KORSUN KS99   Recensione di Carlo

 

Prefazione: L'amico Carlo  è stato gentilissimo  e penso che dobbiamo  ringraziarlo , tutti noi del sito, perche' e stato lui  a  metterci al corrente di questa ditta , la Cattilink ed e' sempre stato sempre lui a spiegarci i vari metodi di spedizione ecc ecc.

Ora non contento ci manda anche una bella recensione, di quelle fatte  con il  cuore, e con parole normali , che tutti possiamo capire di questo  integrato il Korsun ks99.

Bene eccola , e come sempre sotto troverete una casella per i commenti ecc ecc.  Davide

Se vi va di leggere l'articolo generico su questi prodotti cinesi   click  qui


Come richiesto dall’amico Davide, richiesta a cui aderisco con entusiasmo, ho fatto una prova critica del Korsun KS99.

In realtà la prova è durata diversi giorni (e continuerà dopo che avrò finito queste righe) ed è stata realizzata in comparativa con una coppia pre+finale Electrocompaniet EC 4.5 + AW60FTT.

A prima vista potrebbe sembrare un confronto impari ma non dimenticherei quanto costa il Red Rose Passion (in Italia 4500 Euro a listino, circa 4000 prezzo effettivo), “gemello” più famoso del KS99, mentre la coppia Elelctrocompaniet costava, dato che è fuori produzione, ultimo listino, circa 3600 Euro. E’ ininfluente il fatto che io l’abbia acquistata usata, in condizioni pari al nuovo, per 1000 Euro nel suo paese di origine, cioè la Norvegia.

E' pur vero che il KS99, preso da Cattylink potrebbe costarvi, all’incirca, tra i 400 e i 600 Euro, dipende dalle modalità di spedizione.

Questo è l’impianto in cui ho inserito, per la prova, il Korsun KS99:

 

cdp Linn Ikemi;

pre Electrocompaniet EC 4.5;

finale Electrocompaniet AW 60 FTT;

diffusori Opera Terza;

cavi di segnale Plastix serie Boomerang Cables!!!;

 

cavi di potenza Plastix serie Boomerang Cables!!! in monowiring;

 

cavo di alimentazione originale Linn sul cdp, Cablerie d’Eupen sul pre, Neutral Cable Onami AC sul finale;

 

 

per farla breve un impiantino che a listino costerebbe quasi 10.000 Euro!

Poco prima di inziare gli ascolti critici ho inserito nel mio impianto A un nuovo cdp: il Linn Ikemi. Questo stupendo apparecchio, stupendo dal punto di vista sonoro, esteticamente lo valutereste molto meno, l’ho preso usato, come quasi tutto nei mie impianti ad esclusione delle Opera e dei “cinesi”, e perciò non ho potuto decidere il tempo del suo arrivo. Mi è stato consegnato quando il suo precedente proprietario è entrato in possesso del suo nuovo Unidisk.

Ma voi che avreste fatto: l’avreste tenuto fermo a prender polvere per amore di recensione? Beh io non ci sono riuscito.

Lo so che non si fa, cambiare parte dell’impianto insieme ad altro, ma così è andata. Questo mi è costato qualche sforzo in più nell’analisi del suono del Korsun. 

Nel frattempo mi sono arrivati anche i nuovi cavi Plastix, sia di segnale che di potenza (in biwiring questa volta) ma a questi ho resistito e aspetterò di aver finito la “recensione” per inserirli.

Due parole sugli apparecchi di riferimento. Il Linn Ikemi è (per me) nuovo; comunque estrae informazioni che non mi sembravano prima così chiare.

Gli Electrocompaniet (permettetemi di chiamarli anche Electro) sono apparecchi unanimemente considerati di ottimo livello con una caratterizzazione lievemente calda anche se molto dinamici. Le Opera Terza sono ottimi diffusori anche essi con una lieve caratterizzazione calda.

A me, veramente, tutto sto calore non mi sembra, non almeno come viene comunemente considerato, ma vengo da anni di amplificazioni abbastanza eufoniche prese per sopperire alle mancanze (ampie) delle LS 3/5a su cui mi consentirete di non fare commenti ma, per non essere troppo sfuggenti, vi dirò non mi è dispiaciuto vendere.

I cavi Plastix sono veramente ottimi e sono molto, ma molto, neutri. Mi scuserà Davide se faccio la parte del chiacchierone che parla di corda in casa dell’impiccato ma ho trovato i cavi Plastix talmente buoni da mandare in pensione tutti i cavi “esoterici” in mio possesso (Van den Hul, Audioquest, Cardas, Monster Cable, MIT).

Se vorrà Davide potrà farmi provare i suoi per dimostrarmi che sono migliori ...

 

 

Una vista da dietro del Korsun Ks99 ce anche l'uscita preamplificata

 

Per ultimo il mio ambiente. Tutti sappiamo che è l’elemento più importante della riproduzione audio domestica (lo sappiamo tutti, vero?). Vi dico subito che il mio ha dei problemi, che conosco bene, ma che non sono in procinto di tentare di correggere in quanto a breve dovrò cambiare casa e sarebbero energie e soldi buttati inutilmente. Non ho, ovviamente, tenuto conto di pregi e difetti da imputare all’ambiente anche se, di tanto in tanto, non potrò esimermi dall’accennarlo.

Ho effettuato la prova in più sedute successive con una miriade di ascolti “poco attenti” intermedi, anche per aumentare le ore di rodaggio al Korsun.

Nella prima seduta, infatti, ho come avuto l’impressione che il Korsun avesse bisogno, oltre che di un lungo riscaldamento, di altro rodaggio e così gli ho concesso un’altra quindicina di ore di lavoro.

Questi i dischi maggiormente utilizzati:

1)     “Tango y algo mas”, Marzi, Zanchini, Tannini, Velut Luna;

2)     “O”, Damien Rice,

3)     “Tha Wall” (solo cd1), Pink Floyd, Emi 1994;

4)     “Hit”, Peter Gabriel,Real World 2003;

5)     “__________”, Morcheeba;

6)     “As if to nothing”, Craig Armstrong;

7)     “The book of secrets”, Loreena McKennit;

8)     “Not one word”, Ivano Fossati, Sony Classical 2001;

9)     “The intimate Ella”, Ella Fitzgerald, Verve 1989,

10) “Ballads”, John Coltrane Quartet, Impulse 1995,

11) “24 huors of love with Cesky Records”, AA. VV., Cesky 1999;

12) “Audiphile spectacular volume 2”, AA. VV., Telarc 2003 ;

13) “Ikon of Eros”, Sir John Tavener, Refernce Recordings 2003

Come ho anticipato a Davide la prima sessione di prove non me la sono sentita di ritenerla esaustiva in quanto il Korsun, a inizio sessione, avrà avuto non più di 30 ore di rodaggio ed ho ritenuto che ne servissero ancora. Però comunicavo al nostro Admin le prime impressioni.

Procedevo poi ad ulteriori sessioni fino a che, decisamente stanco, ho deciso di procedere alla “recensione”.

Devo ammettere che il lavoro del recensore si è rilevato piuttosto difficile e sarà bene che noi utenti ne teniamo anche conto invece di criticarli di continuo per il loro operato. Provate un po’ voi a descrive, scrivendo, come suona un apparecchio dopo ore e ore passate ad ascoltarlo! Difficoltà a cui sono stato sottoposto e non so proprio se ho risolto; comunque ci provo, la “pagnotta” con questo mestiere non devo cavarla …

Tutta la mia “recensione” si basa sul confronto tra le due amplificazioni, anche perché non saprei come giudicare diversamente degli apparecchi.

 

 

Diciamolo subito: il Korsun ha perso, con onore, ma continuo a preferirgli l’accoppiata Electrocompaniet.

Ha perso talvolta nettamente, come con il disco “Tango y algo mas”, disco di musica strumentale non amplificata di sax, fisarmonica e pianoforte e ha perso sui dischi dove la voce umana la fa da padrone.

Ha perso di pochissimo, a volte ha pareggiato o ha lievemente sopraffatto gli Electro, con dischi di musica pop e rock e anche con la grande orchestra anche se ritengo questi ultimi dischi i più difficili e perciò i meno adatti a fare prove e comparative.

Con la musica acustica (con tutte veramente) è molto dinamico ma un pò troppo analitico, la musica sembra perde di amalgama, i musicisti sembrano suonare facendo a gara tra di loro invece di suonare all'unisono. E’ una sensazione, niente di così evidente , ma è un po’ come scaldarsi con i termosifoni o con una bella stufa-camino: entrambi i sistemi scaldano, non si ha freddo, emettono la stessa energia ma il calore della stufa è tutta un'altra cosa.

Con la musica rock o comunque “sintetica” (Peter Gabriel, Pink Floyd, Morcheeba, Craig Armstrong) invece ha sfoderato doti niente male, nonostante le mie casse non prediligano questi  generi.

 

Gli Electro hanno evidenziato una maggiore tendenza a scendere in basso e vi assicuro che nel mio ambiente questo non è detto che sia un bene; però scendono evidentemente più in basso oppure sono solo un po’ più ruffiani in questa parte dello spettro. Il Korsun non ha carenza di bassi, anzi, ma li riproduce più “secchi”, non so se riesco a spiegarmi.

La dinamica è sempre buona ma anche qui gli Electro sembrano fare un pochino meglio. Sia la micro che la macrodinamica sono presenti in entrambe le amplificazioni ma gli Electrocompaniet paiono, solo al confronto diretto, migliori perché dimostrano una maggiore naturalezza ed equilibrio nei passaggi dinamici.

L’analiticità del Korsun unita alla sua dinamica fa pensare a qualcosa di meno “naturale” ma ciò si avverte solo quando si torna ai norvegesi e mi fa pensare che sia dovuto più ai miei gusti che a reali differenze qualitative.

Ecco i dati  dal sito ufficiale

输入阻抗

< 30KΩ

灵敏度

300mVrms(各端口相同)

输出功率:(THD≤1%)

2×100W(1KHz,8Ω),2×150W(1KHz,4Ω)

信噪比

≥100dB(A计权)

非线性失真

≤0.08%(1KHz,90W,8Ω)

头戴耳机端口        (φ6.35mm插孔)

最大输出电平

≥6Vrms/600Ω

耳机适配阻抗

60~600Ω

重量

10.8Kg

Il suono molto chiaro è spostato sulle alte frequenze mi invita a evidenziare di fare attenzione con gli accoppiamenti dei diffusori; lasciate perdere certi tweeterini che strillano come ossessi; ad esempio l’ho brevemente provato anche nel mio impianto B dove con i medi e i tweeter a tromba delle Klipsch Heresy II  ha fatto fatica ad andare d’accordo, anche se tale prova l’ho fatta per le prime ore di lavoro e perciò con pochissimo rodaggio sulle spalle.

Il Korsun suona anche con una analiticità molto piacevole ma che messa a confronto con il riferimento pare troppo marcata; l’amalgama di cui vi dicevo sembra a volte venire meno.

 

 

Poi la differenza fondamentale, che non ritengo questione di gusti ma una differenza marcata con gli Electrocompaniet, si evidenzia con le voci; pare che il Korsun abbia una caduta di emissione nelle frequenze iniziali della voce umana e tale carenza si evidenzia anche nella musica strumentale.

Ascoltato molte ore da solo, cioè senza fare confronti diretti, via via che passa il tempo, questa sensazione tende a scemare ma mai del tutto. Ho fatto le prove con il metodo detto del “percorso al lavoro” (questa l’ho inventata io; cerco di darmi arie da recensore) cioè far suonare per un numero di ore un apparecchio continuativamente, poi tornare all’altro per lo stesso numero di ore, poi tornare al primo e così via, proprio come si fa andando al lavoro, avanti e indietro sullo stesso percorso, per anni e anni.

Insomma sulle voci la sensazione che manchi una parte dell’ottava di attacco della voce umana non mi ha mai abbandonato, anche se sembra migliorare con il tempo. Perciò le voci assumono un tono diverso, apparentemente meno naturale, che invece si ritrova appieno tornando agli Electro. Forse un ulteriore periodo di rodaggio potrebbe migliorare di molto la situazione ma al momento questo è. Vorrei ricordarvi che non ho modificato nulla del mio impianto e che perciò ulteriori prove con cavi diversi e con piedini di altri materiali potrebbero anche portare a ridimensionare decisamente questo giudizio.

Invece il soundstage è molto buono. Il palcoscenico sonoro è grande il giusto, più o meno come gli Elelctro, anche se nel Korsun a volte pare, per alcuni istanti, allargarsi a dismisura per poi ritornare al suo posto. Molto favorevole, o almeno più piacevole degli Electro, è la profondità, con certi dischi veramente bella.

Per concludere.

Come vi ho detto sono un normale utente improvvisatosi recensore e mi scuserete se non riesco ad essere altrettanto aulico.

La domanda finale è: allora te lo compreresti? Sorvolando sul fatto che l’ho già comprato, anche se ad occhi (pardon: orecchie) chiusi in quanto ritenevo poco conveniente andare a Hong Kong o anche a Torino, dove mi dicono che un negozio li importi direttamente, la mia recensione è stata fatta senza alcun pregiudizio (o almeno così credo) come se il Korsun costasse quello che chiedono il Italia per il suo omologo americano (americano?). Per 4000 euro non lo riterrei un campione, anzi ci sono troppi buoni apparecchi da prendere in considerazione per circa 3 dei miei stipendi. Ma per 400/500 credo sia uno dei, o forse il, migliori amplificatori integrati fino a 1500 Euro, almeno di quelli che ho ascoltato io.

E’ un po’ frizzantino, perciò attenzione ai diffusori da abbinargli, molto analitico, ha un ottimo punch sui bassi ma non eguaglia la “discesa in basso” degli Electrocompaniet.

Ha qualche piccolo limite, in relazione sempre al riferimento non dimenticatelo, sulla micro e macrodinamica e invece inconvenienti un po’ più marcati sulla correttezza timbrica delle voci e della musica strumentale.

Ha una buona immagine del palcoscenico che diventa ottima per quanto riguarda la profondità.

E’ minimalista più degli ampli inglesi degli anni 90, non ha nemmeno il bilanciamento, figurarsi il telecomando.

Insomma un ampli destinato a chi apprezza l’analiticità, l’apertura, la dinamica, perfetto per la musica moderna e “pompata”; per chi ama di più la musicalità meglio fare prima degli ascolti critici e prolungati. Se ascoltate solo musica vocale lasciate perdere. Giusto per fare dei paragoni sembra più un Krell che un Accuphase.

Non dimenticalo, vi romperò le scatole su questo, ma l’ho inserito nel mio impianto come se fosse un pari grado degli Electrocompaniet e invece costa 1/8 o, se vi va male, 1/7 di questi. E questo potrebbe ribaltare tutti i giudizi espressi. Invece di prendere un ampli entry level vi prendete un signor integrato che suona comunque un poco meglio dell’entry level solo con alcuni dischi.

Se lo ascolterete da solo, e non vi mettono su un disco come “Tango …” o Ella Fitzgerald o magari un quartetto d’archi, per 1000 euro lo prendete subito.

Siccome ne costa meno, se lo prendete da Cattylink, non potete pensare di ignorarlo; al momento non ne ho ma sarebbe veramente interessante metterlo a confronto con una ampli che costi uguale e fino a oltre il doppio di quello che potrebbe costarvi prendendolo in Cina.

Mi è piaciuto tanto che sto pensando di cambiarlo con il V6i o, addirittura, con il V8i.

Chi lo comprerà non dovrà pentirsene di certo.     Carlo. capa.arch@tin.it


Qui una descrizione in inglese del prodotto :

Description

Up for auction is a brand new in box Korsun KS99 Integrated Amplifier. Korsun are believed to be the OEM (original equipment manufacturer) for Red Rose Music, Mark Levinson’s latest company. The similarities between the Korsun KS99 and the US$3000 Red Rose Passion are uncanny. Check out http://www.redrosemusic.com/passion.shtml  to see for yourself. KS99 is an amplifier integrated with passive preamp and hi-gain power amp. This design gives it higher dynamics and less linear distortion. KS99’s 400 Watts power supply ability enables it output power to 100 Watts per channel/8 Ohms or 150 Watts per channel / 4 Ohms. KS99’s ultra low noise makes it replay the detail of music in a higher level. KS99 has tape loop function and headphone output that adapts various impedances. KS99 has more transparence, more detail and better control. Specifications Input Impedance 300K Ohms Sensitivity 300 mV Output Power 2*100 Watts (8 Ohms) 2*150 Watts (4 Ohms) S/N 100dB Maximum Output Voltage 6 Vrms/600 Ohms Distortion 0.08% (1 kHz, 90 W, 8 Ohms) Headphone Jack 6.35 mm Headphone Impedance 60 – 600 Ohms Net Weight 10.8 Kg This is the 220v–240v model. Buy it Now Purchases will include free postage within Australia. Item is posted from Australia.

 

 

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