Recensioni Software         

                     

Rita Marcotulli & Andy Sheppard

 

 

RITA MARCOTULLI & ANDY SHEPPARD

 

On the edge of a perfect moment

 

Incipit Records 2006

 

Rita Marcotulli – pianoforte

Andy Sheppard - sassofoni

 

 

 

1. Element
2. Le mains d'Alice
3.
Waves and wind
4. Sound of Stone I
5. Lullaby for Igor
6. Monkies Business
7. On the edge of a perfect moment
8. Us and Them
9. Carnival
10. Sound Stone II
11.
Rabo de Nube

  

Confini di momenti perfetti? Non facili da raggiungere in duo. Pochi albums di tal genere ripagano delle attese: quanti ne abbiamo ascoltati, in definitiva lanciati sul mercato discografico solo per rimpinguare cataloghi o produzioni maniacali dedite alla ricerca dell’effetto?

Ora, invece, Rita Marcotulli ed Andy Sheppard: una prova da considerare con attenzione per le variopinte esplorazioni, per gli attimi di idillica sospensione , per gli excursus meditativi improvvisi e destinati a svanire in eteree figurazioni dal linguaggio ora morbido ora graffiante, sempre volutamente distante da eccessi virtuosistici o coloriture troppo ardue.

La musica dei due, anche presentando costruzioni non di rado complesse, non cede a cerebralismi per i quali non sarebbe stato facile trovare quella sintonia profondissima che, invece, finisce per connotare l’intero progetto. Fraseggi intelligenti, suggestioni formalmente eclettiche, un sound che appartiene alla temperie culturale contemporanea: i due artisti  mostrano abilità nel trasformare elementi della tradizione jazzistica e  sanno improvvisare e spaziare in contesti stilistici differenti, ferma restando una coerenza sintattica di struttura, senza mai avvertire l’urgenza di percorrere pirotecnie e ramificazioni figurali che pure la fantasia d’entrambi possiede sia intellettualmente che tecnicamente.

Prendono così vita momenti di grande delicatezza, variazioni dinamiche imprevedibili, istanti di carattere sobrio nei quali essi sembrano trovarsi perfettamente a proprio agio, là dove l’abilità esecutiva lascia il posto all’ispirazione e al talento, alla varietas dei moti dell’animo, come in “Element”, adeguato incipit dell’opera.

Marcotulli e Sheppard non sembrano amare architetture armoniche complicate ed istrioniche: questo  buon gusto anima accordi spaziosi, secondo quanto parrebbero suggerire anche i temi più introversi (“Les mains d’Alice”), nei quali i due danno la sensazione di ascoltarsi con grande attenzione e affetto reciproco: in “Monkies business”, pentagramma ricco di suggestioni world, la sintonia emotiva tra i due irradia nella parte centrale un’angolosa cantabilità, uno slancio ritmico pieno e disegnato su combinazioni introspettive e  astrazioni quasi misteriose, senza formule rigide, meditando più sui registri strumentali che sul raggiungimento definitivo dello “stile”.

Ed allora può sorprendere la rilettura di “Us and them” (frutto magnifico dell’impressionismo psichedelico dei Pink Floyd), trasognata ed immaginifica, onirico balenio d’ inusuale perizia.

In tal senso l’accompagnamento della pianista appare spesso insinuante, vicino ad un’estetica ellingtoniana ben racchiusa nella mente e nel cuore (come non ricordare la straordinaria prova del Duke con John Coltrane nell’indimenticabile  Lp dell’Impulse?), e allo stesso tempo, all’occorrenza, esibire una grinta ed una potenza di forte spessore melodico, tale da dipingere nuances persino quando il discorso musicale affronta tempi tutt’altro che moderati.

Senza accumuli di tensione, dialogando con pacatezza e sensibilità, il duo disegna un sound generoso, frasi sussurrate, limpide e leggere: momenti senza confini, allora, un iter artistico appagante, originale, da ricordare con piacere ed una certa, indistinta, serenità.

 

Fabrizio Ciccarelli

 

 

Hit Counter

Torna alla pagina iniziale