Prefazione: L'amico Luca ha tirato in ballo questi piccoli diffusori, che devo dire la verita' io non conoscevo.... scusate ma ammetto la mia ignoranza , invece esiste un mondo di appassionati che amano queste scatolette ormai anziane , ma con il loro fascino ancora intatto... Per ora mi limito ad allegarvi le mail di Luca e alcuni link e foto che mi ha spedito , sperando di accendere una discussione , e come sempre se le conoscete e avete qualcosa da dire scrivete sotto oppure mandatemi una mail con i vostri commenti ciao a tutti Davide www.audiocostruzioni.com
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Ciao, sono Luca, ed ultimamente sto seguendo
il Tuo Sito ed altri che trattano autocostruzione ed amplificazioni valvolari,
dato che da qualche tempo a questa parte mi e nata l'nsana idea
di passare a questo tipo di elettroniche, unico problema: non ci capisco
nulla ne di valvole e ne di tipologie di progetto (SE, PP).
Le rogers con sotto l'unita per i bassi
Grazie per la tua risposta , complimenti ancora
per quello che fate con VERA passione , ho interessato al mio "problema"
anche eminenti audiofili inglesi ed aspetto una loro risposta.....
ah se vuoi approfondire la conoscenza di questi gioiellini , (con
loro non esistono vie di mezzo, o le ami o le odi :-) le ls3/5a.... e
lo sono davvero ti consiglio questo sito:
www.ls35a.com, facci un salto e se non lo hai ancora fatto vatti
a sentire quello che riescono ad esprimere queste due "scatole di
scarpe".
Ed ecco le nuove foto che ci ha inviato Luca ...
Il filtro a 15 ohm ......
Il dettaglio dei due componenti
belli questi supporti vero...
Ed ora il motore di queste Rogers
Foto offerte da Luca luminas@virgilio.it
IL COMMENTO DI ALESSANDRO
Sperando di non aver sbagliato indirizzo, vorrei inviare il mio personale commento in merito alle "scatole da scarpe" inglesi, che possiedo da quasi dieci anni, nel modello Rogers 11 ohm, con gli stands-subwoofers AB1( più recenti). Con una premessa. Prima di tutto è importante che io vi dica la mia età ( 46 anni); e ciò perchè ritengo che nel nostro comune hobby sia importante l'esperienza di tanti anni d'ascolto e di molti errori commessi nel tempo. Una trentina di anni fa i nomi che amavo ascoltare erano ESB, Lenco, Perser....Rogers, Spendor, Quad, etc..Non si parlava di cavi nè di diffusori bass-reflex. Per fortuna negli anni ho sempre investito moltissimo in software e poco in hardware ( anche perchè di vecchie lire non ne avevo molte) , e questo è un consiglio che volentieri mi permetto di offrire, perchè, dopo tutto la MUSICA è il nostro vero hobby. Quando passano gli anni ed aumentano anche le disponibilità finanziarie si puo' commettere l'errore di spendere molti soldi per inseguire delle "mode" o, semplicemente, delle recensioni che hanno solo il pregio - a volte - di accontentare certe nostre fobie. Ma si puo' anche diventare un po' avari e poco inclini a spendere ( confesso: è il mio caso). Dopo trent'anni, ed aver ascoltato un numero indefinito di impianti nelle più disparate sedi e condizioni ( per non parlare di prezzi), ho potuto trarre alcune conclusioni. a) L'autocostruzione è l'unica, vera, pietra filosofale per risparmiare moltissimi soldi: specialmente nel settore dei cavi ( trilogia: segnale, potenza ed alimentazione). b) Acquistare - se possibile - solo prodotti usati da rivenditori seri ( cioè quelli che danno una garanzia scritta). c) Gli impianti, infine, devono essere "omogenei" nella filosofia costruttiva e sonica. Il mio piccolo contributo vuole ancorarsi esclusivamente a quest'ultimo aspetto. Il "British sound", a mio modestissimo parere, conserva nel tempo un grandissimo valore (in senso musicale, ovviamente; non solo economico) che lo rende immune da tante mode ondivaghe. Nessun impianto di medio valore ( cioè alla portata di tutti: diciamo tra i duemila ed i quattromila euro - ovviamente parlo del mondo dell'usato) sa offrire una resa pari alla scuola inglese. I nomi: diciamo Meridian ( a colpo sicuro) nel settore digitale; Quad et similia nel mondo delle amplificazioni ( e di alcuni diffusori) e Proac, Rogers et similia nel vasto mondo dei diffusori. Tra tutti, i famigerati monitor BBC ( Spendor, Kef, Rogers, Harbeth, etc) meritano un plauso particolare. Nessun minimonitor puo' competere quanto a coerenza timbrica e riproduzione sulle frequenze medie (vedi voci umane e, in assoluto, quelle femminili). Chiarisco; anche delle Sonus Faber Minima Amator sono dei veri e propri gioielli, ma quante ne trovate in giro?.E a che prezzi ? Ecco cosa rende imbattibili le Ls3/5a: il grandissimo numero di pezzi reperibili nell'usato, sotto diverse marche ! Senza considerare la loro intrinseca longevità. Un consiglio spassionato è quello di munirli degli stands-subwoofers AB1 Rogers: creano un'abbinata davvero imbattibile che permettere di ascoltare musica sinfonica senza rimpiangere diffusori di più alto lignaggio sulle basse frequenze. Inoltre questi stands-subwoofers hanno il pregio di abbassare l'impedenza complessiva, a tutto vantaggio della possibilità di pilotarli al meglio. Una cosa è certa:NON funzionano bene con un subwoofer generico. Meglio tentare di clonare l'AB1 ( lo stanno facendo in una nota rivista). Nel mercato dell'usato non è difficile trovarli: la spesa non è mai - in assoluto -eccessiva ( diciamo sui 700-800 max euro alla coppia di ls3/5a). Un secondo consiglio riguarda l'amplificazione: occorrono amplificatori - soprattutto a stato solido - di ottima qualità o dei valvolari di ottimo calibro: personalmente i monitor li ho pilotati alla grande con un Copland CTA 401. Oggi utilizzo un Classé Cap 151; ma li ho sentiti suonare come Stradivari con dei buoni integrati in classe A della AM Audio, o con degli integrati ad alta corrente ( leggi Rotel, Nad, Harman Kardon) reperibili nel mondo dell'usato a prezzi davvero eccezionali. Non provate con un T-amp !!! ( ho fatto anche questo). Infine i cavi di potenza: purchè non vengano utilizzate delle smilze piattine rosso-nere, i monitor BBC non sono molto esigenti: forse perchè sono nati in un'epoca in cui gli unici cavi erano proprio di color rosso.nero. Volendo andare sul commerciale posso dire di averli ascoltati con cavi ( in prestito) anche del costo di 2500 Euro ( MIT): i migliori risultati in ASSOLUTO li ho ( potrei dire: li abbiamo) ottenuti con dei cavi Van Den Hull Hybrid 352 dal costo molto umano. Dimenticavo: le prove dei cavi le abbiamo fatte all'oscuro, avvalendoci della collaborazione di alcuni amici che di volta in volta cambiavano i cavi. Unico arbitro: le nostre orecchie. come sempre. Ma i miei cavi autocostruiti sono arrivati secondi e, fatto 100 il punteggio dei VDH, sono qualificabili in un 98-99% di resa rispetto ai primi (i MIT :75%). Buon ascolto a tutti. Alessandro Osetto Este (PD) osetto@libero.it
SE VOLETE AUTOCOSTRUIRVI QUALCOSA ECCO QUI:
Clone delle Rogers con componenti Monacor di Giovanni con filtro di Bellino
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