcuni ritocchi che, verosimilmente, ne hanno eliminato queste caratteristiche relativamente negative. Si tratta di alcune, peraltro modeste, incertezze per quanto riguarda il timbro ed il carattere – per cosı` dire – vocale dei diffusori. Abbiamo detto che si tratta di un sistema caricato a tromba e... si sente; il carattere timbrico e` affetto da una lieve nasalita` delle frequenze medie e medio-alte che fa sı` che, in qualche frangente, il suono appaia un po’ co­lorato e carente di respiro e trasparen­za e sembri prodotto in un ambiente chiuso riverberante. A cio` concorre


 

anche una lieve esuberanza della sezione medio-bassa delle frequenze. Occorre tuttavia tenere presente che a queste sensazioni concorrono in maniera notevole anche le caratteri­stiche fisiche dell’ambiente d’ascolto e il posizionamento dei diffusori che, proprio per le loro caratteristiche, e` sicuramente piu` complesso che di norma. In effetti, agendo opportunamente sul selettore della sensibilita` della tromba e, soprattutto, sulla posizione delle casse nella stanza di ascolto, si riesce a trovare un adeguato compromesso per ridurre tali problemi a livelli minimi, tali da non interferire in modo decisivo sull’ascolto, pur senza inficiare le molte caratteristiche sonore positive. Mi so-no pertanto sottoposto a un tour de force non indifferente per ridurre drasticamente queste caratteristiche e, alla fine, sono riuscito ad ottenere un suono piacevole e gratificante, al­lontanando adeguatamente i diffusori dagli angoli della stanza ed ag­giungendo qualche elemento dell’arredamento che asciugasse un po’ i riverberi in gamma media. Non solo, ho anche sperimentato diverse soluzioni ambientali ponendo limpianto in stanze diverse, fino all’ottenimen­to di una «drastica» riduzione della nasalita`. A questo punto sono emersi in modo decisivo i pregi dei diffusri che, a mio parere, sono moltissimi.

 

Primo: la gamma bassa.

Questa scende molto piu` in profondi­ta` di quanto le dimensioni del cabinet lascino supporre e che si mantiene asciutta, controllata ed articolata per tutta la banda riprodotta; i contrabbassi, i timpani e i registri piu` bassi dell’organo sono pertanto riprodotti in modo timbricamente corretto e ri­sultano pertanto particolarmente pia­cevoli all’ascolto.

 

Secondo: la dinamica.

Notevolissima in tutte le circostanze, consente escursioni energetiche «im­portanti» ma soprattutto rende i dif­fusori in grado di sbrogliarsela altret­tanto bene sia nei passaggi musicali piu` violenti sia in quelli piu` delicati. A goderne non e` solo la riproduzione della grande orchestra sinfonica ma, ad esempio, anche la musica vocale con contrasti netti e decisi che rendono l’ascolto di tale genere particolarmente coinvolgente.

 

Terzo: i transienti.

I suoni repentini sono riprodotti con una ottima velocita`, in particolare quelli piu` acuti come le percussioni metalliche.

 

Quarto: la gamma acuta.

Notevole per estensione e trasparenza ma assolutamente priva di spigolosita` fastidiose. I registri piu` acuti degli strumenti ad arco, le armoniche di strumenti come il clavicembalo, la raf­finatezza delle piccole percussioni metalliche sono a livelli di eccellenza. Quinto: la ricostruzione tridimensionale.

Questo e` il vero piatto forte, il cavallo

di battaglia delle Orbis. Le capacita` olografiche del sistema di diffusori, infatti, si attestano su livelli eccelsi, a patto di posizionare i diffusori corret­tamente nellambiente in modo da sfruttare al massimo le onde riflesse, bilanciandole al meglio con la radia­zione diretta. Occorre lavorare parecchio, armati di un belpo’ di pazienza, effettuando spostamenti anche minimi dei diffusori ma alla fine si riesce a trovare il posizionamento perfetto. A quel punto le «casse » letteralmente «spariscono » e il suono pare vera-mente provenire da un palcoscenico posto di fronte a noi, esteso in larghezza, profondita` e anche in altezza (a dispetto delle dimensioni contenute del mobile). Il discernimento delle varie sezioni orchestrali o corali e` nettissimo grazie alla precisa percezione dei vari piani sonori ma anche alla fo­calizzazione veramente notevolissi­ma. Cosı` a una splendida riproduzione delle grandi masse orchestrali (ve­ritiere in tutte le peculiarita` dinamiche e olografiche) si affianca un’eccellente riproduzione dei piccoli « en­semble » da camera – trii e quartett i cui componenti si delineano perfet­tamente scolpiti, ognuno nel proprio spazio; non solo ma anche i piccoli movimenti che spesso accompagnano l’esecuzione si possono percepire con assoluta precisione. Allo stesso modo le registrazioni di opere liriche ese­guite « dal vivo», se di buona qualita`, consentono di percepire tutti i movi­menti dei cantanti sul palcoscenico.

Raramente ho avuto occasione di trovare caratteristiche simili se non in si­stemi di dimensioni e costo assai su­periore alle Domus, ai limiti del... disumano; e anche ora che, mentre sto digitando questi appunti al PC, sono seduto vicinissimo ad uno dei due diffusori, il suono non e` totalmente « collassato » dentro di esso ma pare comunque provenire da una posizione arretrata rispetto allinterlinea fra i due altoparlanti e comunque centrata in mezzo ad essi: l’effetto e` esattamente come se mi trovassi seduto su una poltrona laterale delle prime file di un teatro! Vi sfido a ricreare tale sensazione con un sistema di diffusori convenzionali.

Conclusioni

Un sistema di diffusori prodotti da una ditta Italianissima che con impegno si e` conquistata « sul campo » una posizione rilevante nel mondo dell’HiFi grazie a progetti eccellenti, frutto dell’intelligenza di tecnici asso­lutamente capaci. Le loro caratteristi-che molto particolari ne fanno un pro-dotto maturo e di classe elevata, in grado di regalare molte ore di piace-voli e gratificanti ascolti. Il costo delle Domus appare ragionevole, piena-mente giustificato dalla particolarita` del progetto, dalla costruzione eccel­lente e, soprattutto, dalle notevoli pe­culiarita` sonore. 

 

Di    Luciano Clemeno

----------------------------------------------------------------

Opinione personale

 

Ho ascoltato questi diffusori al Milano Hi-End 2006 e devo dire  che mi sono piaciuti  subito , sia per la facile collocazione in ambiente e per l'ottimo suono molto arioso e piacevole.  Davide Sbisa'

 

Home 

Hit Counter