Schede e recensioni

Klipsch ONE

Cuffie favolose !!!!!!!!!!!
 

 

 

  Di cosa si tratta

  Cuffie chiuse


L'importanza di iscrivervi alla newsletter

  Produttore

  Klipsch

  Caratteristiche

  Ottimizzate Ipod ma ottime per tutto

  Costo

  180/00 euro anno 2011  audiocostruzioni.com  e punto vendita

  info@audiocostruzioni.com   tel 059-685054

 

 

Caratteristiche


 

DESIGN

On-ear, Dynamic Moving Coil 40mm Speaker

FREQUENCY RESPONSE

16Hz - 23kHz

SENSITIVITY

110dB

DRIVE COMPONENTS

Full Range KG 150

INPUT IMPEDANCE

32 ohms

INPUT CONNECTIONS

3.5mm

DIMENSIONS

Driver diameter: 40mm
Packaging: 9.9" H x 7.5" W x 2.7" D

WEIGHT

138.3 grams

FEATURES

mic+3-button remote

FINISHES

Black/Chrome

BUILT FROM

2010


Descrizione

 

Non sono un esperto di cuffie , quindi prendete la mia recensione con le dovute cautele .... comunque queste cuffie sono esagerate !!!   Partiamo dalla forma , comode leggere mai affaticanti e a padiglione chiuso , ottimizzate per l'iphone con il controllo volume e la funzione che ferma la musica quando si riceve una telefonata ,   ma adattissime anche come cuffie hi-fi.

Suono davvero meraviglioso , avvolgente corposo e piacevole ..... eccellenti secondo i miei parametri !!!

 

 

Dal sito ufficiale:

 

The Image ONE stereo headphones bring high-performance Klipsch sound to people who prefer an on-ear headphone design, and is among the first to feature an Apple-based mic and three-button remote for taking calls and controlling music on iPods, iPhones or iPads.

  • Full music and/or voice control on select Apple products

  • Adjustable leather headband for custom fit

  • Professional grade foam ear cups provide premium comfort and noise isolation

  • Ear cups fold flat for easy storage/travel

  • Colors: Black w/chrome and leather accents

 

Scheda fotografica

 

 


 

 


Accessori


 

la custodia e davvero comodissima

 

 

Le riduzioni , per l'uso in aereo e l'attacco classico da 6 mm

 

 

Imballo

 

 


 Manuale




Links

 

Una recensione completa:


http://www.trustedreviews.com/mp3/news/2010/09/04/Klipsch-Image-One--S5i--S3-Headphones-Make-Their-Debut/p1

 

 

Come suona


alcune recensioni dal sito Apple:

 

http://store.apple.com/us/reviews/H2984VC/A


As an audiophile, I can hear the difference between an .mp3, an .aac, and the warmth of an analog LP. I listen closely.

That said, I LOVE these Klipsch Image ONEs. The lows, mids, and highs are crisp and clean, and the response is quick and decisive. Believe it or not, I think they sound better than ALL the Bose headphone models by just a bit, and they definitely trounce all the Beats I've heard HANDS DOWN (I find Beats WAY too muddy and too bright on the high end). The Klipsch have a cleaner low end, but still "bring da noize" when you want it.

For testing, I used a number of digital audio reference audio tracks with low noise and high dynamic range, and full spectrum music selection high on producer nuances. On the symphonic tracks, I could hear the musicians shifting in their chairs. John Williams' 20 Hz frequency use was faithfully reproduced on the Superman Sound Track.

Only gripe: The cans could be a touch bigger for my ears, but they're comfortable enough for multiple hours in the video editing bay so far, so still 5 stars.

 

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am a big time fan of Klipsch audio products. These people know how to deliver quality sound from an audio product. Klipsch image one is one of the best sounding headphones I have ever used. These are undoubtedly better than Bose, Beats, Sony, Sennheiser etc in the same price range. I got these for $100 with coupon. Totally worth every penny of it. Crisp, clear mids and highs, full, deep lows. Bass is just amazing. Amazing build quality. Just go for it, you wouldn't repent your buy.


 

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

KLIPSCH Image One

Cuffia dinamica parietale di tipo semi-chiuso

 

 

Klipsch: un nome ed un marchio storici e pure pioneristici per l’alta fedeltà, per i quali appare quasi impossibile oggi, parlandone, scadere nella retorica.

Per l’appassionato non più di primo pelo diviene logica ed automatica l’associazione del brand americano all’alta sensibilità ed a poderosi quanto esclusivi sistemi d’altoparlanti.

Eppure, è piacevole parlare ancora una volta dell’ingegnere dell’Indiana, Paul Wilbur Klipsch (classe 1904, deceduto il 5 maggio 2002) con la cui intraprendenza, arguzia e tenacia riuscì a modificare in maniera radicale la prassi d’ascolto della musica riprodotta soprattutto in ambito domestico.

Nel lontano 1946 egli, grande appassionato di musica e riproduzione ma insoddisfatto della qualità audio offerta dalle apparecchiature e dai trasduttori dell’epoca, decise di fondare ad Hope, in Arkansas, la Klipsch Audio Technologies.  Creando questa società, Klipsch diede vita ad una vera e propria filosofia costruttiva e qualitativa, che in pochi anni lo resero uno dei leader mondiali nella produzione di altoparlanti sia per uso domestico che professionale, tant’è che ancora oggi il nome ed il marchio Klipsch rimangono un caposaldo ed un riferimento della stereofonia di alta qualità, avendo ancora in catalogo alcuni progetti che resero celebre l’azienda anni addietro.

Fra questi, occorre necessariamente menzionare il modello “Klipschorn” (o “Khorn”), nave ammiraglia delle tecnologie audio di mr. Klipsch, brevettato dal fondatore proprio nel 1946 e rimasto in produzione sino ai giorni nostri, attraverso piccole ma continue modifiche ed aggiornamenti; credo che nessun altro sistema di riproduzione possa vantare una presenza in catalogo di oltre sessant’anni!

Nato come un tre vie a tromba con trasduttori di grande qualità costruttiva, esso fu innovativo anche per la forma progettuale e per il carico acustico dei trasduttori dedicati alle frequenze basse, trattandosi di una sorta di linea di trasmissione biforcata esponenziale d’onda a forma di triedro: in parole povere venivano sfruttati, come ideale prolungamento del cono a tromba, il pavimento e due pareti per formare una sorgente triedrale (geometricamente infatti, il triedro può essere considerato come la configurazione di tre rette non giacenti sullo stesso piano ed uscenti dallo stesso punto). Siffatta configurazione permise l’ottenimento di una sensibilità pari a ben 105 dB che, anche sa alimentata dai pregevoli amplificatori valvolari di bassa potenza del periodo (sovente a triodi), poteva riproporre in ambito domestico la pressione sonora di un concerto sinfonico.

Mi piace anche ricordare il più “recente” (si fa per dire: la prima commercializzazione risale al 1957!) modello denominato Heresy, il cui nome derivò dall’eresia progettuale di un woofer a radiazione diretta per la produzione delle frequenze inferiori, mai usato sino a quel momento dall’Ingegnere, con lo scopo di realizzare infine una cassa dagli ingombri alquanto ridotti rispetto ai suoi “mostri” a tre vie con caricamento a tromba (fra cui seguirà anche, nel 1963, un’altra pietra miliare elettroacustica denominata “La Scala”). Nonostante le dimensioni relativamente più contenute, le Heresy vantavano comunque ben 96 dB di sensibilità, che hanno raggiunto oggi i ragguardevoli 99 dB mediante l’affinamento dei trasduttori con la terza rivisitazione del 2006.

Paul Klipsch va ricordato, fra gli altri progetti, anche per i suoi studi in campo elettroacustico, che scaturirono nell’aprile 1968 con la seminale pubblicazione del memoriale tecnico "Modulation Distortion in Loudspeakers", Paper Number: 562, Audio Engineering Society, convention 34 (http://www.aes.org/e-lib/browse.cfm?elib=1448).

Per tale preparazione tecnica, per le capacità e le innovazioni progettuali e per l’importanza storica del marchio Klipsch nello sviluppo dell’industria audio americana ed internazionale, Paul W. Klipsch fu unanimemente insignito di alcuni importanti e prestigiosi riconoscimenti, fra cui:

 

-        1978: massima onorificenza dalla Audio Engineering Society's per il suo contributo dato nella progettazione di diffusori e nella misurazione della distorsione;

-        1984: inserito nella Audio Hall of Fame;

-        1997: inserito nella Engineering and Science Hall of Fame, prestigioso riconoscimento attribuito  in passato a straordinari ricercatori quali Thomas Edison, i fratelli Wright, George Washington Carver ed i fratelli Wright, con la “semplice” motivazione di un determinante contributo al miglioramento della qualità di vita degli uomini, attraverso l’uso della scienza e della tecnologia;

-        2004 (postumo): praticamente di diritto, Paul Klipsch viene inserito nella Consumer Electronics Hall of Fame, per aver contribuito, con la sua creatività, tenacia e determinazione a formare il settore dell’elettronica di consumo conferendogli gli attuali connotati tecnici e commerciali.

 

Tornando ai nostri giorni, nel 2005 la Klipsch allarga il settore produttivo entrando nel mercato degli accessori per iPod®, proponendo il suo primo sistema iPod-dockable, che riscuote lusinghieri riscontri critici e successo commerciale; nello stesso anno, l’apertura strategica aziendale verso le nuove forme di fruizione musicale porta all’acquisizione della marca danese Jamo, per accelerare lo sviluppo globale di Klipsch. Ecco dunque che nel 2007, mentre il prosecutore aziendale e cugino di secondo grado Fred S. Klipsch riceve il dottorato onorario in tecnologia dall'università di Purduee, l’azienda deposita il trentesimo brevetto progettuale (number 7,275,621, October 2007: “Skew Horn for a Loudspeaker”) per diffusori, applicato inizialmente ai modelli KS-7800-THX e R-5650-S, ed immette sul mercato nuovi prodotti, fra cui appunto cuffie di qualità hi-end.

 

Or bene, nonostante di Klipsch tutti conoscano le grandi realizzazioni del passato e del presente (ad esempio le esclusive Palladium P-39F), pochi forse sapranno che già nel 2008 la Klipsch è stata insignita al CES di Las Vegas, dell’Award per l’innovazione tecnologica grazie alle cuffie intrauricolari “Image X10”.

Dunque, quando Davide di Audiocostruzioni mi ha proposto in prova le nuove Image One, peraltro sfacciatamente ideate per il mondo iPod, iPhone e iPad (ben risaltato sulla prima pagina del manuale d’uso, redatto in lingua inglese, tedesca, francese, spagnola ma, per carità!, “Vade retro la lingua di Dante!”, che è anti-commerciale e poi, ma vuoi proprio credere che l’audiofilo italiano si vada a comprare le Klipsch in luogo delle Stax o della linea top di Ultrasone???  PS: la frecciatina è per Klipsch, oh!!!) il mio interesse è stato, ovviamente, immediato.

In altri termini, dopo aver ascoltato 60 secondi di musica sull’iPhone personale di Davide, ho afferrato al volo cuffie e custodia, con un beato sorriso stampato sul volto ed una felicità che nella Padania prospiciente il fiume Po si traduce attraverso una massima popolare che recita: “E’ come invitare un’oca a bere!”

 

La costruzione

 

Partirei dall’imballo: le cuffie viaggiano in una bella scatola esterna, contenute poi in una custodia  rigida plastica a guscio, provvista di chiusura a cerniera lampo; questa soluzione appare realmente utile per custodire successivamente sia le cuffie che il lettore mp3/iPod durante qualsiasi spostamento e viaggio, in auto, in moto, in aereo, oppure nella borsetta della fidanzata/consorte (nessun problema: occupa uno spazio relativamente ridotto e non pesa una tonnellata, anche se non esattamente l’ideale per il formato pochette o l’elegante serale) od anche, semplicemente, per ripararla dalla polvere durante l’inutilizzo.

La profondità del guscio è limitata dal fatto che, sul piano prettamente costruttivo, i padiglioni delle cuffie possono essere roteati di 90°gradi, in modo da poter appiattirle quando riposte nella loro custodia. Una tale cura predispone favorevolmente il potenziale acquirente, in primis fruitore di musica liquida “on the road”.

A confronto, l’imballo delle mie Denon AH-D5000, il classico guscio plastico trasparente, non sosteneva assolutamente il pregio del suo contenuto.

Le Image One colpiscono immediatamente per l’apparente qualità costruttiva e la cura delle finiture, che a prima vista la pongono in diretta competizione con analoghi prodotti di categoria merceologica superiore.

L’archetto di giunzione delle coppe è provvisto di una cedevole imbottitura in foam che, già  nell’utilizzo immediato del prodotto nuovo, assicura un elevato grado di confortevolezza anche in caso di utilizzo prolungato, producendo una pressione minima ai lati della testa. La consueta regolazione telescopica dell'archetto consente inoltre l’ottimizzazione della pressione nucale, fissando al contempo la posizione di lavoro delle coppe auricolari.

Anche il cuscinetto circonferenziale interno delle coppe risulta imbottito di morbidissimo foam, mentre la loro forma appare ergonomicamente studiata in modo approfondito per l’ottenimento del miglior comfort nell’uso abituale delle Image One: esse risultano piuttosto sottili, oltre che di dimensioni così contenute da appoggiarsi all’orecchio, piuttosto di contenerlo completamente come nel caso dei disegni dinamici di tipo chiuso. La particolare sagomatura delle coppe ne permette in breve tempo la spontanea identificazione dei lati destro e sinistro: in fase di corretto posizionamento infatti, le due coppe seguono idealmente la conformazione dell’orecchio, inclinandosi leggermente alla loro base verso il volto.

In ogni caso, gli indicatori left e right sono riportati alla base della parte interna dell’archetto.

Personalmente, ritengo che questa realizzazione abbia tenuto bene in conto sia la reiezione ai rumori provenienti dall’esterno (molto buono infatti risulta all’atto pratico l’isolamento di queste cuffie), sia il più elevato comfort nei confronti della sudorazione anche nei periodi più caldi dell’anno, quando una cuffia di tipo chiuso risulterebbe effettivamente di difficile sopportazione. Alcuni inserti e cornici in simil-cuoio ed in metallo cromato, unitamente al design che gioca le sue carte sulle tonalità del nero, realizzano un prodotto invero piuttosto elegante e professionale, allontanando l’idea della solita realizzazione “plasticosa”, che sovente affligge i più comuni accessori per i prodotti portatili Apple.

In fase di utilizzo, ho annotato un altro punto a favore delle Klipsch One: nonostante la loro compattezza, se lasciate temporaneamente attorno al collo nelle fasi di inutilizzo, esse non arrecano ne fastidio ne sensazione di soffocamento o di mera pressione, divenendo davvero pratiche per usi intensivi o frequenti con i lettori musicali portatili oppure, perché negarlo, anche per attività DJ.

Il cavetto di connessione risulta sufficientemente lungo, circa 140cm, e si dipana da entrambi i trasduttori auricolari per poi unirsi in un piccolo sistema di controllo a tre tasti, di cui uno multifunzionale. Nel caso di attività DJ o di particolari movimenti del corpo, potrebbe esservi il rischio di aggrovigliamento del cavetto, se confrontato con altre cuffie il cui cavetto fuoriesca da un solo trasduttore. Il cavo è terminato col classico jack da 3,5mm, ma nella confezione, e più precisamente all’interno del guscio protettivo, è disponibile anche un buon adattatore dorato da 6mm.

Ho sottoposto la cuffia ad un uso piuttosto intensivo, tempo libero permettendo, per circa tre mesi consecutivi anche se, ad onor del vero e mentre mi accingo a scrivere il presente articolo, le Image One mi deliziano tutt’ora delle loro qualità musicali. Le ho testate con un iPhone 3GS, un iPod nano di seconda generazione, i miei due notebook, un lettore CD portatile di “ignobile” casato (un Kennex acquistato per €25 presso una notissima catena di ipermercati), un televisore LG di recente produzione ed infine amplificate attraverso un ampli dedicato Aeron HA102 e la sezione cuffie del notevole preamplificatore all-tube Rs-Acustica Venice Two Custom Release, entrambi pilotati dalla sorgente Micromega Trio CD. In quest’ultimo caso, le Klipsch sono state poste a confronto con il mio personale riferimento, le citate Denon AH-D5000 (di tipo chiuso) e con le Koss Porta Pro (di tipo aperto).

 

 

Caratteristiche e compatibilità Apple

 

Se con l’iPhone 3GS le cuffie hanno funzionato perfettamente, con il mio iPod nano color turchese (ohi, era l’unico disponibile usato su e-bay a €30 + s.s., dunque il casuale lettore giunto sino a qui è cortesemente pregato di non sfottere) il controllo remoto delle cuffie non ha voluto giammai dialogare coll’aggeggio scaturito dalle menti di quel di Cupertino (Silicon Valley). Del resto, un adesivo a doppia faccia appiccicato al cavetto, ammonisce in perfetto inglese: “Volume controls many not work with your device” proseguendo sull’altro lato: ”See manual for compatibility”;  peccato poi che sul manuale d’uso non sia riportato granché in merito. Fortunatamente, sul sito web della Klipsch è possibile scaricare un documento “pdf” con le caratteristiche tecniche (cut-sheet), sul quale sono ordinatamente riportati tutti gli apparecchi Apple funzionanti con le Image One, che comunque riporto di seguito:

 

 

 

Il mio consiglio potrebbe sembrare scontato ma, in caso d’interesse per l’acquisto, meglio comunque portarsi appresso il proprio apparecchio Apple da testare preventivamente presso il rivenditore di fiducia, nel caso si ritenga indispensabile il controllo remoto della cuffia.

Su questo dispositivo vi sono tre piccoli tasti tondi disposti consecutivamente, di cui il primo ed il terzo con esclusiva funzione di regolazione del volume, rispettivamente per aumentarlo e diminuirlo, mentre il tasto centrale permette l’avvio e la pausa della traccia audio quando premuto una sola volta (oppure l’apertura e la chiusura di una telefonata, quando collegato ad un iPhone 3GS o 4), l’avanzamento di una traccia audio se pigiato per due volte consecutive o la selezione della traccia precedente mediante tre pressioni.

Fra le caratteristiche tecniche dichiarate, riportate nella tabella seguente, spicca la risposta in frequenza molto estesa, l’elevata sensibilità ed il peso complessivo molto contenuto delle Image One:

 

 

 

L’ascolto

 

La sensazione immediata con qualsiasi sorgente utilizzata è quella di un suono pieno, ricco, molto esteso soprattutto verso le frequenze più gravi, piacevolmente dinamico.

Il senso di completezza del messaggio musicale non permette nemmeno lontanamente il confronto con le cuffiette Apple in dotazione ai vari apparecchi iPxx, il cui uso successivo ricorda piuttosto la qualità dei trasduttori telefonici, più che d’alta fedeltà d’ascolto.

La timbrica appare corretta, con un lievissimo ma benefico risalto della gamma bassa superiore, supportata da una macrodinamica eccellente; il grado di isolamento verso l’esterno è efficace senza mai risultare opprimente, come mi capita talvolta usando le Denon.

La gamma media è ricca, piena, le note fondamentali e le prime armoniche degli strumenti acustici sono nitide, vivide, inducendo in breve tempo ad alzare il volume d’ascolto.

Anche in gamma medio-alta il grado di trasparenza rimane molto elevato, tant’è che ascoltando registrazioni particolarmente curate (ad esempio Telarc, nelle sue varie linee Blues, Jazz o Classic) il grado di dettaglio estrinseca con cura certosina le armoniche superiori ed i conseguenti  decadimenti armonici. Si ascolti allo scopo qualche partitura per chitarra classica o, ancor meglio, per chitarra acustica con corde metalliche (personalmente ho ascoltato artisti quali Aco Bocina, Kim Simmonds dei Savoy Brown o Paco de Lucia): la loro restituzione è persino coinvolgente, riproponendo in maniera corretta anche i segnali d’ambienza, con la sensazione di ritrovarsi al cospetto, anzi a ridosso, dello strumento musicale. In altri termini, registrazione permettendo, l’immagine acustica ricreata non si limita alla zona dei padiglioni auricolari, ma si estende verso il centro del capo sino alla fronte, rafforzando la sensazione di grande naturalezza d’emissione e piacevolezza d’ascolto.

Nonostante le Klipsch siano state espressamente progettate per il miglior interfacciamento con i prodotti Apple, la loro performance si esalta ovviamente quando pilotate da un amplificatore dedicato quale ad esempio l’ibrido Aeron HA102, col quale le loro migliori qualità intrinseche  (fluidità e naturalezza d’emissione) si esaltano, lasciandosi ben presto preferire alle pur lodevoli Koss PortaPro ed arrivando ad insidiare talvolta da vicino le più complete (ma forse più ostiche nel pilotaggio) Denon AH-D5000. Certamente le Denon vincono il confronto diretto proprio sulla ricostruzione aurale della scena sonora, sull’estensione e l’articolazione della prima ottava di frequenze udibili, sulla “bellezza” e completezza armonica all’estremo superiore, ma la classe costruttiva e prestazionale delle giapponesi conferisce loro un prezzo d’acquisto 5 volte superiore alle Klipsch Image One.

Con ciò, non vorrei sminuire le qualità complessive offerte da queste cuffie, che lasciano sovente stupefatti. Invito dunque all’ascolto attento di due album a firma di Van Morrison, pubblicati negli anni ’90: “Days Like This” (1995) e “The Healing Game” (1997), per i quali vorrei all’uopo spendere qualche considerazione personale, trattandosi di opere dell’artista nordirlandese considerate minori dalla critica internazionale. La classe immensa di Van “The Man” è tale da indurre il critico, abituato a capolavori assoluti come “Astral Weeks”, “Moondance”, ma anche “Veedon Fleece” o “Into the Music”, a pretendere sempre un risultato che vada oltre le aspettative.

Ricordo all’epoca le recensioni tiepide (quando non vere e proprie stroncature) di alcune nostre prestigiose riviste di settore, verso le quali ho dissentito con risentimento.

Sarà perché ormai non sono più giovanissimo, sarà perché ho perso lo smalto degli ideali e del furore tipicamente giovanili, sarà perché oggi sono più riflessivo e, tendenzialmente, più menefreghista ed immune dell’altrui opinione, ma se un’opera musicale riesce ad incollarmi nel tempo nella posizione d’ascolto del mio sistema stereofonico, scorro la pagina della rivista che di tanto in tanto riprendo, qualunque essa sia, per il solo gusto collezionista o di una rispolverata alla memoria non più così ferrea come un tempo.   

Eppure, svariati brani contenuti in questi due dischi (ma potrei anche citare almeno altri due ottimi album degli anni 90, quali “Hymn to the Silence” o il bluesggiante “Too Long in Exile”) avrebbero costituito a mio parere un risultato di eccellenza se fossero stati scritti da qualunque altro artista in ambito pop-rock: brani di suo pugno come “Perfect Fit”, “Russian Roulette”, “Songwriter” (1995), od ancora “Rough God Goes Riding” e “Fire in the Belly” (1997) rifulgono di luce propria, di grande bellezza,  intrisi indissolubilmente e costantemente di r’n’b e black-soul, oltre che sorretti dallo stile canoro e dalla passione esecutiva del loro incredibile compositore.

Se davvero nessuna novità abbiano apportato nello sviluppo musicale di Morrison, si fanno riascoltare ancora oggi con immutata freschezza.

La grandezza di questo artista oggi, quasi unica nell’intero panorama mondiale della musica, è a mio parere la sua capacità di riscrivere continuamente se stesso (il suo stile e la sua interpretazione) ed al contempo di saper impregnare di rinnovata classe, raffinatezza, eleganza, ogni sua singola composizione, rendendola longeva e contemporanea nel tempo.

Sulla solita isola sperduta e deserta (ma dotata di energia elettrica e di un megastore musicale) personalmente ci porterei tutta la discografia di Van Morrison (ok, anche quella dei Little Feat o dei Counting Crows e di chissà quanti altri artisti – appunto il megastore serve per tali motivi, mica mi sono rimbambito!): non si fosse ancora capito, ne sono letteralmente innamorato da almeno due decenni.  

Or bene, la voce invero assai particolare del songwriter di Belfast è resa dalle Klipsch Image One con dovizia di sfumature, gli ottoni sono giustamente penetranti e possenti, i controcanti e le voci femminili di coro e spesso di supporto al cantato di Morrison appaiono perfettamente intelligibili, senza predilezione timbrica per il sesso.

Le Klipsch Image One stupiscono, mi ripeto, per le loro qualità complessive che sovente si riscontano in modelli di costo superiori, rispetto ai quali davvero non sfigurano in nessuna occasione, risultando quasi scontatamente più versatili.

 

Conclusioni

 

Se Klipsch ha strategicamente puntato sull’eccezionale penetrazione di mercato dei prodotti Apple, pur proponendo una cuffia il cui prezzo possa effettivamente essere recepito come eccessivo se meramente considerata quale compendio pur necessario dei vari iPod e/o iPhone, la sua qualità costruttiva e, ancor più quella musicale, sbaragliano in questo momento ben più di un concorrente.

Se poi la mission di Klipsch fosse anche quella di una rieducazione delle nuove generazioni verso un ascolto qualitativo della musica riprodotta, ritengo allora che il marchio statunitense possa avere introdotto sul mercato un oggetto che, potenzialmente, potrebbe divenire davvero un nuovo e graditissimo best-buy dell’alta fedeltà.

Chi può, chi è caratterialmente curioso, chi ne abbia effettivamente bisogno, le vada ad ascoltare col proprio iPod o col notebook sotto braccio; in conclusione (e mi ripeto), le Klipsch Image One offrono più di quel che costano.

Buoni ascolti e sensazioni.

 

Grand Chapeau.

 

Cristiano Nevi  - musicofilo, audiofilo senza troppe fisime e libero recensore - marzo 2011



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