|
Schede e recensioni |
|
Shengya A10CS Ampli integrato ibrido
Recensione di
Gianluca |
|
Di cosa si tratta |
Ampli integrato |
|
|
Produttore |
SengYa Cina |
|
|
Costo |
Circa 980 euro con trasporto e sdoganamento dalla cina |
|
|
Amplificatore integrato ibrido Sheng Ya A10CS Di Gianluca Romani
- amplificatore integrato ibrido - potenza max 150 + 150 Wrms (8 ohm) classe AB - primi 10 + 10 W in classe A - risposta in frequenza 20 - 30 kHz - sensibilità d'ingresso 200 mV - THD + N < 0,1 % (1 kHz, 1 W) - rapporto segnale/rumore 90 dB - peso 21 kg
Il comportamento dell’ampli Una volta effettuate le connessioni di alimentazione, di segnale (sulle molte prese RCA disponibili), e di potenza (l’ampli permette il collegamento di 2 coppie di diffusori, tra l’altro con dei comodissimi e ben dimensionati morsetti), si effettua l’accensione con l’interruttore posto al centro del pannello frontale. Si sente qualche relè commutare e quindi si nota che i led posti sopra ogni funzione si accendono in sequenza, come per effettuare un controllo, e subito dopo il led della manopola del volume (utile se ascoltate musica al buio o comunque luce ridotta, per avere un riferimento del livello di ascolto) lampeggia per alcuni secondi, dopodiché un altro relè scatta e si attivano tutte le circuitazioni. In questo momento l’ampli è pronto per suonare. Descritto così sembra una procedura lunga, in realtà è veloce e per niente fastidiosa, è rassicurante sapere che in un ampli di una certa potenza e con varie funzioni ci sia qualche piccolo sistema di controllo e protezione. Dicevo, l’ampli è pronto per suonare…in realtà, come tutti gli amplificatori, anche questo inizia a suonare seriamente dopo la prima mezzora di funzionamento.
L’aspetto tecnico Lo Sheng Ya è realmente costruito bene, con strette tolleranze di assemblaggio, ottimi connettori (robusti, ben rifiniti e che permettono ottime e sicure connessioni), tutto in metallo (non c’è una sola parte in plastica su tutto il pannello anteriore e il telaio) con delle pratiche e belle manopole in metallo. La loro rotazione è perfetta, né troppo dura né lieve, e il complesso potenziometro/albero/manopola non presenta alcun movimento strano, niente è lasco. Stessa cosa dicasi per il funzionamento del volume da telecomando, che agisce prontamente e con precisione. A proposito di questa funzione, va ribadita la comodità di avere un led come tacchetta indice sulla manopola, cosa che torna utile quando si agisce sul volume a distanza tramite comando remoto. Il trasformatore e tutto il resto del gruppo di alimentazione sono dimensionati correttamente per la potenza di uscita promessa, né in maniera scarsa né eccessiva. La componentistica passiva è di medio-alta qualità a livello di standard industriali, condensatori MKP, potenziometro volume motorizzato ALPS, la scheda di circuito stampato appare ben ingegnerizzata con saldature realizzate con una certa cura. L’unica piccola pecca riscontrata in questo bell’amplificatore, dal punto di vista tecnico, è una lievissima rumorosità (lo si nota anche dal contenuto valore numerico del S/N ratio). Non aspettatevi un ampli silenziosissimo: il nostro amico soffia leggermente. Con “soffia” intendo dire che presenta un leggero fruscio, ben diverso dal ronzio. Stranamente, come ricorda anche Jim Smith nel suo libro Get Better Sound, spesso gli amplificatori più musicali e più piacevoli sono proprio quelli che presentano qualche rumorosità di fondo, non quelli assolutamente muti. Non è un grosso problema, nel senso che la cosa non è udibile durante l’ascolto, neanche durante i pianissimo orchestrali, bisogna avvicinarsi molto ai diffusori per udirlo. Il telecomando è veramente bello, un blocco snello di alluminio di grosso spessore, dal design semplice, elegante e funzionale. Pochi ma indispensabili pulsanti circolari anch'essi di alluminio sono posizionati su due file e comandano volume, selezione ingressi e intensità luminosa della retroilluminazione della valvola. Il cavo di alimentazione fornito è il classico cordone industriale generico ed economico, che ci sia o non ci sia non cambia tanto. Il tutto è completato da un manuale di istruzioni realizzato con discreta qualità ed allineato al prodotto. Una cosa che stupisce, di questi produttori cinesi, è che spesso si presentano e presentano i propri prodotti in una maniera molto più onesta e soprattutto modesta, umile, rispetto a quanto invece sono abituati a fare altri produttori (o rimarchiatori-distributori) occidentali. Questi ultimi spesso vendono schifezze, o se va bene, prodotti di pari qualità di quelli cinesi, ma cercano di rimbambire potenziali acquirenti con contenitori in legno esotico rivestiti di velluto e manuali istruzioni che sembrano preziose rilegature di rari testi benedettini, in cui incensano l'acquirente per aver fatto la scelta della sua vita nell'aver deciso di comprare quel dato prodotto. E invece, come molto spesso si scopre, lo stesso prodotto - come in questo noto ed ennesimo caso dell'amplificatore Sheng Ya rimarchiato Vincent – viene prodotto e commercializzato in modo molto più umile e con costi decisamente inferiori da costruttori e distributori orientali. L'imballaggio dell'oggetto, che certo non si può dire sia piccolo e leggero, è costituito da un classico scatolone in cartone al cui interno precise forme di materiale spugnoso di una certa rigidità tengono bloccata e protetta questa macchina musicale su tutte le superfici e gli spigoli.
Prove d’ascolto Con vari abbinamenti di diffusori e dopo una lunga conoscenza maturata per mezzo di ascolti di CD di moltissimo e diversissimo materiale musicale si delinea con una certa chiarezza il carattere sonoro dell'amplificatore, in genere un suono pieno, abbastanza grande, veloce ma non per questo esile o freddo, con la pienezza e la dolcezza pastosa del miele, di un miele fruttato e non pesante nella sua dolcezza come potrebbe essere quello di fiori d'arancio. Con la classica anche partiture impegnative si lasciano eseguire facilmente capendo chiaramente cosa fa ogni strumento su ogni piano sonoro, è la musica che va all’ascoltatore, non è lui che deve andare a dipanare il tessuto e faticare per seguire uno strumento. Ogni nuova frase esce con stupore dalle casse e si materializza davanti, ogni nuovo suono è una sorpresa per l’ascoltatore. È un suono grande, pieno, con mille sfumature, mille armoniche. Versatile, a proprio agio con qualsiasi programma musicale e strumento, regala sempre una certa tridimensionalità e presenza materica degli strumenti acustici ben incisi. Le dinamiche e l’energia in gamma bassa, medio-bassa, e il tutti orchestrale è appagante per la gran quantità di energia positiva che investe l’ascoltatore. L’equilibrio timbrico è ottimo e il suono vira leggermente verso colori chiari ma morbidi, non fastidiosi, non iperdettagliati. La gamma centrale ha una certa liquidità, non esagerata, ma naturale, che concorre a mantenere la grana generale piuttosto fine, cosa abbastanza tipica delle valvole e che sembra quindi proprio dovuta all’apporto benefico dei piccoli triodi di segnale nella parte di preamplificazione (usa infatti le 12AX7). Il medio alto è equilibrato e mai in eccessiva evidenza, mescolato perfettamente con il resto delle gamme, e non fa mai notare il passaggio dell’intervallo tra una frequenza e l’altra: in questo ne esce vincitore soprattutto per la riproduzione di strumenti acustici quali archi leggeri e pianoforte. L’alto è molto esteso ma non frizzante, è naturale e arioso. Anche con tweeter non particolarmente esoterici si fa apprezzare una gamma alta di una certa caratura, ben distinta e presente ma questa presenza concorre più a dare un senso di ariosità piuttosto che di frizzantezza. Quanto appena detto si riferisce all’utilizzo dell’ampli con i toni bypassati. Nel caso si inseriscano i toni sul percorso del segnale a mio avviso si nota che la regolazione dei bassi ha un ampio range di escursione e anche usando una certa quantità di basso “aggiunto” la timbrica e l’equilibrio generale rimangono di buona qualità, cosa non riscontrata con il regolatore delle frequenze alte. Il controllo toni sugli alti, quando questi vengono aumentati, è piuttosto invasivo e si sente che il suono diventa finto e costretto, perde naturalezza e all’ascolto appare aggressivo. E’ un amplificatore dal suono robusto in gamma bassa ma agile, non lento o gonfio; queste frequenze sono davvero molto chiare e controllate, ma non troppo secche, con ogni genere. I bassi sono molto profondi, naturali ed esaltanti, anche coinvolgenti. Da dimenticare il tipo di basso offerto da ampli monotriodo, o anche da amplificatorini e sistemi audio/video, tanto meno se si pensa al tipo di basso offerto dai subwoofer. Qui stiamo parlando di acustica seria, di strumenti per riprodurre la musica con una certa correttezza e rispetto, non di giocattoli per fare i botti. In generale, confrontando il suono complessivo con quello di altri amplificatori integrati interamente a stato solido, si nota in questo amplificatore un suono più dolce, sempre definito e chiaro, mai impastato, per dolce non si intende melenso, sdolcinato, ruffiano, quanto invece sta a significare che l'impasto sonoro è denso e piacevole. In definitiva, un amplificatore dinamico ma non sfacciato, dal carattere affabile e versatile.
Foto sempre di Gianluca
2010 serious upgraded model to the famous SV236 MK USA XLO connection wires for input and output wiring Russia made 12AX7LPS + 12AU7 in pre-amplification stage Vacuum tube + mosfet + transistor ic rectification JFET Class A current amplfication High current Toshiba transistor solid stage power output stage Japan ELNA FOR AUDIO filter capacitance High-end Germany WIMA MKP for audio use coupling capacitors Infrared full remote control High-end ALPS motorized volume control Gold plated speaker output posts (4 pairs) Detachable power cord system (IEC)
TECHNICAL:
FREQUENCY RESPONSE: 20Hz – 20Khz (+/- 0.5db) INPUT SENSITIVITY: 200mV OUTPUT POWER: 2 x 150W (8ohms) PURE CLASS A OUTPUT POWER: 2 x 10W (8ohms) THD + N: <0.1% (1Khz, 1W) S/N RATIO: 90db DIMENSIONS: 430 x 185 x 456 (mm), LxHxD
Voltage Standard Available:
220V, 230V, 240V |