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Andrea Braido
" Sensazioni nel tempo "

recensione di
Fabrizio C.
Ripercorrere la
propria esistenza musicale affidando i ricordi a contesti
sonori assai diversi fra loro, eppur vicini nella sensibilità
di Andrea Braido, non è progetto di semplice costruzione:
Andrea è un frequentatore pensoso – sia gaio sia malinconico –
di molti stili, intimamente raggiunti nella percezione della
musica come “casa del mondo”. E’ allora tanto è possibile
incontrare “vertigini” indiane quanto movenze ispaniche, tanto
suggestioni sudamericane quanto arie d’Estremo Oriente,
improvvisazioni di stampo modale (come egli stesso afferma nel
booklet-prefazione), fraseggi come lampi o come pacato
incedere di accordi, spesso illuminati da una tecnica
strumentale di grande spessore e dalla tentazione della
“dissolvenza incrociata”, nel medesimo brano, tra atmosfere
diversissime fra loro. Capita che arpeggi rapidissimi,
orientaleggianti o gitani o, addirittura, di sapore “new age”,
intersechino arie “smooth”, hendrixiane oppure bluesy , senza
mai incorrere in cacofonie, in stravaganze banali, di cui il
panorama chitarristico attuale appare ben colmo.
Del resto la
cultura musicale di Andrea Braido rimanda alla lezione di
musicisti, di capi scuola indiscussi : da John Cage a Jimi
Hendrix, da Frank Zappa a Toninho Horta, da Paco de Lucia a
John Mc Laughlin ( del quale assume le movenze strumentali da
sitar in più di un’occasione): una formazione solida e
raffinata, come s’intende facilmente, nella quale si fa spesso
luce l’effetto della distorsione tipico del Nostro, così come
la dichiarata affinità con Jeff Beck, come egli dichiara in
una recente intervista. Andrea non ignora nemmeno le vie
indicate dai grandi del jazz (Coltrane e Parker, sopra tutti,
sembra) assunte in modo istintivo e personalmente riproposte
nella sua musica. A riprova di ciò si provi ad individuare il
genere da egli prediletto: il rock-blues, si potrebbe dire,
avendo ascoltato le sue opere precedenti, ma sarebbe riduttivo
e talora equivoco anche volendo limitarsi solo all’analisi dei
cd già pubblicati. E’ in Braido qualcosa di più ampio, di più
istintuale, di più emotivo, si sarebbe tentati di dire.
“Sensazioni nel
tempo”: in questo ripercorrere è naturale, quasi ovvio, che
egli suoni tutti gli strumenti, come fonemi d’uno stesso
linguaggio, alto, eclettico, frutto di un talento francamente
inusuale; inusuale ma ben disciplinato da buon gusto musicale
e sensibilità sonora.
Il cd nasce come
raccolta dei momenti più cari al Nostro, che suona, registra e
mixa, volendo descriverla da solo la propria vita, dal primo
fino all’ultimo brano, “A come Andromeda” (sigla dello
sceneggiato omonimo mandato in onda dalla RAI nel 1972,
composto da Mario Migliardi e arrangiato da Braido) in giusta
memoria di uno straordinario uomo ed attore quale fu Luigi
Vannucchi, ben presto dimenticato dai mass media (grazie
Andrea per avercelo ricordato…).
Una menzione
particolare va ad “As aparencia enganam”, in ricordo di Elis
Regina, quarta track intrisa di “saudade” donata a chi ascolta
con grazia e tenerezza, aleggiando su panorami latini di
intensa fattura, armoniosi, ariosi, luminosi.
Nonostante qualche
inevitabile calo di tensione, l’opera (10 brani per quasi 52
minuti di musica) non potrà passare inosservata: Andrea Braido
è, nel suo genere, senz’altro uno dei migliori strumentisti
presenti sui palchi europei, con la sua passione per la Fender
Stratocaster, con la sua scelta delle Frudua, estremamente
versatili nel raggiungere l’effetto humbucking, un artista che
sceglie di usare undici chitarre (!) nella realizzazione del
suo cd e che, coerentemente, arriva ad accompagnarsi con
tibetan bells ed arpa messicana in questa prova tra
multietnicità, “world music”, e tutto ciò che è di “confine”
tra quei panorami musicali che, come detto, per lui sono la
“casa della musica”.
Il costo del cd è
di 13 euro: si può comprare on line sul sito della Casa.
Fabrizio
Ciccarelli
Egozero@alice.it

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