CD  e Vinile  le recensioni di Frengo

 

Pino IODICE Project "Suspended

 

 

 

 

Elegante, avveduto, musicista completo ed originale, inestinguibile nello studio della melodia, del ritmo, della composizione e dell’improvvisazione. Tutto questo, e molto altro ancora è: Pino IODICE. Pianista "fratello d'arte". L'album d’esordio come solista è "Suspended". Al suo fianco ha scelto cinque musicisti in grado di garantirgli il massimo della professionalità. Quanto di meglio  il panorama Jazz italiano possa offrire:

 

- suo fratello Pietro IODICE alla batteria; 

- Gianluca RENZI al contrabbasso; 

- Max IONATA  al Sax tenore; 

- Sandro DEIDDA al Sax soprano; 

- Daniele TITTARELLI al sax alto. 

 

Special Guest, e sorpresa finale, l’attore Alessandro HABER, voce recitante nel brano "I ladri di Baghdad". La decisione di Pino IODICE è stata quella di utilizzare, per questo disco,  una formazione in sestetto - nonostante sia il leader anche in trio -. Evidentemente questa scelta offriva una maggiore possibilità, dal punto di vista dell'impatto sonoro. Da segnalare inoltre la scelta dell'utilizzo di ben tre saxes. Due cenni biografici su Pino IODICE. Nato a Napoli il 27/05/1965, ppermettersi il lusso di annoverare tra le sue collaborazione nomi di assoluto prestigio: Massimo Urbani, Rosario Giuliani, Cinzia Tedesco, Maurizio Gianmarco, Javier Girotto. Non solo nel jazz. Da musicista completo, ha suonato nel pop con: Tosca, Lucio Dalla; nel rock con Edoardo Bennato, Richard Galliano, ed altri. Oltre ad essere il vincitore di numerosi e titolati concorsi musicali. Attualmente insegna presso “L’Università della Musica” di Roma. I brani presenti nella track list sono nove, oltre al brano già menzionato "I Ladri di Baghdad ". Giusto ricordare che tutti i pezzi sono il prodotto della genialità di Pino IODICE. Il disco inizia con la splendida intro di Pino, nel brano che da il titolo all'album: “Suspended”. Immediata è la sensazione di quello che sarà di lì a venire. In ottima evidenza l’intera sezione Sax. Sempre impeccabili Pietro IODICE e Gianluca RENZI, ai quali viene affidato il non facile compito di gestire il timing. Il secondo brano è "Crossroad", definito dallo stesso autore un gran casino ma perfettamente armonico. L'incrocio delle armonie lo rendono particolarmente piacevole. Il terzo brano è “Hard Time”, indovinata la scelta di Pino nell’utilizzo del Fender Rhodes, donando al brano un groove nuovo. L’utilizzo di tempi dispari, quindi più complessi, si prestano meravigliosamente agli intrecci armonici tra i saxes, Fender Rhodes e batteria. Delicato il quarto brano “Close to you", con l'utilizzo del sax soprano. Unico strumento in grado di riuscire a creare quel lirismo che rende, ogni ballads, appassionatamente intima. Il brano, romanticamente dedicato da Pino IODICE, alla donna della sua vita. ”Free Time”, il brano numero cinque, il suo testamento è racchiuso nel titolo. Un momento di libertà per i musicisti. La voglia di manifestare, senza freni, la più assoluta libertà espressiva. Un bravo pianista poteva dimenticarsi di un virtuoso come Oscar Peterson. Il brano  “Dear Oscar”, con il quale Pino omaggia il grande pianista canadese. A dispetto del titolo - in cui ci si aspetta una performance prevalentemente pianistica - Pino Iodice, come del resto in tutto l'album, lascia ampio spazio ai solisti, in una visione corale del brano, senza improduttivi eccessi, da ottimo leader. Bravo anche in questo. Il brano numero sette è Bourbon street”, con Pino ancora in versione elettrica. Un omaggio al blues con “Save the last dance”, con tempi marcatamente up. Sinergicamente impeccabile la sua manifesta speranza nel mantenere vivo l’interesse per questa musica: il blues. Ottimo il contrappunto di Renzi al basso. Con “Suspended” finalmente si "concede" quasi in solo, dimostrando tutta la sua ottima preparazione. Lasciandosi andare ad alcune divagazioni sul free, quasi a voler scaricare le tensioni accumulate, nell'ultimo brano suonato del suo primo disco. Particolare l'ultima traccia: "I ladri di Baghdad". Un'esecuzione a braccio, non sarebbe potuta essere altrimenti. Un confronto creativo del momento, senza studio. Con Alessandro Haber voce narran-cantante, accompagnato da Pino. Questo incontro di due modi d’essere artista, va ascoltato con attenzione, leggendo tra le pieghe. Un gesto poetico, un'idea bizzarra, ma quanto mai indovinata. Un artista pirotecnico Alessandro Haber. Un plauso a  Pino Iodice, che si dimostra un intenso compositore oltre che arrangiatore. Un intimo conoscitore della musica e del suo contorno. Avvalendosi di cotanto trust di musicisti, rivela ancor di più la sua sapiente maestria. Ad onor del vero – fortunatamente! - l'Italia è una fucina di talenti jazz. E’ altresì vero che, fondamentale è stata la scelta, su come far interagire le forze musicali. Ed è in questa scelta che Pino Iodice si dimostra ancora una volta superbo, riuscendo a dare quell’imprinting naturale e fresco, alla sua musica. I tre saxes riescono ad esprimere, singolarmente, il proprio fraseggio più connaturale. A volte straripante, a volte corrosivo, a volte smagliante, all’occorrenza poetico. La sezione ritmica, affidata ad un duo Renzi/Pietro Iodice, di caratura totale.  Un bel disco, forse non dimpatto immediato, va degustato, per riuscire ad apprezzare quanto sia stato realizzato con amore. Trasuda il suo essere “beater” - musicista da clubs -, di quelli autenticamente innamorati del Jazz. Gradisco segnalare l'iniziativa, sia del leader che della UM Records – etichetta legata all’Università della Musica -, di offrire un prodotto di qualità, sia acustico che musicale, ad un prezzo assolutamente "popolare". Nella speranza che ciò non resti un caso isolato, vi auguro uno splendido ascolto con “Suspended” di Pino Iodice.

 

 

 

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