|
|
No. of
inputs:
Input
impedance:
Input
level:
Output
impedance:
Output
power:
Frequency range:
S/N:
Distortion:
No. of
Outputs:
Vacuum
tubes:
Power
supply:
Power
consumption:
Dimensions:
Weight: |
4
groups
100 kΩ
200 mV
4
Ω,
8 Ω
pentode
state 2x 70 W, triode state 2x 40W
15 Hz -
55 kHz ± 1 dB
89 dB
≤ 1 %
2
groups
K4x
KT90 or KT88, 6550, EL34), 2x AX7, 2x 6H8C
AC
switchable 110 V / 60 Hz ↔ 220 / 50 Hz
250 W
45x42x23 cm (LxWxH)
25 kg
|

la KT90 |
|
 |
Intanto due righe su
questa azienda: La MeiXing Electronics e una delle maggiori
fabbriche di amplificazioni a tubi del mondo. Nata nel 1991,
all'inizio si occupava di produrre per altri senza pubblicizzare il
marchio proprio, poi da 1998 comincia a pubblicizzare e vendere i
propri prodotti per conto suo. I prodotti MING DA sono costruiti molto
molto bene e vista la disponibilità di personale a basso costo
effettuano dei test molto rigorosi, tali da permettere loro di avere la
certificazione ISO9001. I circuiti interni sono cablati in aria ed
effettuati completamente a mano, i cavi utilizzati, placcati in
argento, le valvole provengono dalle migliori fabbriche Cinesi,
cecoslovacche, Russe e Americane e vengono testate per molte ore....
Esteticamente l'impronta
e la solita di questa casa dove i colori nero e oro la fanno
da padrone rendendo questi prodotti inconfondibili , qui pero' troviamo
una evoluzione ulteriore , la parte centrale del telaio e di colore nero
invece che di acciaio inox , e le calotte trasformatori
hanno una forma piu' arrotondata e di colore nero metallizzato.
Il pannello anteriore di
alluminio anodizzato nero e di uno spessore veramente importante ,
almeno 15 mm e con i lati arrotondati.
Questo modello e il primo di
questa ditta provvisto di un semplice , ma efficace e sopratutto
comodo telecomando per il volume.

Internamente la
costruzione non si discosta da quello che per me e il vero fiore
all'occhiello di questi prodotti , il cablaggio completamente in aria ,
curato perfettamente e con componenti che si possono definire di ottima
qualità , sopratutto se paragonati al prezzo complessivo
dell'apparecchio.
Lo possiamo
tranquillamente considerare un apparecchio da smanettoni , infatti come
nel modello senza telecomando , questo ampli accetta tanti tipi di
valvole , di serie monta le KT 90 con le quali riesce ad arrivare
alla fantastica potenza di 70 watt rms , ma può montare anche le kt88 -
6550 - kt90



L'apparecchio
può lavorare a trido , con una potenza minore e una maggiore precisione
sonora , oppure ultralineare , con una potenza maggiore , un basso piu'
potente e una minor precisione.


con la sua
copertura in acciaio inox e plexiglass
|
Il modello 2009
con valvole Ming Da: |





|
Il telecomando : |
L'imballo |

La
prima cosa che vi consiglio e andarvi a leggere il test fatto sul
modello precedente questo:

Dove viene spiegato il
risultato sonoro con i vari tipi di valvole , il concetto vale
anche per questo prodotto , che però varia come potenza massima e
controllo dei bassi , direi maggiore nel modello 90.
La forza , intesa
proprio come tale e veramente tanta , con una leggera rotazione del
pomello volume si hanno pressioni sonore notevoli e capacità di
controllo notevoli ..
Poi la possibilità di
cambiare tipo di valvole lo rende il compagno fedele per tanto
tempo.
|
Se vi interessa
acquistarlo: |
1530/00 euro anno 2010 Punto vendita
www.audiocostruzioni.com
Sbisa' Giovanni e c snc. Via Grosoli 6 41012 Carpi MO Tel
0039-059-685054
info@audiocostruzioni.com
Il commento di
Cristiano

APPUNTI e NOTE d’ASCOLTO: di Cristiano Nevi
MING DA – MC368-B90
Amplificatore
integrato
Essendo rimasto favorevolmente colpito
dalle qualità sonore offerte dal bellissimo preamplificatore solo linea
Ming-Da MC7R, ho approfittato della cortesia di Davide per ascoltare in
condizioni controllate un nuovo prodotto di questa dinamica ditta
cinese, senza ombra di dubbio fra le più interessanti e prolifiche
nell’ambito della nouvelle vague audio-valvolare dagli occhi a mandorla
dell’ultimo lustro; la scelta è caduta su di un robusto integrato,
contraddistinto da un convincente design e da una versatilissima
modalità di funzionamento: trattasi appunto della nuova versione del
MC368-B90, un amplificatore in grado di operare con diversi tipi di
valvole finali (KT90, KT88, 6550, KT100) sia in modalità ultralineare
che a triodo.
La mia curiosità viene letteralmente
stuzzicata già dall’imballo, sia per le dimensioni che per il peso
complessivo, tutt’altro che leggero: tre scatoloni a matrioska
proteggono il pesantissimo integrato, che si presenta con
un’accattivante livrea completamente nera, comprese le manopole
anteriori di regolazione che nella precedente versione erano dorate,
secondo un contrappunto cromatico comune a tutta la prima gamma
produttiva della Meixing Ming-Da.
Il frontale è costituito da una lastra
d’alluminio anodizzato di notevole spessore e priva di spigoli, essendo
le rispettive estremità laterali terminate a semicerchio e non più
classicamente squadrate ed ingentilite dalla sola smussatura degli
spigoli.
Equidistanti fra loro e di pari
dimensioni, tre belle manopole rompono la linearità del frontale,
altrimenti provvisto della levetta di commutazione del funzionamento
ultralineare/triodo da un lato, e da una luminosa spia d’accensione blu
dall’altra. Sulla (nostra) destra, la prima manopola altro non è che il
commutatore d’accensione, in luogo d’un più banale tasto o d’una
levetta; al centro è posizionato il potenziometro del volume, mentre a
sinistra vi è il selettore per quattro ingressi di linea. Le finiture
generali dell’amplificatore appaiono immediatamente di ottimo livello,
certamente più curate ed accattivanti che non nel pur recente passato
produttivo di Meixing: in effetti talvolta alcuni chassis risultavano,
in alcuni punti, eccessivamente piegati oppure qualche zoccolo per
l’alloggiamento di grosse valvole amplificatrici risultava lasco o
comunque non perfettamente fissato, ad evidenza di una manodopera che,
per quanto ormai specializzata, non è ancora in grado di competere con
l’artigianato europeo od addirittura giapponese.
Nessuno di questi problemi assilla il
MC368: alcune finiture addirittura risaltano l’estetica complessiva
dell’integrato; ad esempio, i fori ricavati sul lato superiore del
cabinet per l’alloggiamento delle valvole sono abbelliti da anelli
cromati di diverse dimensioni, proporzionalmente alle piccole driver ed
alle più imponenti finali di potenza.
Sul retro è possibile notare la sequenza
delle quattro coppie d’ingressi RCA e dei connettori per gli
altoparlanti, per i quali sono previste sia l’uscita a 4 che a 8 ohm per
canale. Inutile rimarcarne la solita qualità alla quale questi
costruttori orientali ci hanno ormai abituato: l’arguta strategia
commerciale cinese ha da tempo assimilato i piccoli sogni proibiti degli
audiofili occidentali, inguaribili malati di connettori esoterici,
valvole raddrizzatrici, massicci trasformatori, classe A e triodi in
single-ended, talvolta però a scapito della sostanza progettuale.
Completa la dotazione posteriore l’immancabile e pratica vaschetta IEC,
che permette l’uso del proprio cavo d’alimentazione preferito, ed un
piccolo selettore per la tensione d’alimentazione.
Assieme all’imballo mi sono giunti tre
quartetti di valvole finali: le Electro Harmonix KT90 (già montate per
cui, presumo, di serie), le 6550 e le JJ KT88; la dotazione valvolare
prevede infine un doppio triodo 12AX7 ed una 6SN7 entrambe Electro
Harmonix per canale, per un totale di otto valvole.
Per quanto concerne gli aspetti tecnici e
le caratteristiche dichiarate, rimando ovviamente ai commenti ed alle
bellissime fotografie di Davide: del resto, qui si preferiscono
esternare quelle sensazioni che alimentano la folle passione audiofila e
che sovente non trovano facili sbocchi comunicativi parimenti allo
sport, alle automobili ed alla gastronomia, perché per natura discrete,
intime e soggettive, oltre che di nicchia.
Il Ming-Da è stato collegato al mio solito
impianto, utilizzando come cavo d’alimentazione il top di gamma
Audiocostruzioni by Sbisà, ovvero il poderoso SB7 ed alternando i cavi
di potenza Sommercable modelli Elephant SPM440 e Quadra Blue.
Amplificazioni di controllo: gli albionici Rose RV23S+Albarry M408II
(valvole e transistor) ed i conterranei Ming-Da MC7R+MrLiang LS-845 (all-tube
con le finali 845 in single-ended e classe A di funzionamento).
Dedico svariate giornate al warm-up
dell’integrato: rilassanti generi musicali creano un’ottimale ed intima
dimensione per la lettura di un bellissimo libro di cui, a tempo debito,
vi parlerò; si tratta de “Il romanzo del vino” di Roberto Cipresso, uno
straordinario viaggio nella storia, nella filosofia e nella cultura del
vino e della vite, scaturito dalla grande esperienza di uno dei nostri
più grandi viticoltori italiani. Nel CD-player gira Moleque (Malandro
71002), un album del 1998 del virtuoso chitarrista classico brasiliano
Ulisses Rocha: la mia attenzione viene lentamente catturata dalla
piacevolezza d’insieme del suono, già a bassi volumi d’ascolto, ben
equilibrato e contraddistinto da una buona timbrica degli strumenti
acustici. A volumi più sostenuti ma ancora civili, si apprezza una
pulizia del suono non comune per un apparecchio di tale categoria
merceologica: gli strumenti risultano ben scontornati, la grana musicale
è fine, la scena sonora è piuttosto ampia ma soprattutto proporzionata
sui tre assi ortogonali, mentre la timbrica mi sembra godere di buona
neutralità, con un’apprezzabile estensione verso le frequenze estreme.
Con le Electro Harmonix KT90, il Ming-Da MC368 tradisce il suo cuore
termoionico nella dorata luminosità dei registri medio-alti ed acuti,
seppur ben presenti, definiti ed ariosi, tanto che il suono generale
parrebbe piuttosto quello di un buon progetto a stato solido. In
configurazione ultralineare, l’ampli sfodera ad alti volumi una dinamica
totale tale da smuovere senza sforzo apparente le compassate Stilo; non
si evidenziano particolari compressioni dinamiche, se non piuttosto
prospettiche, ma a livelli per i quali si potrebbe anche rischiare una
denuncia per disturbo della quiete pubblica! I cori (Carmina Burana
di Carl Orff) e le masse orchestrali (alcuni titoli di Giulini con la
sua Berliner per la Deutsche Grammophon) sono riprodotti in modo
convincente, grazie proprio alla poderosa potenza disponibile ed
all’assetto timbrico del Ming-Da, con una prestazione globale davvero
godibile, specie in considerazione d’un prezzo di vendita che è
fortunatamente lontano da certi numeri dell’hi-end più esclusiva. Nella
configurazione a triodo evidentemente la potenza disponibile diminuisce,
perdendosi una nuance di controllo sui registri inferiori, ma la
criticissima gamma media guadagna in dolcezza e quella medio-alta ancor
più in ariosità, che già non difettava col funzionamento ultralineare.
La riproduzione di piccoli ensemble acustici (Akoustic Trio di
Chick Corea, GRP) è affascinante e foriera di piacevoli sensazioni: non
si ravvisano scollature tonali ne nella difficile riproduzione del
pianoforte che del contrabbasso, mai rigonfio o debordante e sempre
intelligibile nelle sue ordite trame ritmiche.
Spinto dalla curiosità, riposiziono il
selettore in funzionamento ultralineare e monto le 6550, simili alle
KT88 e KT90 ma dall’inconfondibile forma che ha caratterizzato
l’estetica di alcuni fra i più celebri finali Audio Research.
Personalmente le adoro quanto le 6L6 e le piccole EL84, e fin da subito
esse non tradiscono le mie aspettative: cresce il respiro prospettico,
la densità, la plasticità e la profondità della scena acustica, anche se
a scapito di un briciolo di trasparenza e definizione; il suono si fa
indiscutibilmente più valvolare, pieno e comunque possente ed
universale, godibile con qualunque genere musicale. Connessi a triodo,
su questo progetto i pentodi 6550 mi convincono meno: la timbrica
generale assume connotazioni più calde, in parte a discapito
dell’omogeneità tonale di tutti quegli strumenti per natura squillanti e
graffianti in gamma acuta (ad es. i piccoli ottoni, i piatti della
batteria) mentre salendo di volume, la pur bella gamma media tende ad
avanzare, senza perciò evidenziare palesi costrizioni dinamiche. Le
stesse considerazioni valgono per la prestazione offerta dalle KT88,
sebbene la loro musicalità si sia posta a metà strada fra la trasparenza
e la neutralità delle KT90 ed il vigore, la dinamica e la pienezza delle
6550, tenuto poi conto che si è oltremodo trattato dell’unico quartetto
di marca JJ anziché EH. In altri termini, le KT88 non mi hanno
pienamente soddisfatto parimenti alle KT90 ed alle 6550: fortunatamente
l’alta fedeltà soffre di una rimarchevole soggettività!!!!
In conclusione, questo nuovo integrato
Ming-Da mi è piaciuto, ed aggiungo parecchio: assai ben costruito e
rifinito, facente sfoggio di componentistica passiva di qualità e di
cablaggi interamente in aria, musicalmente versatile e godibile a lungo
termine, potente quanto basta da non farsi impensierire nemmeno da basse
sensibilità od interfacciamenti elettrici piuttosto ostici, rispettoso
dei requisiti essenziali di sicurezza per poter essere commercializzato
in ambito CE, in estrema sintesi il Ming-Da MC368 sfodera una qualità
complessiva tale da farlo tranquillamente navigare nell’affollatissima
mid-class strizzando l’occhio da vicino all’hi-end. Il rapporto
qualità/prezzo è di conseguenza molto elevato mentre il prezzo di
vendita non appare proibitivo, seppur non bassissimo, a conferma di un
marchio che, a fronte della provenienza, pare offrire continuità,
serietà ed affidabilità nel tempo.
Trattandosi di un valvolare di rango, ma
pur sempre un all-tube, sconsiglio abbinamenti con diffusori
contraddistinti da bassi poderosi e poco controllati o da eccessive
aperture in gamma medio-alta. Col digitale, si potrebbero sortire ottimi
abbinamenti con sorgenti di rango e ben controllate come Copland,
Micromega, Audio Analogue.
Note di utilizzazione: col mio impianto
m’è parso più lineare il collegamento col morsetto d’uscita ai diffusori
contraddistinto dall’impedenza 4 ohm, anziché con quello da 8 ohm: al
fortunato acquirente, consiglio anche questa verifica nelle connessioni,
al fine di sviscerare quanto di meglio possa offrire questa bellissima
macchina cinese. Consiglio infine di usare il selettore
triodo/ultralineare con l’integrato spento, al fine di evitare
commutazioni rumorose verso gli altoparlanti; effettuare infine
eventuali sostituzioni delle valvole ad apparecchio freddo, oltre che
spento e scollegato dalla rete elettrica. Ai più esperti sembrerà un
consiglio lapalissiano…………..
Buoni ascolti,
Cristiano Nevi
marvel147@gmail.com
syrah@hotmail.it
Il commento di
Roberto:
È novembre e ritorno
con la mia compagna da Abano Terme per un congresso legato al mio lavoro
(sono un operatore shiatsu professionale); chiamo Davide e l’avviso che
passerò da lui per valutare una serie di amplificatori che mi
interessano, visto che sono intenzionato a cambiare il mio.
Arrivo a Carpi e
Davide mi fa sentire subito a casa: gentile e cordiale come sempre, mi
avvisa di un imprevisto che lo attende, e col suo accento modenese mi
dice, “ fai come fossi a casa, tua prova quello che ti interessa”, mi fa
vedere cosa fare e dove trovare quello che mi interessa ascoltare e mi
saluta dicendo che tornerà presto.

Il mio dilemma era:
valvole o stato solido? Inizio con gli ascolti di un amplificatore a
valvole, all’inizio non mi convince molto, forse perché nuovo. Lo
lascio scaldare e passo allo stato solido: booh! ma che succede, questo
emette suoni peggiori di quello di prima…collego un altro apparecchio a
valvole: questo suona meglio e lo confronto con il primo amplificatore a
valvole che avevo ascoltato e che avevo lasciato a scaldare.
La mia compagna mi
richiama subito “…senti come suona, che sensazione di ariosità; sono
sparite le casse, l’orchestra è qui davanti a noi…”.
Cambio disco e metto
Lucia Minetti (voce che conosco molto bene): che bello! E’ arrivata qui
per cantare davanti a me, voce dolce e presente…ma forse mi sto
illudendo… cambio amplificatore e ritorno allo stato solido - ma più
costoso. Non ci siamo ancora, manca aria e dimensioni sia nelle voci che
nell’orchestra, anche se va meglio di prima.
Riconfronto di nuovo i
due valvolari e altri amplificatori a stato solido; alla fine dopo due
ore di ascolto e qualche chiacchiera con Davide che nel frattempo è
tornato, mi decido e porto a casa l’amplificatore MING DA mc 368-90, uno
stabilizzatore di tensione DIAXING e cavi di segnale SOMMER CABLE di un
bel colore giallo.
Quindi passo da un
sistema così composto:
§
Lettore cd
MOON
HARBOR s2 Jungson
§
Preamplificatore CARVER c-1
§
Finale di potenza CARVER pm 1.5
§
Casse autocostruite CORAL RS 108 con modifiche
§
Cavi di segnale SB 16
§
Cavi di potenza super ELEPHANT
A questo:
§
Cavi di alimentazione SB 3
§
Cavi di segnale SOMMER CABLE EPILOGE
§
Cavi di potenza SOMMER CABLE super ELEPHANT
§
Amplificatore MING DA MC 368-90
§
Lettore
cd MOON HARBUR s2 JUNGSON
§
Casse autocostruite CORAL RS 108 con modifiche
§
Presa filtrata bada lb 3300
§
Stabilizzatore di tensione DIAXING
Come avrete capito
l’impianto è cambiato sostanzialmente, e quindi vi racconto cosa è
successo.
Dopo un sostanzioso
rodaggio che è servito a far rendere al meglio le valvole, il cavo e lo
stabilizzatore, il suono dell’impianto è cambiato sostanzialmente.
Il suono è più dolce
molto più arioso con una scena ben dimensionata, sia in larghezza che
profondità e pure in altezza, con tutte le frequenze ben riprodotte;
sono sparite le casse, bellissimi i dettagli fino all’ultima nota emessa
dagli strumenti che in ogni caso sono sempre ben distinguibili e
dimensionati; merito dell’ amplificatore senza dubbio, e dello
stabilizzatore con relativa presa filtrata.
Il cavo di segnale ha
portato le frequenze più alte ad essere più cristalline ma non fredde,
le medie più corpose ma non cupe: ottimo per la sua capacità di non
modificare il segnale sonoro.
Non so se è la potenza
dell’ amplificatore che, dopo varie prove, uso in forma ‘a triodo’ ed
emette 40 watt, ma non sento tutta la differenza che si dice tra le
valvole e lo stato solido sull’impatto dei bassi: ci sono, potenti e
precisi, e se non vi bastano, usatelo in ‘ultra lineare’, 70 watt e
suono più duro.
Nel complesso ora
l’impianto mi sembra più bilanciato e con poche pecche, al confronto di
impianti molto più costosi; suono dolce, arioso, avvolgente, mai
stancante.
Passo molte ore ad
ascoltare musica di tutti i generi, ma principalmente classica e jazz e
questo impianto mi soddisfa appieno; so che si può avere ancora di più,
ma a quale prezzo?
Ritornare allo stato
solido sarà impossibile finche non troverò le stesse condizioni
acustiche; provate e fatemi sapere sono aperto a tutti i pareri se sono
costruttivi.
Roberto Cuccu
cuccurob@alice.it
E poi la sostituzione delle valvole sempre
di Roberto:

Cambio delle valvole all’ amplificatore
Ming-Da mc368-b90
Ho appena cambiato le valvole al
lettore-cd con un buon risultato e avendo ancora ha disposizione dei
soldi, decido di comprare in un'altra fiera tutte le valvole
dell’amplificatore Ming-Da in mio possesso, sia preamplificatrici che
finali di potenza.
Per le valvole preamlificatrici rimango
alla marca Electro-Harmonix
ma gold
pin
selezionate: sono due
12ax7 e
due
6ns7.
Quelle di potenza invece, che sono quattro
Electro-Harmonix
kt90, vengono sostituite
con quattro
6550 selezionate
della Tung-Sol, ditta che, se non ho letto male, ha inventato
proprio questo tipo di valvole.
La scelta di mettere delle valvole
6550
è scaturita dalla lettura di un articolo sulla rivista
‘Audiocostruzioni’ in cui si diceva che sostituendo le
kt90
con le 6550
il suono dell’amplificatore in questione diveniva più “valvolare”.
Effettuata la spesa che si aggira sui 220€
per tutto il pacchetto valvole, e dopo averle sostituite e rodate per
più di 30 ore che risultati ho riscontrato?
Prima di tutto in funzione ultralineare il
suono è diventato molto più avvolgente e caldo: intendo dire che il
suono sembra provenire da un palco più grande, con la sensazione che
attorno si abbiano gli strumenti e che gli stessi strumenti muovano
molta più aria, sensazione molto vicina alla realtà di un concerto dal
vivo.
La dinamica è ottima ed anche il dettaglio
e il microdettaglio degli strumenti è buono; nei pieni orchestrali, dove
di solito notavo una certa compressione da parte dell’amplificatore, ora
è tutto più percettibile e dinamico, le voci hanno acquistato ulteriore
corpo e rotondità aumentandone la naturalezza e il tutto fa sì che il
piacere di ascolto raggiunga un ulteriore picco di qualità rispetto a
prima.
Posto il selettore su funzionamento
triodo, il suono è ancora più dolce ma gli strumenti perdono di
intelligibilità e gli strumenti metallici sono poco graffianti rispetto
al ‘vivo’. Altro particolare: le note che vengono lasciate decadere
naturalmente finiscono molto prima del reale, quindi il tutto non mi
convince.
I risultati sono ottimi, l’amplificatore
ha cambiato molto il suono e questo si avvicina di più alla realtà di un
concerto, specialmente nella classica dove si sente maggiormente la
sostituzione delle valvole, pur rimanendo nel complesso sempre ben
bilanciato in tutti i generi: quindi rimarranno con piacere le valvole
di potenza
6550 montate.
Roberto Cuccu
cuccurob@alice.it
Il commento di
Marco:
Grazie Davide! E' davvero un progetto, al di là dei gusti personali,
molto interessante e mi ha impegnato tanto. In questi mesi ho realizzato
anche altri progettini interessanti e piano piano te li manderò. Sono
contento perchè ho realizzato "Musicante Monovia" senza alcuna
simulazione al P.C.
Il
MING DA MC368-B90 con le Electro Harmonics KT90 russe è un amplificatore
realizzato con componentistica eccellente: i condensatori sono tutti
M-Cap, Elna e Aero-M...insomma tutti componenti di indiscutibile
qualità. Ti chiedo ancora una delucidazione. I trimmer che mi hai fatto
vedere quando l'ho acquistato servono soltanto per la regolazione del
Loop o anche per il Bias? Te lo chiedo perchè con i miei diffusori ad
alta efficenza si sente ancora un pizzico di ronzio (peraltro
accettabilissimo, nulla di preoccupante) ma vorrei abbassarlo un
pochino. Posso intervenire su tutti e quattro i trimmer? Se no, quali
sono quelli per regolare per il Loop? Ti ringrazio anticipatamente per
la Tua gentilezza. E' comunque impressionante la capacità
dell'amplificatore di pilotare qualsiasi diffusore acustico: la riserva
di potenza disponibile è TANTA; in abitazione, con i miei woofer Ciare
HW321, in configurazione ultralineare non riesco ad arrivare a metà
volume: tremano mobili, doppi vetri, divano...E' una macchina che non ha
paura di nulla. Ora che le KT90 si stanno rodando posso dirti che il
suono è divenuto meno asciutto, con una gamma media molto musicale,
accompagnata da un basso generoso e potente e con degli acuti che nulla
hanno da invidiare ad amplificazioni allo stato solido. Che dirti di
più? Sono estremamente soddisfatto: rispetto al mio ottimo Vincent
T.A.C. 34 ho fatto un salto di qualità, soprattutto in termini di
dinamica e potenza disponibile. E' l'amplificatore che ho sempre
desiderato.
Ciao Davide e grazie di tutto Marco71.-
schiaffo71@hotmail.com

la sala di Marco
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