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APPUNTI e NOTE
d’ASCOLTO: di Cristiano N.
La sagra dei cavi d’alimentazione
Ultimamente, ascoltando l’amatissima ed
inseparabile musica nell’intimità delle mura domestiche, rimango spesso
alquanto perplesso osservando la sempre più affollata matassa di cavi
d’alimentazione che, nella penombra del tramonto paiono piuttosto
un’aggrovigliata famiglia di minacciosi serpentelli.
Alcuni d’essi sono autocostruiti con cavo
schermato quadripolare di grossa sezione per usi industriali, oppure
schermato tripolare con doppi anelli di ferrite, altri sono gli
eccellenti ma scarsamente flessibili BCD in dotazione alle elettroniche
Audio Analogue, un altro ancora è un grosso Analog Research Silver
Raincoat, infine l’intera linea SB proposta da Audiocostruzioni.com, a
partire dal piccolo SB3 con e senza ferriti, sino al top SB7.
La perplessità nasce dal fatto di come un
iniziale appagamento visivo possa fungere in qualche modo da preludio ad
un ascolto rilassato ed al contempo foriero di piacevoli sensazioni,
quanto l’ampio ventaglio di sentori olfattivi di un buon calice di vino
predisponga con grande curiosità ad un speranzoso assaggio che ne possa
suggellare poi la stoffa qualitativa, dunque l’armonia, la finezza, il
carattere, sino alla corrispondenza gusto-olfattiva.
Qualunque audiofilo, almeno una volta
nella vita, si è posto la fatidica domanda sul suono (o meglio,
musicalità) dei cavi di segnale, di potenza, persino d’alimentazione,
alimentando l’ennesima dicotomia fra sostenitori e scettici e/o
detrattori. Nella realtà, vi è davvero corrispondenza fra qualità e
caratteristiche costruttive dei cavi in genere e la musicalità globale
di un qualunque sistema di riproduzione audio?
Purtroppo per i detrattori, la risposta è
affermativa! Non occorre essere dei tecnici per non tenere conto di
almeno tre parametri elettrici intrinseci di un cavo quando attraversato
da un segnale alternato: resistenza, capacità, induttanza. Del resto,
con quali elementi si costruiscono i filtri passivi di un sistema
d’altoparlanti? Sfogliando poi la letteratura in merito all’argomento
(si vedano ad esempio i notevoli articoli tecnici di Audioreview), si
devono aggiungere i materiali conduttori e le loro peculiarità
chimico-fisiche, la costruzione e lo sviluppo dei conduttori stessi a
generare, in funzione di altri parametri quali ad esempio la frequenza,
altri effetti concatenati ormai ben noti al fisico ed all’ingegnere, uno
per tutti il famigerato “effetto pelle”. Addirittura anche parametri
esterni possono influenzare le caratteristiche di conduzione degli
elettroni nei metalli: immediatamente mi sovvengono in mente la
temperatura ed i campi elettromagnetici, e chissà cos’altro dimentico!
Parlando poi di cavi d’alimentazione, si
affronta un’ulteriore variabile che, unitamente all’ambiente d’ascolto,
costituisce la pietra angolare delle qualità sonore finali d’un
qualunque sistema domestico (o professionale) di riproduzione della
nostra musica preferita: la rete di distribuzione dell’energia
elettrica! Il motivo risiede nel fatto che, facendo un esempio di facile
comprensione, gli stadi di amplificazione modulano una corrente continua
per mezzo del segnale audio, che giunge ad essi attraverso le sezioni
d’alimentazione. Chiaramente, una qualunque alterazione dell’energia
elettrica nelle sue tre componenti fondamentali (ampiezza, periodo,
frequenza / contenuto armonico) innalza la sezione d’alimentazione ad
elemento strategico in un qualsiasi progetto elettronico: la medesima
linea elettrica potrebbe inoltre essere influenzata da ulteriori
disturbi causati dai campi magnetici generati dagli stessi componenti la
catena hi-fi o di quelli generati da altri apparecchi elettrici
casalinghi, condominiali o d’uso comune (ascensore, autoclave),
industriali (i grandi motori di macchine ed impianti) o comunque di
campi magnetici e segnali RF presenti nella stanza d’ascolto.
In sintesi un cavo d’alimentazione, oltre
alle limitazioni elettrofisiche intrinseche, avrebbe oltremodo il
compito di proteggere od attenuare le citate componenti esterne di
disturbo.
Volendo forzatamente giungere alle
conclusioni potrei affermare che la recensione di un cavo, di qualunque
tipo esso sia, ha poco valore in senso generale, perché figlia di un
determinato ambiente, d’una variabile qualità della rete elettrica, di
una determinata sequenza di apparecchiature audio: il sistema
complessivo diviene pertanto unico quanto la genetica di un essere
vivente.
In ogni caso, di seguito tenterò di
concretizzare le mie impressioni d’ascolto, forse più correttamente le
mie sensazioni, figlie anch’esse d’un dato momento e d’un determinato
stato d’animo, nuovamente unici ed irripetibili (ohibò).
Al fine di cogliere ogni variabile
introdotta dai vari cavi d’alimentazione, ho eliminato tutti i filtri e
gli isolatori in mio possesso, ruotando l’uso dei cavi sulle varie
tipologie di elettroniche, partendo inizialmente con l’uso di comuni
cordoni d’alimentazione di normale dotazione e gradualmente inserendo i
vari cavi in batteria. Le sessioni d’ascolto si sono protratte per circa
due mesi, a diverse ore del giorno, con medesimi brani d’ascolto oltre
che con un paio di composizioni originali per due chitarre, incise
mediante ottime attrezzature dell’amico Alessandro, attuale chitarrista
dei Lady Bugs.
L’impianto utilizzato è il solito, con
qualche variante: meccanica Proceed PCD2 (con cordone d’alimentazione
fisso, sigh…), convertitori Lector Digicode e Audio Alchemy DDE 1.0, pre
Rose RV23S, Beard CA35, Ming-Da MC7R, Audio Analogue Bellini Virtual
Battery, finali monofonici ASL AV25 e Albarry M408II, finali stereo Mr
Liang LS845 e Audio Analogue Donizetti Cento, integrato Audio Analogue
Maestro 150, diffusori Stilo XCII.
Audiocostruzioni SB3x1,5

Multifilare schermato a tre poli, sezione
1,5mmq/cad., guaina esterna trasparente per una piacevole visione della
schermatura argentea. Buona flessibilità ed ottime finiture e qualità
delle connessioni offerte da Audiocostruzioni (del resto
personalizzabili a piacimento entro un ventaglio pressoché completo di
proposte). La sensazione prevalente è quella di una gamma bassa meglio
modulata, intelligibile e potente, appena più secca ma per questo
maggiormente controllata. Ne sembra giovare anche la grana del tessuto
musicale in gamma media, in particolar modo per quelle apparecchiature
evidentemente più sensibili alle variazioni di corrente ed ai disturbi
della linea elettrica, come i convertitori D/A ed i preamplificatori,
trattando segnali di debole intensità. La reiezione ai disturbi esterni
aumenta con l’uso combinato di un paio di anelli in ferrite alle due
estremità del cordone d’alimentazione.
Audiocostruzioni SB3x2,5

Multifilare schermato a tre poli, sezione
2,5mmq/cad., medesima e morbida guaina esterna trasparente. per una
piacevole visione della schermatura argentea. Nonostante l’aumento della
sezione complessiva, la flessibilità rimane su buoni livelli. In tal
caso traggono un certo beneficio in gamma bassa anche i finali di
potenza, sia valvolari che a stato solido. Aumenta percettibilmente,
anche rispetto al modello più piccolo, la stabilità dell’immagine, con
un centro fuoco più solido ed un miglior silenzio internota. In
definitiva, siamo di fronte ad un ottimo cavo sotto ogni aspetto,
commercializzato a prezzi che reputo molto convenienti oltre ad
un’assistenza post-vendita divenuta un cavallo di battaglia del
Costruttore (volendo poi risparmiare, nessuno vieta di comprare i
singoli componenti per l’autocostruzione: attenzione però che con l’alta
tensione non si scherza ed i danni alle cose, oltre che alle persone,
non sono MAI di lieve entità!!).
Audiocostruzioni SB7 Power Reference

Multifilare schermato da ben sette poli in
rame OFLC, sezione 1,5mmq/cad, connessi a gruppi di tre per i poli
positivi e negativi (a formare due conduttori equivalenti da ben
4,5mmq), con rimanente conduttore per la messa a terra. Appartiene alla
medesima linea dei cavi SB3, ma la guaina esterna trasparente viene
coperta da una bella calza di colore nero. La versione standard da 1,5
metri è terminata da spine di qualità molto elevata: una schuko maschio
in gomma siliconica di produzione tedesca, specifica per sezioni di cavo
importanti (il Power Reference raggiunge i 13mm di diametro) ed una
bellissima VDE in parte trasparente di produzione cinese.
All’ascolto, la sensazione di una maggiore
estensione alle frequenze più gravi risulta chiaramente evidente
rispetto al comune cordone d’alimentazione non schermato, che
puntualmente si è ripetuta con tutte le apparecchiature in mio possesso.
Nemmeno il pur valido SB3x2,5 regge il confronto, sebbene si tratti in
tal caso di nuances, di differenze talvolta subliminali, ma a lungo
termine avvertibili. La scena acustica si espande sui tre assi
ortogonali, mentre il centro-fuoco risulta stentoreo. La gamma
medio-alta appare più levigata, ma contemporaneamente ricca di dettagli,
con la sensazione di una dinamica totale di più ampio respiro.
Particolare giovamento ne ha tratto il finale a triodi 845, la cui grana
in gamma media ne ha guadagnato in finezza a favore di un contorno degli
strumenti più netto e realistico; parimenti ne ha giovato la già
proverbiale esplosività e velocità di risposta ai transienti dei finali
Albarry M408II, così come la raffinatezza del Lector Digicode ha potuto
esprimersi in tutto il suo splendore (sarà che la tecnologia digitale
abbia fatto passi da gigante, eppure i miei gusti personali continuano a
prediligere il celeberrimo Philips TDA1541 da “soli” 16 bit, in unione
ad uno stadio analogico termoionico ancora oggi sopraffino; forse ne sa
qualcosa chi, analogamente, (mi si scusi il gioco di parole,
ovviamente voluto) ancora predilige il vile vinile all’asettico ma
trendy dischetto argentato!
Salendo qualitativamente, il cavo SB7 ha
reso persino giustizia al granitico, possente ma aggraziato fronte
sonoro del muscolosissimo Maestro 150, che purtroppo ha soggiornato
nelle mie private stanze per pochissimo tempo (sigh sigh).
Grande cavo d’alimentazione,
indipendentemente dal prezzo di vendita, sebbene la sua costruzione non
sbandieri inediti esoterismi o miracolosi ritrovati tecnici a
giustificazione di listini da cardiopalmo.
Analog Research Silver Raincoat

Sinceramente non l’ho smontato per
osservarne la realizzazione, non essendo di mia proprietà (triplo
sigh): mi fido di quanto dichiarato da Davide!! Confermo comunque
una flessibilità non propriamente proverbiale, a fronte però di una
ragguardevole sezione esterna e di finiture e connessioni di caratura
superiore. Valgono le stesse considerazioni fatte per il Power Reference
SB7, ma con maggior trasparenza ed una punta di freddezza in gamma media
ed alta. Partner ideale per le valvole, a differenza dell’SB7 che appare
di interfacciamento più universale.
Eccellenti risultati sia col MrLiang LS845
che, soprattutto, con i preamplificatori Beard CA35 e Ming-Da MC7R con i
quali sortisce una gamma media al contempo naturale e trasparente, oltre
ad un maggior respiro prospettico.
Il listino di vendita appare altamente
concorrenziale.
BCD S20P

Trattasi di una cavo d’alta qualità
costruttiva, fornito con le elettroniche Audio Analogue. Interessante la
costruzione a doppia schermatura eseguita con metalli differenti
(acciaio e alluminio) ed a sezioni differenti fra linea di massa,
peraltro composta da due cavi da 1,25 mmq cadauno, ed i due poli,
realizzati con conduttore solid-core da ben 4mmq.
Ne risente chiaramente la flessibilità, ma
l’appunto può considerarsi marginale, considerata la tecnica costruttiva
dei BCD.
La resa complessiva affianca
sostanzialmente il Silver Raincoat, a calibrato complemento delle
peculiarità timbriche dei disegni Audio Analogue più esclusivi,
contraddistinti da una struttura tonale senza tempo a cavallo fra la
delicatezza, la naturalezza delle valvole e la risoluzione, la nettezza
e la dinamica dello stato solido.
Il costo comincia ad essere importante, ma
la complessità costruttiva e la resa sonora si pagano (fortunatamente
ancora, in questo caso) il giusto prezzo.
Buoni ascolti e sensazioni.
Cristiano
marvel147@gmail.com
syrah@hotmail.it
Il commento di Andrea:
"Caro Cristiano,
ho appena letto l'articolo che ha pubblicato sul sito
Audiocostruzioni.com
riguardante la recensione dei cavi di alimentazione da impianto HI-FI.
Sono giunto alle seguenti conclusioni:
- chi ha scritto l'articolo sa benissimo di non aver scritto il vero e
l'unico scopo dell'articolo era di pubblicizzare dei costosi e inutili
cavi.
In qualità di studente di Ingegneria, e progettista di amplificatori
audio professionali per una nota azienda Italiana, recentemente
quotatasi in borsa, le posso assicurare che i cavi di alimentazione NON
POSSONO INFLUIRE NEMMENO MARGINALMENTE NELLA RIPRODUZIONE ACUSTICA DI
QUALSIVOGLIA APPARATO AUDIO.
L'unica caratteristica che deve essere rispettata, sono nel caso essi
vengano applicati ad amplificatori di elevata potenza, è il diametro del
conduttore.
Per chiarirle le idee basti pensare a questo:
Sostituendo il cavo di alimentazione originale con uno di sezione
maggiore e provvisto di filtri ottiene un miglior trasferimento della
corrente dalla presa all'alimentatore, questo è vero....
Ma la corrente è prodotta a migliaia di chilometri di distanza, passa
per elettrovie, poi arriva nel suo impianto elettrico di casa, magari
passando per vecchi cavi conduttori rigidi, e comunque dalle sezioni
ridottte (provi ad aprire una spina e si accorgerà degli effettivi
diametri dei cavi che girano nei muri).
Mi scuso per i toni un pò accesi di questa mail ma non sopporto vedere
persone che spendono parecchi euro per comprare oggetti totalmente
inutili come i cavi di alimentazione maggiorati.
Stimati saluti
Andrea
La risposta di Cristiano:
Grazie Andrea per il contatto ed i suoi leciti dubbi, vista anche la sua
preparazione tecnica specifica.
Le
rispondo concettualmente nel medesimo modo a cui ho risposto ad un suo
collega fresco di laurea in ingegneria elettronica: anch'io nel passato
la pensavo nel Suo stesso modo.
Sebbene anche il sottoscritto abbia una preparazione di base tecnica
(sono un chimico), con l'esperienza mi sono "rassegnato" ad accettare
(ed osservare con estrema attenzione, al fine di carpirne i motivi)
eventi che nel settore dell'hi-end pare esulino da radicate conoscenze
acquisite col sudore sui libri.
Senz'altro in un cavo d'alimentazione diviene a mio parere (è
illuminante in tal senso la letteratura tecnica disponibile, ad esempio
alcuni recenti articoli su AudioReview, testata di settore che ammiro
per la preparazione tecnica, sconosciuta alla maggior parte delle
riviste straniere) importantissima la sezione utile disponibile dei
conduttori, unitamente ad altri più piccoli fattori quali la tipologia
dei dielettrici di isolamento, ma anche l'avvolgimento dei cavi stessi e
la sezione del singolo filo conduttore (ad incidere sull'impedenza,
resistenza e capacità intrinseche del cavo stesso), oltre alla
schermatura da interferenze provenienti dal mondo esterno. Eppure nessun
cavo può rifasare la sinusoide a 220V, ad arrivare al cos "fi"=1, od
ancora a riportare la forma d'onda alla perfezione. Parlando poi di
interferenze esterne, solitamente ad alta frequenza, o di un segnale
sporco all'ingresso di un apparecchiatura audio tipo 220+/- n cos (2"pigreco"
50+ fase) con rumore aggiunto e/o rosa in banda udibile, qualunque buona
sezione d'alimentazione dovrebbe eliminare con facilità qualsiasi
spuria. Sul piano tecnico, si potrebbe discutere per giorni interi.
Per
esperienza ormai più che ventennale, posso garantirle che, nell'ambito
di un sistema di riproduzione complesso, con annessi cavi di
collegamento, l'orecchio riesce a percepire delle differenze. Come mi
disse un giorno un collega medico oculista, non è la quantità visiva che
conta (le diottrie, per intenderci) ma la qualità del visus. In qualità
poi di assaggiatore tecnico di vini, le posso confermare il medesimo
aspetto sull'olfatto, che addirittura va allenato, perchè il cervello
"memorizza" ogni esperienza olfattiva.
Quante volte mi sono sentito dire da amici e colleghi, degustando un tal
vino, della loro incapacità a discernere i vari sentori olfattivi e
addirittura gli aspetti meramente gustativi (per inciso, il gusto è di
gran lunga il più "povero" fra i sensi di cui siamo dotati, visto che
possiamo soltanto apprezzare oggettivamente 4 –quattro- sensazioni:
dolce, salato, amaro, acido)!!
Allo stesso modo, anche l'apparato uditivo, pur in ambito di una
risposta in frequenza canonica di 20 - 20000 Hz ed a parità di
prestazioni audiometriche, può avere sensibilità diverse: questa
affermazione purtroppo non è quantificabile da nessuna legge od assioma
che regolano il mondo dell'elettronica (o della chimica....). Occorrono
soltanto esperienza, allenamento, memoria e metodo.
Sicuramente sono d'accordo con Lei sul costo eccessivo dei cavi di
potenza in commercio, soprattutto quando si scopre che alcuni produttori
esoterici (che commercializzano un cavo d'alimentazione addirittura ad
oltre 1000 euro) rivestono per bene dei comuni cavi industriali, seppur
di qualità! Io stesso mi sono autocostruito tre cordoni mediante un
ottimo e noto cavo industriale, uno schermato quadripolare, 4 x 2,5mm, e
ne sono davvero assai soddisfatto, così come utilizzo alcuni dei cavi
recensiti proprio perché mi hanno permesso di carpire nuove sensazioni
uditive. Tenga presente che l'orecchio è molto più sensibile ai
peggioramenti, proprio perché il cervello "memorizza" ogni nostra
esperienza, mentre il "nuovo" deve essere sempre, necessariamente,
assimilato e confrontato con quanto già noto.
Ritengo che finché si rimanga nell'ordine del centinaio di euro (80-140
euro), si rientri ancora nel limite della decenza, vuoi per i costi
iniziali dei singoli elementi, la realizzazione, la commercializzazione,
il guadagno, da parte di un Costruttore, dunque di una Azienda, e della
rivendita ed ulteriore ricarico da parte dei negozianti.
Ciò
che non accetto dalla Sua missiva è la categorica affermazione,
insindacabile ed assolutistica, che il recensore (il sottoscritto) abbia
volutamente pubblicizzato dei prodotti anziché altri e che un qualsiasi
cavo d'alimentazione non possa influire sul risultato sonoro di un
qualunque sistema audio domestico, additando di fatto tutti gli
appassionati e gli operatori di settore di pensiero opposto al Suo, di
malafede (mi concede che potrei, ed uso volutamente la forma
condizionale, pensarla in tal modo?).
Dal
canto mio, preferisco ascoltare la mia musica preferita col cuore
anziché con i preconcetti, lasciando da essi sgombra la mente per
ascoltare le mie, intime, sensazioni.
Esistono tutta una serie di altri parametri, compreso persino il nostro
stato d'animo (fortunatamente il nostro cervello non è ancora stato
regolato da leggi matematiche) che possono influire, seppur molto
marginalmente sul risultato finale di un sistema linea elettrica
domestica (per inciso, la mia è stata realizzata con conduttori di buona
sezione)-ambiente-impianto. E ribadisco a grande forza che nessun cavo
d'alimentazione abbia mai stravolto l'assetto timbrico del mio impianto
e che le lievissime differenze riscontrate non sono mai immediate, ma si
evincono con molta calma, col tempo, nuovamente con esperienza, metodo e
confronto.
Se
Lei ritiene che un cavo di alimentazione non possa minimamente influire
sul risultato sonoro finale, nessuno Le vieta di sostituire i suoi in
dotazione. Il sottoscritto è invece più curioso.
E'
stato in ogni caso un piacere conoscerLa e motivo di confronto:
purtroppo sul piano prettamente tecnico non posso competere con la Sua
preparazione specifica.
Cordialità e, soprattutto, buoni ascolti e sensazioni
Cristiano
Il commento di
Mauro:
Dal sito "Audiocostruzioni" (Davide Sbisà) leggo e commento quanto
segue, in merito all'articolo sulla "saga dei cavi di alimentazione"
del lettore Cristiano di Mantova:
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sono un frequentatore di "Audiocostruzioni" ed ho letto volentieri la
tua semplice ma appassionata disamina descrittiva di alcuni cavi. Mi
permetto solo di intervenire sul commento del lettore, tal Andrea, che
scrive: "In qualità di studente di Ingegneria, e progettista di
amplificatori audio professionali per una nota azienda Italiana,
recentemente quotatasi in borsa, le posso assicurare che i cavi di
alimentazione NON POSSONO INFLUIRE NEMMENO MARGINALMENTE NELLA
RIPRODUZIONE ACUSTICA DI QUALSIVOGLIA APPARATO AUDIO. L'unica
caratteristica che deve essere rispettata, sono nel caso essi vengano
applicati ad amplificatori di elevata potenza, è il diametro del
conduttore"
1) -Dunque, innanzitutto è noto che scrivere missive in rete con
caratteri maiuscoli equivale ad urlare e già questo denota una certa
mancanza di stile. Inoltre per un "sedicente progettista di
elettroniche quotate in borsa" colpisce il tono parentorio ed
assoluto delle affermazioni, ben lontane come metodologia da quelle
che avrebbe dovuto imparare nei corsi di Fisica all'Università. Il
procedimento scientifico non applica automaticamente formulazioni e
teorie matematiche (per quanto raffinate) ad un sistema sotto esame,
ma si pone piuttosto in una condizione di "umiltà scientifica", con
l'attenzione agli eventi e successiva sistematizzazione dei dati,
anche su basi statistiche, per poi affinare e prevedere eventuali
aggiustamenti alla teoria stessa.Ciò è normale ed usuale in ambito
didattico e universitario.
2)- Per quanto riguarda i cavi di alimentazione, lo stesso modello
(obsoleto) a costanti primarie tipico delle linee di trasmissione per
lo studio del regime di propagazione in condizioni di adattamento,
prevede effetti resistivi, capacitivi e induttivi influenzati dalla
natura del conduttore, dalla sua geometria, dal tipo di dielettrico,
dalla frequenza e dalla presenza o meno della schermatura. La sezione
del cavo è solo uno dei tanti parametri in gioco ed interviene
senz'altro nel momento in cui parliamo di elevate potenze in gioco, ma
ciò è ovvio ed è un fatto squisitamente elettrotecnico (Integrale di
Joule). Effetti potenziali dannosi in termini di accoppiamenti
capacitivi e disturbi dovuti alle protezione dalle emissioni EMI, sono
prese inoltre in considerazione nella posa in opera dei cavi per il cablaggio
strutturato, ove esistono prescrizioni precise in merito alla
diversa collocazione dei cavi LAN rispetto a e quelli deputati al
trasporto dell'energia elettrica (normative EN50174).
E' proprio dei sistemi di trasporto in Fibra Ottica la prerogativa di
essere insensibili ai disturbi di natura elettromagnetica, proprio per
la natura ottica del segnale correlato all'informazione trasmessa, con
annessa la possibilità di multiplare in tecnica WDM senza problemi di
sorta da questo punto di vista. D'altra parte è sufficiente una banale
analisi spettrale della rete elettrica per rendersi conto della
presenza notevole di disturbi vari e armoniche di distorsione a
frequenze assai multiple di quella di rete.
3)- Il Dott. Andrea si riferisce naturalmente ai soli effetti
acustici,che ritiene assolutamente non rilevabili. Mi dispiace
deluderlo, ma le prove di migliaia di appassionati assicurano che non
è così. Naturalmente, ciò non toglie che a livello personale, l'ing.
Andrea (e tutti quelli che la pensano come lui) - rassicurato dalle
sue incrollabili tesi scientifiche - possa pensarla diversamente.
Nessun problema. Il problema nasce invece dal momento in cui si vuole
negare "per legge" ciò che invece molti audiofili avvertono
come una percezione reale e distinta, in grado (talora non proprio
marginalmente) di influire positivamente su vari parametri correlati
ad un ascolto di qualità. Pare
dunque, per l'evidenza connessa alla sperimentazione, che la
sostituzione di un cavo di alimentazione con un altro costruito con
tutta una serie di accorgimenti ( schermatura, cavi di sezione
adeguata intrecciati in vario modo, qualità e tipologia del
dielettrico, qualità delle terminazioni e dei contatti elettrici,
presenze di filtri ecc.) abbia un suo effetto, proprio perchè
posto nell'ultimo tratto di interconnessione, ovvero il più decisivo
ed importante allorchè connesso direttamente agli apparati audio. La
schermatura, che è un accorgimento semplice ma molto importante, evita
che il cavo abbia comportamenti simili a quelli di un'antenna (metaforicamente
parlando), potenzialmente quindi in grado di captare e irradiare
campi a RF.
4)- E' davvero sbagliato ( e tecnicamente ingenuo) pensare che
l'alimentazione sia una sorta di "variabile indipendente". Da
sedicente progettista dovrebbe infatti sapere benissimo che ogni
processo di amplificazione non è altro che una "modulazione" della
corrente elettrica ad opera del segnale di ingresso: quindi ogni
influenza sull'alimentazione si ripercuote sul segnale d'uscita,
nonostante tutti i processi di conversione AC/DC e filtraggi
annessi. Cosa significa poi la frase " ovvio che la presenza di
filtri ottiene un miglior trasferimento della corrente dalla presa
all'alimentatore" ? Piuttosto si dovrebbe dire che la presenza di
filtri, se ben progettati ed ottimizzati allo scopo, consente
l'attenuazione di armoniche di rete, ovviamente presenti perchè siamo
in presenza di un processo non lineare. Ma allora come si può
affermare che tale attenuazione non possa avere nessuna influenza sul
segnale audio e quindi sull'ascolto vista la stretta correlazione tra
segnale ed alimentazione ? E la presenza del filtro non va forse ad
agire sul tanto sottovalutato "ultimo metro"? Gli apparati
stessi influenzano la rete disturbandola in continuazione, con spettri
armonici complessi e diversificati. La "pulizia" della rete è un
argomento complesso: tutti i tentativi di utilizzare la rete domestica
come mezzo trasmissivo per il trasporto dell'informazione attraverso
opportune tecniche di modulazione, deve fare i conti con tutte queste
(ed altre ) problematiche. Altro che il "cavo di buona sezione" !
5)- Non intervengo in merito al prezzo di vendita di certi prodotti,
talvolta davvero spropositati ed ingiustificati. Evitiamoli: è
sufficiente acquistare prodotti onesti e ben fatti.
Le auguro, quindi Dott. Andrea, un ascolto rilassato e non
pregiudiziale. In tale contesto forse le verrà la nobile curiosità di
provare a sostituire qualche cavo di alimentazione. Così, magari
sollecitato dalla propria anima, forse sentirà qualcosa di
interessante, o forse no. In quest'ultimo caso, non si preoccupi: il
solo fatto di aver accettato una sfida con sé stesso le fa onore.
Prof. Ing. Mauro T.
IL commento di Domenico
CONTATTO:
Ho letto l'articolo su audiocostruzioni nel quale si parla degli
effetti che i cavi di potenza hanno su un impianto
ad alta fedeltà.
Vorrei sottolineare solo un paio di errori sostanziali presenti nell'
articolo e fare alcune considerazioni, anche se non saranno pubblicate
sul sito.
Innanzitutto: sul piano scientifico l' influenza di uno qualsiasi di
questi cavi , sicuramente presente, è nella maggior parte dei casi
pratici trascurabile: l'ingegnere Mauro dovrebbe ben conoscere che
alla base della progettazione di un generico oggetto tecnologico ci
stanno una moltitudine di ipotesi semplificative, senza le quali, di
fatto, è materialmente impossibile progettare qualcosa. In tal caso
non ha senso che chi abbia da progettare un amplificatore hi-fi si
preoccupi degli ''Effetti che le diverse tipologie di cavi di
alimentazione hanno sul componente hi-fi'' , o che ne giustifichi una
variazione nel comportamento imputandola alla mosca posatasi sopra per
l'occasione; è necessario distinguere i fenomeni effettivamente
rilevanti da quelli invece che invece non lo sono ( ad esempio 1 metro
di cavo vs. 100 km di linea elettrica ).
L'organo uditivo è tutto tranne un giudice imparziale, e talvolta
potrebbe accadere che senta quello che manca, oppure che non senta
quello che c'è, come spesso si verifica, ad esempio, fra i musicisti.
Riporto una frase da un testo di acustica: ''..in effetti si potrebbe
pensare che l'orecchio umano integri a modo tutto suo il generico
stimolo acustico, e che tale processo di integrazione vari al cambiare
del soggetto e del suo stato d'animo.''
Ora si potrebbe pensare a come questi cavi, che personalmente reputo
dei feticci, influenzino l'umore e l'aspettativa di un ignaro
audiofilo che si appresta all'ascolto di un disco a mezzo dell'amato
impianto.
Simpaticamente si potrebbe spiegare così: il cavo nuovo pagato 200
euro genera una serie di aspettative nell'individuo che lo portano ad
una serie continuata di notti insonni, nel tentativo di apprezzare i
miglioramenti sonori che il costoso componente deve avere apportato
all'impianto. Dopo qualche giorno il cervello dell'ignaro acquirente,
stufo di sorbirsi per la centesima volta la stessa sequenza musicale,
dice : '' Si, hai ragione, stai tranquillo che non hai buttato nemmeno
un soldo, effettivamente l'impianto suona meglio; però adesso andiamo
a letto eh ? ''
L'ingegnere Mauro sostiene inoltre la sua tesi dicendo che
''...migliaia di appassionati assicurano che non è così ''.
Sono certo che ci sono milioni di persone che non conoscono le basi
della teoria della relatività e che sarebbero pronti a sostenere
l'impossibilità della dilatazione temporale, o che prendendo per
riferimento solo la terra sarebbero pronti a sostenere di essere
assolutamente fermi, quando la invece terra percorre la sua orbita
alla velocità di 30 km/s .
Risulta chiaro come il provare una tesi con frasi di questo tipo sia
sostanzialmente illogico e certamente non si può spiegare con questi
termini alcun fenomeno percettivo.
Cordialmente,
Domenico ( Udine )
La risposta di
Cristiano
RISPOSTA:
Grazie Domenico del contatto e della Sua preziosa opinione.
Esulando dalle considerazioni del prof. Mauro, concordo
sostanzialmente con Lei in particolare per il suo riferimento al
contenuto di un testo di fisica acustica, il cui concetto ho ribadito
anch'io nel mio articolo (l'acustica è una materia che fortunatamente
conosco per professione) ed al fatto che il senso dell'udito sia tutt'altro
che imparziale. Mi trovo soltanto in disaccordo quando giudica i cavi
dei feticci, perchè una qualche minima differenza, talvolta anche
piuttosto palese, la comportano (soprattutto quando la catena audio
risulti spietatamente trasparente e di qualità elevata): ne sanno
qualcosa persino gli ingegneri del suono impegnati negli studi di
registrazione o di ripresa dal vivo.
Non mi stancherò mai di sottolineare che i cambiamenti non sono
sconvolgenti (sarebbe come rifilare un calcio nelle "palle" alla
scienza), che non sono mai evidenti di primo acchito, ma figli sempre
di un'esperienza assodata dell'orecchio, così come avviene per il
senso dell'olfatto. Non concepisco nemmeno io costi stratosferici di
qualsiasi cavo, a meno che esso non sia costruito con oro, platino o
iridio puri!!!
In effetti l'argomento trattato è molto sentito ed oggetto di
contraddizioni e di opposte correnti di pensiero: il mio articolo
ambiva spudoratamente a riflessioni da parte dei lettori, purchè
supportate da un briciolo di considerazioni e/o motivazioni.
Personalmente, così come nel campo dell'assaggio tecnico dei vini, mi
affido (con metodologia) solo a ciò che i miei sensi percepiscono con
chiarezza, infischiandomene della marca, del modello, della
costruzione e della tipologia di funzionamento.
Non parteggio ne per le valvole ne per lo stato solido (possiedo
entrambi con uguale soddisfazione), ne per il vinile o il digitale,
piuttosto parteggio per la produzione italiana quando ciò sia
possibile: l'esperienza insegna che esistono esempi di raggiungimento
dello stato dell'arte con tutte le tecnologie in funzione della loro
applicazione e delle molteplici (infinite) varianti possibili (catena
d'ascolto, abbinamenti, area geografica - tensione di rete -, ambiente
d'ascolto, stato d'animo, microclima, ecc, ecc).
RingraziandoLa nuovamente, La invito a seguire l'alta fedeltà con
immutato interesse auspicando di ricevere nel futuro altre Sue
considerazioni in merito ad ogni mio intervento sul sito web in
questione.
Cordialità,
Cristiano
Il commento di Marco
Vorrei, nel mio piccolo provare a
partecipare alla discussione sviluppatasi intorno
all'articolo in oggetto. Vorrei rispondere alle osservazioni
fatte da Andrea, studente in ingegneria: mi sembra di
tornare alle interminabili discussioni tra me e il mio
ex-cognato, laureato in ingegneria elettronica (110 e lode),
sull'utilità o l'inutilità dei cavi. Lui, sulla base
delle proprie conoscenze, sosteneva l'inutilità dei cavi e
soprattutto di quelli di alimentazione, proprio come Andrea. Io,
non so se Cristiano abbia avuto interessi di origine commerciale nello
stendere l'articolo comparativo, so però che all'ascolto le differenze
tra cavi di alimentazione sono, a volte, molto facilmente
udibili. Ovviamente, essendo un "misero" laureato in agraria,
non provo, e non voglio..., tentare una spiegazione
tecnica (non saprei darla), dico soltanto che spesso avere
l'umiltà di mettersi ad ascoltare con attenzione e con meno
pregiudizi possibili fa capire ciò che la tecnica spesso non riesce a
spiegare. Tra i cavi in prova conosco personalmente i BCD, che
in numerose prove comparative mi hanno saputo dimostrare
chiaramente quanto valgono e cosa può fare un cavo di
alimentazione (probabilmente non differenze importanti
quanto i cavi di segnale o di potenza, ma comunque ben distinguibili).
Spero di non essere stato banale, ma ho ritenuto potesse essere utile
anche la mia voce. Buon lavoro a tutti. Marco
La risposta di cristiano
Caro Marco,
La ringrazio personalmente del contatto e della possibilità di
enunciare la mia posizione in ambito Audiocostruzioni.
Esordisco immediatamente affermando con viva forza di non avere nessun
interesse commerciale con la società Audiocostruzioni, non sono
retribuito e nemmeno voglio godere di agevolazioni in
acquisti personali. Lo stesso Davide Sbisà può confermare
che, talvolta, mi capita di provare prodotti, accessori o
apparecchi che non ritengo essere all'altezza delle aspettative
ed in rapporto al prezzo di vendita e che pertanto, semplicemente, non
menziono. La mia affermazione non deve però essere recepita come
campanello d'allarme per nessun utente del sito web di
Davide, in quanto non ho ancora avuto il piacere di
ascoltare in condizioni controllate ben oltre il 90% dei
prodotti da egli commercializzati. Ritengo il mio comportamento
eticamente corretto, soprattutto perchè il mio giudizio è
soggettivo ed il mio operato non è subordinato ad un'attività
giornalistica, pertanto le mie eventuali omissioni rimangono di mio
esclusivo dominio e non ledono in modo alcuno l'immagine del
Produttore e/o del Distributore. Tornando sul tema dei
cavi, non posso far altro che sottolineare il Suo
pensiero, peraltro avendo pure testato il medesimo
prodotto che Lei cita con analoga, manifesta, soddisfazione.
Vorrei concludere esternando una considerazione birichina, nel solo
interesse di movimentare sanamente la discussione: ma non è che il
saccente, sovente oltre ad incrementare in modo disonesto
i propri interessi (chiaramente non è il caso in
questione, ma purtroppo è un dato di fatto, sennò Striscia
la Notizia o il blog di Grillo non avrebbero motivo di
esistere), nasconda anche alcuni propri limiti fisici e sensoriali
raggirando l'ignoranza altrui? cordialità vivissime
Cristiano
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