Recensioni e Schede      

Audio Analogue  Puccini 70 Rev 2

Con recensione di  Cristiano

 

 

Di cosa si tratta

Ampli integrato

La pagina di Cristiano

Produttore

Audio Analaogue Italia  www.audioanalogue.it

Caratteristiche

70 watt entrata Phono

 Costo

1663 €  anno 2013

 

Caratteristiche:

 

Versione Rev 2.0 1663 €

 

Scheda fotografica:

 

 

 

 

 

 

 

Vediamo dietro:

 

 

 

 

Vediamo dentro:

 

Le foto di Cristiano:

 

 

                         

 

Telecomando:                         Istruzioni:

 

          

 

Imballo:

 

 

La paginetta di Cristiano:        Altre recensioni sul sito:

 

 

Come suona - La recensione di Cristiano :

 

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

Audio Analogue – Puccini Settanta rev. 2

Amplificatore Integrato a stato solido         

 

Come scrivevo non molto tempo fa in merito alla musicalissima coppia pre e finale Bellini VB + Donizetti Cento, la cui recensione è sempre disponibile su www.audiocostruzioni.com, Audio Analogue ha assunto ormai da tempo una rilevante importanza nel settore della riproduzione audio, in primis quale Costruttore nazionale in continua evoluzione verso prodotti di crescenti pregio, realizzazione, prestazioni tecniche e sonore, su tutti i livelli commerciali in cui si collocano le proprie realizzazioni.

Ricordando che la prima versione del Puccini Settanta innalzava consistentemente le prestazioni globali del progetto Puccini originario, mi sono accostato a questa nuova revisione con un certo interesse e con molta curiosità.

Esteticamente l’integrato è rimasto sostanzialmente identico, ovvero un bellissimo, sobrio e lineare parallelepipedo d’alluminio ed acciaio piacevolmente slim quanto massiccio e pesante nella costruzione.

La potenza di targa dichiarata è invariata, pari a 70W per canale sui canonici 8 ohm, così come gli ingressi, complessivamente in numero di sei compreso lo stadio phono. La loro selezione e funzionamento sono segnalati da altrettante minutissime spie luminose poste linearmente alla nostra sinistra rispetto al centrale potenziometro di volume, di una discreta e bella tonalità blu.

Una serie di identiche spie circonda quasi completamente la grande manopola del volume, con la funzione di visualizzare il livello di attenuazione dello stesso.  L’effetto scenico, in particolare in condizioni di penombra, è garantito, seppure con grande eleganza e sobrietà. Ho peraltro avuto modo di utilizzarlo unitamente al suo partner ideale, il lettore CD Paganini 192/24, osservando un design complessivo ed una cura estetica assai accattivanti e felicemente inseribili in qualunque arredo, anche di pregio, in virtù di una linea modernissima che ricorda però assai da vicino l’architettura neoclassica e/o la romana imperiale; posizionati sia sopra ad un sobrio cassettone mantovano di fine ottocento, sia su di un massiccio tavolino inglese coloniale (India) dei primi del Novecento, i due apparecchi si sono fatti largamente apprezzare anche come semplici….. soprammobili!

Analogamente al pre Bellini ed al sistema all-in-one Enigma, il funzionamento della manopola di regolazione del volume è diverso dal solito, con una corsa destrorsa e sinistrorsa ridotte a pochi gradi. Si tratta infatti di un sofisticato controllo di volume a rete di resistenze integrate senza buffer, vincolato entro un ristretto angolo di rotazione con ritorno in posizione centrale al suo rilascio.

Tutte le funzioni di controllo sono riportate su di un robusto ed ergonomico telecomando, interamente realizzato in ottone con finitura esterna cromata, per una disposizione dei comandi intuitiva e di immediato utilizzo: sono presenti, nella canonica forma esagonale a corpo centrato, così cara ai progettisti Audio Analogue, il controllo del volume, l’attivazione del muting, la selezione degli ingressi e l’utile stand-by. Un settimo pulsante prevede una speciale configurazione di bypass (setup dell’amplificatore), che permette all’utente di trasformare il Puccini Settanta in un finale di potenza su un ingresso a piacere, per inserire l’amplificatore in un impianto multicanale e utilizzarlo come finale per i canali principali, sfruttando gli stessi diffusori per gli ascolti in stereo (due canali) con le sorgenti stereofoniche collegate all’amplificatore stesso.

Posteriormente, oltre all’immancabile presa di corrente IEC, sono ovviamente presenti i 5 ingressi sbilanciati linea, l’ingresso phono (sia per fonorilevatori MM che MC), il connettore per la messa a terra e le uscite tape e preamplificatore. Tutti i connettori RCA appaiono di ottima qualità, pesantemente dorati e provvisti di isolatore in teflon. Bellissimi anche i morsetti d’uscita, posti alle due estremità laterali del pannello posteriore, realizzati in robusto metallo ed isolati con metacrilato trasparente, in grado di accettare ogni terminazione fatti salvi i connettori a banana, ad ossequio delle vigenti norme a tutela della salute e sicurezza delle persone. Non rammento della presenza, sul precedente modello, di un interruttore generale di accensione, che fa invece capolino in questa release, in prossimità delle uscite “right” verso i diffusori. Rimosse le otto piccole viti a stella, si accede ad una costruzione realmente spettacolare, che meriterebbe una copertura trasparente per la pulizia esecutiva, la qualità e la disposizione della componentistica utilizzata. Se esteriormente non sussistono variazioni degne di nota, osservando anche in modo non rigoroso e tecnico l’interno, si evince chiaramente di essere al cospetto di un progetto rivoluzionato in più parti. Partendo dalla sezione di alimentazione, non si può rimanere insensibili al poderoso trasformatore toroidale da ben 350VA, in grado di fornire un’alimentazione duale e separata per entrambi i canali, ed alla batteria di elettrolitici di livellamento, ben 6 condensatori Nippon Chemicon da 4700μF cadauno per canale (serie 105°C), degni di figurare piuttosto in progetti in classe AB da 100W/ch. Oltre ad essi, sono presenti altri elettrolitici di minor capacità ma pur sempre energeticamente ragguardevoli, posti direttamente in corrispondenza dei dispositivi ai quali devono fornire energia in tempi brevissimi, forse anche con lo scopo di mantenere bassissime le impedenze interne del circuito, oltre che rispondere con maggiore velocità alle più esigenti sollecitazioni di segnale.

Se prima la sezione preamplificatrice phono era sviluppata su di una basetta indipendente, ora è direttamente compresa nella grande, unica, scheda madre, e pressoché interamente (ed egregiamente) realizzata con componenti a montaggio superficiale SMD, fra i quali compaiono ancora un paio di  operazionali tipo 2072C in un progetto altrimenti completamente a discreti. La selezione phono MC-MM avviene spostando due coppie di piccoli ponticelli, ben serigrafati anche sulla scheda, al fine di ridurre al minimo eventuali errori di comprensione ed esecuzione. La rimanente sezione preamplificatrice di linea risulta interamente costruita con componenti discreti, operando un’interfaccia quasi diretta tra il potenziometro di volume e l’ingresso dell’amplificatore di potenza, limitando il più possibile il percorso del segnale. I selettori degli ingressi a stato solido utilizzati, sono invece in grado di garantire il massimo delle prestazioni nel tempo, senza scadimenti prestazionali per usura od ossidazione dei più usuali contatti metallici.

Anche la sezione di potenza ha beneficiato di una sostanziale rivisitazione, che vede ora impiegati una coppia per canale di performanti MJ15024 (NPN) e MJ15025 (PNP) in contenitore metallico TO-3, prodotti dalla ON Semiconductor, in luogo dei noti MJ 11032 – 11033 utilizzati nella prima versione e largamente collaudati in molti altri disegni di amplificazione a stato solido: trattasi nel caso specifico di transistors ad alta potenza, in grado di dissipare  sino a 250W a 25°C, robustissimi e ben dimensionati rispetto al loro effettivo utilizzo nel Puccini Settanta, a testimonianza di un progetto improntato anche sull’affidabilità nel tempo.

Di conseguenza, i progettisti Audio Analogue hanno ridisegnato gli stadi pilota dei finali, mediante l’utilizzo di una coppia di transistors complementari MJE15030G (ON Conductor), una coppia di transistors BDX53C della Fairchild Conductor (epitaxial silicon transistors NPN) ed un’altamente probabile coppia di complementari BDX54C PNP (le serigrafie sono illeggibili).

L’integrato Puccini Settanta è stato inserito in una catena audio costituita dalle sorgenti Shanling CD300, Audio Analogue Paganini 192/24, Rega Planar3+RB300+Elys e dai diffusori Mastersound Classic e Opera Platea LE, basandomi sulla solita amplificazione di riferimento formata dal pre artigianale RS-Acustica Venice Two Custom + finali mono Ming-Da MC845-C e Albarry M408II. Per le connessioni sono ricorso ai cavi di segnale Sommercable Ref. Stratos, Monster Cable M1000i, Van Den Hul Thunderline ed a quelli di potenza Analog Research Silver Raincoat e Sommercable Elephant SPM440. Hanno completato la dotazione hardware gli ottimi cavi di alimentazione Audiocostruzioni SB7, un filtro di rete G&W ed il mio fido filtro/isolatore autocostruito.

Dopo un buon rodaggio preliminare, durante il quale l’integrato ha funzionato ininterrottamente per parecchie ore senza palesare assolutamente qualsivoglia inconveniente, ho iniziato le mie audizioni critiche con l’ultima fatica discografica dell’eccellente chitarrista blues Tab Benoit, quel “Power of the Pontchartrain” (2007 - Telarc-83654) che, dopo svariati ed attenti ascolti, ritengo rientri fra i suoi migliori dischi di sempre, tanto maturo quanto fresco, frizzante, per lunghi tratti trasbordante di quel groove che arricchisce ed eleva il blues bianco a grande musica, peraltro splendidamente suonato da una band in stato di grazia (i Louisiana’s Leroux) ed altrettanto ben registrato da una label che non ha bisogno di alcuna presentazione.

In questo disco la visione personale del blues da parte di Benoit esprime le sue carte migliori, in un crogiolo di swamp blues, Louisiana bayou blues, funk, country e zydeco, pur se Benoit firma uno solo degli 11 pezzi in scaletta, proponendo invece alcune grandi cover fra le quali spicca una “For what’s It’s worth” di Stephen Stills che da sola vale il costo dell’intero lavoro.

La naturalezza degli strumenti, la grande dinamica e la generosità delle linee di basso splendidamente ottenute dai tecnici Telarc mettono immediatamente a dura prova qualsiasi sistema di amplificazione, esaltandone contemporaneamente i pregi. Il Puccini mostra da subito una grande voce, un notevole vigore dinamico mantenendo a bada le grandi bordate di basso elettrico, che risultano rotonde, piene ed al contempo giustamente frenate, senza eccessive e fastidiose code armoniche. Il piglio dinamico del Puccini mi fa pensare ad una potenza effettiva superiore a quella dichiarata dal costruttore, in particolare su impedenze ben inferiori ai canonici 8 ohm, a ragione di una sezione di alimentazione assai robusta e ben congegnata. In altri termini, se fossero stati dichiarati anche 90+90W, nella pratica non me ne sarei sicuramente accorto.

Se i progetti-base di Audio Analogue propongono un sound “all’inglese” fatto di coesione ed omogeneità timbrica e grande introspezione della gamma media, la sensazione che offre la presente revisione 2 è quella di una sonorità complessiva che si avvicina, e di molto, alla linea di elettroniche top denominata Maestro, con una notevole estensione e luminosità delle gamme medio-alta ed alta, una grande attenzione al microdettaglio, una trasbordante riserva dinamica, senza perciò generare alcuna fatica d’ascolto. Nuovamente si ripropone infatti, ma nella direzione proposta dagli ultimi grandi amplificatori Maestro, quel family-sound che permette di riconoscere velocemente un prodotto Audio Analogue. Tali prerogative, sovente ad appannaggio delle sole elettroniche di alto livello, sono evidenziate in buona parte dal “piccolo” Puccini Settanta, ponendo l’integrato come un vero e proprio riferimento nella sua fascia merceologica. La sensazione predominante è quella di un grande suono, di un respiro prospettico di classe superiore, di un’immagine ampia e ben dilatata, con i vari piani sonori piuttosto netti e ben scontornati.

Incisioni permettendo sia le Opera che, ancor più, le Mastersound sono letteralmente sparite dalla scena sonora, contribuendo a rimarcare in più occasioni un’apprezzabile veridicità nella ricostruzione dell’evento musicale.

Evidentemente non si raggiungono la pienezza, la possanza, la scena sonora del Maestro 150 o del nuovo Maestro 200, rimanendo nell’ambito degli integrati proposti da A.A., ma le distanze, a memoria, non mi sembrano affatto così eclatanti.

Un’altra dote che mi ha positivamente impressionato riguarda la grande risoluzione e rifinitura della critica gamma medio-alta, ove spesso insistono le sibilanti, alcuni piccoli ottoni e certe percussioni metalliche; ascoltando la brava Sade nel suo “Lovers Live” (2002, Epic 86373) il Puccini riesce a sviscerare, evidenziandoli, alcuni dettagli percussivi altrimenti impantanati nel magma musicale.

Molto belle le voci, in particolar modo quelle femminili, che risultano sempre molto nitide, intelligibili, prive di sibilanti (Rebecca Pidgeon – The Raven, 1994 Chesky Jazz), talvolta persino suadenti (Ana Caram - The other Side of Jobim, 1992 Chesky, con particolare riguardo al brano “Correnteza”); anche le voci maschili appaiono, mutuando un termine dal gergo tecnico di degustazione dei vini, di buon corpo e ben sostenute (il solito Joe Williams in alcuni brani gospel cantati acapella, tratti dal suo vasto repertorio).

Pur non eguagliando la velocità di risposta ai transienti degli Albarry M408II, il Puccini spunta una prestazione di spicco anche in questo parametro, risultando assai godibile nell’ascolto di generi musicali sia altamente ritmati (fusion, funky) che contraddistinti da complesse partiture orchestrali.

Nella riproduzione del pianoforte, strumento che permette una buona valutazione della correttezza timbrica ed un’analisi dell’omogeneità tonale fra le varie porzioni di frequenze udibili, non ho mai riscontrato difetti particolari o peggio, scollature prospettiche nel passaggio fra le ottave inferiori a quelle più acute: la nettezza dei suoni sottolinea, positivamente, il cuore a stato solido dell’integrato, che non indugia affatto in sottolineature timbriche più o meno evidenti palesando piuttosto un’ottima trasparenza a scapito di una lieve e prevedibile asciuttezza rispetto ai monofonici valvolari Ming-Da, ove il triodo 845 avvolge la riproduzione musicale di una certa immanenza ed una pienezza peculiari.

Lo stadio phono, pur non raggiungendo l’eccellenza del Bellini V.B. o dell’Aria, è in grado di vanificare l’acquisto di specifici stadi phono esterni entro qualche centinaio di euro, evidenziando soltanto una lievissima perdita di trasparenza e dettaglio rispetto agli ingressi linea (peraltro percepibili con molta difficoltà e con il beneficio d’inventario dettato da analoghi titoli digitali dalle possibilissime differenze qualitative d’incisione).

Abbinato al suo naturale partner Paganini 192/24, di cui anticipo peculiarità musicali in simbiosi e sinergiche rispetto al Puccini, la sonorità risultante appare di grande efficacia ed in grado di soddisfare anche quegli amatori ed appassionati già avvezzi alla riproduzione domestica di alto lignaggio. Il lettore CD risalta ed esalta le capacità dinamiche e ritmiche del Puccini, perpetrando quel senso di spiccata naturalezza d’emissione parimenti ad un luminoso contrasto ed un’introspezione encomiabile del messaggio musicale.

Vorrei inoltre evidenziare i benefici nei confronti dei medesimi parametri appena menzionati, derivanti dall’utilizzo del geniale cavo di alimentazione Audiocostruzioni SB7 in luogo del solito cavetto tripolare non schermato di limitata sezione, in dotazione all’elettronica anziché gli ottimi BCD riservati esclusivamente ai modelli più prestigiosi di casa Audio Analogue. Il Puccini si è mostrato infatti particolarmente sensibile alle connessioni proprio per merito delle sue intrinseche peculiarità che ho cercato di estrarre nelle varie sessioni d’ascolto. Allo stesso modo, le registrazioni mediocri sono riprodotte in maniera analoga, con limitati margini di indulgenza timbrica. Ho riscontrato una certa sinergia con i Monster Cable M1000i, ma soprattutto con una coppia di spezzoni da 60cm di cavo di potenza Mamba viola (un solid core quadripolare argentato che a cavallo fra gli ’80 ed i ’90 venne alla ribalta per lo strepitoso rapporto prezzo/prestazioni assolute) trasformato dal sottoscritto in via sperimentale in cavo di segnale, coi quali la naturalezza e la trasparenza del Puccini, parametri sovente considerati diametralmente opposti fra loro, è massimamente risaltata unitamente ad una risposta in gamma bassa ancor più granitica e scultorea.

Sotto l’aspetto meramente sonoro, non conosco la prima release del Puccini Settanta; posso però affermare che questa versione 2.0 restituisce all’audiofilo un modello più che mai sempreverde nell’intero panorama nazionale. Bello, elegante, raffinato, ben progettato ed affidabile, musicale senza ombra alcuna di smentita: personalmente, unitamente al nuovo pre Bellini V.B., ritengo il Puccini Settanta l’amplificatore A.A. merceologicamente e strategicamente più centrato, contraddistinto dunque dal più favorevole rapporto prezzo/prestazioni dell’intero catalogo. Se la linea Maestro esprime la summa tecnologica del costruttore toscano, è altrettanto evidente la sua progettazione quanto più possibile libera da compromessi, compresi i costi finali di vendita. La linea “compositori”, pur non rinunciando ad una spiccata musicalità, si colloca invece ad un livello intermedio, più abbordabile, in cui la convivenza con qualche compromesso diviene una sorta di regola progettuale e commerciale. Proprio per tali motivi valuto il Puccini addirittura una scelta d’acquisto definitiva per coloro che, pur non rinunciando ad una qualità molto alta della riproduzione musicale domestica, preferiscano indirizzare i propri investimenti in vinile e/o dischetti argentati.

In tale strategica fascia merceologica, i concorrenti di blasone nord-europei ed americani non sono proprio pochissimi, oltre alle emergenti apparecchiature cinesi di maggior caratura tecnica e costruttiva. Rispetto a quest’ultime, è opportuno valutare attentamente anche parametri meno diretti ed evidenti ma altrettanto importanti come l’assistenza e l’affidabilità nel tempo; rispetto ai primi, il rapporto qualità/prezzo del Puccini rimane comunque più elevato.

Il Maestro Settanta è oggi, con questo Puccini, un (tantino) più vicino….

A mio personale parere, tanto di cappello.

 

 

Buoni ascolti e sensazioni.

Cristiano Nevi 

 marvel147@gmail.com  

 

 

 

 

 

 

 

Home