Recensioni e Schede      

Integrato a valvole MING DA MC 368-90

 

 

Di cosa si tratta

Integrato a valvole

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Produttore

Ming Da  Cina  http://www.mei-xing.com

Caratteristiche

70 watt + telecomando

 Costo

1630/00  euro  anno 2011  Punto vendita Audiocostruzioni    Sbisa' Giovanni e c snc Via Grosoli 6  cap 41012  Carpi Mo  tel. 0039-059-685054 info@audiocostruzioni.com

 

Caratteristiche:

 

No. of inputs:

Input impedance:

Input level:

Output impedance:

Output power:

Frequency range:

S/N:

Distortion:

No. of Outputs:

Vacuum tubes:

Power supply:

Power consumption:

Dimensions:

Weight:

4 groups

100 kΩ

200 mV

4 Ω, 8 Ω

pentode state 2x 70 W, triode state 2x 40W

15 Hz - 55 kHz ± 1 dB

89 dB

≤ 1 %

2 groups

K4x KT90 or KT88, 6550, EL34), 2x AX7, 2x 6H8C

AC switchable 110 V / 60 Hz ↔ 220 / 50 Hz

250 W

45x42x23 cm (LxWxH)

25 kg

 

la KT90

 

Descrizione:

 

Intanto  due righe su questa azienda: La  MeiXing Electronics e  una delle maggiori fabbriche di amplificazioni a tubi del mondo.  Nata  nel 1991, all'inizio si occupava di produrre  per altri  senza pubblicizzare il marchio proprio,  poi da 1998 comincia a pubblicizzare e vendere i propri prodotti per conto  suo.  I prodotti MING DA sono costruiti molto molto bene e vista la disponibilità di personale a basso costo effettuano dei test molto rigorosi, tali da permettere loro di avere la certificazione  ISO9001.  I circuiti interni sono cablati in aria ed effettuati completamente a mano, i cavi utilizzati, placcati in argento,  le valvole provengono dalle migliori fabbriche Cinesi, cecoslovacche, Russe e Americane e vengono testate per molte ore....

 

Esteticamente  l'impronta e la solita  di questa casa  dove i colori nero e oro la fanno da padrone rendendo questi prodotti inconfondibili , qui pero' troviamo una evoluzione ulteriore , la parte centrale del telaio e di colore nero invece che  di acciaio inox , e le calotte  trasformatori hanno una forma  piu' arrotondata e di colore nero metallizzato.

Il pannello anteriore di alluminio anodizzato nero e di uno spessore veramente importante , almeno 15 mm  e con  i lati arrotondati.

Questo modello e il primo di questa ditta provvisto  di un semplice , ma efficace e sopratutto comodo telecomando per il volume.

 

 

Internamente  la costruzione non si discosta  da quello che per me e il vero fiore all'occhiello di questi prodotti , il cablaggio completamente in aria , curato perfettamente e con componenti che si possono definire di ottima qualità , sopratutto se paragonati al prezzo complessivo dell'apparecchio.

 

Lo possiamo tranquillamente considerare un apparecchio da smanettoni , infatti come nel modello senza telecomando ,  questo ampli accetta tanti tipi di valvole , di serie monta le KT 90  con le quali riesce ad arrivare alla fantastica potenza di 70 watt rms , ma può montare anche le kt88 - 6550 - kt90

 

 

Scheda fotografica:

 

 

 

 

L'apparecchio può lavorare a trido , con una potenza minore e una maggiore precisione sonora , oppure ultralineare , con una potenza maggiore , un basso piu' potente e una minor precisione.

 

 

con la sua copertura in acciaio inox e plexiglass

 

 

Il modello 2009  con valvole Ming Da:

 

 

 

 

Vediamo dietro:

 

 

Vediamo dentro:

 

 

Il telecomando :

L'imballo

 

       

 

Come suona:

 

La prima cosa che vi consiglio e andarvi a leggere il test fatto sul modello precedente  questo:

 

 

Dove viene spiegato  il risultato sonoro con  i vari tipi di valvole , il concetto vale  anche per questo prodotto , che però varia  come potenza massima e controllo dei bassi , direi maggiore nel modello 90.

La forza , intesa  proprio come tale e veramente tanta , con una leggera rotazione del pomello volume si hanno pressioni sonore notevoli e capacità di controllo  notevoli ..

Poi la possibilità di cambiare  tipo di valvole lo rende il compagno fedele per tanto tempo.

 

Se vi interessa acquistarlo:

 

1530/00 euro  anno 2010   Punto vendita www.audiocostruzioni.com   Sbisa' Giovanni e c snc. Via Grosoli 6   41012  Carpi  MO  Tel 0039-059-685054  info@audiocostruzioni.com

 

 

Il commento di Cristiano

 

 

APPUNTI  e NOTE d’ASCOLTO: di Cristiano Nevi

MING DA – MC368-B90     

Amplificatore integrato

 

Essendo rimasto favorevolmente colpito dalle qualità sonore offerte dal bellissimo preamplificatore solo linea Ming-Da MC7R, ho approfittato della cortesia di Davide per ascoltare in condizioni controllate un nuovo prodotto di questa dinamica ditta cinese, senza ombra di dubbio fra le più interessanti e prolifiche nell’ambito della nouvelle vague audio-valvolare dagli occhi a mandorla dell’ultimo lustro; la scelta è caduta su di un robusto integrato, contraddistinto da un convincente design e da una versatilissima modalità di funzionamento: trattasi appunto della nuova versione del MC368-B90, un amplificatore in grado di operare con diversi tipi di valvole finali (KT90, KT88, 6550, KT100) sia in modalità ultralineare che a triodo.

La mia curiosità viene letteralmente stuzzicata già dall’imballo, sia per le dimensioni che per il peso complessivo, tutt’altro che leggero: tre scatoloni a matrioska proteggono il pesantissimo integrato, che si presenta con un’accattivante livrea completamente nera, comprese le manopole anteriori di regolazione che nella precedente versione erano dorate, secondo un contrappunto cromatico comune a tutta la prima gamma produttiva della Meixing Ming-Da.

Il frontale è costituito da una lastra d’alluminio anodizzato di notevole spessore e priva di spigoli, essendo le rispettive estremità laterali terminate a semicerchio e non più classicamente squadrate ed ingentilite dalla sola smussatura degli spigoli.

Equidistanti fra loro e di pari dimensioni, tre belle manopole rompono la linearità del frontale, altrimenti provvisto della levetta di commutazione del funzionamento ultralineare/triodo da un lato, e da una luminosa spia d’accensione blu dall’altra. Sulla (nostra) destra, la prima manopola altro non è che il commutatore d’accensione, in luogo d’un più banale tasto o d’una levetta;  al centro è posizionato il potenziometro del volume, mentre a sinistra vi è il selettore per quattro ingressi di linea. Le finiture generali dell’amplificatore appaiono immediatamente di ottimo livello, certamente più curate ed accattivanti che non nel pur recente passato produttivo di Meixing: in effetti talvolta alcuni chassis risultavano, in alcuni punti, eccessivamente piegati oppure qualche zoccolo per l’alloggiamento di grosse valvole amplificatrici risultava lasco o comunque non perfettamente fissato, ad evidenza di una manodopera che, per quanto ormai specializzata, non è ancora in grado di competere con l’artigianato europeo od addirittura giapponese.

Nessuno di questi problemi assilla il MC368: alcune finiture addirittura risaltano l’estetica complessiva dell’integrato; ad esempio, i fori ricavati sul lato superiore del cabinet per l’alloggiamento delle valvole sono abbelliti da anelli cromati di diverse dimensioni, proporzionalmente alle piccole driver ed alle più imponenti finali di potenza.

Sul retro è possibile notare la sequenza delle quattro coppie d’ingressi RCA e dei connettori per gli altoparlanti, per i quali sono previste sia l’uscita a 4 che a 8 ohm per canale. Inutile rimarcarne la solita qualità alla quale questi costruttori orientali ci hanno ormai abituato: l’arguta strategia commerciale cinese ha da tempo assimilato i piccoli sogni proibiti degli audiofili occidentali, inguaribili malati di connettori esoterici, valvole raddrizzatrici, massicci trasformatori, classe A e triodi in single-ended, talvolta però a scapito della sostanza progettuale. Completa la dotazione posteriore l’immancabile e pratica vaschetta IEC, che permette l’uso del proprio cavo d’alimentazione preferito, ed un piccolo selettore per la tensione d’alimentazione.

Assieme all’imballo mi sono giunti tre quartetti di valvole finali: le Electro Harmonix KT90 (già montate per cui, presumo, di serie), le 6550 e le JJ KT88; la dotazione valvolare prevede infine un doppio triodo 12AX7 ed una 6SN7 entrambe Electro Harmonix per canale, per un totale di otto valvole.

Per quanto concerne gli aspetti tecnici e le caratteristiche dichiarate, rimando ovviamente ai commenti ed alle bellissime fotografie di Davide: del resto, qui si preferiscono esternare quelle sensazioni che alimentano la folle passione audiofila e che sovente non trovano facili sbocchi comunicativi parimenti allo sport, alle automobili ed alla gastronomia, perché per natura discrete, intime e soggettive, oltre che di nicchia.

Il Ming-Da è stato collegato al mio solito impianto, utilizzando come cavo d’alimentazione il top di gamma Audiocostruzioni by Sbisà, ovvero il poderoso SB7 ed alternando i cavi di potenza Sommercable modelli Elephant SPM440 e  Quadra Blue. Amplificazioni di controllo: gli albionici Rose RV23S+Albarry M408II (valvole e transistor) ed i conterranei Ming-Da MC7R+MrLiang LS-845 (all-tube con le finali 845 in single-ended e classe A di funzionamento).

Dedico svariate giornate al warm-up dell’integrato: rilassanti generi musicali creano un’ottimale ed intima dimensione per la lettura di un bellissimo libro di cui, a tempo debito, vi parlerò; si tratta de “Il romanzo del vino” di Roberto Cipresso, uno straordinario viaggio nella storia, nella filosofia e nella cultura del vino e della vite, scaturito dalla grande esperienza di uno dei nostri più grandi viticoltori italiani. Nel CD-player gira Moleque (Malandro 71002), un album del 1998 del virtuoso chitarrista classico brasiliano Ulisses Rocha: la mia attenzione viene lentamente catturata dalla piacevolezza d’insieme del suono, già a bassi volumi d’ascolto, ben equilibrato e contraddistinto da una buona timbrica degli strumenti acustici. A volumi più sostenuti ma ancora civili, si apprezza una pulizia del suono non comune per un apparecchio di tale categoria merceologica: gli strumenti risultano ben scontornati, la grana musicale è fine, la scena sonora è piuttosto ampia ma soprattutto proporzionata sui tre assi ortogonali, mentre la timbrica mi sembra godere di buona  neutralità, con un’apprezzabile estensione verso le frequenze estreme. Con le Electro Harmonix KT90, il Ming-Da MC368 tradisce il suo cuore termoionico nella dorata luminosità dei registri medio-alti ed acuti, seppur ben presenti, definiti ed ariosi, tanto che il suono generale parrebbe piuttosto quello di un buon progetto a stato solido. In configurazione ultralineare, l’ampli sfodera ad alti volumi una dinamica totale tale da smuovere senza sforzo apparente le compassate Stilo; non si evidenziano particolari compressioni dinamiche, se non piuttosto prospettiche, ma a livelli per i quali si potrebbe anche rischiare una denuncia per disturbo della quiete pubblica! I cori (Carmina Burana di Carl Orff) e le masse orchestrali (alcuni titoli di Giulini con la sua Berliner per la Deutsche Grammophon) sono riprodotti in modo convincente, grazie proprio alla poderosa potenza disponibile ed all’assetto timbrico del Ming-Da, con una prestazione globale davvero godibile, specie in considerazione d’un prezzo di vendita che è fortunatamente lontano da certi numeri dell’hi-end più esclusiva. Nella configurazione a triodo evidentemente la potenza disponibile diminuisce, perdendosi una nuance di controllo sui registri inferiori, ma la criticissima gamma media guadagna in dolcezza e quella medio-alta ancor più in ariosità, che già non difettava col funzionamento ultralineare. La riproduzione di piccoli ensemble acustici (Akoustic Trio di Chick Corea, GRP) è affascinante e foriera di piacevoli sensazioni: non si ravvisano scollature tonali ne nella difficile riproduzione del pianoforte che del contrabbasso, mai rigonfio o debordante e sempre intelligibile nelle sue ordite trame ritmiche.

Spinto dalla curiosità, riposiziono il selettore in funzionamento ultralineare e monto le 6550, simili alle KT88 e KT90 ma dall’inconfondibile forma che ha caratterizzato l’estetica di alcuni fra i più celebri finali Audio Research. Personalmente le adoro quanto le 6L6 e le piccole EL84, e fin da subito esse non tradiscono le mie aspettative: cresce il respiro prospettico, la densità, la plasticità e la profondità della scena acustica, anche se a scapito di un briciolo di trasparenza e definizione; il suono si fa indiscutibilmente più valvolare, pieno e comunque possente ed universale, godibile con qualunque genere musicale. Connessi a triodo, su questo progetto i pentodi 6550 mi convincono meno: la timbrica generale assume connotazioni più calde, in parte a discapito dell’omogeneità tonale di tutti quegli strumenti per natura squillanti e graffianti in gamma acuta (ad es. i piccoli ottoni, i piatti della batteria) mentre salendo di volume, la pur bella gamma media tende ad avanzare, senza perciò evidenziare palesi costrizioni dinamiche. Le stesse considerazioni valgono per la prestazione offerta dalle KT88, sebbene la loro musicalità si sia posta a metà strada fra la trasparenza e la neutralità delle KT90 ed il vigore, la dinamica e la pienezza delle 6550, tenuto poi conto che si è oltremodo trattato dell’unico quartetto di marca JJ anziché EH. In altri termini, le KT88 non mi hanno pienamente soddisfatto parimenti alle KT90 ed alle 6550: fortunatamente l’alta fedeltà soffre di una rimarchevole soggettività!!!!

In conclusione, questo nuovo integrato Ming-Da mi è piaciuto, ed aggiungo parecchio: assai ben costruito e rifinito, facente sfoggio di componentistica passiva di qualità e di cablaggi interamente in aria, musicalmente versatile e godibile a lungo termine, potente quanto basta da non farsi impensierire nemmeno da basse sensibilità od interfacciamenti elettrici piuttosto ostici, rispettoso dei requisiti essenziali di sicurezza per poter essere commercializzato in ambito CE, in estrema sintesi il Ming-Da MC368 sfodera una qualità complessiva tale da farlo tranquillamente navigare nell’affollatissima mid-class strizzando l’occhio da vicino all’hi-end. Il rapporto qualità/prezzo è di conseguenza molto elevato mentre il prezzo di vendita non appare proibitivo, seppur non bassissimo, a conferma di un marchio che, a fronte della provenienza, pare offrire continuità, serietà ed affidabilità nel tempo.

Trattandosi di un valvolare di rango, ma pur sempre un all-tube, sconsiglio abbinamenti con diffusori contraddistinti da bassi poderosi e poco controllati o da eccessive aperture in gamma medio-alta. Col digitale, si potrebbero sortire ottimi abbinamenti con sorgenti di rango e ben controllate come Copland, Micromega, Audio Analogue.

Note di utilizzazione: col mio impianto m’è parso più lineare il collegamento col morsetto d’uscita ai diffusori contraddistinto dall’impedenza 4 ohm, anziché con quello da 8 ohm: al fortunato acquirente, consiglio anche questa verifica nelle connessioni, al fine di sviscerare quanto di meglio possa offrire questa bellissima macchina cinese. Consiglio infine di usare il selettore triodo/ultralineare con l’integrato spento, al fine di evitare commutazioni rumorose verso gli altoparlanti; effettuare infine eventuali sostituzioni delle valvole ad apparecchio freddo, oltre che spento e scollegato dalla rete elettrica. Ai più esperti sembrerà un consiglio lapalissiano…………..

 Buoni ascolti,

 

Cristiano Nevi

marvel147@gmail.com

syrah@hotmail.it

 

 

Il commento di Roberto:

 

È novembre e ritorno con la mia compagna da Abano Terme per un congresso legato al mio lavoro (sono un operatore shiatsu professionale);  chiamo Davide e l’avviso che passerò da lui per valutare una serie di amplificatori che mi interessano, visto che sono intenzionato a cambiare il mio.

Arrivo a Carpi e Davide mi fa sentire subito a casa: gentile e cordiale come sempre, mi avvisa di un imprevisto che lo attende, e col suo accento modenese mi dice, “ fai come fossi a casa, tua prova quello che ti interessa”, mi fa vedere cosa fare e dove trovare quello che mi interessa ascoltare e mi saluta dicendo che tornerà presto.

 

 

Il mio dilemma era: valvole o stato solido? Inizio con gli ascolti di un amplificatore a valvole,       all’inizio non mi convince molto, forse perché nuovo. Lo lascio scaldare e passo allo stato solido: booh! ma che succede, questo emette suoni peggiori di quello di prima…collego un altro apparecchio  a valvole: questo suona meglio e lo confronto con il primo amplificatore a valvole che avevo ascoltato e che avevo lasciato a scaldare.

La mia compagna mi richiama subito “…senti come suona, che sensazione di ariosità; sono sparite le casse, l’orchestra è qui davanti a noi…”.

Cambio disco e metto Lucia Minetti (voce che conosco molto bene): che bello! E’ arrivata qui per cantare davanti a me, voce dolce e presente…ma forse mi sto illudendo… cambio amplificatore e ritorno allo stato solido - ma più costoso. Non ci siamo ancora, manca aria e dimensioni sia nelle voci che nell’orchestra, anche se va meglio di prima.

Riconfronto di nuovo i due valvolari e altri amplificatori a stato solido; alla fine dopo due ore di ascolto e qualche chiacchiera con Davide che nel frattempo è tornato, mi decido e porto a casa l’amplificatore MING DA mc 368-90, uno stabilizzatore di tensione DIAXING e cavi di segnale SOMMER CABLE di un bel colore giallo.

 

Quindi passo da un sistema così composto:

§       Lettore cd MOON HARBOR s2 Jungson

§       Preamplificatore CARVER c-1

§       Finale di potenza CARVER pm 1.5

§       Casse autocostruite CORAL  RS 108 con modifiche

§       Cavi di segnale SB 16

§       Cavi di potenza super ELEPHANT

A questo:

§       Cavi di alimentazione SB 3

§       Cavi di segnale SOMMER CABLE EPILOGE

§       Cavi di potenza SOMMER CABLE super ELEPHANT

§       Amplificatore MING DA MC 368-90

§       Lettore cd MOON HARBUR s2 JUNGSON

§       Casse autocostruite CORAL RS 108 con modifiche

§       Presa filtrata bada lb 3300

§       Stabilizzatore di tensione DIAXING

 

Come avrete capito l’impianto è cambiato sostanzialmente, e quindi vi racconto cosa è successo.

Dopo un sostanzioso rodaggio che è servito a far rendere al meglio le valvole, il cavo e lo stabilizzatore, il suono dell’impianto è cambiato sostanzialmente.

Il suono è più dolce molto più arioso con una scena ben dimensionata, sia in larghezza che profondità e pure in altezza, con tutte le frequenze ben riprodotte; sono sparite le casse, bellissimi i dettagli fino all’ultima nota emessa dagli strumenti che in ogni caso sono sempre ben distinguibili e dimensionati; merito dell’ amplificatore senza dubbio, e dello stabilizzatore con relativa presa filtrata.

Il cavo di segnale ha portato le frequenze più alte ad essere più cristalline ma non fredde, le medie più corpose ma non cupe: ottimo per la sua capacità di non modificare il segnale sonoro.

Non so se è la potenza dell’ amplificatore che, dopo varie prove, uso in forma ‘a triodo’ ed emette 40 watt, ma non sento tutta la differenza che si dice tra le valvole e lo stato solido sull’impatto dei bassi: ci sono, potenti e precisi, e se non vi bastano, usatelo in ‘ultra lineare’, 70 watt e suono più duro.

Nel complesso ora l’impianto mi sembra più bilanciato e con poche pecche, al confronto di impianti molto più costosi; suono dolce, arioso, avvolgente, mai stancante.

Passo molte ore ad ascoltare musica di tutti i generi, ma principalmente classica e jazz e questo impianto mi soddisfa appieno; so che si può avere ancora di più, ma a quale prezzo?

Ritornare allo stato solido sarà impossibile finche non troverò le stesse condizioni acustiche; provate e fatemi sapere sono aperto a tutti i pareri se sono costruttivi.

 

Roberto Cuccu

 

cuccurob@alice.it

 

E poi la sostituzione delle valvole sempre di Roberto:

 

 

Cambio delle valvole all’ amplificatore Ming-Da mc368-b90

 

Ho appena cambiato le valvole al lettore-cd con un buon risultato e avendo ancora ha disposizione dei soldi, decido di comprare in un'altra fiera tutte le valvole dell’amplificatore Ming-Da in mio possesso, sia preamplificatrici che finali di potenza.

Per le valvole preamlificatrici rimango alla marca Electro-Harmonix ma gold pin selezionate: sono due 12ax7 e due 6ns7.

Quelle di potenza invece, che sono quattro Electro-Harmonix kt90, vengono sostituite con quattro 6550 selezionate della Tung-Sol, ditta che, se non ho letto male, ha inventato proprio questo tipo di valvole.

 

 

La scelta di mettere delle valvole 6550 è scaturita dalla lettura di un articolo sulla rivista ‘Audiocostruzioni’ in cui si diceva che sostituendo le kt90 con le 6550 il suono dell’amplificatore in questione diveniva più “valvolare”.

Effettuata la spesa che si aggira sui 220€ per tutto il pacchetto valvole, e dopo averle sostituite e rodate per più di 30 ore che risultati ho riscontrato?

Prima di tutto in funzione ultralineare il suono è diventato molto più avvolgente e caldo: intendo dire che il suono sembra provenire da un palco più grande, con la sensazione che attorno si abbiano gli strumenti e che gli stessi strumenti muovano molta più aria, sensazione molto vicina alla realtà di un concerto dal vivo.

La dinamica è ottima ed anche il dettaglio e il microdettaglio degli strumenti è buono; nei pieni orchestrali, dove di solito notavo una certa compressione da parte dell’amplificatore, ora è tutto più percettibile e dinamico, le voci hanno acquistato ulteriore corpo e rotondità aumentandone la naturalezza e  il tutto fa sì che il piacere di ascolto raggiunga un ulteriore picco di qualità rispetto a prima.

Posto il selettore su funzionamento triodo, il suono è ancora più dolce ma gli strumenti perdono di intelligibilità e gli strumenti metallici sono poco graffianti rispetto al ‘vivo’. Altro particolare: le note che vengono lasciate decadere naturalmente finiscono molto prima del reale, quindi il tutto non mi convince.

I risultati sono ottimi, l’amplificatore ha cambiato molto il suono e questo si avvicina di più alla realtà di un concerto, specialmente nella classica dove si sente maggiormente la sostituzione delle valvole, pur rimanendo nel complesso sempre ben bilanciato in tutti i generi: quindi rimarranno con piacere le valvole di potenza 6550 montate.

 

Roberto Cuccu    cuccurob@alice.it

 

Il commento di Marco:

 

Grazie Davide! E' davvero un progetto, al di là dei gusti personali, molto interessante e mi ha impegnato tanto. In questi mesi ho realizzato anche altri progettini interessanti e piano piano te li manderò. Sono contento perchè ho realizzato "Musicante Monovia" senza alcuna simulazione al P.C.

Il MING DA MC368-B90 con le Electro Harmonics KT90 russe è un amplificatore realizzato con componentistica eccellente: i condensatori sono tutti M-Cap, Elna e Aero-M...insomma tutti componenti di indiscutibile qualità. Ti chiedo ancora una delucidazione. I trimmer che mi hai fatto vedere quando l'ho acquistato servono soltanto per la regolazione del Loop o anche per il Bias? Te lo chiedo perchè con i miei diffusori ad alta efficenza si sente ancora un pizzico di ronzio (peraltro accettabilissimo, nulla di preoccupante) ma vorrei abbassarlo un pochino. Posso intervenire su tutti e quattro i trimmer? Se no, quali sono quelli per regolare per il Loop? Ti ringrazio anticipatamente per la Tua gentilezza. E' comunque impressionante la capacità dell'amplificatore di pilotare qualsiasi diffusore acustico: la riserva di potenza disponibile è TANTA; in abitazione, con i miei woofer Ciare HW321, in configurazione ultralineare non riesco ad arrivare a metà volume: tremano mobili, doppi vetri, divano...E' una macchina che non ha paura di nulla. Ora che le KT90 si stanno rodando posso dirti che il suono è divenuto meno asciutto, con una gamma media molto musicale, accompagnata da un basso generoso e potente e con degli acuti che nulla hanno da invidiare ad amplificazioni allo stato solido. Che dirti di più? Sono estremamente soddisfatto: rispetto al mio ottimo Vincent T.A.C. 34 ho fatto un salto di qualità, soprattutto in termini di dinamica e potenza disponibile. E' l'amplificatore che ho sempre desiderato.

Ciao Davide e grazie di tutto   Marco71.-  schiaffo71@hotmail.com
 

la sala di Marco

 

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