|
Prezzo
promozionale 680 €
Dal sito
Ufficiale:


I diffusori
Tangent Clarity 2:

Sistema compatto di questa dinamica ditta che sforna prodotti
dall'alto contenuto estetico e sonico a prezzi veramente
concorrenziali.
60 watt di potenza , Tuner RDS , lettore CD , uscita sub ,
entrata RCA , insomma tutto quello che serve.
I
diffusori sono favolosi , una finitura a i massimi livelli ,
completamente laccati .





I diffusori:





|
Se vi interessa acquistarlo: |
802/00 euro Punto
vendita Audiocostruzioni.com - Sbisa' Giovanni e c snc
Via Grosoli 6 - 41012 Carpi MO - tel 059.685054
info@audiocostruzioni.com
|
La recensione di Cristiano: |
APPUNTI e NOTE
D’ASCOLTO
Tangent –
MCS600 Platinum
Mini-sistema multifunzione

Di Tangent mi sono occupato nel tardo autunno 2007, attraverso gli
interessanti diffusori bookshelf Clarity 4, la cui realizzazione e le
prestazioni globali non farebbero mai presupporre un prezzo di vendita
assai contenuto e largamente abbordabile anche per quegli appassionati
alle prime armi e/o cronicamente squattrinati. Incuriosito dalla
politica tecnico-commerciale di questa dinamicissima azienda danese,
attenta in modo peculiare al più vantaggioso listino al pubblico pur non
rinunciando alle prestazioni e ad un design giovanile ed hi-tech, ho
nuovamente approfittato della cordiale disponibilità di Davide di
Audiocostruzioni per portarmi a casa il mini-sistema multifunzione
MCS600, nella sua versione più prestigiosa, la Platinum, che prevede
l’abbinamento ai minidiffusori Clarity 2, i più piccoli della serie.
Da sempre abiurati dall’audiofilo più esoterico e meno incline ad ogni
forma di compromesso qualitativo, i minisistemi compatti tutto-in-uno si
stanno lentamente riaffermando (con ogni probabilità) fra quegli utenti
che, pur amando la musica riprodotta, non ambiscano a soluzioni
economicamente impegnative ne abbiano disponibilità, risorse e spazi
adeguati da dedicare a sistemi di riproduzione assai più complessi e
ricercati, sebbene non sappiano rinunciare ad una certa cura
realizzativa e qualitativa del prodotto.
Peraltro, reduce dall’interessante prova dell’Audio Analogue Enigma,
piccolo capolavoro italiano concettualmente identico al Tangent, il
sistema MCS600 ha ulteriormente sollecitato la mia temeraria curiosità,
sia trattandosi d’un sistema completo con tanto di diffusori, sia
potendolo confrontare (seppur mnemonicamente, per cui con “beneficio
d’inventario”) con un riferimento merceologico di affidabile valore
tecnico-qualitativo.
Un unico scatolone contiene due imballi indipendenti per il sistema
multifunzione e per i diffusori: inizio a sballare i due piccolissimi
sistemi d’altoparlanti, ritrovandomeli rinchiusi in altrettante sacche
in tessuto di protezione, con a corredo un paio di guanti bianchi per
poterli manipolare senza perciò graffiarne la superficie nera lucidata a
specchio, analogamente a quanto ho potuto constatare con le maggiori
Clarity 4.
Dunque, cura estetica e finiture appaiono nuovamente di classe
superiore: una rapida occhiata alla vaschetta posteriore conferma la
buona qualità delle connessioni, sempre di tipo nichelato, ma in tal
caso (giustamente) non sdoppiate per il bi-wiring, in grado di accettare
sia terminazioni a banana che a forcelle, sufficientemente distanziate e
comunque agibili per le connessione con cavi di sezione anche
discretamente importante. Analogamente alle maggiori Clarity 4, una
grande cura è stata rivolta alle finiture esterne ed ai due
altoparlanti: il piccolo woofer ripresenta il particolare cono di colore
argenteo, provvisto di una liscia bordatura gommata lineare ed al cui
centro fa bella mostra di se una pronunciata ogiva rifasatrice.
La costruzione ricalca fedelmente quanto già descritto per la Clarity 4,
alla quale rimando, unitamente al tweeter a cupola morbida, fissato su
di una flangia plastica di forma rettangolare, a filo del pannello.
L’apparecchio all-in-one MCS600 ricorda esteticamente l’Audio
Analogue Enigma, trattandosi di un parallelepipedo metallico di discrete
dimensioni, sviluppato soprattutto in profondità ma mantenendo un
rapporto delle proporzioni visivamente piacevole. Il pannello frontale
appare ricco e versatile, offrendo oltre al consueto cassetto CD,
l’esaustivo display, la grande manopola del volume ed i più comuni
comandi di gestione del lettore CD e di selezione delle sorgenti, un
ingresso MP3-player con jack di diametro 3,5mm (o di qualunque altra
sorgente che faccia uso di tale connettore, compresi i cellulari) ed un
ingresso RCA denominato Aux2. Sottostanti il tasto di accensione/stand-by
dell’apparecchio, sono altresì presenti due piccoli tasti per il tuning
delle frequenze radio e, ancora più sotto, un apprezzabile ingresso jack
per cuffia.
Anche il pannello posteriore risulta
discretamente affollato, a partire dal tasto di accensione generale ed
alla vaschetta IEC, ai quattro terminali d’uscita per la connessione dei
diffusori, una comoda uscita pre per il pilotaggio di un sub-woofer
attivo, un’uscita tape, altri tre ingressi ad alto livello (Aux1, DVD e
Tape) e due connettori d’ingresso rispettivamente per le antenne AM e
FM. Vorrei sottolineare la deprecabile qualità dei connettori per i
diffusori, realizzati in plastica a vite, di scarso spessore ed in grado
di accettare esclusivamente cavo spellato, sicuramente non adeguati alla
seppur economica classe del MCS600, soprattutto alla luce di quanto
ormai ci hanno abituato ed assuefatto le odierne realizzazioni estremo
orientali, ove anche gli aspetti più marginali ricevono una cura ed
un’attenzione qualitativamente encomiabili.
Ovviamente, a corredo del sistema vi è un completissimo telecomando, in
grado di gestire tutte le funzioni radio e CD, compresi la selezione
degli ingressi, il controllo di volume e mute, il bilanciamento dei
canali, il filtro loudness, i comandi bass e treble ed il controllo del
display.
Adagiato il MCS600 su di un pesantissimo tavolino coloniale inglese
d’epoca e collegate le Clarity 2 con un paio di spezzoni di cavi
Esoteric Audio USA 12awg guaina bronze, inizio a sfogliare il corposo
manuale d’istruzioni a corredo: se la corposità è dovuta alla lodevole
traduzione nelle più svariate lingue europee, comprese quelle d’area
cirillica e scandinava, altrettanto noto la totale assenza della sezione
tradotta in italiano. Dunque, una virtuale tirata d’orecchie
all’importatore/distributore italiano, il cui compito istituzionale e
legislativo (con esplicito riferimento al Decreto 459/96, meglio noto
come “Direttiva Macchine”) consiste nella redazione delle istruzioni
operative nella locale lingua ufficiale prima dell’emissione sul mercato
di una data nazione. Riparando sul solito inglese, getto un’occhiata
sulle specifiche tecniche, dalle quali evinco una potenza dichiarata (ma
non meglio specificata) di ragguardevoli 60W per canale ad una
distorsione armonica totale non superiore a 0,2%; interessanti anche i
dati dichiarati relativamente all’uscita sub-woofer, pari a 2V con
un’impedenza di 2.2 kohms ed una risposta in frequenza filtrata a
10Hz÷120Hz (a –3dB) ed alla sezione radio, per una sensibilità FM di
14dB (5 microV) ed AM di 60dB/m, oltre ad un rapporto S/N di 50dB.
Appaiono nella norma i restanti dati relativi agli ingressi ad alto
livello.
In modalità radio e connettendo l’antenna fornita in dotazione, il
sistema Tangent esibisce un’interessante ricezione FM, contraddistinta
da una buona selettività e da un efficace rapporto segnale/disturbo,
senza eccessive nasalità in gamma media e fragilità nel tessuto armonico
(almeno in riferimento ai segnali di maggiore ampiezza e chiarezza).
In modalità di lettura CD la sonorità generale appare di un’inaspettata
godibilità e qualità complessiva, ben più vicina alle prestazioni di un
valido sistema di riproduzione audio entry-level scevro da eccessivi
compromessi, che non a quelle offerte dai tanti sistemi economici
compatti, talvolta persino di “marca”, che riempiono gli scaffali degli
ipermercati ed allontanano definitivamente il malcapitato acquirente dal
concetto di alta fedeltà, interpretato nel senso più aulico del termine.
Decido di dedicare maggiori risorse nei confronti delle piccole Clarity
2, al pari di una qualunque blasonata coppia di diffusori hi-end; dopo
alcuni tentativi, la posizione migliore è raggiunta mediante l’uso di
pesanti stands autocostruti in acciaio d’altezza di poco superiore ai
70cm, distanti fra di loro non più di due metri e a settanta cm dalla
parete di fondo, ruotati di circa 20-25° verso la posizione d’ascolto.
Nel mio ambiente tale posizionamento ha sortito il miglior compromesso
fra risposta e linearità in frequenza, senza impoverire né rinforzare
eccessivamente la gamma bassa e, soprattutto, senza compromettere la
scatola sonora offerta, che di converso si è mostrata (seppur in scala)
piuttosto ben proporzionata. Distanze maggiori fra i diffusori
impoveriscono irrimediabilmente il centro immagine, conferendo una
sensazione eccessiva d’artificiosità al suono riprodotto. Chiaramente,
la gamma più grave (per intenderci, le prime due ottave) risulta
pressoché assente ma, nonostante ciò, i progettisti non hanno barato
apportando deleterie colorazioni (rinforzi) sul medio-basso: al
contrario, il piccolo mid-woofer appare assai agile e sufficientemente
dinamico, con una prestazione che globalmente ho preferito al piccolo
tweeter, affetto forse da qualche nasalità nella riproduzione degli
strumenti più ostici (pianoforte, ottoni) e delle masse orchestrali. I
suddetti limiti, che tali sarebbero in un diffusore concepito senza
compromessi, divengono inezie ed anzi, un’ipocrita obiettività, se non
si tenesse in conto il prezzo popolare di vendita delle simpatiche
Clarity 2.
Un lampo di cattiveria balena nel mio cervello: scollego tutto e
connetto il sistema MCS600 alle Mastersound Classic, nel tentativo di
mettere a nudo ogni difetto del malcapitato Tangent.
Tentando una taratura mentale rispetto alla peculiare timbrica dei
raffinati diffusori veneti, inizio ad annotare una più che sufficiente
dinamica complessiva del sistema, mai eccessivamente “cattivo” e
“sparato” sulle frequenze più acute, seppure permanga una leggera
confusione in gamma media, con una grana certamente non finissima e dai
contorni strumentali sfumati sui piani sonori di sfondo. Rileggo i miei
appunti e nuovamente mi vedo costretto a chiedere venia per aver
considerato il Tangent MCS600 alla stregua di un apparecchiatura hi-end.
Che per lui, probabilmente, è un complimento.
Approfitto infine dell’ingresso cuffia per rispolverare una mia vecchia
ma affidabile Sennheiser: l’inserimento del jack sconnette
automaticamente il segnale audio in uscita verso i diffusori,
accorgimento intelligente e che ho sempre apprezzato, sfruttando
quotidianamente l’analogo sistema di funzionamento sul mio notebook, che
mi consente contemporaneamente di lavorare e di ascoltare musica senza
disturbare i colleghi. La timbrica appare piuttosto rilassante e
sufficientemente dettagliata, sebbene la trasparenza non sia il
parametro acustico prevalente in tale modalità di funzionamento
dell’apparecchio.
In ultima analisi, siamo di fronte ad un sistema completo realmente
interessante, che potrebbe configurarsi come una soluzione intelligente
ed economica di ricreazione musicale senza eccessive limitazioni, una
simpatica e comunque valida alternativa d’ascolto di qualità in ambiti
non prettamente domestici oppure divenire il viatico affatto impegnativo
per l’ascolto della propria musica preferita presso la seconda casa di
proprietà, magari in un lussuoso centro turistico.
Simpatico aggeggio!
Buoni ascolti e sensazioni.
Cristiano
marvel147@gmail.com
--------------------------------------------------
Il commento di Enzo
|
Audiocostruzioni e
punto vendita di : |

|