Recensioni e Schede      

Diffusori due vie  AStri Audio  Deneb e Albireo

 

 

Di cosa si tratta

Diffusori a due vie

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Produttore

AStri Audio Italia  www.astriaudio.com

Caratteristiche

Reflex 90 Db

 Costo

3100/00 euro anno 2008  modello Deneb  3900/00 euro modello Albireo  Audiocostruzioni di Sbisa' Giovanni e c snc Via Grosoli 6 - 41012  Carpi MO - tel 059.685054  info@audiocostruzioni.com  e punto vendita AStri Audio chiedere

 

Date una occhiata nella sezione Occasioni  alcuni pezzi a prezzo davvero ottimo

 

Caratteristiche:

 

Deneb

 

       

 

Albireo:

 

               

 

Descrizione:

 

Favolosi diffusori due vie , costruiti  completamente in Italia , da professionisti  capaci e che producono queste cose sopratutto per amore .   Tutto e nato a seguito colloquio con il Sig. Alberto Sabbatini  dove mi parlava di questi diffusori , che avevano riscontrato molto successo e che si sarebbero tranquillamente  scontrati alla pari con la serie 805 Signature della B&W ...  niente meno !!!

Visto che ne dispone di una coppia di colore blu che può fornirmi per una prova , accetto volentieri e attendo il tutto.

Detto fatto ,  dopo  1 gg mi arrivano due solidi imballi con dentro  questi  gioellini.

Con un frontale completamente in massello di Faggio e  fianchetti laterali laccati blu , la prima impressione visiva e davvero magnifica .

Il woofer  da 130 mm leggermente  sporgente e montato dall'interno , l'accordo reflex e posizionato davanti.

La solidità e a i massimi livelli e come dicevo sopra la finitura e  veramente eccellente .

 

Scheda fotografica:

 

Deneb  La versione Noce - Grigio

 

 

 

 

 

La versione Cigliegio - Avorio

 

 

La versione Faggio Blu

 

 

 

 

 

 

Albireo

 

 

 

Albireo satinato

 

 

Vediamo dietro:

 

 

 

Imballo:

 

 

Come suonano:

 

Ultimamente  faccio molto caso alla costruzione del mobile , sopratutto per diffusori di qualità , in quanto penso che  sia fondamentale per un buon risultato . In questo caso il mobile e sordissimo e costruito in maniera impressionante.

Collego prima con un amplificazione a stato solido  MBL , molto neutra e prescisa  e poi passo ad un valvolare MingDA  e devo dire che  quallo che impressiona in questi diffusori e l'apertura della scena davvero notevole e il mix di dolcezza della riproduzione senza pero' perdere nessun dettaglio !!!

Ed ecco che il basso riprodotto dai diffusori assume caratteristiche di notevole coerenza ed estensione, soprattutto se si tiene conto delle dimensioni del mobile, dotate  di una gamma bassa mai eccessivamente asciutta e  una morbidezza di fondo decisamente piacevole e musicale,  La gamma medio alta  caratterizzata da un tweeter dal carattere vellutato e, nonostante si presenti piuttosto chiara ed aperta, mantiene significative caratteristiche di dolcezza ed accuratezza.

Questi diffusori mi hanno davvero impressionato , sarà mia premura fare avere questi diffusori alle persone che di solito mi aiutano con le recensioni per avere anche il loro parere.

 

In ogni caso se volete venirle a sentire , previo appuntamento , siete i benvenuti

 

Se interessa acquistarle:

 

3100/00 euro anno 2008  Audiocostruzioni di Sbisa' Giovanni e c snc Via Grosoli 6 - 41012  Carpi MO - tel 059.685054  info@audiocostruzioni.com  e punto vendita AStri Audio chiedere

 

Prezzo speciale per il modello da esposizione

 

 

La recensione di Cristiano:

 

 

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

AStri C1 Deneb

Bookshelf Speakers

 

Passione per la musica, professionalità ed esperienza: ecco i fattori che hanno determinato nel 2004 la nascita di Astri.

Esordisce così, anche sul bellissimo sito web www.astriaudio.com, la descrizione della Astri srl uninominale ideata e fondata dal dott. Alberto Sabbatini in quel di Belforte del Chienti, un piccolo comune del maceratese, nel cuore di una zona storicamente intrisa di antiche tradizioni e sopraffino artigianato.

Un’area geografica alla quale, forse per un certosino gioco del destino, un mantovano puro come me è legato sia da vicissitudini personali che famigliari: medievali cittadine e bucolici paesetti vicinissimi a Belforte, come S. Severino Marche o Loro Piceno, hanno più volte incrociato il mio percorso di vita ed il mio affetto perché lungo le loro vie camminano e, ahimè, hanno camminato alcune persone a me care.

Cristiano

Il battesimo sul mercato (correva appunto l’anno 2004) avviene proprio grazie ad una linea già ben definita di sistemi d’altoparlanti i cui nomi riprendono quelli astronomici assegnati alle stelle costituenti la costellazione del Cigno, ad ossequio metaforico di una delle più belle favole scritte dal celebre Hans Christian Andersen, “Il brutto anatroccolo”. Si trattava di Albireo (un quasi tre vie con gli altoparlanti in configurazione simmetrica), Gienah, un poderoso sub-woofer attivo oggi non più prodotto e, appunto, i due vie bookshelf Deneb, oggetto della presente prova.

Nel giro di pochissimi anni, il ventaglio produttivo si allarga verso originali ed efficaci correttori d’ambiente, cavi ed accessori, sino ad una linea completa di amplificazioni valvolari no-compromise.

Attualmente la società si avvale della competenza di un dinamico nucleo di collaboratori, capeggiata proprio da Sabbatini, deus ex-machina di AStri e già esperto consulente di Marketing in aziende leader nel settore dell’hi-fi car e dell’audio professionale, appassionato di musica, ebanisteria e design industriale.

Fra essi, oltre ad un designer di lunga esperienza maturata nel settore dell’alta fedeltà al quale è affidata tutta la progettazione meccanica, l’ingegnerizzazione e l’industrializzazione secondo le più moderne tecniche di CAD-CAM; un Quality Control Manager che assicura la gestione dei passaggi di produzione per arrivare al prodotto finito e due abili operatori tecnici, che seguono tutte le fasi della lavorazione e dell’assemblaggio dei prodotti, vi è anche l’acoustic R&D manager Giuliano Nicoletti, accreditato progettista sia di altoparlanti che di interi sistemi di altoparlanti.

Agli appassionati più attenti, il nome di Nicoletti è spontaneamente associato a funzioni di stimato responsabile tecnico per riviste specializzate di settore (su carta e on-line), di un profondo conoscitore di tecniche di registrazione in studio e in sistemi di analisi e verifica quali Klippel, Mls, Clio e FEM modeling.

Se le Deneb fossero (come sospetto) fuoriuscite dalla matita del Nicoletti, beh, esse allora appaiono il suo più fulgido ed eloquente capolavoro.

Oltre al peculiare assetto organizzativo aziendale, AStri si avvale della collaborazione di aziende esclusivamente nazionali fra studi di design, laboratori di ebanisti, costruttori di altoparlanti, officine meccaniche ed artigianali, rigorosamente selezionate dal team di Belforte in funzione del basilare requisito della qualità sotto tutti i punti di vista. Per tali motivi, tutti i prodotti AStri sono orgogliosamente descritti come “Hand made in Italy”. Ed è proprio questa esclusività che pone immediatamente in risalto l’ingresso nell’arena hi-end di AStri sulle principali testate giornalistiche internazionali di settore, che altrimenti avrebbe rischiato di passare pressoché inosservato o semplicemente citato per dovere di cronaca quale (ennesimo) nuovo costruttore più o meno originale di diffusori. Personalmente, non mi è dunque parsa la solita banalità campata in aria, quel motto coniato con malcelato orgoglio da mr. Sabbatini, sul fatto che “AStri nasce per coloro che cercano non solo un dato tecnico senza compromessi, ma che vogliono distinguersi e possedere un’opera unica per design e contenuti passionali”, con l’obiettivo di realizzare una magia d’ascolto nel rispetto della filosofia aziendale denominata: Sound-Evolution-Space.

Mentre digito sulla tastiera del mio notebook le presenti note d’ascolto,  ben due coppie di diffusori AStri Deneb hanno fatto capolino per un congruo lasso di tempo sul mio impianto principale: un primo modello identificato col suffisso “CA”, rifinito in massello di ciliegio abbinato ad una laccatura delle pareti laterali e posteriore di color avorio, e l’attuale coppia contraddistinta dal suffisso “NN”, ovvero realizzata con finiture in massello di noce abbinato alla laccatura nera.

E’ disponibile anche una terza finitura forse ancor più giovanile e briosa, denominata “FB”,  costituita da un biondissimo massello di faggio abbinato ad una sfavillante laccatura blu chiaro, quasi elettrico.

Siccome i miei gusti rimangono marcatamente aggrappati alla tradizione dei legni e dei colori abiurando sovente l’innovazione stilistica pur apprezzandone originalità e soluzioni, la mia preferenza è immancabilmente caduta sulle venature calde del noce nazionale, pur constatando l’altissima ebanisteria delle altre essenze proposte.

I diffusori sono commercializzati ognuno in un proprio imballo di cartone, sul quale è riportato ovviamente il modello, la finitura, il numero di serie ed il canale stereofonico (destro o sinistro) del prodotto.

 

COSTRUZIONE

Le AStri Deneb sono un sistema d’altoparlanti stereofonico a due vie, con posizione invertita degli altoparlanti rispetto a quanto si è soliti riscontrare in analoghi progetti attualmente in commercio, col tweeter sottostante il woofer per allinearne le distanze dal punto di ascolto qualora si posizionino su uno stand o a libreria, o comunque in posizione elevata rispetto al piano di calpestio.

Il Woofer è un trasduttore magneto-dinamico da 13cm di diametro in realizzazione custom, contraddistinto dal cono in polipropilene, sospensione in gomma, cestello in lamiera stampata, bobina in rame da 25mm con supporto lungo in epotex® e fondello ribassato, magnete in ferrite da 86mm di diametro e del peso di 380 grammi, raddoppiato da un secondo magnete che ne realizza una schermatura di primo livello.

Anche il Tweeter è un componente custom, realizzato con cupola in seta da 25mm, bobina da 25 mm in rame su supporto in alluminio, magnete in ferrite da 72mm di diametro e  ben 280 grammi di peso, raddoppiato da un secondo magnete per un’analoga schermatura di primo livello.

Il woofer lavora in un carico reflex da 11,84 litri con allineamento B4, accordato alla frequenza di 48Hz. Il condotto reflex, ricavato per fresatura dal massello di legno e dalla sottostante struttura portante in multistrato, è di tipo lamellare ad emissione frontale con andamento ultralineare e foro d’uscita svasato.

Il volume interno è smorzato dalla presenza di materiale assorbente a fibre lunghe, ignifugo, immarcescibile e non tossico.

La cassa, realizzata completamente in legno, è disegnata su di uno scheletro portante in multistrato di betulla da 18mm di spessore, con trattamento idro-repellente; le pareti laterali, superiore e inferiore sono incastrate e incollate, oltre che raddoppiate da un pannello intermedio opportunamente forato e studiato per assolvere a funzioni sia di rinforzo interno che di ostacolo alla simmetria interna.

Infatti, la sezione della cassa è trapezoidale con un pannello di fondo inclinato rispetto al frontale di 18°; in tal modo, nella sua emissione inferiore il woofer non vede una parete perpendicolare. Inoltre, la cassa destra è simmetrica alla sinistra (ovvero speculari, se viste dall’alto) ed entrambe le casse sono identificate con una lettera inserita nella piastra porta terminali retrostante (R per Right ed L per Left).

Lo scheletro principale in betulla è stretto poi dalla solida struttura in massello che costituisce i pannelli frontale, superiore e inferiore, a loro volta incastrati ed incollati. Tale costruzione, oltre a irrigidire ulteriormente il mobile, costituisce infine corpo unico della parte emittente.

Il pannello posteriore realizza la chiusura ermetica con un incastro a baionetta, tenuto in sede da due grossi grani posti sul fondo del diffusore.

Il massello del frontale è costruito partendo da una lastra da 45mm di spessore e lavorato su entrambi i lati con macchine di precisione che effettuano le sedi per gli altoparlanti. La forma anteriore è dettata dalla necessità di riportare su un unico asse i punti di emissione di woofer e tweeter in modo che la loro emissione sia allineata. Un siffatto sistema crea un ritardo temporale per distanza di emissione, determinando nelle intenzioni del progettista la miglior coerenza possibile fra i due trasduttori nella loro emissione acustica. Le smussature laterali riducono al minimo le riflessioni sul baffle, eliminando virtualmente l’effetto bordo.

L’estetica del frontale è completata dal bellissimo logo AStri inciso al laser in basso a destra, quasi fosse la firma artistica dell’autore.

L’ebanisteria è di grande livello, il tutto è realizzato senza alcuna vite a vista, con le pareti laterali e il posteriore verniciati, lucidati e spazzolati con lo stesso lucido utilizzato per la finitura dei parquet. Tale finitura ha il doppio pregio di essere contemporaneamente elastica ed antigraffio (tutto sommato, sui parquet ci si cammina pure!), oltre che lasciare respirare la parte in massello di legno. All’interno, il fissaggio del woofer è assicurato dal Woodclamp®, un sistema appositamente ideato dal team di Belforte del Chienti, costituito da un anello opportunamente dimensionato che preme il trasduttore verso il frontale, mantenendolo in sede dalla pressione costante esercitata su tutta la sua circonferenza: questa soluzione elimina o riduce drasticamente le possibili distorsioni per torsione meccanica  che si verificano con fissaggi tradizionali, utilizzando le flange originali degli stessi altoparlanti.

Appare analogo anche il fissaggio del tweeter; in tal caso però il Woodclamp è realizzato mediante un sandwich di legno e alluminio che stringe magneti e cupola in una struttura elastica (legno) e rigida (alluminio), quindi presumibilmente smorzante.

L’insieme viene premuto contro il pannello frontale da viti affogate nel legno.

Infine, gli elementi emittenti del diffusore si vengono a trovare in un corpo unico con la rigidità, pesantezza ed elasticità garantita dal massello e dal fissaggio, a tutto vantaggio dell’emissione.

Il filtro crossover ha una struttura elettrica a schema parallelo con tagli a 6dB/ott. Durante l’ottimizzazione il progettista ha tenuto conto dell’impedenza degli altoparlanti per ottenere un taglio acustico con pendenza totale di 18 dB/ott. In questo caso l’incrocio elettrico (punta massima nel modulo) si ottiene a circa a 1400 Hz, mentre l’incrocio acustico cade a 2350 Hz.

Le celle sono state realizzate utilizzando dei componenti di indubbia qualità: induttori con rame da 1mm avvolti su nucleo ad altissima permeabilità, condensatori al polipropilene da 250V con un Delta inferiore allo 0,1%, resistori da 15W avvolti con tecnologia Ayrton Perry anti-induttiva, mentre la basetta di supporto è in vetronite con piste da 70micron. Nei diffusori di serie, tutto il filtro risulta resinato e fissato sul pannello posteriore in modo da assicurare il massimo della stabilità a tutti i componenti, preservando da occhi indiscreti le soluzioni progettuali adottate da AStri.

Il diffusore è cablato con cavi a treccia Flat da 14 AWG saldati sia su filtro che sugli altoparlanti mediante stagno al 5% di Argento.

I terminali di connessione sono dei bellissimi e massicci mono-wiring ad alta corrente, d’ottima doratura e montati su di una piastra in legno che riporta, con incisioni al laser, i dati caratteristici del diffusore; i connettori accettano sia cavo spellato fino a 10 AWG, sia banane da 4 mm che forcelle da 6.3mm.

Infine, ogni cassa è dotata di una griglia in acciaio con tela acustica argentata da 90gr/m² appositamente sagomata, che si regge in sede grazie a quattro micro-magneti al neodimio affogati nel legno (quindi a scomparsa), lasciando inalterata una volta rimossa la tela, la bellezza del frontale in massello, perché privo di quegli antiestetici fissaggi plastici soliti a vedersi su diffusori tradizionali. A catalogo sono disponibili dei piedini disaccoppiatori in alluminio calibrati sul peso della cassa, necessari per tutti coloro che non volessero utilizzare gli appositi stands e desiderassero appoggiare le Deneb su di un mobile od una mensola. In ogni caso, questi piedini svolgono la funzione di disaccoppiatori meccanici per impedire la trasmissione delle vibrazioni eventualmente generate dal diffusore.

 

 

IMPRESSIONI D’ASCOLTO

Le AStri Deneb NN sono state collegate ad un finale di potenza Audio Research V-70 mediante cavi di potenza Analog Research Silver Raincoat, pilotato in connessione bilanciata (cavi Sommercable Epilogue e The Source) da un pre Audio Research LS-2B, a cui giunge il segnale musicale da un cd-player integrato Krell KPS 30i; tutto il sistema è sistemato su di un bel tavolino porta elettroniche NorStone Bergen, mentre le Deneb sono state posizionate su supporti NorStone Stylum 2 (sebbene gli stands in mio possesso siano rimarcati Monitor Audio….), d’altezza complessiva pari a circa 60 cm.

Saltuariamente ho utilizzato anche i finali a transistor Albarry M408II e Monrio MP1, il pre Rose RV23S, mantenendo quali riferimenti elettroacustici i diffusori Mastersound Classic e ProAc Response 2.5.

Il manuale d’uso fornito a corredo prevede un nutrito elenco di informazioni utili sul posizionamento dei diffusori in ambiente, sottolineando l’importanza di distanziare le due casse a non meno di 1,5m fra di esse e suggerendo che la loro massima linearità di risposta viene raggiunta con un’inclinazione verso il punto d’ascolto pari a circa 15°, cercando di realizzare una focale posta a circa 50 cm davanti all’ascoltatore.

Sebbene un loro posizionamento in prossimità della parete di fondo non sia affatto sconsigliato fatta salva la possibile compressione della profondità della scena sonora, mi attengo alle indicazioni di massima fornite dal Costruttore, distanziando le Deneb di circa 120cm dalla parete posteriore e di circa 100cm da quelle laterali. Effettivamente, vari spostamenti nel mio ambiente d’ascolto confermano sia la bontà dei suggerimenti forniti da AStri che una certa idiosincrasia dei diffusori verso posizionamenti di fortuna, pena la perdita di coesione prospettica di un’immagine altrimenti ampia ed assai ben focalizzata nei vari piani sonori resi disponibili dalle migliori registrazioni. Infine, anche la rotazione verso il punto d’ascolto non ha più subito variazioni di sorta.

Trattandosi gli esemplari inviatimi dei diffusori dimostrativi, dunque già ben rodati presso l’atelier di Audiocostruzioni in quel di Carpi (io stesso ne ho potuto apprezzare la musicalità con un discreto margine d’attendibilità, abbinati ad un lettore CD Esound E5 Reference ed una coppia pre+finale Tube Technology Seer + Unisis) ho potuto fin da subito apprezzare le qualità dei diffusori marchigiani.

In realtà, il primo ascolto critico del sistema mi ha lasciato alquanto perplesso: nonostante un warm-up dell’amplificazione valvolare pari ad almeno un’ora di funzionamento, le Deneb soffrivano di un’impalpabile ed incomprensibile costrizione musicale, difficilmente quantificabile. In altri termini, si intuivano grandi potenzialità da parte dei diffusori AStri, eppure sembrava che il suono fuoriuscisse dai trasduttori con il freno a mano tirato (metafora impropria, ma calzante).

Un poco imbarazzato, spengo con un briciolo di timore reverenziale tutto l’impianto, quasi arrivando a rimpiangere quelle sensazioni d’ascolto percepite quasi vent’anni prima con un ben più modesto impianto, costituito da un Pioneer PD9300, un Kelvin Labs Integrated ed una coppia di mai dimenticate Infinity RS5K. Il mio apparato uditivo non godeva di splendida forma, ovvero avevo erroneamente invertito le polarità di connessione dei cavi di potenza sul diffusore di sinistra!

Ripristinati i corretti collegamenti, riprendo le sessioni d’ascolto soltanto il giorno successivo, basandomi immediatamente sulle solite tracce di riferimento tratte dal repertorio post-Dream Theater di Kevin Moore. Nel Krell HPS30i gira Colorblind, prima traccia dell’album “Dead Air for Radios” uscito nel 1998 a firma del progetto Chroma Key: le abissali linee elettroniche di basso risultano certamente attenuate rispetto alla performance delle Response 2.5, ma si percepiscono chiaramente, contribuendo ad una sonorità complessiva per nulla esile e/o priva di armoniche fondamentali.  Le Deneb sfoderano una voce ed una grinta insospettabili a fronte del piccolo trasduttore da 13cm adoperato, a conferma di un reale accordo reflex a quei 48 Hz dichiarati dal costruttore marchigiano di cui avevo dubitato con uno dei due diffusori connesso con le polarità invertite. Anzi, la sensazione di un suono proveniente da un sistema di maggior litraggio è netta e resa ancor più evidente col finale V-70 piuttosto che con i 110W/ch dei Monrio MP1.

Ascolto dunque la celeberrima ed intensa Samba pa ti, tratta dal bellissimo “Abraxas” di Carlos Santana in una edizione remasterizzata di buona qualità, sebbene trattasi di una registrazione risalente al lontano 1970: la Gibson di Santana si staglia nettissima al centro della scatola sonora, ricreando un centro immagine marmoreo; ma ecco una percussione d’accompagnamento provenire dal fianco esterno di uno dei due canali con un realismo, una fisicità, un decadimento naturale delle armoniche percussive che mi colgono un poco di sorpresa, nonostante conosca ogni singola nota della partitura musicale. Proseguo l’ascolto dello stesso disco con Black Magic Woman ed Oye Como Va, rendendomi più consapevole di alcune peculiarità che ritengo contraddistinguano questi diffusori: una rimarchevole naturalezza d’emissione, una notevole trasparenza ed una spiccata capacità d’introspezione del messaggio sonoro, un’encomiabile estensione nella risposta di frequenza e tenuta in potenza ma, soprattutto, una stupenda capacità di discernimento dei vari piani sonori, che riescono a rendere tattili, netti, persino tridimensionali i vari strumenti musicali.

Nel Krell si susseguono dunque William Brothers, Joe Williams, Full Circle, Van Morrison, Sade, Depeche Mode, dandomi una conferma delle prime impressioni d’ascolto: l’immagine riprodotta è molto ampia, larghissima, ben oltre i limiti fisici dei diffusori, permettendo con un ambiente d’ascolto adeguato di distanziarli parecchio senza perciò impoverire la scena acustica al loro centro. Riscontro parimenti una profondità adeguatamente proporzionata, che si colloca sulle medesime prestazioni delle Mastersound Classic, mentre l’altezza è piuttosto influenzata dalla quota del tweeter rispetto a quella delle orecchie dell’ascoltatore in posizione seduta; nella mia mansarda, una “bestia nera” in tal senso, l’altezza è rimarchevole ed inficiata soltanto da registrazioni grossolane ed affette da scatolarità o compressione. All’uopo, le Deneb non fanno assolutamente nulla per mascherare un qualunque difetto di registrazione: i dischi di Joe Williams per la Telarc ad esempio (“Feel the Spirit”), evidenziano una timbrica spesso calda sulle frequenze medie e medio-basse, con l’evidente intento di risaltare la potente voce del jazz-singer di colore, nonostante il piccolo diffusore marchigiano offra una gradevolissima luminosità in gamma medio-alta unitamente ad una raffinatezza e doratura timbrica da parte della cupola morbida del tweeter custom.

Sebbene le Deneb possano incontrare qualche difficoltà nel districare grandi masse orchestrali e non possano evidentemente competere con la possanza e l’estensione verso i gravi di una JBL 4343 o di un’ammiraglia di mr. Thiel, trovo assai apprezzabile la loro eccellente velocità di risposta ai transienti dinamici più repentini, con un piglio dinamico complessivo soddisfacente anche a volumi non particolarmente sostenuti; sotto tali aspetti contribuiscono sicuramente una sensibilità misurata di ben 89dB ed un modulo di carico il cui minimo non scende oltre gli 8 ohm a 240 Hz .

Il carico elettrico del diffusore appare pertanto di tutto riposo per qualsiasi amplificatore, considerato che anche l’argomento del carico non offre sfasamenti gravosi, risultando negativo proprio in prossimità dei 200 Hz: senza effettuare alcun tipo di calcolo, a naso un amplificatore dovrebbe “vedere” un carico massimo pari ad una resistenza pura di poco più di 7 ohm nella gamma di frequenze sopraccitate.

Saccheggiando nella discografia di Bach, Telemann, Mozart e Rossini (in particolare, opere per pochi strumenti a corda e a fiato) ed in quella di alcuni grandi chitarristi attuali impegnati in opere acustiche (Aco Bocina, Marc Knopfler, Kim Simmonds, Eric Clapton) ritorno ad apprezzare la bellezza degli ottoni, il realismo dei violoncelli, il pizzico sulle corde metalliche, ma soprattutto nuovamente il netto discernimento spaziale degli strumenti ed il naturale decadimento delle loro rispettive armoniche.

Riesumo allora tutto quanto nella mia discografia evidenzi parti solistiche di batteria e di percussioni d’ogni tipo, limitandomi a citare Billy Cobham, Amina Claudine Myers, Aster Aweke ed Airto Moreira: ecco allora che le Deneb raggiungono il loro stato di grazia, costringendomi spesso a cercare con lo sguardo tamburi, makuta, timbales e congas che sembrano materializzarsi ora dietro un diffusore, ora al centro della scena sonora, od ancora un poco più a fianco ma ad una diversa quota verticale e/o in profondità. Percepisco chiaramente la forza delle mani impressa dal percussionista di turno, il singolo colpo nelle rullate mozzafiato di Cobham, la nettezza dei contorni di ogni singolo strumento ed i loro differenti decadimenti armonici.

Giungo alle conclusioni: innanzitutto ed a puro livello personale, le AStri Deneb mi sono veramente piaciute sotto ogni aspetto, partendo dalla sopraffina realizzazione ai componenti utilizzati, sino alla loro performance musicale ed alla loro omogeneità tonale senza tempo.

Il loro prezzo di listino, fissato in circa €3100 la coppia IVA inclusa, potrebbe apparire eccessivamente alto: ritengo però che la performance complessiva ottenibile dalle Deneb non sia in nessun parametro deficitaria rispetto ai più autorevoli e pregiati concorrenti internazionali per tipologia e fascia merceologica.

Anche per tali motivi, le AStri Deneb riescono a suonare molto bene già con una buona amplificazione ed un’ottima sorgente, ma per esprimersi al meglio pretendono conseguentemente abbinamenti eccellenti. Nonostante l’efficienza medio-alta, ritengo non si debba lesinare sulla potenza e sulla corrente erogabile dai finali di potenza, valvolari o a stato solido che siano: l’accoppiata ibrida valvole+fet Audio Research ne è allo scopo uno splendido esempio.

Qualcuno potrebbe dunque obiettare sulla qualità degli altoparlanti utilizzati, che certamente non fanno parte di nessuna linea elitaria di Scan Speak, Morel, Dynaudio o Focal, ma che sono invece il risultato custom di ottimi trasduttori italiani adattati allo specifico progetto; oltre a ciò, l’intero prodotto è interamente progettato e realizzato in Italia con soli componenti nazionali, elevando l’intera produzione elettroacustica AStri rispetto alla stragrande maggioranza delle realizzazioni mondiali in tale specifico segmento merceologico.

In altre parole, si è oggettivamente di fronte a prodotti unici ed artigianali.

Oltre venticinque anni fa, con simili prerogative, Sonus Faber è divenuta un mito nell’arena hi-end. Il paragone non è affatto casuale, perché ritengo che sotto taluni aspetti mr. Sabbatini sia andato coraggiosamente oltre.

 

 

 

Buoni ascolti e sensazioni.

Cristiano Nevi 

 marvel147@gmail.com  

 

 

Le recensioni pubblicate su AStri Audio :

 

12 Sep 2007

VideoHiFi.com

Deneb BL

12 Sep 2007

VideoHiFi.com

Interview with Alberto Sabbatini

05 Dec 2006

Fedeltà del Suono

Alnilam 1040

02 Dec 2006

FDS Awards 2006

Corrector (Winner)

09 Nov 2006

VideoHiFi.com

Alnilam 1040 + Alnitak 2020

01 Aug 2006

Guide di Fedeltà del Suono

Corrector

16 Dec 2005

Guide di Fedeltà del Suono

Multichannel System

28 Nov 2005

Fedeltà del Suono

Albilreo FB + ST 50 FB

17 Oct 2005

Audioreview

Albilreo FB + ST 50 FB

 

Il commento di Andrea :

 

Era da tanto tempo che non facevo visita a davide e finalmente sabato 
mattina ne ho avuto occasione: visto che un amico doveva andare a fare 
acquisti da lui, non mi sono certo fatto pregare per accompagnarlo. 
dopo una mattinata trascorsa a fare varie prove e ad ascoltare tante 
cose interessanti, il buon davide ha iniziato a "scartare" una coppia 
di diffusori spiegandoci che si tratta di un prodotto un po' 
particolare che ha avuto in prova da un'azienda italiana, la "astri 
audio". mai sentita, gli dico. appena estratti dall'imballo hanno 
catalizzato la nostra attenzione in quanto si tratta di diffusori 
veramente particolari, sia nel design che nella qualità  costruttiva per 
la quale -e si nota al primo sguardo- non si e  proprio badato a spese. 
si tratta di ottimi pezzi di arredo che in un ambiente moderno rendono 
in maniera ineguagliabile. la prima domanda che faccio a davide 
riguarda ovviamente il prezzo..."non sono propriamente economiche" -
dice lui- "siamo sui tremila euro". io e il mio amico ci guardiamo e 
l'espressione e eloquente: abbiamo stampato in fronte "non li valgono, 
sono pazzi!" . anche davide inizialmente non sembra convinto che il 
rapporto qualità  prezzo sia favorevole ma prosegue nel suo lavoro: li 
sistema nella saletta e gli collega la prima amplificazione a stato 
solido. parte il cd... mario venuti inizia a cantare... ecco gli 
strumenti... tutti e tre ci guardiamo... e pronunciamo praticamente 
all'unisono la frase "li valgono". 
l'ascolto e stato breve ma 
l'impressione e che questo diffusore sia molto caldo, nitido ed 
equilibrato, con prestazioni che hanno solo casse di dimensioni 
maggiori ma senza incontrare gli squilibri e le problematiche che a 
volte si hanno in alcune casse da pavimento. i componenti sono di 
prim'ordine; si vede e si sente. all'ascolto, sotto certi aspetti mi 
hanno ricordato molto le famose casse di davide, quelle in massello, 
con componenti scan-speak. riguardo alla costruzione, il prodotto e
veramente artigianale e sono costruite in maniera impeccabile e la 
rifinitura e curata nei minimi dettagli. non cè¨ dubbio, si tratta di 
un gran prodotto e le foto quasi non gli rendono giustizia... e con un  
po' di sconto potrebbero rappresentare  veramente un "best buy" per chi  
cerca il diffusore definitivo.
 
ciao

 

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