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Audio Analogue Bellini Virtual Battery
Preamplificatore linea+phono
Ciao ragazzi, come vi
avevo preannunciato ( forse solamente ad alcuni di voi)
Ho preparato alcune
opinioni d’ ascolto sull’ elettronica in oggetto.
Parlare di Audio
Analogue mi sembra assolutamente superfluo , ma quanto meno ci tengo a
complimentarmi con tutto lo staff di progettazione ed ascolto in quanto
a mio avviso hanno portato il livello qualitativo delle loro
realizzazioni a confrontarsi tranquillamente e senza timori reverenziali
con i vari mostri sacri anglosassoni ed Americani, infatti vorrei che
chiunque di voi ,se non fosse altro che una questione di gusti,che mi
potesse dimostrare empiricamente cosa mai possa avere in più un Mark
Lenvinson od un Krell di un pre Maestro o dei mostri monofonici!?

Certo anche se
compaesani qui si parla di cifre assolutamente importanti e del resto
anche il pre di cui vi parlerò non si può certo annoverare tra i
componenti di basso impatto economico, infatti i 2550 euro di listino
rappresentano più di 2 stipendi mensili per moltissime persone.
Ad onore del vero,
devo anche dire ,che il prezzo del Bellini se raffrontato ad altre
elettroniche che hanno dato risultati sonori di pari livello ,direi
proprio che è un’ oggetto dal prezzo assolutamente competitivo, anzi
dovrei dire basso ma non lo farò altrimenti i Patron di Monsummano Terme
potrebbero prendermi in parola ed aumentare il loro listino.
Se proprio vogliamo
dare una simbolica tiratina di orecchie ad Audio Analogue dobbiamo dire
che negli ultimi tempi i loro prezzi sono lievitati abbastanza
sensibilmente, certo anche la qualità è aumentata ma ricordo ancora uno
squisito Puccini SE a 1.000.000 delle vecchie lire………………..bei tempi!
Altra nota di merito
và ad Audio Analogue ed ai responsabili dell’ azienda in quanto possono
vantare un servizio Clienti assolutamente impeccabile,ad ogni mia
rognosa domanda puntualmente c’ è stata una gentilissima ed esaustiva
risposta in tempi brevissimi.
Per iniziare
,potremmo parlare di questo Pre e dei suoi difetti!
E già, il difetto
c’è, ed a mio modesto avviso anche piuttosto fastidioso, ma non
preoccupatevi nulla a che vedere con il suono,
il sensore del
telecomando è posizionato al di sotto della manopola del volume, per
tanto se il vostro tavolo porta elettroniche è di quei tipi alti 50 cm e
larghi il doppio e il Bellini lo posizionate nel ripiano basso,
preparatevi ad imprecare spesso in quanto il vostro amatissimo
telecomando funzionerà raramente e sarete costretti ad abbassare le
braccia in modo da mettere in linea il sensore con il lo stesso ed
allora si che tutto funzionerà perfettamente.
Altra “lamentela”è
che vista la qualità Stratosferica dell’ oggetto, sarebbe dovuto entrare
nel catalogo della linea Maestro come Preamplificatore a telaio singolo
contrariamente al Top Maestro che invece ne ha due ma che sfodera un
prezzo a listino che eviterò di menzionare per non iniziare a piangere
al pensiero che mai potrò acquistarmene uno ( capito Audio Analogue!!!!!!!!).

Il Bellini ha subito
un rodaggio di circa 7 giorni, dove è stato utilizzato almeno 10 ore al
giorno, e per il resto comunque resta in Stand By e in pratica non viene
mai spento.
Per gentile
concessione di un negoziante ho potuto confrontarlo con un Mostro Sacro
dei Preamplificatore, l’ Audio Research LS 25 MKII che a listino canta
4800,00 euro e rappresenta la summa dell’ esperienza della Factory
Americana nel campo dei pre linea, Reference a parte, poi in gioco è
entrato anche l’ ottimo Xindac XA 3200 MKII il quale in precedenza aveva
già sconfitto se pur di misura l’ Electrocompaniet ec.4 e il Copland
CTA 301 MK II
,
macchina quest’
ultima che ho sempre adorato.
Il primo aggettivo
che mi viene in mente per descrivere l’ Audio Analogue è “Velocissimo”,
già , le percussioni sono granitiche e rapide senza però perdere in
calore e profondità che sono parametri indispensabili per la
piacevolezza d’ ascolto,in questo campo l’ Italiano le ha “suonate”
anche allo stupendo Americano, che pur sfoderava un suono dinamico e per
nulla “valvolare”, ovviamente nel senso di gonfiaggine ed eccessivo
calore.
Il palcoscenico
virtuale è semplicemente stupendo a pari livello dell’ Audio Research e
nettamente superiore allo Xindac, anche il buio intorno agli strumenti
che definisce in modo evidente la sensazione dei vari piani sonori è da
macchina di altissimo lignaggio, in pratica l’ olografia della scena
sonora è veramente magnifica, l’ immagine è profondissima e
dettagliatissima, il granitico controllo sui bassi assicura una pulizia
in gamma medio alta che apre una finestra sul messaggio sonoro sino ad
allora, non semplicemente chiusa, ma del tutto murata.
Mi ha stupefatto la
capacità di questo pre , come del resto anche dell’ Audio Research, di
staccare completamente la scena sonora dai diffusori e sfondare
virtualmente la parete posteriore alle B&W e a materializzare qualche
strumento fisicamente nella cucina che si trova aldilà del muro, in
questo parametro l’ italiano e l’ americano sono andati perfettamente a
braccetto.
Il finale che è stato
letteralmente preso per i capelli e “comandato” dal Bellini è niente po
po’ di meno che un AM Audio A-50 Reference da 50+50W in purissima classe
A, e vi assicuro che finali di questo tipo se non vengono pilotati da
Preamplificatori di altissimo livello procurano una montagna di
grattacapi e probabili insoddisfazioni, ma del resto quando vengono
fatti esprimere al meglio sono in grado di travolgere l’ ascoltatore con
momenti di assoluta e pura emozione!
La focalizzazione è
ferrea ed assolutamente nitida, al pari dell’ americano il quale ha
forse sfoggiato una larghezza di immagine lievemente maggiore ma ad
ariosità siamo allo assolutamente allo stesso livello, l’ evento sonoro
è setoso mai graffiante e ricchissimo di dettagli e sfumature che sino
ad allora erano rimaste velate.
Il basso ed ancora il
basso risulta essere quello che maggiormente ne ha giovato dall’
ingresso dell’ Audio Analogue, le bordate che l’ AM Audio riesce a
restituire sono tenute per le briglie dal pre e vengono esposte
velocissime ma profonde, mai sentito contrabbassi così dinamici e i
pieni orchestrali sono riprodotti con un impeto straordinariamente
controllato ma travolgente, tutto è al suo posto e non accenna ad
impastarsi nemmeno a volumi da distruzione dei rapporti con il vicinato,
resta tutto nitido e distinto con una profondità che lascia allibiti e
piacevolmente stupefatti, l’ evento diventa coinvolgente ed
entusiasmante e più ascoltavo quella musica e più ricordavo i primi
fantomatici Guru all’ inizio del mio viaggio audiofilo che mi dicevano
che il pre era solo e semplicemente un accessorio e che avrei potuto
benissimo scegliere a gusto estetico, quanto avrei voluto averli lì per
fargli provare la solidità ed il peso del magnifico telecomando AA,
ovviamente sulla fronte!!

Non potevo mancare a
testare anche lo stadio phono che in pratica prevede l’ inserimento di
un’ unità Aria all’ interno del pre, io da ex possessore dell’ ARIA vi
posso garantire che, dovuto probabilmente all’ effetto della sezione pre
, lo stadio phono in questione è veramente eccezionale, sicuramente al
di sopra del già stupendo ARIA.
La sensazione di
aria(scusate i doppi sensi) che i vinili sono stati in grado di
restituire alla scena sonora sono da assoluto primato, se poi
consideriamo che il tutto è settabile su misura per le Vostre testine MC
allora mi sa che dobbiamo dire che visto il prezzo dell’ insieme questo
phono viene dato in omaggio!( scherzo ovviamente).
Grande è stato il
piacere di riscoprire la scesa sul basso di alcuni album , ma questa
volta tutto era perfettamente articolato e frenato dando così una nuova
vita ad alcuni vinili che sino a quel momento avevo erroneamente
valutato un po’ troppo eufonici.
In conclusione questo
Audio Analogue si è attestato in assoluta parità con l’ Audio Resarch LS
25 MKII che visto il costo e la classe d’ appartenenza sarebbe già
motivo sufficiente motivo a far urlare al miracolo, ma miracolo non è ,
qui siamo innanzi ad un oggetto di straordinaria qualità, che appartiene
alla cultura musicale Italiana e che può tranquillamente definirsi un
Preamplificatore Definitivo in una Catena di alto livello.
Esteticamente può
piacere o meno, personalmente l’ avrei preferito un po’ meno slim, e con
un sensore del telecomando meglio posizionato, ma in fondo non è poi
così grave, diciamo che per queste “scocciature” l’ Audio Analogue dovrà
donarmi il primo prototipo di giradischi che metteranno al
Mondo!(Magari),non ho assolutamente notizie in merito ma da un’ Azienda
così proiettata verso il Gota delle elettroniche di altissimo livello mi
aspetterei una mossa a sorpresa,del genere, e se poi si mettessero a
produrre dei superlativi diffusori??
È meglio dell’ Audio
Research? Non direi, sarebbe scorretto nei confronti del fantastico
Americano, ma sarebbe altrettanto scorretto affermare il contrario, in
pratica sono due macchine allo stesso livello con caratteristiche
costruttive diverse, ma risultati timbrici inaspettatamente vicini,
sì , sarà perché l’
americano è un valvolare poco eufonico e molto definito e cristallino,
oppure perché l’ Italiano è uno Stato Solido dalle sonorità setose e mai
pungenti, ma i due non si discostano gran chè ad impostazione timbrica,
insomma è una mera questione di gusti , ma se teniamo presente che l’
Audio analogue costa la metà ed è dotato di splendido stadio phono…………………………………………………………….a
buon intenditore……….
Luciano Milossa
Luciano.milossa@libero.it
La scheda del
prodotto:

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