Visto che non e piu' disponibile sul mercato lo stabilizzatore Diaxing ,
si e trovato il sostituto a norme CE dello stesso. La ditta
produttrice e la stessa e anche le caratteristiche sono identiche
tranne che per il display. Questo prodotto e munito di un
grosso trasformatore toroidale da 2 KW , dove ci possiamo attaccare
praticamente qualsiasi cosa , io nella mia sala prove ho collegato
almeno 3 grossi ampli e 3 lettori CD. Quindi nessun
problema per i vostri impianti. Con questo accessorio potete
sia mantenere la tensione di uscita a 220 volt fissa ,
controllare il grado di assorbimento dei vostri apparecchi e anche avere
una maggiore protezione del vostro impianto. Infatti con questo
grosso toroidale siamo praticamente isolati dalla rete e da
tutti i suoi sbalzi. Possiamo quindi supporre che il vostro
impianto abbia molti meno problemi e una durata sicuramente piu' lunga.
Il prodotto come l'altro modello non fa nessun rumore e praticamente ad
apparecchi spenti non consuma nulla.
L'interruttore posto sulla parte interiore e molto comodo perchè
puo' comandare tutto l'impianto. La tensione di entrata puo'
variare dai 160 volt fino ai 250 volt , mentre
quella di uscita e di 220 volt e 110 volt stabili , con una variazione
molto bassa .
Una precisazione l'uscita di 110 volt ha una potenza di 1000 watt circa
per il modello da 2 Kw.
Caratteristiche:
Tensione ingresso: 160 - 250V
Tensione uscita: 220V / 110V
Precisione di stabilizzazione: ± 3%
Frequenza: 50/60Hz
Tempo regolazione: entro 1 secondo a
fronte di una deviazione in ingresso del 10%
Efficienza: > 90%
Distorsione: nessuna distorsione
aggiuntiva
Fattore di potenza carico: 0.8
Temperatura operativa: -10 - 40°C
Umidità relativa: < 95%
Dimensioni :
Modello SVC 3000 - Alt 20 cm - Larg
24 cm - Prof - 31 cm ( circa ) Peso 10 kg circa
Modello SVC 5000 - Alt 20 cm - Larg
24 cm - Prof - 47 cm ( circa ) Peso 15 kg circa
Video You Tube:
Scheda fotografica:
SVC 3000
SVC 5000
Vediamo dietro:
La versione con ciabatta e cavo alimentazione:
Vediamo dentro:
SVC 3000
SVC 5000
Istruzioni:
Imballo:
Come suona:
Difficile giudicare questi oggetti semplicemente come
prestazioni finali anche se sicuramente si può ipotizzare un aumento
generale delle prestazioni nell'ordine del 5% , bisogna invece
giudicare questi accessori come protezione al vostro
impianto per fare si che abbia meno
I vantaggi
derivanti dall’adozione dello stabilizzatore di tensione; già dal punto
di vista elettrico
Cercheremo, di
rispondere alla domanda se l’adozione di un condizionatore di rete
stabilizzatore di tensione per alimentare i nostri impianti Hi-Fi sia
una delle tante “fisime” (o “leggende metropolitane” che dir si
voglia) oppure se l’inserzione di tale apparato abbia una qualche
valenza tecnico-scientifica (senza – per far questo – adottare
sofisticate pratiche alchemiche o scomodare i tecnici della NASA).
Concettualmente,
seguendo la Legge di Ohm, in un circuito avente resistenza elettrica
R esistono le seguenti relazioni tra la Tensione V, la
Corrente I e la Potenza elettrica P :
V = R . I
P = V . I = V2/R
= I2. R [1]
Questo è
sostanzialmente valido sempre perché, nel caso della corrente continua
V è il valore della tensione elettrica interessante il circuito e
I la corrente elettrica che percorre il circuito; per la corrente
alternata, V ed I saranno invece i valori “istantanei”
della corrente e tensione, poichè, come sappiamo, essi variano istante
per istante.
Nel caso della
corrente alternata, però, a causa delle le caratteristiche del circuito,
che può contenere diversi elementi, ossia resistenza,
induttanza e capacità, nel tratto di rete che alimentano la
nostra abitazione (lampade al neon di negozi, un’officina, le celle
frigorifere di una macelleria o di un supermarket, ecc.) o che
alimentano la presa di corrente dove è collegato l’impianto, le due
grandezze alternate Tensione (V) e Corrente (I) possono
non raggiungere nello stesso istante il loro valore massimo ed il valore
minimo. In tale caso le due grandezze si dicono tra loro “sfasate”.
Lo sfasamento fra le
due grandezze alternate viene espresso in angoli. Una differenza di fase
di 90°, ad esempio, significa che un’onda ha raggiunto il suo massimo
valore un quarto di ciclo prima (anticipo) o dopo (ritardo) l’altra.
L’angolo di
sfasamento, nella tecnica, non viene normalmente espresso in gradi, ma
con il coseno dell’angolo stesso (cosf
= coseno di phi), e si chiama “fattore di potenza”.
La
potenza elettrica secondo il cosf
(la formula di Ferraris)
Come
accennato, nella realtà è molto raro trovare un circuito costituito da
sole resistenze o da sole induttanze, ma di solito i circuiti contengono
resistenze,
induttanze,
capacità.
Si verificano quindi, a seconda della preponderanza di uno o dell'altro
elemento,
sfasamenti
fra correnti e tensioni alternate che ricoprono tutti gli sfasamenti
intermedi possibili fra i due casi limite, con corrente in ritardo od in
anticipo, come, ad esempio, nel diagramma che di seguito riportiamo.
Esempio di
corrente in ritardo rispetto alla tensione
Nel diagramma la
corrente è in ritardo rispetto alla tensione, quindi si tratta di un
circuito dove la presenza di induttanze è preponderante ma si ha una
potenza, che però non raggiunge i massimi valori come nel caso di un
circuito con sole resistenze.
Ciò significa che lo sfasamento provoca sempre una diminuzione della
potenza, diminuzione proporzionale all'angolo di sfasamento
f fra
corrente e tensione.
Lo scienziato torinese
Galileo Ferraris
(inventore del
motore a
induzione) nel 1883 ha enunciato la "formula di Ferraris",
diventata poi la formula universalmente impiegata per il calcolo della
potenza in circuiti a corrente alternata:
P = V · I · cos
f
[2]
cioè che la potenza di
una corrente alternata, comunque sfasata, è data dal prodotto dei valori
efficaci della tensione e della corrente, moltiplicati per il "coseno"
dell'angolo di sfasamento.
Ma perché proprio il "coseno" dell'angolo di sfasamento?
Perché il coseno di un angolo va dal valore numerico di 1,000 per
l’angolo di 0°, al valore 0,000 per l’angolo di 90°.
Quindi quando non vi è
sfasamento, ossia angolo zero, avremo
P = V · I · 1
ma se, ad esempio vi è
uno sfasamento di 50 °, avremo invece:
P = V · I · 0,643
quindi potenza
inferiore.
L'effetto Joule
Una corrente
elettrica in un conduttoremetallico è, come ben
sappiamo, un movimento orientato di elettroni al suo
interno (a muoversi sono gli elettroni dei livelli energetici più
esterni che sono praticamente liberi).
Gli elettroni,
nel loro moto, urtano incessantemente contro gli ioni
del reticolo del conduttore e trasmettono loro una
certa quantità di energia.
E' chiaro quindi che
gli elettroni, tramite questi urti, comunicano al
conduttore del calore per cui esso (il conduttore)
si scalda, cioè la sua temperatura (che indica il valore
medio dell'energia cinetica delle particelle che lo compongono)
aumenta.
L'effetto di
riscaldamento che una corrente elettrica produce nel
conduttore si chiama effetto Joule (in onore del fisico
inglese che descrisse il fenomeno attorno al 1840).
Vediamo ora come l'effetto
Joule può essere espresso matematicamente.
Consideriamo un
semplice circuito costituito dalla linea elettrica alla quale è
connessa una resistenza R e supponiamo di farvi scorrere la
correnteI per un tempot (durante il quale
consideriamo che la corrente stessa sia costante).
Il caloreQ
prodotto per effetto Joule risulta (la presentiamo senza
dimostrazione) essere :
Q = R · I2
· t [3]
Questa è la formula
che esprime l'effetto Joule.
Da essa risulta
chiaro che il calore prodotto è direttamente proporzionale
alla resistenza, al tempo ed al quadrato della corrente.
OSSERVAZIONI FINALI
Come andiamo adesso ad
illustrare, c’è da osservare che la dipendenza del calore prodotto dalla
resistenza caratteristica dell’apparecchio collegato alla presa dal
quadrato della corrente (Legge Joule) di è molto importante.
Richiamiamo la
relazione [1] (Legge di Ohm) P = V . Ie la
riscriviamonella forma [2] del Ferraris
P = V · I · cos
f
Sostituiamo ora dei
valori numerici “pratici” alle lettere (per fare un nostro esempio):
In un dato momento (e
per un dato periodo di tempo di 1 secondo) un nostro amplificatore
finale di potenza sta assorbendo circa 200 Watt per canale (circa 400
Watt complessivi) da una linea elettrica a 220 Volt, dove si può
rilevare un fattore di potenza uguale a 0,8 e la resistenza
dell’apparato sia di 121 Ohm;
Per quanto abbiamo
visto, avremo, cioè, che:
400 Watt (circa) = 220
Volt x 2,27 Amper x 0,8
E la quantità di
calore espressa in Joule prodotta dal nostro amplificatore in base alla
formula [3] sarà:
Q = 121 [W] x (2,27)2
[A] x 1 [sec] = 121 x 5,153 x 1 = 623,5
[J]
Ma se ad un certo
punto, per una delle tante cause che possono verificarsi nella rete
elettrica di distribuzione, alla presa dove è collegato il nostro
amplificatore non viene più fornita corrente a 220 Volt, ma (per
esempio; ma è cosa più frequente di quanto si possa ritenere!)) a 210
Volt e con un fattore di potenza uguale a 0,6; avremo che il nostro
componente Hi-Fi assorbirà una corrente maggiore:
400 [W] = 210 [V]
x 3,17 [A] x 0,6
In questo caso, la
quantità di calore prodotta dal nostro amplificatore sarà:
Q = 121 [W] x (3,17)2
[A] x 1 [sec] = 121 x 9,102 x 1 = 1101,3 [J]
(Nota: Per
analizzare cosa avviene nel caso di un aumento della tensione di linea,
basta applicare opportunamente le formule riportate)
Da tutto quanto
abbiamo si qui visto possiamo affermare – tra l’altro - i seguenti dati
di fatto:
-Se, per
esempio, la corrente (I) assorbita da un nostro apparato Hi-Fi
raddoppia, il calore prodotto in un dato tempo quadruplica;
-Quando
la corrente supera un determinato valore ritenuto dal progettista
dannoso per gli apparecchi inseriti, il filo del fusibile inserito a
protezione, conseguentemente al riscaldamento per effetto Joule, fonde,
interrompendo il passaggio di corrente; nel caso di una protezione
termica o elettronica, questa interviene (in entrambi i casi, cioè,
l’apparato andrà “fuori servizio”);
-
Nel caso (frequente)
che un apparato abbia una certa “protezione” costituita - per lo più -
da circuiti elettronici, una volta che si induce un assorbimento
eccessivo, qualche componente dello stadio di alimentazione in ingresso
(generalmente il trasformatore) si brucia.
Il commento di Lorenzo sui consigli
di Silvio :
Caro Davide come
sai da molto tempo seguo le pagine del tuo sito che ha il pregio di dare
spazio a tutti per pubblicare progetti opinioni ed esperienze varie.
Purtroppo però
quando si entra nel merito della tecnica non sempre ci si può
accontentare dell'esperienza e dell'ascolto. Pertanto vorrei proporre
qualche precisazione sull'articolo intitolato "I
vantaggi derivanti dall’adozione dello stabilizzatore di tensione; già
dal punto di vista elettrico."
scritto da Silvio Torelli.
Nell'articolo in
questione si afferma:
"Nel caso della
corrente alternata, però, a causa delle le caratteristiche del circuito,
che può contenere diversi elementi, ossia resistenza, induttanza e
capacità, nel tratto di rete che alimentano la nostra abitazione
(lampade al neon di negozi, un’officina, le celle frigorifere di una
macelleria o di un supermarket, ecc.) o che alimentano la presa di
corrente dove è collegato l’impianto, le due grandezze alternate
Tensione (V) e Corrente (I) possono non raggiungere nello stesso istante
il loro valore massimo ed il valore minimo. In tale caso le due
grandezze si dicono tra loro “sfasate”."
In pratica si
afferma che il fattore di potenza in un dato punto della rete dipenda da
ciò che si trova a monte di questo punto.
In raltà non è
assolutamnte vero anzi è il contrario: il fattore di potenza in un punto
della rete elettrica dipende solo e soltanto dalla natura del carico che
alimenta.
Considerando la
figura 1.
I carichi cha si
connettono alla rete di distribuzione risultano connessi tutti in
parallelo quindi sono tutti carichi a tensione impressa e come si può
facilmente intuire la corrente che scorre in ciascun carico dipende solo
dalla sua impedenza equivalente (Z).
Ma questa rimane
una piccola inesattezza in confronto a quanto si afferma nel paragrofo
delle "OSSERVAZIONI
FINALI".
Dopo una corretta
introduzione dell'effetto Joule il signor Silvio Torelli propone alcuni
semplici calcoli in cui correttissime formule di elettrotecnica vengono
impiegate in modo a dir poco fantasioso.
Si afferma
infatti:
"In
un dato momento (e per un dato periodo di tempo di 1 secondo) un nostro
amplificatore finale di potenza sta assorbendo circa 200 Watt per canale
(circa 400 Watt complessivi) da una linea elettrica a 220 Volt, dove si
può rilevare un fattore di potenza uguale a 0,8 e la resistenza
dell’apparato sia di 121 Ohm;
Per quanto abbiamo
visto, avremo, cioè, che:
400 Watt (circa) =
220 Volt x 2,27 Amper x 0,8
"
Questa
affermazione contiene una contraddizione: Se la resistenza dell'apparato
è 121Ohm e quindi l'apparato viene modellato come una resistenza il suo
fattore di potenza non può che essere unitario (infatti il fattore di
potenza vale zero per carichi completamente induttivi o capacitivi, è
unitario per carichi puramente resistivi e assume valori intermedi per
carichi che sono frutto di combinazioni di più elementi di natura
diversa).
Successivamente si
afferma:
"Ma
se ad un certo punto, per una delle tante cause che possono verificarsi
nella rete elettrica di distribuzione, alla presa dove è collegato il
nostro amplificatore non viene più fornita corrente a 220 Volt, ma (per
esempio; ma è cosa più frequente di quanto si possa ritenere!)) a 210
Volt e con un fattore di potenza uguale a 0,6; avremo che il nostro
componente Hi-Fi assorbirà una corrente maggiore:
400 [W] = 210
[V] x 3,17 [A] x 0,6"
Qui le
contraddizioni sono almeno 2:
Il fattore di
potenza in un dato punto della rete non può cambiare se non cambia il
carico. Visto che il carico in questione è l'impianto hi fi il fattore
di potenza resta costante e unitario qualunque cosa succeda a monte
del vostro impianto.
Se l'impianto è
modellato con una resistenza se la tensione di rete scende la potenza
dissipata da tale resistenza deve scendere perchè P=V*V/R. (questo è
avvalorato dal fatto che tutti prima o poi nella vita si sono accorti
che con un calo di tensione di rete il volume di ascolto dell'impianto
si riduce per poi tornare al valore consueto.
Queste brevi note
non servono a sfatare o a confermare l'utilità del condizionatore di
rete, ma vogliono soltanto fare chiarezza sull' elettrotecnica che a
differenza delle sensazioni all'ascolto è una scienza in cui esiste una
verità condivisa da tutti (tranne che dal signor Torelli).
Premesse
Il fattore di potenza, che viene indicato
come coseno dell’angolo ?, viene
determinato dalle caratteristiche del carico che si comporta come un
assorbitore di energia reattiva, in quadratura con l’energia reale, e,
rispetto a questa in ritardo se induttiva, in anticipo se capacitiva.
Il distributore di energia elettrica (ENEL) si trova pertanto a dover
produrre energia per alimentare un carico del quale solo la componente
reale di energia è effettivamente utilizzata per produrre lavoro, mentre
la componente reattiva, contribuisce ad aumentare le perdite di linea.
La maggioranza delle utenze, alimentate sia in media che in bassa
tensione, a parte qualche minima eccezione, assorbe energia reattiva in
ritardo a causa delle induttanze presenti nel carico stesso (
trasformatori, motori, reattori delle lampade a scarica, ecc.)
La società distributrice fino alla metà degli anni 80 consentiva, per
contratto, che il minimo valore del fattore di potenza fosse pari a 0,8.
Dalla metà degli anni 80, la crisi del prezzo del petrolio, determinò
l’indirizzo a livello governativo di emanare leggi volte al risparmio
energetico.
Fra l’altro si è elevato per legge il limite per il fattore di potenza
minimo al valore di 0,9, stabilendo delle penali da applicare al cliente
per fattore di potenza minore; non solo, ma qualora il cliente che è
responsabile dell’assorbimento con basso fattore di potenza, continui ad
assorbire con valori del fattore di potenza inferiore a 0,6, non ostante
i richiami da parte dell’ENEL a provvedere al rifasamento del proprio
impianto, la stessa legge conferisce all’ENEL la facoltà di interrompere
la fornitura di energia
DA: WIKIPEDIA/rifasamento elettrico
Il rifasamento elettrico - aspetti teorici e presupposti tecnici
Nelle utenze industriali, la maggior parte dei carichi è costituita da
motori e trasformatori che generano un campo magnetico, che "sfasa"
tensione e corrente causando la produzione di energia reattiva (espressa
in KVARh). La sola potenza "utile" (in grado, cioè, di trasformare
l'energia elettrica in lavoro meccanico) è quella attiva. La potenza
reattiva, non solo non può essere trasformata in lavoro meccanico, ma
causa anche il transito in rete di corrente induttiva. Questa corrente
induttiva causa una diminuzione della capacità di trasporto di energia
"utile" da parte del cavo, in quanto (se assimiliamo il cavo elettrico
ad un ipotetico tubo) la sua presenza "ruba" spazio ad una certa
quantità di energia attiva. LA POTENZA REATTIVA INDUTTIVA, QUINDI,
COSTITUISCE UN CARICO SUPPLEMENTARE PER I GENERATORI, I TRASFORMATORI E
LE LINEE DI TRASPORTO E DISTRIBUZIONE, IMPEGNANDO IL FORNITORE DI
ENERGIA A SOVRADIMENSIONARE I PROPRI GENERATORI A SCAPITO DEL RENDIMENTO
E PROVOCANDO ALTRESÌ UNA MAGGIORE CADUTA DI TENSIONE IN LINEA, CHE SI
TRADUCE IN ULTERIORI PERDITE DI POTENZA ATTIVA. Per ovviare a questo
problema si inseriscono in parallelo ai motori delle batterie di
condensatori (carichi capacitivi) che contrastano l'effetto dei carichi
induttivi, tendendo a riportare in "fase" tensione e corrente. Proprio
per questo motivo tale operazione viene detta "rifasamento".
Cosa dicono i clienti :
Precisazione : Le
prime recensioni sono prese dalla pagina del modello
precedente , essendo la stessa casa e i componenti non
cambiano , mi e sembrato giusto inserirle.
Il
commento di Carlo Alberto
Il mio impianto:
Cdplayer: Linn Ikemi
Preamp: Aureavox Arcana 81
Finali: coppia di Aureavox Arcana 82 per gli alti
Finali: coppia di Aureavox Arcana 5881 per i medio bassi
Diffusori: Sonus Faber Signum su stand originali
Cavi di segnali: Chord Solid, Ixos 1014 e ATM
Cavi di potenza: Naim Naca 5
Portaelettroniche: Archidee
Il
condizionatore è arrivato ben impacchettato, e la confezione risultava
pesante. Appena scartato non ho potuto dire altro che: "BELLO".
Veramente bello, da un lato fuoriusciva il cavo di alimentazione che
altro non era che il validissimo SB-3 con cui tutto il mio impianto è
cablato, dall'altro un display e il pulsante di accensione incastonati
in una rifinitura di legno eseguita ad opera
d'arte. Fra le altre cose ho chiesto a Davide di avere la finitura
color noce, per meglio inserirsi nel mio ambiente domestico ed è
riuscita proprio bene, apprezzatissima anche da mia moglie!
Collegato il condizionatore alla ciabatta, lo accendo: il display ocra
fornisce tutte le informazioni necessarie, silenziosamente; ma è meglio
non guardarlo altrimenti si nota che schifo di corrente passa nei
nostri impianti. Questo perché viene indicata la corrente in
entrata e quella corretta in uscita e vi assicuro che le correzioni
sono sempre puntuali.
Premetto che da me la corrente fa brutti scherzi, ed io ero già in
possesso di un condizionatore in quanto si bruciavano tutti i fusibili
dell'impianto per gli sbalzi della rete. Ma il mio vecchio
condizionatore, assemblato alla buona da un kit, era rumoroso, anche
se sortiva un buon effetto sulla resa sonora.
Il
condizionatore di Davide invece è molto silenzioso, solo un ronzio
impercettibile udibile avvicinando l'orecchio e poi, cosa importante,
non scalda, Quando l'ho messo in funzione la prima volta però mi ha
lasciato assai perplesso: tutto il suono, e per me bel suono, che ero
solito ascoltare era sparito, ogni cosa sembrava fuori posto, mi sono
spaventato tanto da temere una rinuncia all'acquisto. Solo il tempo mi
ha permesso di capire, cosa a cui non avevo voluto credere, che forse
aveva bisogno di essere rodato o altra ipotesi, che le elettroniche del
mio impianto, soprattutto le valvole, necessitassero di abituarsi al
tipo di corrente erogata.
E SI SONO ABITUATE BENE.
Quello che più si apprezza con l'inserimento del condizionatore, dopo
almeno una giornata di rodaggio, è la pulizia del messaggio sonoro che
si realizza in un dettaglio accentuato senza scadere nell'analicità
estrema, ma nella concretezza.
Ogni cosa è a suo posto e dove le registrazioni lo permettono, si ha la
netta e reale sensazione di vedere da dove proviene il suono. Io ascolto
prevalentemente jazz e classica (rinascimento/barocco) e nell'ascoltare
nuovamente alcuni cd come Melos di Fresu o Pianism di Petrucciani ho
trovato e udito suoni, colori e strumenti mai sentiti.
Con la classica invece, la cosa più evidente, come nelle cantate di
Bach p.e., è la profondità della scena e la facilità con cui si può
discernere i piani orchestrali con i singoli assoli dalle voci.
Senza il condizionatore è per me che sono miope come avere gli occhiali
appannati.
Quello che vorrei mettere in luce è che la sensazione complessiva è di
un'immagine acustica più ampia in ogni dimensione dello spazio e la
presenza "fisica" di aria fra gli strumenti e le voci. Aria che poi si
traduce in silenzio, ossia nella non sovrapposizione dei piani sonori
che porta quell'idea di indistinto che solitamente determina anche una
certa fatica di ascolto.
Forse a non tutti gioverà come a me l'utilizzo di questo condizionatore
poiché dipenderà da che tipo di corrente permea il vostro appartamento,
ma credo che, siccome la ricerca in alta fedeltà è fatta di piccoli
particolari, l'inserimento a monte della rete (ciabatta) di questo
condizionatore riesca a fare egregiamente la sua parte.
La sua potenza poi permette la gestione di qualsiasi impianto (Davide
vi darà poi migliori informazioni). Rimane il fatto che personalmente,
fatto questo passo, non sono più in grado di tornare indietro e vi
assicuro che ho provato.
Concludo, anche scusandomi per la mia incapacità di entrare in dettagli
con descrizioni disco per disco, ma ho un ascolto della musica molto
emozionale e se mi permettete godereccio, lasciando la mia email (amgiova@email.it)
in modo tale che chiunque abbia dei dubbi o dei chiarimenti da esporre,
possa contattarmi.
un mese fa e passa ho acquistato il tuo condizionatore di rete da 2 k
con la ciabatta. Ora mi ripresento per dirti le mie impressioni. Non è
una recensione, né una valutazione critica. non ho questa pretesa.
solo il racconto della mia esperienza di ascoltatore. Suddivido per
punti il discorso. In un'altra mia ti pongo poi un paio di domande su
altro argomento.
IMBALLAGGIO: l'ho trovato molto accurato, solo un po' scomodo da
aprire. solamente un po'.
QUALITA' COSTRUTTIVA APPARENTE: ineccepibile per accuratezza. è anche
gradevole.
INSTALLAZIONE: immediata, facile.
RODAGGIO: secondo me, assolutamente necessario . All'inizio con il
condizionatore il suono sembra smarrire le coordinate originarie.
Specie la coesione sembra venire meno. Direi che occorre molto
rodaggio.
CAMBIAMENTI: una volta rodato, il condizionatore mi pare che produca
dei cambiamenti anche vistosi rispetto a tutti i parametri. Sono
cambiamenti in larga parte positivi. Vado a impilarli, cominciando
dalla lista dei miglioramenti, molto più lunga;
AMPIEZZA: la scena sonora sembra guadagnare in ampiezza; ampiezza che
coinvolge i rapporti fra i vari strumenti e voci: più aria tra di
loro; e quindi più contrasto fra la luce del suono e il buio appunto
infra-strumentale
PROFONDITA': anche su questo livello, specie per i bassi, mi sembra di
riscontrare un guadagno; più tridimensionalità;
TRASPARENZA e MATERICITA': entrambe sono conservate intatte; nessuna
colorazione, nessun velo, nessuna distorsione...
DETTAGLIO: generalmente aumenta, senza però sconfinare, come si dice,
nella dimensione artificiosa dell' iper-analiticità;
BASSI: sono rimasti controllati, guadagnando decisamente in
estensione: forse è il piano su cui avviene il cambiamento più
clamoroso;
ALTI: dettagliati almeno come prima, forse leggermente di più, hanno
perso ogni aspetto di acuminatezza;
DINAMICA: macro ok: punch, carezze, accelerazioni, frenate etc sempre
al top; micro idem.
PRECISIONE E STABILITA' DELLA SCENA: forse è in rapporto al motivo del
dettaglio, ma la precisione e la stabilità sembrano migliorate, dai
contorni più netti, ma non bruschi.
MORBIDEZZA, CALORE: senza aggiungere nulla (cfr. trasparenza), mi
sembra che il suono sia leggermente meno secco o, se vogliamo, meno
freddo. la do comunque come impressione
Vengo alla lista dei peggioramenti. Su questi parametri il
condizionatore sembra aver tolto qualcosa all'impianto, specie
riguardo al primo:
MEDIO BASSI: sembrano leggermente arretrati rispetto ai bassi; sono
ben presenti ancora, ma leggermente defilati rispetto ai bassi
profondi. Come un mutamento al vertice, come se avessero passato lo
scettro ai bassi profondi.
COESIONE: anche dopo il rodaggio, mi sembra che la coesione fra le
altezze abbia perso qualcosina, forse perché
l'impianto è originariamente incardinato sui medio-bassi. Forse invece
è solo ancora la mancanza d'abitudine all'aria fra gli strumenti,
prima inferiore. In questo caso allora non sarebbe un limite del
condizionatore, ma un certo mio conservatorismo involontario.
CONCLUSIONE
In conclusione sono soddisfatto dell'acquisto e per parecchi versi
molto soddisfatto. L'unico vero limite l'ho riscontrato
nell'arretramento dei medio-bassi, come ho sottolineato. Per il resto
i parametri sembrano variare tutti e anche notevolmente in meglio, con
un ulteriore dubbio, tutto da appurare, sulla coesione: potrebbe
benissimo condizionarmi nel giudizio, ribadisco, l'abitudine del mio
orecchio alla mancanza di ariosità dell'era ante-condizionatore di
rete.
Il mio impianto, di cui sono molto soddisfatto, come ho già avuto
modo di dirti, è tutto contrassegnato AM AUDIO:
Multi-Lettore: TEAC 50 con stadi di uscita AM A.
Pre: AM Audio A4
Finale: AM Audio A20 reference
Diffusori: RM4 IMPROVED
Cavi segnale e potenza: AM Audio (gli unici in listino)
dopo avere provato ed analizzato il condizionatore di rete che mi hai
venduto in occasione del Milano Hi-end eccoti le mie impressioni:
L'apparecchio si presente con una buono estetica, non scalda e tanto
meno è rumoroso.
E' facile da collegare, e stabilizza la corrente con approssimazione
dal 1% al 2% (riferimento 220 volt) anche se a me la tensione non è
mai scesa sotto i 220 volt.
Per quanto attiene alla funzionalità, non si perde alcuna dinamica, si
acquista un aumento certo della musicalità e rotondità del suono con
l'eliminazione dei picchi dinamici dovuti essenzialmente ai rialzi
improvvisi di tensione es. volt 245 ( a Milano nella mia zona succede
spesso)
Comunque giudizio più che positivo, e visto la concorrenza, ottimo
rapporto qualità/prezzo.
Sicuramente un pezzo da consigliare a chi pretende il meglio dal
proprio impianto.
Dimenticavo, mi raccomando a tutti di fare attenzione a collegare gli
apparecchi del proprio impianto in fase
Un
commento trovato sul newsgroup it.hobby.hi-fi di ottobre 2003
su
un semplice trasformatore di alimentazione messo prima
dell'alimentazione , questo oggetto oltre che fare la stessa funzione
, stabilizza anche la corrente...percio' se ha avuto questi risultati,
con un semplice trasformatore , pensate con questo oggetto.... leggete
......
Ieri sera un mio amico
mi porta un trasformatore industriale di isolamento da 160VA, un oggetto
effettivamente ben realizzato. Con un'alimentazione in ingresso di 230V
rende disponibile sull'usicta 230V +/- 15%, e può funzioanre anche con
tensioni di 400V. Mi dice: "prova a metterci in serie l'impianto....".
Al che mi dico: provo.
Tanto, 30W di CD e 35W di ampli, non credo avrò mai problemi, magari
invece mi inserisce qualche ronzio...... Un pò scettico, oggi connetto
la multipresa al trasformatore e ques'utlimo alla 220V, e....nessun
ronzio dalle casse, già bene. Metto su il primo CD che mi capita,
"casualmente" è Scott Ross che esegue Bach, partite per clavicembalo,
edizioni Erato. 5 secondi di brano.....che diavolo
succede............controllo sia tutto a
posto, di non aver fatto cavolate (era difficile, tutto sommato)....riaccendo.......mmmhhh.
Non credo di essere (ancora) rincretinito, quindi nell'impianto è
cambiato letteralmente tutto. Dalla scena acustica, molto meglio
focalizzata, alla dinamica, al dettaglio, alla timbrica, con una gamma
media infinitamente più limpida di prima e una gamma alta una spanna al
di sopra della precedente condizione per finezza e assenza di asprezze.
Ero partito con un "speriamo che non saldi qualcosa", e ora finché non
cambio ampli dubito che il mio amico rivedra il suo trasformatore.......
Nulla di esoterico, ovviamente, un ben costruito ma onesto trasformatore
industriale di isolamento. Trovato su it.hobby.hi-fi in
ottobre 2003
come puoi vedere ho volutamente aspettato alcuni giorni prima di farti
un report di come sono andate le cose col nuovo condizionatore di rete
5kw rack che gentilmente e prontamente mi hai mandato ..
Innanzitutto premetto che la corrente dalle mie parti in questo
periodo oscilla dai 222 ai 229 nel pomeriggio e dai 217 ai 224 in
serata.
Con il condizionatore, in modalita "precision high", si riesce a
contenere questo range all'interno del valore 217-223 e devo dire che
qusto e' notevolmente rassicurante anche se mi sarei auspicato una
precisione maggiore; magari aggiungendo un pacco batterie -dico io-
si sarebbe potuto (parlo forse per ignoranza) raggiungere una
precisione decimale?!?
Veniamo ad altre considerazioni;
L'apparecchio e' assolutamente silenzioso e non scalda nonostante vi
siano collegati parecchi componenti.
L'immagine e' solida e molto bella, anche il posteriore dove si
trovano tutte le prese di corrente, compresa l'uscita a 110 volt, e'
molto ben costruita con un massello che alloggia le servitu'.
Tuttavia, nonostante io abbia frapposto tra la rete e il
condizionatore un condensatore (filtro di rete), non sono ancora
riuscito ad eliminare alcune interferenze con gli altri apparecchi di
casa (vedi il frigorifero ed altri interruttori della luce) che si
fanno sentire decisamente sul canale microfonico del mixer ma forse il
problema e' da imputare ad altri fattori che ignoro.
In definitiva posso considerarmi molto sereno e soddisfatto
dell'aggiunta nel mio impianto del nuovo amico condizionatore e in
futuro (che spero sia prossimo) quando avro' completato alcuni upgrade
atti a risolvere quei fastidi di cui ti parlavo mi piacerebbe
chiederti di fare un articolo.
Eccomi qua, a distanza di qualche mese
dagli “acquisti” effettuati, ho aspettato che passasse l’entusiasmo
iniziale cosi da poter scrivere in maniera più “reale” le mie
impressioni sul suono del mio impianto dopo i vari ritocchi a livello di
alimentazione.
Sinceramente non credevo che curando l’alimentazione delle elettroniche
avrei ottenuto risultati del genere…
Ho un impianto stereo costituito da un ampli Rotel serie 10 (1062) , un
lettore CD Rotel serie 10 (1072), un “vecchio” ma fidato giradischi
Technics e delle casse KEF Q 11 a quattro vie.
Da quando ho acquistato il tuo condizionatore di rete la voce del mio
impianto è cambiata completamente mi sembra di sentire suonare un altro
impianto molto più “costoso” del mio.
Il condizionatore di rete, dopo ampio rodaggio, svolge egregiamente il
suo lavoro, qualche giorno fa provando a mettere “in fase” l’impianto ho
provato a collegare le elettroniche senza il condizionatore, volevo
sentire la differenza… dopo qualche minuto di ascolto “mi mancava
l’aria”… ho rimesso su tutto come prima… (ah, per quanto riguarda la
messa in fase dell’impianto stereo effettivamente c’è differenza con le
prese di alimentazione collegate in un senso piuttosto che in un altro,
non saprei dire se in questo momento l’impianto è in fase, so solo che
con questa configurazione suona nel migliore dei modi… per le mie
orecchie…).
Comunque, se qualcuno ha delle perplessità riguardanti il miglioramento
della qualità del suono attraverso la cura dell’alimentazione delle
elettroniche il mio personale invito è quello di provare e vi assicuro
che non crederete alle vostre orecchie.
Dopo l’acquisto del condizionatore di rete, lasciandomi coinvolgere dal
risultato ho acquistato il distributore di rete con componenti B Ticino
e i cavi di alimentazione delle elettroniche SB3, mi sono ancora una
volta stupito dei risultati ottenuti assolutamente inattesi… “DETTAGLIO
A TUTTO ANDARE…”
Sono un appassionato di musica Blues e suono la chitarra in una
formazione blues da anni, molti dei miei CD li ho letteralmente
“consumati” ascoltandoli di continuo per imparare le parti della
chitarra, molti di quei CD li conoscevo Nota per Nota, quando li ho
riascoltati dopo ”la cura” del mio impianto sono rimasto allibito
sentendo quanti particolari mi ero perso,
“JUST ONE NIGHT” un CD live (favoloso) di Eric Clapton è sempre stato
uno dei miei CD preferiti non mi ero mai accorto della ricchezza di
suono della chitarra di accompagnamento (si sente a sx) un pò perché la
mia attenzione era focalizzata sulla chitarra di Clapton che è molto più
udibile ed è al centro della scena sonora un po’ perché effettivamente
la mancanza di dettaglio mi consentiva di ascoltare la chitarra di
accompagnamento solo in alcuni passaggi.
E’ solo un esempio ma da l’idea di cosa vuol dire ottimizzare un
impianto stereo. Già da qualche tempo pensavo di sostituire le mie
elettroniche con qualcosa di più importante, sinceramente adesso non
sento più il bisogno.
Per chiudere ti dico che i materiali e la manifattura di cavi,
condizionatore e distributore di rete sono veramente eccezionali, e
comunque la fattura artigianale dei pezzi da un tocco di “personalità”
all’impianto … anche l’occhio vuole la sua parte.