SCHEDE E RECENSIONI

Indiana Line Diva 665

Diffusori a torre


 

SCHEDA

Di cosa si tratta:

Diffusori a torre


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Produttore:

Indiana Line

Caratteristiche:

3 vie

Costo:

1450/00 euro anno 2016

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CARATTERISTICHE

 

Tower Diva 665
Tipologia di progetto: reflex a 3 vie con doppio woofer bass reflex;
Numero di driver: 4;
Tipologia dei driver: 1 x tweeter da 26 mm di diametro, a cupola;
1x midwoofer da 140mm di diametro
2xwoofer da 2 x 180 mm di diametro;
Numero di vie: 3 bass reflex con accordo anteriore;
Risposta in frequenza: 35 Hz - 22kHz;
Sensibilità: 92 dB;
Impedenza nominale: 8 Ohm;
Impedenza minima: 4 Ohm;
Potenza raccomandata: 30 - 170W
Terminali: Biwire, con serraggio a vite dorati;
Taglio crossover: 300 Hz 2.8 kHz
Cabinet: MDF con rinforzi interni e fianchi a doppio materiale: massello di palissandro e MDF;
Finiture disponibili: laccata nera high gloss fianchi in vera essenza di Palissandro;
Dimensioni (LxPxA): mm187x300x950
Peso:19,8 Kg ciascuna.

 

INFO DAL WEB

 

"Queste Diva sono un progetto da pavimento a tre vie con doppio woofer in parallelo e tweeter posto inferiormente rispetto al midwoofer. Il carico è di tipo bass reflex con accordo anteriore, che le dovrebbero rendere quasi esenti dal posizionamento rispetto alla parete posteriore, ma che ahimè il condizionale ha reso bene l’idea del non esserlo affatto!
Quanto meno non così terribilmente come quelle con accordo posteriore, mettiamola pure così. Rispetto al modello 655 è stato aumentato il volume complessivo del mobile (da 39 litri lordi circa a 53 lordi) e anche maggiorato il diametro dei woofer che passa da 14 a ben 18 centimetri di diametro. Il posizionamento del midwoofer sovrastante il tweeter è stato ottimizzato mettendo in contro fase i due driver. I tagli del crossover, particolarmente semplice come concezione, sono stati scelti rispettivamente a 300Hz e 2800 kHz. Particolare attenzione è stata riservata al tweeter, che ha un supporto posteriore smorzante in materiale polimerico che lo interfaccia al mobile e di fatto assorbe da quest’ultimo le vibrazioni
deleterie, senza permettere ad esse di comprometterne l’emissione. È comunque un cupola con camera di risonanza radiale e materiali smorzanti che agiscono anche sulla faccia interna del duomo e sulla parete piana anteriore dove esso insiste. Il magnete è al Neodimio. Il midwoofer ha un cono che, ad un primo sguardo, sembrerebbe realizzato in composito di Kevlar, complice anche l’ogiva rifasatrice; in realtà le fibre sono di polipropilene di spessore infinitesimo e intrecciate in guisa di trama e ordito, mantenendo le ottime capacità assorbenti del materiale ma conferendo una certa rigidità maggiorata rispetto alla realizzazione tradizionale, il materiale è stato battezzato “Curv”. I woofer sono di tipo classico in polpa di cellulosa con diametro maggiorato, sono stati collegati in parallelo, con evidente giovamento per la sete di corrente nei confronti di un eventuale ampli.
Il mobile è in un classico MDF, a sezione rettangolare, costante in altezza e profondità, con pareti laterali ulteriormente irrigidite da uno strato addizionale di vero palissandro, materiale ligneo ben conosciuto dai musicisti di ogni dove. L’interno è rinforzato da setti sia orizzontali che verticali, gli spessori sono buoni, il rivestimento di materiale fonoassorbente abbondante. Per tutti questi motivi il cabinet è piuttosto sordo rispetto alla sollecitazione di impatto. La camera del midwoofer è separata rispetto a quella che ospita i Woofer. L’accordo reflex è a doppia svasatura, sia anteriore che posteriore, per minimizzare le turbolenze. La finitura laccata “high gloss” rappresenta una preziosa miglioria al look generale, altrimenti un po’ troppo anonimo rispetto alla concorrenza. Il peso di oltre 19 kg è buono. La vaschetta posteriore ospita i binding post con serraggio a vite e configurazione biwire. La griglia anteriore parapolvere è quasi a tutt’altezza e si connette mediante inserti in metallo, voglio evidenziare questa scelta che risparmierà arrabbiature infinite a chi ama effettuare gli ascolti senza di esse,rimuovendole di conseguenza ripetutamente."

recensione di Alberto Guerrini dalla rivista "Fedeltà del Suono"

 

SCHEDA FOTOGRAFICA

 

 

 

 

 

 

 

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