|
-
Potenza d'uscita: 40W + 40W (0db RMS);
-
Banda passante: 20HZ - 60KHz +/- 1.5db;
-
T.H.D.: <1%;
-
Rapporto segnale/rumore: >90db;
-
Impedenza d'uscita: 4Ohm; 8Ohm;
-
Valvole: 4 EL34 - 4 5670/6N3;
-
Dimensioni (WxDxH): 420x270x190 mm;
-
Peso: 17,50 Kg.
|
 |
Si tratta di un amplificatore
di produzione cinese , un push pull di EL34 , di colore nero
e cromo
, con una comoda protezione per le valvole , 4 entrate RCA e un
discreto peso di tutta la macchina..
Va subito detto che questo e
un finale , quindi il suo uso specifico sarebbe con un
preamplificatore , io sinceramente lo provato in entrambi i modi ,
con buoni risultati .. ma per quello leggete sotto.




Questo
apparecchio dispone di 4 entrate RCA d'orate e uscite di potenza
sia a 4 che 8 ohm



gli schemi
di alimentazione e ampli

Questa e una macchina che fa
parte degli amplificatori a valvole caldi , dal suono molto tondo e
avvolgente , sicuramente adatto a chi ama i bassi piuttosto presenti.
La potenza e ottima , i 40
watt a disposizione riescono a far funzionare la maggior parte dei
diffusori , e la sezione medio alta e simile a molti altri
apparecchi che ho testato con le stesse valvole , ma con un prezzo molto
più competitivo.
Il commento
di Claudio:
Il mio impianto attuale è
così composto:
Cavi di segnale: Audio
Costruzioni
Amplificatore Integrato:
Ruru CST 80
Cavi di potenza: Monster XP
Casse acustishe: B&W 703 /
CORAL RS 5000 (autocostruite)
L'ascolto è molto
gratificante sopprattutto considerando il costo del Ruru decisamente
contenuto anche in rapporto ad apparecchi autocostruiti.
La scena sonora gode di
buona profondità ed ariosità. Gli strumenti e le voci hanno contorni
ben definiti e facilmente individuabili sul palcoscenico virtuale, in
particolare le chitarre acustiche, i violini e le voci maschili.
Le voci femminili sono
forse un pò colorate, meno neutre, decisamente "valvolari", ma sempre
molto godibili, anzi direi per questa caratteristica le considero più
gustose di un suono neutro, forse timbricamente piu corretto ma
decisamente asettico.
La gamma bassa, molto
presente, resta veloce e neutra nei passaggi di media entità mentre
perde un pò di controllo nei pieni più impegnativi.
Alternando le uscite da
otto a quattro ohm ho notato un miglioramento in gamma bassa sia in
termini di impatto che di controllo
ma una leggera perdita
nella scena sonora, principalmente il dettaglio degli strumenti ma ad
onore di cronaca devo dire che sia le B&W sia le CORAL sono casse
piuttosto impegnative ed esigenti nel pilotaggio, quindi non mi
stupirei se il problema svanisse con casse più facili.
In termini di paragone il
mio Cayin A88 pur non essendo un mostro di potenza non presenta questo
difetto ne a triodo ne tantomeno in ultralineare almeno fino a che non
si esagera con il volume, ha un dettaglio e una profondità maggiore
nella scena sonora e sostanzialmente paragonabile forse un po meno
colorato in gamma media configurato a triodo, mentre nettamente più
neutro in ultralineare.
Voglio ora spendere due
parole sullo schema elettrico.
In primis è da notare
l'estrema semplicità di configurazione con stadio di ingresso a triodo
differenziale e reazione collegata al ramo "basso" del differenziale.
Osservare il centro dello
stadio di ingresso in "negativo" anziche a massa, soluzione piuttosto
originiale penso per aumentarne la dinamica.
Se si vuole provare una
modalità zero NFB si può scollegare il cavo che riporta il segnale su
R2 / R28 20 Kohm dal lato uscita ad 8 ohm e quindi saldare al
terminale zero ohm onde evitare rientri di ronzii spuri.
In alternativa è possibile saldare un
ponticello di cortocirquito ai terminali di R3 / R27 200
ohm senza dissaldare nulla dalla sheda, operazione piuttosto complessa
perchè la suddetta è doppia faccia e comunque ne sarebbe richiesto lo
smontaggio.
Per provare tassi minori di
reazione si può collegare in serie al cavo di cui sopra una resistenza
da 10K / 22K / 47K oppure (soluzione consigliata) collegare in
parallelo ovvero saldare ai terminali di R3 / R27 200 ohm una
resistenza da 470 / 330 / 220 / 100 ohm 1 watt da provare in via
sperimentale considerando che in entrambi le modalità il valore
seguente di resistenza intende un tasso di reazione inferiore.
L'operazione va ovviamente
eseguita su entrambi i canali in modo identico utilizzando stagno a
bassa temperatura di fusione e facendo saldature veloci per non
rovinare le piste sottostanti.
In entrambi le modalità non
dovrebbero esserci pericoli di autooscillazione in particolare nella
modalità consigliata che peraltro garantisce la totale assenza di
rientri di ronzii di rete.
Per trasformare in
configurazione "triodo" cercare le resistenze da 100 ohm 2 watt negli
zoccoli delle EL34 (pin 4) e dissaldarle dal lato del cavo del
trasformatore di uscita saldarle quindi all'anodo (pin 3) ovviamente
operazione da farsi su tutte e quattro le valvole.
Se non si hanno le
conoscenze e la manualità sufficiente per queste operazioni è meglio
lasciare le cose come stanno o rivolgersi a qualcuno più esperto
perchè fare danni è un attimo e ricordare sempre che in giro ci sono
diverse centinaia di VOLTS.
Personalmente ritengo
abbastanza inutile intervenire sulla reazione se non a scopo
sperimentale perchè se non si hanno a disposizione componentistiche di
altissimo valore sonico il segnale non può che degradare mentre la
configurazione triodo / pentodo è interessante in particolar modo se
implementata con un commutatore nel retro dell'unità meglio se con
relè di commutazione locale in prossimità degli zoccoli in modo da
passare indipendentemente a scelta nelle due modalità.
Il suono cambia nettamente
l'impasto senza collassare miserabilmente.
Da notare il potenziometro
di ingresso di tipo lineare anzichè logaritmico che offre anche per
componenti di basso valore un bilanciamento migliore fra i due canali,
difatti il Ruru pur montando un potenziometro molto economico ha un
bilanciamento ottimo lungo tutto l'arco della scala a fronte di un
disagio molto modesto (basta ruotare un pò di piu la manopola nel
primo tratto che a dire il vero neanche te ne accorgi).
Per ora è tutto,saluti e
grazie mille per la disponibilità che mi hai concesso.
-------------------------------------------------------------
Il commento
di Marco
In merito all'ultimo
valvolare "RURU" che hai pubblicato ho fatto alcune comparazioni con il
mio T.A.C.34, chiaramente guardando le fotografie del circuito interno
che hai messo nel sito. Ho notato che fondamentalmente sono similissimi
(lo chassis è IDENTICO) tranne quanto qui di seguito elencato:
1) Il trasformatore, nel
T.A.C., è marchiato "Audio Institute" ma, ad occhio, sembrerebbe
similarissimio a quello montato sul RURU da 40 watt r.m.s. per canale;
2) Le valvole del T.A.C. sono
"Valve Art", dunque forse (e ripeto FORSE) un pochino migliori;
3) I due condensatori in
bella vista, nel T.A.C., sono "Nippon Chemicon".

Il T.A.C. originale
Per il resto, ad occhio, non
ho notato altre differenze particolari. Probabilmente la Vincent T.A.C.
fa assemblare realmente i propri valvolari dalla stessa fabbrica che
produce i "RURU" e i "Dynavox", affinando il progetto con qualcosina di
più "performante". Certo è che sono molto soddisfatto del T.A.C. in
quanto ritengo che suoni davvero bene (e a Sonora 2005 mi pare che non
abbia sfigurato!!) però se, al tempo in cui lo acquistai, Tu avessi già
commercializzato il "RURU"...beh...credo che ci avrei fatto un bel
pensierino!!!!
Ciao carissimo; appena
rientro in possesso della macchina fotografica digitale ti mando le
ultime foto da Te richieste...e in più ti manderò altre mie nuove
realizzazioni: i "Simil-vaiovent-artigianali" che ho appilcato ai
monovia CH250 ed un mega sub woofer da 110 litri che ho appena
terminato.
CIAOOOO!!
schiaffo71@hotmail.com
http://www.hifisound.de altro sito
che vende i prodotti TAC
|