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La recensione di Cristiano: |
APPUNTI e NOTE
D’ASCOLTO
Monitor
Audio Gold Signature GS10
Sistema d’altoparlanti da supporto
I miei primi approcci con la
“vera” alta fedeltà hanno inizio verso la metà degli anni ’80 dopo
un’iniziazione con le imperanti linee commerciali delle major
giapponesi, fra cui cito per quanto mi concerne, Pioneer, Technics,
Hitachi, Kenwood, essenzialmente per merito di quella new-wave
stereofonica dal passaporto inglese che contribuirà, in quegli anni, ad
una vera e propria rinascita dell’interesse generale verso la
riproduzione musicale di alta qualità.
Seppure in gioventù colpito ed
abbagliato dal big-sound americano, in realtà è quel peculiare aplomb
delle elettroniche e dei diffusori inglesi che cominciano ad ammaliarmi
in modo sempre più avvincente e convincente, sino a spingermi verso una
rivoluzione sia timbrica che, di conseguenza, concettuale del mio
impianto, sposando l’approccio del classico integrato di bassa potenza
ma di altissime prerogative soniche (su tutti, Kelvin Labs) abbinato ad
una coppia di minidiffusori di regale pedigree (Gale, Spendor) e
front-end essenziale ma impeccabile (Rega e… Thorens!?!).
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Cristiano |
E se all’epoca strimpellavo con
discreti risultati la chitarra acustica dilettandomi pure al basso
elettrico attraverso degli enormi diffusori professionali JBL ad
altissima sensibilità (quelli coi woofers da
20 pollici in “Aquaplas” o qualcosa del genere e giganteschi
tweeters a tromba, dinamicamente mostruosi), ancor oggi rimane la
passione verso il sistema d’altoparlanti da stand, grazie anche a
progetti che nel tempo hanno subito un’eccezionale evoluzione
estetica e qualitativa. |
Di Monitor Audio rimasi
esterrefatto, circa 10-12 anni fa, per le prestazioni elevatissime
offerte da un progetto invero assai economico, il modello Monitor 101,
contraddistinto da una musicalità che addirittura arrivava quasi a
rivaleggiare con le celeberrime SF Concertino prima serie, esse stesse
considerate da critica ed appassionati dei veri e propri “ammazza
giganti” in ambito mid-class.
Chiaramente anche Monitor Audio
proponeva soluzioni qualitative ed economiche di ben altro rango, ma
tutta questa introduzione era necessaria per porre in evidenza la figura
del fondatore di M.A., quel Mo Iqbal che a ragione è considerato uno dei
più grandi e geniali progettisti di sistemi d’altoparlanti tutt’ora in
circolazione, grazie a realizzazioni che hanno saputo sempre
rivaleggiare ad armi pari con le più celebri ed importanti factory
inglesi, e non solo.
Infatti, è con grandissimo
interesse e malcelata felicità che ho accolto fra le mura domestiche una
fiammante coppia di GS10 color mogano, giratemi intonse ed imballate da
parte dell’amico Davide Sbisà, direttamente dal distributore nazionale.
Attualmente, la linea Gold Signature costituisce il secondo segmento
produttivo più prestigioso del costruttore dell’Essex, superato soltanto
dalla serie Platinum. Ispirandosi l’intera linea produttiva ai metalli
preziosi ed al loro valore commerciale, sportivo e simbolico, seguono
quindi le serie Silver ed ovviamente Bronze, però con suffisso Reference
che, unitamente alla linea Radius, costituiscono il segmento commerciale
più economico ma affatto banale e scontato di M.A.
I diffusori si presentano assai
ben rifiniti, di dimensioni certamente compatte ma che sanno infondere
immediatamente una sensazione di solidità e robustezza, indotta anche
dal peso piuttosto rilevante per due sistemi di siffatta fattura.
Trattasi di un classico sistema a due vie in bass-reflex con condotto
posteriore, la cui peculiarità si estrinseca ancora una volta nella
tecnologia e costruzione dei trasduttori: occorre infatti rammentare
che, pressoché dalla sua nascita, il marchio inglese ha stretto una
forte collaborazione col costruttore d’altoparlanti Elac per la
produzione dei suoi trasduttori con membrane metalliche (in particolare
i tweeters), costituite inizialmente da alluminio anodizzato sino ad
arrivare all’attuale lega alluminio-magnesio.
Armandomi dunque di apposita
chiave a brugola, mi sono accinto a smontare completamente uno dei due
diffusori, contemporaneamente documentandomi sia attraverso il manuale
d’uso allegato, sia presso il mio fornitore sulle sue caratteristiche
tecniche dichiarate. Com’è possibile constatare anche dalle fotografie
allegate, la linea sobria delle GS10 si contrappone al design
tecnologico dettato dalle ghiere metalliche di bloccaggio dei due
altoparlanti, entrambi parimenti contraddistinti da un aspetto
d’ingegneria d’ultima generazione, che trasudano un investimento a monte
volto ad una qualità elevata e scevra da particolari compromessi
costruttivi. Le viti di fissaggio non sono come da prassi direttamente
affogate nel legno, ma si avvitano in appositi profili femmina
metallici, ovviamente filettati, per un accoppiamento col cabinet di
grande e duratura robustezza. Nella ghiera di copertura del woofer sono
altresì ricavati quattro incavi atti al sostegno della griglia in
tessuto ovviando, di fatto, agli antiestetici fori di fissaggio, di
norma posti agli angoli frontali del diffusore. Tali piccole
raffinatezze sono il naturale compendio ad un cabinet di notevole
spessore ed impeccabile realizzazione e finitura, peraltro internamente
rinforzato, e ad un’originale morsettiera posteriore di robusta
costruzione, piuttosto versatile (non sono accettate le terminazioni a
banana, ad ossequio delle più restrittive norme armonizzate a tutela
della sicurezza dell’utente finale), predisposta per il bi-wiring e che,
intelligentemente, non si tratta dell’ennesima e risicata vaschetta
concava di plastica che sovente non agevola le operazioni di
collegamento con le varie terminazioni dei cavi di potenza. Osservando
il mid-woofer, se ne evince una realizzazione qualitativa tutt’altro che
scontata, a partire dal cestello metallico assai aerodinamico, la
schermatura del magnete, la fattura dell’ogiva centrale rifasatrice,
anch’essa metallica e la bellissima membrana corrugata, realizzata in
lega di magnesio-alluminio attraverso un sofisticato trattamento che ne
determina contemporaneamente un’elevata leggerezza, spessori minimali ed
una grande rigidità. Anche il tweeter risulta realizzato da una lega
d’alluminio, la cui peculiare lavorazione di anodizzazione ne rende la
membrana d’una intrigante tonalità dorata; il complesso magnetico in
ferrite offre dimensioni ragguardevoli, all’interno di una considerevole
camera posteriore di decompressione. Tali prerogative costruttive
permettono al trasduttore per le note acute di spingere la propria
risposta di frequenza sino ad oltre i 40kHz. Il condotto d’accordo,
anch’esso fissato con viti anziché coi più banali ed economici fissaggi
ad incastro o per incollatura, sfocia sulla parete posteriore
esattamente in asse al tweeter. Il suo diametro non appare
eccessivamente grande ma ben sviluppato in lunghezza, con striature
scanalate brevettate (sul manuale compaiono qua e là svariate ®) che
dovrebbero assicurare uno spostamento a maggior velocità del flusso
d’aria che lo attraversa in regime di turbolenza, probabilmente
diminuendo il rumore di soffiatura. Il crossover è montato
immediatamente a ridosso della morsettiera e disposto su due piccole
schede sovrapposte; i componenti appaiono di ottima qualità, con le
resistenze ed i condensatori direttamente marchiati col logo M.A.
Tentando di seguire le varie piste fra i componenti impiegati, i filtri
passa-basso e passa-alto sembrano realizzati con celle di attenuazione
da 12 dB per ottava, di cui quella relativa al tweeter smorzata da una
resistenza di discreto valore, mentre sul woofer compare probabilmente
(non ne sono affatto sicuro, vista la difficoltà nell’ispezione visiva
senza smontare il tutto) un gruppo RLC-serie, atto a contenere una
qualche risonanza intrinseca generata dalla membrana metallica del
componente per la riproduzione delle note più basse, sicuramente ben
oltre la frequenza di taglio.
Le GS10 sono state inserite
nella mia solita catena audio, di seguito descritta: meccaniche CD
Proceed PCT ed Advance Acoustic MCD403, dac Lector Digicode ed Advance
Acoustic MDA503, preamplificatore RS-Acustica Venice Two Custom, finali
Albarry M408II e Ming-Da MC845-C. Per le connessioni mi sono affidato al
notevole cavo digitale coassiale Megaride Audio Matrix I, ai cavi di
segnale Sommercable Stratos Reference, Monster Cable M1000i,
Van Den Hul Thunderline, agli ottimi Sommercable Elephant SPM440
di potenza in configurazione bi-wiring, oltre ai fidi cavi di
alimentazione Audiocostruzioni SB7 e SB3.
Adagiate sui bellissimi stand in legno e vetro Audiocostruzioni SF
Crystal, le GS10 hanno subito un certo rodaggio prima di essere
sottoposte ad ascolti più mirati e critici. Nei primi tempi ho speso la
maggior parte del tempo ad esse dedicate alla ricerca della loro
migliore posizione all’interno del mio ambiente d’ascolto. Posso con un
certo margine di certezza anticipare fin da subito quanto le Monitor
Audio GS10 siano sensibili sia al collocamento in ambiente che al grado
di rotazione verso il punto d’ascolto: un’eccessiva vicinanza alle
pareti posteriore e laterale altera prevedibilmente la gamma bassa e
medio-bassa, con colorazioni intollerabili nella timbrica (rigonfiamenti
e rinforzi), mentre un’errata rotazione può giungere a vanificare
irrimediabilmente la trasparenza e la risoluzione in gamma media di
questo diffusore, altrimenti quasi spettacolare in tali specifici
parametri. Nel mio ambiente, la collocazione migliore ha previsto una
distanza dalla parete posteriore di circa 100 cm e da quelle laterali di
non meno di 70 cm, sfruttando al massimo la capienza della mia mansarda
al fine di distanziare il più possibile la coppia di diffusori, per una
migliore ricostruzione prospettica della scena sonora, in particolare
sul piano orizzontale.
Nelle prime sessioni d’ascolto ho potuto annotare fin da subito una
gamma alta estesissima, presente, luminosa eppure mai affaticante,
contro un medio-basso un poco lento, legato e colorato. Man mano che il
mid-woofer proseguiva il suo rodaggio, tale sensazione è pressoché
completamente sparita, lasciando la propria firma soltanto su di una
leggera anzi, assai lieve e benefica nota di calore nelle frequenze
medio-basse. Sulle musiche di una bellissima esecuzione della suite
sinfonica Sheherazade di Rimsky-Korsakov (Berliner Philharmoniker,
direzione di Herbert Von Karajan, etichetta DG), inizio a roteare i GS10
verso la posizione d’ascolto, in principio fra loro perfettamente
paralleli. Nel mio ambiente domestico, una rotazione di circa 15-20° si
è rivelata infine il miglior compromesso fra ricostruzione scenica e
risoluzione del dettaglio: quest’ultimo paramento in particolare subisce
un miglioramento chiaramente udibile, permettendo di (ri)scoprire in
gamma media alcuni dettagli in secondo piano e generalmente disciolti
nella “confusione” del magma musicale. Diviene all’uopo un valido
strumento di valutazione l’esordio omonimo risalente al 1991 degli
stravaganti Naked Sun, la cui musica poteva paragonarsi ad un connubio
fra i Queen più metallari ed i Van Halen più elettronici, pur
presentando una lirica talvolta esaltante, ove con diffusori meno
precisi alcuni passaggi di sintetizzatore vengono generalmente sommersi
dal muro di suono generato da chitarre e basso in evidente distorsione.
Sotto tale aspetto, le GS10 risultano letteralmente fedeli al nome del
marchio, fungendo da precisi ed analitici monitor professionali: oltre a
ciò, non si annoverano altre analogie con le prestazioni che ci si
attende dai tipici monitor ravvicinati da studio di registrazione, in
considerazione dell’immagine sonora che le M.A. riescono a ricreare in
ambiente, come detto ottimamente dilatata sul piano orizzontale e
contraddistinta da una profondità molto buona, appena deficitaria in
altezza, ma solo con registrazioni mediocri e comunque non all’altezza
di cotanta qualità di riproduzione. L’assetto timbrico, grazie anche
alla prestazione elevata ed all’apertura delle gamme alta ed altissima,
può definirsi tendenzialmente neutro, appena chiaro, assai benefico
negli abbinamenti sia con amplificazioni valvolari “old-style oriented”
che a mosfet.
Come disquisivo poc’anzi, la musica sinfonica offre altresì lo spunto
per approfondire le prestazioni dei diffusori sulla dinamica e verso le
frequenze più basse, estese ben oltre quanto ci si possa aspettare in
considerazione delle effettive dimensioni delle GS10: il basso è solido,
discretamente frenato, efficacemente modulato, ampiamente soddisfacente
in ambienti d’ascolto di normale cubatura domestica (secondo gli attuali
canoni edili). Bellissima la restituzione del contrabbasso, ove ne sono
doverosamente rispettati sia la timbrica rugosa che i tempi di
decadimento delle armoniche superiori. Ovviamente sorgono alcune
costrizioni nella riproduzione a volumi sostenuti di grande masse
orchestrali e della prima ottava dell’organo a canne, ma quanto
sottaciuto viene comunque ampiamente ricompensato dalla resa delle
frequenze immediatamente superiori e, in particolare, della calibrata
omogeneità tonale fra il basso ed il medio-basso. Anche la dinamica e,
soprattutto, la velocità di risposta ai transienti dinamici risultano
elargite in maniera netta, decisa, quasi nervosa, sostenendo validamente
anche i generi musicali privi di strutture ritmico-percussive.
L’ascolto delle voci conferma la notevole prestazione delle Monitor
Audio in gamma media e medio-alta: in particolare, impressiona
favorevolmente la restituzione delle voci femminili, che a tratti
appaiono persino plastiche all’interno della scatola sonora, con un buon
senso di veridicità ed un
controllo che mantiene sempre sibilanti e fatica d’ascolto a debita
distanza. Le voci maschili risultano appena rischiarate, non
necessariamente ringiovanite come talvolta si è soliti indicare per
semplificare il concetto, anzi piuttosto non prive di un discreto corpo
che ne contrasta efficacemente intollerabili costrizioni prospettiche.
Raffinate col jazz, rigorose con la classica, persino aggressive col
rock e la musica ritmata in genere, le GS10 si sono infine rivelate una
piacevolissima sorpresa, anzi una conferma del know-how raggiunto da
Monitor Audio e del genio del suo fondatore/progettista Mo Iqbal.
Si
aggiungano in ultima analisi le virtù di essere appaganti nella
costruzione e nella qualità dei componenti, contraddistinte da un design
in bilico fra tradizione e tecnologia, adeguatamente rifinite in
funzione della loro classe merceologica ma, soprattutto, capaci (se ben
assecondate) di una prestazione complessiva di caratura e di notevole
trasparenza, le Monitor Audio GS10 sono sicuramente in grado di
soddisfare anche gli audiofili più avvezzi e navigati che non intendano
investire oltre, talvolta inutilmente in funzione dell’ambito domestico
d’ascolto, in disegni di litraggio e/o costo maggiori.
Da
ascoltare con molta attenzione, proprio per la loro peculiarità sia di
non impressionare per nulla di primo acchito che di pretendere un
accurato posizionamento in ambiente d’ascolto.
Consiglio il cablaggio in bi-wiring, al fine di guadagnare quel filo di
controllo e dinamica in più che mi è apparso di percepire in luogo di un
normale collegamento mono-wiring con il sistema d’amplificazione.
Ottime!







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