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Schede e recensioni |
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JBL
Professionali di Davide
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Di cosa si tratta |
Diffusori professionali |
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Produttore |
JBL |
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Caratteristiche |
Due woofer da 38 cm medio a tromba |
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Costo |
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Si tratta di una coppia di diffusori professionali che mi sono capitati come ritiro , assemblati da un appassionato e terminati da me , con l'aiuto di Alberto Bellino. Ma andiamo per ordine , i diffusori mi erano arrivati senza filtro e venivano comandati da 3 amplificatori e un crossover attivo . I componenti sono questi woofer da 38 cm sistemati all'interno del mobile e caricati a tromba , driver medio JBL da 2 pollici modello 2445J con trombe in alluminio dal peso complessivo di circa 50 kg cadauno + tweeter JBL modello 2405 detti anche tweeter a naso. Il cabinet e tutto in MDF da 25 mm per un peso di oltre 125 kg cadauno senza trombe. I diffusori sono davvero grandi e il suono che ne esce e davvero impressionante , da concerto insomma , adatto a tutti i tipi di musica , dal jazz alla classica con grandi piani orchestrali al rock naturalmente. L'efficienza e davvero alta , oltre i 100 Db , ma sono diffusori che necessitano sopratutto sul basso di amplificazioni con tanta corrente. Io le avevo amplificate con finali Harman kardon Citation 22 da 200 watt per i woofer , Adcom da 100 watt per i medi e Elettrocompaniet da 60 watt per i tweeter. Il crossower era un DBX professionale a 3/4 vie Il problema , anche riscontrato dal precedente proprietario , era il rumore di fondo , infatti andando ad inserire un componente professionale come il crossower DBX , il rumore di fondo si sentiva parecchio. Sicuramente amplificato dall'alta efficienza dei componenti e anche dall'uso dei 3 amplificatori.
Ho pensato che un filtro passivo , costruito come si doveva e
l'uso di uno7due amplificatori senza crossower attivo
avrebbe risolto il problema , detto fatto mi sono messo in
contatto con Alberto Bellino e ho chiesto la sua collaborazione.
Il computer di Alberto e tutta la serie di filtri e altro
Il microfono posizionato a misure prestabilite di fronte al diffusore
La misurazione del secondo diffusore
Alberto dopo aver eseguito tutte le sue prove ha imbastito su un primo filtro di prova per sentire il risultato eccolo
Un bel casino vero , comunque lui ci capiva tutto !! e alla fine
quello che abbiamo ascoltato ci convinceva e allora e
potuto tornare a casa con le idee chiare per la costruzione
dei filtri definitivi.
Il filtro e stato costruito su basetta millefoti , con la copertura il plexiglass trasparente , con componenti di ottima qualità e il risultato sonoro e davvero ottimo come me lo spettavo e ho finalmente potuto togliere il crossover attivo e ridurre il rumore
Ora ho diffuri ben bilanciati e di
facile gestione Grazie Alberto.
Unico problema sono le dimensioni , veramente impegnative !!
REPORTAGE
LE JBL DI DAVIDE SISTEMATE DA ALBERTO BELLINO
Impressioni d’ascolto (di Silvio Torelli)
PREMESSE
Dopo un paio di settimane che il nostro buon Davide Sbisà ha pubblicato sul sito l’inserzione delle sue JBL assiemate con componenti professionali, è stata tanta la curiosità di sentirle (alla tenera età di 58 anni suonati sono ancora più curioso di una scimmia) che ho prenotato per tempo una prova d’ascolto. Ciò che ha mosso la mia curiosità sono considerazioni e interrogativi del tipo: - sono stati messi insieme dei componenti – indubbiamente di altissimo pregio – concepiti per la sonorizzazione professionale, tant’è che già dall’inizio si è adottato di pilotarli tramite crossover elettronico a tre vie; - Davide ha messo insieme le tre vie e – con l’aiuto di Alberto Bellino - le ha fatte incrociare con un crossover passivo: riusciranno a suonare in maniera omogenea senza sovrapposizioni – cioè rinforzi – intorno alle frequenze di incrocio e senza “buchi” – appunto – a quelle frequenze?
- Chi mi conosce, anche se solo attraverso le pagine del sito, può facilmente intuire che sono un audiofilo piuttosto smaliziato e che, quindi, non mi faccio facilmente influenzare nei miei giudizi di ascolto da diffusori acustici che tirano fuori bassi spaccastomaco o medi sparati in faccia. Inoltre devo dire che la mia personale predilezione va a diffusori (Degustibus...!) che curano particolarmente nella riproduzione sonora fattori come la dinamica, la tridimensionalità, l'ariosità e il dettaglio, tipo quanto fanno – a mio avviso - i due modelli vertice di gamma della serie Nautilus della B&W o, adottando altra filosofia funzionale, le La Scala II della Klipsch, per intenderci.
I DIFFUSORI
Vedendo dal vero i due diffusori la prima impressione che ho avuto è che sono indiscutibilmente grandi (ho espresso a Davide la mia prima impressione sulle loro dimensioni esclamando nel mio vernacolo: ammappa quanto so’ grossi, ‘sti cosi!). Va detto, comunque, che le foto pubblicate sul sito non rendono affatto giustizia alla loro eleganza Hi-Tech, conferita sia per le proporzioni fra le tre dimensioni sia per i colori adottati sia anche per la presenza del crossover, completamente a vista. Spazio permettendo, ritengo quindi che dal punto di vista estetico possano essere facilmente ambientabili con qualsiasi arredamento (una Chaise Lounge LC4 “sta bene dappertutto” e, del resto, ad esempio, non s’è mai visto un televisore che abbia lo schermo stile Maggiolini o Biedermeier o quant’altro!). Inoltre, sia per il fatto che non ci sono cupole o coni di altoparlanti a vista sia per le loro dimensioni e peso, le casse risultano essere decisamente “bambino-compatibili” o “a prova di bambino”.
L’ASCOLTO
Osservando le casse, un po’ a causa delle loro dimensioni complessive un po’ per le dimensioni sia della tromba ripiegata dei bassi sia di quella dei medi, quasi viene da aspettarsi che quello che ne verrà fuori sarà un suono aggressivo e molto caratterizzato; ebbene: dico subito che non è assolutamente così. A mio giudizio – intanto – credo che la loro caratteristica più evidente sia la neutralità. Inoltre, il loro suono dà la sensazione di far vibrare musicalmente tutta l’aria contenuta nella stanza, anche a bassi livelli sonori, conferendo al messaggio sonoro riprodotto una grande naturalezza che si esprime in maniera calda, priva di fatica d’ascolto. E con il termine di suono “caldo” non intendo dire confuso o anche privo di microcontrasti, poiché è la grandissima dinamica a far sì che anche nei passaggi più “tranquilli” il suono emesso abbia un grande respiro; intendo dire che c’è un grande dettaglio e pienezza di tono sia durante un assolo pianissimo sia durante un pieno orchestrale. La costituzione dell’immagine stereofonica è veramente molto buona e, grazie agli angoli di diffusione della tromba dei medi, risulta ben individuabile anche mettendosi in posizione d’ascolto completamente fuori dall’asse fra i due diffusori. Ma c’è un altro aspetto della realizzazione che (come ho già accennato) mi incuriosiva verificare: la performance del crossover passivo. In merito va detto che osservando la scheda tecnica dei componenti del diffusore, sono stati impiegati ben due woofers da 38 cm come driver della tromba dei bassi. Questo comporterà la messa in movimento di “un sacco” d’aria, magari anche in grado di scombussolare gli organi interni di chiunque si trovi davanti al diffusore! Invece, no, assolutamente no. Secondo le mie sensazioni d’ascolto debbo dire che un altro grandissimo pregio di questi diffusori è la dinamica, espressa senza ombra di incertezze e con assoluta naturalezza, e dalla omogeneità nell’emissione su tutto lo spettro acustico. Certamente i bassi non sono assolutamente “leggeri”, ma muovendosi contemporaneamente due altoparlanti più piccoli in luogo di uno più grande di diametro ad entrambi equivalente, sono decisamente veloci. Inoltre la tromba dei medi non rimane assolutamente “indietro”, sia per velocità di emissione sia per la frequenza d’intervento (dovuta a come è stata “tagliata”) e si congiunge senza soluzione di continuità alla parte più bassa dello spettro, rendendo al sistema un suono completamente senza asperità. E questo avviene anche a livelli d’ascolto molto elevati! Questa apprezzabilissima caratteristica del sistema è davvero impressionate perché spesso nel caso di casse acustiche con componenti caricati a tromba le prestazioni dei drivers di due vie contigue tendono a prevalicare l’uno sull’altro rendendo il suono disgiunto – appunto - ad alti volumi essendo uno dei due a distorcere o a “comprimere” per primo. Per quanto riguarda altre mie impressioni d’ascolto che sono in buona misura condizionate dal filtro crossover, posso dire che: le voci sono chiare e indistorte, e danno proprio la sensazione di voce umana naturale, cioè, ad esempio, senza schiocchi di labbra troppo aggressivi, sibilanti taglienti, ecc., come accade con alcuni diffusori, specialmente se ci si ascolta davanti ai drivers; i fraseggi vengono restituiti con grande disinvoltura e naturalezza senza che il suono diventi mai “tagliente” tanto che, ad esempio, la riproduzione dei transitori d’attacco sulle corde della chitarra sono riprodotti con pieno realismo.
CONSIDERAZIONI FINALI
Posso intanto dire che con questi diffusori si può ascoltare musica per ore ed ore senza mai avvertire alcuna sensazione di affaticamento d’ascolto.
Il soundstage che viene reso, per ampiezza ed estensione, lo definirei grandioso e molto simile alla musica ascoltata dal vivo, cosa questa tipica dei buoni diffusori di grande dimensione, nonostante le mie preferenze vadano a quanto fanno in merito, soprattutto per la ricostruzione dell’immagine stereo, le casse più sopra citate come mio riferimento.
L’amplificatore necessario per pilotare al meglio questi diffusori, oltre che generoso nell’erogazione in corrente, deve possedere un’elevata capacità di smorzamento, in maniera di poter controllare appieno la sezione bassi e rendere, così, in maniera completa il cosiddetto punch.
Spazio permettendo, con un esborso di danaro che equivale (più o meno) ad un decimo di quanto si spenderebbe per l’acquisto di una coppia di diffusori blasonati (le Everest, ad esempio, tanto per rimanere in casa JBL e non fare nomi) con una sensata autocostruzione si riesce ad avere una coppia di eccellenti e ben suonanti diffusori con i quali si potranno convivere con gioia anni ed anni di ascolti entusiasmanti.
Felicitazioni a Davide Sbisà per la realizzazione di questi “monumenti all’Hi-Fi” e Complimenti ad Alberto Bellino per la realizzazione di un crossover così ben funzionante.
Silvio Torelli
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