Pre e finale Ming DA  MC 845 C pre MC 7R

E infine ho ascoltato le 845

 

 

 

Di cosa si tratta:

Finali monofonici 20 watt

Produttore:

Ming Da  ( Meixing ) China   http://www.mei-xing.com

Caratteristiche:

Single Ended di 845

Costo

1950/00 euro  anno 2011

 

Intanto  due righe su questa azienda:

 

La  MeiXing Electronics e  una delle maggiori fabbriche di amplificazioni a tubi del mondo.  Nata  nel 1991, all'inizio si occupava di produrre  per altri  senza pubblicizzare il marchio proprio,  poi da 1998 comincia a pubblicizzare e vendere i propri prodotti per conto  suo.  I prodotti MING DA sono costruiti molto molto bene e vista la disponibilità di personale a basso costo effettuano dei test molto rigorosi, tali da permettere loro di avere la certificazione  ISO9001.  I circuiti interni sono cablati in aria ed effettuati completamente a mano, i cavi utilizzati, placcati in argento,  le valvole provengono dalle migliori fabbriche Cinesi, cecoslovacche, Russe e Americane e vengono testate per molte ore....

 

Piccola prova e commento di questa stupenda accoppiata:

 

Preamplificatore 

MING DA ( Mexing ) - MC 7R

Finali 

MING DA ( Mexing ) - MC 845 C

Lettore cd  

Sony ES 222

Diffusori  

Ciare H04.1

Cavi  vari

Audiocostruzioni

 

Caratteristiche:

 

output power 20W per channel

La stupenda 845

output impedance 4Ω 8Ω

distortion ≤1%

frequency respond 20Hz ~ 25KHz±1dB

S N R 88dB

input jacks 1 group

output jacks 2 groups

vacuum tube 845x1 6NS7x1 12AU7x1 12AX7x1

montaggio valvole 12AU7 sinistra - 12AX7 destra

supply voltage AC110V/220V 60Hz/50Hz

dimension: prof. 47 cm  larg. 23 cm  alt. 25 cm Circa

weight 44 Lb each x 2 (net weight)

bias  845 tubes :  8 volt

 

Montaggio valvole - 12AU7 ( Ecc82 ) a sinistra - 12AX7 ( Ecc83 ) a destra

Dal Web:

One of top quality Class A monoblock from Ming Da; world class performance; timbre clear and beautiful; deep soundstage; applicable to speakers with 87db or above.  845 is a classic tube that will astound your listening senses beyond description.  Highly recommended by audiophiles everywhere!

 

Descrizione :

 

Partiamo dall'imballo  sempre fatto molto molto bene con triplo cartone e bensì  4 scatole, una solo per le valvole 845 con addirittura all'interno di vari strati  di polistirolo una scatola metallica , dove si trovano all'interno le preziose 845.

Sballo tutto e l'unico problemino che trovo e che le valvoline driver dei finali , le ecc83 non erano state fissate con del nastro adesivo, ed erano a spasso per  l'imballo..... con relativa rottura di una di esse !!!! che per fortuna ne avevo una di ricambio in casa ..

Mi si presenta un pre bellissimo , con una piastra in alluminio nero davanti, una lamiera piegata di acciaio lucidato , due pomellini in oro , e tutta una serie di connettori rca  sulla destra  del pre...

 

La nuova versione con i trasformatori arrotondati:

 

 

Il modello 2010

 

 

 

 

Il vecchio modello:

 

 

 

 

Ecco il pre Min Da  MC7R

 

click sulla foto per andare alla pagina del MC7

 

Poi passo ai due finali , molto molto pesanti , direi oltre 20 kg cadauno , ma forse anche di piu ...  stesse caratteristiche del pre , con il frontale in alluminio ,  una lamiera piegata lucidata inox ,  e due trasformatori grandissimi , con una bella placca stampata di ottone lucidato sopra..

 

 

Dietro i connettori rca classici , e gli attacchi per  i cavi potenza , con uscita sia 4 che 8 hom  molto belli  massicci e  che accettano sia banane che cavi spellati di notevoli dimensioni.

 

Vediamo dietro :

 

 

La prima cosa che si nota appena si accendono gli interruttori dell'alimentazione  e la valvola 845 che si illumina moltissimo , creando una atmosfera veramente affascinante...

Comincio ad inserire un cd e appena inizia Bene , e capisco gia dalle prime note di avere a che fare con qualcosa di notevole ......

Io avevo gia sentito andare queste valvole , in vari saloni dell'hi-fi oppure negozi specializzati , ma sempre in ambienti che non conoscevo e con diffusori sempre diversi .

E io penso  che l'unica prova valida che una persona può  fare e quella a casa sua .

In un ambiente conosciuto con i propi  diffusori e  la calma e tranquillità  del caso.

 

Vediamo dentro:

 

 

Il modello 2010

 

 

Come suona:

 

Cosa dire  , una unione di potenze , dolcezza , dettaglio e ariosita’  paurose …..

Caratteristiche principali che ho rilevato del suono :

Nonostante le mie ciare h04.1  siano un po scarsine nei bassi , forse dovuto all’ambiente molto  grande , appena acceso e messo in moto tutto   i bassi sono venuti fuori potenti e controllati , una favola.

La chitarra talmente dettagliata da sentire tutte le sfumature , delle dita sulle corde  come quando l’artista  muove la mano sulle corde solo per trovare la posizione , con dettagli mai sentiti .

Una ariosita e  posizionamento degli strumenti  eccellente , e dire che ho usato cavi di potenza che sicuramente limitavano il tutto…

Il cantante si presenta praticamente davanti a te , il colpo di basso viene da dietro come deve essere … insomma l’orchestra con tutte le sue sfumature  ed errori e li davanti a te … insomma adesso capisco come mai parlano cosi bene delle 845…

La potenza di  20  watt circa e vera e muscolosa , e basta ruotare  di appena 1/5  la manopola del volume  per saturare  tutto l'ambiente ...

Insomma per fare un sunto su questa accoppiata  mi viene da dire questo:  Il miglior pre e finale mai ascoltato….

 

Altri prodotti  Ming Da presenti sul sito

 

               

 

L'imballo:

 

E quello solito di questi prodotti cinesi , super blindato !!!

 

La recensione di Cristiano:

 

Casella di testo:

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

Meixing Ming-Da – MC-845C

Amplificatore Finale monofonico a valvole

 

Reduce dalla bellissima prestazione dell’integrato/finale Cayin A-300B che, come indica ineluttabilmente la sigla, si trattava di un single-ended in classe A basato sul celebre triodo 300B, così come a fasi alterne mi ha deliziato il finale Xiufeng Mr. Liang LS845-1, la mia curiosità audiofila mi ha nuovamente spinto nella direzione dei progetti cinesi basati sui grandi triodi di potenza. Sebbene sia la distribuzione ufficiale che, ancor più, il mercato parallelo offrano ormai un congruo numero di elettroniche provenienti dall’estremo oriente anche di gran pregio realizzativo, il mio interesse è caduto sulla linea di finali monofonici della Meixing Ming-Da, azienda che conosco ormai sufficientemente e che ho potuto apprezzare in più di un’occasione presso le mie mura domestiche.

 

Per farla breve, mi sono nuovamente indirizzato sull’imponente e robustissimo triodo 845, in grado di garantire circa 20 W in classe A pura nel finale monofonico MC-845C, non nascondendo l’aneddoto di essere rimasto chiaramente influenzato dalla perentoria opinione d’un caro amico costruttore veneto, il quale mi ricordava attraverso uno scambio d’opinioni telematiche ed in merito all’hi-end cinese, che con la 845 non si scherza affatto, viste le elevatissime tensioni in gioco. In altre parole, la considerazione scaturiva dal concetto di un onesto e previdente progettista per il quale, a tali condizioni di funzionamento, non si possa eticamente prescindere da un progetto di base affatto banale o, peggio, inaffidabile.

Cristiano

 

Contemporaneamente, l’amplificazione monofonica è sempre stata una mia personalissima fisima, una deviazione esoterica estrema che parimenti contempla, in un virtuoso e virtuale ideale di assolutismo qualitativo della riproduzione musicale, tecnologie esclusivamente termoioniche che abiurino qualsiasi forma di contaminazione a stato solido, funzionamento in pura classe A, realizzazioni circuitali minimali e point-to-point, componenti attivi e passivi surdimensionati e di altissima qualità (su tutti, i celebri condensatori in carta e olio).

Orbene, i monofonici MC-845C, oltre che sfoderare una veste estetica assai curata ed accattivante, giocata sul contrasto cromatico fra l’acciaio inox e le finiture del frontale e delle calotte di copertura dei trasformatori con vernice nera lucida, sono anche realizzati con l’impegnativa tecnica point-to-point dei componenti circuitali, peraltro di buona/ottima qualità complessiva, al pari di quelli utilizzati in analoghe o più esclusive realizzazioni industriali europee e d’oltreoceano. Appare attraente ed intrigante persino la forma complessiva dell’amplificatore, di fatto una “sleppa” assai sviluppata in profondità rispetto ad un frontale contenuto in larghezza e, ancor più, in altezza, con la rigorosa e razionale disposizione delle valvole a vista nella parte anteriore, ove la più grande 6SN7 troneggia al centro fra la ECC82 e la ECC83 (tutte di produzione presumibilmente Shuguang), dietro alle quali svetta in tutta la sua imponenza il triodo 845, anch’esso di produzione cinese. Rimosse le coperture di protezione (bloccate da quattro piccole viti a stella), ad una sommaria analisi visiva i trasformatori d’uscita e d’alimentazione appaiono ben dimensionati e di una qualità complessiva sinceramente molto buona, che solo con i costi di fabbricazione del paese d’origine è possibile vedere implementati su elettroniche di questo prezzo: d’altronde il costruttore Meixing realizza in proprio questi elementi, che nella linea d’amplificatori più elitaria ha denominato “2000 series”, con tanto di targhetta dorata fissata sulle medesime calotte di copertura.

Se poi si considera il reale prezzo di vendita entro i confini della nazione d’origine, inferiore di circa il 40-45% rispetto ai più competitivi listini “paralleli” propinati nel nostro Bel Paese, appaiono comprensibili sia la curiosità sia l’interesse che tali realizzazioni possano effettivamente infondere nell’audiofilo raffinato ed esigente, ma anche attento al portafoglio.

Visivamente appaganti e rassicuranti risultano poi le finiture di contorno, a partire dagli anelli di metallo dorato ad incorniciare i fori di alloggiamento delle valvole, gli eccellenti ingressi sbilanciati, così come gli altrettanto ottimi connettori d’uscita, peraltro sdoppiati per le più canoniche impedenze di 4 e 8 ohm ed in grado di accettare ogni tipo di terminazione.

Demandando ogni altro approfondimento descrittivo dei massicci e pesanti monofonici Ming-Da alle belle fotografie scattate da Davide Sbisà per il sito audiocostruzioni.com, menziono soltanto la grande cura posta dal costruttore nell’imballo, costituito da ben tre robusti scatoloni a matrioska, in grado di assicurare un’elevata sicurezza nelle fasi di spedizione e trasporto (aspetto talvolta sottovalutato da altri marchi, in particolare proprio per realizzazioni tipicamente valvolari).

I due monofonici Meixing Ming-Da MC-845C sono stati inseriti già da qualche mese nella mia solita catena audio, costituita dalle sorgenti digitali Shanling CD300 e Madrigal Proceed PCT + Lector Digicode 16bit, dal pre artigianale RS-Acustica Venice Two Custom oltre ai fidi diffusori Mastersound Classic. Per l’amplificazione di riferimento mi sono ancora una volta affidato agli inossidabili Albarry M408II mono, sebbene a stato solido, mentre fra la discreta scelta di connessioni a disposizione ho selezionato il cavo digitale coassiale Megaride Audio Matrix I, quelli di segnale Monster Cable M1000i e Van Den Hul Thunderline ed i soliti cavi di potenza Analog Research Silver Raincoat e Sommercable Elephant SPM440. Fra i vari “necessori” e complementi con cui ho rimpinzato il mio sistema domestico di riproduzione musicale, cito gli ottimi cavi di alimentazione Audiocostruzioni SB7, un filtro di rete G&W TD02MKII, un isolatore a trasformatori autocostruito, oltre a varie punte coniche, piedoni in sorbothane ed altre diavolerie pseudo-psico-antivibrazionali.

Esprimere un giudizio critico ed obiettivo diviene piuttosto difficile sugli MC845-C, considerando che questi bei monofonici non sono mai più stati restituiti al mittente il quale, ovviamente, si è visto recapitare il corrispettivo in denaro richiesto per il loro acquisto; di converso, ritengo però di essermi fatto un’idea piuttosto precisa sulle loro peculiarità soniche, per cui mi si perdoni fin da subito una mia probabile faziosità nei confronti dei Ming-Da!

Per dovere di cronaca, ammetto di aver sostituito in breve tempo tutti e tre i doppi triodi d’ingresso e driver per la 845, con equivalenti valvole di produzione n.o.s. americana (RCA black gate e Sylvania), in quanto anche a fronte di un congruo rodaggio, la musicalità complessiva continuava a soffrire di lievi ma avvertibili confusione e granulosità in gamma media. Le impressioni d’ascolto che seguono sono pertanto relative alla condizione di re-tubing, ferma restando la 845 fornita di serie, di costruzione forse non eccellente, ma tutt’altro che sommaria o dozzinale. Nonostante ciò, la costruzione, l’affidabilità e la musicalità offerte dai doppi triodi forniti in dotazione non appaiono così deficitarie come su altri progetti valvolari d’analoga provenienza ma di costo sensibilmente più abbordabile (ricordo ancora una 6L6 orgogliosamente made in China, nuova di zecca, montata in push-pull su di un amplificatore finale andare addirittura in cortocircuito, e di un bruttissimo doppio triodo 12AT7 esaurirsi come un fievole alito di vita): al contrario, si tratta evidentemente di realizzazioni che mutuano una certa esperienza tecnologica e costruttiva dalla vicina  ex-Unione Sovietica.

E’ facile convivere con questi finali valvolari, purché se ne rispettino rigorosamente le peculiari esigenze: in primis, un warm-up di almeno mezz’ora affinché l’essenziale gamma media assuma una liquidità d’emissione altrimenti un poco granulosa ed artificiosa e la scatola sonora prenda possesso di un’ampia porzione dell’ambiente d’ascolto, liberandosi da una certa costrizione prospettica entro i diffusori. Da non sottovalutare inoltre il pilotaggio di sistemi d’altoparlanti non eccessivamente deficitari in termini di sensibilità ed impedenza, od ancora contraddistinti da problematiche rotazioni di fase, per non svilirne nuovamente l’altrimenti appagante scatola sonora ed una macrodinamica che, considerati i “soli” 20W per canale, non teme confronti con le prestazioni di parecchi stato solido un poco più “muscolosi”. In questi termini, pur cedendo il passo all’incredibile velocità di risposta ai transienti dinamici degli Albarry M408II, i Ming-Da sanno essere all’occasione cattivi ed energici, garantendo a parità di cubatura pressioni sonore indistorte tali da rendere difficile la convivenza pacifica coi vicini d’appartamento.

Infine, non si deve pretendere dai Ming-Da la capacità di sonorizzare adeguatamente ambienti d’ascolto di grandi dimensioni: questi finali cinesi divengono di converso deliziosi se inseriti in cubature più contenute, ove la postazione d’ascolto sia più raccolta e vicina ai diffusori; ecco che in tale contesto, peraltro assai comune a molti audiofili d’appartamento, i Ming-Da MC845-C sfoderano una timbrica assai corretta, appena riscaldata nella gamma delle frequenze vocali, ma senza colorazioni di sorta.

La risposta in frequenza appare molto ben estesa su entrambi gli estremi di banda udibile, anzi, la gamma più acuta risulta sempre luminosa e presente, sebbene appena riscaldata dalla natura spiccatamente valvolare dell’amplificazione. Le peculiarità del triodo 845, peraltro comuni a tutti i grandi triodi di potenza pur con le dovute differenze timbriche, emergono anche in questo progetto attraverso un’elevata liquidità e naturalezza d’emissione, che garantiscono lunghe sedute d’ascolto senza che la temuta fatica d’ascolto possa minimamente influenzare la piacevolezza percettiva della propria musica preferita, di qualsiasi genere essa sia. Gli strumenti sono riprodotti con buona veridicità in assoluto, con dovizia di particolari e salvaguardia armonica ma, soprattutto, cesellati in una scatola sonora ampia su tutti i fronti e facilmente individuabili senza artificiosità e confusione, incisione permettendo.  Già a volume moderato, i finali MC845-C possiedono la magia di fornire una virtuosa matericità agli strumenti ed alle voci, rendendo facilmente distinguibili i vari piani sonori all’interno della scena, fornendo in tal senso una prestazione che non ha nulla da invidiare ad analoghi progetti no-compromise, hi-end, esoterici, o come meglio si creda di definirli.

Alzando poi il volume, il suono diviene pieno, corposo, tipicamente “grande” anziché più potente e “forte”, come da sana tradizione valvolare, caratteristica che induce ad aumentare gradualmente il volume d’ascolto sino a raggiungere i limiti fisiologici dell’amplificazione.

Se attraverso gli MC845-C i progettisti Meixing abbiano voluto assecondare le peculiarità prestazionali della valvola 845, per quanto mi riguarda e per i parametri musicali appena citati, ritengo che siano perfettamente riusciti nell’intento.

Invito ad ascoltare piccoli ensemble classici per strumenti ad arco: i violoncelli e le viole sono restituiti in tutta la loro liquidità armonica, mentre il violino si staglia perentorio in gamma medio-alta con la giusta luminosità ed insistenza, pur non divenendo mai aggressivo, pungente o peggio,sgraziato. Le Mastersound Classic iniziano a fare sul serio soltanto se sollecitate oltre una certa soglia di pilotaggio, con ogni tipo d’amplificazione: ecco che nel caso di piccoli gruppi jazz acustici (Keith Jarrett od anche la Chick Corea Akoustic Band), il contrabbasso suonato senza archetto si contraddistingue per quella rugosità e profondità sulle ultime due corde tali da non svilirne il peso ritmico e le dimensioni virtuali, potendone seguire chiaramente le evoluzioni ritmiche, talora repentine sui registri acuti, poi perentorie sul basso profondo, ben assecondato dai diffusori veneti. Più in generale, la gamma bassa gode di una presenza importante ma non invadente, anche se non appare possente e frenata quanto quella riproposta dalle migliori amplificazioni a stato solido. Parimenti, i Ming-Da non prestano il fianco a critiche, in merito a lentezze dinamiche o code sonore che eccedano il normale decadimento armonico degli strumenti insistenti nelle gamme di frequenza basse e medio-basse; anche sul mero parametro della trasparenza i due monofonici convincono appieno, riuscendo ad estrapolare con buona dovizia di particolari, suoni e passaggi musicali più sfumati ed in secondo piano, mal tollerando ed evidenziando fra l’altro i limiti ed i difetti delle elettroniche connesse a monte della catena di riproduzione musicale. Analogo trattamento è riservato anche a registrazioni non propriamente eccelse sebbene ne siano stemperate, data la natura spiccatamente valvolare, le asperità tonali.

Se dovessi paragonare questo sistema d’amplificazione ad un vitigno, da cui ricavare un vino in purezza, indicherei senza ombra di dubbio la pignola valtellinese, che molti esperti del settore concordano nel definirla un vero e proprio clone del celeberrimo pinot noir della Borgogna, pur se presente da tempo immemorabile nella bella vallata lombarda. Si tratta di un’uva difficile da coltivare e da vinificare, dalla buccia sottile, inadatta all’appassimento (diversamente dalla ben più diffusa chiavennasca, da cui ricavare, su tutti, il famoso Sforzato) ed esigente di cure maniacali così come l’interfacciamento e la sinergia di tutti i monotriodi di bassa potenza in una catena di riproduzione audio domestica.

E’ un vitigno autoctono e piuttosto raro, altrettanto quanto gli MC845-C, disponibili in Italia pressoché tramite l’importazione parallela; è un vitigno che cresce anche in condizioni estreme, aggrappato alle rocce delle montagne, analogamente ai Meixing i quali, oltre a dover sostenere il confronto contro un’agguerrita concorrenza occidentale, si devono ancor prima difendere dal pregiudizio di certi audiofili soloni, intenti a criticare sistematicamente ed a priori ogni elettronica che abbia passaporto progettuale e produttivo cinese (molti forum del settore ne sono l’evidente testimonianza).

Ancora, così come l’eleganza e l’armonia delle componenti gusto-olfattive contraddistinguono in maniera inequivocabile un ottimo pinot nero (o la pignola), anche gli MC845-C risultano altrettanto naturali ed equilibrati, magari senza arrivare alla pienezza ed alla possanza di un grande stato solido, od appunto alla concentrazione tannica ed al corpo di altri cultivar di fama internazionale.

E se il bouquet olfattivo della pignola risulti sovente fine, ampio e ricco, così la trasparenza e la scena sonora vengono elargite dagli MC845-C in entità ampiamente soddisfacenti, da grandi amplificatori.

Non saranno forse all’altezza delle migliori realizzazioni italiane (New Audio Frontiers, Mastersound, Unison Research), ma gli MC845-C sanno offrire una grande prestazione a fronte di un prezzo proposto certamente non irrisorio, ma nemmeno irraggiungibile.

Belli, simpatici, ben suonanti: quasi, l’alternativa valvolare alle mie caramelle “Rossana” (al secolo: Albarry M408)!

Tanto di cappello.

Buoni ascolti e sensazioni.    Cristiano Nevi    marvel147@gmail.com  

 

Prove e test

 

Roberto ha sostituito le valvole a i finali Ming Da Mc 845

L'impianto di Alberto e la sostituzione valvole a i suoi Ming Da

 

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