Recensioni e Schede      

Yaqin SM CD2   Buffer Valvolare

Yaqin SM  Tube Signal Upgrade Buffer Processor

 

 

Di cosa si tratta

Buffer  Valvolare

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Produttore

Yaoin  China

Caratteristiche

Da interporre tra CD e Ampli

 Costo

119/00 euro  anno 2009  modello con valvole 12AX7  per ordinare Audiocostruzioni  di Sbisa' Giovanni e c snc . Via Grosoli 6 - 41012   Carpi  MO - tel. 059-685054  info@audiocostruzioni.com

 

Caratteristiche:

 

Vacuum tube adopts 12AX7

Adopts MKP Capacitance

Input impedance: 0.55V

Frequency response: 5HZ-500KHZ(-1dB)

Signal-to-Noise Ratio: < 60dB (A)

Harmonic distortion: < 0.5%(1KHZ)

Input jack: 1group

output jack: 1group

Length 250mm x Depth 185mm x Height 210mm

Weight: 3kg

Power: 230V

 

Descrizione:

 

Si tratta di un prodotto davvero interessante , un buffer valvolare  da inserire tra il Cd e l'Amplificatore , oppre tra il Pre e Finale , per dare  quel suono rotondo e morbido che le valvole possono dare.

Per chi ama l'autocostruzione puo' anche essere usato come pre  con l'inserimento di un potenziometro all'interno , visto il costo molto contenuto.

 

  • Upgrade Become CD/VCD/DVD Tube Player

  • This is an extremely convenient way to improve the timbre of player

  • Higher performance

  • Instantly upgrade the sound of popular brand CD/VCD/DVD player

  • Guaranteed perfect sound effects

  • Extremely good sound using along with the vacuum tube amplifier

  • Flexible design

  • It is very flexibility than the built-in design tube CD player

  • let easy change to another tubes or connect it to another player

  • Fit size

  • Very small size and light weight take easy to place it

  •  

     

    Scheda fotografica:

     

    Il modello 2009 con valvola 12AX7

     

     

     

    Il modello con due valvole 6J1 :

     

     

     

     

    I vecchi modelli

     

     

     

     

     

     

     

    Vediamo dietro:

     

     

     

     

     

     

    Vediamo dentro:

     

     

     

     

    Come suona:

     

    Come scritto  sopra il prodotto e davvero molto interessante , sopratutto se paragonato al costo. Un piccolo accessorio che può anche darvi buone soddisfazioni e che sicuramente vi fa divertire a fare prove e comparazioni.

     

     

     

    La recensione di Cristiano

     

     

     

    APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

    YAQIN SM CD2

    Buffer a valvole modello con due valvole 6J1

     

    Di Yaqin rammento nel recente passato esperienze contrastanti.

    Per tutte le apparecchiature visionate o testate di questo brand cinese, costituiscono però un dato di fatto la costruzione attenta, tesa ad una buona affidabilità e finiture sovente più che decorose per la classe merceologica del prodotto.

    Yaqin infatti concentra la quasi totalità della sua produzione in quel settore di mercato “hi-end” definibile come entry-level pur, secondo la mia opinione, con l’intento di definire uno standard qualitativo teso al raggiungimento di prestazioni superiori.

    In quest’ottica, che potrebbe sembrare a qualcuno pregiudizievole, le prestazioni complessive di alcune elettroniche mi hanno lasciato un poco perplesso, come il preamplificatore phono+linea MS12B, che a mio parere non supera affatto la resa fonica di analoghe elettroniche di produzione (o progettazione) nazionale o europea a pari listino, mentre altre realizzazioni valvolari (integrati CL10 o MS-6V6) meritano invece un attento ascolto, prima di spendere oltre per un medesimo progetto e per un determinato impiego.

    Ritengo infatti, anche per esperienza diretta d’ascolto, che le citate amplificazioni Yaqin possano esaltarsi ed esaltare quelle catene Hi-Fi costruite attorno a diffusori di buona sensibilità, estensione in frequenza, regione dei bassi piuttosto smorzata ed articolata, carico elettrico non impossibile, ancorché economicamente abbordabili  (un paio di esempi per tutti: Klipsch serie RF od anche Indiana Line serie Arbour).

    Un sabato mattina, durante una delle mie saltuarie visite all’atelier espositivo di Audiocostruzioni, mi imbatto in un piccolo e curioso oggetto valvolare, sprovvisto di un qualsiasi sistema di interazione quale un potenziometro o dei tasti di funzione: insomma, nulla di nulla compare sul frontale, se non il particolare logo retroilluminato ad apparecchiatura in tensione.

     

    Tutte le parti più interessanti alla vista si erigono invece sul lato superiore: una sorta di cubo metallico contenente il trasformatore di alimentazione e, a lato, due valvole termoioniche di fattura ancora più minuta rispetto agli abituali doppi triodi a zoccolo noval, serie ECC.

    La coppia di valvole è di evidente produzione cinese e contrassegnata con la sigla 6J1 che, salvo mio errore madornale, trattasi di un pentodo-miniatura con zoccolo a 7 pin, meglio noto con le sigle 6AK5 – EF95, usato nel passato per amplificazioni IF o RF, o comunque per applicazioni elettroniche in alta frequenza a larga banda fino a 400 MHz.

    Un veloce disamina dell’interno, che si raggiunge con facilità rimuovendo le poche viti di fissaggio del fondo dell’apparecchio, conferma la semplice ma pregevole realizzazione del circuito. Il tutto infatti appare eseguito senza l’ausilio di circuiti stampati ma con saldature “point to point” di una manciata di resistenze e 4-5 condensatori non elettrolitici di qualità ben più che adeguata alla classe merceologica del piccolo SM-CD2, se si escludono il ponte diodi integrato ed i due elettrolitici di filtro dell’alimentazione, anch’essi saldati direttamente fra i loro reofori.

    Completano la dotazione dell’apparecchio il tasto d’accensione sul lato-trasformatore e la coppia di ottimi connettori dorati RCA di ingresso ed uscita, oltre alla vaschetta IEC munita di fusibile di protezione.

    Cos’è dunque lo Yaqin SM-CD2? La casa costruttrice lo definisce un buffer, in altri termini è uno stadio supplementare con fattore di amplificazione pressoché 1:1, sovente commercializzato con l’intento di introdurre una timbrica valvolare ad una sorgente digitale “entry-level” (nel prezzo e nelle prestazioni) con sezione analogica a stato solido; in termini rurali, fungerebbe da dolcificante armonico per stridule timbriche sparate sulle frequenze medio-alte ed acute.

    Circa 15 anni or sono, un siffatto prodotto commercializzato da Musical Fidelity, facente parte della celebre linea a lattina “x-can” con la sigla X10-D (la pronuncia inglese “ex-ten-d” non ricorda forse il termine “extended”??) riscosse un interessante successo di vendite, grazie proprio all’accorta e geniale strategia pubblicitaria.

    In realtà, un buffer a valvole o a stato solido, potrebbe risultare assai più interessante quando utilizzato quale regolatore di impedenza interstadio fra elettroniche ad alto livello (ad esempio, fra preamplificatore e finale di potenza) di marche e topologia circuitale differenti, fra le quali  possono potenzialmente insorgere idiosincrasie / incompatibilità elettriche di varia natura.

    Vorrei subito sgomberare dubbi e perplessità in merito: utilizzando sorgenti digitali d’alto profilo prestazionale ed elettroniche monomarca, l’uso di un buffer è assolutamente superfluo se non addirittura controproducente per le prestazioni complessive della catena audio o audio-video.

    Siccome è pura presunzione fare di tutta l’erba un sol fascio, è anche vero che in commercio esistono buffer (o “filtri”, come qualche Costruttore ama definire) di elevatissima qualità, quali alcune realizzazioni estreme a trasformatori oppure come il noto filtro valvolare Klimo Beag, peraltro incluso nella circuitazione del preamplificatore di riferimento Klimo Merlin LS Reference.

    E’ anche vero che il possesso di un buffer valvolare investe l’appassionato di quell’aura esoterica tale da potersi contraddistinguere fra i vari conoscenti, anche virtuali via web (non me ne voglia il lettore che possiede ed ama codesti accessori: la mia è una nota autoironica, essendo possessore proprio della “lattina” valvolare X-10D, fin da quando fece capolino sugli scaffali dei negozi specializzati in hi-fi, e che costituì per il sottoscritto l’esordio nel mondo dei tubi termoionici!!).

    Effettivamente il suo acquisto ed utilizzo deve essere ponderatamente valutato in funzione delle reali aspettative.

    A scanso di equivoci, ho inizialmente inserito lo Yaqin SM-CD2 addirittura in un sistema di riferimento, costituito dal lettore CD Lector CDP3-TL Reference, il pre New Audio Frontiers Absolut Passive Preamp ed i giganteschi finali monofonici New Audio Frontiers 845 Reference, a pilotare le intramontabili Monitor Audio Studio 20. Si tenga ben conto che se il listino di vendita dello Yaqin risulti attualmente pari a circa €120, or bene il prezzo dei soli finali è pari a 120 volte tanto!

    Inserito in un sistema che fa della trasparenza e della naturalezza d’emissione i sui cavalli di battaglia, lo Yaqin introduce una lieve ma percettibile velatura su tutta la gamma media e medio-alta (fondamentali, per l’ascolto soprattutto di voci e strumenti naturali). L’effetto è riconducibile a quello generato da un velo di tulle riposto davanti agli altoparlanti dei diffusori.      

    Questa sensazione si registra sia interponendo il buffer immediatamente a valle del CD-player che fra preamplificatore e finali di potenza, anche cambiando vari cavi di segnale, per cui evinco che trattasi di una peculiarità timbrica introdotta in questa catena audio esclusivamente dal piccolo SM-CD2. Il rammarico che mi perseguiterà anche nelle successive prove d’ascolto, è l’impossibilità di sostituire le valvole in dotazione con analoghe EF95 di produzione Mullard, a ragione considerate le migliori mai prodotte relativamente a questo pentodo, non detenendone alcun esemplare fra la mia collezione privata di tubi termoionici.

    L’esperienza d’ascolto, nonostante le svariate ore trascorse col buffer, potrebbe essere così frettolosamente terminata, ma la fretta non porta mai buoni consigli, per cui scollego lo Yaqin per tentarne l’inserimento in un contesto leggermente diverso.

    In una tranquilla domenica di settembre, appronto un sistema composto dal CD-Player Musical Fidelity X-ray (prima versione), un preamplificatore passivo a resistenze Musica Att30, i miei consueti  finali monofonici a transistor Albarry M408II ed una coppia di ottimi diffusori B&W 683.

    E’ ben nota la riottosità d’abbinamento degli scorbutici Albarry, considerata sia la loro sensibilità d’ingresso di 500mV che un’impedenza di 5 Kohm: per la lunga esperienza maturata con questi fantastici finali, il pilotaggio con un buon pre passivo costituisce generalmente un buon compromesso, sebbene la soluzione valvolare a basso guadagno e addirittura con uscita a trasformatori (es. Audio Note M3) rappresenti a mio parere il miglior risultato su tutti i parametri acustici.

    Ecco che lo Yaqin non viene inserito a valle dell’X-Ray, ma proprio fra pre e finali, utilizzando per i collegamenti dei cavi di segnale Proel Ultimate da 90cm, che ho ritenuto per prezzo e prestazioni ottimali e congrui al buffer valvolare.

    Quella ricorrente sensazione di lieve secchezza timbrica introdotta dal preamplificatore passivo a resistenze appare ben mitigata “dall’effetto valvolare” del SM-CD2, fortunatamente non a scapito della risoluzione e del dettaglio. Forse la straordinaria velocità di risposta ai transienti degli M408II appare appena edulcorata dallo Yaqin, fortunatamente la gamma media non risulta penalizzata così come i Reference 845 e le spietate Studio 20 sapevano invece risaltare.

    Nella configurazione Musical Fidelity – Yaqin, lasciando dunque il pre Musica a pilotare direttamente gli Albarry, non denoto più alcuna delle percezioni precedenti, se non un sottile e forse prevedibile addolcimento timbrico in gamma medio-alta, meglio evidenziato con l’ascolto di violini,  tromba  e sax alto; infine però prevale comunque la componente preamplificatrice, per un risultato finale che mi ha entusiasmato meno rispetto all’interposizione dello Yaqin fra pre e finale.

    Le conclusioni non sono poi così scontate: inserito in sistemi di riproduzione audio di un certo livello ed impegno che fanno dell’equilibrio e della trasparenza il loro leitmotiv, lo Yaqin SM-CD2 appare un perfetto “inutilessorio” anzi, per taluni aspetti, persino deleterio al risultato globale.

    In ambiti economicamente ben più terreni, potrebbe invece costituire un’utile elettronica per (mi si passi il termine, non propriamente corretto ma sicuramente efficace) equalizzare timbriche talvolta enfatizzate sulle frequenze più acute, o comunque in grado in breve tempo di ingenerare fatica d’ascolto. A conferma delle mie aspettative iniziali, ritengo però il suo utilizzo mirato quale adattatore di impedenza fra elettroniche di marchi diversi e caratteristiche elettriche fra essi poco sinergiche, a cui potrebbe sottrarre un briciolo di dinamica ed offuscare qualche armonica dispari, in cambio di qualcosa in più!

    Il prezzo d’acquisto è, in termini assoluti, piuttosto contenuto sebbene ben rapportato alla tipologia ed alla semplicità costruttiva del buffer: basti pensare che nell’universo hi-end la stessa cifra potrebbe essere addirittura insufficiente per procacciarsi una coppia di doppi triodi serie ECC di marca Telefunken o Mullard. Altri accessori passivi possono addirittura costare anche più del grazioso Yaqin che, a questo punto, potrebbe costituire un giocattolo, un capriccio, un momento ludico per l’audiofilo navigato, così come un elemento di valorizzazione con una spesa ancora decente per un impianto stereofonico essenziale ed entry-level (inclusi tutti quegli impianti costruiti attorno agli attuali piccoli ed economici amplificatori operanti in classe D).   

    Chissà come funzionerà il top della serie, ovvero il modello SM-CD3 il cui progetto è imperniato sulle  (da me) amate ed apprezzate 6SN7 e che si contraddistingue per un’estetica tanto intrigante quanto curata?

    Invito come sempre il lettore ad aggiungere od integrare le proprie impressioni su questo ed altri oggetti di simile concezione ed utilizzo.

    Palesare un’esperienza (a fin di bene, of course) è sempre indice di maturità civico-sociale.

     

    Buoni ascolti e sensazioni.

     

    Cristiano Nevi  - ottobre 2011

     

     

     

    Il commento di Lucido:

     

    OK è arrivato 30 minuti fa già montato tra l'integrato cayin 220C1 ed il lettore onkio dv-sp504e .

    Bè a prima vista è un oggetto simpatico e cosi di primo orecchio pare che il suono sia un po più morbido nei medi e nella voce . Lo devo sentire con più attenzione e farlo sentire ad altri amici di più lungo corso nel hi-end di me.

    Ti farò sapere altro più in là , grazie e alla prossima Lucido

     

     

    Se vi interessa acquistarlo:

     

    119/00 euro  anno 2009  per ordinare Audiocostruzioni  di Sbisa' Giovanni e c snc . Via Grosoli 6 - 41012   Carpi  MO - tel. 059-685054  info@audiocostruzioni.com

     

     

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