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Vacuum tube adopts
12AX7 |
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Adopts MKP Capacitance |
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Input impedance: 0.55V |
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Frequency response: 5HZ-500KHZ(-1dB) |
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Signal-to-Noise Ratio: < 60dB (A) |
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Harmonic distortion: < 0.5%(1KHZ) |
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Input jack: 1group |
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output jack: 1group |
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Length 250mm x Depth 185mm x Height 210mm |
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Weight: 3kg
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Power: 230V |
Si tratta di un prodotto davvero interessante , un buffer valvolare
da inserire tra il Cd e l'Amplificatore , oppre tra il Pre e Finale ,
per dare quel suono rotondo e morbido che le valvole possono dare.
Per chi ama l'autocostruzione puo' anche essere usato come pre con
l'inserimento di un potenziometro all'interno , visto il costo molto
contenuto.
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Upgrade Become CD/VCD/DVD Tube Player
This is an extremely convenient way to
improve the timbre of player
Higher performance
Instantly upgrade the sound of popular brand
CD/VCD/DVD player
Guaranteed perfect sound effects
Extremely good sound using along with the
vacuum tube amplifier
Flexible design
It is very flexibility than the built-in
design tube CD player
let easy change to another tubes or connect
it to another player
Fit size
Very small size and light weight take easy to
place it
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Il modello 2009 con valvola 12AX7

Il modello
con due valvole
6J1
:


I vecchi modelli





Come scritto sopra il prodotto e davvero molto interessante ,
sopratutto se paragonato al costo. Un piccolo accessorio che può anche
darvi buone soddisfazioni e che sicuramente vi fa divertire a fare prove
e comparazioni.
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La recensione di Cristiano |
APPUNTI e NOTE
D’ASCOLTO
YAQIN SM
CD2
Buffer a valvole modello
con due valvole
6J1
Di Yaqin rammento nel
recente passato esperienze contrastanti.
Per tutte le
apparecchiature visionate o testate di questo brand cinese,
costituiscono però un dato di fatto la costruzione attenta, tesa ad una
buona affidabilità e finiture sovente più che decorose per la classe
merceologica del prodotto.
Yaqin infatti
concentra la quasi totalità della sua produzione in quel settore di
mercato “hi-end” definibile come entry-level pur, secondo la mia
opinione, con l’intento di definire uno standard qualitativo teso al
raggiungimento di prestazioni superiori.
In quest’ottica, che
potrebbe sembrare a qualcuno pregiudizievole, le prestazioni complessive
di alcune elettroniche mi hanno lasciato un poco perplesso, come il
preamplificatore phono+linea MS12B, che a mio parere non supera affatto
la resa fonica di analoghe elettroniche di produzione (o progettazione)
nazionale o europea a pari listino, mentre altre realizzazioni valvolari
(integrati CL10 o MS-6V6) meritano invece un attento ascolto, prima di
spendere oltre per un medesimo progetto e per un determinato impiego.
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Ritengo infatti,
anche per esperienza diretta d’ascolto, che le citate amplificazioni
Yaqin possano esaltarsi ed esaltare quelle catene Hi-Fi costruite
attorno a diffusori di buona sensibilità, estensione in frequenza,
regione dei bassi piuttosto smorzata ed articolata, carico elettrico
non impossibile, ancorché economicamente abbordabili (un paio di
esempi per tutti: Klipsch serie RF od anche Indiana Line serie
Arbour).
Un sabato mattina,
durante una delle mie saltuarie visite all’atelier espositivo di
Audiocostruzioni, mi imbatto in un piccolo e curioso oggetto
valvolare, sprovvisto di un qualsiasi sistema di interazione quale
un potenziometro o dei tasti di funzione: insomma, nulla di nulla
compare sul frontale, se non il particolare logo retroilluminato ad
apparecchiatura in tensione. |
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Tutte le parti più
interessanti alla vista si erigono invece sul lato superiore: una sorta
di cubo metallico contenente il trasformatore di alimentazione e, a
lato, due valvole termoioniche di fattura ancora più minuta rispetto
agli abituali doppi triodi a zoccolo noval, serie ECC.
La coppia di valvole è
di evidente produzione cinese e contrassegnata con la sigla 6J1 che,
salvo mio errore madornale, trattasi di un pentodo-miniatura con zoccolo
a 7 pin, meglio noto con le sigle 6AK5 – EF95, usato nel passato per
amplificazioni IF o RF, o comunque per applicazioni elettroniche in alta
frequenza a larga banda fino a 400 MHz.
Un veloce disamina
dell’interno, che si raggiunge con facilità rimuovendo le poche viti di
fissaggio del fondo dell’apparecchio, conferma la semplice ma pregevole
realizzazione del circuito. Il tutto infatti appare eseguito senza
l’ausilio di circuiti stampati ma con saldature “point to point” di una
manciata di resistenze e 4-5 condensatori non elettrolitici di qualità
ben più che adeguata alla classe merceologica del piccolo SM-CD2, se si
escludono il ponte diodi integrato ed i due elettrolitici di filtro
dell’alimentazione, anch’essi saldati direttamente fra i loro reofori.
Completano la
dotazione dell’apparecchio il tasto d’accensione sul lato-trasformatore
e la coppia di ottimi connettori dorati RCA di ingresso ed uscita, oltre
alla vaschetta IEC munita di fusibile di protezione.
Cos’è dunque lo Yaqin
SM-CD2? La casa costruttrice lo definisce un buffer, in altri termini è
uno stadio supplementare con fattore di amplificazione pressoché 1:1,
sovente commercializzato con l’intento di introdurre una timbrica
valvolare ad una sorgente digitale “entry-level” (nel prezzo e nelle
prestazioni) con sezione analogica a stato solido; in termini rurali,
fungerebbe da dolcificante armonico per stridule timbriche sparate sulle
frequenze medio-alte ed acute.
Circa 15 anni or sono,
un siffatto prodotto commercializzato da Musical Fidelity, facente parte
della celebre linea a lattina “x-can” con la sigla X10-D (la pronuncia
inglese “ex-ten-d” non ricorda forse il termine “extended”??) riscosse
un interessante successo di vendite, grazie proprio all’accorta e
geniale strategia pubblicitaria.
In realtà, un buffer a
valvole o a stato solido, potrebbe risultare assai più interessante
quando utilizzato quale regolatore di impedenza interstadio fra
elettroniche ad alto livello (ad esempio, fra preamplificatore e finale
di potenza) di marche e topologia circuitale differenti, fra le quali
possono potenzialmente insorgere idiosincrasie / incompatibilità
elettriche di varia natura.
Vorrei subito
sgomberare dubbi e perplessità in merito: utilizzando sorgenti digitali
d’alto profilo prestazionale ed elettroniche monomarca, l’uso di un
buffer è assolutamente superfluo se non addirittura controproducente per
le prestazioni complessive della catena audio o audio-video.
Siccome è pura
presunzione fare di tutta l’erba un sol fascio, è anche vero che in
commercio esistono buffer (o “filtri”, come qualche Costruttore ama
definire) di elevatissima qualità, quali alcune realizzazioni estreme a
trasformatori oppure come il noto filtro valvolare Klimo Beag, peraltro
incluso nella circuitazione del preamplificatore di riferimento Klimo
Merlin LS Reference.
E’ anche vero che il
possesso di un buffer valvolare investe l’appassionato di quell’aura
esoterica tale da potersi contraddistinguere fra i vari conoscenti,
anche virtuali via web (non me ne voglia il lettore che possiede ed ama
codesti accessori: la mia è una nota autoironica, essendo possessore
proprio della “lattina” valvolare X-10D, fin da quando fece capolino
sugli scaffali dei negozi specializzati in hi-fi, e che costituì per il
sottoscritto l’esordio nel mondo dei tubi termoionici!!).
Effettivamente il suo
acquisto ed utilizzo deve essere ponderatamente valutato in funzione
delle reali aspettative.
A scanso di equivoci,
ho inizialmente inserito lo Yaqin SM-CD2 addirittura in un sistema di
riferimento, costituito dal lettore CD Lector CDP3-TL Reference, il pre
New Audio Frontiers Absolut Passive Preamp ed i giganteschi finali
monofonici New Audio Frontiers 845 Reference, a pilotare le
intramontabili Monitor Audio Studio 20. Si tenga ben conto che se il
listino di vendita dello Yaqin risulti attualmente pari a circa €120, or
bene il prezzo dei soli finali è pari a 120 volte tanto!
Inserito in un sistema
che fa della trasparenza e della naturalezza d’emissione i sui cavalli
di battaglia, lo Yaqin introduce una lieve ma percettibile velatura su
tutta la gamma media e medio-alta (fondamentali, per l’ascolto
soprattutto di voci e strumenti naturali). L’effetto è riconducibile a
quello generato da un velo di tulle riposto davanti agli altoparlanti
dei diffusori.
Questa sensazione si
registra sia interponendo il buffer immediatamente a valle del CD-player
che fra preamplificatore e finali di potenza, anche cambiando vari cavi
di segnale, per cui evinco che trattasi di una peculiarità timbrica
introdotta in questa catena audio esclusivamente dal piccolo SM-CD2. Il
rammarico che mi perseguiterà anche nelle successive prove d’ascolto, è
l’impossibilità di sostituire le valvole in dotazione con analoghe EF95
di produzione Mullard, a ragione considerate le migliori mai prodotte
relativamente a questo pentodo, non detenendone alcun esemplare fra la
mia collezione privata di tubi termoionici.
L’esperienza
d’ascolto, nonostante le svariate ore trascorse col buffer, potrebbe
essere così frettolosamente terminata, ma la fretta non porta mai buoni
consigli, per cui scollego lo Yaqin per tentarne l’inserimento in un
contesto leggermente diverso.
In una tranquilla
domenica di settembre, appronto un sistema composto dal CD-Player
Musical Fidelity X-ray (prima versione), un preamplificatore passivo a
resistenze Musica Att30, i miei consueti finali monofonici a transistor
Albarry M408II ed una coppia di ottimi diffusori B&W 683.
E’ ben nota la
riottosità d’abbinamento degli scorbutici Albarry, considerata sia la
loro sensibilità d’ingresso di 500mV che un’impedenza di 5 Kohm: per la
lunga esperienza maturata con questi fantastici finali, il pilotaggio
con un buon pre passivo costituisce generalmente un buon compromesso,
sebbene la soluzione valvolare a basso guadagno e addirittura con uscita
a trasformatori (es. Audio Note M3) rappresenti a mio parere il miglior
risultato su tutti i parametri acustici.
Ecco che lo Yaqin non
viene inserito a valle dell’X-Ray, ma proprio fra pre e finali,
utilizzando per i collegamenti dei cavi di segnale Proel Ultimate da
90cm, che ho ritenuto per prezzo e prestazioni ottimali e congrui al
buffer valvolare.
Quella ricorrente
sensazione di lieve secchezza timbrica introdotta dal preamplificatore
passivo a resistenze appare ben mitigata “dall’effetto valvolare” del
SM-CD2, fortunatamente non a scapito della risoluzione e del dettaglio.
Forse la straordinaria velocità di risposta ai transienti degli M408II
appare appena edulcorata dallo Yaqin, fortunatamente la gamma media non
risulta penalizzata così come i Reference 845 e le spietate Studio 20
sapevano invece risaltare.
Nella configurazione
Musical Fidelity – Yaqin, lasciando dunque il pre Musica a pilotare
direttamente gli Albarry, non denoto più alcuna delle percezioni
precedenti, se non un sottile e forse prevedibile addolcimento timbrico
in gamma medio-alta, meglio evidenziato con l’ascolto di violini,
tromba e sax alto; infine però prevale comunque la componente
preamplificatrice, per un risultato finale che mi ha entusiasmato meno
rispetto all’interposizione dello Yaqin fra pre e finale.
Le conclusioni non
sono poi così scontate: inserito in sistemi di riproduzione audio di un
certo livello ed impegno che fanno dell’equilibrio e della trasparenza
il loro leitmotiv, lo Yaqin SM-CD2 appare un perfetto “inutilessorio”
anzi, per taluni aspetti, persino deleterio al risultato globale.
In ambiti
economicamente ben più terreni, potrebbe invece costituire un’utile
elettronica per (mi si passi il termine, non propriamente corretto ma
sicuramente efficace) equalizzare timbriche talvolta enfatizzate
sulle frequenze più acute, o comunque in grado in breve tempo di
ingenerare fatica d’ascolto. A conferma delle mie aspettative iniziali,
ritengo però il suo utilizzo mirato quale adattatore di impedenza fra
elettroniche di marchi diversi e caratteristiche elettriche fra essi
poco sinergiche, a cui potrebbe sottrarre un briciolo di dinamica ed
offuscare qualche armonica dispari, in cambio di qualcosa in più!
Il prezzo d’acquisto
è, in termini assoluti, piuttosto contenuto sebbene ben rapportato alla
tipologia ed alla semplicità costruttiva del buffer: basti pensare che
nell’universo hi-end la stessa cifra potrebbe essere addirittura
insufficiente per procacciarsi una coppia di doppi triodi serie ECC di
marca Telefunken o Mullard. Altri accessori passivi possono addirittura
costare anche più del grazioso Yaqin che, a questo punto, potrebbe
costituire un giocattolo, un capriccio, un momento ludico per
l’audiofilo navigato, così come un elemento di valorizzazione con una
spesa ancora decente per un impianto stereofonico essenziale ed
entry-level (inclusi tutti quegli impianti costruiti attorno agli
attuali piccoli ed economici amplificatori operanti in classe D).
Chissà come funzionerà
il top della serie, ovvero il modello SM-CD3 il cui progetto è
imperniato sulle (da me) amate ed apprezzate 6SN7 e che si
contraddistingue per un’estetica tanto intrigante quanto curata?
Invito come sempre il
lettore ad aggiungere od integrare le proprie impressioni su questo ed
altri oggetti di simile concezione ed utilizzo.
Palesare un’esperienza
(a fin di bene, of course) è sempre indice di maturità civico-sociale.
Buoni ascolti e
sensazioni.
Cristiano Nevi -
ottobre 2011
OK è arrivato 30 minuti fa già montato tra l'integrato cayin 220C1 ed
il lettore onkio dv-sp504e .
Bè a prima vista è un oggetto simpatico e cosi di primo orecchio pare
che il suono sia un po più morbido nei medi e nella voce . Lo devo
sentire con più attenzione e farlo sentire ad altri amici di più lungo
corso nel hi-end di me.
Ti farò sapere altro più in là , grazie e alla prossima Lucido
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Se vi
interessa acquistarlo: |
119/00 euro anno
2009 per ordinare Audiocostruzioni di Sbisa' Giovanni e c
snc . Via Grosoli 6 - 41012 Carpi MO - tel. 059-685054
info@audiocostruzioni.com
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