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Supporti diffusori Marmo

Audiocostruzioni

 

 

 

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  Basi marmo


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  Produttore

  Audiocostruzioni

  Costo

  230/00 € anno 2011 la coppia Audiocostruzioni di Sbisa' e punto vendita

  info@audiocostruzioni.com   tel 059-685054

 

 

Caratteristiche


 

Supporti per diffusori in marmo e legno di ciliegio  , base inferiore in marmo spessore 30 mm dimensioni  300 x 350 mm altezza 720 mm base superiore in marmo da 20 mm  dimensione 200 x 220 mm.

Ne risulta un supporto dal peso notevole , oltre 15 kg cadauno e dall'assoluta antirisonanza. Insomma oltre che molto bello e anche ottimo come risultato sonoro.


Scheda fotografica

 

 

 

 


 

Con i diffusori sopra


 

 

 

Il commento di Cristiano

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

Audiocostruzioni Woodstone

Accessori – piedistalli per sistemi d’altoparlanti da supporto

 

 

Dopo la spasmodica ricerca fra i più accaniti appassionati del marchio Infinity di una coppia di splendide RS-5 K ancora in stato di conservazione e funzionamento ottimali, urgeva l’acquisto di stands qualitativamente ineccepibili.

Le piccole RS5K, unico modello bookshelf a due vie della prima e celebrata serie K Reference Standard del brand californiano (le RS6K erano già un modello a tre vie le cui dimensioni, pur da supporto, erano di fatto piuttosto importanti per essere relegate su di uno scaffale o su di un supporto di media altezza) costituirono il mio primo ed indimenticato sistema d’altoparlanti hi-end. Tanto belle quanto tecnologicamente avanzate (un connubio fra il celebre tweeter a nastro Emit K ed il woofer dinamico con membrana in polimero alleggerito ed irrigidito con grafite) ed ostiche nel pilotaggio e nel posizionamento, esigevano piedistalli afoni ed immuni da ogni possibile vibrazione indotta per poter esprimere le loro notevoli potenzialità timbriche e prospettiche.

Ricordo che sul mercato nazionale, a dispetto delle sorelle maggiori, le RS5K furono commercializzate per breve lasso di tempo, compreso fra gli anni 1990 e 1991, pressoché coincidente infine col loro periodo di effettiva produzione.

In altri termini, essere costituirono una luminosissima meteora hi-end lanciata da un marchio all’epoca all’apice della notorietà mondiale di settore, legato forse un po’ troppo a quel big-sound americano di cui furono fedeli esecutori i modelli superiori RS 7, 8 e 9K, irraggiungibile per ovvi limiti fisici dalle “piccole” di famiglia, capaci solo di superare tutta la serie K per la spiccata aderenza timbrica e l’omogeneità tonale lungo tutto lo spettro di frequenze riproducibili.

In uno dei miei sempre più frequenti pellegrinaggi in quel di Carpi, Davide Sbisà mi propone una coppia di piedistalli a marchio Audiocostruzioni, che in seguito ho fantasiosamente (?!?) battezzato “Woodstone” a sua insaputa (almeno fino a che non leggerà questa recensione!!). Va beh, ho giocato sui materiali e su quell’evento epocale per la storia del rock noto a chiunque come Festival di Woodstock, che si tenne nell’agosto del 1969 a Bethel, nello stato di New York.

Effettivamente trattasi di supporti realizzati artigianalmente in marmo/pietra e legno di ciliegio, costituiti da una base inferiore in marmo bianco (non me ne intendo per niente, ma il mio modello sembrerebbe piuttosto un travertino chiaro) di spessore 30 mm e dimensioni pari a 300 x 350 mm ed una base superiore della medesima qualità, spessore 20 mm e dimensioni 200 x 220 mm.

Il piedistallo vero e proprio è costituito invece da una coppia di travetti rettangolari di ciliegio massello, con gli angoli finemente smussati e fra essi ravvicinati sul lato lungo.

Presumo che Davide possa fornire anche essenze lignee diverse (alludo ai ben noti e facilmente reperibili rovere o noce), ma la tonalità naturale del ciliegio ben si presta a varie sfumature più o meno scure col sapiente uso dei più moderni pigmenti ed impregnanti.

Il peso complessivo è notevole (oltre 15 Kg per ogni singolo supporto), la rigidità strutturale encomiabile, da cui ne deriva una stabilità rassicurante, assai simile a quei supporti in legno e pietra a firma Sonus Faber che accompagnavano le Amator nelle varianti Electa e Amator.

Benché il legno possieda discrete proprietà smorzanti nei confronti delle vibrazioni, antitetiche dunque a quei progetti studiati per condurre e scaricare direttamente a terra le vibrazioni generate dagli altoparlanti attraverso rigidissime strutture metalliche poggianti su punte coniche, ho aggiunto alle basi tre “conopiedi” in finitura silver, sempre di realizzazione Audiocostruzioni, fissati col consueto bluetack che garantisce un incollaggio incredibile.

Or bene, non rientra fra le mie essenziali prerogative un approfondimento sulle qualità audio di una coppia di supporti, giacché non ritengo le mie virtù uditive e sensoriali così sviluppate ed allenate per poter portare a termine una tale recensione.

Alcune considerazioni, ancorché soggettive, possono essere però riassunte come segue:

- il centro-fuoco delle Infinity RS 5K è stentoreo;

- sin dove può spingersi il piccolo woofer in polygraphite, il basso è perentorio, pieno, eppure veloce e notevolmente intelligibile, così come deve essere in un buon progetto a sospensione pneumatica;

- l’immagine è grande e formidabilmente estesa in profondità (una peculiarità della serie K Reference Standard);

- l’omogeneità tonale della 5K è tutt’ora entusiasmante, sicuramente la migliore fra tutti i modelli della serie.

Evidentemente ho riportato le sensazioni d’ascolto delle Infinity, che non riascoltavo più da almeno dieci anni, ma la cui carta d’identità musicale è rimasta impressa nel mio cervello da quand’ero ancora un giovane di belle speranze.

Il raggiungimento di tali risultati è però vincolato proprio dalla qualità dei supporti, perché le compatte RS 5K sono riottose nei confronti di qualsiasi posizionamento improvvisato.

Esistono sul mercato dell’high fidelity e dell’home theater svariate alternative commerciali ai “Woodstone”, sovente in acciaio ma anche in legno od in materiali compositi, ma si tratta appunto di realizzazioni industriali o comunque di una certa tiratura, in ogni caso più o meno standardizzate.

I supporti in questione sono invece il frutto di un lavoro puramente artigianale, indubbiamente privo di fantasmagoriche e rivoluzionarie soluzioni tecniche, divenendo piuttosto un punto di partenza ed ispirazione per l’autocostruttore evoluto che ne sappia trarre esempio.

Come tale, una simile realizzazione può essere anche modificata divenendo un pezzo unico; presumo che le modifiche rientrino entro certi limiti, almeno sull’altezza complessiva (la mia coppia misura complessivamente 63 cm), sul colore e sulla finitura del legno.

Credo sia sufficiente farne richiesta.

 

Buoni ascolti e sensazioni.

Cristiano - aprile 2012

 

 


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