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Caro
Davide, rieccomi di nuovo a spedirti una recensione musicale
da me elaborata.
Spero
piaccia a te e ai frequentatori del sito. Un saluto ed in attesa
di leggermi, ti saluto cordialmente.
Daniele.
Contavo di farmi vivo prima, nel mese di giugno o al massimo
i primi di luglio, per darvi la "dritta" dell'estate,
ma tant'è.., le mancate ferie, i contrattempi ed il lavoro, a volte
assai soffocante, come e più del caldo, non mi hanno consentito di
mantenere l'impegno che mi ero prefissato. Chissà che questo
non rappresenti un vantaggio, poiché l'ascolto di musica nella
stagione estiva con i finali del mio impianto che scaldano al pari
di una "Vaillant", non è certo piacevole, così come, non
si èinvogliati ad effettuare lunghe permanenze in salotto, nel mio
caso trasformato con la compiacenza "dell'angelo del focolare"
di casa mia, in stanza della musica.
Nella calura di luglio e agosto, infatti, esso diviene pressoché inabitabile,
essendo più simile ad una sauna che non ad una stanza di appartamento.
Bisognerà che mi decida ad installare un climatizzatore..
Dunque, lavorare allontana la noia ed il bisogno, recitava Voltaire,
ma è peggio che vendere whisky agli indiani d'America, soggiungo io,
stanca, innervosisce e ruba tempo ad altre più proficue attività.
Allora, perché sono di nuovo alla scrivania? forse perché, seguendo
il noto adagio, voglio "nobilitarmi" quanto più possibile!
E poi, volete mettere il piacere di risentirci, ancorché di riascoltare
assieme un bel disco?
Ragion per cui, la "dritta" ve la regalo adesso, per
fine estate.
Come vi avevo anticipato, in questi primi giorni di settembre, passo
i pochi momenti liberi, che il lavoro mi lascia, nel riascolto dei
miei dischi
preferiti, e questo, anche perchè un "ripassino"
giova sempre e abbellisce l'anima.
I "Tableaux d'une exposition" meglio noti come Quadri
di una esposizione, opera pianistica del 1874, rappresentano una commemorazione
che Moussorgsky pensò e mise in musica, per ricordare ed onorare la
scomparsa dell'amico
pittore e architetto Vincent Hartmann, cui il compositore era profondamente
legato, al punto da affermare... "perchè un cane un cavallo
o un ratto hanno il dono della vita, e creature come Hartmann devono
morire?. Se pure
fosse in Paradiso, questo non mi sarebbe di alcuna consolazione".
Mesi, comunque, passarono e Moussorgsky iniziò a farsi una ragione
della morte dell'amico e, contemporaneamente, sorse in lui il bisogno
ed il desiderio di dedicargli una composizione, i QUADRI appunto,
che come egli stesso ci lascia detto furono una idea che " era
appesa nell'aria, ed io, non ho dovuto far altro che coglierne un
pezzetto per volta e scarabocchiarlo sulla carta..".
Moussorgsky è figlio di un impoverito clan nobile, e per molti
anni ha insegnato musica per sopravvivere, si annoia, vive in povertà,
beve ed è depresso, le angosce della vita da ufficiale dell'esercito
prima e da servitore civile poi, lo tengono ai margini di una èlite
culturale che vede
in lui solo un ubriacone privo di talento, al punto che, gli
stessi amici non si accorgono delle sue doti.
Le scritture musicali di Moussorgsky sono frettolose e piene
di errori, e Rimsky Korsakov, l'altro grande genio, amico e contemporaneo
del nostro, non mancava, spesso, di rivedere e correggere le partiture,
per eliminare gravi errori di armonia e contrappunto.
Davvero ai suoi contemporanei, Moussorgsky deve essere sembrato
un analfabeta della musica!
Insieme a Balakirev, Borodin, Cui e Rimsky Korsakov, Moussorgsky
ha costituito l'equipaggio del brillante anticonformismo musicale
russo, e quantunque nella vita di tutti i giorni, egli fosse il più
irrequieto e fuori dagli schemi, di tutti e cinque, con il senno di
poi, oggi è considerato il più originale ed innovativo.
Fu da molti imitato e da nessuno eguagliato, e si può con ragionevolezza
affermare che buona parte della musicadel '900 a preso ispirazione
dal suo lavoro.
Les Tableaux, assursero a notorietà, solo dopo il 1922, quando
un altro grande musicista del secolo scorso, Maurice Ravel, li orchestrò,
dirigendoli personalmente, con una intuizione formidabile, che, dopo
82 anni, appalesa, riproducendone con straordinaria lucidità, lo spirito
assolutamente innovativo, che intendeva dare, con una nuova dimensione
ed una evocativa glorificazione dello spirito del valzer viennese.
Vero è che un capolavoro resta sempre un capolavoro, sebbene, forse,
il ruolo che le orchestrazioni "esplosive" dei "quadri"
nel corso del tempo, hanno assunto presso gli appassionati, in virtù
della loro poliedricità e difficoltà di esecuzione, è quello avvilente
di... "incisione di riferimento" per testare gli impianti,
insieme ai "Pianeti" e al "Bolero", sempre del
sopracitato Ravel, quantunque le varie versioni succedutesi nel tempo,
non siano state tutte di livello elevato.
Il caso, o forse una fredda determinazione, ha voluto che, lo
spazio di questo CD venisse equamente diviso tra i "Quadri"
ed un'altra composizione di effetto", la celeberrima "Notte
sul Monte Calvo", se a questo aggiungiamo che la realizzazione
è stata affidata alla Telarc, che ha avuto il compito di catturare
gli incantati suoni originati dall'Orchestra di Cleveland, superbamente
diretta da Lorin Maazel, lo spaccato è completo e le nebbie si diradano,
sciogliendo ogni dubbio in ordine alla validità artistico-tecnica
di questo disco.
Ad una idea di fondo relativamente semplice, fa da contraltare
un complicato svolgimento del tema.
I tempi, altro non sono, appunto, che quadri di una esposizione,
ma i soggetti di questi quadri, vanno dalla danza delle streghe, a
immagini di malefici gnomi, che culminano con l'arrivo alla Grande
porta di Kiev!
Numerose sono le versioni che si sono succedute nel tempo, praticamente
ogni grande nome della direzione orchestrale ha voluto fornire il
suo punto di vista sull'opera, sebbene, forse, la più lucida e al
contempo più folle versione è stata quella per organo solo, messa
in cantiere e registrata alcuni anni or sono per la Dorian da Michael
Murray, e questo, senza voler tralasciare un'altra grande versione
realizzata dal mai sufficientemente
celebrato Karajian per i Berlineer, rimasta come pietra miliare nella
storia discografica.
In tutta onestà, però, credo di non aver mai, come in questo
caso, avuto tanto nitide, le immagini degli gnomi che "raspano"
e si appalesano, oancora, il quadro dei buoi che affondano nel fango
fino ai garretti nell'intento di trainare un troppo pesante carro,
così come non mi è apparsa mai tanto trasparente e naturale la rappresentazione
di Baba Yaga che danza con i suoi occhi spiritati attorno al
fuoco!
Verrebbe fatto di pensare che l'opera, in particolare negli
ultimi deliranti movimenti, altro non sia che una parodia della vita
dello stesso autore, così piena di sofferenza, di angoscia e pervasa
da una strisciante paura, forse quella che da sempre accompagna tutti
gli uomini, specialmentese soli e depressi.
Quella della morte.
La Cleveland portata per mano da Maazel, è una Cleveland potente
e imponente, esattamente come deve essere, e come l'opera esige che
sia. La possanza e la pienezza del suono, perfettamente
si addicono ai Quadri,
e la Telarc, non è seconda a nessuno nel catturare ogni piccola "nuance"
piuttosto che un violento picco orchestrale.
Nel 1886, dopo cinque anni di malattia, Moussorgsky moriva,
distrutto dall'alcool e dalla depressione.
Di lui, ci restano i voli pindarici e le fantasie che ci ha
trasmesso con le note dei "quadri", accompagnate dalla sua
estrosa e poliedrica personalità.
Registrato nell'auditorium di Cleveland il 20 ottobre del 1978,
questo CD è particolarmente curato dal punto di vista tecnico, la
realizzazione è avvenuta avvalendosi di capsule Schoeps Colette, e
chi ha un minimo di dimestichezza con apparecchiature per la cattura
del suono, sa di cosa sto parlando..
Questi magici microfoni, oramai assolutamente introvabili, nelle mani
giuste, compiono mirabilie!
Qualche anno fa, ebbi modo di utilizzare una coppia di questi
campioni, ed il ricordo che ne porto, è ancora oggi, vivo e musicale!
Il master è digitale cosi come pure il tranfert, ma l'incisione
non è mai tagliente, merito dell'ingegnere del suono, ma soprattutto
dei microfoni e dei vecchi ma intramontabili multitraccia analogici
Studer 169!
Non è snobismo il voler considerare gli apparecchi analogici
come superbi, gli è che, effettivamente, catturano tutte le più recondite
e minute sfumature della registrazione, cosa che, purtroppo, assai
spesso non riesce agli altri, utilizzando una "catena" al
termine della quale vi sono moderni
registratori digitali.
Vi raccomando caldamente questo disco, in cambio del denaro necessario
al suo acquisto, ne otterrete 41 minuti di stupenda musica e
di grande orchestra che vi suona in salotto uno dei capolavori più
noti, forse nella sua realizzazione migliore.
Au revoir..
Daniele
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Lorin Maazel - The Cleveland Orchestra
PICTURES AT AN EXIBITION - NIGHT ON BALD
MOUNTAIN
Telarc CD 80042
euro 22,00
1979
daniele330@interfree.it
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La
folia
altra
recensione di Daniele
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