Recensioni e Schede

Audio Analogue Bellini  virtual battery

Recensione di Luciano M.

 

 

Di cosa si tratta

Preamplificatore

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Produttore

Audio Analogue

Caratteristiche

Virtual Battery

 Costo

2550/00 euro circa  anno  2005

Audio Analogue Bellini Virtual Battery

                        Preamplificatore linea+phono

Ciao ragazzi, come vi avevo preannunciato ( forse solamente ad alcuni di voi)

Ho preparato alcune opinioni d’ ascolto sull’ elettronica in oggetto.

Parlare di Audio Analogue mi sembra assolutamente superfluo , ma quanto meno ci tengo a complimentarmi con tutto lo staff di progettazione ed ascolto in quanto a mio avviso hanno portato il livello qualitativo delle loro realizzazioni a confrontarsi tranquillamente e senza timori reverenziali con i vari mostri sacri anglosassoni ed Americani, infatti vorrei che chiunque di voi ,se non fosse altro che una questione di gusti,che mi potesse dimostrare empiricamente cosa mai possa avere in più un Mark Lenvinson od un Krell di un pre Maestro o dei mostri monofonici!?

 

 

Certo anche se compaesani qui si parla di cifre assolutamente importanti e del resto anche il pre di cui vi parlerò non si può certo annoverare tra i componenti di basso impatto economico, infatti i 2550 euro di listino rappresentano più di 2 stipendi mensili per moltissime persone.

Ad onore del vero, devo anche dire ,che il prezzo del Bellini se raffrontato ad altre elettroniche che hanno dato risultati sonori di pari livello ,direi proprio che è un’ oggetto dal prezzo assolutamente competitivo, anzi dovrei dire basso ma non lo farò altrimenti i Patron di Monsummano Terme potrebbero prendermi in parola ed aumentare il loro listino.

Se proprio vogliamo dare una simbolica tiratina di orecchie ad Audio Analogue dobbiamo dire che negli ultimi tempi i loro prezzi sono lievitati abbastanza sensibilmente, certo anche la qualità è  aumentata ma ricordo ancora uno squisito Puccini SE a 1.000.000 delle vecchie lire………………..bei tempi!

Altra nota di merito và ad Audio Analogue ed ai responsabili dell’ azienda in quanto possono vantare un servizio Clienti assolutamente impeccabile,ad ogni mia rognosa domanda puntualmente c’ è stata una gentilissima ed esaustiva risposta in tempi brevissimi.

Per iniziare ,potremmo parlare di questo Pre e dei suoi difetti!

E già, il difetto c’è, ed a mio modesto avviso anche piuttosto fastidioso, ma non preoccupatevi nulla a che vedere con il suono,

il sensore del telecomando è posizionato al di sotto della manopola del volume, per tanto se il vostro tavolo porta elettroniche è di quei tipi alti 50 cm e larghi il doppio e il Bellini lo posizionate nel ripiano basso, preparatevi ad imprecare spesso in quanto il vostro amatissimo telecomando funzionerà raramente e sarete costretti ad abbassare le braccia in modo da mettere in linea il sensore con il lo stesso ed allora si che tutto funzionerà perfettamente.

Altra “lamentela”è che vista la qualità Stratosferica dell’ oggetto, sarebbe dovuto entrare nel catalogo della linea Maestro come Preamplificatore a telaio singolo contrariamente al Top Maestro che invece ne ha due ma che sfodera un prezzo a listino che eviterò di menzionare per non iniziare a piangere al pensiero che mai potrò acquistarmene uno ( capito Audio Analogue!!!!!!!!).

 

 

Il Bellini ha subito un rodaggio di circa 7 giorni, dove è stato utilizzato almeno 10 ore al giorno, e per il resto comunque resta in Stand By e in pratica non viene mai spento.

Per gentile concessione di un negoziante ho potuto confrontarlo con un Mostro Sacro dei Preamplificatore, l’ Audio Research  LS 25 MKII che a listino canta 4800,00 euro e rappresenta la summa dell’ esperienza della Factory Americana nel campo dei pre linea, Reference a parte, poi in gioco è entrato anche l’ ottimo Xindac XA 3200 MKII il quale in precedenza aveva già sconfitto se pur di misura l’ Electrocompaniet ec.4 e il Copland CTA 301 MK II  , macchina quest’ ultima che ho sempre adorato.

Il primo aggettivo che mi viene in mente per descrivere l’ Audio Analogue è “Velocissimo”, già , le percussioni sono granitiche e rapide senza però perdere in calore e profondità che sono parametri indispensabili per la piacevolezza d’ ascolto,in questo campo l’ Italiano le ha “suonate” anche allo stupendo Americano, che pur sfoderava un suono dinamico e per nulla “valvolare”, ovviamente nel senso di gonfiaggine ed eccessivo calore.

Il palcoscenico virtuale è semplicemente stupendo a pari livello dell’ Audio Research e nettamente superiore allo Xindac, anche il buio intorno agli strumenti che definisce in modo evidente la sensazione dei vari piani sonori è da macchina di altissimo lignaggio, in pratica l’ olografia della scena sonora è veramente magnifica, l’ immagine è profondissima e dettagliatissima, il granitico controllo sui bassi assicura una pulizia in gamma medio alta che apre una finestra sul messaggio sonoro sino ad allora, non semplicemente chiusa, ma del tutto murata.

Mi ha stupefatto la capacità di questo pre , come del resto anche dell’ Audio Research, di staccare completamente la scena sonora dai diffusori e sfondare virtualmente la parete posteriore alle B&W e a materializzare qualche strumento fisicamente nella cucina che si trova aldilà del muro, in questo parametro l’ italiano e l’ americano sono andati perfettamente a braccetto.

Il finale che è stato letteralmente preso per i capelli e “comandato” dal Bellini è niente po po’ di meno che un AM Audio A-50 Reference da 50+50W in purissima classe A, e vi assicuro che finali di questo tipo se non vengono pilotati da Preamplificatori di altissimo livello procurano una montagna di grattacapi e probabili insoddisfazioni, ma del resto quando vengono fatti esprimere al meglio sono in grado di travolgere l’ ascoltatore con momenti di assoluta e pura emozione!

La focalizzazione è ferrea ed assolutamente nitida, al pari dell’ americano il quale ha forse sfoggiato  una larghezza di immagine lievemente maggiore ma  ad ariosità siamo allo assolutamente allo stesso livello, l’ evento sonoro è setoso mai graffiante e ricchissimo di dettagli e sfumature che sino ad allora erano rimaste velate.

Il basso ed ancora il basso risulta essere quello che maggiormente ne ha giovato dall’ ingresso dell’ Audio Analogue, le bordate che l’ AM Audio riesce a restituire sono tenute per le briglie dal pre e vengono esposte velocissime ma profonde, mai sentito contrabbassi così dinamici e i pieni orchestrali sono riprodotti con un impeto straordinariamente controllato ma travolgente, tutto è al suo posto e non accenna ad impastarsi nemmeno a volumi da distruzione dei rapporti con il vicinato, resta tutto nitido e distinto con una profondità che lascia allibiti e piacevolmente stupefatti, l’ evento diventa coinvolgente ed entusiasmante e più ascoltavo quella musica e più ricordavo i primi fantomatici Guru all’ inizio del mio viaggio audiofilo che mi dicevano che il pre era solo e semplicemente un accessorio e che avrei potuto benissimo scegliere a gusto estetico, quanto avrei voluto averli lì per fargli provare la solidità ed il peso del magnifico telecomando AA, ovviamente sulla fronte!!

 

 

Non potevo mancare a testare anche lo stadio phono che in pratica prevede l’ inserimento di un’ unità Aria all’ interno del pre, io da ex possessore dell’ ARIA vi posso garantire che, dovuto probabilmente all’ effetto della sezione pre ,  lo stadio phono in questione è veramente eccezionale, sicuramente al di sopra del già stupendo ARIA.

La sensazione di aria(scusate i doppi sensi) che i vinili sono stati in grado di restituire alla scena sonora sono da assoluto primato, se poi consideriamo che il tutto è settabile su misura per le Vostre testine MC allora mi sa che dobbiamo dire che visto il prezzo dell’ insieme questo phono viene dato in omaggio!( scherzo ovviamente).

Grande è stato il piacere di riscoprire la scesa sul basso di alcuni album , ma questa volta tutto era perfettamente articolato e frenato dando così una nuova vita ad alcuni vinili che sino a quel momento avevo erroneamente valutato un po’ troppo eufonici.

In conclusione questo Audio Analogue si è attestato in assoluta parità con l’ Audio Resarch LS 25 MKII che visto il costo e la classe d’ appartenenza sarebbe già  motivo sufficiente motivo a far urlare al miracolo, ma miracolo non è , qui siamo innanzi ad un oggetto di straordinaria qualità, che appartiene alla cultura musicale Italiana e che può tranquillamente definirsi un Preamplificatore Definitivo in una Catena di alto livello.

Esteticamente può piacere o meno, personalmente l’ avrei preferito un po’ meno slim, e con un sensore del telecomando meglio posizionato, ma in fondo non è poi così grave, diciamo che per queste “scocciature” l’ Audio Analogue dovrà donarmi il primo prototipo di giradischi che metteranno al Mondo!(Magari),non ho assolutamente notizie in merito ma da un’ Azienda così proiettata verso il Gota delle elettroniche di altissimo livello mi aspetterei una mossa a sorpresa,del genere, e se poi si mettessero a produrre dei superlativi diffusori??

È meglio dell’ Audio Research? Non direi, sarebbe scorretto nei confronti del fantastico Americano, ma sarebbe altrettanto scorretto affermare il contrario, in pratica sono due macchine allo stesso livello con caratteristiche costruttive diverse, ma risultati timbrici inaspettatamente vicini,

sì , sarà perché l’ americano è un valvolare poco eufonico e molto definito e cristallino, oppure perché l’ Italiano è uno Stato Solido dalle sonorità setose e mai pungenti, ma i due non si discostano gran chè ad impostazione timbrica, insomma è una mera questione di gusti , ma se teniamo presente che l’ Audio analogue costa la metà ed è dotato di splendido stadio phono…………………………………………………………….a buon intenditore……….

Luciano Milossa               Luciano.milossa@libero.it  

 

La scheda del prodotto:

 

 

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