CAVI e ALTRO

Stabilizzatore TSD 3-  3000/5000

 

 

SCHEDA

Di cosa si tratta

Stabilizzatore di tensione

Produttore

SVC China

Caratteristiche

3/5kw stabilizzati 230V

Dimensioni

Lunghezza standard 1,5mt

Prezzi

Modello SVC  3000 - 210  euro

Modello SVC 5000 - 280 euro

Modello SVC 3000 -  Con cavo alimentazione  SB3    e  Ciabatta Audiocostruzioni 5 posti  - 310 euro

Modello SVC 5000 -  Con cavo alimentazione  SB3    e  Ciabatta Audiocostruzioni 5 posti  - 380 euro

Placca in legno massello Audiocostruzioni + 90 euro

Per ordinare

Audiocostruzioni di Sbisa' Giovanni e c snc   Via Grosoli 6 - 41012   - Carpi   MO - tel 059.685054  info@audiocostruzioni.com

Trasporto e pagamento

Trasporto 10 euro pagamenti accettati contrassegno - paypal - ricarica postepay

DESCRIZIONE

Visto che non e piu' disponibile sul mercato lo stabilizzatore Diaxing , si e trovato il sostituto  a norme CE dello stesso. La ditta produttrice e la stessa e anche le caratteristiche sono  identiche  tranne che per il display.  Questo prodotto e  munito di un grosso trasformatore toroidale da 2,5  KW , dove ci possiamo attaccare praticamente qualsiasi cosa , io nella mia sala prove  ho collegato almeno 3 grossi ampli e  3 lettori CD.  Quindi nessun problema per i vostri impianti.  Con questo accessorio  potete sia mantenere  la tensione di uscita a 230 volt  fissa , controllare il grado di assorbimento dei vostri apparecchi e anche avere una maggiore protezione del vostro impianto.  Infatti con questo grosso  toroidale  siamo praticamente isolati dalla rete e da tutti i suoi sbalzi.  Possiamo quindi supporre che il vostro impianto abbia molti meno problemi e una durata sicuramente piu' lunga.   Il prodotto come l'altro modello non fa nessun rumore e praticamente ad apparecchi spenti non consuma nulla.     L'interruttore  posto sulla parte interiore e molto comodo perchè puo' comandare tutto l'impianto.  La tensione di entrata  puo' variare dai  160 volt  fino  ai 250 volt  , mentre quella di uscita e di 230 con una variazione molto bassa .

 

TDS 3 - 3000

Stabilizzatore elettromeccanico 3000VA - 2400Watt 250V

Ampio utilizzo in aree in cui la tensione di rete arriva spesso in forte fluttuazione o abbassamenti/variazioni stagionali, quali la produzione industriale, la ricerca scientifica, cure mediche e igiene, elettrodomestici.
Caratteristiche eccellenti, come l'apparenza elegante, struttura compatta, la bassa distorsione della forma d'onda, l'alta efficienza, funzioni di protezione complete, prestazioni stabili e affidabili, e così via.

Dotato di morsettiera di ingresso/uscita sul frontale baso dell'apparecchio.

La massima corrente continuativa gestita dall'apparecchio è 12Ampere, il carico applicabile garantito a qualsiasi tensione nel range di ingresso è di 1800VA (150Volt in/ 220Volt out).

Il pulsante rosso sul frontale consente la la selezione del ritardo di regolazione.

In dotazione, ovvero INCLUSE nella vendita, le staffe di supporto a muro per installare l'apparecchio a muro in posizione verticale.

Specifiche tecniche:

Tensione ingresso: 160V-260V

Precisione di stabilizzazione: 230Volt ±2%

Visualizzazione della tensione di ingresso/uscita tramite voltmetro digitale sul frontale

Frequenza: 50/60Hz non regolata

Tempo regolazione: <1sec al cambio di tensione di ingresso minore del 10%

Efficienza: >95%

Rumore: ≤50dB

Distorsione: nessuna distorsione aggiuntiva

Fattore di potenza carico: 0.8

Potenza massima di uscita: 2400Watt

Temperatura operativa: -5÷40°C

Umidità relativa tollerata: max 90%

Protezione da cortocircuito

Dimensioni confezione (mm): 430x325x200

Dimensioni nette (mm): 390*260*155 (prof x larg x altezza)

Peso netto: 10,5Kg

Peso cartone: 11,45Kg

Raffreddamento: passivo

TDS 3 - 5000

Dimensioni nette (cm): 350*275*180 (prof x larg x altezza)

Peso netto: 13,4Kg

Raffreddamento: passivo

VIDEO YOUTUBE


 


SCHEDA FOTOGRAFICA

TSD 3 -  3000

 

 

 

 

 

TSD 3  -  5000

 

CON IL FRONTALE IN LEGNO AUDIOCOSTRUZIONI





VEDIAMO DENTRO



TSD 3 -  3000

 

TSD 3 -  3000



COMMENTI

di Silvio Torelli

 

I vantaggi derivanti dall’adozione dello stabilizzatore di tensione; già dal punto di vista elettrico

Cercheremo, di rispondere alla domanda se l’adozione di un condizionatore di rete stabilizzatore di tensione per alimentare i nostri impianti Hi-Fi sia una delle tante “fisime” (o “leggende metropolitane” che dir si voglia) oppure se l’inserzione di tale apparato abbia una qualche valenza tecnico-scientifica (senza – per far questo – adottare sofisticate pratiche alchemiche o scomodare i tecnici della NASA). 

Concettualmente, seguendo la Legge di Ohm, in un circuito avente resistenza elettrica R esistono le seguenti relazioni tra la Tensione V, la Corrente I e la Potenza elettrica P :

V =  R . I

P =  V . I =  V2/R =  I2 . R            [1]

Questo è sostanzialmente valido sempre perché, nel caso della corrente continua V è il valore della tensione elettrica interessante il circuito e I la corrente elettrica che percorre il circuito; per la corrente alternata, V ed I saranno invece i valori “istantanei” della corrente e tensione, poichè, come sappiamo, essi variano istante per istante.

Nel caso della corrente alternata, però, a causa delle le caratteristiche del circuito, che può contenere diversi elementi, ossia resistenza, induttanza e capacità, nel tratto di rete che alimentano la nostra abitazione (lampade al neon di negozi, un’officina, le celle frigorifere di una macelleria o di un supermarket, ecc.) o che alimentano la presa di corrente dove è collegato l’impianto, le due grandezze alternate Tensione (V) e Corrente (I) possono non raggiungere nello stesso istante il loro valore massimo ed il valore minimo. In tale caso le due grandezze si dicono tra loro “sfasate”.

Lo sfasamento fra le due grandezze alternate viene espresso in angoli. Una differenza di fase di 90°, ad esempio, significa che un’onda ha raggiunto il suo massimo valore un quarto di ciclo prima (anticipo) o dopo (ritardo) l’altra.

L’angolo di sfasamento, nella tecnica, non viene normalmente espresso in gradi, ma con il coseno dell’angolo stesso (cos f  = coseno di phi), e si chiama “fattore di potenza”.

La potenza elettrica secondo il cos f  (la formula di Ferraris)

Come accennato, nella realtà è molto raro trovare un circuito costituito da sole resistenze o da sole induttanze, ma di solito i circuiti contengono resistenze, induttanze, capacità. Si verificano quindi, a seconda della preponderanza di uno o dell'altro elemento, sfasamenti fra correnti e tensioni alternate che ricoprono tutti gli sfasamenti intermedi possibili fra i due casi limite, con corrente in ritardo od in anticipo, come, ad esempio, nel diagramma che di seguito riportiamo.

 

Esempio di corrente in ritardo rispetto alla tensione

 

Nel diagramma la corrente è in ritardo rispetto alla tensione, quindi si tratta di un circuito dove la presenza di induttanze è preponderante ma si ha una potenza, che però non raggiunge i massimi valori come nel caso di un circuito con sole resistenze.
Ciò significa che lo sfasamento provoca sempre una diminuzione della potenza, diminuzione proporzionale all'angolo di sfasamento f  fra corrente e tensione.
Lo scienziato torinese Galileo Ferraris (inventore del motore a induzione) nel 1883 ha enunciato la "formula di Ferraris", diventata poi la formula universalmente impiegata per il calcolo della potenza in circuiti a corrente alternata:

P = V · I · cos f               [2]

cioè che la potenza di una corrente alternata, comunque sfasata, è data dal prodotto dei valori efficaci della tensione e della corrente, moltiplicati per il "coseno" dell'angolo di sfasamento.
Ma perché proprio il "coseno" dell'angolo di sfasamento?
Perché il coseno di un angolo va dal valore numerico di 1,000 per l’angolo di 0°, al valore 0,000 per l’angolo di 90°.

Quindi quando non vi è sfasamento, ossia angolo zero, avremo

P = V · I · 1

ma se, ad esempio vi è uno sfasamento di 50 °, avremo invece:

P = V · I · 0,643

quindi potenza inferiore.

 

L'effetto Joule

Una corrente elettrica in un conduttore metallico è, come ben sappiamo, un movimento orientato di elettroni al suo interno (a muoversi sono gli elettroni dei livelli energetici più esterni che sono praticamente liberi).

Gli elettroni, nel loro moto, urtano incessantemente contro gli ioni del reticolo del conduttore e trasmettono loro una certa quantità di energia.

E' chiaro quindi che gli elettroni, tramite questi urti, comunicano al conduttore del calore per cui esso (il conduttore) si scalda, cioè la sua temperatura (che indica il valore medio dell'energia cinetica delle particelle che lo compongono) aumenta.

L'effetto di riscaldamento che una corrente elettrica produce nel conduttore si chiama effetto Joule (in onore del fisico inglese che descrisse il fenomeno attorno al 1840).

Vediamo ora come l'effetto Joule può essere espresso matematicamente.

Consideriamo un semplice circuito costituito dalla linea elettrica alla quale è connessa una resistenza R e supponiamo di farvi scorrere la corrente I  per un tempo t  (durante il quale consideriamo che la corrente stessa sia costante). 

Il calore Q prodotto per effetto Joule risulta (la presentiamo senza dimostrazione) essere :

Q = R · I2 · t                  [3]

Questa è la formula che esprime l'effetto Joule.

Da essa risulta chiaro che il calore prodotto è direttamente proporzionale alla resistenza, al tempo ed al quadrato della corrente.

 

OSSERVAZIONI FINALI

Come andiamo adesso ad illustrare, c’è da osservare che la dipendenza del calore prodotto dalla resistenza caratteristica dell’apparecchio collegato alla presa dal quadrato della corrente (Legge Joule) di  è molto importante.

Richiamiamo la relazione [1] (Legge di Ohm) P =  V . I  e la riscriviamo nella forma [2] del Ferraris

P = V · I · cos f 

Sostituiamo ora dei valori numerici “pratici” alle lettere (per fare un nostro esempio):

In un dato momento (e per un dato periodo di tempo di 1 secondo) un nostro amplificatore finale di potenza sta assorbendo circa 200 Watt per canale (circa 400 Watt complessivi) da una linea elettrica a 220 Volt, dove si può rilevare un fattore di potenza uguale a 0,8 e la resistenza dell’apparato sia di 121 Ohm;

Per quanto abbiamo visto, avremo, cioè, che:

400 Watt (circa) = 220 Volt  x  2,27 Amper  x  0,8

E la quantità di calore espressa in Joule prodotta dal nostro amplificatore in base alla formula [3] sarà:

Q =  121 [W]  x  (2,27)2 [A]  x  1 [sec]  = 121  x  5,153  x  1  =  623,5        [J]

 

Ma se ad un certo punto, per una delle tante cause che possono verificarsi nella rete elettrica di distribuzione, alla presa dove è collegato il nostro amplificatore non viene più fornita corrente a 220 Volt, ma (per esempio; ma è cosa più frequente di quanto si possa ritenere!)) a 210 Volt e con un fattore di potenza uguale a 0,6;  avremo che il nostro componente Hi-Fi assorbirà una corrente maggiore:

400 [W]  =  210 [V]  x  3,17 [A]  x  0,6   

In questo caso, la quantità di calore prodotta dal nostro amplificatore sarà:

Q =  121 [W]  x  (3,17)2 [A]  x  1 [sec]  =  121  x  9,102  x  1  =  1101,3     [J]

(Nota: Per analizzare cosa avviene nel caso di un aumento della tensione di linea, basta applicare opportunamente le formule riportate)

Da tutto quanto abbiamo si qui visto possiamo affermare – tra l’altro - i seguenti dati di fatto:

-         Se, per esempio, la corrente (I) assorbita da un nostro apparato Hi-Fi raddoppia, il calore prodotto in un dato tempo quadruplica;

-         Quando la corrente supera un determinato valore ritenuto dal progettista dannoso per gli apparecchi inseriti, il filo del fusibile inserito a protezione, conseguentemente al riscaldamento per effetto Joule, fonde, interrompendo il passaggio di corrente; nel caso di una protezione termica o elettronica, questa interviene (in entrambi i casi, cioè, l’apparato andrà “fuori servizio”);

-     Nel caso (frequente) che un apparato abbia una certa “protezione” costituita - per lo più - da circuiti elettronici, una volta che si induce un assorbimento eccessivo, qualche componente dello stadio di alimentazione in ingresso (generalmente il trasformatore) si brucia.

Il commento di Lorenzo sui consigli  di Silvio :

Caro Davide come sai da molto tempo seguo le pagine del tuo sito che ha il pregio di dare spazio a tutti per pubblicare progetti opinioni ed esperienze varie.

Purtroppo però quando si entra nel merito della tecnica non sempre ci si può accontentare dell'esperienza e dell'ascolto. Pertanto vorrei proporre qualche precisazione sull'articolo intitolato "I vantaggi derivanti dall’adozione dello stabilizzatore di tensione; già dal punto di vista elettrico." scritto da Silvio Torelli.

Nell'articolo in questione si afferma:

"Nel caso della corrente alternata, però, a causa delle le caratteristiche del circuito, che può contenere diversi elementi, ossia resistenza, induttanza e capacità, nel tratto di rete che alimentano la nostra abitazione (lampade al neon di negozi, un’officina, le celle frigorifere di una macelleria o di un supermarket, ecc.) o che alimentano la presa di corrente dove è collegato l’impianto, le due grandezze alternate Tensione (V) e Corrente (I) possono non raggiungere nello stesso istante il loro valore massimo ed il valore minimo. In tale caso le due grandezze si dicono tra loro “sfasate”."

 

In pratica si afferma che il fattore di potenza in un dato punto della rete dipenda da ciò che si trova a monte di questo punto.

In raltà non è assolutamnte vero anzi è il contrario: il fattore di potenza in un punto della rete elettrica dipende solo e soltanto dalla natura del carico che alimenta.

Considerando la figura 1.

I carichi cha si connettono alla rete di distribuzione risultano connessi tutti in parallelo quindi sono tutti carichi a tensione impressa e come si può facilmente intuire la corrente che scorre in ciascun carico dipende solo dalla sua impedenza equivalente (Z).

 

Ma questa rimane una piccola inesattezza in confronto a quanto si afferma nel paragrofo delle "OSSERVAZIONI FINALI".

Dopo una corretta introduzione dell'effetto Joule il signor Silvio Torelli propone alcuni semplici calcoli in cui correttissime formule di elettrotecnica vengono impiegate in modo a dir poco fantasioso.

 

Si afferma infatti:

"In un dato momento (e per un dato periodo di tempo di 1 secondo) un nostro amplificatore finale di potenza sta assorbendo circa 200 Watt per canale (circa 400 Watt complessivi) da una linea elettrica a 220 Volt, dove si può rilevare un fattore di potenza uguale a 0,8 e la resistenza dell’apparato sia di 121 Ohm;

Per quanto abbiamo visto, avremo, cioè, che:

400 Watt (circa) = 220 Volt  x  2,27 Amper  x  0,8 "

 

Questa affermazione contiene una contraddizione: Se la resistenza dell'apparato è 121Ohm e quindi l'apparato viene modellato come una resistenza il suo fattore di potenza non può che essere unitario (infatti il fattore di potenza vale zero per carichi completamente induttivi o capacitivi, è unitario per carichi puramente resistivi e assume valori intermedi per carichi che sono frutto di combinazioni di più elementi di natura diversa).

 

Successivamente si afferma:

"Ma se ad un certo punto, per una delle tante cause che possono verificarsi nella rete elettrica di distribuzione, alla presa dove è collegato il nostro amplificatore non viene più fornita corrente a 220 Volt, ma (per esempio; ma è cosa più frequente di quanto si possa ritenere!)) a 210 Volt e con un fattore di potenza uguale a 0,6;  avremo che il nostro componente Hi-Fi assorbirà una corrente maggiore:

400 [W]  =  210 [V]  x  3,17 [A]  x  0,6

 

Qui le contraddizioni sono almeno 2:

  1. Il fattore di potenza in un dato punto della rete non può cambiare se non cambia il carico. Visto che il carico in questione è l'impianto hi fi il fattore di potenza resta costante e unitario qualunque cosa succeda a monte del vostro impianto.

  2. Se l'impianto è modellato con una resistenza se la tensione di rete scende la potenza dissipata da tale resistenza deve scendere perchè P=V*V/R. (questo è avvalorato dal fatto che tutti prima o poi nella vita si sono accorti che con un calo di tensione di rete il volume di ascolto dell'impianto si riduce per poi tornare al valore consueto.

Queste brevi note non servono a sfatare o a confermare l'utilità del condizionatore di rete, ma vogliono soltanto fare chiarezza sull' elettrotecnica che a differenza delle sensazioni all'ascolto è una scienza in cui esiste una verità condivisa da tutti (tranne che dal signor Torelli).

Ciao e a presto.

 

Lorenzo

lwillow@inwind.it

 

La precisazione di Silvio:

     Premesse
Il fattore di potenza, che viene indicato come coseno dell’angolo ?, viene
determinato dalle caratteristiche del carico che si comporta come un assorbitore di energia reattiva, in quadratura con l’energia reale, e, rispetto a questa in ritardo se induttiva, in anticipo se capacitiva.  Il distributore di energia elettrica (ENEL) si trova pertanto a dover produrre energia per alimentare un carico del quale solo la componente reale di energia è effettivamente utilizzata per produrre lavoro, mentre la componente reattiva, contribuisce ad aumentare le perdite di linea.  La maggioranza delle utenze, alimentate sia in media che in bassa tensione, a parte qualche minima eccezione, assorbe energia reattiva in ritardo a causa delle induttanze presenti nel carico stesso ( trasformatori, motori, reattori delle lampade a scarica, ecc.)
La società distributrice fino alla metà degli anni 80 consentiva, per contratto, che il minimo valore del fattore di potenza fosse pari a 0,8. Dalla metà degli anni 80, la crisi del prezzo del petrolio, determinò l’indirizzo a livello governativo di emanare leggi volte al risparmio energetico.
Fra l’altro si è elevato per legge il limite per il fattore di potenza minimo al valore di 0,9, stabilendo delle penali da applicare al cliente per fattore di potenza minore; non solo, ma qualora il cliente che è responsabile dell’assorbimento con basso fattore di potenza, continui ad assorbire con valori del fattore di potenza inferiore a 0,6, non ostante i richiami da parte dell’ENEL a provvedere al rifasamento del proprio impianto, la stessa legge conferisce all’ENEL la facoltà di interrompere la fornitura di energia

DA: WIKIPEDIA/rifasamento elettrico
Il rifasamento elettrico - aspetti teorici e presupposti tecnici  Nelle utenze industriali, la maggior parte dei carichi è costituita da motori e trasformatori che generano un campo magnetico, che "sfasa" tensione e corrente causando la produzione di energia reattiva (espressa in KVARh). La sola potenza "utile" (in grado, cioè, di trasformare l'energia elettrica in lavoro meccanico) è quella attiva. La potenza reattiva, non solo non può essere trasformata in lavoro meccanico, ma causa anche il transito in rete di corrente induttiva. Questa corrente induttiva causa una diminuzione della capacità di trasporto di energia "utile" da parte del cavo, in quanto (se assimiliamo il cavo elettrico ad un ipotetico tubo) la sua presenza "ruba" spazio ad una certa quantità di energia attiva. LA POTENZA REATTIVA INDUTTIVA, QUINDI, COSTITUISCE UN CARICO SUPPLEMENTARE PER I GENERATORI, I TRASFORMATORI E LE LINEE DI TRASPORTO E DISTRIBUZIONE, IMPEGNANDO IL FORNITORE DI ENERGIA A SOVRADIMENSIONARE I PROPRI GENERATORI A SCAPITO DEL RENDIMENTO E PROVOCANDO ALTRESÌ UNA MAGGIORE CADUTA DI TENSIONE IN LINEA, CHE SI TRADUCE IN ULTERIORI PERDITE DI POTENZA ATTIVA. Per ovviare a questo problema si inseriscono in parallelo ai motori delle batterie di condensatori (carichi capacitivi) che contrastano l'effetto dei carichi induttivi, tendendo a riportare in "fase" tensione e corrente. Proprio per questo motivo tale operazione viene detta "rifasamento".
 

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Precisazione : Le prime recensioni sono prese dalla pagina del modello precedente , essendo la stessa casa e i componenti  non cambiano , mi e sembrato giusto inserirle.

 

Il commento di Carlo Alberto

Il mio impianto:
Cdplayer: Linn Ikemi
Preamp: Aureavox Arcana 81
Finali: coppia di Aureavox Arcana 82 per gli alti
Finali: coppia di Aureavox Arcana 5881 per i medio bassi
Diffusori: Sonus Faber Signum su stand originali
Cavi di segnali: Chord Solid, Ixos 1014 e ATM
Cavi di potenza: Naim Naca 5
Portaelettroniche: Archidee

Il condizionatore è arrivato ben impacchettato, e la confezione  risultava pesante. Appena scartato non ho potuto dire altro che:  "BELLO". Veramente bello, da un lato fuoriusciva il cavo di  alimentazione che altro non era che il validissimo SB-3 con cui tutto  il mio impianto è cablato, dall'altro un display e il pulsante di  accensione incastonati in una rifinitura di legno eseguita ad opera
d'arte. Fra le altre cose ho chiesto a Davide di avere la finitura  color noce, per meglio inserirsi nel mio ambiente domestico ed è riuscita proprio bene, apprezzatissima anche da mia moglie!

Collegato il condizionatore alla ciabatta, lo accendo: il display ocra  fornisce tutte le informazioni necessarie, silenziosamente; ma è meglio  non guardarlo altrimenti si nota che schifo di corrente passa nei  nostri impianti.      Questo perché viene indicata la corrente in entrata e  quella corretta in uscita e vi assicuro che le correzioni sono sempre  puntuali.
Premetto che da me la corrente fa brutti scherzi, ed io ero già in  possesso di un condizionatore in quanto si bruciavano tutti i fusibili  dell'impianto per gli sbalzi della rete.  Ma il mio vecchio   condizionatore, assemblato alla buona da un kit, era rumoroso, anche se   sortiva un buon effetto sulla resa sonora.  

 Il condizionatore di Davide invece è molto silenzioso, solo un ronzio  impercettibile udibile avvicinando l'orecchio e poi, cosa importante,  non scalda, Quando l'ho messo in funzione la prima volta però mi ha
lasciato assai perplesso: tutto il suono, e per me bel suono, che ero  solito ascoltare era sparito, ogni cosa sembrava fuori posto, mi sono   spaventato tanto da temere una rinuncia all'acquisto. Solo il tempo mi   ha permesso di capire, cosa a cui non avevo voluto credere, che forse  aveva bisogno di essere rodato o altra ipotesi, che le elettroniche del  mio impianto, soprattutto le valvole, necessitassero di abituarsi al  tipo di corrente erogata.
E SI SONO ABITUATE BENE.
Quello che più si apprezza con l'inserimento del condizionatore, dopo  almeno una giornata di rodaggio, è la pulizia del messaggio sonoro che  si realizza in un dettaglio accentuato senza scadere nell'analicità  estrema, ma nella concretezza.
Ogni cosa è a suo posto e dove le registrazioni lo permettono, si ha la  netta e reale sensazione di vedere da dove proviene il suono. Io ascolto prevalentemente jazz e classica (rinascimento/barocco) e  nell'ascoltare nuovamente alcuni cd come Melos di Fresu o Pianism di  Petrucciani ho trovato e udito suoni, colori e strumenti mai sentiti.
Con la classica invece, la cosa più evidente, come nelle cantate di  Bach p.e., è la profondità della scena e la facilità con cui si può  discernere i piani orchestrali con i singoli assoli dalle voci.
Senza il condizionatore è per me che sono miope come avere gli occhiali  appannati.
Quello che vorrei mettere in luce è che la sensazione complessiva è di  un'immagine acustica più ampia in ogni dimensione dello spazio e la  presenza "fisica" di aria fra gli strumenti e le voci. Aria che poi si
traduce in silenzio, ossia nella non sovrapposizione dei piani sonori  che porta quell'idea di indistinto che solitamente determina anche una  certa fatica di ascolto.
Forse a non tutti gioverà come a me l'utilizzo di questo condizionatore  poiché dipenderà da che tipo di corrente permea il vostro appartamento,  ma credo che, siccome la ricerca in alta fedeltà è fatta di piccoli  particolari, l'inserimento a monte della rete (ciabatta) di questo condizionatore riesca a fare egregiamente la sua parte.
La sua potenza poi permette la gestione di qualsiasi impianto (Davide  vi darà poi migliori informazioni). Rimane il fatto che personalmente,  fatto questo passo, non sono più in grado di tornare indietro e vi
assicuro che ho provato.
Concludo, anche scusandomi per la mia incapacità di entrare in dettagli  con descrizioni disco per disco, ma ho un ascolto della musica molto  emozionale e se mi permettete godereccio, lasciando la mia email   (amgiova@email.it) in modo tale che chiunque abbia dei dubbi o dei  chiarimenti da esporre, possa contattarmi.

Ciao    Alberto Mario

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Il commento di Sergio

 

Caro Davide,

un mese fa e passa ho acquistato il tuo condizionatore di rete da 2 k con la ciabatta. Ora mi ripresento per dirti le mie impressioni. Non è una recensione, né una valutazione critica. non ho questa pretesa. solo il racconto della mia esperienza di ascoltatore. Suddivido per punti il discorso. In un'altra mia ti pongo poi un paio di domande su altro argomento.

IMBALLAGGIO: l'ho trovato molto accurato, solo un po' scomodo da aprire. solamente un po'.

QUALITA' COSTRUTTIVA APPARENTE: ineccepibile per accuratezza. è anche gradevole.

INSTALLAZIONE: immediata, facile.

RODAGGIO:  secondo me, assolutamente necessario . All'inizio con il condizionatore il suono sembra smarrire le coordinate originarie. Specie la coesione sembra venire meno.  Direi che occorre molto rodaggio.

CAMBIAMENTI: una volta rodato, il condizionatore mi pare che produca dei cambiamenti anche vistosi rispetto a tutti i parametri. Sono cambiamenti in larga parte positivi. Vado a impilarli, cominciando dalla lista dei miglioramenti, molto più lunga;  

  • AMPIEZZA: la scena sonora sembra guadagnare in ampiezza; ampiezza che coinvolge i rapporti fra i vari strumenti e voci: più aria tra di loro; e quindi più contrasto  fra la luce del suono e il buio appunto infra-strumentale

  • PROFONDITA': anche su questo livello, specie per i bassi, mi sembra di riscontrare un guadagno; più tridimensionalità;

  • TRASPARENZA e MATERICITA': entrambe  sono conservate intatte; nessuna colorazione, nessun velo, nessuna distorsione...

  • DETTAGLIO: generalmente aumenta, senza però sconfinare, come si dice, nella dimensione artificiosa dell' iper-analiticità;

  • BASSI: sono rimasti controllati, guadagnando decisamente in estensione: forse è il piano su cui avviene il cambiamento più clamoroso;

  • ALTI: dettagliati almeno come prima, forse leggermente  di più, hanno perso ogni aspetto di acuminatezza;

  • DINAMICA: macro ok: punch, carezze, accelerazioni, frenate etc sempre al top; micro idem.

  • PRECISIONE E STABILITA' DELLA SCENA: forse è in rapporto al motivo del dettaglio, ma la precisione e la stabilità sembrano migliorate, dai contorni più netti, ma non bruschi.

  • MORBIDEZZA, CALORE: senza aggiungere nulla (cfr. trasparenza), mi sembra che il suono sia leggermente meno secco o, se vogliamo, meno freddo. la do comunque come impressione

Vengo alla lista dei peggioramenti. Su questi parametri il condizionatore sembra aver tolto qualcosa all'impianto, specie riguardo al primo:

  • MEDIO BASSI: sembrano leggermente arretrati rispetto ai bassi; sono ben presenti ancora, ma leggermente defilati  rispetto ai bassi profondi. Come un mutamento al vertice, come se avessero passato lo scettro ai bassi profondi.

  • COESIONE: anche dopo il rodaggio, mi sembra che la coesione fra le altezze abbia perso qualcosina, forse perché l'impianto è originariamente incardinato sui medio-bassi. Forse invece è solo ancora la mancanza d'abitudine all'aria fra gli strumenti, prima inferiore. In questo caso allora non sarebbe un limite del condizionatore, ma un certo mio conservatorismo involontario.  

                                                        CONCLUSIONE

In conclusione  sono soddisfatto dell'acquisto e per parecchi versi molto soddisfatto. L'unico vero limite l'ho riscontrato nell'arretramento dei medio-bassi, come ho sottolineato. Per il resto i parametri sembrano variare tutti e anche notevolmente in meglio, con un ulteriore dubbio, tutto da appurare, sulla coesione: potrebbe  benissimo condizionarmi nel giudizio, ribadisco, l'abitudine del mio orecchio alla mancanza di ariosità dell'era ante-condizionatore di rete.

 

Il mio impianto, di cui sono molto soddisfatto,  come ho già avuto modo di dirti, è tutto contrassegnato AM AUDIO:

 

Multi-Lettore: TEAC 50 con stadi di uscita AM A.

Pre: AM Audio A4

Finale: AM Audio A20 reference

Diffusori: RM4 IMPROVED

Cavi segnale e potenza: AM Audio (gli unici in listino)

Cavi di alimentazione: in dotazione

 

Ciao   Sergio

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Il commento di Francesco

 

Ciao Davide sono Francesco

dopo avere provato ed analizzato il condizionatore di rete che mi hai venduto in occasione del Milano Hi-end eccoti le mie impressioni:

L'apparecchio si presente con una buono estetica, non scalda e tanto meno è rumoroso.

E' facile da collegare, e stabilizza la corrente con approssimazione dal 1% al 2% (riferimento 220 volt) anche se a me la tensione non è mai scesa sotto i 220 volt.

Per quanto attiene alla funzionalità, non si perde alcuna dinamica, si acquista un aumento certo della musicalità e rotondità del suono con l'eliminazione dei picchi dinamici dovuti essenzialmente ai rialzi improvvisi di tensione es. volt 245 ( a Milano nella mia zona succede spesso)

Comunque giudizio più che positivo, e visto la concorrenza, ottimo rapporto qualità/prezzo.

Sicuramente un pezzo da consigliare a chi pretende il meglio dal proprio impianto.

Dimenticavo, mi raccomando a tutti di fare attenzione a collegare gli apparecchi del proprio impianto in fase

Ciao Davide buon lavoro!    

Francesco   

 

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Un commento trovato sul newsgroup it.hobby.hi-fi di ottobre 2003 

 

su un semplice trasformatore  di alimentazione messo prima dell'alimentazione  , questo oggetto  oltre che fare la stessa funzione , stabilizza anche la corrente...percio' se ha avuto questi risultati, con un semplice trasformatore , pensate con questo oggetto.... leggete ......

Ieri sera un mio amico mi porta un trasformatore industriale di isolamento da 160VA, un oggetto effettivamente ben realizzato. Con un'alimentazione in ingresso di 230V rende disponibile sull'usicta 230V +/- 15%, e può funzioanre anche con tensioni di 400V.  Mi dice: "prova a metterci in serie l'impianto....". Al che mi dico: provo.
Tanto, 30W di CD e 35W di ampli, non credo avrò mai problemi, magari invece mi inserisce qualche ronzio...... Un pò scettico, oggi connetto la multipresa al trasformatore e ques'utlimo alla 220V, e....nessun ronzio dalle casse, già bene. Metto su il primo CD che mi capita, "casualmente" è Scott Ross che esegue Bach, partite per clavicembalo, edizioni Erato. 5 secondi di brano.....che diavolo succede............controllo sia tutto a
posto, di non aver fatto cavolate (era difficile, tutto sommato)....riaccendo.......mmmhhh.  Non credo di essere (ancora) rincretinito, quindi nell'impianto è cambiato letteralmente tutto.  Dalla scena acustica, molto meglio focalizzata, alla dinamica, al dettaglio,  alla timbrica, con una gamma media infinitamente più limpida di prima e una gamma alta una spanna al di sopra della precedente condizione per finezza e assenza di asprezze. Ero partito con un "speriamo che non saldi qualcosa", e ora finché non cambio ampli dubito che il mio amico rivedra il suo trasformatore....... Nulla di esoterico, ovviamente, un ben costruito ma onesto trasformatore industriale di isolamento.   
   Trovato su it.hobby.hi-fi  in ottobre 2003

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Il commento di Erick

ben fatta!

come puoi vedere ho volutamente aspettato alcuni giorni prima di farti un report di come sono andate le cose col nuovo condizionatore di rete 5kw rack che gentilmente e prontamente mi hai mandato ..

Innanzitutto premetto che la corrente dalle mie parti in questo periodo oscilla dai 222 ai 229 nel pomeriggio e dai 217 ai 224 in serata.

Con il condizionatore, in modalita "precision high", si riesce a contenere questo range all'interno del valore 217-223 e devo dire che qusto e' notevolmente rassicurante anche se mi sarei auspicato una precisione maggiore; magari aggiungendo un pacco batterie -dico io- si sarebbe potuto (parlo forse per ignoranza) raggiungere una precisione decimale?!?

Veniamo ad altre considerazioni;

L'apparecchio e' assolutamente silenzioso e non scalda nonostante vi siano collegati parecchi componenti.

L'immagine e' solida e molto bella, anche il posteriore dove si trovano tutte le prese di corrente, compresa l'uscita a 110 volt, e' molto ben costruita con un massello che alloggia le servitu'.

Tuttavia, nonostante io abbia frapposto tra la rete e il condizionatore un condensatore (filtro di rete), non sono ancora riuscito ad eliminare alcune interferenze con gli altri apparecchi di casa (vedi il frigorifero ed altri interruttori della luce) che si fanno sentire decisamente sul canale microfonico del mixer ma forse il problema e' da imputare ad altri fattori che ignoro.

In definitiva posso considerarmi molto sereno e soddisfatto dell'aggiunta nel mio impianto del nuovo amico condizionatore e in futuro (che spero sia prossimo) quando avro' completato alcuni upgrade atti a risolvere quei fastidi di cui ti parlavo mi piacerebbe chiederti di fare un articolo.

In amicizia e stima

Herik      

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 Il commento di Carmelo

Eccomi qua, a distanza di qualche mese dagli “acquisti” effettuati, ho aspettato che passasse l’entusiasmo iniziale cosi da poter scrivere in maniera più “reale” le mie impressioni sul suono del mio impianto dopo i vari ritocchi a livello di alimentazione.

Sinceramente non credevo che curando l’alimentazione delle elettroniche avrei ottenuto risultati del genere…

Ho un impianto stereo costituito da un ampli Rotel serie 10 (1062) , un lettore CD Rotel serie 10 (1072), un “vecchio” ma fidato giradischi Technics  e delle casse KEF Q 11 a quattro vie.

Da quando ho acquistato il tuo condizionatore di rete la voce del mio impianto è cambiata completamente mi sembra di sentire suonare un altro impianto molto più “costoso” del mio.

Il condizionatore di rete, dopo ampio rodaggio, svolge egregiamente il suo lavoro, qualche giorno fa provando a mettere “in fase” l’impianto ho provato a collegare le elettroniche senza il condizionatore, volevo sentire la differenza… dopo qualche minuto di ascolto “mi mancava l’aria”… ho rimesso su tutto come prima… (ah, per quanto riguarda la messa in fase dell’impianto stereo effettivamente c’è differenza con le prese di alimentazione collegate in un senso piuttosto che in un altro, non saprei dire se in questo momento l’impianto è in fase, so solo che con questa configurazione suona nel migliore dei modi… per le mie orecchie…).

Comunque, se qualcuno ha delle perplessità riguardanti il miglioramento della qualità del suono attraverso la cura dell’alimentazione delle elettroniche il mio personale invito è quello di provare e vi assicuro che non crederete alle vostre orecchie.

Dopo l’acquisto del condizionatore di rete, lasciandomi coinvolgere dal risultato ho acquistato il distributore di rete con componenti B Ticino e i cavi di alimentazione delle elettroniche SB3, mi sono ancora una volta stupito dei risultati ottenuti assolutamente inattesi… “DETTAGLIO A TUTTO ANDARE…”

Sono un appassionato di musica Blues e suono la chitarra in una formazione blues da anni, molti dei miei CD li ho letteralmente “consumati” ascoltandoli di continuo per imparare le parti della chitarra, molti di quei CD li conoscevo Nota per Nota, quando li ho riascoltati dopo ”la cura” del mio impianto sono rimasto allibito sentendo quanti particolari mi ero perso,

“JUST ONE NIGHT” un CD live (favoloso) di Eric Clapton è sempre stato uno dei miei CD preferiti non mi ero mai accorto della ricchezza di suono della chitarra di accompagnamento (si sente a sx) un pò perché la mia attenzione era focalizzata sulla chitarra di Clapton che è molto più udibile ed è al centro della scena sonora un po’ perché effettivamente la mancanza di dettaglio mi consentiva di ascoltare la chitarra di accompagnamento solo in alcuni passaggi.

E’ solo un esempio ma da l’idea di cosa vuol dire ottimizzare un impianto stereo. Già da qualche tempo pensavo di sostituire le mie elettroniche con qualcosa di più importante, sinceramente adesso non sento più il bisogno.

Per chiudere ti dico che i materiali e la manifattura di cavi, condizionatore e distributore di rete sono veramente eccezionali, e comunque la fattura artigianale dei pezzi da un tocco di “personalità” all’impianto … anche l’occhio vuole la sua parte.

Prossimo passo cavi di segnale e di potenza…

A presto…

Carmelo

P

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