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B&W DM 603 S3 Di Riccardo
Questo articolo è decisamente lungo, ma non sono riuscito a sintetizzarlo
oltre le 4 pagine. Credo che il possessore di una coppia di questi
diffusori lo leggerà fino alla fine. Sugli altri ho qualche dubbio.
Invito dunque
questi ultimi a leggersi solo l?ultimo paragrafo relativo al bi-wiring.
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Due anni fa ho cominciato ad avere i primi
preoccupanti segnali di un cambiamento.
Ho iniziato a guardare qualche vetrina di hi-fi (che pure non
mancano nella mia città ?Mestre-), ho ascoltato con più attenzione
gli impianti degli amici e, cosa ancor più preoccupante, ho
cominciato a trasferire la colpa del suono del mio vecchio impianto
dalle elettroniche ai diffusori. Anche se non ci voleva molto
a capire che le RCF BR41 non mi calzavano più come un tempo.
Non sono impazzito nella ricerca di qualcosa di veramente speciale,
così come non sono stati molti i negozi che ho visitato. Mi
sono ricordato però che circa 10 anni fa, pochi secondi prima
di acquistare le mie Infinity 11i avevo ascoltato delle piccole
B&W da scaffale che mi avevano colpito che la dinamica e
la potenza, nell?esecuzione di un quasi introvabile e impegnativo
brano di Chuck Loeb (FYI).
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Entrando nel nuovo negozio mi hanno colpito due grandi Infinity a
torre di nuova generazione. Esteticamente accattivanti (doppio woofer
da 20cm, angoli smussati, 3 vie) ma sonicamente non equilibrate, con
un basso
(addirittura !!) poco presente e una gamma medio alta in evidenza.
Vicino vedo quelle che sarebbero diventate poi le mie nuove casse
acustiche: le DM 603 S3.
Un solo modello di B&W da ascoltare. Metto il primo CD e rimango
stupido dalla neutralità di quella musica. Effettivamente era quello
che cercavo.
Dopo molti anni di ascolto con un woofer RCF da 25cm in sospensione
pneumatica, avevo proprio bisogno di più punch, di potenza sui bassi.
Badate bene: la mia non è la ricerca del basso bum-bum da pianale
lo-fi car, ma un completamento della gamma uditiva, cui le frequenze
sotto i 200 Hz fanno assolutamente parte. E? l?emozione di ascoltare
la musica anche con il corpo, essendo dimostrato che a livello uditivo
le basse frequenze tendono ad essere meno percepite delle altre. Fateci
caso quando ascoltate le vostre canzoni. Una parte della potenza alle
basse frequenze viene assorbita dalla testa e trasmessa all?apparato
uditivo attraverso la scatola cranica. Lo stesso non può succedere
con le frequenze più alte.
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Digressioni a parte, mi sembrano due diffusori
sufficientemente equilibrati e mi piacciono da subito. Mi informo
sul prezzo; all?epoca eravamo sui 750 euro. Dopo diverse altre
prove, decido di comprarli.
I primi ascolti. Ammetto che un certo periodo di rodaggio è
servito. Appena portate a casa non mi hanno dato il massimo
almeno per due settimane. Il che vuol dire dopo parecchie decine
di ore di funzionamento. Sapete? casse nuove? stereo acceso
da mattina a sera?.
Ciò che cambia con tempo è il lavoro dei due woofer. Meno impastati
e sempre più dinamici. Essendo un due vie e mezzo anche le medie
frequenze ne guadagnano.
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Per il primo periodo ho ascoltato volentieri musica classica, fusion
(Fourplay in particolare), Tracy Chapman, nonché la discografia completa
dei Dire Straits.
Quello che impressiona di questi diffusori è la perfetta coerenza
in fase delle emissioni destra e sinistra. Questo permette di ascoltare
esattamente al centro una voce o uno strumento al centro della scena,
come mai avevo
ascoltato prima.
- E qui mi scontro apertamente con chi afferma l?inutilità di
percepire una voce che sembra uscire da un buco sul muro al centro
dei diffusori.
Vorrei ricordare a queste persone che l?intento dei tecnici è anche
quello di dare l?illusione di una centralità che con la stereofonia
è molto difficile da riprodurre, essendo in qualche modo virtuale.
Vorrei ricordare che ?illusione
della centralità fa parte del messaggio sonoro in se stesso. Ricordo
infineche dovrebbero provare cos?è il concetto di ?messa a fuoco?,
magari tirando giù i diffusori dalla libreria o meglio ancora spostandoli
da dove si
trovano (spesso uno vicinissimo a sinistra e uno lontanissimo a destra,
o viceversa).
Durante queste ?lezioni di ascolto? mi accorgo di riuscire a percepire
gli strumenti per dove sono realmente. Destra-sinistra e vicino-lontano
adesso prendono forma. Non solo, ma il corpo delle voci è diverso,
lo stesso i
violini e gli archi in generale. Insomma, un?immagine più realistica
e coinvolgente.
A parte la piccola nota negativa che poi vi andrò a spiegare. Il basso
mi piace, è decisamente superiore alle RCF anche se vicino al muro
posteriore e con un punto di ascolto al centro della stanza non riesco
a
percepirlo al massimo.
Rispetto di vecchi diffusori posso ruotare un po? meno la manopola
delvolume, essendo più sensibili di almeno 2-3 dB. Faccio notare che
91 dB è una sensibilità leggermente sopra la media.
L?evoluzione dell?impianto.
Ora che avevo una carrozzeria sportiva, mi serviva un buon motore.
In poco tempo (circa un anno) ho aggiornato il mio sistema fino ad
arrivare a questa situazione:
- sorgente CD Technics SL PG 560 di futura sostituzione;
- convertitore D/A Northstar model 3 upgradato;
- preamplificatore con E188CC secondo lo schema Simpre di TNT Audio;
- amplificatore a transistor NAD 2240 PE;
- amplificatore a 6080 basato sullo schema BIRSEP, praticamente un
doppio
Lilliput;
- cavi di collegamento Van der Hul.
Le modifiche alle elettroniche si fanno sentire sempre più pesantemente.
In particolare la preamplificazione aggiunge grande microdettaglio
alla musica, l?amplificatore Single Ended a triodi aggiunge la giusta
dose di
dinamica avendo anche una bassissima controreazione. La storia sarebbe
molto lunga, anche perché saranno una ventina solo le modifiche apportate
al pre prima della sua versione definitiva (definitiva è un eufemismo
per gli
autocostruttori).
Evoluzione dei diffusori.
Sicuro di poter tirare fuori qualcosa in più dalle B&W decido
di aprirle prima del termine della garanzia per vedere cosa ci hanno
montato quegli ingegneri.
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MOBILE:
- La costruzione è solida nella giusta misura.
- Lo spessore del mobile è variabile, ma diciamo mediamente sui
15 mm.
- Ci sono i dovuti rinforzi interni.
- Sono presenti distanziatori e smorzatori fra tutte le superfici
a contatto
che potrebbero mettersi a vibrare fra loro;
FILTRI:
- La bobina del woofer basso filtrato a 150 Hz ha nucleo in
ferrite (nota negativa);
- Il woofer dei medio alti ha una bobina avvolta in aria sul
percorso del segnale (nota positiva).
- Il tweeter ha una capacità in serie da 10uF al poliestere
marcato B&W
e una rete di compensazione RLC di cui è difficile capire la
risonanza mancando
il valore dell?induttanza;
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ALTOPARLANTI:
- I due woofer alla fine sono molto similari. Hanno un traferro ridottissimo
e la bobina si vede bene anche col woofer a riposo, estendendosi oltre
il magnete permanente per consentire di erogare potenza anche quando
l?escursione è ad alti livelli.
- I cestelli dei woofer sono molto solidi danno una sensazione di
indistruttibilità.
Danno molto spazio all?aria per muoversi e questo è solo positivo.
Il woofer dei medio bassi ha il famoso disegno della tela in Kevlar
che è una vera opera d?arte. Credo tott?ora che sia il punto di forza
di tutto il
diffusore.
- Il tweeter è incapsulato con del materiale smorzante posteriore.
Fa parte
della serie Nautilus ed è un buon componente.
Infine il biwiring è ben realizzato.
Tweaking dei diffusori.
La prima cosa cui ho messo mano è stato il filtro. Ho sostituito (per
prova) le capacità con diversi tipi. Alla fine quelli da cui percepivo
qualcosa in più in termini di limpidezza e dove percepivo meno in
termini di
colorazione sono stati due carta e olio di produzione russa.
Le resistenza esagerata da 7W 0,47 ohm è stata sostituita con 10 resistenze
in parallelo da 4,7 ohm ? watt l?una per un totale di 2 W. Più che
sufficiente.
Queste resistenze non salteranno mai.
Allo stesso modo ho sostituito la resistenza da 7W sulla rete di compensazione.
Se era esagerata quella di prima, immaginate questa?
Dentro alla cassa era stato fatto un uso eccessivo dei morsetti faston.
Il segnale ne attraversava mediamente 4 coppie !! Due dal biwiring
al filtro e altre due da questo all?altoparlante. Una volta scelto
il cavo Van den Hul con cui rifare il cablaggio originale, ho provveduto
a saldare tutti
i cavi sui rispettivi morsetti con stagno all?argento.
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Il materiale smorzatore interno è stato sostituito
ben tre volte. La prima con dell?ovatta, dal grande potere assorbente
sulle medie frequenze ma
troppo basso sulle altre. La seconda con un misto di ovatta
e materiale per insonorizzazioni (tipo camera anecoica per capirsi).
La terza solo con quest?ultimo tipo. E? l?unico che permetta
uno smorzamento efficace anche sulla gamma medio-bassa
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Dicevo prima di un problema di questi diffusori. Le risonanze interne
ad esso purtroppo si fanno sentire. E? come se l?emissione, per certe
frequenze, sia troppo in evidenza e segua una curva a campana (gaussiana).
Queste
potrei concentrarle sui 200-300 Hz e sui 1500Hz. Il primo problema
sta nella risonanza del cabinet, la seconda sul fatto che il medio
basso superiore lavora in una cassa dal piccolo volume, dove per forza
di cose risuonano anche le medie frequenze, essendo emesse dallo stesso
altoparlante. Eliminare questi fenomeni non è facile ed io, senza
mettere mano a celle di compensazione, non ci sono ancora riuscito.
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Fatto questo, ecco le mie impressioni d?ascolto.
L?equilibrio timbrico è buono con molti generi musicali. C?è
una neutralità che si può percepire in tutto lo spettro udibile.
Il rinforzo sotto i 150 Hz è percepibile ma non è invasivo,
essendo i due accordi reflex posizionati ai lati opposti del
mobile. Decisiva è però la collocazione in ambiente.
Sicuramente una certa distanza va osservata dalla parete posteriore,
direi 50 cm almeno. Se il reflex posteriore rimane chiuso si
può accorciare questa misura. Se il punto d?ascolto è a ridosso
della parete posteriore della stanza percepirete per forza una
dose aggiuntiva di bassi, Consiglio in tal caso di chiudere
uno o entrambi i condotti reflex per linearizzare questa gamma.
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Continuo a preferire in particolare l?ascolto di alcuni generi musicali.
Ad esempio sono anni che mi godo i Dire Straits in modo assoluto,
senza che mi manchi qualcosa all?ascolto. Però con un certo tipo di
rock quelle risonanze di cui vi parlavo possono infastidire e appesantire.
La dinamica è coinvolgente quanto basta, anche se questa è in stretta
relazione alle elettroniche in uso. E? un diffusore dove la percezione
della dinamica è proporzionale al quadrato della potenza emessa. Quindi
per goderseli bene bisogna alzare senza ritegno?. D?altra parte
i woofer tengono bene la potenza e lo stesso il tweeter, filtrato
a 12 dB/oct, che è il medesimo montato sul S4, cioè sul modello superiore.
La ricostruzione della scena sonora è migliorata decisamente con l?introduzione
del Northstar, dove è apparsa anche la fantomatica terza dimensione.
In questo senso i cori di certe incisioni sono davvero stupefacenti
in quanto a immagine olografica.
La capacità di messa a fuoco è la cosa più esaltante. Provate ad ascoltare
con questi diffusori ?Running to stand still? degli U2 e poi ditemi
le
vostre impressioni.
Il microdettaglio è affidato ai medio alti. Qui non ci sono grossi
problemi, purchè le elettroniche siano all?altezza. Potete godervi
i vostri brani preferiti anche a basso volume e con amplificazioni
delicate e con bassa potenza.
Un problema può derivare dall?impedenza relativamente bassa presentata
ai morsetti. Il tweeter da 4ohm con una piccola resistenza in serie
e due woofer
da 8ohm che fino a 150 Hz lavorano in parallelo potrebbero essere
un problema per certi ampli un po? datati come il mio vecchio Marantz
PM 410 oppure per elettroniche valvolari.
Su questi ultimi ricordo che una bassa impedenza del woofer si ripercuote
sul primario del trasformatore d?uscita abbassando il fattore di smorzamento.
Il miglioramento decisivo e che da solo vale più di tante altre modifiche
è sicuramente il bi-wiring, che consiglio a chiunque ne abbia la predisposizione,
si tratti di B&W o di qualsiasi altra cosa. Il concetto è questo:
è
fondamentale far viaggiare i due segnali su due percorsi diversi.
E? come collegare ad una stessa linea due motori con assorbimento
diverso e regimi di rotazione diversi e sperare che non si influenzino
a vicenda.
A valle dei cavi di collegamento vi trovate sempre due impedenze diverse,
dovute alla costruzione del filtro e dell?altoparlante. E soprattutto
due impedenze che non sono costanti con la frequenza e che lavorano
su bande
differenti. L?interazione di due segnali siffatti dentro lo stesso
cavo è inevitabile.
A gioire di tutto questo saranno ancora una volta i medio alti. Troverete
le voci e le chitarre molto più vive e presenti di prima, con una
impronta quasi ?live?. Gli alti saranno più setosi e presenti, mancheranno
in pratica
di quella colorazione che alcuni tweeter a cupola (e ancora più cupola
metallica) possono dare. Provate questa modifica e non vorrete più
tornare indietro.
Riccardo N.
riccardo1975@tin.it
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