Schede e recensioni

Bada LB 5500 e 5600

Multipresa  Filtrata
 

 


  Di cosa si tratta

  Multipresa Filtrata


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  Produttore

  Bada China

  Caratteristiche

  Filtrata + voltmentro

  Costo

 270/00  € mod LB 5500   290/00  euro LB 5600   anno 2016

Audiocostruzioni di Sbisa' Giovanni e c snc  via grosoli 6

Carpi  MO -tel 059.685054  info@audiocostruzioni.com  per ordinare

 

 

Descrizione

 

Una presa filtrata molto molto interessante , 6 prese schuko delle quali 2 baypassate , cioè collegate  solamente all'interruttore e adatte all'alimentazione dei finali e altre 4 divise in due bancate da 2 prese per tutte le altre elettroniche. Molto affascinante il voltmentro posto davanti all'apparecchio illuminato di azzurro , mantre dietro troviamo la vaschetta vde e il pulsante per scaricare i condensatori.

Prodotto dal rapporto qualità prezzo eccellente.

 

Dal sito ufficiale:

 

Europe Version,Schuko Socket
Wima MKP capacitors employed in filtering circuit
3300W/15A Power Plant With Surge Protection
Single T and Double T filtering circuits to match different demands
Surge protection and overload protection with breaker reset switch
2 seperate sockets for PC's, Preamps & Sources (CD/DVD Player,DAC)
2 seperate sockets for Amplifier,Receivers,Vedio Sources
2 Separate Sockets With No Line Filters.
Detachable power cord system with voltage meter

Dimensioni -  in m/m 150 larg.  300 prof. 100 alt.


Scheda fotografica

 

LB 5500

 

 

 

LB 5600

 

 

 



Vediamo dietro

 

 


 

Vediamo dentro  foto di Cristiano


 

 

 

Domande e risposte a Cristiano

 

Caro Cristiano, ti scrivo dopo aver contattato Davide tramite email per ricevere informazioni sulla ciabatta Bada 5600, accennandomi che l'avresti provata a breve. Prima di acquistarla volevo capire se rispetto ad altre ciabatte filtranti più costose (tipo xindak o pureav) possiede almeno la stessa capacità filtrante e non introduce peggioramenti nella catena audio.  Puoi anticiparmi gentilmente qualche notizia in merito se hai avuto modo di testarla?
Ti ringrazio. Saluti.   F.sco

 

Ciao Francesco,

sto redigendo proprio in questi giorni la recensione del filtro di rete Bada 5600: il suo funzionamento è impeccabile, presenta oltremodo due prese di rete non filtrate, nel caso dovesse introdurre peggioramenti nel tuo sistema (ho usato il verbo al condizionale perchè nulla è dato per certo, in hi-fi, oltre al fatto che col mio sistema non ho avvertito alcun peggioramento).

Posso comunque confermarti che il suo intervento è efficace: ho volutamente inserito un finale mono valvolare in una presa di rete casalinga che alimentava contemporaneamente la caldaia di casa, i cui  accendi/spegni elettronici venivano tranquillamente captati dalle valvole ed amplificati: interponendo il Bada 5600, il problema è stato eliminato!

Si tratta di un prodotto ben realizzato anche internamente, nonostante avessi preferito anche l'indicazione della messa in fase di tutte le prese. Anche il filtro non appare particolarmente complesso, ma realizzato con componenti di prima scelta ed ottimamente dimensionati.

Rispetto ai prodotti Belkin - PureAV, la filtrazione è unica ed a monte delle quattro prese schuko filtrate; nei PureAV serie PF ogni presa (o gruppi di due prese) vi è un circuito dedicato, al fine di evitare influenze reciproche fra apparecchi.

Il rapporto qualità/prezzo è comunque favorevole!! (in altre parole, non butti via il tuo denaro....)

un cordiale saluto,

Cristiano

 

La recensione di Cristiano

 

 

APPUNTI e NOTE D’ASCOLTO

BADA LB-5600

Categoria: Accessori – filtro di rete/distributore di alimentazione                                  

 

 

Torno volentieri ad affrontare la prova di un accessorio un poco particolare, un filtro di rete elettrica, del quale nel recente passato me ne sono occupato in maniera relativamente approfondita in quella “sagra” (usando volutamente tale sostantivo per sottolinearne l’approccio ludico) a più puntate di confronto fra alcuni prodotti analoghi, fra i quali figurava anche il modello Bada LB-3300.

Il resoconto di questi confronti è ovviamente disponibile sul sito www.audiocostruzioni.com.

Ho un buon ricordo del modello 3300, un compatto mattoncino metallico che si distinse per il conveniente rapporto qualità/prezzo e l’inappuntabile costruzione, nonostante le prese di rete non fossero del tipo universale/schuko, ma piuttosto espressamente indicate per il mercato inglese / USA.

In una delle mie ultime visite presso l’atelier Audiocostruzioni in quel di via Grosoli a Carpi, l’amico Davide colse al volo il mio interesse per questo scatolotto nero assai accattivante nelle forme ed intrigante per quel voltmetro circolare retroilluminato da alcuni led blu posto sul frontale, che ne conferiva un aspetto complessivo a cavallo fra l’hi-tech e l’old-fashion. 

Mi disse solo: “Prendine uno e provalo!”

La realizzazione ricalca piuttosto fedelmente il modello LB-3300, a parte la livrea nera lucida, l’altezza dello chassis un poco più accentuata al fine di poter agevolmente ospitare anteriormente il grazioso voltmetro e la presenza, sul lato superiore, di sei prese schuko di buona qualità in luogo di quelle del tipo americano.

Quattro piccoli viti con testa a brugola per parte uniscono il lato inferiore al resto dello chassis, costituito da un profilo aperto sagomato che realizza le pareti laterali e quella superiore, al quale sono fissati lo spesso frontale, davvero ben rifinito, ed il lato posteriore sul quale si rinnovano così come nel modello LB-3300 la presa d’ingresso IEC, il tasto d’accensione ed un piccolo tasto di reset. La tenuta di queste piccole viti non è propriamente eccezionale, a testimonianza di una qualità talvolta discutibile in merito alle finiture non a vista.

Il filtro vero e proprio, sottostante le prese di uscita e fissato alla parete superiore del Bada LB-5600, è protetto da un foglio libero di materiale semirigido che, probabilmente, svolge prettamente una funzione di schermatura, ma di cui non possiedo alcuna altra notizia.

Il circuito, ben distribuito su di una bella basetta di vetronite, è realizzato a partire da componenti di comprovata qualità, fra cui si riconoscono immediatamente i condensatori WIMA MKP10 serie rossa, mentre le induttanze appaiono realizzate con fili di rame di considerevole spessore ed avvolte su di un toroide, al fine di attenuare le correnti parassite a modo comune, spesso causate da interferenze a radio frequenza (RFI); nonostante ad una sommaria analisi visiva non riesca ad individuare con la massima precisione le piste del circuito, ci si trova chiaramente di fronte ad un classico filtro C-L-C.

Tenendo ben presente che ai capi delle nostre comuni prese di rete domestiche la tensione non sarà mai una perfetta sinusoide a 50Hz con ampiezza di 220V, tale circuito svolge l’importante compito di minimizzare tutte quelle “onde” spurie sovente caratterizzate da ampiezza minore e frequenze che possono tranquillamente superare anche il MHz, introdotte da una qualsiasi apparecchiatura elettrica compresa fra la sorgente (la centrale ENEL, per intenderci) e la nostra presa di casa, fra cui sicuramente le grandi utenze industriali così come il nostro frigorifero o la lavatrice! Non bisogna poi dimenticare che, in concomitanza con l'accensione e lo spegnimento di apparecchiature elettriche si possono altresì generare degli spikes, ovvero degli impulsi brevissimi ma intensi. Se le variazioni d’ampiezza più lente non risultino semplici da controllare e risolvere,  se non per mezzo di adeguati stabilizzatori in grado di riprodurre un'onda sinusoidale con ampiezza stabilizzata, la presenza di armoniche a frequenza molto superiore ai 50Hz ed i cosiddetti  spikes sono comunque parzialmente risolvibili proprio mediante l’uso dei filtri di rete.

In realtà esistono svariate tipologie di filtro, in funzione dei carichi di lavoro (a basso o alto consumo), della scelta della frequenza di taglio, del filtraggio della linea di terra: indicativamente, i filtri studiati per sopportare alte correnti sono del tipo ad alta frequenza di taglio, che necessitano conseguentemente di induttanze con conduttore di grosso diametro, proprio come nel caso del nostro Bada LB-5600, dichiarato per sopportare un carico di lavoro max. pari a 3300W – 15A.

Il circuito dell’esemplare in prova risulta comunque un poco più complesso rispetto a quello utilizzato sul modello LB-3300, sia per il funzionamento del voltmetro che per la presenza di un numero maggiore di condensatori di filtro verso massa.

Contrariamente ad altri analoghi circuiti, Bada non ha fatto uso dei consueti condensatori del tipo Y2 tra fase, neutro, terra e X2 tra fase e neutro, affidandosi piuttosto ai citati Wima che, di converso, dichiarano un dielettrico capace di sopportare 600Vac e 1000Vcc.

Il Bada LB-5600 è stato utilizzato sia come unico filtro a monte del mio sistema, sia connesso in serie con i prodotti Belkin PureAV PF-30 o Surge Protection 8, usando lo “Sniffer” (vedasi gli articoli “Filtri ed Accessori, parte 1 e 2) nuovamente di Belkin per alcune verifiche sul rumore rosa introdotto dai vari componenti elettronici e sull’efficacia di intervento da parte del Bada.

Alle sei prese offerte dal filtro di rete cinese ho connesso il CD-player Krell KPS30i con i dac esterni Audio Alchemy DDE 1.0 e Audio Note Dac2, alternativamente i preamplificatori Monrio Primus, RS-Acustica Venice Two CR, Rose RV23S ed i finali Monrio MP-1, Sonus Faber Amator Power, Antique Sound Lab AV25 e Unison Research Nimbly.

La voce del sistema è stata affidata alle ottime ProAc D15, mentre per i cavi di alimentazione mi sono affidato ai validi Audiocostruzioni SB7 e SB3.

Durante gli ascolti, con la mia consueta fantasia e conseguente latitante metodologia scientifica, ho connesso alle altre prese di rete disponibili nell’ambiente d’ascolto: la caldaia termica a tiraggio forzato ed a controllo elettronico (d’ultima generazione), una stufa elettrica ed un sistema di rice-trasmissione su frequenze libere Brondi PMR446, oltre a giocherellare con vari interruttori di illuminazione.

Il modello LB-5600 supera brillantemente la prova degli spikes generati dall’uso degli interruttori domestici e da quelli introdotti dal relè di controllo del termostato di gestione della caldaia casalinga, altrimenti chiaramente udibili dagli altoparlanti delle ProAc (in particolare con l’uso di apparecchiature valvolari e, fra queste, quelle dotate di doppi triodi ECC88 o pentodi EF86, piuttosto che le tipologie ECC81-82-83).

Anche l’azione interferenziale delle rice-trasmittenti operanti su frequenze 446÷446,1 MHz viene fortemente mitigata o pressoché annullata in funzione delle elettroniche utilizzate.

Accendendo soltanto il lettore cd, una unità D/A esterna ed un preamplificatore, sulla quarta presa filtrata ancora disponibile lo Sniffer segnala l’assenza di rumore rosa, anche agendo sul range più sensibile di rilevazione. Scollego dunque il dac, inserisco una presa multipla e collego entrambi i finali monofonici Monrio MP-1: attraverso la presa multipla aggiuntiva connetto nuovamente lo Sniffer, che ora rileva una presenza consistente di rumore rosa già col terzo range di sensibilità, introdotto sicuramente dai due enormi trasformatori toroidali degli amplificatori piacentini. Riconnetto lo Sniffer ad una delle due prese del Bada non filtrate, ovvero a monte del circuito di filtro, ed ecco che il rumore rosa viene drasticamente abbattuto; per rilevarne la presenza, occorre ora agire almeno sul settimo campo di sensibilità dei nove resi disponibili dall’accessorio PureAV.

Scollego tutto: ricollego ora le elettroniche al PureAV PF-30, tranne i finali di potenza, lasciando libera l’unica presa non filtrata (ad alta corrente) ma comunque protetta da sovratensioni, alla quale collego il filtro di rete Bada LB-5600 utilizzando un cavo di alimentazione Audiocostruzioni SB7. Al filtro Bada connetto infine le amplificazioni di potenza (alternativamente: Monrio, Antique Sound Lab e Unison Research) e riprovo a controllare la presenza di rumore rosa, constatando le medesime rilevazioni: mi ritengo soddisfatto  ed inizio anche ad ascoltare la mia musica preferita.

Ritengo le mie impressioni più figlie di istantanee sensazioni piuttosto che di certezze assolute (che, in questo settore, costituiscono un’utopia quasi concettuale), eppure ho nuovamente azzardato sul mio taccuino degli appunti un migliore silenzio interstrumentale su tutta la gamma udibile, forse persino una migliore pulizia ed introspezione della criticissima gamma media.

Ascoltando a volumi d’ascolto più sostenuti del (mio) consueto, non ho piuttosto avvertito alcuna limitazione dinamica ne particolari costrizioni prospettiche, all’uopo sovente invece evidenziate su alcuni forum di discussione: forse il mio udito è divenuto carente e non più sufficientemente attendibile, ma in tal caso me ne rallegro, evitando persino di concentrarmi eccessivamente e di godermi di converso l’ultima fatica di William Fitzsimmons, intitolata “Sparrow and the Crow” oppure l’intera discografia degli amati Afghan Whigs.

Il solito appunto va ancora una volta assegnato allo striminzito manuale d’uso, redatto naturalmente e soltanto in idiomi del Paese d’origine.

Ci si può comunque consolare sulle prestazioni del piccolo manufatto cinese, peraltro migliorate rispetto al precedente LB-3300 ed allineate ora al concorrente diretto Xindak HF-1000S, oltre alla migliore veste estetica che invero non guasta mai.

Trovo il prezzo di vendita, fissato in Euro 160 IVA compresa anno 2009, sostanzialmente corretto in termini assoluti: mi sarei aspettato qualcosa in meno in funzione della provenienza geografica, anche se è altrettanto vero che alcune analoghe ciabatte di produzione nostrana o comunque europea presentino listini tranquillamente doppi, in considerazione del fatto che la ricreazione musicale riprodotta è da tempo un lusso ed una nicchia elitaria di mercato che, a naso, mi appare sempre più in fase di implosione.

 

Buoni ascolti e sensazioni.    Cristiano Nevi 

 

Links


Una recensione in francese:

http://www.tubophile.com/images/bada5600.gif

 

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