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Supporti per Diffusori " SF Cristal" Audiocostruzioni

recensione di Cristiano

 

 

Di cosa si tratta

Supporti per diffusori

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Produttore

Audiocostruzioni

Caratteristiche

Struttura metallica

 Costo

320/00 euro  la coppia   Per ordinare : Audiocostruzioni  Sbisa' Giovanni e c snc via grosoli  6  41012  Carpi  Mo  tel 059.685054  info@audiocostruzioni.com  Costo trasporto  15/00 euro

Maggiorazione supporti antivibranti  15/00 euro

 

La recensione di Cristiano :

 

APPUNTI  e NOTE d’ASCOLTO: di Cristiano

 

Prodotto: Piedistalli AUDIOCOSTRUZIONI mod. SF (Sonus Faber)

Categoria: accessori e complementi

 

Prima o poi, ogni buon appassionato di alta fedeltà arriva a confrontarsi con una grandezza fisica talvolta inavvertitamente trascurata: la vibrazione. Anche nel settore audio le vibrazioni costituiscono un problema serio, unanimemente riconosciuto quale fonte di disturbo e di degrado delle prestazioni di un qualunque componente, sia che si tratti di elettroniche che di diffusori. Le vibrazioni meccaniche, in determinate situazioni, possono effettivamente generare fenomeni acustici d’importanza talvolta considerevole, costituendo di fatto non solo un problema indotto ma, sia in funzione della corretta installazione e del funzionamento delle nostre amatissime apparecchiature, di quel subdolo disturbo che esse possono provocare, direttamente e/o indirettamente, all’ignaro ascoltatore ed addirittura alle cose, alle strutture, ai componenti di precisione.

Se consideriamo ad esempio i diffusori, quando sollecitati da un segnale elettrico gli altoparlanti diventano generatori di vibrazioni poiché le loro parti mobili trasmettono un’energia al loro stesso contenitore, il quale conseguentemente replica al supporto sul quale è appoggiato, senza distinzione alcuna che si tratti di uno stand o del pavimento.

Senza entrare poi nel merito della fisica e dell’acustica applicata, si consideri che un qualunque corpo, per poter vibrare, deve possedere una certa elasticità; dunque anche le vibrazioni sono caratterizzate da un’ampiezza, da un periodo e, pertanto, da una frequenza (numero di vibrazioni nell’unità di tempo), grandezze fisiche giustappunto comuni al suono.

Si ricordi per sommi capi che il suono si definisce come una perturbazione di natura oscillatoria che trasmette energia attraverso un mezzo (gassoso, liquido o solido) con caratteristiche di frequenza e di livello tali da risultare percettibili all’orecchio umano. In altre parole, la propagazione delle onde sonore nell’aria avviene sotto forma di variazioni di pressione che, interagendo con l’orecchio umano, in determinate condizioni, generano una percezione uditiva.

La doverosa premessa tecnica mi è infine tornata utile per sottolineare che non occorrono conoscenze scientifiche per intuire l’intima interazione fra suono e vibrazioni, e la deleteria influenza, diretta ed indiretta, di quest’ultime nei confronti della musica riprodotta (si pensi anche alle interazioni con lo stesso ambiente d’ascolto, con gli oggetti d’arredo e con le medesime strutture).

Orbene, la soluzione più pratica per neutralizzare le vibrazioni generate dai diffusori bookshelf, o limitarne gli effetti deleteri, è l’accoppiamento con stands strutturalmente molto rigidi, in grado di trasferire celermente ogni forma d’energia meccanica al pavimento. I più affermati costruttori del settore hanno da sempre adottato tale soluzione, come Solidsteel, Target Audio, Standesign; altri invece hanno intrapreso una soluzione diametralmente opposta, basata sul completo assorbimento delle vibrazioni dei diffusori, generate ed indotte. Su tutti, ricordo i supporti ideati dall’ing. Lorenzo Russo, fondatore di Moss, realizzati mediante delle molle, vere e proprie sospensioni ad aria che approssimavano di fatto e con grande efficacia il comportamento di una base sismica.

Alcuni anni or sono, dopo aver convissuto con svariati modelli bookshelf, avevo completamente risolto il problema degli stands per diffusori acquistando quella che ancora oggi è la mia coppia di diffusori da pavimento, le italiane Stilo scaturite dalla penna d’un certo Charles Hansen, progettista assai noto ai più attenti ed appassionati fruitori di musica riprodotta.

Siccome la vita è bella perché è varia, recentemente mi sono regalato una coppia intonsa di Sonus Faber Electa BW, la cui musicalità (e docilità d’uso, a differenza delle varie versioni Amator ed Estrema) rimane indiscutibilmente intatta ed ancora pienamente appagante.

Ecco allora che il buon Davide Sbisà estrae dal suo cilindro una coppia di supporti artigianali, di sua progettazione e splendida realizzazione, per il cui sviluppo ha utilizzato esclusivamente il legno (massello di faggio trattato con mordente di color noce ad ottenere una tonalità assai simile a quella dell’involucro delle Electa), solidale ad una base in cristallo di grande spessore, magistralmente forata agli angoli per le immancabili punte coniche regolabili d’acciaio cromato.

Se l’impatto visivo appare completamente appagante, resta da valutare l’efficacia della scelta d’una materia prima piuttosto assorbente e di massa non certo indifferente, su di una realizzazione tesa ad una evidente rigidità strutturale.

Un grande punto di forza prestazionale nella gamma più grave della frequenza udibile delle Stilo, è il notevole controllo e l’articolazione dei bassi, dovuta progettualmente all’adozione di due piccoli woofers filtrati a frequenze di risposta diverse, in cassa chiusa (sospensione pneumatica) di ragguardevole rigidità. Tengo bene a mente le inevitabili differenze timbriche dei bassi offerti dalle Sonus Faber, peraltro più scuretti e nervosi, ed inizio i miei ascolti con una selezione di brani musicali contraddistinti da grande dinamica e da impatto in gamma bassa e medio-bassa, condotti a vari volumi d’ascolto ed optando per nerboruti sistemi d’amplificazione a stato solido per il pilotaggio (su tutti i miei fedeli Albarry M408 ed un ottimo Audioanalyse A-9, da soli 65W/ch, ma tutti in classe A).

Posiziono i supporti Audiocostruzioni SF (che battezzerò così, essendo specificatamente costruiti per le Electa e non essendo regolabili in altezza), nel medesimo punto occupato dalle mie Stilo, ovvero a circa 130cm dalla parete posteriore e circa 100cm da quelle laterali. Pur ben sapendo che sui suoi primi progetti il sig. Serblin abbia sempre optato per filtri del 1° ordine acustico e pendenze di taglio di 6dB/oct, decido di operare solo una blanda roteazione degli altoparlanti verso il punto d’ascolto, ben conoscendo la risposta acustica ed i riverberi del mio ambiente.

Sfrutto da subito la tremenda velocità di risposta ai transienti dinamici degli Albarry per valutare alcuni ensemble jazz-fusion di grande caratura tecnica ed artistica, come la Mahavisnu Orchestra, Weather Report, Steps Ahead, Pat Metheny Group, Elements: inizio ad annotare la solita ricostruzione scenica, ben dilatata sui tre assi ortogonali, appena più larga ed un “ciccinino” più bassa del solito, contraddistinta da una profondità come piace a me e da un centro-fuoco denso e stabile. Il contrabbasso (Egan, Vitous) è nuovamente riprodotto in tutta la sua armonica rugosità, senza slabbrature od invadenti code armoniche, parimenti al basso elettrico (Gomez, Pastorius), ben articolato ed intelligibile sino a dove le Electa riescono a scendere con grazia ed autorità.

I passaggi più dirompenti di batteria sono magistralmente restituiti con veridicità ed impatto, pur non raggiungendo ovviamente le prestazioni offerte dai migliori sistemi dinamici da pavimento.

Ad elevati volumi d’ascolto annoto qualche piccola ed immancabile compressione dinamica, pur nell’ambito d’una restituzione sonora ancora sana ed intelligibile, senza la percezione di evidenti distorsioni, anche e soprattutto per merito dell’elevatissima qualità degli altoparlanti impiegati sulle Sonus Faber. I supporti svolgono con discrezione e, fondamentalmente, in modo silenzioso il proprio compito: complice la massa intrinseca, l’appoggio di tutto il peso su bellissime e robuste punte coniche, le peculiarità del legno, essi non hanno mai generato sollecitazioni spurie, mai sono entrati in risonanza con particolari frequenze o rimbombi, rivelandosi davvero un ottimo e prezioso accessorio per l’impianto hi-fi, oltre che un validissimo complemento d’arredo.

Il loro confronto con una coppia di pesantissimi stands autocostruiti in solo massello di mogano e con una coppia di blasonati supporti metallici inglesi, leggerini per la verità, è semplicemente non proponibile, sia per la qualità della ricostruzione scenica e del dettaglio, che per la maggiore insensibilità a vibrazioni indotte alle pressioni sonore più elevate. Le differenze non sono ovviamente abissali, ma percepibili: l’alta fedeltà di classe, non è certo un segreto, è una lunghissima scalinata costituita di gradini dall’alzata invero esigua.

Chiaramente il suo utilizzo può essere esteso a tutti i bookshelf di qualità, analogamente a tanti progetti commerciali in cui si fa uso prevalentemente di profili e tubolari elettrosaldati in acciaio verniciato, sovente anonimi quando non bruttini.

Il modello “SF” viene al momento prodotto esclusivamente su prenotazione, avendo già Audiocostruzioni.com in catalogo i supporti “Single”, “Metal” e “Four”; anche il prezzo di vendita è in funzione sia della lavorazione, sia delle finiture, che dei materiali utilizzati. Peraltro si tratta di pezzi unici, artigianali, curati parimenti sotto il profilo estetico oltre che funzionale.

Consiglio pertanto di contattare direttamente Davide Sbisà per i costi ed i tempi d’attesa, al quale non posso fare altro che rinnovare i miei personali complimenti, sia per la cordiale disponibilità che per l’elevata qualità complessiva dei prodotti di sua realizzazione (vedasi gli eccellenti cavi di alimentazione SB7).

Personalmente, posso nel frattempo vantarmi di possedere la coppia di supporti SF contraddistinta coi numeri seriali 1 e 2.  

Buoni ascolti e sensazioni.

 

Cristiano

e-mail: marvel147@gmail.com  

MSN:syrah@hotmail.it

 

Scheda fotografica:

 

       

 

 

 

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