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From Airplanes to Amplifiers...
This gorgeous hand-crafted line of tube gear comes from a
Chinese aeronautics company that happened to have a couple of audiophile
higher-ups. So, back in 1993, China National Aero-Technology took an
interesting turn and began designing and manufacturing audio equipment
under the name of Cayin, and Acoustic Sounds is thrilled to have been
named their exclusive mail-order dealer. Cayin products have only been
available in the United States for a few years. Believe us, these folks
have taken their designs very seriously, a quality you'd hope for from
people charged with making airplanes. These pieces are meticulously
hand-crafted. They look ABSOLUTELY CLASSIC. They're REASONABLY PRICED.
And they SOUND FANTASTIC. This is a very exciting acquisition for the
Acoustic Sounds catalog. Give us a call, and let us tell you more.
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Gruppo
valvole: 2x300B (Full Music), 2x 5AR4, 2x 6SN7, 2x 6SL7
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Potenza
d'uscita: 2x 8 Watts of RMS
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Risposta in
frequenza: 15 hz ~ 30 kHz
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Distorsione:
2% @ 1kHz
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Sensibilità
d'ingresso: 280mV,
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Rapporto
segnale / rumore: 83 dB
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Impedenza
ingresso : 100 k ohms
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Circuitazione
: Classe A single ended
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Impedenza
altoparlanti : 4, 8, 16 ohms
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4 ingressi :
Tape, CD, AUX, tuner
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1 uscita :
Tape out
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Pannello
frontale : Silver
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Chassis:
Silver, cromo
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Dimensioni (L
x A x P): 420 x 200 x 380 mm
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Peso: 28 kg
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Assorbimento
: 280 Watts
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Dal sito
dell'importatore ufficiale Fase Audio:
Questo esclusivo prodotto in classe A single ended ha un complesso
circuito di rettificazione basato sul tubo 5AR4.
I dispositivi d'uscita ( 300B ) accuratamente selezionati rendono
udibili i più sottili e delicati dettagli musicali.
Il
fattore di controreazione è regolabile anche da telecomando e consente
di ottenere il miglior adattamento possibile ai diffusori utilizzati.
La
possibilità di regolare il bias dal pannello superiore rende comoda
l'operazione di taratura nel momento in cui sia necessario sostituire le
valvole.
La
dotazione del telecomando, con accesso a tutte le funzioni, rende la
massima comodità nell'utilizzo di questo splendido amplificatore.





Le valvole 300b
full music - veramente molto performanti




Il suono delle 300b a me affascina molto , un mix di sufficiente potenza
( 8 watt sembrano pochi ma vi assicuro che non e cosi' e si possono
paragonare ad un 30 watt giapponese) una grana finissima e una
musicalità ottima , bene con questo ampli e con queste valvole ( le 300b
full music ) il suono e a i massimi livelli credetemi.
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La recensione di Cristiano : |
APPUNTI e NOTE d’ASCOLTO:
di Cristiano N.

CAYIN A-300B
Amplificatore
Integrato a valvole
Cayin: se ci si basa sulle poche informazioni rese disponibili sul
relativo sito internet cinese, si tratta di uno dei marchi depositati
della China National Aero-technology Imp. & Exp. Corporation Zhuhai
company (CATIC) che, assieme a poche altre firme conterranee (mi
riferisco a Vincent, Shanling, Xindak) ha saputo emergere dai più
disparati prodotti cinesi immessi nei mercati occidentali, ritagliandosi
una posizione di rispetto e di rilievo anche fra i difficilissimi e
sopraffini gusti degli audiofili italiani. In particolare, la forza di
penetrazione del marchio nel difficile mercato europeo non ha tanto
puntato su apparecchiature semplici e di primo costo, quanto su progetti
tipicamente hi-end, contraddistinti da cura progettuale, design,
soluzioni tecniche, qualità dei componenti, pur mantenendo rapporti
qualità / prezzo elevatissimi, arrivando a scardinare la ritrosia degli
audiofili verso le produzioni cinesi.
In realtà tutta l’articolata produzione Cayin è opera della Zhuhai Spark
Electronic Equipment Co, Ltd, fondata nel 1993 e società appunto
sussidiaria della citata CATIC, in grado di progettare e produrre
amplificatori a stato solido e valvolari, lettori CD, sintonizzatori,
decoder ed apparecchiature home-theater, sino alla produzione in proprio
di trasformatori toroidali, EI, a doppio nucleo C, il tutto attraverso i
marchi Spark, Cayin e Catic. Attualmente i prodotti Cayin sono
commercializzati in tutto il mondo, con distributori in più di 20 paesi,
fra i quali si distingue la filiale tedesca, sia per la disponibilità di
un sito dedicato (chiaramente in lingua tedesca), sia per l’ottima
penetrazione sul mercato teutonico che per le lusinghiere recensioni
locali.
In Italia la distribuzione è affidata alla ottima Fase di Fabio Serblin
che, smesse le vesti di raffinato costruttore di elettroniche, ora cura
la distribuzione di alcuni marchi hi-end sull’intero territorio
nazionale.
L’amplificatore A-300B risulta il più prestigioso fra gli integrati
presenti in catalogo, pur denunciando la proverbiale potenza di soli 8+8
W, trattandosi di un progetto single-end basato evidentemente su di un
solo triodo per canale funzionante in classe A, ovvero la celebrata,
celeberrima e regina di tutte le valvole per uso audio, a tutti nota con
la sigla 300B. La costruzione dell’integrato è imponente e massiccia
seppur raffinata, il cui design ricalca quello che contraddistingue una
larga parte di amplificazioni valvolari attualmente in commercio, con la
classica disposizione anteriore ed a vista di tutte le valvole ed i tre
trasformatori in linea e retrostanti. Al fine di ridurre vibrazioni ed
interferenze elettromagnetiche, tutti e tre i trasformatori sono
elegantemente incapsulati in un unico contenitore metallico verniciato
di colore nero antigraffio, il cui top è rifinito da una bordatura in
alluminio satinato di notevole spessore, sagomata per la vista delle tre
cupole metalliche dei trasformatori stessi, nuovamente di un bel nero
lucido.
La sezione di preamplificazione e di pilotaggio dei triodi di potenza è
affidata ad una coppia di triodi a zoccolo octal 6SL7 e 6SN7, di chiara
produzione cinese ma rimarchiati Cayin, presupponendo pertanto una sorta
di selezione degli stessi da parte del Costruttore. Completano la
lusinghiera dotazione termoionica, due valvole rettificatrici GZ34/5AR4
di produzione Electro Harmonix, una per canale, per un totale di ben 8
valvole, o meglio di 4 diverse coppie di tubi. Vorrei tralasciare la
descrizione estetica approfondita dell’integrato, rimandando alle belle
fotografie scattate da Davide Sbisà per il sito
www.audiocostruzioni.com, evidenziandone però alcune peculiarità: i
progettisti Cayin hanno previsto la regolazione esterna del bias
direttamente dal pannello superiore, a fianco di ogni valvola 300B,
rendendo relativamente comoda l’operazione di taratura in fase di
sostituzione delle valvole o dopo un congruo lasso di tempo d’utilizzo
delle stesse. Un ulteriore trimmer permette anche la regolazione del
rumore eventualmente percepito dai diffusori in assenza di segnale audio
(ovvero a volume zero); infine, il pratico e coriaceo telecomando, sul
quale è remotata (mi si perdoni il neologismo di chiara derivazione
gergale anglofona) la gestione del volume, del mute e della selezione
degli ingressi, prevede persino la regolazione della controreazione
circuitale, consentendo il miglior adattamento possibile ai diffusori
utilizzati. All’uopo premetto immediatamente che, utilizzando sia le
Opera Platea che le Mastersound Classic quali sistemi d’altoparlanti
immediatamente disponibili, le seguenti note d’ascolto scaturiscono
dall’utilizzo dell’ampli in configurazione senza controreazione (o a
controreazione limitata, non avendo dati certi in merito), condizione
rivelatasi percettibilmente migliore per una maggiore trasparenza e
naturalezza d’emissione.
Anche sul fronte connessioni, il Cayin A-300B appare piacevolmente
versatile: sebbene siano presenti soltanto tre ingressi ad alto livello
ed un’uscita tape (manca purtroppo l’ingresso phono, ma a questi livelli
qualitativi probabilmente i costi sarebbero ulteriormente lievitati),
comunque più che sufficienti per le reali esigenze dell’audiofilo
moderno, è previsto un ingresso “pre-in”, che di fatto by-passa il
volume trasformando l’A-300B in un finale, fornendo la più ampia
possibilità di abbinamenti sinergici con preamplificatori di pari
livello economico-qualitativo od anche superiore. Segnalo infine la
versatilità di connessione lato-diffusori, per la presenza di tre
morsetti multiconnessioni da 4, 8 e 16 ohm che, sulla carta,
suggerirebbero un buon dimensionamento ed una linearità di funzionamento
dei due trasformatori d’uscita. Considerati i 28 Kg di stazza
dell’apparecchio e le dimensioni piuttosto importanti (420 x 200 x 380
mm – L x A x P), decido di lasciare il Cayin sul pavimento, posandolo su
di una robusta basetta antivibrazioni in spesso cristallo ed acciaio.
Come al solito e per dovere di cronaca, completano l’impianto i
CD-player Proceed PCD2 e Shanling CD300, coadiuvati dai DAC esterni
Lector Digicode ed Audio Alchemy DDE v1.0, il pre artigianale
RS-Acustica Venice Two Custom ed il pre Rose RV23S. Per le connessioni
mi sono affidato ai soliti cavi di segnale Sommercable Ref. Stratos,
Alpha Professional Plus ed a quelli di potenza Analog Research Silver
Raincoat, basandomi infine sui ben noti e fidi Albarry M408II, quali
prestigiosi e sempreverdi riferimenti nel campo dell’amplificazione
domestica.
Utilizzato come integrato, il Cayin A-300B si mostra immediatamente
silenzioso, a dispetto sia della tecnologia adottata che del rapporto
segnale/rumore dichiarato (83 dB, ampiamente sufficiente per le nostre
pur sensibili orecchie, ma lontano da certi “numeri” a cui ci hanno
abituato i solid-state).
Occorrono pochi istanti per capire, con oggettiva evidenza, di essere al
cospetto di una grande amplificazione, di un prodotto autenticamente di
classe superiore; si ripete nuovamente l’emozione d’ascolto, a ritroso
nel tempo quand’ero il felice possessore di un sistema Pioneer-Nad-JBL,
di una musicalissima accoppiata Audio Research SP9-Classic 30 e di un
traumatico sistema Pioneer C7-M6, mutuabili come l’apertura di una
finestra su di una profonda vallata alpina anziché di un costipato
quartiere di palazzi di città, oppure come il librarsi di un variegato
ventaglio di sentori olfattivi di un Moscato Rosa di Scanzo, di un
passito di Pantelleria od ancora di un grande crù Barolo o di un
Sassicaia di eccellente annata, piuttosto che di un pur ben fatto ed
onesto novello.
Le bellissime Platea spariscono letteralmente dalla scena acustica, gli
strumenti sono vividi, presenti, materici all’interno dell’ampia scatola
sonora, ridotti appena in scala e soltanto nei momenti di maggior foga
dinamica, quasi a sottolineare l’eccezione rispetto alla regola
(leggasi: luogo comune) che focalizza il difetto nella 300B di
riprodurre, seppur con una naturalezza ed una magia uniche, un’immagine
costretta, quasi mignon. Ancora una volta, appunto, si ripete quella
naturalezza d’emissione anzi, quella magia musicale che ha reso celebre
il triodo ideato negli anni 30 dalla Western Electric. Con le migliori
registrazioni, gli strumenti acustici sono talvolta resi con tale
realismo da catturare l’attenzione quasi come vi fosse un vero musicista
fra i diffusori; in particolare, si rivela bellissimo ed assai naturale
l’intreccio fra la batteria ed uno stuolo variegato di percussioni,
contenuto nella traccia 7 dell’album “Amina” di Amina Claudine Myers
(1987 - Novus), sostenute oltremodo da una larghezza scenica che
sconfina ben oltre la posizione fisica delle due piccole torri
trevigiane Una peculiarità che contraddistingue l’integrato cinese è la
timbrica che, lungi dall’essere “old fashion” ovvero calda, pastosa e
suadente, risulta piuttosto luminosa, di notevole trasparenza, quasi a
ricordare i migliori progetti a stato solido in classe A pura, in
particolare di scuola francese (un marchio su tutti: Audioanalyse),
eppure sempre naturale, mai sopra le righe o peggio, stancante. Pur
denunciando una manciata di watt, il Cayin A-300B si permette pure, col
diffusore che lo sappia assecondare, di essere persino cattivo, dunque
veloce nella risposta ai transienti, capace di elargire una dinamica di
assoluto rispetto. Per tale aspetto, ho preferito la sinergia scaturita
con le Opera, piuttosto che con le musicalissime Mastersound le quali,
evidentemente, presentano un carico elettrico più impegnativo, sebbene
con esse la musicalità complessiva abbia raggiunto vette qualitative di
grande respiro e soddisfazione.
Utilizzato come finale ed in abbinamento col Rose RV23S ho potuto
notare, a dispetto delle mie aspettative, un lieve deterioramento
tonale, descrivibile come una leggera velatura ed opacizzazione della
critica gamma media. Col pre RS Acustica gli esiti sonici sono stati
invece inattesi, annotando un lieve miglioramento sia della scena
acustica, ancora più alta e profonda, che della risposta alle basse
frequenze, non tanto per l’estensione quanto per il turgore,
l’articolazione e la macrodinamica.
E’ evidente che anche la sezione preamplificatrice integrata del Cayin
(non chiedetemi se si tratti di un “semplice” finale ad alto guadagno
provvisto di controllo del volume: non ho visto ne lo schema, ne ho
messo mano al cacciavite) sia stata concepita e realizzata senza
evidenti compromessi, per un livello qualitativo al di sopra d’ogni
sospetto.
In entrambe le modalità di funzionamento integrato/finale, ho potuto
apprezzare la bellissima riproduzione delle voci, con particolare
predilezione per quelle femminili, sempre perfettamente intelligibili e
chiarissime: ascoltate ad esempio la brava e sensuale Sade nel suo disco
d’esordio Diamod Life (1984 Epic) o nell’intrigante Lovers Rock (2000
Epic), la poliedrica ed imprevedibile P.J. Harvey (Stories from the
City, Stories from the Sea – 2000 Island) od anche l’immensa Ella
Fitzgerald nell’emozionante Newport Jazz Festival del 1973. Notevole la
sensazione di realismo col grande vocalist nero Joe Williams in quel
“Feel the spirit” registrato eccellentemente per la Telarc nel 1994, a
cui il Cayin asseconda elegantemente l’estensione vocale, il calore,
l’intensità emotiva. Invito infine ad ascoltare il bellissimo duetto fra
Williams e l’altrettanto virtuosa vocalist Marlena Shaw in tre brani del
disco: diffusori permettendo, i due artisti tendono sovente (e
virtualmente, of course) a materializzarsi l’uno a fianco dell’altra,
peraltro ad un’altezza scenica sempre apprezzabilmente credibile.
Ferme restando le 300B, marcate “Full Music” e che ad un’attenta
disamina visiva denunciano una costruzione robusta e curata, peraltro
realizzate con l’inusuale forma vitrea a lampada (in voga negli ’20 –
’30), ho sottoposto il Cayin ad un up-grade, sostituendo le 6SN7 e le
6SL7 con altrettante RCA nos “black gate” e verificando a regime il bias
su entrambi i canali.
Consapevole che un confronto mnemonico non possa considerarsi
completamente obiettivo, posso però affermare con una certa sicurezza di
aver ravvisato una coerenza tonale ancora più spinta, un’incollatura
perfetta fra frequenze medie ed alte, contraddistinte ora da una grana
finissima, quasi impercettibile. Ne guadagna persino la trasparenza, che
già si attestava su livelli notevoli, dunque la rifinitura,
l’introspezione, il dettaglio musicale. Ciononostante, non mi sento di
denigrare la qualità delle valvole cinesi che, come già precedentemente
espresso, ritengo trattarsi di coppie qualitativamente ed attentamente
selezionate.
Mantenendo la muta di valvole cinesi-americane appena descritta, chiudo
finalmente il taccuino degli appunti e mi lascio trasportare dalla
musica, approfittandone della magnanimità di Audiocostruzioni e
rispolverando una parte importante della mia cd-teca personale, durante
i primi freddi fine settimana d’autunno. Le conclusioni ricalcano quanto
enunciato in apertura: il Cayin A-300B è davvero un ottimo integrato
sotto parecchi aspetti, a partire dalla sua elevata musicalità, passando
sicuramente per la versatilità e la costruzione, ed a dispetto di certe
affermazioni che leggo sovente su importanti forum del settore,
proferite da sedicenti soloni dell’audiofonia che denigrano senza
appello alcuno (e chissà con quali esperienza e criterio oggettivi) ogni
cosa partorita dal grembo di madre Cina. Il prezzo di listino proposto
da Fase per il mercato italiano appare piuttosto importante, non certo
popolare, a fronte di proposte ridotte ad un terzo sui cosiddetti
mercati paralleli. Se da un lato l’importatore è costretto a sobbarcarsi
i costi di dogana, di immagazzinamento, di distribuzione, di garanzia,
di assistenza, quelli pubblicitari, tutelando il guadagno dei propri
rivenditori, dall’altro avverte di un mercato di “sottobosco
fraudolento” (mi si permetta l’espressione), ove i cinesi pare abbiano
imparato a copiare…. se stessi.
Vorrei oltremodo ricordare che, a fronte dell’esigua potenza erogata,
l’A-300B non può certamente considerarsi un amplificatore universale,
pur se “definitivo”: con diffusori dalla fase e/o dall’impedenza
tormentate o contraddistinti da sensibilità molto basse (le sopraffine
Sonus Faber Minima FM2, BBC LS3/5A od anche le prime Chario Academy 1 e
2, ne sono un eclatante esempio) è meglio guardare altrove, a meno che
non ci si accontenti di pressioni sonore assolutamente discrete e di
qualche costrizione prospettica.
Non nascondo di avere inizialmente scelto il Cayin A-300B per il mio
impianto principale, nel frattempo una coppia stabile di esigenti
sistemi d’altoparlanti hanno fatto capolino nella mia mansarda, deviando
nuovamente ed a malincuore la mia perversione sui progetti sempre
single-ended a triodi in classe A, ma basati sulle imponenti e possenti
845. Questa però è tutta un’altra storia. Brutta malattia, l’audiofilia.
Buoni ascolti e sensazioni
Cristiano
marvel147@gmail.com
syrah@hotmail.it
Una estetica
accattivante e un grado di finitura altissimo
In un ampli di
questo tipo starebbe benissimo una entrata phono.
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