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La recensione di
Cristiano :
APPUNTI e NOTE
d’ASCOLTO: di Cristiano
Prodotto:
Piedistalli AUDIOCOSTRUZIONI mod. SF (Sonus Faber)
Categoria:
accessori e complementi
Prima o poi, ogni buon appassionato di
alta fedeltà arriva a confrontarsi con una grandezza fisica talvolta
inavvertitamente trascurata: la vibrazione. Anche nel settore audio le
vibrazioni costituiscono un problema serio, unanimemente riconosciuto
quale fonte di disturbo e di degrado delle prestazioni di un qualunque
componente, sia che si tratti di elettroniche che di diffusori. Le
vibrazioni meccaniche, in determinate situazioni, possono effettivamente
generare fenomeni acustici d’importanza talvolta considerevole,
costituendo di fatto non solo un problema indotto ma, sia in funzione
della corretta installazione e del funzionamento delle nostre amatissime
apparecchiature, di quel subdolo disturbo che esse possono provocare,
direttamente e/o indirettamente, all’ignaro ascoltatore ed addirittura
alle cose, alle strutture, ai componenti di precisione.
Se consideriamo ad esempio i diffusori,
quando sollecitati da un segnale elettrico gli altoparlanti diventano
generatori di vibrazioni poiché le loro parti mobili trasmettono
un’energia al loro stesso contenitore, il quale conseguentemente replica
al supporto sul quale è appoggiato, senza distinzione alcuna che si
tratti di uno stand o del pavimento.
Senza entrare poi nel merito della fisica
e dell’acustica applicata, si consideri che un qualunque corpo, per
poter vibrare, deve possedere una certa elasticità; dunque anche le
vibrazioni sono caratterizzate da un’ampiezza, da un periodo e,
pertanto, da una frequenza (numero di vibrazioni nell’unità di tempo),
grandezze fisiche giustappunto comuni al suono.
Si ricordi per sommi capi che il suono si
definisce come una perturbazione di natura oscillatoria che trasmette
energia attraverso un mezzo (gassoso, liquido o solido) con
caratteristiche di frequenza e di livello tali da risultare percettibili
all’orecchio umano. In altre parole, la propagazione delle onde sonore
nell’aria avviene sotto forma di variazioni di pressione che,
interagendo con l’orecchio umano, in determinate condizioni, generano
una percezione uditiva.
La doverosa premessa tecnica mi è infine
tornata utile per sottolineare che non occorrono conoscenze scientifiche
per intuire l’intima interazione fra suono e vibrazioni, e la deleteria
influenza, diretta ed indiretta, di quest’ultime nei confronti della
musica riprodotta (si pensi anche alle interazioni con lo stesso
ambiente d’ascolto, con gli oggetti d’arredo e con le medesime
strutture).
Orbene, la soluzione più pratica per
neutralizzare le vibrazioni generate dai diffusori bookshelf, o
limitarne gli effetti deleteri, è l’accoppiamento con stands
strutturalmente molto rigidi, in grado di trasferire celermente ogni
forma d’energia meccanica al pavimento. I più affermati costruttori del
settore hanno da sempre adottato tale soluzione, come Solidsteel, Target
Audio, Standesign; altri invece hanno intrapreso una soluzione
diametralmente opposta, basata sul completo assorbimento delle
vibrazioni dei diffusori, generate ed indotte. Su tutti, ricordo i
supporti ideati dall’ing. Lorenzo Russo, fondatore di Moss, realizzati
mediante delle molle, vere e proprie sospensioni ad aria che
approssimavano di fatto e con grande efficacia il comportamento di una
base sismica.
Alcuni anni or sono, dopo aver convissuto
con svariati modelli bookshelf, avevo completamente risolto il problema
degli stands per diffusori acquistando quella che ancora oggi è la mia
coppia di diffusori da pavimento, le italiane Stilo scaturite dalla
penna d’un certo Charles Hansen, progettista assai noto ai più attenti
ed appassionati fruitori di musica riprodotta.
Siccome la vita è bella perché è varia,
recentemente mi sono regalato una coppia intonsa di Sonus Faber Electa
BW, la cui musicalità (e docilità d’uso, a differenza delle varie
versioni Amator ed Estrema) rimane indiscutibilmente intatta ed ancora
pienamente appagante.
Ecco allora che il buon Davide Sbisà
estrae dal suo cilindro una coppia di supporti artigianali, di sua
progettazione e splendida realizzazione, per il cui sviluppo ha
utilizzato esclusivamente il legno (massello di faggio trattato con
mordente di color noce ad ottenere una tonalità assai simile a quella
dell’involucro delle Electa), solidale ad una base in cristallo di
grande spessore, magistralmente forata agli angoli per le immancabili
punte coniche regolabili d’acciaio cromato.
Se l’impatto visivo appare completamente
appagante, resta da valutare l’efficacia della scelta d’una materia
prima piuttosto assorbente e di massa non certo indifferente, su di una
realizzazione tesa ad una evidente rigidità strutturale.
Un grande punto di forza prestazionale
nella gamma più grave della frequenza udibile delle Stilo, è il notevole
controllo e l’articolazione dei bassi, dovuta progettualmente
all’adozione di due piccoli woofers filtrati a frequenze di risposta
diverse, in cassa chiusa (sospensione pneumatica) di ragguardevole
rigidità. Tengo bene a mente le inevitabili differenze timbriche dei
bassi offerti dalle Sonus Faber, peraltro più scuretti e nervosi, ed
inizio i miei ascolti con una selezione di brani musicali
contraddistinti da grande dinamica e da impatto in gamma bassa e
medio-bassa, condotti a vari volumi d’ascolto ed optando per nerboruti
sistemi d’amplificazione a stato solido per il pilotaggio (su tutti i
miei fedeli Albarry M408 ed un ottimo Audioanalyse A-9, da soli 65W/ch,
ma tutti in classe A).
Posiziono i supporti Audiocostruzioni SF
(che battezzerò così, essendo specificatamente costruiti per le Electa e
non essendo regolabili in altezza), nel medesimo punto occupato dalle
mie Stilo, ovvero a circa 130cm dalla parete posteriore e circa 100cm da
quelle laterali. Pur ben sapendo che sui suoi primi progetti il sig.
Serblin abbia sempre optato per filtri del 1° ordine acustico e pendenze
di taglio di 6dB/oct, decido di operare solo una blanda roteazione degli
altoparlanti verso il punto d’ascolto, ben conoscendo la risposta
acustica ed i riverberi del mio ambiente.
Sfrutto da subito la tremenda velocità di
risposta ai transienti dinamici degli Albarry per valutare alcuni
ensemble jazz-fusion di grande caratura tecnica ed artistica, come la
Mahavisnu Orchestra, Weather Report, Steps Ahead, Pat Metheny Group,
Elements: inizio ad annotare la solita ricostruzione scenica, ben
dilatata sui tre assi ortogonali, appena più larga ed un “ciccinino” più
bassa del solito, contraddistinta da una profondità come piace a me e da
un centro-fuoco denso e stabile. Il contrabbasso (Egan, Vitous) è
nuovamente riprodotto in tutta la sua armonica rugosità, senza
slabbrature od invadenti code armoniche, parimenti al basso elettrico (Gomez,
Pastorius), ben articolato ed intelligibile sino a dove le Electa
riescono a scendere con grazia ed autorità.
I passaggi più dirompenti di batteria sono
magistralmente restituiti con veridicità ed impatto, pur non
raggiungendo ovviamente le prestazioni offerte dai migliori sistemi
dinamici da pavimento.
Ad elevati volumi d’ascolto annoto qualche
piccola ed immancabile compressione dinamica, pur nell’ambito d’una
restituzione sonora ancora sana ed intelligibile, senza la percezione di
evidenti distorsioni, anche e soprattutto per merito dell’elevatissima
qualità degli altoparlanti impiegati sulle Sonus Faber. I supporti
svolgono con discrezione e, fondamentalmente, in modo silenzioso il
proprio compito: complice la massa intrinseca, l’appoggio di tutto il
peso su bellissime e robuste punte coniche, le peculiarità del legno,
essi non hanno mai generato sollecitazioni spurie, mai sono entrati in
risonanza con particolari frequenze o rimbombi, rivelandosi davvero un
ottimo e prezioso accessorio per l’impianto hi-fi, oltre che un
validissimo complemento d’arredo.
Il loro confronto con una coppia di
pesantissimi stands autocostruiti in solo massello di mogano e con una
coppia di blasonati supporti metallici inglesi, leggerini per la verità,
è semplicemente non proponibile, sia per la qualità della ricostruzione
scenica e del dettaglio, che per la maggiore insensibilità a vibrazioni
indotte alle pressioni sonore più elevate. Le differenze non sono
ovviamente abissali, ma percepibili: l’alta fedeltà di classe, non è
certo un segreto, è una lunghissima scalinata costituita di gradini
dall’alzata invero esigua.
Chiaramente il suo utilizzo può essere
esteso a tutti i bookshelf di qualità, analogamente a tanti progetti
commerciali in cui si fa uso prevalentemente di profili e tubolari
elettrosaldati in acciaio verniciato, sovente anonimi quando non
bruttini.
Il modello “SF” viene al momento prodotto
esclusivamente su prenotazione, avendo già Audiocostruzioni.com in
catalogo i supporti “Single”, “Metal” e “Four”; anche il prezzo di
vendita è in funzione sia della lavorazione, sia delle finiture, che dei
materiali utilizzati. Peraltro si tratta di pezzi unici, artigianali,
curati parimenti sotto il profilo estetico oltre che funzionale.
Consiglio pertanto di contattare
direttamente Davide Sbisà per i costi ed i tempi d’attesa, al quale non
posso fare altro che rinnovare i miei personali complimenti, sia per la
cordiale disponibilità che per l’elevata qualità complessiva dei
prodotti di sua realizzazione (vedasi gli eccellenti cavi di
alimentazione SB7).
Personalmente, posso nel frattempo
vantarmi di possedere la coppia di supporti SF contraddistinta coi
numeri seriali 1 e 2.
Buoni ascolti e sensazioni.
Cristiano
e-mail:
marvel147@gmail.com
MSN:syrah@hotmail.it
Scheda fotografica:



Se vi interessano:
320/00 euro la coppia Per ordinare :
Audiocostruzioni Sbisa' Giovanni e c snc via grosoli 6
41012 Carpi Mo tel 059.685054
info@audiocostruzioni.com
Costo trasporto 15/00 euro
Maggiorazione supporti antivibranti 15/00 euro
La prova delle
Sonus Faber

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