Yaqin C 10  integrato valvolare

 

 

Di cosa si tratta

Integrato valvolare Cinese

Produttore

Yaqin China

Costo

750/00 euro circa

 

Descrizione prodotto:

 

si tratta di un integrato a valvole push pull   di dimensioni  compatte  con una potenza di 40 watt circa , e un peso di circa 15 kg . Monta valvole di potenza   6N5J (6H5C) e valvole russian 6SN7 x 2   e Usa GE 5670 x 3   Molto bello esteticamente , con un frontale  tutto in  plexilglass nero di spessore  di circa 10 mm  con due manopole in acciaio  cromato , una per il volume a sinistra e  l'altra per il selettore entrate a destra , con in mezzo un bel interruttore di accensione in mezzo.

 

 

Passiamo al telaio centrale   tutto in lamiera di acciaio inox  lucida , molto molto accattivante , e dietro  troviamo la classica vaschetta VDE  con il  fusibile , i connettori per i cavi di potenza  tutti placati oro , molto molto  belli e robusti  che  possono accettare  sia  cavi spelati  di 4-5 mm di diametro e oltre  banane e forcelle.

4 ingressi RCA questa volta  non a bagno d'oro ma argentati.

 

Vediamo Dietro:

 

 

Particolarita' prodotto e insieme: Cosa dire   il tutto risulta molto molto accattivante e ben proporzionato , e con un  impatto visivo  notevole , uno dei piu belli  che ho provato .   Appena   si  accende il tutto  si nota subito che le due valvole  anteriori funzionano da led che vanno a confluire al centro della valvola  man mano che si aumenta il volume ,  modello spada  laser  da cavaliere  jedy  ma molto molto  carino.

 

 

 Suono e prestazioni:

 

 Ho fatto delle prove  con  alcuni diffusori  e tranne che per le elettrostatiche Quad ( che sembrano troppo ostiche  per questo ampli)   il prodotto si e comportato molto molto bene ,  un suono  molto lineare  ma con una ottima  apertura dell'immagine e profondità ,  adatto a tutti i tipi di musica , proprio per la sua linearità e trasparenza .

In nessun caso ho notato colorazione del suono , sia con musica  rock che con musica  classica , insomma un integrato  che si comporta bene con tutti i tipi di musica.

 

L' impianto usato e questo -

Ampli                YAqin c10

Diffusori             Autocostruiti da me con altoparlanti scan speak  ciare h04.1  Quad 57

Cavi segnale      Audiocostruzioni sb16

Cavi potenza      Sommercable eclipse

 

 

La recensione di Riccardo Mozzi

 

La versione con frontalino in legno:

 

 

 

L'amico Franco  ha fatto  una modifica tweaking  a questo prodotto

 

 

click sulla foto per vedere

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Il commento di marco

Recensione Yaoin MC10

 

Sono andato a trovare Davide. Nella tana del lupo. Era mia intenzione cambiare l’amplificatore del mio impianto, andando verso il mondo valvolare e abbandonando lo stato solido che fino ad oggi mi aveva accompanato. Scelta dovuta anche ai mutati gusti musicali, che oggi prediligono il dettaglio rispetto ai decibel.

Molto gentilmente Davide mi ha fatto ascoltare alcune elettroniche tra quelle che popolano il suo “antro” e il suono di uno di questi mi ha colpito: lo Yaoin MC10.

Di questo oggetto dagli occhi a mandorla avevo già letto qualche commento in passato, anche qui sul sito.

Erano commenti lusinghieri, con qualche “se” e qualche “ma”, comunque tutti improntati al ritenere il suddetto un buon prodotto, dall’ottimo riscontro qualità/prezzo.

 

IMPRESSIONI DI ASCOLTO

Prima di tutto il primo ascolto da Davide, perché comunque il primo impatto a mio avviso conta e anche parecchio, a prescindere dalla catena di ascolto. Si tratta di impressioni ma difficilmente una cosa ci piacerà a casa se non ci piace in negozio.

Lo Yaoin mi pare adotti una circuitazione di tipo AB, quindi le risposte ai transienti non sono fulminee come quelle dei sui colleghi in classe A, ma per quanto riguarda la timbrica, le differenze certo ci sono, ma non le ritengo apprezzabili.

Ha un carattere sobrio ed equilibrato e non strafà in nessun punto della gamma, bassi caldi e presenti ma senza code, medi puliti e privi di colorazioni e alti squillanti ma non affaticanti.

L’ampli perfetto? Non credo, in quanto non esiste, di certo un prodotto più che ascoltabile.

Dico ascoltabile perché al sottoscritto, ancora prima delle mirabolanti misure elettriche, interessa che da un amplificatore audio esca un buon suono, il che vuol dire che l’ampli ci deve mettere il meno possibile del suo e questo lo Yaoin lo fa in maniera egregia, non inserendo coloriture proprie che stravolgano il messaggio sonoro.

Il risultato è stato (ovviamente), l’acquisto del suddetto.

A casa, messo nella mia catena (lettore CD Rotel 930, Thorens TD 318 modificato per togliere il fastidioso ritorno a fine disco, testina Grado Segnature One e pre phono Lector MM70mm, casse Quark DF02.1), continua a non deludere le aspettative.

Con il CD di Quincy Jones (Q’s Jook Joint, edizioni QWest), un mio personalissimo riferimento soprattutto per la qualità delle registrazioni e della stampa, si comporta al meglio.

Parliamo di soul/funky orchestrale, con fiati, voci maschili e femminili, quindi una cosetta non facile da riprodurre, vista l’articolazione degli arrangiamenti e la conseguente densità di segnali che l’ampli deve riprodurre, e cominciamo con il dire che li riproduce tutti, mettendoli su di una scena virtuale in maniera precisa, senza pasticci, un posto per tutti, con bassi potenti e frenati e piatti lucidi e tintinnanti. Le voci sono emozionanti, leggermente liquide, sia quelle femminili che quelle maschili e i fiati sono presenti come se fossero nella stanza.

Attacchi e stacchi di fiati non sono fulminei come dovrebbero, indice di una non eccelsa prontezza ai transienti più ripidi. Inoltre lo stage non è così profondo come dovrebbe, ma non so se dipenda da lui piuttosto che dalle casse o dalla loro disposizione.

Raramente comunque avevo sentito una riproduzione come questa e il piccolino (si fa per dire, visto che pesa comunque una ventina di chili…) se la cava bene con tutto, non dimostrando particolari predilezioni: jazz, blues elettrico e non, rock, punk, fino ad arrivare alla musica elettronica.

Qualche cedimento, dovuto alla non eccelsa presenza scenica a cui ho accennato prima, con la musica sinfonica, dove le file non sono molto identificabili e il nostro “pasticcia” un poco.

Per muovere un appunto, posso dire che gli altissimi non sono molto vivi, ma non vorrei dipendesse anche dalla qualità (non proprio eccelsa) delle valvole finali cinesi.

 

COSTRUZIONE E TECNICA

La costruzione esteriore è attenta e abbastanza ben rifinita, con attenzione ai particolari e senza eccedere con le dorature (difetto tipico dei cinesi…). Il tutto tenendo conto della classe dell’apparecchio. Il coperchio in acciaio cromato è un poco tagliente attorno alle forature.

All’interno si nota con piacere che ci sono spazi tra i componenti e il cablaggio in aria consente a chi ha un po’ di pratica di poterci mettere le mani facilmente, o per riparazioni o per azioni di tweaking (ad esempio i condensatori potrebbero essere sostituiti da oggetti di qualità superiore).

Unico neo l’accesso alla piastra con la circuitazione per i finali, che per essere acceduta necessita lo smontaggio della base del pesantissimo toroide, che ha poi poca mobilità viste le numerose connessioni saldate. Forse il circuito poteva essere spezzato su più basi (tre) in modo da ottenere una maggiore modularità.

La componentistica utilizzata, pur non essendo di pregio assoluto, è comunque di buon livello.

I trasformatori di alimentazione e di uscita sono realizzati con buona cura e l’intero cablaggio è abbastanza ordinato, anche se qualcosa di meglio si sarebbe potuto sperare (fascette per i cavi, ad esempio).

Sull’esemplare in mio possesso, le tre valvole 5670 (omologhe alle 6N3) sono di produzione Sylvania, mentre le due 6SN7 dei driver sono di costruzione cinese e potrebbero essere facilmente sostituite con qualcosa di produzione americana o europea, NOS, tanto non sono valvole particolarmente costose. Credo che il suono non potrebbe che migliorare.

Le valvole finali… Sono abbastanza strane e non marchiate. In una recensione (e sulle presunte caratteristiche ufficiali) si parla di 6N5J, equivalenti nei parametri alle 6AS7G, una valvola non molto diffusa nelle applicazioni audio (ma usata da Atma-sphere per i suoi OTL…) e comunque presente nei circuiti internazionali di approvvigionamento (ne producono attualmente Svetlana e Sovtek ma chi riuscisse a trovare delle NOS della RCA credo avrebbe un ottimo prodotto) e non a prezzi proibitivi.

Quindi anche come ricambi non ci dovrebbero essere soverchi problemi, ne di reperimento ne di costo. Unica cosa a cui prestare attenzione, una corretta regolazione della corrente di BIAS, ma questo vale per ogni valvola finale di ogni ampli.

La cosa che ritengo di più dubbia natura è l’alimentazione del primario delle valvole finali, ottenuta in AC invece che in DC, come vorrebbero i testi, cosa che non mi sono spiegato se non con una scelta di carattere economico.

 

Come già faceva notare Riccardo Mozzi nella recensione su Audiophile, il nostro integrato è sprovvisto di stadio preamplificatore. E’ un finale con un selettore di ingressi e un attenuatore passivo a relè, come per altro molti sui competitor privi di stadio phono.

Un tempo la presenza dello stadio phono (più o meno buono) garantiva la presenza di uno stadio preamplificatore, oggi non è più così.

Personalmente la cosa, anche se certo non ortodossa per l’assenza di dichiarazione del costruttore in tal senso (ma deducibile dall’assenza di valvole specifiche per la preamplificazione), non mi crea alcun problema e non penso comprometta in maniera vistosa la qualità, visto che tutte le mie sensazioni fino a qui espresse sono nate sentendolo in questa configurazione e senza un preampli supplementare. Certo si perde qualcosa in dinamica (una delle funzioni della preamplificazione), ma il compromesso mi  pare accettabile.

Se poi ascoltate prevalentemente il vinile (come me), di fatto un preamplificatore esterno ci deve essere per forza e, a parer mio, per la linea può andare bene quel che c’è, vista la non eccelsa qualità di ogni supporto digitale (parere del tutto personale quest’ultimo e chiaramente opinabile).

 

Concludendo, ci sarà certo in giro di meglio, ma nella sua categoria di prezzo non credo molto e non lavoro per un’azienda cinese.

Bisogna solo dare a Cesare quel che è suo e ammettere che i cinesi, anche se con progetti perfettibili, danno la possibilità a tutti ascoltare la magia delle valvole a prezzi accessibili dai più.

 

CARATTERISTICHE (improbabili) DICHIARATE

 

Power:

50 watts x 2 for triode mode

Output tube:

6N5J ( 6AS7 ) x 4

Input/Driver tube

 6SN7 x 2, 6N3 x 2 , 6E2 x 2

Frequency:

10Hz-60KHz +/-3 dB

Signal/Noise Ratio:

90dB

Distortion:

less than 1% at full power

Hum:

~1 to 2mV

Weight:

20kg

Rectifier:

Diode

AC Power:

220V/50Hz

burn in time:

50-100 hours

Input Consumption:

~250W

 

AGGIORNAMENTO:

A causa di un malfunzionamento di una delle valvole che ha probabilmente indotto una sovratensione nel circuito, ho assistito alla “frittura” di due resistenze.

A questo punto parto con un upgrade già pensato e ho acquistato quattro valvole 6AS7G Sovtek (non sono NOS ma comunque decorose e correlate alla classe dell’apparecchio) presso www.tubedepot.com che nonostante l’invio transoceanico, consente di risparmiare circa 40 euro rispetto ai rivenditori nostrani che, non me ne vogliano, hanno politiche di prezzo a me abbastanza oscure (14,50 euro negli USA contro 26,40 in Italia…).

Vi aggiornerò sui risultati dell’upgrade.

 

Un saluto a tutti gli audiofili.    Marco

 

 

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