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Gold Signature monitor Audio 10

La recensione di Cristiano

 

 

Di cosa si tratta

Diffusori due vie

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Produttore

Monitor Audio 

http://www.monitoraudio.co.uk

Caratteristiche

Due Vie

 Costo

1460/00  la coppia   Punto vendita Monitor Audio  Audiocostruzioni   Sbisa' Giovanni e c snc  Via Grosoli 6 41012  Carpi  MO tel 0039.059.685054 info@audiocostruzioni.com   disponibile tutta la gamma  chiedere

 

Caratteristiche:

 

 

La recensione di Cristiano:

 

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

Monitor Audio Gold Signature GS10

Sistema d’altoparlanti da supporto                                  

 

I miei primi approcci con la “vera” alta fedeltà hanno inizio verso la metà degli anni ’80 dopo un’iniziazione con le imperanti linee commerciali delle major giapponesi, fra cui cito per quanto mi concerne, Pioneer, Technics, Hitachi, Kenwood, essenzialmente per merito di quella new-wave stereofonica dal passaporto inglese che contribuirà, in quegli anni, ad una vera e propria rinascita dell’interesse generale verso la riproduzione musicale di alta qualità.

Seppure in gioventù colpito ed abbagliato dal big-sound americano, in realtà è quel peculiare aplomb delle elettroniche e dei diffusori inglesi che cominciano ad ammaliarmi in modo sempre più avvincente e convincente, sino a spingermi verso una rivoluzione sia timbrica che, di conseguenza, concettuale del mio impianto, sposando l’approccio del classico integrato di bassa potenza ma di altissime prerogative soniche (su tutti, Kelvin Labs) abbinato ad una coppia di minidiffusori di regale pedigree (Gale, Spendor) e front-end essenziale ma impeccabile (Rega e… Thorens!?!).

Cristiano

E se all’epoca strimpellavo con discreti risultati la chitarra acustica dilettandomi pure al basso elettrico attraverso degli enormi diffusori professionali JBL ad altissima sensibilità (quelli coi woofers da 20 pollici in “Aquaplas” o qualcosa del genere e giganteschi tweeters a tromba, dinamicamente mostruosi), ancor oggi rimane la passione verso il sistema d’altoparlanti da stand, grazie anche a progetti che nel tempo hanno subito un’eccezionale evoluzione  estetica e qualitativa.

 

Di Monitor Audio rimasi esterrefatto, circa 10-12 anni fa, per le prestazioni elevatissime offerte da un progetto invero assai economico, il modello Monitor 101, contraddistinto da una musicalità che addirittura arrivava quasi a rivaleggiare con le celeberrime SF Concertino prima serie, esse stesse considerate da critica ed appassionati dei veri e propri “ammazza giganti” in ambito mid-class.

Chiaramente anche Monitor Audio proponeva soluzioni qualitative ed economiche di ben altro rango, ma tutta questa introduzione era necessaria per porre in evidenza la figura del fondatore di M.A., quel Mo Iqbal che a ragione è considerato uno dei più grandi e geniali progettisti di sistemi d’altoparlanti tutt’ora in circolazione, grazie a realizzazioni che hanno saputo sempre rivaleggiare ad armi pari con le più celebri ed importanti factory inglesi, e non solo.

Infatti, è con grandissimo interesse e malcelata felicità che ho accolto fra le mura domestiche una fiammante coppia di GS10 color mogano, giratemi intonse ed imballate da parte dell’amico Davide Sbisà, direttamente dal distributore nazionale. Attualmente, la linea Gold Signature costituisce il secondo segmento produttivo più prestigioso del costruttore dell’Essex, superato soltanto dalla serie Platinum. Ispirandosi l’intera linea produttiva ai metalli preziosi ed al loro valore commerciale, sportivo e simbolico, seguono quindi le serie Silver ed ovviamente Bronze, però con suffisso Reference che, unitamente alla linea Radius, costituiscono il segmento commerciale più economico ma affatto banale e scontato di M.A.

I diffusori si presentano assai ben rifiniti, di dimensioni certamente compatte ma che sanno infondere immediatamente una sensazione di solidità e robustezza, indotta anche dal peso piuttosto rilevante per due sistemi di siffatta fattura. Trattasi di un classico sistema a due vie in bass-reflex con condotto posteriore, la cui peculiarità si estrinseca ancora una volta nella tecnologia e costruzione dei trasduttori: occorre infatti rammentare che, pressoché dalla sua nascita, il marchio inglese ha stretto una forte collaborazione col costruttore d’altoparlanti Elac per la produzione dei suoi trasduttori con membrane metalliche (in particolare i tweeters), costituite inizialmente da alluminio anodizzato sino ad arrivare all’attuale lega alluminio-magnesio.

Armandomi dunque di apposita chiave a brugola, mi sono accinto a smontare completamente uno dei due diffusori, contemporaneamente documentandomi sia attraverso il manuale d’uso allegato, sia presso il mio fornitore sulle sue caratteristiche tecniche dichiarate. Com’è possibile constatare anche dalle fotografie allegate, la linea sobria delle GS10 si contrappone al design tecnologico dettato dalle ghiere metalliche di bloccaggio dei due altoparlanti, entrambi parimenti contraddistinti da un aspetto d’ingegneria d’ultima generazione, che trasudano un investimento a monte volto ad una qualità elevata e scevra da particolari compromessi costruttivi. Le viti di fissaggio non sono come da prassi direttamente affogate nel legno, ma si avvitano in appositi profili femmina metallici, ovviamente filettati, per un accoppiamento col cabinet di grande e duratura robustezza. Nella ghiera di copertura del woofer sono altresì ricavati quattro incavi atti al sostegno della griglia in tessuto ovviando, di fatto, agli antiestetici fori di fissaggio, di norma posti agli angoli frontali del diffusore. Tali piccole raffinatezze sono il naturale compendio ad un cabinet di notevole spessore ed impeccabile realizzazione e finitura, peraltro internamente rinforzato, e ad un’originale morsettiera posteriore di robusta costruzione, piuttosto versatile (non sono accettate le terminazioni a banana, ad ossequio delle più restrittive norme armonizzate a tutela della sicurezza dell’utente finale), predisposta per il bi-wiring e che, intelligentemente, non si tratta dell’ennesima e risicata vaschetta concava di plastica che sovente non agevola le operazioni di collegamento con le varie terminazioni dei cavi di potenza. Osservando il mid-woofer, se ne evince una realizzazione qualitativa tutt’altro che scontata, a partire dal cestello metallico assai aerodinamico, la schermatura del magnete, la fattura dell’ogiva centrale rifasatrice, anch’essa metallica e la bellissima membrana corrugata, realizzata in lega di magnesio-alluminio attraverso un sofisticato trattamento che ne determina contemporaneamente un’elevata leggerezza, spessori minimali ed una grande rigidità. Anche il tweeter risulta realizzato da una lega d’alluminio, la cui peculiare lavorazione di anodizzazione ne rende la membrana d’una intrigante tonalità dorata; il complesso magnetico in ferrite offre dimensioni ragguardevoli, all’interno di una considerevole camera posteriore di decompressione. Tali prerogative costruttive permettono al trasduttore per le note acute di spingere la propria risposta di frequenza sino ad oltre i 40kHz. Il condotto d’accordo, anch’esso fissato con viti anziché coi più banali ed economici fissaggi ad incastro o per incollatura, sfocia sulla parete posteriore esattamente in asse al tweeter. Il suo diametro non appare eccessivamente grande ma ben sviluppato in lunghezza, con striature scanalate brevettate (sul manuale compaiono qua e là svariate ®) che dovrebbero assicurare uno spostamento a maggior velocità del flusso d’aria che lo attraversa in regime di turbolenza, probabilmente diminuendo il rumore di soffiatura. Il crossover è montato immediatamente a ridosso della morsettiera e disposto su due piccole schede sovrapposte; i componenti appaiono di ottima qualità, con le resistenze ed i condensatori direttamente marchiati col logo M.A. Tentando di seguire le varie piste fra i componenti impiegati, i filtri passa-basso e passa-alto sembrano realizzati con celle di attenuazione da 12 dB per ottava, di cui quella relativa al tweeter smorzata da una resistenza di discreto valore, mentre sul woofer compare probabilmente (non ne sono affatto sicuro, vista la difficoltà nell’ispezione visiva senza smontare il tutto) un gruppo RLC-serie, atto a contenere una qualche risonanza intrinseca generata dalla membrana metallica del componente per la riproduzione delle note più basse, sicuramente ben oltre la frequenza di taglio.

Le GS10 sono state inserite nella mia solita catena audio, di seguito descritta: meccaniche CD Proceed PCT ed Advance Acoustic MCD403, dac Lector Digicode ed Advance Acoustic MDA503, preamplificatore RS-Acustica Venice Two Custom, finali Albarry M408II e Ming-Da MC845-C. Per le connessioni mi sono affidato al notevole cavo digitale coassiale Megaride Audio Matrix I, ai cavi di segnale Sommercable Stratos Reference, Monster Cable M1000i, Van Den Hul Thunderline, agli ottimi Sommercable Elephant SPM440 di potenza in configurazione bi-wiring, oltre ai fidi cavi di alimentazione Audiocostruzioni SB7 e SB3.

Adagiate sui bellissimi stand in legno e vetro Audiocostruzioni SF Crystal, le GS10 hanno subito un certo rodaggio prima di essere sottoposte ad ascolti più mirati e critici. Nei primi tempi ho speso la maggior parte del tempo ad esse dedicate alla ricerca della loro migliore posizione all’interno del mio ambiente d’ascolto. Posso con un certo margine di certezza anticipare fin da subito quanto le Monitor Audio GS10 siano sensibili sia al collocamento in ambiente che al grado di rotazione verso il punto d’ascolto: un’eccessiva vicinanza alle pareti posteriore e laterale altera prevedibilmente la gamma bassa e medio-bassa, con colorazioni intollerabili nella timbrica (rigonfiamenti e rinforzi), mentre un’errata rotazione può giungere a vanificare irrimediabilmente la trasparenza e la risoluzione in gamma media di questo diffusore, altrimenti quasi spettacolare in tali specifici parametri. Nel mio ambiente, la collocazione migliore ha previsto una distanza dalla parete posteriore di circa 100 cm e da quelle laterali di non meno di 70 cm, sfruttando al massimo la capienza della mia mansarda al fine di distanziare il più possibile la coppia di diffusori, per una migliore ricostruzione prospettica della scena sonora, in particolare sul piano orizzontale.

Nelle prime sessioni d’ascolto ho potuto annotare fin da subito una gamma alta estesissima, presente, luminosa eppure mai affaticante, contro un medio-basso un poco lento, legato e colorato. Man mano che il mid-woofer proseguiva il suo rodaggio, tale sensazione è pressoché completamente sparita, lasciando la propria firma soltanto su di una leggera anzi, assai lieve e benefica nota di calore nelle frequenze medio-basse. Sulle musiche di una bellissima esecuzione della suite sinfonica Sheherazade di Rimsky-Korsakov (Berliner Philharmoniker, direzione di Herbert Von Karajan, etichetta DG), inizio a roteare i GS10 verso la posizione d’ascolto, in principio fra loro perfettamente paralleli. Nel mio ambiente domestico, una rotazione di circa 15-20° si è rivelata infine il miglior compromesso fra ricostruzione scenica e risoluzione del dettaglio: quest’ultimo paramento in particolare subisce un miglioramento chiaramente udibile, permettendo di (ri)scoprire in gamma media alcuni dettagli in secondo piano e generalmente disciolti nella “confusione” del magma musicale. Diviene all’uopo un valido strumento di valutazione l’esordio omonimo risalente al 1991 degli stravaganti Naked Sun, la cui musica poteva paragonarsi ad un connubio fra i Queen più metallari ed i Van Halen più elettronici, pur presentando una lirica talvolta esaltante, ove con diffusori meno precisi alcuni passaggi di sintetizzatore vengono generalmente sommersi dal muro di suono generato da chitarre e basso in evidente distorsione. Sotto tale aspetto, le GS10 risultano letteralmente fedeli al nome del marchio, fungendo da precisi ed analitici monitor professionali: oltre a ciò, non si annoverano altre analogie con le prestazioni che ci si attende dai tipici monitor ravvicinati da studio di registrazione, in considerazione dell’immagine sonora che le M.A. riescono a ricreare in ambiente, come detto ottimamente dilatata sul piano orizzontale e contraddistinta da una profondità molto buona, appena deficitaria in altezza, ma solo con registrazioni mediocri e comunque non all’altezza di cotanta qualità di riproduzione. L’assetto timbrico, grazie anche alla prestazione elevata ed all’apertura delle gamme alta ed altissima, può definirsi tendenzialmente neutro, appena chiaro, assai benefico negli abbinamenti sia con amplificazioni valvolari “old-style oriented” che a mosfet.

Come disquisivo poc’anzi, la musica sinfonica offre altresì lo spunto per approfondire le prestazioni dei diffusori sulla dinamica e verso le frequenze più basse, estese ben oltre quanto ci si possa aspettare in considerazione delle effettive dimensioni delle GS10: il basso è solido, discretamente frenato, efficacemente modulato, ampiamente soddisfacente in ambienti d’ascolto di normale cubatura domestica (secondo gli attuali canoni edili). Bellissima la restituzione del contrabbasso, ove ne sono doverosamente rispettati sia la timbrica rugosa che i tempi di decadimento delle armoniche superiori. Ovviamente sorgono alcune costrizioni nella riproduzione a volumi sostenuti di grande masse orchestrali e della prima ottava dell’organo a canne, ma quanto sottaciuto viene comunque ampiamente ricompensato dalla resa delle frequenze immediatamente superiori e, in particolare, della calibrata omogeneità tonale fra il basso ed il medio-basso. Anche la dinamica e, soprattutto, la velocità di risposta ai transienti dinamici risultano elargite in maniera netta, decisa, quasi nervosa, sostenendo validamente anche i generi musicali privi di strutture ritmico-percussive.

L’ascolto delle voci conferma la notevole prestazione delle Monitor Audio in gamma media e medio-alta: in particolare, impressiona favorevolmente la restituzione delle voci femminili, che a tratti appaiono persino plastiche all’interno della scatola sonora, con un buon senso di veridicità ed un

controllo che mantiene sempre sibilanti e fatica d’ascolto a debita distanza. Le voci maschili risultano appena rischiarate, non necessariamente ringiovanite come talvolta si è soliti indicare per semplificare il concetto, anzi piuttosto non prive di un discreto corpo che ne contrasta efficacemente intollerabili costrizioni prospettiche.

Raffinate col jazz, rigorose con la classica, persino aggressive col rock e la musica ritmata in genere, le GS10 si sono infine rivelate una piacevolissima sorpresa, anzi una conferma del know-how raggiunto da Monitor Audio e del genio del suo fondatore/progettista Mo Iqbal.

Si aggiungano in ultima analisi le virtù di essere appaganti nella costruzione e nella qualità dei componenti, contraddistinte da un design in bilico fra tradizione e tecnologia, adeguatamente rifinite in funzione della loro classe merceologica ma, soprattutto, capaci (se ben assecondate) di una prestazione complessiva di caratura e di notevole trasparenza, le Monitor Audio GS10 sono sicuramente in grado di soddisfare anche gli audiofili più avvezzi e navigati che non intendano investire oltre, talvolta inutilmente in funzione dell’ambito domestico d’ascolto, in disegni di litraggio e/o costo maggiori.

Da ascoltare con molta attenzione, proprio per la loro peculiarità sia di non impressionare per nulla di primo acchito che di pretendere un accurato posizionamento in ambiente d’ascolto.

Consiglio il cablaggio in bi-wiring, al fine di guadagnare quel filo di controllo e dinamica in più che mi è apparso di percepire in luogo di un normale collegamento mono-wiring con il sistema d’amplificazione.

Ottime!

Scheda fotografica:

 

 

 

 

Vediamo dietro:

 

 

 

Telecomando:                         Istruzioni:

 

 

   

 

Imballo:

 

 

Se vi interessa acquistarle :

 

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