Recensioni e Schede      

Biamplificazione Attiva B&W 603 S2 di Riccardo

 

 

Di cosa si tratta

Biamplificazione attiva con crossover elettronico e due ampli per b&w 603

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Chi lo ha scritto

Riccardo   riccardo1975@tin.it

Caratteristiche

Una sperimentazione molto interessante

Prefazione:

L'amico Riccardo , che tempo fa  ci ha inviato un ottimo articolo suoi diffusori B&W 603 S3 e relativo  miglioramento , ha eseguito una sperimentazione molto interessante , la biamplificazione con crossover  attivo ...   E una  prova  che sicuramente  aumenta le prestazioni del diffusore , in quanto  si riesce a regolare il taglio tra i due driver ( in questo caso e un crossover a due canali ma ci sono anche prodotti a 3 canali )  come meglio ci aggrada e sopratutto l'amplificatore , lavorando con un solo altoparlante ,  riesce a dare il meglio di se.

Controindicazioni , io non ho ancora fatto esperimenti di questo tipo , ma vi riporto  quello che mi hanno detto .  Quando si usano prodotti  car  audio , bisogna stare attenti al rumore di fondo che puo essere fastidioso ,  si puo' anche provare con prodotti professionali ,  leggetevi questo articolo , con costi tutto sommato piuttosto  contenuti , ma anche in questo caso bisogna fare attenzione al rumore di fondo.

Per l'amplificazione si può  optare anche per un finale multicanale , visto che se ne possono trovare degli  ottimi a prezzi piuttosto vantaggiosi , piccolo esempio.

Ultima cosa , qui faccio un pochino di pubblicità , vi ricordo che  tratto tutta la gamma B&W , quindi se avete  bisogno di qualcosa fatevi avanti ... Davide S.

 

Il primo articolo di Riccardo sulle B&W 603

 

 

BIAMPLIFICAZIONE E MONOAMPLIFICAZIONE MooooLTO GENEROSA

 

Ciao a tutti i lettori di Audiocostruzioni.

Sono Riccardo e qualcuno di voi avra’ gia’ letto la mia recensione sulle B&W DM 603, che potete trovare a questo link:

http://www.audiocostruzioni.com/r_s/diffusori/Bew-603/Bew603-di-riccardo.htm

 

dopo quell’articolo ho continuato ad apportare migliorie all’impianto nella speranza di far suonare questi diffusori nel migliore dei modi.

Contemporaneamente ho cambiato casa e stanza quindi l’equilibrio timbrico a lungo ricercato e’ andato a farsi “benedire” …. Da qui e’ ricominciato il lavoro di noi autocostruttori e autorecensori che, per la cronaca, non ha mai termine  ;-)

 

IL BIAMPLING

 

Per prima cosa ho voluto provare un bi-ampling a due vie. Per fare questo ho utilizzato un x-over attivo della Audiocontrol per usi Car-audio. In un primo momento mi sono fatto ingannare dall’utilizzo “CAR” di questo componente. Poi ho dovuto ricredermi vedendo il prezzo di vendita e soprattutto ascoltando la qualita’ di questo prodotto.

 

Il crossover attivo di derivazione Car Audio

 

http://mobileaudiocontrol.com/product.asp?Product_Id=18497&d_Id=5251&l1=5251&l2=

 

Questo componente dispone di un ingresso e due uscite. Il filtro ha pendenza di 24 db/oct ed e’ quindi del 4° ordine, con allineamento Linkwitz-Riley. La frequenza si cambia con una rete resistiva montata su zoccolo 8+8 pin dual-in-line.

 

AMPLIFICAZIONE DEI MEDIO-BASSI

 

Per la sezione medio-bassi ho utilizzato il vecchio NAD PM 2240 PE, gia’ recensito su queste pagine.

 

 

 

ha una notevole capacita’ di erogazione in corrente, anche se soffre impedenze bassissime. La sezione di alimentazione e’ abbondante ma non eccezionale, infatti patisce grandi potente continue, mentre si destreggia molto bene sui transienti e in tutti i suoni percussivi.

Alla fine della recensione c’e’ una tabella comparativa dei finali utilizzati in queste prove.

 

AMPLIFICAZIONE DEGLI ALTI

 

La potenza necessaria ai tweeter ho pensato di fornirla (e qua credo siamo tutti d’accordo) con un valvolare di 6080 Birsep, un progetto di Sandro Birello pubblicato su Costruire hi-fi.

La potenza e’ bassa, 5 W per canale, ma praticamente sufficiente a far suonare bene i tweeter da 4 ohm montati sulle B&W.

Come per il NAD, alla fine della recensione c’e’ una tabella comparativa dei finali utilizzati in queste prove.

 

DUE PAROLE SU CROSSOVER E IMPEDENZA

 

Come gia’ detto, le B&W sono diffusori dall’efficienza media o medio-alta. Ma tale efficienza si raggiunge grazie al modulo di impedenza particolarmente basso per un uso casalingo.

I tweeter a cupola di alluminio sono da 4 ohm, con una piccola resistenza in serie.

 

I due woofer sotto i 150Hz lavorano in parallelo, fornendo una impedenza totale di 4 ohm, che potrebbe verosimilmente scendere sotto i 3 ohm considerando la non-linearita’ della stessa proprio nella regione della risonanza.

 

Inoltre questo giochetto del doppio woofer, che poi caratterizza il suono tipico di questa serie di diffusori, porta ad una grande variabilita’ dell’impedenza, cosa non facile da digerire per qualunque finale. Di questo bisogna tener conto nell’accoppiamento cassa-diffusore.

Durante il bypass dei filtri x-over interni ho dovuto tenere inserita la bobina in serie del woofer basso, che altrimenti avrebbe lavorato –sempre- in parallelo al mediobasso e emettendo suoni a banda intera per il quale non e’ stato sicuramente progettato.

Riepilogando:

tweeter -> collegamento diretto al finale valvolare

mediobasso in Kevlar -> collegamento diretto al finale NAD

basso in alluminio -> collegamento al finale NAD tramite bobina con taglio LPF a 150 Hz

 

IMPRESSIONI D’ASCOLTO.

 

Conoscevo gia’ molto bene il suono dei miei diffusori, e il presupposto per il raggiungimento di un risultato superiore era che il filtro x-over lavorasse con precisione e limpidezza. E cosi’ e’ stato. L’Audiocontrol, una marca che non necessita commenti, ne’ in ambito home ne’ car, ne’ professional, garantisce in questo prodotto un suono di primissimo ordine, perfetto come coerenza di fase, completo come estensione di gamma e veramente notevole per potenza e impatto.

 

La frequenza di x-over dei filtri passivi era di 4khz, coi moduli ho preferito scendere a 3500, considerando che la pendenza stessa del filtro avrebbe impedito che frequenze molto basse andassero a caricare in potenza il tweeter. Cosi’ facendo il suono si e’ aperto ed e’ sembrato anche piu’ deciso. Effettivamente un taglio a 4 khz era abbastanza alto.

 

Dopo aver tarato i livelli relativi dei due preamplificatori incorporati nel filtro attivo, ho iniziato ad ascoltare i miei dischi preferiti.

L’impressione di avere piu’ potenza a disposizione e’ veramente palpabile. Non solo sembra di averne di piu’, ma a parita’ di potenza rispetto a prima i finali sembrano essere meno “affaticati”, sembrano lavorare meglio. La cosa e’ anche ovvia, considerando che ora lavorano in due invece che in singolo, e che non c’e’ piu’ un filtro passivo in serie al segnale di potenza.

Gli strumenti che ho trovato molto presenti sono la batteria e tutte le percussioni. Il rullante ora sembra emergere dalle canzoni con una potenza notevole anche sulle basse frequenze, insomma, ora il rullante fa muovere per bene i woofer!!! Inoltre l’amalgama medio-bassi con medio-alti e’ assolutamente P.E.R.F.E.T.T.A.  Il taglio operato dall’ Audiocontrol ha una precisione assoluta e questo fa si che la fase nei dintorni del taglio, sia assolutamente coerente. Il risultato e’ un’emissione continua dal woofer al tweeter, senza una sensazione sgradevole di scalino o di sovrapposizione. Difatti chitarre, voci, tastiere, tutto e’ reso con la naturalezza dell’ascolto in cuffia, con una focalizzazione degna di un cecchino.

 

La timbrica sulle alte e’ decisa e potente. Le 6080 in classe A lavorano a dovere e si fanno sentire. L’accoppiata di un valvolare con un tweeter metallico e’ necessaria a questo punto, per non avere un suono troppo tagliente. Eppure dovreste sentire la naturalita’ con cui una chitarra o un cantato o un rullante vengono emessi dai due punti dello stesso diffusore. Assolutamente reale.

 

Impressioni positive, quindi, molto positive. Durante il ritorno alla vecchia configurazione passiva ho potuto (stavolta in modo clamoroso) sentire la differenza tra biamplificazione attiva cioe’ x-over attivo e x-over passivo. Pur con lo studio che sicuramente i tecnici B&W avranno fatto prima della commercializzazione, la gamma media e’ risultata soffocata e piatta, con le emissioni meno focalizzate e meno nitide. Insomma qualcosa viene perso nel filtro, su questo non ci sono dubbi. E’ necessario un ri-progetto del filtro per avvicinarsi alla biamplificazione, credo abbassando l’ HPF del tweeter di 300-500 hz buoni, o addirittura sovrapponendo le emissioni di woofer e tweeter nella regione del taglio, ovvero tra i 3000 e i 4000 Hz, magari usando una pendenza piu’ lieve per il woofer, direi del primo ordine addirittura. Queste sono tutte prove che non ho fatto ma che dovrebbero portare a dei miglioramenti rispetto al filtro “di serie”.

 

UNA MONOAMPLIFICAZIONE MOLTO GENEROSA

 

Sapete quando vi capita qualcosa per le mani e volete provarla a tutti i costi?

Io l’ho fatto con un FBT AX 82, che dalla sigla potrebbe non dirvi nulla, a meno che come me non abbiate a che fare con musica o gruppi musicali

 

 

questo “mostro” pesante oltre 25 Kg e’ capace di 350 W per canale in regime continuo su 4 ohm, le altre caratteristiche le trovate alla fine di questo articolo, assieme agli altri suoi compagni minori di queste prove.

L’ho provato e mi e’ piaciuto immediatamente.

Prima di tutto lavora. Eccome se lavora. Questo si capisce dal fatto che un po’ scalda anche a riposo. Essendo in classe AB denota la scelta di un punto di lavoro posto sopra altri finale della stessa “classe”. Per confronto il NAD a riposo era come spento.

Quando lavora a potenze medio-alte, questo FBT consuma veramente. Dissipa anche un quarto della potenza, che significa ben piu’ di 150 W. Inoltre questo si’ necessita della giusta alimentazione, di un cavo generoso e di un collegamento sicuro. Un “bump” potrebbe farmi saltare tutti e 4 i woofer !!!

 

Tra poco vi scrivero’ le impressioni d’ascolto, aspettate ancora un momento, vorrei solo farvi notare che il piccolo “mostro” montava una ventola 8x8 cm abbastanza rumorosa e sempre attiva. Con una piccola modifica ho termostatato la ventola a 65° (temperatura dell’aletta) e bypassato il termostato con una resistenza da 100ohm. Cosi’ facendo la ventola muove sempre aria, pur facendo circa 10 giri al secondo. Ma in modo assolutamente impercettibile all’orecchio. E’ quel che basta per non far surriscaldare l’apparecchio. Sopra i 65° scatta il termostato e la ventola riprende a girare a 3700 giri/min. Cosa che non e’ ancora successa…. chissa’….. forse quest’estate…..

 

Dopo averlo collegato mi sono detto (proprio come diceva il buon Aloia parlando del suo “mostro” a 4 telai): ho capito cosa mancava alle B&W: la giusta potenza per muoverle.

Ecco un amplificatore che non sente cosa c’e’ collegato, possa trattarsi di altoparlanti, carico resistivo o un motore elettrico. Muove 4 altoparlanti con bobine da 1,5 pollici l’una in modo assolutamente naturale. La soglia di carico massima del NAD, che pure come spunto era molto alta, viene ampiamente sorpassata, direi di 6, 9, 12 decibel. Sono livelli di potenza superiori di un ordine di grandezza.

Eppure i woofer lavorano senza soffrire. Si muovono fino al massimo della loro escursione e lo fanno senza andare in crisi. Dev’esserci sicuramente un fattore di smorzamento altissimo, quello che consente di controllare i woofer e le tensioni di ritorno che questi tendono a generare, e che vanno a sottrarsi al segnale in ingresso.

I livelli che si riescono a raggiungere con le B&W sono altissimi, mantenendo un programma assolutamente non distorto e, se non prolungato per troppi minuti, godibilissimo. Faccio notare che la mia stanza ora e’ piccola, credo sia 4 metri x 2,50, ma siamo a livelli di pressione sonora di un buon concerto, o di una sala da ballo (c’e’ una discoteca dalle mie parti – Venezia – che suona maledettamente bene). C’e’ un impatto sulle basse frequenze che e’ al di fuori dell’ordinario, una cosa che mai avevo ascoltato in casa di nessun altro. Potete ascoltare un brano rock e sentire la cassa e il basso emergere con una forza sempre maggiore a mano a mano che aumentate il volume. I colpi di cassa non vengono soffocati dal mix, piuttosto spuntano fuori appositamente per farsi sentire e per muovervi i capelli.

 

Tutto questo non meriterebbe neppure di essere accennato se l’amplificatore non avesse anche una buona musicalita’. Difatti siamo ad un livello qualitativo assolutamente da “primo della classe”. Fra tutti gli amplificatori che ho ascoltato e’ quello che suona nel modo piu’ corretto. Le tonalita’ alte non sono esuberanti, pur essendoci fino all’ultimo Hz di banda. Ne consegue che la musica che ne nasce e’ godibile anche ad alti livelli, perche’ non fastidiosa e non distorta, perche’ non spacca le orecchie sopra i 5 khz, perche’ l’ampli non si sbilancia verso le note alte all’aumentare della potenza, perche’ riesce a riempire la banda dal basso all’alto a qualunque livello di emissione.

 

Inutile che vi dica che ho venduto il NAD per comprare questo gioiello che, chissa’, potrebbe sempre tornarmi utile anche su qualche live col mio gruppo. A tale proposito bisogna ricordarsi che i diffusori PA (public address) hanno generalmente sensibilita’ elevatissime, tipo 95-97-99 dB, e che tale FBT abbinato a diffusori cosi’ generosi darebbero una pressione sonora enorme, e tale da insonorizzare senza problemi un piccolo concerto anche all’aperto.

 

Ho provato a portare casse e/o amplificatore ai limiti. In un ascolto ad alto volume e con una buona registrazione, si fa cosi’ presto ad alzare il potenziometro.....mi pare ancora incredibile eppure prima di udire qualunque genere di distorsione si accendono i led del clipping sul finale. Inserendo la protezione anti-clipping prevista nell’amplificatore, si puo’ udire l’intervento del compressore o limiter che evita l’arrivo di tensioni eccessive agli altoparlanti. Questo significherebbe una potenza esorbitante in arrivo alle casse. Verosimilmente credo che il modulo di impedenza scenda per determinate potenze a livelli tali per cui i finali tendono ad erogare una corrente molto alta pur non essendo la potenza ancora ai massimi. Comunque sono prove che rimangono tali in quanto i livelli di ascolto sarebbero eccessivi e alla lunga fastidiosi.

 

CONCLUSIONI

 

La biamplificazione e’ stato un esperimento molto interessante ed utile, che ha rivelato in modo brutale quali sono i limiti di un x-over passivo, un x-over (quello incorporato nelle B&W) curatissimo dal punto di vista costruttivo e per la qualita’ dei materiali, ma da rivedere sul piano prettamente “matematico”.

La seconda amplificazione e’ tutt’ora utile per mettere in evidenza quali sono i limiti di tanti amplificatori casalinghi, dalle potenze di targa esorbitanti, ma dalle prestazioni reali ben piu’ reali di quanto si legga nelle targhe. E soprattutto per evidenziare ancora una volta quanto i nostri pur piccoli altoparlanti abbiano bisogno di un motore in perfetta forma e molto potente.

 

La prova finale sara’ avere una biamplificazione con questo FBT e un finale molto musicale e abbastanza potente per il tweeter, credo che quello sia il punto di arrivo per le mie B&W. A quel punto potro’ godermele in santa pace e scrivere il resoconto su quello che sara’ il mio terzo articolo della serie.

 

Grazie a tutti per la lettura. Riccardo N. – Marcon – Venezia   riccardo1975@tin.it

 

La scheda prodotti

 

 

Potenza RMS (W)

Potenza picco (W)

Corrente assorbita@220V (A)

Peso (Kg)

Alimentaz, finali (V)

BIRSEP 6080

5+5

7+7

1 A

12

-

NAD 2240

40

50

1,1 A

6,5

+-35

FBT AX82

350

400

5 A

25

+-75

 

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