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Dal sito
ufficiale:
The Micro Utopia Be is a more recent addition to the Focal-JMlab
tradition of high-quality two-way loudspeakers. It is an ultimate
vision, as it incorporates all the technologies of the Grande Utopia Be:
Beryllium tweeter, Focus Ring, "W" cone, Power Flower, OPC, "Gamma"
structure, and Focus Time designed to sit on the sand-filled SMU stands.
The Micro seduces with the incomparable fluidity of its midrange-high
frequencies.







Diffusori sopraffini , con un medio alto incredibile , dettagliato e
presente ma assolutamente non affaticante.
Il basso e molto preciso e assolutamente non in evidenza ma
sufficiente. Sono davvero grandi diffusori.
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Come suonano
dal sito di Luciano Milossa : |
http://www.milossaluciano.com/focal%20jm%20lab%20micro%20utopia%20be.htm
Nel mio solito peregrinare tra i mercatini
e negozi del web alla ricerca dell’affare audiofilo da leccarsi le
orecchie, poco tempo or sono, mi imbattei in una coppia di Focal JM lab
Micro Utopia BE, in vendita usate dal mio Pusher privilegiato, Davide
Sbisà, patron di Audiocostruzioni.
Come moltissimi di voi sanno Sbisà da un
bel po’ di tempo si è ritagliato una meritatissima nomea di ottimo
fornitore di alta fedeltà a tutti i livelli.
Complice un carattere gentile, l’assoluta
onestà della persona, la disponibilità ad andare incontro alle
difficoltà oggettive di avere a disposizione il denaro occorrente tutto
in un’unica soluzione, credo di poter affermare che ad oggi sia uno dei
migliori commercianti di giocattoli hifi sulla piazza.
Breve telefonata per trattare il ritiro
delle mie splendide Mastersound, la possibilità di organizzare
un’ascolto e magari quella di provare le microutopia nel mio “campo di
battaglia” e parto alla volta di Carpi e ritorno con, in macchina, due
scatoloni targati Made in France.
C’è da premettere che la JM Lab nel tempo
si è ritagliata uno dei posti più ambiti nell’olimpo dei migliori in
assoluto del mondo diffusori, la linea Utopia rappresenta uno dei sogni
più ricorrenti nei salotti buoni degli audiofili, anche se come tutte le
perle ha anche i suoi detrattori, ma in fondo è giustissimo così,
complici probabilmente dei prezzi assolutamente pesanti, basti pensare
che le micro sono la porta d’ingresso al mondo Utopia e complete dei
suoi stand viaggiano oltre i 6000 euro di listino, che per un diffusore
da supporto sono davvero tantissimi, per non parlare del top di gamma da
70.000 euro che pone seriamente il dubbio se sia lecito acquistarli
oppure optare per un’appartamentino in montagna!!
Fatto sta che il fascino Utopia mi era
sempre balenato nella mente, soprattutto dopo un’ascolto molto appagante
delle più “modeste” 1007BE che mi avevano colpito per la loro assoluta
qualità, e non meno per la loro bellezza.
Arrivato a casa sballo le gioielline e le
tolgo dal loro sacco di panno rosso, che fa molto belle epoque, e resto
qualche minuto in contemplazione ad osservare l’assoluta bellezza di
queste micro, la finitura è l’avantgarde, tutto è impeccabile e il peso
importante lasciano immaginare una profusione assoluta di vera qualità
allo stato dell’arte, in poche parole bellissime da morire!
Le collego e da li iniziano gli ascolti
protratti in varie giornate.
A pilotare le francesine c’è il mio fedele
Audio Analogue Maestro, che considero sempre uno dei migliori integrati
in circolazione, la sorgente è lo splendido shanling TD200SCD e la
cavetteria è All Faber’s.
Confesso che i primi ascolti non sono
stati fatti con le orecchie ma con gli occhi, come nel caso di Sonus
Faber è difficile se non impossibile non essere condizionati dalla
bellezza realizzativa, certo Sonus Faber ci aggiunge un design ancora
più bello ed unico, del resto noi Italiani siamo famosi per la capacità
di creare oggetti di una bellezza e di un’eleganza unica nel mondo.
Dopo esser riuscito a mettere l’estetica
in secondo piano, ho potuto iniziare ad ascoltare le francesi e vi
riassumo il tutto molto brevemente, perché io sono un semplice
appassionato e come recensore sono la pulce tra le pulci, semplicemente
ci tengo a far sapere ad altri le mie impressioni, in quanto se
condivise o no comunque generano interessantissime discussioni che
arricchiscono tutti gli audiofili ed in primis me stesso.
La prima sorpresa positiva è stata lo
scoprire una gamma bassa assolutamente corretta ed appagante, cosa che
mi assillava un po’ la testa, per alcune considerazioni di colleghi
audiofili, proprio su questo range delle Micro, infatti, più di qualcuno
aveva lamentato un’evidente carenza del basso delle francesine, ma,
complice il mio ambiente piccolino, il basso c’è e c’è tutto, per quanto
possibile per un diffusore da stand, comunque a livello delle
Mastersound che come sempre da me affermato avevano una gamma bassa
stupenda.
Il basso è corposo, caldo ma assolutamente
articolato e dinamico, in tutte le situazioni riesce a districarsi e a
restituire una leggibilità del suono di livello assoluto, in nessun caso
e con nessun genere musicale sono riuscito ad impastarlo o anche più
semplicemente a velarlo, il basso resta impeccabile, scende in modo
appagante, le percussioni sono perfette e mai nervose, in pratica un
basso che definirei un pelo meno grasso di una Sonus Faber Auditor e
molto più preciso ed articolato, paritetico alle Mastersound Classic e
ad un’Adamantes III ( anche se in questo caso quello delle Micro è
comunque più caldo).
Ascoltando le percussioni dell’ultima
traccia del CD sampler della Burmaster, l’effetto realismo è
eccezionale, certo è innegabile che una B&W 800D sia mooolto più
coinvolgente ed entusiasmante con questo brano, ma ognuno di noi deve
trarre il massimo possibile dal proprio ambiente e spesso dal proprio
budget, nel caso dell’ambiente tutto quello che va oltre a quel limite o
è assolutamente sprecato o spessissimo è addirittura deleterio per il
suono.
Entriamo nel range che a mio
personalissimo avviso è l’eccellenza di questo diffusore: la gamma
medioalta.
Qui, nel mio piccolo bagaglio di
esperienze, la microutopia BE raggiunge il vertice assoluto nel panorama
diffusori da supporto, probabilmente in compagnia di qualche alto, ma
ripeto, qualche!
Il pianoforte è di una naturalezza
incredibile, è vivido e possente nei suoi passaggi più sostenuti, è
delicato quando l’esecutore vuole che sia così, il miglior pianoforte
sentito insieme a un paio di esperienze vissute con catene di assoluto
TOP, e di conseguente prezzo terrificante.
Le voci sono di un realismo incredibile,
sia le maschili che le femminili, riescono a ricreare una sorta di
tridimensionalità fuori del comune, con una facilità di emissione che
per le prime volte nella mia carriera audiofila mi ha permesso di
appoggiare il telecomando sul divano e lasciarmi ascoltare semplicemente
la musica, lo so che per molti questa è la logica normalità ma per un
telecomandofobicodipendente come me ha quasi del mistico
J
La gamma alta è dettagliata in modo
esaltante ma con una dolcezza di emissione che mi ha trasportato nel
giardino del relax praticamente ad ogni ascolto, ovviamente quando parlo
di dolcezza non intendo mielosità, ma dolcezza vera, di quella hifi, di
quella che possono sfoderare solamente le realizzazioni di assoluto
livello, l’altra dolcezza, quella mielosa la si ottiene con qualche bel
cavo ambrato o con un cross over di quelli modello medicina risolutrice,
in entrambi i casi non sono assolutamente per me.
L’ ascolto è appagante, in tutte le sue
forme, la timbrica, che chiaramente è molto soggettiva, è per i miei
gusti stupenda, mentre l’immagine, che è oggettiva ( se un violino è lì,
significa che è lì, e se poi cambio un componente e quel violino non è
più lì ma è più la o più lì o più in qui, oggettivamente qualcosa è
cambiato J
) e la migliore assoluta proposta tra le mie infelici mura.
Il palcoscenico è grande e profondo, le
cantanti sono a 170cm da terra ( questo per rassicurare Ninosabbath), in
larghezza si supera in modo inequivocabile il posizionamento dei
diffusori, il tutto districato in tutti i piani sonori, con tantissima
aria tra tutti gli strumenti, la musica è eterea carica di riverberi che
ricreano l’ ambienza necessaria all' illusione di trovarci lì nella
stanza dove stanno suonando, veramente uno spettacolo per l’“occhio”.
In conclusione non voglio annoiarvi con le
sviolinate sulla qualità di questo parametro o di quello, vi dico che
per me, le Micro Utopia BE, rappresentano quanto di meglio ho potuto
sentire tra le mie mura, sono belle da morire, sono esageratamente care
come tutto quanto nel nostro hobby,
sono vergognosamente care in modo
assoluto, ma sono felice come un bambino cretino, per averle acquistate,
perdonatemi per questo, vi chiedo solo un pelino di comprensione, sono
sciocco e infantile, ma in questi giorni mi sorride anche il ………………………
ehm, cuoreJ
Luciano M.
Una finitura
incredibile , sono bellissime !!!!!
Veramente costose
!!
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