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Prefazione:
L'amico Riccardo
, che tempo fa ci ha inviato un ottimo articolo suoi diffusori B&W
603 S3 e relativo miglioramento , ha eseguito una sperimentazione
molto interessante , la biamplificazione con crossover attivo ...
E una prova che sicuramente aumenta le prestazioni del
diffusore , in quanto si riesce a regolare il taglio tra i due
driver ( in questo caso e un crossover a due canali ma ci sono anche
prodotti a 3 canali ) come meglio ci aggrada e sopratutto
l'amplificatore , lavorando con un solo altoparlante , riesce a
dare il meglio di se.
Controindicazioni
, io non ho ancora fatto esperimenti di questo tipo , ma vi riporto
quello che mi hanno detto . Quando si usano prodotti car
audio , bisogna stare attenti al rumore di fondo che puo essere
fastidioso , si puo' anche provare con prodotti professionali ,
leggetevi
questo articolo , con costi tutto sommato piuttosto contenuti
, ma anche in questo caso bisogna fare attenzione al rumore di fondo.
Per
l'amplificazione si può optare anche per un finale multicanale ,
visto che se ne possono trovare degli ottimi a prezzi piuttosto
vantaggiosi ,
piccolo
esempio.
Ultima cosa , qui
faccio un pochino di pubblicità , vi ricordo che tratto tutta la
gamma B&W , quindi se avete bisogno di qualcosa
fatevi avanti ... Davide
S.
Il
primo articolo di Riccardo sulle B&W 603
BIAMPLIFICAZIONE E
MONOAMPLIFICAZIONE MooooLTO GENEROSA
Ciao a tutti i lettori
di Audiocostruzioni.
Sono Riccardo e
qualcuno di voi avra’
gia’ letto la mia recensione sulle B&W
DM 603, che potete trovare a questo link:
http://www.audiocostruzioni.com/r_s/diffusori/Bew-603/Bew603-di-riccardo.htm
dopo
quell’articolo ho continuato ad apportare
migliorie all’impianto nella speranza di far suonare questi diffusori
nel migliore dei modi.
Contemporaneamente
ho cambiato casa e stanza quindi l’equilibrio
timbrico a lungo ricercato e’ andato a farsi “benedire” …. Da qui
e’ ricominciato il lavoro di noi autocostruttori
e autorecensori che, per la cronaca, non ha
mai termine ;-)
IL BIAMPLING
Per prima cosa ho
voluto provare un bi-ampling a due vie. Per
fare questo ho utilizzato un x-over attivo
della Audiocontrol per usi
Car-audio. In un primo momento mi sono fatto
ingannare dall’utilizzo “CAR” di questo componente.
Poi ho dovuto ricredermi vedendo il prezzo di vendita e soprattutto
ascoltando la qualita’ di questo prodotto.

Il crossover attivo di derivazione Car
Audio
http://mobileaudiocontrol.com/product.asp?Product_Id=18497&d_Id=5251&l1=5251&l2=
Questo
componente dispone di un ingresso e due
uscite. Il filtro ha pendenza di 24 db/oct
ed e’ quindi del 4° ordine, con allineamento
Linkwitz-Riley. La frequenza si cambia con una rete
resistiva montata su zoccolo 8+8 pin
dual-in-line.
AMPLIFICAZIONE
DEI MEDIO-BASSI
Per
la sezione medio-bassi
ho utilizzato il vecchio NAD PM 2240 PE, gia’
recensito su queste pagine.

ha
una notevole capacita’ di erogazione in
corrente, anche se soffre impedenze bassissime. La sezione
di alimentazione e’ abbondante ma non
eccezionale, infatti patisce grandi potente continue, mentre si
destreggia molto bene sui transienti e in tutti i suoni percussivi.
Alla fine della
recensione c’e’ una tabella comparativa dei finali utilizzati in queste
prove.
AMPLIFICAZIONE DEGLI
ALTI
La potenza necessaria
ai tweeter ho
pensato di fornirla (e qua credo siamo tutti d’accordo) con un
valvolare di 6080
Birsep, un progetto di Sandro Birello
pubblicato su Costruire hi-fi.
La potenza e’ bassa, 5
W per canale, ma praticamente sufficiente a
far suonare bene i tweeter da 4 ohm montati
sulle B&W.
Come per il NAD, alla
fine della recensione c’e’ una tabella comparativa dei finali utilizzati
in queste prove.
DUE PAROLE SU
CROSSOVER E IMPEDENZA
Come
gia’ detto, le B&W
sono diffusori dall’efficienza media o medio-alta.
Ma tale efficienza si raggiunge grazie al
modulo di impedenza particolarmente basso per un uso casalingo.
I
tweeter a cupola di alluminio sono da
4 ohm, con una piccola resistenza in serie.
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I due
woofer sotto i 150Hz lavorano in
parallelo, fornendo una impedenza totale
di 4 ohm, che potrebbe verosimilmente scendere sotto i 3 ohm
considerando la non-linearita’ della
stessa proprio nella regione della risonanza.
Inoltre questo
giochetto del doppio woofer, che poi
caratterizza il suono tipico di questa serie di diffusori, porta ad
una grande
variabilita’ dell’impedenza, cosa non facile da digerire per
qualunque finale. Di questo bisogna tener conto nell’accoppiamento
cassa-diffusore.
Durante il bypass
dei filtri x-over interni ho dovuto
tenere inserita la bobina in serie del woofer
basso, che altrimenti avrebbe lavorato –sempre- in parallelo al
mediobasso e emettendo suoni a banda
intera per il quale non e’ stato sicuramente progettato.
Riepilogando:
tweeter
-> collegamento diretto al finale
valvolare
mediobasso
in Kevlar
-> collegamento diretto al finale NAD
basso
in alluminio
-> collegamento al finale NAD tramite bobina con taglio LPF a 150
Hz |
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IMPRESSIONI D’ASCOLTO.
Conoscevo
gia’ molto bene il suono dei miei diffusori,
e il presupposto per il raggiungimento di un risultato superiore era che
il filtro x-over lavorasse con precisione e limpidezza.
E cosi’ e’ stato.
L’Audiocontrol, una marca che non
necessita commenti, ne’ in ambito home ne’
car, ne’ professional,
garantisce in questo prodotto un suono di primissimo ordine, perfetto
come coerenza di fase, completo come estensione di gamma e veramente
notevole per potenza e impatto.
La frequenza di x-over
dei filtri passivi era di 4khz, coi moduli ho
preferito scendere a 3500, considerando che la pendenza stessa del
filtro avrebbe impedito che frequenze molto basse andassero a caricare
in potenza il tweeter.
Cosi’ facendo il suono si e’ aperto ed e’ sembrato anche
piu’ deciso. Effettivamente un taglio a 4
khz era abbastanza alto.
Dopo aver tarato i
livelli relativi dei due preamplificatori
incorporati nel filtro attivo, ho iniziato ad ascoltare i miei dischi
preferiti.
L’impressione di avere
piu’
potenza a disposizione e’ veramente palpabile. Non solo sembra di
averne di piu’, ma a
parita’ di potenza rispetto a prima i finali sembrano essere meno
“affaticati”, sembrano lavorare meglio. La cosa e’ anche ovvia,
considerando che ora lavorano in due invece che in singolo, e che non
c’e’ piu’ un filtro passivo in serie al
segnale di potenza.
Gli strumenti che ho
trovato molto presenti sono la batteria e tutte le percussioni. Il
rullante ora sembra emergere dalle canzoni con una potenza notevole
anche sulle basse frequenze, insomma, ora il rullante fa muovere per
bene i woofer!!!
Inoltre l’amalgama medio-bassi con
medio-alti e’ assolutamente
P.E.R.F.E.T.T.A. Il taglio operato dall’
Audiocontrol ha una precisione assoluta e
questo fa si che la fase nei dintorni del taglio, sia assolutamente
coerente. Il risultato e’ un’emissione continua dal
woofer al tweeter, senza una
sensazione sgradevole di scalino o di sovrapposizione.
Difatti chitarre, voci, tastiere, tutto e’
reso con la naturalezza dell’ascolto in cuffia, con una
focalizzazione degna di un cecchino.
La timbrica sulle alte
e’ decisa e potente. Le 6080 in classe A lavorano
a dovere e si fanno sentire. L’accoppiata di un
valvolare con un tweeter metallico e’
necessaria a questo punto, per non avere un suono troppo tagliente.
Eppure dovreste sentire la naturalita’ con
cui una chitarra o un cantato o un rullante vengono
emessi dai due punti dello stesso diffusore. Assolutamente reale.
Impressioni
positive, quindi, molto positive. Durante il
ritorno alla vecchia configurazione passiva ho
potuto (stavolta in modo clamoroso) sentire la differenza tra
biamplificazione attiva
cioe’ x-over attivo e x-over passivo. Pur con lo studio che
sicuramente i tecnici B&W
avranno fatto prima della
commercializzazione, la gamma media e’ risultata soffocata e piatta, con
le emissioni meno focalizzate e meno nitide. Insomma qualcosa
viene perso nel filtro, su questo non ci sono
dubbi. E’ necessario un ri-progetto del
filtro per avvicinarsi alla biamplificazione,
credo abbassando l’ HPF del
tweeter di 300-500 hz
buoni, o addirittura sovrapponendo le emissioni di
woofer e tweeter nella regione del
taglio, ovvero tra i 3000 e i 4000 Hz,
magari usando una pendenza piu’ lieve per il
woofer, direi del primo ordine addirittura.
Queste sono tutte prove che non ho fatto ma che dovrebbero portare a dei
miglioramenti rispetto al filtro “di serie”.
UNA MONOAMPLIFICAZIONE
MOLTO GENEROSA
Sapete quando vi
capita qualcosa per le mani e volete provarla a tutti i costi?
Io l’ho fatto con un
FBT AX 82, che dalla sigla potrebbe non dirvi nulla, a meno che come
me non abbiate a che fare con musica o gruppi
musicali

questo
“mostro” pesante oltre 25 Kg e’ capace di 350 W per canale in regime
continuo su 4 ohm, le altre caratteristiche le trovate alla fine di
questo articolo, assieme agli altri suoi compagni minori di queste
prove.
L’ho provato e mi e’
piaciuto immediatamente.
Prima di tutto lavora.
Eccome se lavora. Questo si capisce dal fatto
che un po’ scalda anche a riposo. Essendo in classe AB denota la scelta
di un punto di lavoro posto sopra altri
finale della stessa “classe”. Per confronto il NAD a riposo era come
spento.
Quando
lavora a potenze medio-alte, questo FBT
consuma veramente. Dissipa anche un quarto della potenza, che significa
ben piu’ di 150 W.
Inoltre questo si’
necessita della giusta alimentazione, di un cavo generoso e di un
collegamento sicuro. Un “bump” potrebbe
farmi saltare tutti e 4 i woofer
!!!
Tra poco vi
scrivero’ le impressioni d’ascolto,
aspettate ancora un momento, vorrei solo
farvi notare che il piccolo “mostro” montava una ventola 8x8 cm
abbastanza rumorosa e sempre attiva. Con una piccola modifica ho
termostatato la ventola
a 65° (temperatura dell’aletta) e bypassato
il termostato con una resistenza da 100ohm. Cosi’
facendo la ventola muove sempre aria, pur facendo circa 10 giri
al secondo. Ma in
modo assolutamente impercettibile all’orecchio. E’ quel che basta per
non far surriscaldare l’apparecchio. Sopra i 65° scatta il termostato e
la ventola riprende a girare a 3700 giri/min.
Cosa che non e’ ancora successa….
chissa’….. forse
quest’estate…..
Dopo averlo collegato
mi sono detto (proprio come diceva il buon Aloia
parlando del suo “mostro” a 4 telai): ho capito cosa mancava alle
B&W: la giusta potenza per muoverle.
Ecco un amplificatore
che non sente cosa c’e’ collegato, possa trattarsi
di altoparlanti, carico resistivo o
un motore elettrico. Muove 4 altoparlanti con bobine da 1,5 pollici
l’una in modo assolutamente naturale. La soglia di carico massima del
NAD, che pure come spunto era molto alta, viene
ampiamente sorpassata, direi di 6, 9, 12 decibel. Sono livelli di
potenza superiori di un ordine di grandezza.
Eppure
i woofer lavorano senza soffrire. Si muovono
fino al massimo della loro escursione e lo fanno senza andare in crisi.
Dev’esserci sicuramente un fattore di
smorzamento altissimo, quello che consente di controllare i
woofer e le tensioni di ritorno che questi
tendono a generare, e che vanno a sottrarsi al segnale in ingresso.
I livelli che si
riescono a raggiungere con le
B&W sono altissimi, mantenendo un programma assolutamente
non distorto e, se non prolungato per troppi minuti, godibilissimo.
Faccio notare che la mia stanza ora e’ piccola, credo sia 4 metri x
2,50, ma siamo a livelli di pressione sonora di un buon concerto, o di
una sala da ballo (c’e’ una discoteca dalle mie parti – Venezia – che
suona maledettamente bene). C’e’ un impatto sulle basse frequenze che e’
al di fuori dell’ordinario, una cosa che mai avevo
ascoltato in casa di nessun altro. Potete ascoltare un brano rock e
sentire la cassa e il basso emergere con una forza sempre maggiore a
mano a mano che aumentate il volume. I colpi
di cassa non vengono soffocati dal mix,
piuttosto spuntano fuori appositamente per farsi sentire e per muovervi
i capelli.
Tutto questo non
meriterebbe neppure di essere accennato se l’amplificatore non avesse
anche una buona musicalita’.
Difatti siamo ad un livello qualitativo
assolutamente da “primo della classe”. Fra tutti gli amplificatori che
ho ascoltato e’ quello che suona nel modo
piu’
corretto. Le tonalita’ alte non sono
esuberanti, pur essendoci fino all’ultimo Hz
di banda. Ne consegue che la musica che ne nasce e’ godibile anche ad
alti livelli, perche’ non fastidiosa e non
distorta, perche’ non spacca le orecchie
sopra i 5 khz, perche’
l’ampli non si sbilancia verso le note alte all’aumentare della potenza,
perche’ riesce a riempire la banda dal basso
all’alto a qualunque livello di emissione.
Inutile che vi dica
che ho venduto il NAD per comprare questo gioiello che,
chissa’, potrebbe sempre tornarmi utile
anche su qualche live col mio gruppo.
A tale proposito bisogna ricordarsi che i diffusori PA (public
address) hanno generalmente
sensibilita’ elevatissime, tipo 95-97-99
dB, e che tale FBT abbinato a diffusori
cosi’ generosi darebbero una pressione
sonora enorme, e tale da insonorizzare senza problemi un piccolo
concerto anche all’aperto.
Ho provato a portare
casse e/o amplificatore ai limiti. In un ascolto ad alto volume e con
una buona registrazione, si fa cosi’ presto
ad alzare il potenziometro.....mi pare ancora
incredibile eppure prima di udire qualunque genere di distorsione si
accendono i led del
clipping sul finale. Inserendo la protezione
anti-clipping prevista nell’amplificatore,
si puo’ udire l’intervento del compressore o
limiter che evita l’arrivo di tensioni
eccessive agli altoparlanti. Questo significherebbe una potenza
esorbitante in arrivo alle casse. Verosimilmente credo che il modulo
di impedenza scenda per determinate potenze a
livelli tali per cui i finali tendono ad erogare una corrente molto alta
pur non essendo la potenza ancora ai massimi.
Comunque sono prove che rimangono tali in quanto i livelli di
ascolto sarebbero eccessivi e alla lunga fastidiosi.
CONCLUSIONI
La
biamplificazione e’ stato un esperimento
molto interessante ed utile, che ha rivelato in modo brutale quali sono
i limiti di un x-over passivo, un x-over
(quello incorporato nelle B&W) curatissimo
dal punto di vista costruttivo e per la qualita’
dei materiali, ma da rivedere sul piano prettamente “matematico”.
La seconda
amplificazione e’ tutt’ora
utile per mettere in evidenza quali sono i limiti di tanti amplificatori
casalinghi, dalle potenze di targa esorbitanti, ma dalle prestazioni
reali ben piu’ reali di quanto si legga
nelle targhe. E soprattutto per evidenziare ancora
una volta quanto i nostri pur piccoli altoparlanti abbiano bisogno di un
motore in perfetta forma e molto potente.
La prova finale
sara’ avere una
biamplificazione con questo FBT e un finale molto musicale e
abbastanza potente per il tweeter, credo che
quello sia il punto di arrivo per le mie B&W.
A quel punto potro’
godermele in santa pace e scrivere il resoconto su quello che
sara’ il mio terzo articolo della serie.
Grazie a tutti per la
lettura. Riccardo N. – Marcon – Venezia
riccardo1975@tin.it
La
scheda prodotti
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Potenza RMS (W) |
Potenza picco
(W) |
Corrente
assorbita@220V (A) |
Peso (Kg) |
Alimentaz,
finali (V) |
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BIRSEP 6080 |
5+5 |
7+7 |
1 A |
12 |
- |
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NAD 2240 |
40 |
50 |
1,1 A |
6,5 |
+-35 |
|
FBT AX82 |
350 |
400 |
5 A |
25 |
+-75 |
|